Cosa sono e come funzionano i Mini-Program di WeChat


C’era una volta in Cina un’app. Ricercata, scaricata, utilizzata e in continuo aggiornamento. Poi arrivarono i Mini-Program: una nuovissima funzione sviluppata da Tencent per il suo WeChat (850 milioni di user al mese). Da qui in poi, almeno in Cina, il futuro delle app sembra essere sempre meno chiaro.

Che siate marketer, sviluppatori curiosi o amanti del tech proveniente da oriente, oggi non potete non conoscere questo nuovo strumento ad altissimo potenziale chiamato Mini-Program!

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Cosa sono i Mini-Program di WeChat?

I Mini-Program di WeChat sono delle sub-applicazioni (sembrerebbe che la parola “App” non possa essere utilizzata da Tencent per via di un divieto tassativo di Apple, ndr.) appartenenti all’ecosistema di WeChat.

Il prefisso Mini è indicativo non soltanto del loro piccolo peso ma anche del contesto specifico e mirato per cui vengono sviluppate.

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Ogni Mini-Program nasce come “estensione” di un account ufficiale WeChat con lo scopo di fornire servizi come quello eCommerce, Task Management o di coupon.

La funzione eCommerce è sicuramente la più utilizzata e sfruttata dalle pagine dei marketer che possono vendere direttamente online.

JD.com, ad esempio, ha già sviluppato da tempo un Mini-Program per il suo eCommerce, come anche Mobike ne mette uno a disposizione per la localizzazione, sblocco e blocco delle sue biciclette. Addirittura Tesla ha un Mini-Program che permette ai suoi user di localizzare le stazioni per la ricarica, prenotare un drive-test oppure semplicemente condividere la propria esperienza dopo aver guidato una Tesla.

Quali sono i vantaggi dall’utilizzo dei Mini-Program di WeChat?

WeChat è il luogo dove è riuscita a svilupparsi un’enorme e importante community di Influencer: ciò è dovuto in parte alle caratteristiche del mercato cinese e in parte dal fatto che le sponsorizzate su WeChat non funzionano in maniera mirata ed efficace.

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Questi Influencer, come nel resto del mondo, sono diventati punti di riferimento soprattutto nell’ambito fashion e beauty tanto da “influenzare” enormi flussi di vendite tra i consumatori cinesi.

Ma a questo sistema c’era un limite: gli Influencer utilizzavano il loro account ufficiale WeChat con sottoscrizione (un po’ come le pagine ufficiali di Facebook) per inviare notifiche push, ma gli articoli inviati su questi account non potevano contenere hyperlink ed era dunque difficile linkare direttamente all’eCommerce del prodotto sponsorizzato.

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Il Mini-Program ha fondamentalmente risolto questo gap: ha reso possibile il collegamento da un articolo di un account ufficiale a un eCommerce interno a WeChat, facendo incrementare il volume di vendite. Ecco perché moltissimi Influencer hanno fatto sviluppare il proprio personalissimo Mini-Program, una sorta di eCommerce che rende possibili gli acquisti senza far uscire l’utente dalla pagina ufficiale.

E quali sono i limiti?

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Non è tutto oro quel che luccica e anche questo nuovo e inesplorato strumento sembra possedere dei limiti. I Mini-Program, infatti, presentano ancora molte lacune se paragonati alle care vecchie app:

  • non possono inviare notifiche push (a differenza delle pagine degli account ufficiali);
  • non possono essere condivise nella timeline della sezione “Scopri”, ossia la bacheca;
  • fevono essere sviluppati in un linguaggio ad hoc: un framework Javascript sviluppato da Tencent scritto in wxml e wxss invece che in tradizionale html e css;
  • gli aggiornamenti devono essere inseriti e supervisionati da Tencent;
  • funzionano solo all’interno di WeChat.

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Un po’ di dati

I Mini-Program possono essere d’aiuto a utenti target con uno specifico potere d’acquisto. In generale generano molte più vendite a basso costo (meno di 200 RMB ossia circa 25 euro) che ad alto costo (oltre i 1000 RMB ossia circa 125 euro) come nel caso del portale Pinduoduo dove gli acquisti sotto i 200 RMB sono circa il 3% in meno rispetto a quelli tramite Mini-Program. In totale controtendenza è la differenza tra gli acquisti che superano i 1000 RMB sulla App ufficiale (37,6%) e quelli all’interno di WeChat (32,4%)

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Curiosi di sapere quali Mini-Program vanno per la maggiore? Eccovi un elenco:

  • Hangzhou Plus – HZPlus
  • I coupon sconto di McDonald’s – 麦当劳优惠券
  • Tencent Surveys – 腾讯投票
  • Mobike – 摩拜单车
  • Sleepy Sounds – 小睡眠





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Come funziona la SEO su WeChat (in app e sul portale Sogou)


Nell’immaginario collettivo degli esperti digital e non, SEO = Google. Non è per nulla errato affiancare la Search Engine Optimization a Google quando vivi e vegeti in un occidente che ha scritto le regole della digitalizzazione; infatti per più di un miliardo di persone che non ha accesso al più famoso motore di ricerca del mondo, SEO può voler dire Baidu o anche WeChat.

Per la SEO di WeChat, Tencent investe su Sugou

Lo strumento di ricerca su WeChat rappresenta solo una delle molteplici funzioni messe a disposizione dalla app ed è anche relativamente nascosta, ma seppur lentamente, la direzione imbroccata da Tencent punta a un massiccio sviluppo delle capacità di ricerca.

Già nel 2013 Tencent acquistò il 36,5% delle azioni di Sogou (搜狗), il motore di ricerca di Sohu.com dando chiari segnali di interesse in materia search engine. La successiva integrazione della ricerca WeChat sul sito Sogou e nell’app mobile hanno portato anche i non utenti di WeChat a ricercare e ad accedere a contenuti legati alla app.

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Da allora gli sviluppatori hanno pensato di implementare un vero e proprio motore di ricerca interno a WeChat del quale algoritmo si sa ancora molto poco. Ma vediamo meglio come funzionano entrambe il motore di ricerca Sogou integrato a WeChat e il motore di ricerca in-app.

Come funziona la ricerca su WeChat e come vengono visualizzati i risultati?

Sia il search engine Sogou che il sistema interno a WeChat funzionano allo stesso modo seppur con due diversi target. Mentre Sogou limita gli utenti alla ricerca di post di pagine o account pubblici, la ricerca sul motore interno a WeChat restituisce risultati anche dai Momenti dei propri contatti, chat di gruppo, ristornati sul database Dianping e infine i canonici risultati pubblici.

Una pecca c’è: gli utenti cinesi di WeChat (con regolare account collegato a un numero di telefono cinese) nei loro risultati di ricerca non vedono nulla di inerente agli account WeChat internazionali mentre non è vero viceversa.

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Osservare come vengono distribuiti i risultati delle ricerche è utile per capire come poter ottimizzare i contenuti in ottica SEO affinché appaiano coerentemente alle keyword utilizzate.

Come funziona la SEO su WeChat

I risultati restituiti da Sogou ricordano molto quelli di Google con un titolo, una breve descrizione, un’immagine, il nome pubblico dell’account e la data di pubblicazione. Aprendo i risultati, quelli provenienti da account con sottoscrizione riporteranno all’interno in QR Code del profilo.

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A differenza di Google o del suo parente asiatico Baidu, Sogou non ha regole per la presentazione di una meta description ma sembra invece riportare una parte qualsiasi del testo in maniera random.

Detto ciò cerchiamo di capire se, come per la SEO di Google, c’è effettivamente una chiave di lettura del funzionamento dell’algoritmo.

In linea di massima e al netto dell’ancora inespugnabile funzionamento dell’algoritmo della ricerca Sogou e WeChat, sappiamo che i risultati vengono distribuiti in base a quattro macro parametri:

  • Autorevolezza (dell’account pubblico WeChat) che dipende dai livelli di verifica di cui il più influente è proprio quello di WeChat;
  • Rilevanza: quella tra query di ricerca e nomi di account pubblici o di estratti di articoli su WeChat;
  • Popolarità: il numero di follower WeChat come anche il numero di lettori, condivisioni e segnalazioni;
  • Frequenza e data di pubblicazione.

Parametri molto simili a quelli di Google ma senza contare i backlink e le visite sul sito. Pochi trucchi, dunque e molta più “burocrazia” e rispetto delle regole di verifica.

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Sogou e WeChat: a beneficiare del motore di ricerca è prima di tutto Tencent

Lavorando con Sogou per creare un motore di ricerca personalizzato, Tencent ha mirato alla promozione di WeChat e dei prodotti e contenuti correlati anche a chi non utilizza direttamente l’app, il tutto senza dover dipendere da altri gestori di terze parti. Inoltre, le ricerche web sono e sempre saranno un ottimo canale di guadagno e Tencent lo sa bene.

Dunque la conquista della Cina tutta (e del mondo) da parte di Tencent procede: seppur con cauta lentezza il piano del colosso tech cinese avanza verso l’olimpo dei grandi come Alibaba e Baidu per accaparrarsi la propria fetta del mercato search engine.



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I mini game di WeChat hanno già conquistato mezzo miliardo di cinesi

Molto probabilmente per un occidentale qualsiasi il nome Tiao Yi Tiao non significa nulla ma per molti cinesi (circa mezzo miliardo) equivale a una droga. Stiamo parlando di giochi, nello specifico di mini game e di come stiano prendendo piede tra gli utenti di WeChat.

Tiao Yi Tiao (跳一跳) in cinese significa “salta” ed è un gioco che consiste nel far saltare, appunto, una pedina da una piattaforma all’altra: la distanza del salto da effettuare dipende dalla durata della pressione del dito sullo schermo. Il gioco termina qualora la pedina manchi una delle piattaforme.

Mini games di WeChat: come ha fatto Tiao Yi Tiao a conquistare una nazione?

Tiao Yi Tiao ha conquistato proprio tutti, anche i più grandi riuscendo a raggiungere i 170 milioni di utenti al giorno in un solo mese dal suo lancio a dicembre scorso per poi lievitare a 390 milioni a marzo di quest’anno: una fetta bella grossa rispetto alla torta di 583 milioni di mini game users nel 2017.

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Tiao Yi Tiao è stato il primo vero gioco di WeChat, definito “mini” per via del peso del programma che non supera i 4 MB.

Tencent ha subito dopo lanciato altri 17 mini game simili aprendo le porte anche a sviluppatori esterni. Secondo il report delle entrate relative al Q1 del 2018 di Tencent, oltre 500 mini game, utilizzati da 457 milioni di utenti, sono disponibili su WeChat.

La piattaforma di messaggistica e social più utilizzata in Cina (980 milioni di utenti nel 2018) grazie ai mini game in app ha già potuto infatti conquistare altri 60 milioni di utenti attirati dai nuovi giochi.

Trovare nuovi utenti e mantenere i vecchi: Tencent sa bene come fare

Mentre il numero degli utenti di WeChat cresceva ma la piattaforma sembrava essere in stallo, Tencent si chiedeva come poter alimentare l’interesse dei vecchi utenti andando alla conquista di nuovi.

La stessa trasformazione di WeChat da semplice app di messaggistica istantanea a piattaforma multifunzionale indispensabile per la sopravvivenza sociale in Cina ne è la dimostrazione. Inoltre il suo costante sviluppo e l’aggiunta di mini programmi in app leggeri che evitano il passaggio a ulteriori app store hanno fatto sì che il monopolio fosse confermato.

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A una prima occhiata i mini game di WeChat sembrano ispirati a semplici giochi in html5 utilizzabili sia da browser che da app mobile, eppure questi giochi sono molto più leggeri e veloci dei “cugini” in html5 (20 o 30 volte più veloci nel caricamento). L’altro grande vantaggio è quello già ribadito di essere utilizzabili direttamente su una app aperta mediamente per 64 minuti al giorno da ogni cinese, senza bisogno di essere scaricati da altri store.

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L’estrema facilità di utilizzo di questi giochi fa sì che anche i meno appassionati di attività ludiche possano distrarsi con una semplice partita. Inoltre la popolazione sinica si spacca quasi in due perfette metà per quanto concerne il genere dei gamer: un quasi perfetto 50-50 di cui un 22%  first time player.

Eppure questa semplicità di utilizzo fa sì che l’utente si stanchi prima del gioco: ciò significa che i mini game devono mantenere una componente social molto attiva attraverso classifiche e social sharing.

Come monetizza Tencent attraverso i mini game?

Semplice, come tutti i giochi scaricati da app store: piccoli costi di acquisto o pubblicità su quelli gratuiti. Il colosso tech cinese registra già l’equivalente di più di 1 milione e mezzo di dollari: una revenue destinata a crescere grazie all’apertura a sviluppatori esterni che devono versare a Tencent ben il 40% delle transazioni in-game oltre a una fetta delle entrate per pubblicità.

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Ma gli sviluppatori di mini game per WeChat hanno sicuramente il vantaggio di non dover spendere ulteriori fondi per customizzare i programmi in base al sistema operativo iOS o Android. Inoltre i mini game sono anche più economici dei classici giochi per PC da cui gli sviluppatori di WeChat hanno palesemente attinto.

Anche lo stesso Tiao Yi Tiao, infatti, prende spunto (quasi spudoratamente) dal gioco Bottle Flip di Ketchapp, ma anche questo fa parte del piano diabolico di Tencent: creare molti giochi e molto velocemente significherebbe sviluppare di continuo ed ex novo idee e concetti grafici unici. Perché dunque non “ispirarsi” a dei classici già esistenti?

WeChat, sulla carta, recita la parte di garante dei copyright: l’app ha infatti annunciato una serie di azioni per smascherare eventuali frodi attraverso il controllo dei nomi, loghi, istruzioni e materiali dei giochi.

Il core business di Tencent non sono i mini game ma ancora i “vecchi” classici video game che rappresentano gran parte delle revenue della società. Ma nonostante i mini game siano ancora in uno stato embrionale, gli sviluppatori ne hanno già carpito l’altissimo potenziale nascosto.

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