Ora Instagram ci dice quando i nostri amici sono online


Instagram sta aggiungendo una nuova funzionalità che permetterà di sapere se i nostri contatti sono online: un cerchietto verde accanto alle immagini del profilo significa che il contatto è online in quel momento.

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Come funziona il nuovo indicatore di status di Instagram

Il nuovo indicatore di stato verrà visualizzato in tutte le funzioni di Instagram, inclusa la casella di posta Direct, ma sarà limitato solo ai contatti che ci seguono con cui abbiamo parlato in precedenza. Una invasione non richiesta nella nostra privacy? Niente affatto, sarà infatti possibile disattivare la funzione e rimanere offline.

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Il nuovo status è ora disponibile su alcuni account, ma in breve tempo sarà accessibile a tutti. Instagram ha diffuso una nota in un post per annunciare la nuova feature e spiegarne il funzionamento: “Oggi rendiamo ancora più semplice il collegamento tra gli amici su Instagram, mostrandoti quando sono disponibili online. Quando i tuoi amici sono attivi su Instagra, vedrai un pallino verde accanto alla loro immagine del profilo in vari punti all’interno dell’app. Vedrai solo lo status delle persone che ti seguono o con cui hai parlato in Direct. Puoi facilmente disattivare l’opzione e nascondere la tua presenza online, disattivando anche la possibilità di vedere quando i tuoi amici sono attivi.

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Come funziona la SEO su WeChat (in app e sul portale Sogou)


Nell’immaginario collettivo degli esperti digital e non, SEO = Google. Non è per nulla errato affiancare la Search Engine Optimization a Google quando vivi e vegeti in un occidente che ha scritto le regole della digitalizzazione; infatti per più di un miliardo di persone che non ha accesso al più famoso motore di ricerca del mondo, SEO può voler dire Baidu o anche WeChat.

Per la SEO di WeChat, Tencent investe su Sugou

Lo strumento di ricerca su WeChat rappresenta solo una delle molteplici funzioni messe a disposizione dalla app ed è anche relativamente nascosta, ma seppur lentamente, la direzione imbroccata da Tencent punta a un massiccio sviluppo delle capacità di ricerca.

Già nel 2013 Tencent acquistò il 36,5% delle azioni di Sogou (搜狗), il motore di ricerca di Sohu.com dando chiari segnali di interesse in materia search engine. La successiva integrazione della ricerca WeChat sul sito Sogou e nell’app mobile hanno portato anche i non utenti di WeChat a ricercare e ad accedere a contenuti legati alla app.

Come funziona la SEO su WeChat-5

Da allora gli sviluppatori hanno pensato di implementare un vero e proprio motore di ricerca interno a WeChat del quale algoritmo si sa ancora molto poco. Ma vediamo meglio come funzionano entrambe il motore di ricerca Sogou integrato a WeChat e il motore di ricerca in-app.

Come funziona la ricerca su WeChat e come vengono visualizzati i risultati?

Sia il search engine Sogou che il sistema interno a WeChat funzionano allo stesso modo seppur con due diversi target. Mentre Sogou limita gli utenti alla ricerca di post di pagine o account pubblici, la ricerca sul motore interno a WeChat restituisce risultati anche dai Momenti dei propri contatti, chat di gruppo, ristornati sul database Dianping e infine i canonici risultati pubblici.

Una pecca c’è: gli utenti cinesi di WeChat (con regolare account collegato a un numero di telefono cinese) nei loro risultati di ricerca non vedono nulla di inerente agli account WeChat internazionali mentre non è vero viceversa.

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Osservare come vengono distribuiti i risultati delle ricerche è utile per capire come poter ottimizzare i contenuti in ottica SEO affinché appaiano coerentemente alle keyword utilizzate.

Come funziona la SEO su WeChat

I risultati restituiti da Sogou ricordano molto quelli di Google con un titolo, una breve descrizione, un’immagine, il nome pubblico dell’account e la data di pubblicazione. Aprendo i risultati, quelli provenienti da account con sottoscrizione riporteranno all’interno in QR Code del profilo.

Come funziona la SEO su WeChat-4

A differenza di Google o del suo parente asiatico Baidu, Sogou non ha regole per la presentazione di una meta description ma sembra invece riportare una parte qualsiasi del testo in maniera random.

Detto ciò cerchiamo di capire se, come per la SEO di Google, c’è effettivamente una chiave di lettura del funzionamento dell’algoritmo.

In linea di massima e al netto dell’ancora inespugnabile funzionamento dell’algoritmo della ricerca Sogou e WeChat, sappiamo che i risultati vengono distribuiti in base a quattro macro parametri:

  • Autorevolezza (dell’account pubblico WeChat) che dipende dai livelli di verifica di cui il più influente è proprio quello di WeChat;
  • Rilevanza: quella tra query di ricerca e nomi di account pubblici o di estratti di articoli su WeChat;
  • Popolarità: il numero di follower WeChat come anche il numero di lettori, condivisioni e segnalazioni;
  • Frequenza e data di pubblicazione.

Parametri molto simili a quelli di Google ma senza contare i backlink e le visite sul sito. Pochi trucchi, dunque e molta più “burocrazia” e rispetto delle regole di verifica.

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Sogou e WeChat: a beneficiare del motore di ricerca è prima di tutto Tencent

Lavorando con Sogou per creare un motore di ricerca personalizzato, Tencent ha mirato alla promozione di WeChat e dei prodotti e contenuti correlati anche a chi non utilizza direttamente l’app, il tutto senza dover dipendere da altri gestori di terze parti. Inoltre, le ricerche web sono e sempre saranno un ottimo canale di guadagno e Tencent lo sa bene.

Dunque la conquista della Cina tutta (e del mondo) da parte di Tencent procede: seppur con cauta lentezza il piano del colosso tech cinese avanza verso l’olimpo dei grandi come Alibaba e Baidu per accaparrarsi la propria fetta del mercato search engine.



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5 modi efficaci per collaborare con gli Influencer (e far crescere il tuo brand)


Secondo una recente analisi di Linqia, l’86% dei marketer ha usato Influencer nelle proprie campagne di marketing nel 2017 e il 92% dei marketer che ha collaborato con alcuni di loro, ha dichiarato di essere soddisfatto dei risultati ottenuti.

Dati destinati alla crescita, così come il budget stanziato per queste attività.

Le strategie integrate che coinvolgono Micro-ambassador, Blogger, Influencer vengono usate sempre di più e la piattaforma social di riferimento è Instagram. Le persone si fidano maggiormente dei messaggi veicolati da personaggi influenti, rispetto alle tradizionali forme di pubblicità.

Ecco perché è importante analizzare quali sono i modi più efficaci per collaborare con questi personaggi e per dare la giusta spinta al tuo brand.

LEGGI ANCHE: Come scegliere l’influencer giusto per il prodotto (o il  brand) giusto.

i 6 modi più efficaci per collaborare con influencer

Programma i contenuti pubblicizzati sui social media

Il modo più popolare per promuovere i tuoi prodotti o il tuo brand è quello di instaurare un accordo con l’Influencer, il quale garantirà visibilità sui propri profili social. Sarà necessario istruirlo, fornirgli le linee guida e proporgli un programma sul materiale che dovrà creare.

Ti sarai accorto della dicitura che indica i post pubblicizzati su Instagram. LInfluencer Giulia Calcaterra, ad esempio, racconta di come si allena tutti i giorni per mantenere la sua forma fisica impeccabile e utilizza prodotti per un’alimentazione ricca di proteine. Nel copy fornisce anche un codice sconto per incentivare i suoi followers a comprare.

È quella che si definisce una win-win situation: il personaggio offre un vantaggio agli utenti che lo seguono fedelmente e il brand utilizza questa leva promozionale in modo indiretto.

i 5 modi più efficaci per collaborare con influencer

Una buona pratica, quando metti le basi per una campagna di marketing è quella di coinvolgere un gruppo di Influencer, in modo da far risuonare il tuo brand su più fronti. Non disperdere una goccia in un mare di post!

Gioca sull’effetto sorpresa con i regali

Un altro modo per instaurare una collaborazione è quello di inviare dei regali, magari inaspettati, di un prodotto che sai possa piacere all’Influencer.

In questo modo, puoi sperare in una recensione, un post o una citazione spontanei sul tuo prodotto.

Ovviamente non essendoci un accordo e un compenso monetario, l’Influencer non è obbligato a dare visibilità al tuo regalo. Potrebbe anche capitare che ti vengano comunque richiesti dei soldi per pubblicizzare quello che gli hai inviato. Oppure potrebbe arrivare un post negativo se il prodotto non rispecchia le aspettative o non è gradito.

Sfrutta gli articoli sul blog

Quando si parla di una collaborazione che includa la scrittura di articoli sul blog, può essere di due tipi. Puoi sbizzarrirti insieme al Blogger e richiedere un intero articolo che parli del tuo prodotto oppure puoi farlo rientrare in una serie di citazioni, insieme ad altri brand.

Ad esempio a Gipsy in the Kitchen nel suo blog di cucina, posta la ricetta per preparare “La piadina con albicocche carammellate e squaquerello Nonno Nanni.” Utilizza spesso prodotti di noti brand all’interno dei suoi piatti.

i 5 modi più efficaci per collaborare con influencer

Alcuni punti da tener presente per questo tipo di collaborazione:

  • Quando collabori con un Blogger, cerca qualcuno che condivida i valori del tuo brand e che possa essere rappresentativo per la tua nicchia
  • Scrivere un articolo richiede tempo per cui programma tutto per tempo e non aspettarti un ritorno immediato con una sola azione
  • Accordati sulle immagini se le deve creare il blogger, oppure fornisci fotografie di buona qualità in alta risoluzione
  • Può aiutare inserire un codice sconto nell’articolo e indicare il link diretto al tuo sito web per facilitare la conversione

Organizza un Takeover

Un altro format molto efficace ed usato è quello del Takeover del tuo account Instagram da parte di un Influencer, per un determinato periodo di tempo o durante un particolare evento.

L’Influencer produrrà direttamente i contenuti. Farà vivere al pubblico il suo punto di vista autentico.

Dovrai stabilire una policy per la pubblicazione, se diretta o se previa la moderazione del social media manager. L’azione deve essere palesata e promossa sia sull’account del brand che su quello del personaggio che effettuerà il Takeover.

È importante scegliere un Influencer con cui hai già lavorato, di cui ti fidi per essere sicuro che produrrà dei contenuti live in linea con il tuo brand.

LEGGI ANCHE: Come gestire il tuo primo Instagram Takeover

i 5 modi più efficaci per collaborare con influencer

Passa al livello successivo e trasforma l’Influencer in un Brand Ambassador

Un altro percorso che si può intraprendere è quello di trasformare un Influencer in un vero e proprio testimonial duraturo del brand. In questo caso non si tratta più di azioni spot, ma di passare ad un livello successivo.

In qualità di Ambassador il personaggio scelto, non solo posterà contenuti sul tuo prodotto regolarmente, ma rappresenterà il brand durante eventi locali e iniziative promozionali di vario tipo.

Anche in questo caso, assicurati di aver già testato il lavoro dell’Influencer, il quale deve condividere i valori del brand, avere una personalità e un attitudine che ben si sposano con la tua filosofia aziendale per diventarne portavoce verso il suo pubblico.

Consigli utili da non dimenticare prima di iniziare le tue collaborazioni

  • Stila una lista di Influencer che possono fare al caso tuo. Non soffermarti solo su chi è seguito da grandi numeri, ma cerca chi può essere rilevante per la tua nicchia
  • Non mandare solo mail, ma cerca di stabilire una relazione con delle collaborazioni durature e costruttive
  • Pensa ad un compenso adeguato per la creazione dei post, il valore dei contenuti creati e la creatività, questo dimostrerà come consideri il lavoro dell’Influencer e lo incentiverà a dare di più
  • Sii molto specifico e preciso sulle linee guida che il personaggio che rappresenta il tuo brand deve seguire: più il briefing è accurato, più sarà facile che vengano rispettate le aspettative di tutti
  • Lascia l’Influencer libero nella creatività: potrà dimostrare il suo valore aggiunto e non si sentirà frustrato
  • Non avere fretta. Il tutto e subito non esiste. Le campagne richiedono tempo perché si vedano i risultati.



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Instagram diventa più sicuro con la doppia autenticazione senza numero di telefono


Secondo un report di TechCrunch, Instagram sta lavorando a un nuovo sistema di sicurezza che prevede una autenticazione a due fattori, senza coinvolgere il numero di telefono. Come già avviene su altre piattaforme, l’opzione permetterà di autenticarsi generando dei codici temporanei.

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Sebbene non ci sia stata una conferma ufficiale, l’ingegnere Jane Manchun Wong ha scoperto una versione beta dell’autenticazione a due fattori nella versione Android del codice APK di Instagram e l’ha postata su Twitter:

“Instagram sta finalmente lavorando all’autenticazione a due fattori basata su token !! Grazie Instagram! Lo stavo aspettando dal 2016! Finalmente non dovremo fare affidamento su un SMS per la sicurezza del nostro account su SMS! 😍” ha twittato con molto entusiasmo.

Confermare l’identità senza numero di telefono

Attualmente, Instagram ti consente di recuperare i dati del tuo account e accedere da altri dispositivi purché si confermi l’identità attraverso un numero di telefono associato al profilo. Le problematiche legate alla sicurezza investono proprio questo punto: troppo semplice ottenere il numero di telefono di una persona o collegare i dati a una nuova SIM (magari trapelati attraverso una violazione della privacy). Con la verifica tramite SIM a disposizione, gli hacker potrebbero accedere a informazioni personali o usare il numero per il recupero delle password dei vari servizi come Amazon, Instagram, Twitter e gli altri.

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Molte aziende si sono già mosse per prevedere tipi di autenticazione che vadano oltre l’invio di SMS al numero di telefono, pratica considerata oggi troppo poco sicura. Ora anche Instagram, sta seguendo la stessa strada.



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Le metriche giuste e gli strumenti per misurare il tuo Social Selling


Dopo i consigli di base sul Social Selling e un successivo approfondimento, dovreste essere ormai pronti a mettere in piedi la vostra strategia di acquisizione lead.

Oggi vogliamo vedere se ce l’avete fatta, cioè aiutarvi a capire come misurare il social selling e di essere sulla strada giusta.

LEGGI ANCHE: Cos’è e a cosa serve il social selling, consigli base per principianti

Anche se i social media contribuiscono concretamente al raggiungimento degli obiettivi di business del cliente, solo il 34% delle aziende riconosce ai social un contributo coerente rispetto ai propri risultati aziendali. Il Social selling serve proprio ad accelerare il processo di vendita, comunicando direttamente con i clienti. Come? Con i social Network, per esempio.

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  •  Con LinkedIn che è sicuramente uno dei social network più utilizzati da professionisti per creare connessioni e sinergie lavorative importanti.
  •  Con Facebook che è il luogo dove i clienti discutono del vostro prodotto. Dovete, in questo caso, partecipare alla conversazione, ascoltare, raccogliere opinioni, affrontare perplessità ed entrare in contatto diretto con loro.
  •  Con Instagram, dove è sempre più frequente concludere vendite e acquisire clienti grazie ad immagini accattivanti

Scegliere i canali giusti e mettere in campo le buone pratiche di ascolto e coinvolgimento non basta. Il social selling necessita di monitoraggio continuo e perfezionamento, perché entrare nel cuore e nel portafogli dei vostri potenziali clienti non è cosa facile e banale. Vediamo ora cosa tenere bene a mente nel caso vogliate misurare il valore e la performance della vostra strategia di social selling.

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Considerate e monitorate il Social Selling Index

Vi abbiamo già detto che LinkedIn, più degli altri social network, rappresenta un efficace strumento di promozione e social selling. Aziende e singoli professionisti possono far conoscere i propri servizi e dare visibilità al proprio know-how. Il primo consiglio è partire proprio da qui, dal potenziamento di questo canale, sia a livello individuale, sia a livello di team di vendita.

A questo scopo, LinkedIn mette a disposizione il Social Selling Index, uno strumento interno che misura l’ efficacia nell’utilizzo delle varie aeree e degli strumenti del social. Per ogni area attribuisce un punteggio che va da 0 a 25. La somma dei punteggi delle 4 aree determina il nostro SSI.

Fin qui tutto chiaro? Ma allora cos’è il Social Selling Index? Presto detto. Per farla breve e non annoiarvi,  si tratta di uno strumento interno a LinkedIn che misura l’ efficacia nell’utilizzo delle varie aeree e degli strumenti del social. Per ogni area attribuisce un punteggio che va da 0 a 25. La somma dei punteggi delle 4 aree determina il nostro SSI, il social selling index.

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A cosa serve? A capire quanto siete performanti nel trovare le persone giuste, nel creare le relazioni, e nell’interessare gli altri. Più alto sarà il vostro SSI, più alte saranno le possibilità che la vostra azione di acquisizione lead tramite il social selling vada a buon fine.

Monitorate l’appeal dei vostri profili

Una delle prime cosa da fare è controllare per esempio il numero di visualizzazioni del profilo (e andamento), il numero di follower, l’ efficacia in termini di engagement (commenti, consiglia, condividi) dei tuoi status update personali, il numero di click (per gli status update che contengono link), l’interesse in percentuale calcolato come (interazioni + click)/visualizzazioni. Ci sono tanti, tantissimi modi con cui possiamo capire se e quanto le nostre azioni sui social network siano performanti. Servirci degli Analytics è sempre una cosa buona e giusta.

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Misurate il traffico verso landing page e sito

Se una parte del vostro business prevede la generazione di lead, vendite on-line, promuovere il vostro brand attraverso i social è la mossa giusta. I social infatti possono aiutarvi a traghettare il potenziale cliente verso il vostro obiettivo finale. Monitorare e valutare la quantità e la qualità del traffico generato dai social verso le landing page o il sito web vi permette di capire quanto efficaci sono le vostre azioni di social selling.

Utilizzate Google Analytics

Dovrebbe diventare il vostro più caro amico e si riallaccia al punto appena sopra. Google Analytics vi serve per misurare il volume e la qualità dei lead generati gratuitamente dai diversi canali, in questo caso anche i social. Una tale attività di monitoraggio e analisi sarà estremamente utile per costruire una relazione profonda con i vostri prospect.



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Nutella, Lego e altri brand da seguire su Pinterest per trovare l’ispirazione


Di Pinterest non si parla mai abbastanza. Nato circa otto anni fa e definito da subito come un vero e proprio luogo virtuale e come un motore di ricerca visiva, oggi Pinterest conta circa 200 milioni di utenti nel mondo, 4 milioni di visitatori in Italia.

Più che un social network che connette le persone, Pinterest è sempre stato considerato ed utilizzato come una fonte d’ispirazione, una piattaforma per connettere le idee, farle crescere e concretizzarle.

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Negli ultimi anni, il valore di Pinterest come strumento di marketing sta crescendo notevolmente. Molti brand sono presenti sulla piattaforma e le proprie bacheche sono diventate dei luoghi-non luoghi bellissimi e ricchi di spunti e idee creative da ammirare e da cui partire per generare contenuti veramente di valore.

Scegliere le bacheche migliori è davvero un compito difficile. Vediamone alcune che ci hanno davvero incantato.

Coca-Cola è sempre Coca-Cola

“Discovering moments of happiness, one picture at a time”. Ed è davvero questa la sensazione che si prova quando si scorre tra le bacheche di Coca-Cola.

Una bacheca è interamente dedicata alle vacanze di Natale: chi è che non si emoziona di fronte ad una tavola imbandita, costellata da luci e decorazioni natalizie o non si esalta davanti alla figura di Santa Claus?

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Le case incantate di AirBnb

Le bacheche di Airbnb incanterebbero qualunque utente. Dimore fiabesche, design, case incredibili in una raccolta unica: non si può non rimanerne incantati e non lasciarsi ispirare.

Chi non vorrebbe trascorrere un week end in una meravigliosa casa sull’albero?

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Oreo

Ancora una volta è il food ad incantare e a vincere su tutto.

Qualcosa di incredibile accade sulle bacheche di Oreo. Un tripudio di colori, di forme e d’idee che arriva dritto al cuore degli utenti e dove è impossibile non perdersi in un’esplorazione che lascia senza parole.

Made with Oreo, made with love, insomma.

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Che mondo sarebbe senza Nutella?

Nutella non è da meno. E come potrebbe esserlo?

Felicità è la parola chiave per esplorare la pagina Pinterest di Nutella e le sue bacheche tematiche. Ed è proprio su questo concetto che Nutella punta: non osservare le immagini, esplora la felicità!

Dalla bacheca Play with your food traspare un design unico e una creatività vincente.

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Lego

Tra le bacheche di Lego, Lego Architecture è senza dubbio una delle migliori del brand.

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Immagini semplici, chiare, creative e bellissime. A dimostrazione che, partendo da un minuscolo frammento, è possibile costruire qualsiasi cosa.

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Certamente, non è possibile stilare una lista assoluta delle migliori bacheche dei brand su Pinterest. Di creatività, bellezza e fonti d’ispirazione Pinterest ne è davvero pieno.



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I mini game di WeChat hanno già conquistato mezzo miliardo di cinesi

Molto probabilmente per un occidentale qualsiasi il nome Tiao Yi Tiao non significa nulla ma per molti cinesi (circa mezzo miliardo) equivale a una droga. Stiamo parlando di giochi, nello specifico di mini game e di come stiano prendendo piede tra gli utenti di WeChat.

Tiao Yi Tiao (跳一跳) in cinese significa “salta” ed è un gioco che consiste nel far saltare, appunto, una pedina da una piattaforma all’altra: la distanza del salto da effettuare dipende dalla durata della pressione del dito sullo schermo. Il gioco termina qualora la pedina manchi una delle piattaforme.

Mini games di WeChat: come ha fatto Tiao Yi Tiao a conquistare una nazione?

Tiao Yi Tiao ha conquistato proprio tutti, anche i più grandi riuscendo a raggiungere i 170 milioni di utenti al giorno in un solo mese dal suo lancio a dicembre scorso per poi lievitare a 390 milioni a marzo di quest’anno: una fetta bella grossa rispetto alla torta di 583 milioni di mini game users nel 2017.

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Tiao Yi Tiao è stato il primo vero gioco di WeChat, definito “mini” per via del peso del programma che non supera i 4 MB.

Tencent ha subito dopo lanciato altri 17 mini game simili aprendo le porte anche a sviluppatori esterni. Secondo il report delle entrate relative al Q1 del 2018 di Tencent, oltre 500 mini game, utilizzati da 457 milioni di utenti, sono disponibili su WeChat.

La piattaforma di messaggistica e social più utilizzata in Cina (980 milioni di utenti nel 2018) grazie ai mini game in app ha già potuto infatti conquistare altri 60 milioni di utenti attirati dai nuovi giochi.

Trovare nuovi utenti e mantenere i vecchi: Tencent sa bene come fare

Mentre il numero degli utenti di WeChat cresceva ma la piattaforma sembrava essere in stallo, Tencent si chiedeva come poter alimentare l’interesse dei vecchi utenti andando alla conquista di nuovi.

La stessa trasformazione di WeChat da semplice app di messaggistica istantanea a piattaforma multifunzionale indispensabile per la sopravvivenza sociale in Cina ne è la dimostrazione. Inoltre il suo costante sviluppo e l’aggiunta di mini programmi in app leggeri che evitano il passaggio a ulteriori app store hanno fatto sì che il monopolio fosse confermato.

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A una prima occhiata i mini game di WeChat sembrano ispirati a semplici giochi in html5 utilizzabili sia da browser che da app mobile, eppure questi giochi sono molto più leggeri e veloci dei “cugini” in html5 (20 o 30 volte più veloci nel caricamento). L’altro grande vantaggio è quello già ribadito di essere utilizzabili direttamente su una app aperta mediamente per 64 minuti al giorno da ogni cinese, senza bisogno di essere scaricati da altri store.

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L’estrema facilità di utilizzo di questi giochi fa sì che anche i meno appassionati di attività ludiche possano distrarsi con una semplice partita. Inoltre la popolazione sinica si spacca quasi in due perfette metà per quanto concerne il genere dei gamer: un quasi perfetto 50-50 di cui un 22%  first time player.

Eppure questa semplicità di utilizzo fa sì che l’utente si stanchi prima del gioco: ciò significa che i mini game devono mantenere una componente social molto attiva attraverso classifiche e social sharing.

Come monetizza Tencent attraverso i mini game?

Semplice, come tutti i giochi scaricati da app store: piccoli costi di acquisto o pubblicità su quelli gratuiti. Il colosso tech cinese registra già l’equivalente di più di 1 milione e mezzo di dollari: una revenue destinata a crescere grazie all’apertura a sviluppatori esterni che devono versare a Tencent ben il 40% delle transazioni in-game oltre a una fetta delle entrate per pubblicità.

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Ma gli sviluppatori di mini game per WeChat hanno sicuramente il vantaggio di non dover spendere ulteriori fondi per customizzare i programmi in base al sistema operativo iOS o Android. Inoltre i mini game sono anche più economici dei classici giochi per PC da cui gli sviluppatori di WeChat hanno palesemente attinto.

Anche lo stesso Tiao Yi Tiao, infatti, prende spunto (quasi spudoratamente) dal gioco Bottle Flip di Ketchapp, ma anche questo fa parte del piano diabolico di Tencent: creare molti giochi e molto velocemente significherebbe sviluppare di continuo ed ex novo idee e concetti grafici unici. Perché dunque non “ispirarsi” a dei classici già esistenti?

WeChat, sulla carta, recita la parte di garante dei copyright: l’app ha infatti annunciato una serie di azioni per smascherare eventuali frodi attraverso il controllo dei nomi, loghi, istruzioni e materiali dei giochi.

Il core business di Tencent non sono i mini game ma ancora i “vecchi” classici video game che rappresentano gran parte delle revenue della società. Ma nonostante i mini game siano ancora in uno stato embrionale, gli sviluppatori ne hanno già carpito l’altissimo potenziale nascosto.

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Facebook lancia le ads in AR e su Instagram arrivano le nuove domande nelle Stories


Come ogni venerdì torna puntale la nostra rubrica Week in Social, questa volta con le ultime novità in casa Facebook, Instagram e WhatsApp.

Analizziamole insieme!

Facebook: AR negli ads e video creation kit

Week in social

Se hai seguito la conferenza F8, sai che Facebook aveva annunciato che avrebbe integrato la realtà aumentata in Messenger e che avrebbe continuato a investire in questa direzione; è stato di parola. È infatti di pochi giorni fa la notizia di un nuovo formato di annunci in AR.

Questi annunci appariranno come tutti gli altri, nel news feed delle notizie, tranne che per l’opzione “Tap to Try it On” che ti permetterà di indossare, virtualmente, gli oggetti inseriti nell’annuncio, e acquistarli, se ti piace ciò che vedi.

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Pare che Michael Kors sia stato il primo a testare gli annunci AR nel News feed e che quest’estate sarà seguito da altri brand come Sephora, NYX Professional Makeup, Bobbi Brown, Pottery Barn, Wayfair e King.

Luca La Mesa, Top Teacher Ninja Academy, ha commentato così la novità:

Una novità che avevamo annunciato tempo fa e che stiamo provando a sperimentare con un importante cliente sportivo. Sono sicuro che vedremo degli esempi sempre più creativi per valorizzare al massimo le potenzialità della realtà aumentata.

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Un’altra novità in casa Facebook riguarda invece il nuovo kit per fare video mobile. Dì la verità, per conoscere un prodotto, prima di acquistarlo, non preferiresti guardare un video sul tuo cellulare piuttosto che leggere un noioso testo? Questo Facebook lo sa. Ma creare un video del genere non è semplice né rapido. Per questo ha pensato a un Video Creation Kit che aiuterà gli advertiser a creare annunci video mobile accattivanti ed efficaci utilizzando immagini già esistenti, a cui poter aggiungere sovrapposizioni e loghi in pochi click.

Instagram: novità per tag e adesivi

Week in social

Restando in tema advertising, Facebook ha dichiarato che estenderà la possibilità di taggare i prodotti su Instagram anche alle Stories, oltre che ai post, e che aggiungerà un nuovo formato adv pensato per lo shopping e specifico per Instagram, Collection, che permetterà di vedere diversi prodotti, senza uscire da Instagram.

Se sei appassionato di Instagram e Stories, poi, avrai già visto il nuovo adesivo per le domande.

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A differenza degli adesivi e delle emoji già esistenti, in cui puoi chiedere alle persone che seguono le tue Stories di interagire con i tuoi contenuti esprimendo un gradimento o rispondendo alle tue domande, in questo caso l’ottica si ribalta completamente. Attivando l’adesivo “Domande”, puoi invitare le persone che ti seguono a farti delle domande, a cui rispondere pubblicamente.

Nella risposta non si vedrà chi ti ha posto la domanda, quindi sentiti libero e se ancora non hai gli adesivi per le domande, basta aggiornare la app.
Anche questa novità si aggiunge ai tanti modi che hai per interagire con i tuoi follower e chiedere il loro parere.

Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa:

Una nuova semplice funzionalità per interagire con i fan e rispondere alle loro curiosità. Nel Social Media LIVE Program abbiamo subito fatto un test di prova per comprenderne le caratteristiche.

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WhatsApp: arriva l’etichetta Forwarded

Per concludere la nostra Week in Social, parliamo di WhatsApp, che ha appena introdotto una nuova funzionalità pensata per aiutare gli utenti a identificare l’origine delle informazioni che ricevono nell’app di messaggistica.

Cosa significa questo? Ce lo facciamo spiegare direttamente da WhatsApp: “Da oggi, quando ricevi un messaggio, WhatsApp ti segnalerà se si tratta di un messaggio che ti è stato inoltrato. Grazie a questa indicazione aggiuntiva, sarà più semplice conoscere la provenienza di un messaggio all’interno di una chat individuale e di gruppo e capire se un amico o un familiare ti ha scritto direttamente, o se il messaggio era stato originariamente composto da qualcun altro”.

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Per visualizzare questa nuova indicazione per i messaggi inoltrati, devi aver installato sul telefono l’ultima versione di WhatsApp.

Se ti sembra una funzionalità eccessiva, devi sapere che invece è una misura contro la diffusione della disinformazione, soprattutto in paesi come l’India, dove l’azienda ha 200 milioni di utenti, e che si sono registrati casi in cui la disinformazione e la diffamazione virale circolata su WhatsApp ha danneggiato persone prese di mira da false voci, fino a spingerle a gesti drammatici.

Insomma, da oggi, se non lo facevi già, usa WhatsApp responsabilmente.



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7 metriche per misurare l’efficacia della strategia di content


Il mondo del web, ce lo diciamo spesso, pullula di informazioni e per questo motivo occorre sapere su cosa fare leva affinché il proprio business abbia successo. Quali contenuti possono essere più efficaci? Per saperlo, basta esplorare un po’ e imparare a interpretare metriche e dati che, necessariamente, un content manager o un inserzionista deve conoscere.

1. Cost Per Acquisition

Ci si concentra spesso sul costo per click, ma bisogna tenere anche conto del costo per acquisizione. Si tiene così traccia dell’ammontare delle entrate dell’intera campagna di marketing confrontando direttamente il costo con le vendite generate.

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Il costo per click corrisponde al costo di ogni singola interazione, ma è fondamentale capire se una campagna di content marketing può essere o meno vantaggiosa dal punto di vista economico ed è qui che il CPA subentra fornendo le informazioni necessarie. È proprio da questa metrica che si può individuare il successo o meno di una campagna poiché fornisce il dato generale dell’andamento dell’efficacia,

2. ROI

Alle basi di qualsiasi lezione di economia, il ROI è un dato fondamentale per capire l’andamento del business ed è fortemente legato al CPA. La maggior parte delle metriche del marketing misurano la lead generation, tuttavia il cd ritorno sull’investimento è un dato interessante da studiare. Concentrarsi sul ROI, quindi sui costi, il valore e la performance è necessario: in poche parole, dal capitale investito, quanto si guadagna? Senza questi dati, non si va da nessuna parte.

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3. Visite totali del sito

Un dato che spesso viene trascurato e che è invece è molto importante è il numero dei visitatori di un sito. Già da questo semplice numero, si piò capire se la campagna di content marketing è efficace o meno.

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Facendo una prova sui contenuti pubblicati, si può capire se i nuovi post sono stati ‘graditi’, se i contenuti sono seguiti da un nuovo pubblico e se vi è stato un calo. Insomma, se aumenta il numero, i contenuti sono sicuramente efficaci.

4. Traffico per canale

Ogni contenuto ha il suo canale: indirizzare lo stesso messaggio sui vari canali, si sa, è sbagliato. In poche parole, lo stesso post non può e non deve essere pubblicato, per esempio, su LinkedIn o su Twitter. Per sviluppare una visione d’insieme, un’azienda deve sapere  che cosa genera traffico e da dove proviene. Misurare le interazioni, il traffico e la provenienza aiuta a capire quale social media è più adatto per il proprio business. In questo modo si possono creare contenuti adatti per ogni pubblico e canale senza buttare nella mischia contenuti a caso.

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5. Sticky Visitors

Si parla dei dati analitici del traffico generale: i cosiddetti ‘visitatori appiccicosi’ sono coloro i quali tornano una seconda volta sul sito per visionarne nuovamente il contenuto. Nonostante le metriche e i dati dettagliati, di fatto, ciò che non si può mai sapere è se agli utenti del sito piacciano o meno i contenuti. I dati dei sticky visitors sono però in grado di fornire questo dato. Come?

Identificando un indirizzo IP ripetuto nel tempo. Se un’azienda nota un numero elevato di nuovi visitatori… beh, sì. Sta raggiungendo un nuovo pubblico, ma cosa spinge gli altri a non tornarvi più? Viva i visitatori appiccicosi!

6. Frequenza di rimbalzo

Una delle informazioni più importanti è quella della frequenza di rimbalzo. Fornisce informazioni utili sulla qualità dell’esperienza di un visitatore sul sito (un po’ come il dato sullo sticky visitor).

La frequenza di rimbalzo indica se qualcuno ha fatto clic sul contenuto all’interno del sito o se è uscito dal sito prima di fare clic su qualsiasi altro contenuto. Un’alta frequenza di rimbalzo significa che qualcuno ha cliccato sul sito, ma immediatamente scappato via. Auguriamoci che sia sempre bassa!

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7. Tasso di uscita

A differenza della frequenza di rimbalzo, una frequenza di uscita evidenzia quale pagina è stata abbandonata Leggere e comprendere il tasso di uscita può indicare quali pagine hanno un buon rendimento e quali pagine mandano via i visitatori.

Il monitoraggio del tasso di uscita evidenzia i contenuti non performanti del sito, consentendo così di correggere il problema e migliorare la qualità dell’efficacia dei contenuti.

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Ecco quali social network utilizzare


Dopo aver conosciuto le basi del social selling, passiamo allo step successivo e vediamo come ottimizzare e sfruttare i diversi canali social per rafforzare la strategia di social selling.

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Rivediamo e fissiamo alcuni concetti chiave.

  • Social selling significa far leva sui social network per creare e coltivare relazioni che arricchiscano e migliorino gli sforzi e i risultati in termini di vendite.
  • Il social selling è un’attività volta ad allineare il team di marketing e quello delle vendite: creare contenuti mirati da una parte a nutrire i lead e dall’altra a generare contatti.
  • Il social selling contiene un insieme di iniziative e attività messe in atto dopo essere entrati in contatto con un potenziale cliente (lead) e che consistono nel “nutrirlo” di contenuti e offerte, da qui appunto la parola nurturing. Ma di questo vi parleremo più avanti.
  • I social network hanno modificato il proprio approccio trasformando il valore sociale accumulato in questi anni – in termini di iscritti e relazioni – in opportunità di business per le aziende.

Social selling

È proprio su quest’ultimo punto che vogliamo concentrare la nostra attenzione. Quante volte vi sarà capitato di creare strategie o funnel di marketing il cui risultato finale non coincide con l’acquisto del vostro prodotto o con la fruizione del vostro servizio? Se la risposta è spesso, siete nel posto giusto. I social network rappresentano un’ottima opportunità per migliorare le vostre attività di social selling.

LEGGI ANCHE: Cos’è e a cosa serve il social selling, consigli base per principianti

Avere una presenza attiva nei vari canali social, infatti, permette di comunicare in modo diretto con i potenziali clienti e comprendere meglio quali informazioni siano di loro interesse. In che modo? Presto detto. Ecco alcune azioni social da mettere facilmente in campo:

  • Ritwittare un tweet di un cliente
  • Fare un endorsement ad un cliente su LinkedIn
  • Mettere like su un post di un cliente su Facebook
  • Condividere un Blog post aziendale su Facebook, Twitter, LinkedIn e G+
  • Studiare i clienti su LinkedIn e Twitter prima di un incontro
  • Seguire i potenziali clienti su Twitter

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Vediamo nello specifico come utilizzare i diversi social per sfruttare al massimo una strategy di social selling e ottenere i risultati sperati. Partiamo proprio da LinkedIn, il social che più di tutti i presta a questo tipo di attività.

Il social selling con LinkedIn

LinkedIn è sicuramente uno dei social network più utilizzati da professionisti per creare connessioni e sinergie lavorative importanti. Molti dei nostri potenziali clienti (soprattutto B2B) sono qui, è ora di intercettarli. Ecco come:

  • Completate e ottimizzate il profilo con tutte le informazioni necessarie
  • Aggiungete contenuti relativi alla vostra azienda (Slideshare, video, immagini)
  • Aggiungete segnalazioni, competenze, endorsement
  • Usate il motore di ricerca avanzato per selezionare i possibili clienti
  • Visualizzate i dettagli dei clienti, filtrando per collegamento (1°,2°, 3° livello)
  • Verificate chi ha visitato il vostro Profilo
  • Iscrivetevi e partecipate attivamente ai gruppi di settore, offrendo il vostro contributo
  • Postate contenuti di valore
  • Entrate in contatto con Senior Executive e Decision Makers

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Il social selling con Instagram

Ebbene si, è sempre più frequente concludere vendite e acquisire clienti sul social delle immagini. Instagram, infatti, si è rivelato particolarmente indicato per coinvolgere gli utenti. Vediamo le prime cose da fare:

  • Cercate di aumentate il numero di follower
  • Commentate le foto e i video dei vostri follower
  • Scrivete commenti reali, genuini e informativi ( non in stile chatbot o raccimola follower)
  • Utilizzate hashtag pertinenti e utili
  • Scrivete una didascalia per i vostri contenuti che sia chiara, esplicativa ed esaustiva
  • Utilizzate quanto più possibile le Stories che piacciono molto agli utenti
  • Condividete nelle Stories foto di eventi aziendali, nuovi prodotti o servizi
  • Utilizzate i video o la IG TV per raccontare il dietro le quinte della vostra azienda

Il social selling con Facebook

Social Selling

I clienti sui social discutono del vostro prodotto, dovete partecipare alla conversazione, ascoltare, raccogliere opinioni, affrontare perplessità ed entrare in contatto diretto con loro. Il posto migliore? Facebook ovviamente. Ecco alcune buone pratiche da mettere in campo:

  • Ottimizzate il vostro profilo con tutte le informazioni richieste
  • Condividete contenuti attinenti al vostro ruolo, settore, interessi personali etc.
  • Gestite la community e prevedete risposte personalizzate
  • Includete una call to action nei post
  • Pianificate la pubblicazione settimanalmente
  • Utilizzate il market place di Facebook per tastare il terreno
  • Iscrivetevi ai gruppi e alla fan page di vostro interesse per monitorare gli interessi



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