Ninja Morning (Weekend), il buongiorno di domenica 22 luglio


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Marchionne

Mike Manley, responsabile del brand Jeep, è il nuovo amministratore delegato di Fca, nominato ieri dopo la notizia del peggioramento inatteso delle condizioni di salute di Sergio Marchionne. Il consiglio di amministrazione di Fca – spiega una nota dell’azienda – ha deciso dunque “di accelerare il processo di transizione per la carica di Ceo in atto ormai da mesi e ha nominato Mike Manley amministratore delegato”. Mentre into Ferrari, come anticipato da Automotive News Europe, è il manager di Philip Morris Louis Carey Camilleri il successore di Marchionne nella carica di amministratore delegato della casa di Maranello. Il presidente sarà John Elkann.

Microsoft

Microsoft ha chiusio il quarto trimestre dell’esercizio fiscale con un utile per azione di 1,14 dollari, sopra le attese degli analisti che scommettevano su 1,08 dollari. I ricavi sono saliti del 17% a 30,1 miliardi di dollari, oltre i 29,2 miliardi previsti dal mercato. Nonostante i risultati Microsoft cala nelle contrattazioni after hours, dove arriva a perdere l’1,10%.

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Facebook

Secondo quanto riferito da un portavoce della società al tech magazine TechCrunch, sono cambiate le linee guida operative date ai moderatori di Facebook e Instagram, che ora potranno intervenire direttamente e più spesso nel bloccare i profili degli under 13.

Blackberry

Disponibile dal 30 luglio anche in Italia, ecco il BlackBerry KEY2, il nuovo smartphone della società canadese, dotato dell’iconica tastiera fisica che lo ha reso celebre. A bordo ha il sistema operativo Android 8.1 Oreo, ha una fotocamera posteriore doppia, mentre lo Speed Key, il tasto di scelta rapida, consente di accedere con un semplice gesto alle applicazioni, ai contatti e alle funzionalità usate più frequentemente. “Abbiamo sviluppato uno smartphone che si distingue, riunendo tutte le specificità che hanno reso BlackBerry un marchio iconico ed introducendo una serie di novità” ha dichiarato Alain Lejeune, Senior vice Presidente di TCL Communication e Presidente di BlackBerry Mobile.

Xiaomi

Dopo le indiscrezioni delle ultime settimane, Xiaomi ha svelato il Mi Max 3, un nuovo smartphone che fa della grandezza il suo punto di forza. Il dispositivo monta infatti uno schermo da 6,9 pollici, andando a sfiorare le dimensioni di un tablet. Il successore del Mi Max 2 è stato presentato ieri in Cina e dovrebbe arrivare su altri mercati nel corso dei prossimi mesi.

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In agenda nei prossimi 7 giorni

SABATO 21 LUGLIO – Fino a domani la Fiera di Milano a Rho ospita la seconda edizione di Campus Party Italia: 450 ore di contenuti, CPHack (hackathon in formato Campus Party), otto palchi tematici, tre aree uniche per un festival attivo 24 ore su 24. Scienza, imprenditoria, coding, intrattenimento e creatività i temi dell’evento, declinati in talk, workshop, BarCamp, interviste, Meet&Greet.

LUNEDI’ 23 LUGLIO – A Giffoni in programma una tavola rotonda sul nomadismo digitale e sui nuovi lavori smart con l’obiettivo di fare dell’Italia un paese attraente per chi gira il mondo grazie a professionalità sempre più connesse e slegate da vincoli geografici. In agenda anche la proiezione di un documentario in crowdsourcing, prodotto da Giffoni Innovation Hub, Intergea e Bridge Film in collaborazione con nomadidigitali.it, dal titolo Somewhere–I.

MARTEDI’ 24 LUGLIO – Quarto appuntamento a Palermo (Villa Niscemi, Sala delle Carrozze) del network GIOIN organizzato da Digital Magics, dedicato all’innovazione delle imprese italiane con le startup, parteciperanno le Autorità del Comune di Palermo e il top management di Intesa Sanpaolo, Deloitte, Waze, Gallerie d’Italia e FACTUM Arte. Apertura dei lavori prevista per le 16. 

Venture. A Roma, presso WeGil, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti presenta Innova Venture, nuovo strumento di Venture Capital della Regione Lazio.

Google. Fino al 26 luglio a San Francisco, il Moscone Center ospita Google Cloud Next 2018, la conferenza di Google per i clienti e i partner di G Suite e Google Cloud Platform, in particolare per i clienti aziendali.

MERCOLEDI 25 LUGLIO – Alle 18.30, a Villa Medici a Roma, cerimonia di premiazione della quarta edizione del MYllennium Award, premio che si rivolge ai Millennials. Articolato in 7 sezioni – saggistica “MY Book”, startup “MY Startup”, giornalismo “MY Reportage“, nuove opportunità di lavoro e formazione “MY Job”, cinema “MY Frame”, architettura “MY City” e musica “MY Music” – è promosso dal Gruppo Barletta Spa e dedicato alla memoria del suo fondatore, Raffaele Barletta.

GIOVEDI’ 26 LUGLIO – Alle 17 in Piazza Liberty a Milano apre il primo Apple Store nel centro della città. Progettato dall’archistar Norman Foster avrà un design unico: l’ingresso al negozio avverrà tramite una scalinata di 22 metri che scenderà in profondità per 3,2 metri e porterà al centro del negozio.

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Le notizie che forse questa settimana ti sei perso

🔎 Come trovare le offerte migliori durante l’Amazon Prime Day di oggi
Alcuni consigli per trovare facilmente le offerte più convenienti tra i prodotti disponibili durante l’Amazon Prime Day 2018

🚕 Anche Rolls-Royce vuole il suo taxi volante, come Uber
Dopo, Airbus, Uber e il Kitty Hawk di Larry Page, anche l’azienda inglese è al lavoro su un sistema di propulsione per un taxi volante, chiamato Evtol

🏆 Satispay, ok a nuovo aumento di capitale per 15 milioni (10 già sottoscritti)
La società di Dalmasso ha deliberato un nuovo aumento di capitale. Tra i sottoscrittori della prima tranche Copper Street Capital, fondo basato in UK

😤 I lavoratori di Amazon in Germania, Spagna e Polonia scioperano durante il Prime Day
La sindacalista: “Il messaggio è chiaro: il gigante online si arricchisce risparmiando denaro sulla salute dei suoi lavoratori”

😱 Netflix continua a crescere (ma non abbastanza). E crolla in borsa
La Big della tv in streaming chiude il secondo trimestre con 5,14 milioni di nuovi abbonati, un milione in meno delle previsioni di Wall Street

👁 Intelligenza Artificiale: così le macchine vedranno i tumori
In Australia un gruppo di ricercatori sta insegnando alle macchine a diagnosticare il cancro. In arrivo a breve i test sull’uomo

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😄 Ecco come i brand hanno celebrato l’Emoji Day di quest’anno
Anche quet’anno i brand hanno dato libero sfogo alla creatività in occasione del World Emoji Day, mentre Apple è pronta a lanciare 70 nuove emoji

👏 Digital Magics ha aperto a Palermo il LUMSA Digital Hub
Il progetto è nato in collaborazione con Università LUMSA ed è dedicato alle startup del food, dell’AgriTech e del turismo innovativo

✏️ Slack vuole semplificarci il lavoro e si compra Missions
Slack, la società di Stewart Butterfield, ha acquisito una startup (la terza) di Denver per automatizzare le attività quotidiane dei team nelle aziende

🔎 TILT cerca startup da portare al CES 2019 di Las Vegas
Il Digital Hub di Teorema Engineering e AREA Science Park ha aperto il bando per selezionare i progetti italiani per il Consumer Electronics Show (CES) 2019

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📱Ue: multa a Google da 4,3 miliardi. Big G: faremo ricorso
Secondo la Commissione Europea Google ha violato le regole della concorrenza per abuso di posizione dominante legata ad Android

🚀 Dalla ricerca alle startup, cos’è e come funziona il network R2I
Research to Innovation (R2I) è il progetto di trasferimento tecnologico di INFN e e CERN. Hanno già aderito I3P, Bioindustry Park e Cubact

🕵 Il valore di mercato delle azioni Amazon raggiunge 900 miliardi (e ora minaccia la leadership di Apple)
Con una crescita costante nel tempo e dettando ormai molte delle tendenze del settore eCommerce, Amazon ha costruito il suo impero finanziario

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👍 Diversità e disabilità: come includere sui luoghi di lavoro
Le leggi e le quote non bastano per far lavorare le persone con disabilità. Serve un management plurale che punti all’integrazione nel team

🚀 Samsung vuole lanciare uno smartphone a schermo pieghevole
Samsung sta lavorando al lancio già per il prossimo anno di un device da 7 pollici, nome in codice Winner, con lo schermo che si piega in due

🔎 I rischi di diventare trend topic su Twitter, il caso di Perla Tiziana
Cosa succede quando un utente, bloccando tutti gli altri su Twitter, diventa all’improvviso un trend topic per una giornata intera

🤝 Ora Instagram ci dice quando i nostri amici sono online
Potremo controllare chi è attivo in quel momento ma anche noi saremo visibili agli altri se non disattiviamo la funzione

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🚘 Spotify in versione guida sicura: la nuova idea di Daniel Ek
Spotify è al lavoro su un’interfaccia semplificata capace di attivarsi in automatico quando il dispositivo è collegato a un altro via Bluetooth

✏️ Cosa fanno e quali canali usano le banche sui social secondo il report di ABI
L’indagine dell’Associazione Bancaria Italiani – ABI – racconta e analizza lo scenario in cui si affacciano le banche sui social

💏 Portabilità dei dati: perché Microsoft, Facebook, Google e Twitter ora vogliono unire le forze
Le quattro Big hanno lanciato il Data Transfer Project, per consentire agli utenti di trasferire i loro dati da un fornitore di servizi ad un altro





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Il font di Netflix è stato creato per far risparmiare milioni all’azienda


Quando Netflix ha deciso di modificare il suo logo, ha anche lanciato un progetto per la creazione di un nuovo font pulito e personalizzato con l’obiettivo di far risparmiare moltissimi soldi all’azienda.

Si chiama Netflix Sans e, come spiegato da uno dei designer responsabili della sua creazione su AdWeek, si tratta di un font molto funzionale ed economico ispirato al famoso logo del marchio.

netflix font

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Netflix Sans, spiegato

Noah Nathan – questo il nome del designer – ha pubblicato il progetto sul suo sito web, spiegando che il nuovo font ha sia uno scopo estetico e comunicativo che uno scopo funzionale, dato che c’è anche una seria componente economica dietro al suo sviluppo.

netflix sans

Data la diffusione ormai globale di Netflix, infatti, le licenze per i font da utilizzare possono diventare piuttosto costose e quindi lo sviluppo di una nuova serie di caratteri apposta per l’azienda era diventato essenziale: “non serve solo a conferire un ulteriore elemento di unicità all’estetica del brand, ma è utile soprattutto ad un impiego più oculato delle risorse, in termini di milioni di dollari all’anno”, specie quando le licenze vengono pagate sulla base delle impression, come avviene per gli spazi pubblicitari digitali.

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Linee funzionali che richiamano il logo

Le caratteristiche uniche del carattere tipografico sono state scelte con attenzione, utilizzando linee pulite e piuttosto neutre, eliminando ogni eccesso pur lasciando spazio al design.

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Il taglio ad arco sulla “t” minuscola, ad esempio, è ispirato alla curva della lente per la proiezione cinematografica, tanto iconica da diventare un simbolo per Netflix. Il font, infatti, fa riferimento visivamente allo storico logo Netflix, introdotto quando l’azienda fu fondata nel 1997 e aggiornato nel 2014, a sua volta ispirato al logo di CinemaScope, l’obiettivo anamorfico utilizzato negli anni ’50 e ’60 per girare filmati widescreen.

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cinemascope

CREDITS
Design lead: Tanya Kumar, Noah Nathan
Consulenti di design del prodotto: Andre do Amaral, David Gallagher
Produzione integrata: Monique Adcock, Tanya Kumar
Socio fondatore: Dalton Maag



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Come funziona la SEO su WeChat (in app e sul portale Sogou)


Nell’immaginario collettivo degli esperti digital e non, SEO = Google. Non è per nulla errato affiancare la Search Engine Optimization a Google quando vivi e vegeti in un occidente che ha scritto le regole della digitalizzazione; infatti per più di un miliardo di persone che non ha accesso al più famoso motore di ricerca del mondo, SEO può voler dire Baidu o anche WeChat.

Per la SEO di WeChat, Tencent investe su Sugou

Lo strumento di ricerca su WeChat rappresenta solo una delle molteplici funzioni messe a disposizione dalla app ed è anche relativamente nascosta, ma seppur lentamente, la direzione imbroccata da Tencent punta a un massiccio sviluppo delle capacità di ricerca.

Già nel 2013 Tencent acquistò il 36,5% delle azioni di Sogou (搜狗), il motore di ricerca di Sohu.com dando chiari segnali di interesse in materia search engine. La successiva integrazione della ricerca WeChat sul sito Sogou e nell’app mobile hanno portato anche i non utenti di WeChat a ricercare e ad accedere a contenuti legati alla app.

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Da allora gli sviluppatori hanno pensato di implementare un vero e proprio motore di ricerca interno a WeChat del quale algoritmo si sa ancora molto poco. Ma vediamo meglio come funzionano entrambe il motore di ricerca Sogou integrato a WeChat e il motore di ricerca in-app.

Come funziona la ricerca su WeChat e come vengono visualizzati i risultati?

Sia il search engine Sogou che il sistema interno a WeChat funzionano allo stesso modo seppur con due diversi target. Mentre Sogou limita gli utenti alla ricerca di post di pagine o account pubblici, la ricerca sul motore interno a WeChat restituisce risultati anche dai Momenti dei propri contatti, chat di gruppo, ristornati sul database Dianping e infine i canonici risultati pubblici.

Una pecca c’è: gli utenti cinesi di WeChat (con regolare account collegato a un numero di telefono cinese) nei loro risultati di ricerca non vedono nulla di inerente agli account WeChat internazionali mentre non è vero viceversa.

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Osservare come vengono distribuiti i risultati delle ricerche è utile per capire come poter ottimizzare i contenuti in ottica SEO affinché appaiano coerentemente alle keyword utilizzate.

Come funziona la SEO su WeChat

I risultati restituiti da Sogou ricordano molto quelli di Google con un titolo, una breve descrizione, un’immagine, il nome pubblico dell’account e la data di pubblicazione. Aprendo i risultati, quelli provenienti da account con sottoscrizione riporteranno all’interno in QR Code del profilo.

Come funziona la SEO su WeChat-4

A differenza di Google o del suo parente asiatico Baidu, Sogou non ha regole per la presentazione di una meta description ma sembra invece riportare una parte qualsiasi del testo in maniera random.

Detto ciò cerchiamo di capire se, come per la SEO di Google, c’è effettivamente una chiave di lettura del funzionamento dell’algoritmo.

In linea di massima e al netto dell’ancora inespugnabile funzionamento dell’algoritmo della ricerca Sogou e WeChat, sappiamo che i risultati vengono distribuiti in base a quattro macro parametri:

  • Autorevolezza (dell’account pubblico WeChat) che dipende dai livelli di verifica di cui il più influente è proprio quello di WeChat;
  • Rilevanza: quella tra query di ricerca e nomi di account pubblici o di estratti di articoli su WeChat;
  • Popolarità: il numero di follower WeChat come anche il numero di lettori, condivisioni e segnalazioni;
  • Frequenza e data di pubblicazione.

Parametri molto simili a quelli di Google ma senza contare i backlink e le visite sul sito. Pochi trucchi, dunque e molta più “burocrazia” e rispetto delle regole di verifica.

LEGGI ANCHE: I mini game di WeChat hanno già conquistato mezzo miliardo di cinesi

Sogou e WeChat: a beneficiare del motore di ricerca è prima di tutto Tencent

Lavorando con Sogou per creare un motore di ricerca personalizzato, Tencent ha mirato alla promozione di WeChat e dei prodotti e contenuti correlati anche a chi non utilizza direttamente l’app, il tutto senza dover dipendere da altri gestori di terze parti. Inoltre, le ricerche web sono e sempre saranno un ottimo canale di guadagno e Tencent lo sa bene.

Dunque la conquista della Cina tutta (e del mondo) da parte di Tencent procede: seppur con cauta lentezza il piano del colosso tech cinese avanza verso l’olimpo dei grandi come Alibaba e Baidu per accaparrarsi la propria fetta del mercato search engine.



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come includere sui luoghi di lavoro


La diversità, anche sul posto di lavoro, è un valore. Molto facile a dirsi. Un po’ più difficile da mettere in pratica, soprattutto quando si parla di disabilità.

C’è voluta una legge, la 68 del 1999 per cercare di obbligare in qualche modo le aziende anche ad assumere gli appartenenti alle cosiddette categorie protette. E anche in questo caso, spesso, i datori di lavoro hanno preferito pagare delle sanzioni piuttosto che mettere in discussione la loro organizzazione e i loro ritmi produttivi per cercare di integrare queste persone.

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Un lavoro per tutti al di là degli obblighi

L’altra faccia della medaglia, comunque, è che l’imposizione senza un adeguamento intelligente si è tradotta spesso in assunzioni che non hanno rappresentato nessun vantaggio professionale né per l’interessato né per l’azienda.

In altre parole, più crude, spesso alcuni impiegati sono finiti ad occupare una scrivania solo per rispettare gli obblighi di legge, ma non sono stati messi nelle condizioni di svolgere delle mansioni a loro adeguate dal punto di vista tecnico e relazionale.

LEGGI ANCHE: In ufficio o a casa, l’ambiente di lavoro conta per aumentare la produttività

L’integrazione lavorativa

Il legislatore si è reso conto di queste storture e con la legge 99 del 2013 ha cercato di mettere in risalto l’obiettivo principale del collocamento mirato per le persone disabili: l’integrazione lavorativa.

Ulteriori correttivi arrivati nel 2015 hanno cercato di incentivare ancora di più le assunzioni tramite sgravi contributivi, l’integrazione con le reti sanitarie e formative, la riduzione della percentuale minima di invalidità richiesta. Questi provvedimenti puntano ad aumentare il numero di persone con disabilità impiegate.

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LEGGI ANCHE: Con la parità di genere si valorizza tutta la forza lavoro. La ricerca di Accenture

Il management plurale

Dal punto di vista del datore di lavoro esistono degli strumenti che è possibile utilizzare per fare dei passi in avanti su questo tema.

Innanzitutto, è necessaria la formazione per un management plurale per cercare di capire e gestire le diverse situazioni che si possono presentare.

Viene consigliata una consulenza organizzativa per l’inserimento lavorativo di queste persone e viene suggerito un percorso di empowerment della persona con disabilità.

Infine anche il gruppo di lavoro deve relazionarsi in maniera appropriata e per questo fondamentale è il lavoro di team building.

Il management plurale passa quindi per la valutazione delle competenze, per l’individuazione delle posizioni adatte alle persone con disabilità e per la costruzione di una cultura dell’inclusione. In questo modo si arriva a considerare l’altro come una risorsa con le sue peculiarità che sono complementari ad altre nella quotidianità lavorativa.



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Ecco come i brand hanno celebrato l’Emoji Day di quest’anno


Poco più di mese fa Unicode 11 aveva aggiunto ben 66 nuove emoji permetterci di comunicare ancora meglio con le più famose faccine.

Così oggi per il nuovo #emojiday tanti brand hanno liberato la loro creatività per celebrare quello che sembrava nato come fenomeno passeggero e che invece è diventato presto un linguaggio di comunicazione alternativo, non più destinato solo a millennials e nativi digitali, ma adottato da tutte le fasce di età, complice anche la diffusione dei servizi di instant messaging, regno incontrastato delle emoji.

LEGGI ANCHE: Emoji strategy: un viaggio nella comunicazione delle faccine :)

Tanti brand non si sono lasciati sfuggire neanche quest’anno l’occasione per salutare i propri follower utilizzando le emoji per entrare nel flusso di una comunicazione che non ha tardato a diventare un trend topic.

Scopriamo insieme le creatività social più belle di oggi.

Mulino Bianco ripensa le sue confezioni in chiave emoji

Mulino Bianco ha ripensato alcune delle confezioni dei suoi più famosi biscotti inserendovi l’emoji più adatta.

Cosa c’è di meglio di questa 🤗 per gli Abbracci?

Nutella spinge il suo prodotto novità

Nutella ha sfruttato invece il trend topic per inserirsi nel dialogo con gli utenti e spingere il suo nuovo prodotto di punta. Il messaggio che vuole comunicare è che per ogni morso c’è la faccina giusta!

McDonald’s ci coinvolge con le domande

McDonald’s ha utilizzato l’emoji day per dare risalto ad una delle sue promozioni, coinvolgendo gli utenti con una domanda a cui rispondere in emoji.

L’Inter crea un gioco che tutti possiamo replicare

La squadra di calcio ha coinvolto alcuni veterani in un gioco divertente: associare ad ogni emoji un calciatore.

Emirates Airline crea una splendida immagine fatta di emoji

La compagnia aerea ha dato libero spazio alla creatività con le emoji ricavandone un vero e proprio quadro rappresentativo dell’immagine dell’azienda.

 

Apple introduce 70 nuove emoji, ancora più rappresentative delle diversità

apple world emoji day Intanto, proprio in vista del World Emoji Day, Apple ha rivelato in anteprima le nuove 70 emoji per iOS che saranno presto rilasciate per tutti i dispositivi: dai personaggi con i capelli rossi ai supereroi, fino ai cupcake, presto avremo una gamma ancora maggiore di emoji con cui esprimerci!



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Addio alla fidanzatina di Ken, ora Barbie insegna (anche) il coding

Qual era il tuo sogno professionale dell’infanzia? Volevi diventare una ballerina, un’archeologa, un’esploratrice o un’ingegnere?

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Mattel sta rivoluzionando la crescita e la creatività di milioni di bambine: sono arrivate le Barbie in versione professionale per le carriere STEM, ossia legate a lavori inerenti alle categorie Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.

Barbie non sarà più uno stereotipo legato alla bellezza esteriore, alla mondanità e alle uscite con Ken, ma potrà essere l’ispirazione a provare nuovi esperimenti, mettersi alla prova e coltivare i propri talenti.

Barbie in collaborazione con Tynker e Black Girls CODE

Dopo oltre 60 anni dalla nascita dell’iconica Barbie, Mattel vuole stimolare il potenziale interesse a professioni più tecnologiche e potenziarne l’apprendimento, in collaborazione con Tynker e Black Girls CODE.

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Tynker è un sistema di apprendimento informatico che permette ai bambini di apprendere giocando, attraverso l’intuizione e il gioco e lo stimolo a diventare chi vuoi utilizzando la app YOU CAN BE ANYTHING.

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Black Girls CODE  è un programma che ha l’intento di dimostrare al mondo che le ragazze di ogni colore hanno le capacità per diventare i programmatori di domani. Promuovendo classi e programmi, vogliono accrescere il numero di donne afroamericane che lavorano nella tecnologia e dare alle ragazze svantaggiate la possibilità di diventare padroni dei loro mondi tecnologici.

Il progetto e la strategia di Mattel

La strategia di Mattel è sensazionale: va ben oltre la necessità di attualizzare una bambola amatissima da generazioni di donne, caricarla di valore femminile, antirazzista e portare avanti una battaglia che magari 40 anni fa avveniva per le strade attraverso manifestazioni femministe.

Ad oggi solo il 24% dei lavori STEM sono svolti da donne ed è proprio questo che ha incoraggiato la casa produttrice di giocattoli più famosa al mondo a creare l’ingegnere robotico Barbie che permette di esplorare le carriere STEM attraverso il gioco creativo, apprendendo abilità di codifica.

barbie

Con la versione Barbie Ingegnere robotico le bambine accedono a sei lezioni di codifica gratuite, pensate per insegnare alle nuove generazioni a ragionare, risolvere problemi e apprendere gli elementi basilari della programmazione informatica.

Del resto, in un mondo iperconnesso e costantemente in evoluzione non abbiamo certezza che ci sia continuità nell’utilizzo delle bambole come avveniva 20 o 30 anni fa, la mossa di Mattel è al passo con i tempi digital che corrono ed eleva l’importanza del valore della donna nel mondo del lavoro.

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Addio alla fidanzatina di Ken, ora Barbie insegna (anche) il coding

Qual era il tuo sogno professionale dell’infanzia? Volevi diventare una ballerina, un’archeologa, un’esploratrice o un’ingegnere?

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Mattel sta rivoluzionando la crescita e la creatività di milioni di bambine: sono arrivate le Barbie in versione professionale per le carriere STEM, ossia legate a lavori inerenti alle categorie Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.

Barbie non sarà più uno stereotipo legato alla bellezza esteriore, alla mondanità e alle uscite con Ken, ma potrà essere l’ispirazione a provare nuovi esperimenti, mettersi alla prova e coltivare i propri talenti.

Barbie in collaborazione con Tynker e Black Girls CODE

Dopo oltre 60 anni dalla nascita dell’iconica Barbie, Mattel vuole stimolare il potenziale interesse a professioni più tecnologiche e potenziarne l’apprendimento, in collaborazione con Tynker e Black Girls CODE.

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Tynker è un sistema di apprendimento informatico che permette ai bambini di apprendere giocando, attraverso l’intuizione e il gioco e lo stimolo a diventare chi vuoi utilizzando la app YOU CAN BE ANYTHING.

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Black Girls CODE  è un programma che ha l’intento di dimostrare al mondo che le ragazze di ogni colore hanno le capacità per diventare i programmatori di domani. Promuovendo classi e programmi, vogliono accrescere il numero di donne afroamericane che lavorano nella tecnologia e dare alle ragazze svantaggiate la possibilità di diventare padroni dei loro mondi tecnologici.

Il progetto e la strategia di Mattel

La strategia di Mattel è sensazionale: va ben oltre la necessità di attualizzare una bambola amatissima da generazioni di donne, caricarla di valore femminile, antirazzista e portare avanti una battaglia che magari 40 anni fa avveniva per le strade attraverso manifestazioni femministe.

Ad oggi solo il 24% dei lavori STEM sono svolti da donne ed è proprio questo che ha incoraggiato la casa produttrice di giocattoli più famosa al mondo a creare l’ingegnere robotico Barbie che permette di esplorare le carriere STEM attraverso il gioco creativo, apprendendo abilità di codifica.

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Con la versione Barbie Ingegnere robotico le bambine accedono a sei lezioni di codifica gratuite, pensate per insegnare alle nuove generazioni a ragionare, risolvere problemi e apprendere gli elementi basilari della programmazione informatica.

Del resto, in un mondo iperconnesso e costantemente in evoluzione non abbiamo certezza che ci sia continuità nell’utilizzo delle bambole come avveniva 20 o 30 anni fa, la mossa di Mattel è al passo con i tempi digital che corrono ed eleva l’importanza del valore della donna nel mondo del lavoro.

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5 idee da grandi brand per usare al meglio le Instagram Stories


Circa mezzo miliardo di persone le usa ogni mese per creare, esprimere a se stessa e connettersi con gli altri. Tutti generano un’enorme quantità di contenuti grazie alle Instagram Stories: si parla di quasi 95 milioni di messaggi al giorno, il che può rendere difficile distinguersi, soprattutto se sei un’azienda.

Ecco perché è sempre utile guardarsi intorno per cercare un po’ di ispirazione, guardando cosa fanno i brand più grandi e prendendo in prestito qualche spunto.

Oggi ti proponiamo cinque begli esempi di come utilizzare al meglio, ma in modo semplice le Storie di Instagram per integrare la tua strategia sul canale social senza essere banale e scontato.

LEGGI ANCHE: Instagram aggiunge la musica alle Stories, ecco come fare

1. Crea tutorial come Etsy

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Le persone cercano sui social una gratificazione immediata e non vogliono perdere tempo. La ricompensa per l’attenzione che ci dedicano deve essere rapida ed efficace.

Per questo brand come Etsy creano tutorial su Instagram Stories, capitalizzando l’innato desiderio del loro pubblico di creare oggetti.

2. Dietro le quinte come il New York Times

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Uno sguardo più profondo, più intimo e autentico su qualcosa che amiamo e apprezziamo può essere un’esperienza davvero affascinante. Ecco perché il contenuto “dietro le quinte” è così avvincente per i fan: va oltre la superficie, solletica la conoscenza e, alla fine, fa sentire il pubblico speciale, dandogli l’idea di sapere qualcosa in più degli altri.

Il New York Times, ad esempio, ha portato i suoi follower dietro le quinte del Westminster Kennel Club Dog Show, garantendo ai suo fan un’esperienza più ricca e soddisfacente.

LEGGI ANCHE: Come ottimizzare la tua strategia di Social Selling su Facebook, LinkedIn e Instagram

3. Le ultime novità come quelle di Ben & Jerry’s

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Le aziende che utilizzano Instagram Stories per fare annunci tengono i propri follower informati sulle ultime novità, un aspetto davvero interessante e prezioso per i fan e per i sostenitori del marchio.

Se la tua azienda ha effettuato un’acquisizione, assunto un influencer del settore o lanciato un nuovo prodotto, diffondere la notizia tramite una Instagram Story rafforzerà l’idea che le persone che guardano i tuoi contenuti siano consumatori ben informati, che non devono attendere l’uscita dei giornali per apprendere una notizia sul tuo brand.

Ogni volta che Ben & Jerry’s lancia un nuovo gusto, per esempio, crea una storia e la gente apprezza la notizia correndo a provare il nuovo gelato.

4. Crea liste come National Geographic

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“Gli elenchi attingono al nostro modo preferito di ricevere e organizzare le informazioni a livello di subconscio”, scrive l’editorialista del New Yorker, Maria Konnikova. “Dal punto di vista dell’elaborazione delle informazioni, spesso colpiscono il nostro punto debole, l’attenzione”.

In questo senso, le Instagram Stories sono il mezzo ideale per creare liste, in particolare per marchi altamente visivi, come il National Geographic.

5. Ospita un takeover come Maybelline New York

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Nel 2012, marchi come Burberry hanno iniziato a invitare gli influencer a “prendere in consegna” i loro feed come mezzo per promuovere i contenuti e raggiungere nuovi segmenti di pubblico. La strategia ha preso piede perché, se fatta bene, è un win-win-win (anche per il pubblico).

Ad esempio, quando Maybelline New York ha collaborato con la giovane Influencer Jordyn Jones, che ha preso il controllo delle sue Stories per offrire uno sguardo sulla New York Fashion Week, sia il brand che l’Influencer hanno raccolto attenzione e coinvolgimento da parte del pubblico dell’altro.

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3 miti da sfatare sull’intelligenza artificiale e sui rischi che corriamo

Da Siri alle auto che si guidano da sole, l’intelligenza artificiale è tra noi e si sta evolvendo rapidamente. Accade spesso che, quando si parla di AI, questa venga associata ad un robot con caratteristiche umane, ma in realtà i suoi ambiti applicativi possono essere molteplici.

LEGGI ANCHE: VIDEO Boston Dynamics sta costruendo automi che camminano come noi e cani e gatti robot

L’intelligenza artificiale oggi è definita “debole”, in quanto essa è progettata per svolgere determinate funzioni,per esempio il riconoscimento facciale o le ricerche sul web: l’obiettivo  di molti ricercatori al lavoro su questa tecnologia è quello di sviluppare un’intelligenza artificiale “forte” in grado di superare gli esseri umani in quasi tutti i compiti cognitivi.

Quali saranno le conseguenze?

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La progettazione di sistemi  AI più intelligenti può portare a degli sviluppi decisivi in numerosi settori, correndo il rischio di lasciare l’intelletto umano molto indietro.

Nonostante la creazione di una super intelligenza artificiale rappresenti un grande passo per l’umanità, utile (forse) a sradicare le guerre, la povertà e le malattie, molti esperti hanno espresso la loro preoccupazione riguardante l’incapacità di allineare gli obiettivi umani con quelli artificiali.

Perché l’intelligenza artificiale può essere pericolosa

Una gran parte dei ricercatori concorda sul fatto che un’intelligenza artificiale super intelligente non sia in grado di mostrare emozioni umane come l’amore o l’odio. Non ci sarebbe ragione, dunque, per aspettarsi che diventi intenzionalmente benevola o malevola.

Invece, quando si pensa a come l’AI possa diventare pericolosa, gli scenari possibili sono due: l’intelligenza artificiale potrebbe essere programmata per diventare pericolosa o potrebbe essere programmata per essere utile, ma sviluppare autonomamente un metodo distruttivo per raggiungere i suoi obiettivi.

Nel primo caso, l’intelligenza artificiale  può diventare estremamente dannosa: basti immaginare armi autonome, sistemi di intelligenza artificiale programmati per uccidere che, nelle mani della persona sbagliata, potrebbero facilmente causare vittime in modo massivo. Inoltre, una corsa agli armamenti di intelligenza artificiale potrebbe inavvertitamente portare a una guerra con conseguenze davvero disastrose.

Per non correre il rischio di essere intralciati dal nemico, queste armi potrebbero essere progettate per essere estremamente difficili da “spegnere”, così gli umani potrebbero facilmente perdere il controllo della situazione. Questo rischio è presente anche con una AI ristretta, ma cresce con l’aumentare dei livelli di intelligenza e autonomia dell’intelligenza artificiale.

Nel secondo caso, si corre il rischio che gli obiettivi artificiali non siano allineati con quelli umani: ad esempio, se chiediamo ad un auto intelligente di condurci all’aeroporto il più velocemente possibile, questa potrebbe eseguire letteralmente la richiesta, non badando a ostacoli o alla sicurezza. Uno scenario da film probabilmente, ma che l’intelligenza artificiale avanzata possa non avere le competenze giuste per comprendere gli ordini, è una preoccupazione reale.

I miti riguardo il futuro dell’Intelligenza Artificiale

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Ci sono controversie affascinanti su cui i maggiori esperti del mondo non sono d’accordo, come l’impatto di questa tecnologia sul mercato del lavoro; ci sono però anche molti esempi di sterili pseudo-controversie causate spesso da conclusioni troppo azzardate. Cerchiamo di chiarire insieme alcuni di questi “miti” che fanno a volte molto discutere sul futuro dell’AI.

Il primo mito riguarda il tempo: quanto ci vorrà prima che le macchine superino di molto l’intelligenza umana? Le due opinioni principali e contrarie utilizzano questo secolo come punto di riferimento: l’AI si svilupperà prima/dopo del 2100. La verità è che non ci sono dati che possano dirci con certezza il tempo che questa tecnologia impiegherà per arrivare al massimo della sua espressione: l’unica cosa che possiamo attualmente fare è prepararci già dal punto di vista della sicurezza, per prevenire i pericoli di cui parlavamo sopra.

Il secondo mito sostiene che gli unici a preoccuparsi degli effetti negativi dell’AI siano coloro che non ne conoscono davvero le potenzialità. Falso anche questo: anche i ricercatori più affermati che lavorano sull’Intelligenza Artificiale sono i primi a nutrire molti dubbi e preoccupazioni sul suo futuro.

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Il terzo mito è quello più discusso: le macchine non hanno obiettivi come possono averli gli umani. Sbagliato: l’intelligenza artificiale ha degli obiettivi e può svilupparne di nuovi, il problema è se questi siano più o meno allineati con quelli degli esseri umani. Facciamo un esempio: un ipotetico missile comandato dall’AI non ha forse l’obiettivo di uccidere, ma ha l’obiettivo di seguire le fonti di calore, poco importa se queste siano di animali, umani adulti o umani bambini.

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Come trovare le offerte migliori durante l’Amazon Prime Day di oggi


L’Amazon Prime Day si conferma anche quest’anno uno dei momenti di shopping più attesi dai clienti online. Si comincia alle 12.00 di oggi, per 36 ore di offerte speciali che si spera faranno impennare le vendite anche per i merchant italiani.

prezzi ribassati su circa un milione di prodotti, con circa il 50% di offerte in più rispetto agli anni passati, fanno gola a tantissimi utenti, ma valgono solo per i clienti Prime, il servizio in abbonamento del marketplace che garantisce spedizioni veloci e gratuite, oltre all’accesso a contenuti gratuiti per video (Prime Video), musica (Prime Music) e libri (Prime Reading), e che proprio nei mesi scorsi ha quasi raddoppiato il suo prezzo.

amazon prime day

Tutti i deal del Prime Day

Le offerte riguardano tutti i principali settori merceologici, dall’elettronica all’abbigliamento, e sono suddivise in tre grandi categorie:

  • offerte del giorno, cioè quelle dei prodotti scontati in vendita per 24 ore, fino a esaurimento scorte
  • Best Deals, che durano più giorni e con sconti sui prodotti in genere superiori
  • offerte lampo, le migliori del Prime Day, ma con prodotti disponibili per un tempo e in numeri davvero limitatissimi.

LEGGI ANCHE: Sta per arrivare il più grande Amazon Prime Day mai visto, durerà di più e sarà più conveniente

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Come trovare le offerte più convenienti dell’Amazon Prime Day

Per assicurarsi le offerte migliori è Amazon stessa a ricordare alcuni consigli per essere sempre aggiornati sui deal.

Per accedere agli sconti dell’Amazon Prime Day 2018, dicevamo, è necessario innanzitutto essere clienti Prime (basta anche essersi registrati al mese gratuito di prova per accedere agli sconti). Un incentivo alle registrazioni al servizio studiato dall’azienda, consapevole del fatto che chi prova il servizio Prime nella maggior parte dei casi vi rimane fedele.

Il secondo step suggerito da Amazon è quello di scaricare l’app su dispositivo mobile, per trovare in modo ancora più semplice e immediato le offerte del Prime Day. Spesso, inoltre, a chi scarica l’app per la prima volta Amazon garantisce buoni e sconti aggiuntivi.

Ma l’Amazon Prime Day è anche una sorta di caccia al tesoro, un divertimento per tanti utenti, che iniziano giorni prima a selezionare gli articoli su cui vorrebbero vedere applicati i migliori sconti.

Per trovare le migliori offerte Amazon suggerisce di installare l’estensione per il browser Amazon Assistant, che consente di ricevere notifiche sulle offerte attive in ogni momento.

amazon assistant

Sarà utile consultare periodicamente il sito web e l’app per accaparrarsi i deal più convenienti, seguendo le offerte che interessano di più attraverso l’apposito tasto “Segui l’offerta”, ricevendo così una notifica non appena si potrà acquistare l’articolo a prezzo scontato.

amazon prime day 2018 segui

A segnalare gli articoli inclusi nell’operazione Prime Day ci sarà un apposito badge azzurro, che permetterà di capire al volo che il prodotto potrebbe essere un vero affare.

amazon prime day 2018 badge

LEGGI ANCHE: Amazon Prime Day story: tutti i numeri delle prime due edizioni

Il consiglio del cacciatore di affari

C’è chi sostiene che basandosi Amazon su un sistema automatizzato di remarketing, potrebbe essere utile inserire nel carrello e poi eliminare i prodotti che più ci interessano. Registrando le nostre operazioni, infatti, potremmo ricevere gradevoli sorprese proprio su quegli articoli.

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Una possibilità tutta da testare, per essere sicuri di aver trovato, anche quest’anno, il vero affare.



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