I post di Halloween più divertenti (e spaventosi) dei grandi brand sui social


Halloween è arrivato e, se hai seguito i nostri consigli su come affrontarlo sui social, di certo non sarai rimasto con le mani in mano. Avrai inventato e progettato qualcosa di di divertente, accattivante e spaventoso per i tuoi fan.

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Ma adesso è il momento di svelare le immagini social che i grandi brand hanno sfoggiato quest’anno. Cosa si saranno inventati? Grafiche accattivanti, gif, video social e chi più ne ha più ne metta.

Ma non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo con la carrellata.

Burger King

Un panino verde che provoca incubi? Sì, proprio così: è l’idea di Burger King che ha realizzato uno spot molto originale.

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Ecco la gif che ha pubblicato sui vari social per l’occasione.

Nutella

Nutella ci prova con una simpatica gif animata, ma ammette di non riuscirci proprio a terrorizzare i suoi fan.

Kinder

Kinder non poteva rinunciare, anche quest’anno ad un’idea tutta dedicata ai più piccoli. Un video tutorial molto particolare per un Halloween da ricordare.

Tic Tac

Il confetto alla menta più amato di tutti opta, quest’anno, per una grafica dai colori cupi e, in primo piano, una “manina” che spunta dal terreno e afferra un pacchetto di Tic Tac.

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Red Bull

Streghe in fila pronte per volare. Ovviamente, grazie a Red Bull. Il breve video social di Red Bull riprende l’ormai ben noto e tanto amato tormentone: “Red Bull ti mette le aaali”.

E lo fa soprattutto ad Halloween.

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San Carlo

La patatina più amata di tutte s’ispira ad un tipico horror da riguardare ad Halloween e pubblica un video con un sottofondo terrificante.

Kinder Bueno

Spunta un’altra manina nell’immagine del marchio di dolciumi. Niente scherzetti per Kinder Bueno, sempre meglio un dolcetto.

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Fiorucci

Sempre molto attivo sui social, Fiorucci non delude neanche ad Halloween.

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Girella Motta

Completamente a tema Halloween la pagina Facebook di Girella Motta, dall’immagine di copertina ai vari post, il brand si avvale anche dell’aiuto del noto influencer Gordon per girare dei veri e propri spot social.

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Mulino Bianco

Una crostatina o una spaventosa zucca? Ecco la trovata social del Mulino Bianco per questo Halloween.





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7 pubblicità di Halloween che non puoi perderti


Dior, M&M’s, Burger King e Spotify sono solo alcuni dei grandi marchi che celebrano Halloween anche quest’anno con pubblicità divertenti, spettrali e a volte paurose.

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Le festività di Halloween rappresentano uno dei momenti dell’anno in cui vengono investiti ingenti budget in promozioni e campagne pubblicitarie; un trend affermato negli States che ha preso largamente piede in Europa e in Australia.

Ecco alcuni degli annunci dei big brand pensato a posta per spaventarci e farci sorridere.

M&M’S Halloween – Ghosted

Il confetto giallo è un fantasma e no, non si tratta di un costume. Per un simpatico (e gustosamente cioccolatoso) personaggio della famiglia M&M’s, sopravvivere alla notte più spaventosa dell’anno è molto più difficile di quanto si pensi.

Kit Kat – Talking Pumpkin

Halloween è la festa preferita di chi ama i travestimenti, ma anche un giorno speciale per chi ama il cioccolato. Anche Kit Kat interviene sul tema con un amichevole Jack-o-Lantern pronto a ricordarti: concediti una pausa questo Halloween! Le pause sono buone!  #BreaksAreGood #HaveAKitKat

Burger King – Feed Your Nightmares

Un hamburger può procurare incubi?

Questo è ciò che il marchio Burger King ha provato a dimostrare con uno studio di ricerca insolito per la sua ultima offerta limitata nel periodo di Halloween, intitolata Nightmare King.

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Basandosi sulla composizione unica del sandwich, che consiste in un mix di proteine come pancetta, pollo e manzo, oltre al formaggio, l’ipotesi era che questo nuovo hamburger potesse causare incubi.

Quindi, Burger King si è rivolto (fittiziamente) alla scienza per convalidare questa ipotesi e i risultati dello studio clinico dimostrano che il Re dell’Incubo aumenta le possibilità di soffrirne durante il sonno di 3,5 volte.

Walmart – Haunted House Party

Che tu sia uno zombie o una mummia, tutto ciò che ti serve per organizzare uno strepitoso party di Halloween puoi trovarlo qui, da Walmart.

Jägermeister USA

“Vediamo sprazzi di ghiaccio nel tuo futuro”, vaticina 

Dior – The Beauty Of A Dark Dream

Passare da un mondo incantato a uno spaventoso con i trucchi Dior. Così il brand sceglie di augurare buon Halloween ai suoi affezionati fan. Bella Hadid è la protagonista del commercial.

Spotify – Horror

Uscito con anticipo rispetto alla festa di Halloween, lo spot di Spotify è risultato così spaventoso da venire bannato dalle reti televisive in UK.





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3 consigli per migliorare la presenza del tuo brand su Instagram (e avere più follower)


Smarties Candy è riuscita a crescere di 1.000 followers a settimana su Instagram. Vi sembra strano? Come se dietro ci fosse qualche trucco? E invece è tutto vero.

Il brand, che ormai ha più di 80 anni (è nato nel 1937), ha ridisegnato completamente la sua presenza sul canale e sembra che la nuova strategia abbia avuto successo, aumentando notevolmente l’interazione e il coinvolgimento dei fan.

Ma come ha fatto il marchio di caramelle a trovare la strada giusta? Innanzitutto si è focalizzato su ciò che Instagram premia maggiormente, ossia l’attenzione all’estetica, all’impatto visivo e alla cura delle immagini.

Smarties ha fatto proprio bene i compiti. E di seguito possiamo analizzare insieme le tre lezioni da imparare da questo caso, per farne tesoro e trovare la giusta ispirazione anche per il nostro brand!

Il caso smarties

1. Usa i colori per caratterizzare il brand

L’uso di uno schema colori caratterizza la personalità del brand: insieme ad un team di artisti e designer, Smarties ha rivisto completamente la sua immagine, partendo proprio dall’utilizzo dei colori. Ha curato il suo look creando intorno a sé un’atmosfera divertente.

Questo non solo ha migliorato il coinvolgimento, ma ha generato anche un senso di simpatia nei confronti delle caramelle.

LEGGI ANCHE: Consigli per la scelta della palette colori in un concetto di design

Smarties non si limita a postare foto con le proprie simpatiche caramelle, ma si lascia ispirare anche da foto generate dagli utenti (UCG), colorate e accattivanti, in linea con l’immagine che il brand vuole dare. Come, ad esempio, questa foto di palloncini colorati.

Anche quando il prodotto viene introdotto nei post, non sembra mai un’immagine promozionale e il focus non è mai sulle caramelle. Queste vengono accompagnate nel contesto in modo divertente, dando forza all’identità giocosa del marchio.

Ne puoi vedere un esempio nella composizione qui sotto.

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Candy is always a smart idea! 😝⚡ #smartART

Un post condiviso da Smarties Candy Company (@smarties) in data:

Instagram è diventato un canale in cui i marchi possono rafforzare la propria personalità grazie all’utilizzo di visual che parlano da soli. Quando un nuovo utente atterra sul profilo (quasi sempre da mobile), non ha molto tempo o spazio, per essere disturbato da copy o altre informazioni, è l’immagine che parla prima di tutto.

Avere composizioni che facciano parlare la nostra gallery conferisce immediatamente un’identità al profilo. In un colpo d’occhio.

Un consiglio? Pensa sempre ‘macro’ immaginando e disegnando la tua gallery con più post e non ragionare per singola pubblicazione. Potrai costruire il tuo schema colori e lavorare sull’estetica e la composizione dei post per conferire al profilo un’immagine unica e armoniosa, che lo caratterizzerà e distinguerà dagli altri.

Per chi ha l’opportunità di giocare coi colori questo è ancora più facile. Parola d’ordine: creatività!

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2. Lancia campagne per generare nuovi contenuti

Smarties per dare spazio alla creatività di artisti, Influencer e persone comuni ha dato vita ad una campagna identificata con l’hashtag #smartART: ha invitato tutti a postare ‘opere d’arte’ create con caramelle, dolci colorati e a prova di like su Instagram.

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These delectable treats by @hol_fox are almost too cute to eat!! 😆🍬Which one is your favorite? 🍉🍊🍍

Un post condiviso da Smarties Candy Company (@smarties) in data:

Ha inoltre commissionato un lavoro all’artista Alexis Jesup di Colors Collective, che ha creato una serie di immagini sul tema, solo per Smarties.

Diventando popolare con l’utilizzo di hashtag correlati e aumentando la popolarità del proprio, Smarties ha iniziato a vedere crescere considerevolmente le proprie interazioni e i propri follower. Ha inoltre fornito l’ispirazione giusta agli utenti per essere più creativi e postare contenuti con le caramelle, nelle Stories e nei post.

Infine, con questa campagna ha anche sensibilizzato le persone sulle donazioni in favore di Donor Choose, associazione che si occupa di supportare scuole e studenti bisognosi negli Stati Uniti, dando un ulteriore valore connotativo al brand, quello educativo.

Il consiglio? Se vuoi lanciare una campagna, cerca un tema in linea con il brand che faccia da cassa di risonanza e permetta di aumentare le interazioni con un’audience coerente.

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3. Raggruppa le Stories e mettile in evidenza con icone accattivanti

Molti dei visitatori che arrivano sul tuo profilo, ancora non sono follower e devono farsi in poco tempo un’idea di cosa fai e chi sei, per decidere se sono interessati a cliccare su ‘Segui’ oppure no.

La parte dedicata alle Stories in evidenza è un chiaro aiuto per raccogliere i contenuti che ti identificano e dargli visibilità.

Molti brand dividono le Stories in categorie e ad ogni categoria viene assegnata una copertina per identificarle.

Le copertine sono più utili se personalizzate: puoi usare delle icone che spieghino in modo intuitivo cosa il brand racconta in quella raccolta di Stories e sotto scrivere dei titoli corti e che possano essere facilmente ricordati.

Guardate come ha fatto Smarties: chiaro, creativo, divertente.

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Il caso Smarties





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Come si imposta e come si usa (in modo utile) il Nametag di Instagram


È di qualche settimana fa l’annuncio di Instagram dell’introduzione del Nametag, molto simile alla funzionalità prevista da Snapchat che consentiva agli utenti di trovare e seguire i profili degli altri senza passare dalla barra di ricerca.

Solo bisogno di comodità? Ovviamente dietro al lancio della funzionalità c’è molto altro, ma procediamo con ordine.

LEGGI ANCHE: Con le Nametags di Instagram sarai più facile da trovare. Basta una scansione

Come si imposta e come si usa il Nametag

A differenza di Snapchat, prima di tutto, il vostro nickname sarà visibile e decisamente connotativo dello sticker che andrete a creare, sulla base di un’ampia scelta che spazia dai colori, alle emojii e persino al selfie, se siete coraggiosi.

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Per poter eseguire tutte queste procedure dovrete solo andare nel menù a tendina del vostro profilo, cliccare sulla voce Nametag e procedere alle varie scelte.

Se volete farvi seguire, quindi, non dovrete fare altro che percorrere passo passo le impostazioni di condivisione direttamente dalla schermata di customizzazione del Nametag, per diffonderlo quanto più possibile.

Se invece avete tra le mani il Nametag di chi avete sempre voluto seguire, non dovrete fare altro che scannerizzarlo e seguire il vostro profilo del cuore, sempre dalla schermata di customizzazione dello sticker.

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A cosa serve

A parte l’aver azzerato le barriere di “complicazione” della procedura di follow (l’uomo digital è amante delle semplificazioni), ora un’azione che solitamente richiede 5 minuti, grazie ad un aggiornamento ne richiederà solo 2.

Il Nametag può essere considerato alla stregua dei QR code contribuendo quindi ad un grande  sviluppo anche nell’offline.

Un buon utilizzo del Nametag fuori dalla cerchia degli amici e del tempo libero, parlando quindi nel concreto di uno sviluppo marketing, potrebbe essere la stampa su flyer, roll-up agli eventi o volantini commerciali legati a un brand per cui è richiesta la promozione dei canali social – Instagram in questo caso. Potrebbe anche essere un buon mezzo di auto promozione del proprio profilo: inaspettatamente, a costo zero.





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7 consigli per pubblicare annunci vincenti nelle Stories su Instagram


Con più di 400 milioni di utenti attivi ogni giorno sulle Instagram Stories solo nel 2018,  non siamo sorpresi dal fatto che tantissime aziende abbiano iniziato a concentrare le loro inserzioni pubblicitarie al loro interno.

Le Instagram Stories Ads sono ormai uno dei migliori modi per raggiungere nuovi segmenti di pubblico a cui mostrare il nostro marchio, le nostre attività e i nostri prodotti o coinvolgere un pubblico che già ha mostrato interesse.

Secondo i dati presentati da Instagram, attualmente le Stories hanno dei tassi di coinvolgimento sopra la media e i numeri affermano che un terzo delle storie più visualizzate proviene da brand e una storia su cinque riceve un messaggio diretto da chi la visualizza.

Essendo uno strumento dalle alte performance ma tuttavia relativamente nuovo per le aziende, la domanda che potremmo porci è come accattivante un’inserzione sulle Instagram Storie e quali sono gli accorgimenti a cui dobbiamo fare attenzione?

Nelle righe seguenti cercheremo di rispondere a questa domanda. Ma partiamo dalle basi.

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Cos’è una Instagram Stories Ads?

Prima di poter analizzare più in profondità le opportunità offerte dalle Instagram Stories e come sfruttarle è utile riprendere alcuni punti salienti e caratteristiche delle inserzioni all’interno di questo posizionamento.

Innanzitutto è necessario conoscere dettagliatamente le specifiche di progettazione degli annunci:

  • La risoluzione consigliata è 1080 x 1920
  • La risoluzione minima è 600 x 1067
  • La proporzione è 9:16
  • La dimensione massima del file è 4 GB
  • I formati video consigliati sono .MP4 e .MOV
  • La durata massima del video è di 15 secondi

Se si desidera migliorare i risultati degli annunci nelle Storie è importante seguire queste specifiche di progettazione e utilizzare foto e video che occupano l’intero schermo.

Tuttavia è possibile utilizzare foto o video orizzontali più piccoli o con un aspetto ritagliato, ma ovviamente questo andrà a discapito del coinvolgimento e dell’attenzione dell’utente nei confronti di questi formati che non copriranno al 100% lo schermo.

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Quali vantaggi hanno le Instagram Stories Ads?

Rispetto ad altri tipi di formati pubblicitari sui social media, sembra abbastanza chiaro che le Stories offrono un’esperienza molto differente agli utenti, molto più immersiva e coinvolgente.

Questo è dovuto sia all’elevata creatività di questi annunci, ma anche e soprattutto alla copertura a schermo intero non solo ha maggiori opportunità di catturare l’attenzione ma anche di avere meno distrazioni per gli utenti.

Secondo uno studio condotto da Mobile Marketer, è stato rilevato che le campagne pubblicitarie a schermo intero generano un tasso di conversione 5 volte più elevato rispetto a banner pubblicitari di dimensioni inferiori. Inoltre questa tipologia di annunci non genera clic involontari, cosa che invece accade per circa il 47% all’interno dei clic in piccoli banner.

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Scegliere il giusto obiettivo (e pubblico)

Gli annunci all’interno delle Instagram Stories hanno tecnicamente un posizionamento e una funzione differente rispetto degli annunci di Instagram all’interno del feed notizie e sono attualmente limitati a obiettivi differenti.

Possiamo infatti utilizzare gli annunci nelle Instagram Stories per:

  • Raggiungere il maggior numero di utenti possibile
  • Aumentare le visualizzazioni di un video
  • Cercare di inviare la maggior quantità di traffico all’interno del nostro web site
  • Generare conversioni come acquisizione di lead o vendite
  • Incoraggiare gli utenti a scaricare ed installare un app
  • Fare lead generation, attraverso un modulo che riempie automaticamente il maggior numero possibile di informazioni degli utenti

Poiché il tempo di visualizzazione delle Instagram Stories ha una durata breve, massimo 45 secondi considerando un carosello di 3 contenuti, dobbiamo essere certi che le persone a cui è destinata l’inserzione siano a conoscenza del nostro marchio in modo che siano più propensi a cliccare sulla call-to-action.

A tal proposito è consigliabile utilizzare pubblici provenienti ad esempio dal nostro pixel di Facebook o pubblici che hanno già interagito con i nostri contenuti o altri simili.

Così come per gli annunci Facebook, abbiamo poi la possibilità di selezionare il pubblico per zona geografica, interessi, sesso, fascia d’età e tutte le altre impostazioni. Vale la pena sperimentare target di pubblici differenti per scoprire quale variazione permette di avere il minor costo per risultato.

Rendere chiare le Call to action

Per rendere più incisivo il nostro invito all’azione all’interno dell’annuncio sulle Instagram Stories, può essere utile aggiungere un commento vocale o degli elementi  video o grafici alla fine dell’annuncio che incoraggi gli spettatori a compiere un’azione.

Infatti, se il nostro annuncio nelle Instagram Stories è molto colorato o pieno di contenuti, molto spesso può essere difficile notare nella parte inferiore dello schermo la CTA di Instagram.

Per questo è importante aggiungere dei piccoli tocchi creativi per renderle più evidenti.

Instagram Stories Ads

 

Utilizzare messaggi brevi e che arrivino dritti al punto

In un annuncio sponsorizzato nelle Instagram Stories, l’etichetta “sponsorizzato” viene visualizzato nell’angolo in alto a sinistra del post e rivela che l’annuncio non fa parte delle nostre storie quotidiane dei profili che seguiamo. Per questo sarà molto più probabile che gli utenti scorrano alla storia successiva.

Per questo è importante breve, facilmente da comprendere e da leggere per catturare con velocità l’attenzione. Quindi assicuriamoci di non scrivere dei saggi nei nostri annunci sponsorizzati.

Includere il logo del brand nell’annuncio

Se l’obiettivo della nostra campagna è quello di aumentare la brand awareness del marchio e raggiungere nuovi segmenti di pubblico, inserire il marchio è una buona strategia.

Le Stories infatti non saranno viste solo dai nostri follower, ma anche da utenti che probabilmente non conoscono o hanno poca confidenza con il nostro brand e che selezioniamo quando impostiamo i dati demografici del pubblico di destinazione della nostra campagna.

Questo significa che alcune persone potrebbero non aver mai sentito parlare del nostro marchio o dei nostri prodotti. Senza un logo, l’unico luogo in cui gli utenti vedranno il nostro marchio è nell’angolo in alto a sinistra dove compare la foto del nostro account.

Instagram Stories Ads

Adattare le Stories all’estetica del marchio

È importante che l’estetica dei nostri annunci pubblicitari nelle Stories si adattino perfettamente all’immagine coordinata e all’estetica complessiva del nostro profilo Instagram. Questo permetterà di mantenere alto il coinvolgimento dei nostri utenti e la riconoscibilità del marchio.

Altrettanto importante è quindi rispettare la palette colori solitamente utilizzata dal nostro brand, i caratteri tipografici e lo stile delle immagini in modo da risultare in perfetta sintonia con il nostro marchio.

Instagram Ads

Un ottimo esempio è l’annuncio realizzato da @freeda: hanno creato un video perfettamente allineato al loro stile e all’estetica di Instagram. È colorato, con un font riconoscibile e mostra il messaggio principale in maniera divertente e spensierato.

Posizionare strategicamente il testo

Catturare l’attenzione attraverso il messaggio che veicoliamo può essere più semplice se posizioniamo il testo o la grafica al centro dello schermo o quanto più vicino al link “swipe up”.

Dobbiamo sempre tenere a mente che nelle Instagram Stories ogni secondo diventa importantissimo, quindi dobbiamo essere in grado di catturare l’attenzione attraverso il messaggio principale prima che gli utenti spostino la loro attenzione al tag sponsorizzato.

Instagram Ads

Utilizzare il formato Carousel per messaggi lunghi

Molto spesso tutto ciò che vorremo comunicare o promuovere non può essere inserito in un video, foto o altro contenuto di soli 15 secondi. Ed è esattamente il motivo per cui Instagram ha inserito il formato Carousel per gli annunci di Instagram Stories.

Instagram Ads

Il carosello può essere composto da tre immagini o tre video da 15 secondi ciascuno e consente quindi di creare l’annuncio in tre parti differenti, scorrere aventi e indietro o mettere in pausa il contenuto.

L’importante anche in questo caso è creare contenuti creativi e coinvolgenti fin dall’inizio!

Iniziare con le Instagram Ads è facile, veloce e potrebbe realmente fare la differenza per la crescita del nostro profilo Instagram ed aiutarci a incentivare le vendite, partendo da questi semplici suggerimenti e sperimentando diverse creatività e diverse tipologie di annuncio, per capire quali funzionano meglio con il nostro pubblico.





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dalla musica su Facebook ai cowboy urlanti di Snapchat


Difficile immaginare un social media manager non aggiornato in tempo reale sulle novità e i trend del social media marketing. Per te, che corri sempre tra un brief e l’altro, preso da scadenze, to do list, report, e impegni extra lavorativi, torna la nostra Week in social.

Scopriamo insieme le ultime dal mondo dei social.

Facebook aggiorna Messenger, aggiunge la musica e innova le ads

Week in social

 

Questa settimana ci sono così tante novità in casa Facebook che non sappiamo da dove cominciare. Tra il proseguo della lotta alla Fakenews, la pubblicazione del rapporto Ad Archive sugli annunci negli Stati Uniti relativi a questioni politiche e di rilevanza nazionale, e i primi contenuti sull’Election Day, per aiutare le persone a prepararsi al giorno delle elezioni, sono tre le novità su cui ci vogliamo soffermare.

La prima riguarda l’aggiornamento di Messenger.

La parola d’ordine è semplicità. Messenger 4 sarà infatti più semplice, veloce da navigare, e potrai utilizzare più colori per personalizzare le tue conversazioni.

Facebook sa che le novità non sono sempre ben accette dagli utenti, per cui le introdurrà un po’ alla volta, lasciando ovviamente intatte le funzionalità che ti permettono di restare in contatto con le persone che ami.

Secondo Luca La Mesa, docente Ninja Academy:

Messenger è il futuro di Facebook per tutta la parte di conversazione privata o “one to many” e di conversione tramite l’evoluzione dei chatbot. Questo aggiornamento, che mira alla semplificazione, permette di rendere ancora più familiare questo ambiente prima dell’introduzione di diverse novità.

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La seconda novità che ti segnaliamo riguarda le Ads: Facebook sta testando i sondaggi video e una nuova tipologia di ad unit, che pare potrà mostrare i contenuti o prodotti di diversi brand all’interno della stessa collection. Tentativi che mirano ad aumentare il coinvolgimento degli utenti.

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Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa:

L’aspetto interessante dei social è che si possono testare idee e formati di questo tipo per rendersi conto se il mercato è interessato ad usarli e se generano maggiore performance. Facendo un rapido sondaggio informale con alcuni clienti sembrano scettici su questa idea ma se i risultati del test mostreranno maggiori risulti al minor costo saranno disposti a provarla.

Restando in casa Zuckerberg, passiamo alla terza e più recente novità della settimana: presto, potrai aggiungere la musica che ami al tuo account Facebook, alle tue Facebook stories, e ai contenuti del tuo newsfeed.

Week in social

Non solo: con l’espansione della nuova funzionalità Lip Sync Live, all’interno delle Stories, potrai girare dei video e simulare di cantare il brano che selezionerai, in sottofondo. Arriverà anche il testo a comparsa durante i video: si, proprio come accade nel karaoke.

Luca La Mesa, commenta così:

La musica è potentissima per unire e intrattenere le persone. I successi ottenuti da altre piattaforme, in particolare sul target più giovane, ha convinto Facebook a sperimentare soluzioni simili. Riusciranno con queste novità ad attirare nuovamente un target molto giovane?

Instagram, YouTube e Snapchat puntano su video e creatività

Week in social

Le ultime tre novità della nostra Week in social riguardano Instagram, YouTube e Snapchat. Procediamo con ordine.

Come annunciato in un video ufficiale, YouTube estenderà a tutti la funzione Premiere.
Cos’è Premier?

Te lo spieghiamo. YouTube Première è una funzionalità che consente di guardare e scoprire un nuovo video insieme ad altri spettatori, chattando con loro nell’attesa di un nuovo contenuto, proprio come la première di un film o un programma TV.

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Offrire la Première di un video ti consente, invece, di programmare un caricamento e stimolare il passaparola sul video con una pagina di visualizzazione dedicata.

Insomma, una nuova opportunità di engagement, chat, hype e monetizzazione.

Abbiamo chiesto a Luca La Mesa cosa ne pensa:

In un panorama social in cui Facebook sta cercando di abituare gli utenti a guardare video sempre più lunghi, anche grazie alla sezione Facebook Watch e al lancio di Portal, YouTube estende a tutti questa opportunità nella speranza di aumentare la quantità dei minuti che gli utenti passano sulla piattaforma. Nei prossimi mesi mi aspetto l’annuncio da entrambe le piattaforme di ulteriori funzionalità per convincere gli utenti a creare contenuti e a visionarli con i propri amici.

Chiudiamo la nostra rubrica con due delle app più amate dai nativi digitali. Snapchat, con le nuove lenti, ti permetterò di intervenire sugli Snap con effetti spettacolari, come cambiare il colore dei capelli, intervenire sullo sfondo delle foto, o far apparire un cowboy urlante in cielo.

snapchat

Inoltre, attraverso la funzione ‘Marker’, gli utenti saranno in grado di realizzare, con la app, esperienze 3D e AR a partire da immagini 2D scansionate tramite la fotocamera di Snapchat.

Last but non least, Instagram ha annunciato che gli utenti possono ora aggiungere fino a sei persone in una chat video. Una novità piccola ma rilevante, che va sempre più verso i bisogni dei giovani, e fa concorrenza alla app Houseparty, che pare stia diventando molto popolare tra i giovani.





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WhatsApp vuole inserire anche gli adesivi nei messaggi


WhatsApp offre già la possibilità di inserire GIF ed emoji nei messaggi, ma per alcuni utenti potrebbero non essere sufficienti per riempire il vuoto che si intende per adesivi. Ne sono convinti all’app di messaggistica, che ha annunciato che sta aggiungendo il supporto per adesivi e rilasciando pacchetti di adesivi creati dai propri designer e da una manciata di altri artisti. Per garantire che il suo negozio di adesivi continui a crescere, l’applicazione di proprietà di Facebook ha anche rilasciato API e interfacce che consentiranno ai creatori di terze parti di progettare i propri pacchetti.

WhatsApp

Come si usano gli adesivi

Utilizzare gli adesivi è facile, basta toccare il nuovo pulsante e scegliere quello che si vuole utilizzare. Gli sticker potranno essere messi tra i preferiti o categorizzati per argomento. Inoltre ci sarà la possibilità di scaricare pacchetti extra di adesivi speciali con personaggi dei fumetti, con animaletti o con buffe faccine. Al momento la funzione è stata rilasciata solo per alcuni utenti su Android iscritti alla versione beta di WhatsApp, ma gli sviluppatori dell’applicazione per la messaggistica hanno fatto sapere che a breve gli adesivi verranno rilasciati per tutti, anche su iOS.





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5 consigli per colpire i tuoi fan ad Halloween (e farti ricordare)


Zucche intagliate, travestimenti macabri ma non solo, feste a lume di candela e scherzi spaventosi. Halloween si avvicina e ognuno sceglie di festeggiarlo a suo modo.

Sì, è vero: siamo in Italia, Halloween non ci appartiene direttamente e in molti criticano ancora la risonanza che questa festività ha generato all’interno della società.

Ma anche qui, ormai da anni, Halloween viene festeggiato e sentito quasi quanto negli Stati Uniti, dove ha avuto origine.

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Prima di svelare come le grandi aziende hanno affrontato quest’anno la festa delle zucche, cerchiamo di individuare le best practice per pubblicizzarla al meglio, prendendo esempio dalle proposte dei grandi brand negli anni.

LEGGI ANCHE: Le 8 pubblicità di Halloween più belle di sempre (secondo noi)

Non ignorare Halloween

Prima di tutto, se stai pensando di ignorare Halloween sappi che, nella maggior parte dei casi, stai sbagliando.

I grandi brand (ma anche i più piccoli) non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di dar vita a campagne di marketing memorabili, soprattutto sui social che – ancora una volta – si prestano più che bene alla causa.

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Si tratta, infatti,di un’occasione davvero ghiotta per sperimentare, mettere alla prova la tua impresa – grande o piccola che sia – e soprattutto la tua community e i tuoi fan.

Dalla campagna di marketing pensata e programmata settimane prima al singolo post a tema, cerca di trovare il modo migliore per inserire il tuo brand nel grande flusso pubblicitario che genera Halloween.

Stupisci a colpi di ironia

Ce lo hanno insegnato colossi come Burger King, McDonald’s, Coca Cola e Pepsi che in passato, in occasione del 31 ottobre, si sono presi in giro a vicenda sui social ma non solo e noi non possiamo far altro che prenderne atto e lasciarci ispirare.

LEGGI ANCHE: Burger King e McDonald’s, come spaventare i clienti ad Halloween

Spot di Halloween

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Spesso, l’ironia è la chiave giusta per colpire il cuore degli utenti, strappargli una risata e nel migliore dei casi fargli esclamare “Wow, incredibile!”

L’ironia – anche quella amara – costituisce quasi sempre un canale preferenziale per stupire ed essere ricordati.

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Crea engagement

Inserire nel tuo piano editoriale anche solo un post a tema Halloween ti aiuterà ad aumentare il coinvolgimento dei tuoi fan.

Puoi scegliere di dar vita ad una campagna che crei interazione con gli utenti: un sondaggio, un contest, una call to action sono tutti modi perfetti per affrontare Halloween e creare engagement.

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Creare post divertenti e coinvolgenti spingerà i tuoi fan ad interagire con la tua pagina e li farà divertire. Cosa c’è di meglio?

Dai sfogo alla creatività

Ogni anno sono tantissimi i brand che si lanciano alla creazione di grafiche ed iniziative meravigliose per celebrare Halloween, cerca di non essere ripetitivo e dai vita ad idee nuove, fresche, mai utilizzate prima.

Prendi ispirazione, ma stai attento a non copiare i tuoi brand di riferimento. Rischieresti un flop che non farebbe bene alla tua impresa e non creerebbe l’effetto desiderato. I fan possono essere molto critici.

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Sii creativo, confrontati con il tuo team – più menti sono sempre meglio di una sola – e fai ricerca.

Sii spaventoso

Certo, va bene l’ironia, l’engagement e la creatività, ma ricorda che è pur sempre Halloween: devi far paura! 

Cosa c’è di meglio che far prendere un bello spavento ai tuoi fan per essere ricordati?

paura

Pensa, ragiona, dai sfogo alla fantasia e trova il modo migliore per dar vita ad una campagna da paura.





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Il significato di Content Marketing spiegato a mia zia (e al mio collega)


Nel 1996 Bill Gates per la prima volta definisce in un post il famoso motto “Content is king” e aggiunge: “il contenuto è dove mi aspetto che si genererà il reale guadagno su Internet”.

Oggi, a 22 anni di distanza, il Content Marketing è in una fase di maturità e stabilità, grazie anche all’attenzione crescente dei motori di ricerca e dei social media verso i contenuti di valore e il relativo posizionamento nella SERP e nel feed.

Le aziende hanno compreso l’importanza che riveste in ogni strategia e investono maggiormente nella creazione di contenuti rispetto al passato.

Content Marketing non è quindi un termine nuovo, nato grazie ai social network: anche se oggi parliamo di saturazione dei contenuti e corsa all’ultimo trend post, differenziarsi e creare contenuti di qualità è un must per emergere nell’oceano blu, creare un rapporto duraturo di fiducia con le persone e non da ultimo, ricordando Bill Gates, monetizzare.

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L’entrata in scena di nuove forme pubblicitarie come il native advertising o il branded content, seppur si tratti nella sostanza sempre di “contenuti di valore”, potrebbe però far perdere l’orizzonte e creare distorsioni nell’uso e nel corretto significato dei termini.

LEGGI ANCHE: La differenza tra branded content e content marketing spiegata attraverso un esempio concreto

Per avere una spettro chiaro, facciamo quindi qualche passo indietro. Partiamo dalla definizione di Content Marketing ed esploriamo i vantaggi che può offrirti e gli usi che se ne possono fare, nel modo più semplice possibile.

Cosa significa Content Marketing

Spiegare le professioni digitali sia alla zia, che durante la cena di famiglia ti pone la classica domanda “E tu cosa fai nella vita?”, sia al collega marketer, magari esperto di numeri e statistiche, è sempre una grande impresa, fatta di “ehmmm… come dire…”, vaghezza e frasi incompiute.

Il Content Marketing grida vendetta di parole! Cosa rispondere, quindi, alla domanda su cosa sia il Content Marketing?

Partiamo dalla definizione che ne dà Ninja Academy: “Il Content Marketing è una forma di marketing che prevede la creazione e la condivisione di contenuti finalizzati all’acquisizione e al mantenimento di clienti. I contenuti possono essere di diverse forme: articoli, infografiche, video, guide, seminari, webinar, Q&A. Lo scopo del Content Marketing non è direttamente vendere ma informare il cliente per generare con esso una relazione stabile fruttuosa e duratura”.

#Per la zia

“Zia hai presente le ricette video di Paneangeli che guardi su Facebook? Ecco quello è Content Marketing”.

Paneangeli fornisce gratuitamente contenuti utili ai propri utenti e crea con loro una relazione all’interno del social network. Molto probabilmente quegli stessi utenti nel ricreare le ricette proposte dalla pagina sceglieranno prodotti Paneangeli piuttosto che quelli di un competitor.

content marketing

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Magari la zia non è poi così ferrata in cucina e nemmeno con il Web, facciamo quindi un altro esempio offline.

All’interno dei negozi di Sephora puoi trovare un’esperta che ti mostra come truccarti e ti insegna quali prodotti sono più adatti per la tua pelle e come usarli. Questa è un’altra applicazione del Content Marketing.

Sephora fornisce infatti contenuti informativi ed educativi alle persone, che anche in questo caso provando direttamente il trucco sulla propria pelle e ascoltando consigli di applicazione, saranno più propense ad acquistare quei prodotti rispetto ad altri.

#Per il collega marketer

Dagli esempi della zia è già lampante l’attenzione del Content Marketing all’audience. I contenuti generati vanno a coprire infatti un bisogno informativo, educativo del target di riferimento, ponendo sullo sfondo sempre e comunque prodotto e brand.

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content marketing spiegato

L’obiettivo del Content Marketing è quello di creare e mantenere un rapporto di fiducia con la propria audience, aumentare il traffico, generare nuovi contatti, aumentare la reputation del brand e differenziarlo dalla massa di competitor. Il Content Marketing si differenzia dal marketing outbound, poiché pubblicizza il brand e il prodotto o servizio indirettamente, per esempio nei tutorial la domanda principale è “Come fare per?” e non “Cosa usare per?”.

Quindi la potenza del Content Marketing è quella di vestire il brand e il prodotto di colori e sfaccettature diverse e veramente utili o interessanti per le persone: non quelli della vendita diretta, ma dei valori e delle caratteristiche che differenziano il brand, i suoi valori, la sua mission, la sua identità.

Il nostro collega marketer è però un appassionato di numeri e statistiche quindi potrebbe porti la domanda “E il guadagno?”.

Numeri del Content Marketing

Ci rivolgiamo in questo caso al Content Marketing Institute, che ci propone una serie di dati davvero interessanti:

  • il Content Marketing genera il 62% di lead in più rispetto all’outbound marketing e costa tre volte meno.
  • Più di 615 milioni di dispositivi dispongono di software Ad-block, quindi quei bellissimi annunci commerciali push non vengono proprio visti dal target, oltre la già nota banner blindness. Il content Marketing bypassa questa cecità e in modo non invasivo pubblicizza brand e prodotto.
  • Almeno metà delle persone tra 18 e 49 anni cerca e legge news e informazioni online e il numero  in crescita. Blog, social media, motori di ricerca sono canali dove una buona strategia di Content Marketing può rivelarsi redditizia.
  • Le piccole imprese che utilizzano il blog per generare contenuti ottengono il 126% in più di crescita lead rispetto a quelle che non lo fanno.
  • Dopo aver letto consigli su un blog, il 61% dei consumatori americani fa un acquisto.
  • Il Content Marketing genera conversioni sei volte maggiori rispetto ad altri metodi, anche se con tempi più lunghi.
  • Popolare il sito web con contenuti genera il 434% in più di pagine indicizzate, quindi maggiormente visibili.

content marketing: numeri

Vantaggi del Content Marketing

Iniziare un percorso nel Content Marketing richiede molta pazienza, persistenza e duro lavoro, ma può essere il miglior approccio per fornire un’esperienza gratificante sia ai clienti che ai potenziali clienti.

Tra i vantaggi:

  • il brand può essere trovato dalle persone giuste, lead di qualità, quindi potenziali clienti. Nel Content Marketing è generalmente l’utente che cerca i contenuti, il 52% lo fa tramite i motori di ricerca (fonte: Hubspot).
  • Il contenuto può assumere tantissime forme sia online (video, webinar, social media post, blog post, ecc.) che offline (riviste, eventi, seminari, libri, ecc.). Spazio alla creatività!
  • Genera nuove entrate con i clienti (Customer retention). Il Content Marketing ti aiuta a mantenere i clienti fedeli e aumentare quindi le vendite attraverso cross-selling o up-selling.
  • Aumenta il traffico sul sito web, social, ecc.
  • Crea una base solida e duratura della tua immagine, a differenza delle fuggevoli campagne paid.
  • Reputation e attrattività. Il Content Marketing permette di farsi conoscere, comunicando i valori dell’azienda, costruendo una propria immagine e reputazione nel settore.
  • Ti differenzia dalla concorrenza.
  • Ti permette di capire e analizzare meglio il tuo target, i tuoi clienti e di fare network.





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che fine ha fatto il Social Media Manager al compleanno di cui parlano tutti


L’antefatto: Chiara Ferragni, l’Influencer italiana più famosa al mondo, ha organizzato una festa di compleanno in un supermercato della catena Carrefour per festeggiare i 29 anni del neo-marito e neo-papà, Fedez.

La polemica: durante la festa gli invitati possono prendere tutto ciò che vogliono dagli scaffali del supermarket e le scene euforiche del party finiscono ovviamente tra le Stories dei due protagonisti, esattamente lì dove avrebbero dovuto finire. A questo punto sui social monta la polemica per l’evidente spreco di cibo, che fa indignare moltissimi follower delle due social star.

L’epilogo: Fedez cerca di giustificarsi pubblicando un’altra Storia con un tono tra il mortificato e lo stizzito, spiegando che tutto quel cibo in realtà non andrà sprecato ma donato in beneficenza. Una giustificazione che sembra però un po’ improvvisata e buttata lì, perché questo dato ci si sarebbe aspettati di trovarlo nell’antefatto. Fatto sta che Fedez finisce con il sospendere temporaneamente il suo account, in preda allo sconforto per le accuse subite. Ma solo per riattivarlo dopo qualche minuto, forse dopo un provvidenziale intervento della mamma e di Chiara, le vere imprenditrici della coppia.

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fedez carrefour

Vita da social

Dopo la nascita dell’amore, la nascita di Leone e il matrimonio più social dell’anno, anche chi non ha un account Instagram conosce la loro storia, e ormai dei Ferragnez sappiamo più o meno tutto. Almeno tutto quello che vogliono farci sapere.

Le loro giornate sembrano orchestrate ad hoc per garantire notorietà e follower a Chiara e Federico. I brand li seguono, li amano e li ingaggiano. Le persone li seguono, li amano e li commentano.

Tanto che tutto ciò che pubblicano sembra ormai frutto di accordi commerciali, perché in fondo Chiara Ferragni è stata in grado di costruire il suo impero proprio su questo. Un’Influencer della prima ora, una first mover che ci ha visto lungo anche sui canali sui quali puntare (Instagram in testa).

Come osserva, invece, qualcun altro tra i commenti alla vicenda su Facebook, Fedez è più ingenuo. Ha già superato il cosiddetto sweet spot, «quella fase della vita di un personaggio pubblico nella quale sei abbastanza famoso da avere un seguito nutrito ma non abbastanza da avere degli odiatori seriali», ma sembra non essersene ancora accorto.

La coppia più influente del web, insomma, ci ha abituati al racconto della sua vita, tanto che tutti ci sentiamo in diritto (e quasi in dovere) di consigliare l’abito migliore per il matrimonio, il modo giusto per crescere un figlio, la location più consona per un party.

Come vere star, Fedez e Ferragni si portano dietro fan e hater, ma non sembrano essere sempre pronti a questa realtà. Soprattutto nel loro regno: i social.

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leone

Strategia per la gestione delle crisi

“Possibile che questi due siano così sprovveduti?” è la domanda che si sono fatti in tanti tra gli addetti ai lavori. Insomma, tra ideazione degli eventi, pubblicazione dei contenuti, coinvolgimento di amici e parenti, dov’è finito il social media team dei Ferragnez? Almeno noi ci aspettiamo che un social media team a questi livelli ci sia. Qualcuno che non solo imposti strategie e creatività, ma che soprattutto abbia delle linee guida precise (o anche solo abbozzate) per gestire le crisi. Che in questo ambito sono all’ordine del giorno.

Qui non si tratta solo di “o li si ama o li si odia”. Si tratta piuttosto di sapere se, anche nell’Olimpo degli Influencer, si possa arrivare senza una squadra e con il fai da te. Certamente Chiara Ferragni il suo successo l’ha costruito da sola e poi ha scelto i suoi collaboratori, mentre Fedez sembra ancora un po’ impreparato rispetto al suo nuovo ruolo di personaggio pubblico e non solo di cantante.

Eppure, anche in questo caso, c’è qualcosa che non torna. Possibile che questi due siano così sprovveduti?

valentina ferragni

Luca La Mesa, uno dei maggiori esperti Social Media Strategist in Italia e docente Ninja Academy, commenta così la vicenda: «Quella che doveva essere una festa è diventato un boomerang social per Fedez e la Ferragni. Partirei dalla fine ed in particolare da una delle ultime storie su Instagram di Fedez in cui si intuisce che lui abbia realmente pianto per ciò che è successo. Mi è sembrato sincero seppur nella gestione della crisi non si è realmente reso conto di quello che era successo.

Perché? Perché era convinto che le critiche erano legate solo a ciò che aveva pubblicato sul suo profilo Instagram mentre non aveva probabilmente avuto modo di vedere le altre Storie dei suoi scatenati amici. In questo modo la difesa e le scuse sono sembrate parziali seppur è difficile pensare che lui possa e debba essere responsabile per tutto ciò che fanno gli altri invitati. I backstage usciti subito dopo il fatto hanno mostrato anche come la crisi sia stata gestita insieme alla mamma (manager) e a Chiara. Probabilmente lui è quello che ne ha sofferto di più.

Difficile invece dare un giudizio su Carrefour perché, dalla nota emersa sui suoi social, sembra che il tutto fosse solamente una festa privata e che Chiara Ferragni e Fedez abbiano comprato tutto ciò che è stato toccato dai loro ospiti. Gli utenti social non hanno creduto alla fattibilità di questa versione date le immagini di persone che si arrampicavano con le scarpe sugli scaffali o altri che fumavano vicino ad alcuni prodotti. Personalmente non avevo inteso che fosse una festa privata e che Carrefour ne fosse estranea. Con tutte le bellissime location di Milano avevo, forse erroneamente, pensato che se erano in un supermercato il tutto era concordato con il punto vendita.

Questo dettaglio può fare una grossa differenza nella valutazione complessiva del caso. Se era solo una festa privata sono gli ospiti ad aver esagerato. Se era un’attività social concordata con Carrefour (mia soggettiva ipotesi prima di leggere il loro comunicato) allora ne impariamo che non bisogna ma sottovalutare ciò che può succedere quando il tutto viene ripreso, praticamente in diretta, da decine di telefoni di molti ospiti. Chi si occupa di marketing dovrebbe fiutare a distanza un possibile rischio ed il modo migliore per evitarli è studiare chi ha avuto delle piccoli/grandi crisi prima di noi. Grazie dunque a Carrefour che ci ha permesso di imparare qualcosa di nuovo e delicato».

La festa, le polemiche, le scuse, le giustificazioni, la beneficenza, i chiarimenti del giorno dopo. Antefatto, fatto, epilogo. Eroe, antagonista, peripezie e risoluzione. Letta così sembrerebbe un’altra bella fiction (forse un po’ alla Barbara D’Urso), costruita per intrattenere il grande pubblico e farci interrogare sul “come andrà a finire?”. Forse mancano la sigla e i titoli di coda, eppure sembra proprio la puntata di una soap, con tanto di crisi morale e di complotti.

C’è infatti chi sembra aver letto nel labiale di Fedez la proposta “Dico che vanno in beneficenza?”. Insomma, per concludere nello stile della chiacchiera da bar: “bene, ma non benissimo”.

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E Carrefour?

Quelli di Carrefour si sono trovati loro malgrado coinvolti nella polemica. La nota uscita a seguito del tam tam mediatico è un laconico “noi non ne sapevamo nulla di quello che avrebbero combinato”. E anzi la catena cerca di ribadire il proprio impegno a favore dei più bisognosi.

Siamo certi che se avessimo affittato noi gli spazi del supermercato (avremmo potuto farlo davvero?) ci sarebbe stata data carta bianca in egual misura? Forse ai VIP si tende a concedere sempre uno spazio di libertà in più in virtù della loro popolarità (e del loro denaro).

Ma non facciamone una colpa al brand, che si è trovato implicato in qualcosa di più grande del previsto, e proviamo per un momento a credere alla giustificazione di aver semplicemente affittato lo spazio.

Proprio sotto la nota sulla pagina di Carrefour, qualcuno si chiede: “Come avete individuato la merce fresca toccata e rimessa a posto? Avete eliminato anche quella vicina, magari venuta in contatto con qualcosa caduto, strofinato addosso e rimesso nel mucchio? Avete, immagino, pulito gli scaffali dove c’era gente in piedi vero? È permesso fumare nei vostri punti vendita?”.

Insomma, anche qui, forse, serviva qualcosa in più delle giustificazioni. Delle scuse ai clienti abituali, per cominciare?

Abbiamo contattato i referenti di Carrefour, ma non hanno voluto aggiungere nulla alla nota già pubblicata.

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Il nostro epilogo

Insomma, qui la differenza rispetto al matrimonio super-studiato in ogni dettaglio e in ogni partnership si è vista tutta.

Così l’evento è apparso a tutti come una baraonda incontrollata, non proprio bon-ton, per celebrare un compleanno. E forse neanche questo, dato che gli invitati sembravano più interessati a risplendere della luce riflessa dei due ospiti con una valanga di foto e Stories, che a festeggiare Fedez.

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Meglio la collaborazione (anche quella criticata, ma certamente più seria) con Alitalia, che mostrare al mondo come si divertono le social star. Non era preferibile lasciare privato un momento di euforia e goliardia? In alternativa, avrebbe avuto senso farne un vero evento.

E poi, Chiara, ti avevano appena perdonato la bottiglia d’acqua da 8 euro, perché lanciarsi subito in una nuova battaglia social? Per fortuna che le Stories poi spariscono.

Intanto, nonostante l’azienda abbia chiarito che non si trattava di un’operazione commerciale, il party sarebbe finito anche sotto la lente d’ingrandimento dell’Antitrust su segnalazione dell’Unione Nazionale dei Consumatori, che ha ricordato ai due Influencer le norme per operazioni di pubblicità online.





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