Guerrilla Marketing

Il guerrilla marketing (o “guerriglia”) è una pubblicità che esce dagli schemi tradizionali, per penetrare in modo diretto nella città e incontrare la gente in modo provocatorio e spiazzante, senza ovviamente uscire dalla legalità e dal rispetto degli usi e dei costumi locali.

La guerrilla raggiunge il consumatore nei momenti e nei luoghi in cui non è attiva la sua “advertising consciousness” (come accade invece davanti alla TV o ascoltando la radio), cioè quando le sue difese nei confronti dei messaggi pubblicitari sono abbassate. Incuriosire, intrigare e coinvolgere sono gli effetti che la guerrilla produce sulle sue “vittime”. Infatti la guerrilla si può trovare nelle strade, sui muri, sulle panchine, sui fondi di bicchieri, in finte conversazioni, sui soldi, sulla frutta, sulla carta igienica, perfino sul corpo umano.
La guerrilla è fatta per colpire il singolo, generando spiazzamento nello spettatore, causando poi un effetto di passaparola che a sua volta causa una diffusione in maniera “virale” del messaggio nella popolazione.
Il guerrilla marketing si fa con armi non convenzionali, spesso con bassi costi, senza farsi riconoscere (almeno inizialmente) e con attacchi mordi e fuggi. L’obiettivo: il potenziale cliente.

Cos’è?

Il guerrilla marketing (o “guerriglia”) è una pubblicità che esce dagli schemi tradizionali, per penetrare in modo diretto nella città e incontrare la gente in modo provocatorio e spiazzante, senza ovviamente uscire dalla legalità e del rispetto degli usi e dei costumi locali.

Come funziona?

La guerrilla raggiunge il consumatore nei momenti e nei luoghi in cui non è attiva la sua “advertising consciousness”, cioè quando le sue difese nei confronti dei messaggi pubblicitari sono abbassate.Incuriosire, intrigare e coinvolgere sono gli effetti che la guerrilla produce sulle sue “vittime”.

Guerrilla Marketing

Il guerrilla marketing si fa con armi non convenzionali, spesso con bassi costi, senza farsi riconoscere (almeno inizialmente) e con attacchi mordi e fuggi. L’obiettivo: il potenziale cliente.

Dove si può trovare?

Infatti la guerrilla si può trovare nelle strade, sui muri, sulle panchine, sui fondi di bicchieri, in finte conversazioni, sui soldi, sulla frutta, sulla carta igienica, perfino sul corpo umano.

Finalità

La guerrilla è fatta per colpire il singolo, generando spiazzamento nello spettatore, causando poi un effetto di passaparola che a sua volta causa una diffusione in maniera “virale” del messaggio nella popolazione.

Come organizzare al meglio una campagna di guerrilla marketing?

01.

Prodotti e servizi

La prima naturale domanda da porsi è se il prodotto o servizio che si vuole lanciare si presta ad una campagna di guerrilla marketing. Difficilmente una campagna istituzionale può essere veicolata con tecniche mordi e fuggi, anche se non è del tutto da escludere.

02.

Idea originale

Infatti, più che il prodotto o servizio, a contare è l’idea da trasmettere. Questa deve essere originale, capace di suo di attirare la curiosità. L’impostazione iniziale che deve avere è quella di una piccola rivoluzione nel proprio settore. L’obiettivo finale è far parlare di sè, quindi più si è originali e più si riuscirà nel proprio intento. E per questo non servono budget smisurati, ma al contrario sono utili pochi investimenti.

03.

Il teaser

Nella parte operativa della campagna mordi e fuggi, tutto ruota attorno alla creazione del teaser, che dà concretezza all’idea originale.
To tease significa “stuzzicare”, e lo scopo del teaser è esattamente quello: l’immagine, il filmato o lo slogan, devono essere allusivi ed evocativi, devono saper colpire l’utente.

04.

Viralità

Se l’idea è originale e il teaser efficace, ciò che si ottiene è un effetto virale. Si crea “buzz” e si propaga di utente in utente.
Una volta ottenuto il proprio scopo di diffusione virale, si può giocare a carte scoperte. Se la campagna ha avuto successo, il tutto si svolge in pochi giorni o settimane, anche perché un teaser non può reggere più a lungo. A questo punto, il teaser va svelato, con un’opportuna fase due della propria campagna, in cui si spiega il significato del primo lancio.

05.

Obiettivi

Coinvolgere l’ utente ad effettuare azioni sui canali social, ma anche lasciare un ricordo simpatico del brand agli utenti, o potenzali clienti (‘Lead’), associandolo ad una determinata campagna.
Se infine il successo è stato ampio, questo può generare una seconda campagna di comunicazione, di tipo tradizionale.

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