Come in Black Mirror, presto potremo scaricare e rivedere i nostri ricordi


Vi ricordate il film atto di forza con Schwarzenegger? Tratto da un racconto di Philip K. Dick (che ancora una volta, potremmo dire, aveva previsto tutto) descrive un futuro in cui una azienda, la Total Recall, con una tecnologia non troppo invasiva, permette ai suoi clienti di ricordare certe esperienze, senza mai averle vissute nella realtà.

Elon Musk ha annunciato di recente una interfaccia creata dalla Neuralink che potrà trasformarci in cyborg, interfacciando il nostro cervello con dispositivi esterni.

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Anche un’altra azienda, la Openwater guidata dall’inventrice Mary Lou Jepsen, si pone un obbiettivo simile.

Le due realtà hanno adottato approcci diversi. La Neuralink sta sviluppando elettrodi in scala nanometrica, che una volta iniettati creerebbero una maglia intorno al cervello con cui interfacciarsi. La Openwater invece prevede di utilizzare la luce rossa e quasi infrarossa per leggere (ed eventualmente scrivere) direttamente dal cervello di chi indossi il suo dispositivo, non più grande di un piccolo berretto o bandana.

I primi utilizzatori di Neuralink: i soldati

Entrambe le aziende sono attualmente finanziate dalla DARPA, l’agenzia del dipartimento della difesa statunitense che segue lo sviluppo di nuove tecnologie per uso militare.

La scansione ad alta risoluzione del cervello dei soldati non è un progetto nuovo per la DARPA: in passato se ne erano occupati, però, per creare interfacce che permettessero ai soldati feriti e mutilati in battaglia di riprendere una vita normale con delle protesi avanzate.

Queste ricerche invece si focalizzano sul soldato perfettamente capace, che però grazie alle nuove interfacce potrebbe interagire hands-free con sistemi d’arma autonomi o semi-autonomi, e in futuro, con sistemi d’arma controllati da una AI.

neuralink

I tempi previsti per lo sviluppo di queste interfacce non sono poi così lunghi: tra 18 mesi dovrebbero già essere disponbili i primi componenti con capacità di leggere (e scrivere) nel cervello del soldato, per oltre due ore di uso continuo.

Tra altri 18 mesi (quindi nel 2021) le interfacce saranno più piccole, sicure e con un volume di scambio dati maggiore. I segnali trasmessi ricadranno in più categorie, come per esempio  la rilevazione di un obiettivo, o la segnalazione di un pericolo.

Nella fase finale, prevista per il 2023, i segnali ricadranno in più di sei categorie con maggiore affidabilità e, sopratutto, indipendenza tra i canali. Niente interferenze tra udito e vista, ad esempio.

I pro e i contro

Lo sviluppo di queste interfacce, ricordiamo, impiantabili in maniera non invasiva, hanno creato molto entusiasmo ma anche preoccupazione.

Chi ne è entusiasta prevede un futuro in cui con questi sistemi, resi indossabili, sarà facile diagnosticare e prevenire certe malattie, conservare memorie e ricordi di una persona in eterno o ridurre (se non annullare) i tempi di apprendimento di nuove abilità.

Vi ricordate il film Matrix? La scena in cui Neo, prevedendo di dover combattere fisicamente con gli avversari, scarica direttamente nel suo cervello l’abilità di un maestro di Kung-Fu.

neuralink matrix

Alcuni esperimenti già effettuati nell’addestramento di piloti di aereo hanno dimostrato come i tempi per acquisire le capacità necessarie si riducano del 33% se i candidati piloti indossano una interfaccia cerebrale che trasmette le nozioni di piloti esperti mentre loro stessi usano un simulatore di volo.

Oppure, semplicemente, potremo solo pensare per controllare ogni dispositivo della nostra casa. Meraviglioso, no? 

Secondo molti entusiasti, Elon Musk tra questi, questa evoluzione del genere umano, maggiormente integrato con le macchine e i sistemi di intelligenza artificiale è un passo verso la singolarità, un modo per il genere umano di non scomparire in un mondo dominato da robot e AI.

Per dirla con Musk, quella della fusione con l’intelligenza artificiale sembra la migliore ipotesi possibile. Se non la puoi sconfiggere, unisciti a lei.

Altri invece si preoccupano. E forse tanto torto non ce l’hanno.

Dopo gli scandali come quello di Cambridge Analytica, il data harvesting sfrenato e, spesso, il conseguente utilizzo non autorizzato dei nostri dati, non è forse giustificato il loro timore?

Cadrebbe l’ultimo baluardo della nostra privacy, i nostri pensieri potrebbero essere monitorati facilmente e con il nostro consenso, nel migliore dei casi. Nel peggiore dei casi, cioè senza il nostro consenso, potrebbe significare davvero vivere una distopia peggiore del grande fratello orwelliano, un minority report dove i criminali potrebbero essere scoperti e perseguiti senza bisogno di precog (i tre veggenti che grazie ai loro poteri potevano prevedere, appunto chi avrebbe commesso un crimine), basterebbe leggere e rilevare le loro intenzioni criminali grazie a queste interfacce.

Se sistemi di social scoring come quello già in uso in Cina si estendessero ad altre nazioni, non sarebbe da temere che un punteggio sociale sia assegnato (o tolto) in base ai pensieri, magari di dissenso politico, che attraversassero la nostra mente?

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Se poi il dispositivo indossato o impiantato in maniera non invasiva potesse (come previsto dai piani di ricerca) anche caricare nelle mente degli utenti pensieri e ricordi, oltre alla privacy sarebbe in pericolo la nostra libertà, il nostro libero arbitrio.

Robert McIntyre, co-fondatore di Nectome, azienda che si propone di preservare il vostro cervello con una accuratezza tale che si possa, in futuro, leggere tutti i pensieri e ricordi in dettaglio e caricarli nel cloud, è (naturalmente) un sostenitore di queste tecniche.

Uno dei vantaggi, secondo lui, è la possibilità di preservare tutto il sapere e la saggezza che altrimenti andrebbero persi con la morte delle persone che lo detengono.

“Oggigiorno”, afferma, “quando una generazione muore, porta con sé la saggezza collettiva. Si può trasmettere il sapere, ma non la saggezza, che va imparata. Ciò va bene per un po’, ma ogni generazione è sempre più potente. E l’immenso potenziale di cose che possiamo fare aumenta, ma non la saggezza”.





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Gucci e Cattelan celebrano l’arte di copiare con quattro murales


Milano, New York, Londra e Hong Kong sono queste le quattro città scelte da Gucci per presentare la nuova mostra The Artist Is Present in programma dall’11 al 16 dicembre allo Yuz Museum di Shanghai.

Continuano le operazioni di ambient marketing della maison che questa volta collabora con l’irriverente artista Maurizio Cattelan.

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Gucci e l’arte del copiare

I murales ricreano il manifesto della mostra stessa, un’opera d’arte risalente al 2010 realizzata per la personale di Marina Abramovic The Artist Is Present al MoMA di New York. Un frammento della famosa performance in cui l’artista trascorse 700 ore immobile seduta, invitando i visitatori ad accomodarsi di fronte a lei.

Il progetto espositivo promosso da Gucci esplora l’arte della copia e dell’appropriazione culturale, il titolo stesso della mostra è copiato.

“Copiare è come una bestemmia: potrebbe sembrare non rispettoso verso Dio, ma allo stesso tempo è il riconoscimento significativo della sua esistenza” sostiene Cattelan.

LEGGI ANCHE: La collaborazione tra Uniqlo e il MoMa per la street art

Operazione street art

La mostra presenterà opere site-specific e già esistenti di oltre 30 artisti cinesi e stranieri tra cui Philippe Parreno, Yan Pei-Ming, Damon Zucconi, Christopher Williams, Aleksandra Mir, Sayre Gomez e molti altri. Sebbene Marina Abramovic non sia coinvolta nel progetto, i lavori dell’artista hanno rappresentato per Cattelan una fonte di ispirazione per la creazione delle opere.

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Non è la prima volta che Gucci si lega alla street art per sostenere una sua campagna di comunicazione, lo scorso anno il brand ha collaborato con Angelica Hicks e Coco Capitán.

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I nuovi murales nel quartiere di SoHo di New York, in Corso Garibaldi a Milano, nella D’Anguilar Street di Hong Kong e a pochi passi da Brick Lane a Londra saranno affiancati da un ulteriore murales nel distretto Jingan di Shanghai che sarà rivelato nelle prossime settimane per promuovere l’apertura della mostra in città.

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L’ArtWall milanese in Largo la Foppa – Corso Garibaldi

Nell’esposizione riecheggeranno i temi del falso e della simulazione come paradigmi della era digitale e della riproduzione mediatica. Del resto come “in ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico”,  anche in una copia l’artista è presente.





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Ninja Morning, il buongiorno di venerdì 21 settembre 2018


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Polizia Postale

Allarme della Polizia Postale su uno spamming in corso con finalità di estorsione. “L’utente riceve una mail – si spiega – nella quale lo si informa che il suo account sarebbe stato hackerato attraverso un virus mentre venivano visitati siti per adulti; da qui la minaccia di divulgare a tutti il tipo di sito visitato e la conseguente richiesta di denaro in criptovaluta”. La polizia ha invitato, qualora si dovesse ricevere una e-mail di questo tipo, a “evitare assolutamente di pagare un riscatto”.

Invenzione per intimorirci. “Nulla di tutto ciò è reale” puntualizza evidenziando che si tratta di “un’invenzione elaborata al solo scopo di intimorirci ed indurci a pagare una somma illecita”. Ma “è tecnicamente impossibile” che quanto viene ventilato possa essere accaduto. “Non è possibile – si spiega infatti – che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta, abbia potuto – per ciò solo – installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando i nostri dati”. La polizia postale invita allora a evitare assolutamente di pagare alcuna somma: proteggere la mail, magari cambiando la password e, comunque, evitare di usare la stessa per più profili.

Facebook

Facebook lavora alla costruzione di una war room in vista delle elezioni americane di metà mandato, a novembre, e delle prossime elezioni in Brasile e in altri Paesi, senza escludere le elezioni europee della prossima primavera. A riportarlo il New York Times, secondo cui l’obiettivo è quello di combattere la disinformazione e le fake news che vengono veicolate attraverso la sua piattaforma.

Scovare gli account falsi. La stanza, una sorta di sala conferenze nel suo campus di Menlo Park, ospiterà una task force di 20 persone che monitoreranno 24 ore su 24 il social media attraverso 16 postazioni dotate di computer e schermi televisivi sintonizzati sui principali media all news come CNN, Fox, CNBC e Mnsbc. Il compito principale del team sarà in pratica di scovare gli account falsi che cercano di influenzare gli elettori con notizie inventate e cancellarli, sradicandoli dalla rete.

Amazon

Amazon finisce sotto la lente dell’Antitrust Ue che vuol accertare se l’utilizzo della piattaforma da parte di altri venditori consenta al colosso dell’ecommerce di raccogliere “dati sensibili” a proprio vantaggio acquisendo così di fatto una posizione dominante. Ieri il Commissario Europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager ha spiegato che si vuole esaminare il “duplice ruolo” di venditore diretto di beni e di piattaforma per altri rivenditori, precisando comunque che ancora non è stata aperta un’indagine formale, ma si è a uno stadio iniziale e si “stanno raccogliendo informazioni”. “La domanda qui riguarda i dati” che Amazon raccoglie dai commercianti più piccoli sul suo sito, ha detto Vestager – riferisce Bloomberg – e su come siano utilizzati “questi dati per fare i propri calcoli, cosa vogliono le persone, che tipo di offerte vogliono ricevere, cosa li fa comprare cose. Questo ci ha spinto ad avviare un’indagine preliminare”.

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Gli appuntamenti di oggi

HEROES – Fino al 22 settembre Heroes Meet in Maratea, rassegna alla terza edizione, a cui partecipano esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, della cultura dell’innovazione e delle istituzioni. In agenda oggi, alle 10.15 (Sala dei Nodi), Mirko Pallera, fondatore di Ninja Marketing e Ninja Academy, considerato una delle menti più fervide e rivoluzionarie del marketing contemporaneo, interviene su Scaleup like a Ninja: come far crescere e prosperare un’impresa (restando felici). È possibile far crescere un’impresa nel tempo in modo sano e costante senza grandi investimenti? Il fondatore di Ninja ci mostra come avere una grande Missione di cambiamento ed alimentare la giusta Cultura Aziendale sia il segreto per resistere alle turbolenze e continuare a prosperare nel tempo.

E-MOBILITY REVOLUTION 2018 – Appuntamento alle 10 all’Autodromo Enel X e-Mobility Hub a Vallelunga (via Mola Maggiorana 4/6 Campagnano di Roma) con e-Mobility Revolution 2018. Intervengono Francesco Venturini, Responsabile Enel X, e Alberto Piglia, Responsabile e-Mobility Enel X, rispettivamente su scenari di mercato e piano mobilità Enel e Intelligent charging solutions, Prodotti e servizi 2019. Chiusura lavori di Francesco Starace, AD Enel.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

Bezos fa sul serio, punta ad aprire 3000 negozi Amazon GO senza cassa
L’impero in perenne crescita di Jeff Bezos, Amazon, potrebbe aprire 3.000 nuovi negozi senza linea di pagamento Amazon Go

15 tips che dovresti conoscere per promuovere la tua azienda su Facebook
Una serie di consigli e di indicazioni di base per cominciare col piede giusto e lanciare subito la tua fan page su Facebook

Facebook non rispetta le regole sui consumatori e rischia una multa dall’UE
Il social di Mark Zuckerberg non avrebbe adeguato i termini di servizio come previsto dalla normativa a tutela dei consumatori. Airbnb esempio virtuoso

Anche i biglietti di Flixbus si pagano anche con Google Pay
Dopo l’integrazione con Google Assistant, FlixBus ha aggiunto anche Google Pay (da poco in Italia) come strumento di pagamento della sua app

Satispay: sottoscritto il 100% dell’aumento di capitale da 15 milioni
Si è chiuso con una sottoscrizione del 100% l’aumento di capitale varato da Satispay a luglio. La raccolta complessiva a oggi sale a 42 milioni di euro

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Come integrare le emoji nella digital startegy della tua non profit
Le emoji sono un efficace strumento di marketing, nel profit come nel non profit, se usate strategicamente sui social network, in mail, chat e app

Che dice il report di Nielsen sulle vendite online e sulla crescita dell’ecommerce
Il Future opportunities in FMCG e-commerce di Nielsen individua anche alcuni dei fattori che traineranno la crescita dell’ecommerce

Brand New Roman è il font ispirato ai loghi dei brand più famosi
Creato per ironizzare sulla grandezza e sull’influenza dei brand che tutti conosciamo, in questo innovativo font ogni lettera corrisponde a un logo

Iniziati in Colombia i test di Facebook Dating, che cosa sappiamo
Dopo aver annunciato il nuovo servizio all’F8, Facebook lancia la sperimentazione sula piattaforma per gli incontri, quella per trovare l’anima gemella





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sottoscritto il 100% dell’aumento di capitale da 15 milioni


Aggiornamento

Si è chiuso con una sottoscrizione del 100% l’aumento di capitale varato da Satispay lo scorso luglio per 15 milioni di euro. L’aumento aveva visto l’immediata sottoscrizione di 10 milioni da parte di importanti investitori di profilo internazionale, quali Copper Street Capital (in qualità di lead investor), Endeavor Catalyst, e Greyhound Capital, di istituti bancari come Banca Valsabbina e Sparkasse di Bolzano, nonché del Club degli Investitori di Torino. L’aumento di capitale si è chiuso con una sottoscrizione completa dell’intero importo di 15 milioni grazie al supporto di Iccrea Banca, che sostiene il progetto Satispay fin dalla sua nascita, e dal nuovo socio Banca di Piacenza. La raccolta complessiva di Satispay ad oggi sale così a circa 42 milioni di euro, con una valutazione post money di 115 milioni. “Siamo davvero orgogliosi del risultato ottenuto con questo aumento di capitale – ha dichiarato Alberto Dalmasso, co-founder e CEO di Satispay – che, oltre ad aver raggiunto la sottoscrizione del 100% dell’importo, da un lato esprime valore anche in termini di network grazie all’ingresso dei nuovi investitori e, dall’altro, consolida fortemente il rapporto con i precedenti azionisti nella rinnovata fiducia di un vero e proprio partner industriale come Iccrea Banca, decisivo nello sperimentare i benefici reciproci della collaborazione tra noi e sempre più Banche di Credito Cooperativo territoriali, una collaborazione che ha posto le basi per l’ingresso nel capitale anche di numerosi altri Istituti bancari e per altre partnership di distribuzione.

16 LUGLIO 2018

Satispay ha approvato un nuovo aumento di capitale per un massimo 15 milioni di euro. Di questi, 10 milioni sono già interamente sottoscritti da nuovi investitori. La raccolta complessiva a oggi di Satispay sale così a circa 37 milioni di euro e la valutazione supera i 100 milioni. Tra i sottoscrittori della prima tranche di 10 milioni, Copper Street Capital, fondo basato in UK e specializzato in investimenti in servizi finanziari, che ha agito come lead investor. Tra gli internazionali anche Endeavor Catalyst, veicolo di investimento nato per supportare il network di imprenditori Endeavor, di cui Satispay è recentemente entrata a far parte, e Greyhound Capital, società di investimento focalizzata su realtà ad alto potenziale di crescita.

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Satispay

Satispay – Da sinistra Dario Brignone, Samuele Pinta e Alberto Dalmasso

I numeri

Attiva sul mercato da gennaio 2015, Satispay conta oltre 650 mila download dell’applicazione e più di 400 mila utenti attivi (con un tasso giornaliero di crescita di 1000 nuove sottoscrizioni) che quotidianamente si scambiano denaro e spendono, con una media di 8 volte al mese, in 50 mila esercizi commerciali convenzionati in tutta Italia (e che crescono costantemente di circa 120 nuovi al giorno).

Investitori di caratura internazionale

“Satispay – ha spiegato Alberto Dalmasso, co-founder e CEO della società – sta crescendo e, pur essendo per ora operativa solo sul mercato italiano, già da tempo, grazie alla tecnologia e ai numeri che sta registrando ha attirato l’attenzione di operatori esteri”. Dalmasso ha aggiunto: “Anche se il nostro obiettivo era e rimane quello di chiudere, non prima del 2019, un round C dell’ordine di 50 milioni di euro, abbiamo comunque deciso di varare questa operazione per consentire fin da subito l’ingresso nell’azionariato di investitori di caratura internazionale, capaci di re investire e supportarci in termini di network e sinergie industriali”.

Trasformare i servizi di pagamento in Italia

“Satispay – ha aggiunto Jerry del Missier, Founding Partner e Chief Investment Officer di Copper Street Capital – ha già dimostrato di poter trasformare i servizi di pagamento in Italia con importanti prospettive di sviluppo in Europa”.





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Come integrare le emoji nella digital startegy della tua non profit


Tra chi ne abusa e chi preferisce farne a meno, le emoji possono essere un efficace strumento di marketing. È così anche nel non profit? Attraverso una serie di statistiche, capiremo se è vero che “le iconcine” hanno anche il grande potenziale di rafforzare il contatto tra organizzazioni non profit e pubblico, e per concludere ti daremo qualche consiglio su come usarle in modo strategico.

LEGGI ANCHE: Twitter lancia un emoji per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio

Emoji e social media: qualche dato

Credits: Depositphotos #21187195

Credits: Depositphotos #21187195

Per cominciare parliamo di email. Se usate in modo appropriato, le emoji possono innescare tassi di apertura e risposta più elevati rispetto alle email che non le contengono. Tra simboli più o meno popolari da usare nell’oggetto, ricorda però che quello che ha funzionato una volta, non è detto che funzioni sempre. Quindi, il consiglio che ti diamo è quello di testare.

Su Twitter le emoji, inserite in un tweet, possono aumentare l’engagement del 25,4 % rispetto a un tweet tradizionale. Tra più di 2800 pittogrammi, come già saprai, alcuni possono essere utilizzati tutto l’anno, altri sono più adatti a particolari ricorrenze o eventi.

Anche su Facebook le emoji hanno riscontri di pubblico positivi: se inserite in un post, posso aumentare il tasso di engagement del 57 % e il numero di commenti e condivisioni del 33%.

Da uno studio di Quintly su 29.000 account Instagram, risulta che il 56,5% degli account utilizza le emoji, e che queste portano a un 47,7 % di interazioni in più, con trascurabili differenze tra post con sole immagini e post video. Lo studio rivela anche come, su Instagram, negli ultimi anni, l’uso di questi simboli pittografici abbia subito un leggero rallentamento nella crescita: una saturazione prevedibile, ma non negativa.

Qual è il rapporto tra emoji e mobile marketing? Un recente report di Leanplum, ci dice che le notifiche push contenenti le faccine o i simboli hanno, in media, un tasso di apertura superiore all’85% rispetto a quelle inviate senza emoji. Questo conferma che sono un ottimo strumento per coinvolgere gli utenti finali e possono portare a un maggiore utilizzo delle app, alla fidelizzazione e a un aumento delle probabilità di conversione.

E i messaggi di testo? Se contengono emoji hanno un tasso di risposta più alto. Non solo. L’utilizzo delle emoji nei testi delle chat, predispone benevolmente le persone verso il proprio interlocutore.

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Come usare le emoji, consigli per una non profit

emoji

Il primo consiglio che ti diamo è di accedere all’enciclopedia delle emoji, dove potrai trovare più di 2.800 simboli tra cui scegliere e le relative statistiche. Prima di utilizzarli, però, verifica che siano visualizzati correttamente nei client di posta elettronica e sui social network: non è scontato che funzionino sempre.

Trova il tuo tone of voice. Una emoji può essere informativa o emozionale, e non è detto che entrambe le tipologie siano in linea con il tuo brand. Fa’ qualche ricerca online, anche per capire come vengono usate nel profit e nel non profit, e sulle diverse piattaforme social.

Ultimi due consigli per la tua digital strategy:

  • non esagerare con i simboli pittografici digitali. Inizia gradualmente e fai degli a/b test, se puoi;
  • ultimo, ma non di minore importanza. Le parole contano ancora molto, non dimenticarlo.





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15 tips che dovresti conoscere per promuovere la tua azienda su Facebook


Facebook rimane ancora il re dei social media con i suoi 31 milioni di utenti attivi in Italia e 2.2 miliardi nel mondo.

È in continua evoluzione e le novità sono sempre tante. Per restare aggiornati e avere in mano tutto il potere necessario a dominare il gigante dei social, ecco 15 trucchetti che non puoi non conoscere.

LEGGI ANCHE: Social recap: Tutte le novità Facebook dall’inizio dell’anno.

1. Partiamo dall’ABC

Ottimizza la tua pagina Facebook e compila sempre tutte le parti descrittive, fai molta attenzione all’immagine del profilo che ti identifica. Si vedono ancora, purtroppo, loghi sgranati o poco leggibili.

La cover che resta fissa sulla tua pagina, è importante. Crea una grafica accattivante oppure lanciati realizzando un video, avrà sicuramente maggior risalto agli occhi degli utenti.

Rendi la tua pagina facile da trovare con una vanity URL chiara e soprattutto verificala con la spunta grigia. Perché è meglio farlo? Conferirà maggior referenza al tuo brand o alla tua attività locale e comparirà prima all’interno delle ricerche.

Queste sono le basi per una presenza professionale e adeguata su Facebook.

LEGGI ANCHE: Come verificare una pagina Facebook per un’impresa locale

2. Perfeziona la tua call to action

In basso a destra della cover, troverai un pulsante, la cosiddetta call to action che spinge all’azione gli utenti. Puoi personalizzare questo pulsante scegliendo la funzione più adatta al tuo business. Non lasciare la scelta al caso.

Nell’esempio qui sotto vediamo che è stato inserito ‘richiedi un preventivo’, ma ci sono altre varianti come: contattaci, chiama, scopri di più, etc… Trova quella che fa per te!

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3. Personalizza le tab che hai a disposizione

Tutte le pagine Facebook hanno le cosiddette ‘tab’ nella colonna destra della pagina. Riguardano eventi, foto, offerte e altro ancora. Dalle impostazioni è infatti possibile personalizzare anche quest’area. Innanzitutto rimuovi quelle obsolete e che non utilizzi, compila quelle che ti possono essere utili, a seconda della tipologia di pagina aziendale che hai.

Puoi infatti aggiungere i tuoi servizi, la connessione ad Instagram, annunci di lavoro, e altro ancora.

4. Sfrutta la comunicazione integrata

Spesso te ne abbiamo parlato: fai parlare i vari canali di comunicazione tra di loro. Una volta creata la pagina Facebook, scrivilo anche sui muri!

Puoi inserire il link Facebook nel sito web, nella firma delle mail, nelle newsletter. Ricordati di indicarlo su biglietti da visita, borse, gadget, all’interno della tua attività, sugli scontrini che dai ai clienti… Ogni occasione, se ben pensata rispetto al tuo business, è buona per sfruttare canali online e offline con sinergia.

LEGGI ANCHE: Come utilizzare il marketing emozionale per creare annunci su Facebook

5. Inviti personalizzati

Non mandare email massive e non invitare tutti i tuoi amici a seguire la tua pagina aziendale. Seleziona invece chi è realmente interessato e manda inviti mirati e personalizzati.

Inoltre puoi andare ad invitare utenti che già hanno messo like al tuo post e quindi già hanno mostrato di essere incuriositi. Clicca in basso a sinistra dove vedi tutti i likes, esplodi i nomi e invitali uno a uno.

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6. Usa i post in evidenza

Hai un contenuto di valore e hai creato un post a prova di bomba? Mantienilo in evidenza per un po’ in modo che i tuoi visitatori possano continuare a vederlo e ricordati poi di aggiornarlo e cambiarlo, senza dimenticarlo lì.

7. Non abbandonare gli utenti

Sii gentile, amichevole e soprattutto rispondi ai commenti, a chi ha raccomandato la tua attività o il tuo brand. Interagisci e dialoga, non trascurare i messaggi degli utenti, non otterrai così quello che cerchi. Sembra banale, ma ancora spesso manca l’attenzione a chi ci dedica del tempo e visita la nostra pagina.

8. Costruisci una community con un gruppo

Per parlare in modo ancora più diretto ai tuoi utenti e creare una community affiatata puoi creare un gruppo, un altro strumento che Facebook ti mette a disposizione. Potrai raccogliere tutti i superfan del tuo brand e prodotto e coinvolgerli con anteprime, promozioni, eventi.

Puoi creare un gruppo direttamente dalla tua pagina, come vedi nell’immagine qui sotto.

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9. Programma i tuoi post

Non svegliarti la mattina senza avere un piano di azione per la tua pagina Facebook.

Puoi programmare i tuoi post direttamente dalle impostazioni nella sezione ‘strumenti di pubblicazione’. Ti aiuterà a non avere l’ansia da: “che post pubblico oggi?”. E soprattutto potrai strutturare un piano su base settimanale o mensile con contenuti interessanti per la tua audience.

Puoi usare anche programmi di terze parti, uno dei più famosi e Hootsuite, per la programmazione dei post. Se sei alle prime armi e gestisci solo una o due pagine, il consiglio è di rimanere all’interno di Facebook.

LEGGI ANCHE: Cosa cambia nel nuovo design delle pagine sull’app di Facebook

10. Scrivi copy che attirino l’utente

L’importanza dei copy, testi che devono essere complementari alla parte visual dei post, è fondamentale. Non ci stanchiamo mai di ripeterlo. Non trascurarli e pensa sempre a rispondere a domande ed esigenze degli utenti che leggono. Sono loro il centro del nostro messaggio, devi attirarli e coinvolgerli in poche righe.

Secondo Buzzsumo i post non dovrebbero avere più di 80 caratteri per aumentare la reach organica. Quello che ti consigliamo sempre è di testare e di capire quel è la tecnica migliore da usare per la tua audience specifica. Non ci sono mai regole assolute nel mondo dei social media.

11. Usa le dirette

Ormai più di due anni fa, nel lontano aprile 2016, venivano lanciate da Zuckerberg le dirette live su Facebook. Condividere una diretta streaming sicuramente porta i tuoi contenuti in rilievo e ti dà modo di interagire in modo autentico ed immediato con il tuo pubblico. Queste, infatti, generano tre volte più commenti che i video normali, ecco perché se pianificati e ben impostati, i video in diretta ti porteranno sicuramente ottimi risultati. Hanno senso se sei disposto a metterci la faccia e hai buoni contenuti da condividere per interagire con la tua community.

LEGGI ANCHE: 10 cose da sapere prima di programmare una diretta Facebook

12. Attira l’attenzione con le Stories

Un altro strumento ancora non fortemente utilizzato su Facebook, le stories possono essere una buona opportunità da testare per il tuo brand. Un modo per baipassare l’algoritmo che continua a penalizzare la visibilità organica delle pagine e far vedere agli utenti i tuoi contenuti, che altrimenti non gli vengono mostrati nel news feed.

13. Setta le risposte automatiche nei messaggi

All’interno delle impostazioni della tua pagina, trovi anche la voce ‘Messaggi’: puoi impostare delle risposte automatiche da fornire subito a chi ti scrive, in modo da lasciare un segnale che ci sei e hai preso in carico la richiesta. Puoi configurare varie opzioni utili per offrire un servizio migliore a chi vuole interagire con la pagina.

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14. Installa il Pixel di Facebook

Ancora troppo spesso il Pixel di Facebook viene trascurato ed invece è importantissimo, soprattutto se vuoi iniziare ad investire con delle inserzioni a pagamento. Quando crei il tuo account pubblicitario ed inizi a sperimentare il mondo delle Facebook ADS, ti verrà chiedo di creare anche il Pixel di Facebook.

Fallo e poi installa questo codice ID all’interno delle pagine del tuo sito web, traccerà le visite che ricevi ed altri eventi. Ti sarà molto utile per andare a creare pubblici personalizzati da colpire poi con le tue inserzioni.

15. Impara dai tuoi errori

Dulcis in fundo: errare è umano e imparare e trarre esperienza dagli errori è cosa buona e giusta. Quindi continua con costanza, studia, aggiornati e acquisisci sempre più esperienza.





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Ninja Morning, il buongiorno di giovedì 20 settembre 2018


Amazon

Dopo Milano, Amazon ha deciso di portare la spesa anche a casa dei romani. Il colosso dell’e-commerce ha lanciato nella capitale il servizio Prime Now, che consente di ricevere a domicilio frutta e verdura, carne, pesce e altri prodotti da supermercato, nel giro di un’ora dall’ordine. La novità, attiva in alcune zone dell’Urbe, è frutto di un accordo con la catena Pam Panorama. Il servizio è riservato agli abbonati di Amazon Prime, che possono scegliere tra 8mila prodotti alimentari freschi.

Domenica inclusa. Prime Now è attivo tutti i giorni, domenica inclusa, dalle 8 di mattina a mezzanotte. I clienti possono optare per la consegna entro un’ora (al costo aggiuntivo di 8 euro) o la consegna programmata in finestre di due ore (gratis per una spesa di almeno 25 euro fino a fine anno, poi la cifra sale a 50 euro, altrimenti si pagano 3 euro e mezzo). “Siamo orgogliosi di rendere da oggi disponibile Prime Now anche ai nostri clienti Prime di Roma. Grazie all’importante accordo con Pam Panorama, i clienti hanno la possibilità di scegliere tra oltre 8.000 prodotti di uso quotidiano, tra cui anche i freschi, che possono essere consegnati direttamente a casa al piano entro un’ora o in finestre di due ore” ha detto Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es.

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Amazon ha reso disponibile Prime Now in alcune zone di Roma

Scout. Intanto Amazon sta testando un sito di acquisti pensato per consumatori disposti ad accettare raccomandazioni automatiche sui prodotti che dovrebbero comprare: quei consigli si basano su quanto determinati articoli piacciano o meno agli internauti. A riportalo CNBC, secondo cui Scout si fonda sulla tecnologia di machine learning. Al momento Scout si concentra su mobili e arredo, prodotti per la cucina, calzature da donna e luci. Un portavoce di Amazon ha spiegato a Cnbc che “questo è un nuovo modo di fare acquisti permettendo ai consumatori di cercare tra milioni di articoli e raffinare la ricerca sulla sola base di caratteristiche visuali”. Il gruppo guidato da Besos non ha ancora iniziato a promuovere il servizio, con cui Amazon conta di raccogliere e sfruttare dati sulle abitudini di consumo dei clienti. Con Scout, ha continuato il portavoce, Amazon “sta liberando la gente dal bisogno di usare parole per descrivere quello che sta cercando quando fa acquisti di categorie di prodotti altamente visive”.

Pubblicità. Secondo i  i ricercatori di eMarketer, Amazon sta per diventare la terza maggiore piattaforma digitale di pubblicità in Usa dopo Alphabet e Facebook, superando Oath (la divisione di Verizon in cui è finito Yahoo) e Microsoft. Per eMarketer  Facebook catturerà il 20,6% degli investimenti pubblicitari digitali contro il 37,1% di Google, controllata di Alphabet. Gli introiti pubblicitari digitali per Amazon sono visti raddoppiare quest’anno in Usa: la stima è che gli inserzionisti spendano 4,61 miliardi di dollari (e non solo 2,89 miliardi come calcolato in precedenza) equivalenti al 4,15% di tutte le inserzioni digitali della nazione americana. Per quanto ancora contenuta, la quota di mercato del gruppo guidato da Jeff Bezos sta crescendo mentre quella dei rivali sta calando. EMarketer si aspetta che insieme Google e Facebook si aggiudichino quest’anno il 57,7% degli introiti pubblicitari digitali in Usa, in calo dal 59,1% del 2017.

Samsung

Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e Samsung Electronics Italia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, “nel contesto – spiegano da Samsung – di una più ampia strategia del Dipartimento volta alla diffusione e promozione della cultura della sicurezza, anche nella sua declinazione informatica”. Le finalità dell’accordo sono “favorire ed incentivare la sensibilità sugli aspetti di cybersecurity nell’utilizzo delle diverse piattaforme tecnologiche, contribuire a sempre più strette sinergie tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese al fine di accrescere la consapevolezza sui rischi legati al mondo digitale”.

Pubblicità. Secondo i ricercatori di eMarketer, Amazon sta per diventare la terza maggiore piattaforma digitale di pubblicità in Usa dopo Alphabet e Facebook, superando Oath (la divisione di Verizon in cui è finito Yahoo) e Microsoft. Per eMarketer,  Facebook catturerà il 20,6% degli investimenti pubblicitari digitali contro il 37,1% di Google, controllata di Alphabet. Gli introiti pubblicitari digitali per Amazon sono visti raddoppiare quest’anno in Usa: la stima è che gli inserzionisti spendano 4,61 miliardi di dollari (e non solo 2,89 miliardi come calcolato in precedenza) equivalenti al 4,15% di tutte le inserzioni digitali della nazione americana. Per quanto ancora contenuta, la quota di mercato del gruppo guidato da Jeff Bezos sta crescendo mentre quella dei rivali sta calando. EMarketer si aspetta che insieme Google e Facebook si aggiudichino quest’anno il 57,7% degli introiti pubblicitari digitali in Usa, in calo dal 59,1% del 2017.

Apple

Apple tiene il conto di quanto telefoniamo per contrastare le frodi. Cupertino ha infatti iniziato a usare un “punteggio di fiducia” basato sulle chiamate e i messaggi degli utenti, che serve ad accertare l’identità dei dispositivi da cui si fanno acquisti sulla piattaforma iTunes. La novità, segnalata da alcune testate online americane, è scritta nero su bianco nei nuovi termini sulla privacy. “Per aiutare a identificare e a prevenire le frodi – si legge – le informazioni sul modo in cui usi il tuo dispositivo, compreso il numero approssimativo di chiamate ed email che invii e ricevi, saranno usate per calcolare un punteggio di affidabilità del dispositivo quando si tenta di fare un acquisto”.

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Gli appuntamenti di oggi

HEROES – Fino al 22 settembre Heroes Meet in Maratea, rassegna alla terza edizione, a cui partecipano esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, della cultura dell’innovazione e delle istituzioni. Questi  saranno i topic affrontati durante le tre giornate: Nuove Monete, Nuove Economie, Vecchie Ricchezze e Nuove Povertà, Fiducia e Crowd, Sviluppo e Scambio, Piccoli e Grandi Investimenti;, Impatto della Tecnologia sulla Produzione.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

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Sulla scia dello scandalo di Cambridge Analytica, Facebook cerca di riguadagnare la fiducia degli iscritti ma arriva un nuovo report del WSJ

Cosa sono e come funzionano i Mini-Program di WeChat
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Google ha stretto una partnership con l’Alleanza per integrare il suo sistema operativo nei veicoli delle tre case automobilistiche entro il 2021

Anche Sony punta sull’effetto nostalgia e lancia PlayStation Classic
La console che ha venduto più di 100 milioni di pezzi torna in versione mini: pronta nei negozi dal 3 dicembre a 99,99 euro e con 20 giochi precaricati

Come hanno reagito i social all’apertura di Starbucks in Italia
Starbucks alla fine è arrivato davvero in Italia e le reazioni sui social non si sono fatte attendere. Ecco la nostra breve analisi

Facebook apre a Enlabs (stazione Termini) il suo ufficio per le competenze digitali
Accordo tra LVenture Group e la società di Menlo Park, che aprirà a Roma Binario F, spazio per potenziare le competenze digitali di imprese e privati

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Come funziona Google Pay, che sfida Apple (anche in Italia)
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Arriva e-tron, il SUV elettrico di Audi che fa a gara con Tesla
Il nuovo SUV elettrico di Audi punta a colpire un pubblico tradizionale ma incuriosito dall’elettrico, attraverso stile e tecnologia

Condividere le partite sul divano degli altri: ecco Sofan, l’Airbnb dei tifosi
Lanciata a Milano Sofan, app che ti fa condividere casa e abbonamento con altri appassionati di calcio. Ecco cosa ha detto Antonio Gullotti, uno dei founder

L’antitrust europea vuole vederci chiaro su come Amazon utilizza i dati dei rivenditori
Il Commissario per la concorrenza Margrethe Vestager ha rivelato le attività di approfondimento su Amazon oggi durante una conferenza stampa





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La NASA vuole usare polvere lunare per costruire direttamente sulla Luna con la stampa 3D


La NASA ha intenzione di inviare nuovamente degli astronauti sulla Luna, questa volta in modo più sostenibile. Questa l’affermazione di un amministratore dell’agenzia spaziale, Jim Bridenstine che dice che l’interesse è completamente diverso dal lasciare impronte e bandierine sulla superficie. “Questa volta andremo per rimanere” ha detto in un incontro con i consulenti della NASA ad agosto.

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Non è ancora chiaro se verrà creata una sorta di base lunare di lunga durata ma, se così sarà, avremo bisogno di utilizzare il più possibile le risorse reperibili in loco, per mantenere in vita gli astronauti ma anche per costruire. In questo senso, la Luna potrebbe avere molto da offrire.

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La scoperta fu importantissima, dal momento che l’acqua è indispensabile alla sopravvivenza umana, ma le applicazioni possibili dipendono anche dalle possibilità di separare gli elementi di base in ossigeno e idrogeno per produrre carburante. Non si tratta quindi, semplicisticamente, di fare il bucato e innaffiare le piante.

Gli scienziati della NASA vogliono trasformare la polvere lunare da problema in opportunità

Uno dei problemi maggiori all’abitabilità del pianeta è l’abbondanza di polvere sulla superficie lunare.

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Gli scienziati hanno pensato a diversi modi in cui impiegare il suolo lunare, trasformandolo in una sorta di materiale da costruzione. La regolite, di cui è composto il suolo del pianeta potrebbe essere lavorato per diventare materia prima per la stampa 3D, consentendo di alleggerire il peso delle spedizioni spaziali. Invece che lanciare tutte le forniture necessarie per realizzare una base lunare dalla Terra, la NASA potrebbe inviare un robot da scavo e stampanti 3D da utilizzare per realizzare strutture anche molto complesse. Attualmente il materiale viene sviluppato presso gli Swamp Works della NASA nel Kennedy Space Center.





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Cosa sono e come funzionano i Mini-Program di WeChat


C’era una volta in Cina un’app. Ricercata, scaricata, utilizzata e in continuo aggiornamento. Poi arrivarono i Mini-Program: una nuovissima funzione sviluppata da Tencent per il suo WeChat (850 milioni di user al mese). Da qui in poi, almeno in Cina, il futuro delle app sembra essere sempre meno chiaro.

Che siate marketer, sviluppatori curiosi o amanti del tech proveniente da oriente, oggi non potete non conoscere questo nuovo strumento ad altissimo potenziale chiamato Mini-Program!

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Cosa sono i Mini-Program di WeChat?

I Mini-Program di WeChat sono delle sub-applicazioni (sembrerebbe che la parola “App” non possa essere utilizzata da Tencent per via di un divieto tassativo di Apple, ndr.) appartenenti all’ecosistema di WeChat.

Il prefisso Mini è indicativo non soltanto del loro piccolo peso ma anche del contesto specifico e mirato per cui vengono sviluppate.

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Ogni Mini-Program nasce come “estensione” di un account ufficiale WeChat con lo scopo di fornire servizi come quello eCommerce, Task Management o di coupon.

La funzione eCommerce è sicuramente la più utilizzata e sfruttata dalle pagine dei marketer che possono vendere direttamente online.

JD.com, ad esempio, ha già sviluppato da tempo un Mini-Program per il suo eCommerce, come anche Mobike ne mette uno a disposizione per la localizzazione, sblocco e blocco delle sue biciclette. Addirittura Tesla ha un Mini-Program che permette ai suoi user di localizzare le stazioni per la ricarica, prenotare un drive-test oppure semplicemente condividere la propria esperienza dopo aver guidato una Tesla.

Quali sono i vantaggi dall’utilizzo dei Mini-Program di WeChat?

WeChat è il luogo dove è riuscita a svilupparsi un’enorme e importante community di Influencer: ciò è dovuto in parte alle caratteristiche del mercato cinese e in parte dal fatto che le sponsorizzate su WeChat non funzionano in maniera mirata ed efficace.

LEGGI ANCHE: Come funziona la SEO su WeChat (in app e sul portale Sogou)

Questi Influencer, come nel resto del mondo, sono diventati punti di riferimento soprattutto nell’ambito fashion e beauty tanto da “influenzare” enormi flussi di vendite tra i consumatori cinesi.

Ma a questo sistema c’era un limite: gli Influencer utilizzavano il loro account ufficiale WeChat con sottoscrizione (un po’ come le pagine ufficiali di Facebook) per inviare notifiche push, ma gli articoli inviati su questi account non potevano contenere hyperlink ed era dunque difficile linkare direttamente all’eCommerce del prodotto sponsorizzato.

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Il Mini-Program ha fondamentalmente risolto questo gap: ha reso possibile il collegamento da un articolo di un account ufficiale a un eCommerce interno a WeChat, facendo incrementare il volume di vendite. Ecco perché moltissimi Influencer hanno fatto sviluppare il proprio personalissimo Mini-Program, una sorta di eCommerce che rende possibili gli acquisti senza far uscire l’utente dalla pagina ufficiale.

E quali sono i limiti?

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Non è tutto oro quel che luccica e anche questo nuovo e inesplorato strumento sembra possedere dei limiti. I Mini-Program, infatti, presentano ancora molte lacune se paragonati alle care vecchie app:

  • non possono inviare notifiche push (a differenza delle pagine degli account ufficiali);
  • non possono essere condivise nella timeline della sezione “Scopri”, ossia la bacheca;
  • fevono essere sviluppati in un linguaggio ad hoc: un framework Javascript sviluppato da Tencent scritto in wxml e wxss invece che in tradizionale html e css;
  • gli aggiornamenti devono essere inseriti e supervisionati da Tencent;
  • funzionano solo all’interno di WeChat.

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Un po’ di dati

I Mini-Program possono essere d’aiuto a utenti target con uno specifico potere d’acquisto. In generale generano molte più vendite a basso costo (meno di 200 RMB ossia circa 25 euro) che ad alto costo (oltre i 1000 RMB ossia circa 125 euro) come nel caso del portale Pinduoduo dove gli acquisti sotto i 200 RMB sono circa il 3% in meno rispetto a quelli tramite Mini-Program. In totale controtendenza è la differenza tra gli acquisti che superano i 1000 RMB sulla App ufficiale (37,6%) e quelli all’interno di WeChat (32,4%)

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Curiosi di sapere quali Mini-Program vanno per la maggiore? Eccovi un elenco:

  • Hangzhou Plus – HZPlus
  • I coupon sconto di McDonald’s – 麦当劳优惠券
  • Tencent Surveys – 腾讯投票
  • Mobike – 摩拜单车
  • Sleepy Sounds – 小睡眠





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