Le donne nelle professioni digitali sono ancora troppo poche, lo dice una ricerca


Il divario di genere nelle professioni digitali inizia ad essere un gap importante per la crescita del talento femminile in azienda.

Da una ricerca realizzata da NetConsulting Cube per conto di CA Technologies su un campione di HR e CIO di 60 aziende italiane e 225 studenti di licei e istituti professionali, emerge che in azienda la presenza di donne nei mestieri più innovativi è circa il 25% tra i Big Data Engineer e i Digital Information Officer e il 15-25% tra gli Esperti in Internet of Things, Cyber Security, Data Protection.

Il divario di genere nelle discipline STEM

donne divario di genere

Le donne laureate in discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Math) è scarsa, e il 46% crede di non avere le qualità per fare carriera in campo tecnico-scientifico.

In ottica di change management, sono le professioni legate alla trasformazione e all’innovazione digitale che avranno le migliori opportunità di carriera in tutti i settori di mercato nell’immediato futuro. Nelle aziende italiane la presenza di queste figure si rivela però ancora limitata e prevalentemente maschile. Dai risultati dell’analisi emerge infatti che i ruoli tecnico scientifici sono il 30% e di questi solo il 13% è formato da donne.

Questo divario inizia dalla scuola. Già dalla scelta dell’università, le ragazze puntano ancora sul marketing, l’amministrazione e le risorse umane: non scelgono i nuovi mestieri del digitale per poco interesse e scarsa attitudine. Solo una su quattro sceglie di studiare informatica e neanche una su tre ingegneria.

Di conseguenza, le aziende confermano la difficoltà nel trovare talenti femminili per ruoli tecnico-scientifici, ammettendo però anche resistenze culturali e condizioni di lavoro non sempre idonee a facilitare la crescita di figure femminili in determinati ruoli, in cui potrebbero invece contribuire all’innovazione di prodotto/servizio. 

Siamo nel pieno della rivoluzione digitale, ma le nuove generazioni – anche se abituate ad utilizzare le nuove tecnologie – non sono ancora pronte per migliorare le proprie competenze STEM. L’analisi conferma che un maschio su due e due ragazze su tre ignorano cosa sia il Data Protection Officer, il Digital Information Officer, il Big Data Engineer, il Data Scientist, lo specialista in Metodologie Agile e l’Internet of Things Expert. Conoscono solo l’esperto in intelligenza artificiale e robotica (per 86% degli ragazzi e il 74% delle ragazze), seguito dal Cyber Security Manager e dallo Sviluppatore di applicazioni mobili.

LEGGI ANCHE: Con la parità di genere si valorizza tutta la forza lavoro. La ricerca di Accenture

Il divario di genere in azienda

Young businesswoman at her desk in home studio.

Cosa comporta tutto questo? Uno scenario poco equilibrato all’interno del management aziendale: nel 64% delle aziende, meno del 10% delle donne in ambito STEM ricopre ruoli dirigenziali. Il livello di retribuzione delle professioniste in ambito tech e IT risulta inferiore nel 36% delle realtà, e questa disparità di riconoscimento economico è più marcata nei vertici. Sono ancora molto poche le donne, che lavorano nei ruoli tecnici più innovativi all’interno delle strutture informatiche delle aziende intervistate, risulta infatti che la presenza di donne sia il 25% tra i Big Data Engineer e i Digital Information Officer e fra il 15% e il 25% tra gli specialisti in materia di Internet delle cose, cybersicurezza, dati e applicazioni mobili. Nessuna presenza femminile è emersa per il ruolo di Data Scientist.





Source link

Ninja Morning, il buongiorno di venerdì 21 settembre 2018


ninja

Polizia Postale

Allarme della Polizia Postale su uno spamming in corso con finalità di estorsione. “L’utente riceve una mail – si spiega – nella quale lo si informa che il suo account sarebbe stato hackerato attraverso un virus mentre venivano visitati siti per adulti; da qui la minaccia di divulgare a tutti il tipo di sito visitato e la conseguente richiesta di denaro in criptovaluta”. La polizia ha invitato, qualora si dovesse ricevere una e-mail di questo tipo, a “evitare assolutamente di pagare un riscatto”.

Invenzione per intimorirci. “Nulla di tutto ciò è reale” puntualizza evidenziando che si tratta di “un’invenzione elaborata al solo scopo di intimorirci ed indurci a pagare una somma illecita”. Ma “è tecnicamente impossibile” che quanto viene ventilato possa essere accaduto. “Non è possibile – si spiega infatti – che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta, abbia potuto – per ciò solo – installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando i nostri dati”. La polizia postale invita allora a evitare assolutamente di pagare alcuna somma: proteggere la mail, magari cambiando la password e, comunque, evitare di usare la stessa per più profili.

Facebook

Facebook lavora alla costruzione di una war room in vista delle elezioni americane di metà mandato, a novembre, e delle prossime elezioni in Brasile e in altri Paesi, senza escludere le elezioni europee della prossima primavera. A riportarlo il New York Times, secondo cui l’obiettivo è quello di combattere la disinformazione e le fake news che vengono veicolate attraverso la sua piattaforma.

Scovare gli account falsi. La stanza, una sorta di sala conferenze nel suo campus di Menlo Park, ospiterà una task force di 20 persone che monitoreranno 24 ore su 24 il social media attraverso 16 postazioni dotate di computer e schermi televisivi sintonizzati sui principali media all news come CNN, Fox, CNBC e Mnsbc. Il compito principale del team sarà in pratica di scovare gli account falsi che cercano di influenzare gli elettori con notizie inventate e cancellarli, sradicandoli dalla rete.

Amazon

Amazon finisce sotto la lente dell’Antitrust Ue che vuol accertare se l’utilizzo della piattaforma da parte di altri venditori consenta al colosso dell’ecommerce di raccogliere “dati sensibili” a proprio vantaggio acquisendo così di fatto una posizione dominante. Ieri il Commissario Europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager ha spiegato che si vuole esaminare il “duplice ruolo” di venditore diretto di beni e di piattaforma per altri rivenditori, precisando comunque che ancora non è stata aperta un’indagine formale, ma si è a uno stadio iniziale e si “stanno raccogliendo informazioni”. “La domanda qui riguarda i dati” che Amazon raccoglie dai commercianti più piccoli sul suo sito, ha detto Vestager – riferisce Bloomberg – e su come siano utilizzati “questi dati per fare i propri calcoli, cosa vogliono le persone, che tipo di offerte vogliono ricevere, cosa li fa comprare cose. Questo ci ha spinto ad avviare un’indagine preliminare”.

ninja

Gli appuntamenti di oggi

HEROES – Fino al 22 settembre Heroes Meet in Maratea, rassegna alla terza edizione, a cui partecipano esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, della cultura dell’innovazione e delle istituzioni. In agenda oggi, alle 10.15 (Sala dei Nodi), Mirko Pallera, fondatore di Ninja Marketing e Ninja Academy, considerato una delle menti più fervide e rivoluzionarie del marketing contemporaneo, interviene su Scaleup like a Ninja: come far crescere e prosperare un’impresa (restando felici). È possibile far crescere un’impresa nel tempo in modo sano e costante senza grandi investimenti? Il fondatore di Ninja ci mostra come avere una grande Missione di cambiamento ed alimentare la giusta Cultura Aziendale sia il segreto per resistere alle turbolenze e continuare a prosperare nel tempo.

E-MOBILITY REVOLUTION 2018 – Appuntamento alle 10 all’Autodromo Enel X e-Mobility Hub a Vallelunga (via Mola Maggiorana 4/6 Campagnano di Roma) con e-Mobility Revolution 2018. Intervengono Francesco Venturini, Responsabile Enel X, e Alberto Piglia, Responsabile e-Mobility Enel X, rispettivamente su scenari di mercato e piano mobilità Enel e Intelligent charging solutions, Prodotti e servizi 2019. Chiusura lavori di Francesco Starace, AD Enel.

ninja

Le notizie che forse ieri ti sei perso

Bezos fa sul serio, punta ad aprire 3000 negozi Amazon GO senza cassa
L’impero in perenne crescita di Jeff Bezos, Amazon, potrebbe aprire 3.000 nuovi negozi senza linea di pagamento Amazon Go

15 tips che dovresti conoscere per promuovere la tua azienda su Facebook
Una serie di consigli e di indicazioni di base per cominciare col piede giusto e lanciare subito la tua fan page su Facebook

Facebook non rispetta le regole sui consumatori e rischia una multa dall’UE
Il social di Mark Zuckerberg non avrebbe adeguato i termini di servizio come previsto dalla normativa a tutela dei consumatori. Airbnb esempio virtuoso

Anche i biglietti di Flixbus si pagano anche con Google Pay
Dopo l’integrazione con Google Assistant, FlixBus ha aggiunto anche Google Pay (da poco in Italia) come strumento di pagamento della sua app

Satispay: sottoscritto il 100% dell’aumento di capitale da 15 milioni
Si è chiuso con una sottoscrizione del 100% l’aumento di capitale varato da Satispay a luglio. La raccolta complessiva a oggi sale a 42 milioni di euro

ninja

Come integrare le emoji nella digital startegy della tua non profit
Le emoji sono un efficace strumento di marketing, nel profit come nel non profit, se usate strategicamente sui social network, in mail, chat e app

Che dice il report di Nielsen sulle vendite online e sulla crescita dell’ecommerce
Il Future opportunities in FMCG e-commerce di Nielsen individua anche alcuni dei fattori che traineranno la crescita dell’ecommerce

Brand New Roman è il font ispirato ai loghi dei brand più famosi
Creato per ironizzare sulla grandezza e sull’influenza dei brand che tutti conosciamo, in questo innovativo font ogni lettera corrisponde a un logo

Iniziati in Colombia i test di Facebook Dating, che cosa sappiamo
Dopo aver annunciato il nuovo servizio all’F8, Facebook lancia la sperimentazione sula piattaforma per gli incontri, quella per trovare l’anima gemella





Source link

Ninja Morning, il buongiorno di giovedì 20 settembre 2018


Amazon

Dopo Milano, Amazon ha deciso di portare la spesa anche a casa dei romani. Il colosso dell’e-commerce ha lanciato nella capitale il servizio Prime Now, che consente di ricevere a domicilio frutta e verdura, carne, pesce e altri prodotti da supermercato, nel giro di un’ora dall’ordine. La novità, attiva in alcune zone dell’Urbe, è frutto di un accordo con la catena Pam Panorama. Il servizio è riservato agli abbonati di Amazon Prime, che possono scegliere tra 8mila prodotti alimentari freschi.

Domenica inclusa. Prime Now è attivo tutti i giorni, domenica inclusa, dalle 8 di mattina a mezzanotte. I clienti possono optare per la consegna entro un’ora (al costo aggiuntivo di 8 euro) o la consegna programmata in finestre di due ore (gratis per una spesa di almeno 25 euro fino a fine anno, poi la cifra sale a 50 euro, altrimenti si pagano 3 euro e mezzo). “Siamo orgogliosi di rendere da oggi disponibile Prime Now anche ai nostri clienti Prime di Roma. Grazie all’importante accordo con Pam Panorama, i clienti hanno la possibilità di scegliere tra oltre 8.000 prodotti di uso quotidiano, tra cui anche i freschi, che possono essere consegnati direttamente a casa al piano entro un’ora o in finestre di due ore” ha detto Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es.

ninja

Amazon ha reso disponibile Prime Now in alcune zone di Roma

Scout. Intanto Amazon sta testando un sito di acquisti pensato per consumatori disposti ad accettare raccomandazioni automatiche sui prodotti che dovrebbero comprare: quei consigli si basano su quanto determinati articoli piacciano o meno agli internauti. A riportalo CNBC, secondo cui Scout si fonda sulla tecnologia di machine learning. Al momento Scout si concentra su mobili e arredo, prodotti per la cucina, calzature da donna e luci. Un portavoce di Amazon ha spiegato a Cnbc che “questo è un nuovo modo di fare acquisti permettendo ai consumatori di cercare tra milioni di articoli e raffinare la ricerca sulla sola base di caratteristiche visuali”. Il gruppo guidato da Besos non ha ancora iniziato a promuovere il servizio, con cui Amazon conta di raccogliere e sfruttare dati sulle abitudini di consumo dei clienti. Con Scout, ha continuato il portavoce, Amazon “sta liberando la gente dal bisogno di usare parole per descrivere quello che sta cercando quando fa acquisti di categorie di prodotti altamente visive”.

Pubblicità. Secondo i  i ricercatori di eMarketer, Amazon sta per diventare la terza maggiore piattaforma digitale di pubblicità in Usa dopo Alphabet e Facebook, superando Oath (la divisione di Verizon in cui è finito Yahoo) e Microsoft. Per eMarketer  Facebook catturerà il 20,6% degli investimenti pubblicitari digitali contro il 37,1% di Google, controllata di Alphabet. Gli introiti pubblicitari digitali per Amazon sono visti raddoppiare quest’anno in Usa: la stima è che gli inserzionisti spendano 4,61 miliardi di dollari (e non solo 2,89 miliardi come calcolato in precedenza) equivalenti al 4,15% di tutte le inserzioni digitali della nazione americana. Per quanto ancora contenuta, la quota di mercato del gruppo guidato da Jeff Bezos sta crescendo mentre quella dei rivali sta calando. EMarketer si aspetta che insieme Google e Facebook si aggiudichino quest’anno il 57,7% degli introiti pubblicitari digitali in Usa, in calo dal 59,1% del 2017.

Samsung

Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e Samsung Electronics Italia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, “nel contesto – spiegano da Samsung – di una più ampia strategia del Dipartimento volta alla diffusione e promozione della cultura della sicurezza, anche nella sua declinazione informatica”. Le finalità dell’accordo sono “favorire ed incentivare la sensibilità sugli aspetti di cybersecurity nell’utilizzo delle diverse piattaforme tecnologiche, contribuire a sempre più strette sinergie tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese al fine di accrescere la consapevolezza sui rischi legati al mondo digitale”.

Pubblicità. Secondo i ricercatori di eMarketer, Amazon sta per diventare la terza maggiore piattaforma digitale di pubblicità in Usa dopo Alphabet e Facebook, superando Oath (la divisione di Verizon in cui è finito Yahoo) e Microsoft. Per eMarketer,  Facebook catturerà il 20,6% degli investimenti pubblicitari digitali contro il 37,1% di Google, controllata di Alphabet. Gli introiti pubblicitari digitali per Amazon sono visti raddoppiare quest’anno in Usa: la stima è che gli inserzionisti spendano 4,61 miliardi di dollari (e non solo 2,89 miliardi come calcolato in precedenza) equivalenti al 4,15% di tutte le inserzioni digitali della nazione americana. Per quanto ancora contenuta, la quota di mercato del gruppo guidato da Jeff Bezos sta crescendo mentre quella dei rivali sta calando. EMarketer si aspetta che insieme Google e Facebook si aggiudichino quest’anno il 57,7% degli introiti pubblicitari digitali in Usa, in calo dal 59,1% del 2017.

Apple

Apple tiene il conto di quanto telefoniamo per contrastare le frodi. Cupertino ha infatti iniziato a usare un “punteggio di fiducia” basato sulle chiamate e i messaggi degli utenti, che serve ad accertare l’identità dei dispositivi da cui si fanno acquisti sulla piattaforma iTunes. La novità, segnalata da alcune testate online americane, è scritta nero su bianco nei nuovi termini sulla privacy. “Per aiutare a identificare e a prevenire le frodi – si legge – le informazioni sul modo in cui usi il tuo dispositivo, compreso il numero approssimativo di chiamate ed email che invii e ricevi, saranno usate per calcolare un punteggio di affidabilità del dispositivo quando si tenta di fare un acquisto”.

ninja

Gli appuntamenti di oggi

HEROES – Fino al 22 settembre Heroes Meet in Maratea, rassegna alla terza edizione, a cui partecipano esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, della cultura dell’innovazione e delle istituzioni. Questi  saranno i topic affrontati durante le tre giornate: Nuove Monete, Nuove Economie, Vecchie Ricchezze e Nuove Povertà, Fiducia e Crowd, Sviluppo e Scambio, Piccoli e Grandi Investimenti;, Impatto della Tecnologia sulla Produzione.

LEGGI ANCHE: Futuro e impresa: Heroes Meet in Maratea

starbucks-milano

Le notizie che forse ieri ti sei perso

Facebook vuole leggere le transazioni finanziare in chat per migliorare i servizi su Messenger
Sulla scia dello scandalo di Cambridge Analytica, Facebook cerca di riguadagnare la fiducia degli iscritti ma arriva un nuovo report del WSJ

Cosa sono e come funzionano i Mini-Program di WeChat
Tra le funzioni di WeChat oggi bisogna conoscere anche quella dei Mini-Program, le sub-applicazioni sviluppate da Tencent e sempre più amate dai marketer

Il piano di Google per portare Android sulle auto di Renault, Nissan e Mitsubishi
Google ha stretto una partnership con l’Alleanza per integrare il suo sistema operativo nei veicoli delle tre case automobilistiche entro il 2021

Anche Sony punta sull’effetto nostalgia e lancia PlayStation Classic
La console che ha venduto più di 100 milioni di pezzi torna in versione mini: pronta nei negozi dal 3 dicembre a 99,99 euro e con 20 giochi precaricati

Come hanno reagito i social all’apertura di Starbucks in Italia
Starbucks alla fine è arrivato davvero in Italia e le reazioni sui social non si sono fatte attendere. Ecco la nostra breve analisi

Facebook apre a Enlabs (stazione Termini) il suo ufficio per le competenze digitali
Accordo tra LVenture Group e la società di Menlo Park, che aprirà a Roma Binario F, spazio per potenziare le competenze digitali di imprese e privati

ninja

Come funziona Google Pay, che sfida Apple (anche in Italia)
Google ha lanciato anche in Italia il suo nuovo servizio per i pagamenti con lo smartphone, già presente in 20 paesi del Mondo

Arriva e-tron, il SUV elettrico di Audi che fa a gara con Tesla
Il nuovo SUV elettrico di Audi punta a colpire un pubblico tradizionale ma incuriosito dall’elettrico, attraverso stile e tecnologia

Condividere le partite sul divano degli altri: ecco Sofan, l’Airbnb dei tifosi
Lanciata a Milano Sofan, app che ti fa condividere casa e abbonamento con altri appassionati di calcio. Ecco cosa ha detto Antonio Gullotti, uno dei founder

L’antitrust europea vuole vederci chiaro su come Amazon utilizza i dati dei rivenditori
Il Commissario per la concorrenza Margrethe Vestager ha rivelato le attività di approfondimento su Amazon oggi durante una conferenza stampa





Source link

Il rapporto scuola-lavoro in Italia, spiegato con i numeri


“La scuola non prepara realmente al mondo del lavoro”. Quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase?

Ultimamente spesso: cresce infatti la sfiducia che in particolare i giovani ripongono nelle politiche dedicate al lavoro e ai temi dell’istruzione. In questo momento storico, i livelli di disoccupazione in Italia restano alti e toccano principalmente le città del meridione come risulta evidente dalle recenti indagini Istat.

Un sentire comune esasperato dalla precarietà ma anche dai grandi cambiamenti che tutto il mondo sta affrontando: dalla relativa instabilità dei mercati alle sfide per la conservazione dell’ambiente, fino alla digitalizzazione dei processi e all’introduzione dell‘intelligenza artificiale nelle catene di montaggio.

Un panorama poco incoraggiante, in cui il divario Nord-Sud si riflette non solo nelle dinamiche occupazionali ma anche nelle palestre in cui le menti dovranno allenarsi per essere competitivi nel mondo del lavoro: le scuole.

LEGGI ANCHE: La Digital Transformation è ancora in corso (e si baserà sull’AI)

Italia fanalino di coda in Europa

Oggi i processi di digitalizzazione stanno coinvolgendo tutti i settori e i mercati, compreso quello del lavoro. Sebbene i meccanismi di adeguamento procedano spesso a rilento nel nostro Paese, il processo è in atto e una massiccia digitalizzazione dei sistemi è ormai prevedibile su larga scala in pochi anni.

L’Italia spende circa 70 miliardi all’anno per l’istruzione dei giovani. Gli investimenti pubblici sono indirizzati principalmente verso l’istruzione obbligatoria, per scuole e stipendi degli insegnanti, circa il 91% delle spese sono coperte. La percentuale per l’Università si aggira intorno al 70%, la restante parte spetta alle famiglie.

Uno scenario che colloca l’Italia (ancora una volta) agli ultimi posti della classifica in Europa: i Paesi che spendono di più per questo settore sono Danimarca, Svezia, Belgio e Finlandia.

scuola

Perché i giovani laureati lasciano l’Italia

Cosa spinge i giovani italiani a fare le valigie e lasciare casa per cercare fortuna all’estero? In Italia un laureato su tre svolge un lavoro in cui non applica affatto le competenze acquisite durante gli studi. Il fenomeno prende il nome di deprofessionalizzazione e coinvolge moltissimi laureati impiegati anche in diversi settori della Gig Economy.

LEGGI ANCHEFoodora e altre startup del food delivery potrebbero lasciare l’Italia

Cosa vuol dire, in pratica? Tornando alla domanda iniziale potremmo pensare che, sì, è vero: la scuola non prepara affatto al mondo del lavoro. In altri termini, se nel mio impiego futuro non utilizzerò gli strumenti che mi sono stati forniti durante il percorso di formazione, che interesse ho a percorrerlo al meglio?

Anche per questi motivi le nuove generazioni tendono a considerare gli spostamenti all’estero per lavoro come una vera e propria boccata d’ossigeno rispetto alle sovrastrutture del mercato del lavoro italiano che rendono difficili gli ingressi, molto complicati gli spostamenti intersettoriali e difficilissime le riallocazioni delle forze lavoro a riposo.

A dispetto degli articoli sensazionalistici che promuovono la figura del classico cervello in fuga italiano – direttore della NASA che da noi faceva il bidello – sono moltissime le ragazze e i ragazzi che scelgono di spostarsi perché altrove ci si trova meglio, in molti settori. Non tutti sognano necessariamente di dirigere un museo, la maggior parte delle persone che lascia il proprio paese lo fa nel tentativo di migliorare le proprie condizioni di vita.

Ma è ancora un rapporto dell’Istat, quello sul benessere equo e sostenibile, a portare pessime notizie. Il BES, infatti, analizza l’andamento della qualità della vita dei cittadini e dell’ambiente,  includendo tra i propri indicatori anche la capacità del Paese di trattenere i talenti, leggendo i dati sul tasso migratorio dei laureati: nel 2016 il saldo dei giovani laureati italiani è negativo – con la perdita di circa 10mila “cervelli” – con un numero pari quasi al doppio di quello registrato nel 2012.

La tecnologia spinge a muoversi

Attualmente, accettare un’offerta di lavoro in un Paese della Comunità Europea equivale al meccanismo che vedeva le persone partire dal proprio paesello del sud per trasferirsi in una metropoli del nord Italia in cerca di impiego. La spinta tecnologica ha reso i trasporti molto più rapidi e il mercato del lavoro ha subito approfittato di questa mobilità riuscendo a investire campi di disponibilità e settorialità molto più ampi.

Per questo, il punto centrale da capire non è più ricollegato alle motivazioni che spingono le persone a muoversi in cerca di lavoro. Quelle ormai sono ovvie. Vanno invece indagate le cause che hanno impedito al nostro Paese di essere attraente agli occhi di giovani talenti, startupper, designer o webmaster. Non riusciamo a trattenere i nostri talenti o ad attrarne di nuovi, forse a causa di politiche dedicate non particolarmente lungimiranti e troppo poco tech-oriented.

O forse, più semplicemente, perché l’Italia non è in grado di riconoscere e valorizzare i talenti, ma vive ancora di culture aziendali basate sulla simpatia e sull’amicizia piuttosto che sul merito, di imprese fondate unicamente sulla scia del fondo pubblico del momento, ma senza reali prospettive di crescita, di pochi e affannati investitori che non riescono a penetrare a sufficienza attraverso l’innovazione il sistema imprenditoriale nazionale.

L’Italia non è un paese per giovani secondo l’Istat

Allora è vero che l’Italia non è un paese per giovani? A dirlo è l’Istat in uno dei suo ultimi rapporrti: sono raddoppiati i giovani laureati in fuga all’estero. Le regioni hanno un saldo migratorio di laureati italiani negativo a livello internazionale. L’obiettivo del governo, nei prossimi anni, dovrà essere quello di creare un bilanciamento tra i due flussi, attraverso interventi mirati per rendere il nostro Paese appetibile, magari sfruttando al meglio le ricchezze del patrimonio territoriale e culturale italiano.

Di contro, nonostante il livello di istruzione della popolazione sia in crescita, l’Italia occupa ancora le ultime posizioni della graduatoria europea.

scuola

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile, nel 2016 la percentuale è risultata in calo per il terzo anno consecutivo nell’Ue e per il secondo in Italia. Nonostante la riduzione generalizzata, la condizione dei giovani di 15-24 anni rimane particolarmente critica anche in Grecia e Spagna.

scuola

scuola

Il divario Nord-Sud e la piaga dell’abbandono scolastico

 “L’istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione”, diceva Nelson Mandela.

Lo scenario segna un’ulteriore frattura se scendiamo nel dettaglio per controllare i livelli di istruzione delle varie regioni italiane, anche se alcuni degli obiettivi fissati dalla Strategia Europa 2020 sono stati già raggiunti dall’Italia, per esempio la quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi nel 2017 si è attestata al 14,0%, mentre l’obiettivo nazionale fissato per il 2020 è del 16%.

Di Carlo Dani - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66056297

Di Carlo Dani – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66056297

“Le regioni presentano aspetti tra loro differenti per la spesa in istruzione e formazione. Tra le ripartizioni, nel 2015 il Mezzogiorno conferma la maggiore incidenza sul Pil della spesa, mentre nel Nord-ovest si investe relativamente di meno. La quota di adulti poco istruiti nel 2017 è più alta nel Mezzogiorno, con Sardegna, Sicilia e Puglia che superano la soglia del 50%” si legge in una nota del report Noi Italia dell’Istat.

Per quanto concerne gli abbandoni scolastici, il divario territoriale rimane elevato, con una distanza di oltre 8 punti percentuali tra il Nord-est e il Mezzogiorno, dove l’incidenza è del 18,5%: in Sardegna l’incidenza più alta, con oltre un giovane su cinque che non prosegue gli studi dopo la licenza media.

scuola

Generazione NEET: non studiano e non lavorano

La maggior parte degli indicatori del mercato del lavoro presentano divari territoriali marcati, accentuati nel corso della crisi.

I giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano (Neet) sono poco meno di 2,2 milioni, in riduzione per il terzo anno consecutivo, con una incidenza più elevata tra le donne rispetto agli uomini. La quota di giovani che non lavorano e non studiano diminuisce solamente in alcune ripartizioni e le differenze territoriali rimangono ampie, con il  Mezzogiorno che presenta una incidenza quasi doppia rispetto al  Nord-ovest.

scuola

scuola

Nel 2015 il Mezzogiorno ha presentato l’incidenza del lavoro non regolare più elevata del Paese, mentre il Nord mantiene in media la minore; al Centro, il Lazio presenta il tasso più elevato della ripartizione. Tra il 2000 e il 2015 il peso dell’occupazione non regolare si è ridotto in tutte le ripartizioni tranne nel Nord-est.  Il lavoro sommerso, oltre a essere più diffuso nelle unità produttive di minori dimensioni, è caratterizzato da forti specificità settoriali.

LEGGI ANCHE: Google ci aiuterà a scegliere la scuola giusta con la funzione di ricerca per il college

Cosa significa innovazione a scuola

Non c’è bisogno di andare all’estero per avere scuole all’avanguardia, e se pensiamo che la capacità di innovare sia relegata solo agli istituti delle città straniere o del nord Italia ci stiamo sbagliando di grosso. Sono infatti diversi i casi virtuosi e sono sparsi lungo tutta la penisola. Si tratta di eccellenze italiane che si sono distinte nel panorama per la loro spinta verso l’innovazione tecnologica e il cambiamento, ma anche per l’approccio alla diversità e all’inclusione, un aspetto molto importante da non sottovalutare oggi.

Un caso esemplare lo troviamo a Brindisi, presso l’Istituto “Ettore Majorana”. L’iniziativa Book in Progress dà la possibilità agli insegnanti di collaborare tra loro per redigere materiale didattico da fornire agli studenti, un progetto che nel lungo periodo ha l’obiettivo di far risparmiare le famiglie sull’acquisto dei libri. Inoltre, sempre al Majorana si utilizza l’Oculus Rift e si sperimenta una didattica con realtà aumentata.

Un altro esempio all’avanguardia lo troviamo Parma, al Liceo “Attilio Bertolucci”, dove gli studenti, oltre al progetto orto scolastico, hanno a disposizione un Fab Lab, possono stampare in 3D e sviluppare le proprie competenze di programmazione informatica.

Si tratta di casi virtuosi isolati oppure possono essere replicati? Com’è la situazione attualmente?

Secondo Sonia China, CEO di Tinkidoo, il livello di obsolescenza dell’attuale sistema formativo rispetto all’introduzione delle tecnologie digitali nella didattica è ancora molto alto. La fondatrice della startup innovativa, che avvicina i bambini alla tecnologia, all’elettronica, alle scienze attraverso l’utilizzo dei giocattoli digitali, non crede che la scuola fornisca competenze adeguate per il mondo del lavoro attuale.

scuola

Nonostante tutto gli esempi virtuosi non mancano e traghettare le scuole verso un futuro ancora più digitale è oggi più che mai una prerogativa del nuovo governo. Già da un paio d’anni è stato presentato il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana che punta a un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale.

scuola

A questo proposito è stata introdotta una nuova figura, l’animatore digitale, un docente che, insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, avrà un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola, a partire dai contenuti del PNSD.

A proposito di Coding abbiamo chiesto un punto di vista anche ad Angela Gatti, docente e animatore digitale presso il Secondo Istituto Comprensivo di Francavilla Fontana: «Il Coding innanzitutto non è una disciplina da studiare per un’ora la settimana o due e poi accantonarla come la cosiddetta ora di informatica poiché il Coding è un linguaggio nuovo che si sta affermando nella scuola in modo trasversale a tutte le discipline. Attraverso il Coding viene sviluppato il cosiddetto pensiero computazionale o procedurale che è quella forma di pensiero che, accanto al pensiero critico, permette di sbriciolare il problema in vari e step per giungere alla soluzione. Molto spesso uno step viene anche modificato o stravolto, poiché presenta qualche errore e viene individuato, riprogrammato e risolto, e così non viene vissuto come un errore ma come una fonte di successo e di autostima per il ragazzo. Più che una materia il Coding può essere concepito come una metodologia per imparare il linguaggio del XXI secolo, che non deve servire a produrre informatici e ingegneri, ma va pensato come la nuova alfabetizzazione per capire gli oggetti che ci circondano, tutti ormai connessi. Proprio come chi studia la matematica non diventerà per forza un matematico e chi studia la lingua non diventerà necessariamente uno scrittore o un giornalista. Il Coding è sicuramente la competenza d’elezione di questo millennio perché aiuta a capire le dinamiche della nuova era della comunicazione e può essere introdotto nella scuola già nella prima infanzia con il Coding Unplugged, cioè senza schermo e senza computer, ma fisico e tangibile, per crescere mano mano di livello e di difficoltà con gli anni scolastici, in progress.
In pratica dovrebbero entrare di diritto tutte le discipline STEAM, cioè scienze, tecnologia ingegneria, arte e matematica, supportate dal coding e dalla robotica educativa, poiché quest’ultima esercita la creatività, componente essenziale per lo sviluppo completo della personalità».

Di Carlo Dani - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49859961

Di Carlo Dani – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49859961

La fibra in ogni scuola entro il 2020

Per localizzare le singole istituzioni scolastiche e dotarle della connettività individuata nel Piano Nazionale Banda Ultralarga, il MIUR ha sottoscritto una importante intesa con il MISE: entro il 2020, i plessi scolastici saranno raggiunti “alla porta” dalla fibra ottica in via prioritaria rispetto agli altri interventi del Piano Nazionale Banda UltraLarga, e tutte le scuole potranno ricevere dai diversi operatori un’offerta di connettività in banda larga o ultra-larga.

LEGGI ANCHE: Apple porta la rivoluzione digitale nelle scuole con un nuovo iPad low-cost

Inoltre, la Banda viene potenziata ogni giorno: la Lombardia diventa la prima in Italia per velocità connessione. Seguono Emilia Romagna e Toscana.

scuola

Un piano strategico che ha come obiettivo quello di rigenerare la scuola, renderla più digitale, più connessa per creare nuovi progetti che sfruttino la voglia di fare dei giovani già a partire dai banchi di scuola. Generare contesti in cui far nascere e proliferare invenzioni geniali sfruttando la capacità creativa delle nuove generazioni. Come Biz Factory il concorso che ogni anno (ormai da 15 anni) premia le migliori idee di impresa nate sui banchi di scuola.

Quest’anno ha coinvolto sedicimila studenti fra i 16 e i 19 anni, che hanno dato vita a 780 mini-imprese.

Tutta colpa del sistema?

“L’istruzione non è un problema. L’istruzione è un’opportunità”, proclamava il presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson.

Gli sforzi che il sistema sta riponendo sui temi dell’istruzione che (di conseguenza) incidono sul mercato del lavoro potrebbero essere più incisivi, di questo ne siamo consapevoli. Alla luce della digital transformation avanza l’esigenza di reinventarsi senza restare troppo ancorati a modelli ormai obsoleti che ci hanno visto coinvolti negli anni passati.

scuola

L’idea è quella di pensare alla digitalizzazione come un’opportunità e non come una minaccia. Occorre metterci in gioco, rivedere i nostri piani di studi, le nostre attitudini personali, aggiornare le competenze digitali, fare un bilancio per cercare di capire cosa funziona e cosa no, senza dare colpe affrettate al sistema.





Source link

Twitter aggiungerà una funzione per tonare alla visualizzazione classica (senza “i migliori tweet”)


Da quando Twitter ha inserito nuove funzioni in stile timeline, per visualizzare i tweet che “potresti aver perso” o contenuti che si suppone sarebbero piaciuto agli utilizzatori, molte persone hanno iniziato a lamentarsi di non visualizzare più alcuni tra i contenuti preferiti con la consueta semplicità.

LEGGI ANCHE: 6 consigli utili per trovare e contattare i giusti Influencer su Twitter

Twitter torna semplice con i contenuti in ordine cronologico

Ora Twitter ha annunciato che nelle prossime settimane inizierà a testare un modo per passare dalla visualizzazione attuale a quella classica, con i tweet semplicemente in ordine cronologico.

twitter

Nel 2016, quando la timeline che mostrava “i migliori tweet” o “i contenuti che potresti aver perso” faceva la sua comparsa, sul blog ufficiale di Twitter veniva annunciata così: “Abbiamo già visto che le persone che utilizzano questa nuova funzione tendono a ritwittare e twittare di più, creando più commenti e conversazioni dal vivo, il che va bene per tutti. […] Ascolteremo il tuo feedback e lo miglioreremo nel tempo”.

Twitter dà ascolto ai suoi iscritti

twitter1

Non a tutti erano piaciute queste modifiche al feed basate su un algoritmo e ora il social network dimostra una vera attenzione per gli iscritti predisponendo una soluzione semplice per tornare al feed non moderato dal codice.

Twitter ha aggiornato l’app per rendere disponibile questa nuova funzionalità, ma per ora è poco accessibile: bisogna andare in Impostazioni e disattivare la funzione “Mostra prima i migliori tweet”. In questo modo è possibile tornare alla visione cronologica dei tweet. Nelle prossime settimane avremo invece a disposizione uno switch molto più accessibile, secondo le dichiarazioni degli sviluppatori.





Source link

Ninja Morning, il buongiorno di martedì 18 settembre 2018


ios

Apple

Ieri è arrivato in queste iOS 12, l’aggiornamento del sistema operativo dei dispositivi mobili di Apple.  Dalle faccine ancora più personalizzabili (le Memoji) ai contatori del tempo trascorso sulle app per poterci disintossicare, diverse le novità che porta. Per scaricarlo è importante prima fare il backup dei dispositivi e poi si può procedere tramite iTunes, collegando iPhone e iPad al pc, o direttamente sui dispositivi mobili della Mela, seguendo la dicitura aggiornamento software dalle impostazioni. La batteria deve essere carica almeno al 50%.

LEGGI ANCHE: Il Digital Detox conquista vip e aspiranti Miss (e diventa una funzione di iOS 12)

Ma non su tutti. iOS 12 non può essere installato su tutti i dispositivi Apple. E’ possibile sugli iPhone a partire dal modello 5s e fino all’iPhone X.  iOS12 si può installare anche su iPad mini dalla seconda versione, su iPad Pro (9,7 e 12,9 pollici), su iPad da 10,5 pollici (prima e seconda generazione), su iPad introdotti fra 2017 e 2018, su iPad Air e iPad Air 2. Infine, è anche possibile scaricarlo su iPod Touch di sesta generazione. Tutti gli altri dispositivi della Mela sono esclusi.

Twitter

Twitter da qualche giorno ha messo in cima al flusso delle notizie i live e le trasmissioni che partono dai diversi account che ciascun utente segue, anche quelli dei media. L’azienda ha spiegato che la nuova funzionalità includerà le notizie, lo sport e i personaggi famosi.

Paypal e Auchan

PayPal e Auchan Retail Italia hanno siglato un accordo per facilitare la spesa quotidiana effettuata online e dare la possibilità di poter pagare gli acquisti effettuati sul sito di www.auchan.it anche con un account PayPal. I clienti possono decidere di ricevere la merce a domicilio nel giorno e nell’orario preferito, oppure scegliere il ritiro gratuito presso un punto vendita Auchan e MyAuchan o supermercato Simply, IperSimply e PuntoSimply. A oggi il servizio è attivo nelle provincie di Milano, Bergamo, Piacenza e Olbia Tempio Pausania e nei prossimi mesi sarà esteso su altre parti del territorio nazionale.

ninja

Gli appuntamenti di oggi

MARTEDI’ 18 SETTEMBRE – L’Incubatore I3P del Politecnico di Torino oggi e domani (negli spazi della Sala Agorà) si trasforma nel laboratorio delle applicazione del futuro con la prima edizione del MEC Hackathon & Conference. Due giorni di competizione e workshop pensati per tutti gli sviluppatori che intendono migliorare l’utilizzo del framework MEC (Multi-access Edge Computing), nato proprio per facilitare la creazione di applicazioni sempre migliori, sempre più veloci e in un modo sempre più semplice. Oggi la prima parte del MEC Hackathon & Conference dalle 9 alle 18, con lo svolgimento parallelo dell’hackathon e del workshop hands-on.

Le notizie che forse ieri ti sei perso

Amazon indaga su recensioni negative cancellate e dati venduti da dipendenti corrotti
Amazon ha scoperto che alcuni dipendenti corrotti avrebbero venduto informazioni dei clienti e cancellato recensioni per denaro

Metro, Brac, El Corte Inglés: i migliori annunci stampa della settimana
Iniziamo la settimana con una bella carica di creatività: ecco i migliori annunci stampa in arrivo dalle agenzie di tutto il mondo

iPhone si blocca navigando su alcune pagine, bug scoperto da un ingegnere
Quando una persona con iOS naviga in una pagina che ospita questo codice il dispositivo utilizza tutte le risorse disponibili e si riavvia

ninja

Che sappiamo di Dragonfly, il progetto di Google per tornare in Cina
Dopo 8 anni Google vuole rimettere piede in Oriente con una versione del motore di ricerca settata sulle esigenze del Governo di Pechino

Benioff (Salesforce) si compra Time Magazine per 190 milioni
Time Magazine è stata acquisita per 190 milioni di dollari in contanti (e a titolo personale) da Marc Benioff, co-founder di Salesforce

I consigli di un copy per creare un curriculum creativo ed efficace
Scrivere un curriculum vitae che evidenzi le proprie attitudini può sembrare complesso. Segui questi consigli per creare un valido e creativo cv

«Vi racconto Heroes: il festival dell’impresa allegro e un po’ rock»
Michele Franzese parla di HEROES Meet In Maratea: dal 20 al 22 settembre tre giorni di confronto sui grandi temi dell’innovazione

ninja

4 storie di vittime del bullismo che hanno trasformato la loro esperienza in uno strumento di aiuto
Ecco cosa sta accadendo in America, dove quattro ragazze sono diventate importanti punti di riferimento dopo aver subìto atti di bullismo

Piacentini su Twitter: lascio e torno a Seattle
L’annuncio del top manager: “Passerò il testimone, soddisfatto del lavoro di questi 24 mesi e orgoglioso dei risultati ottenuti dal @teamdigitale”





Source link

iPhone si blocca navigando su alcune pagine, bug scoperto da un ingegnere


Secondo TechCrunch, un ingegnere esperto in sicurezza informatica avrebbe scoperto un nuovo bug che può bloccare e riavviare l’iPhone. Sabri Haddouche ha twittato la notizia, con una pagina web di sole 15 righe di codice. Se viene visualizzata da iPhone o iPad, questi si bloccano e si riavviano.

LEGGI ANCHE: Apple continua ad assumere medici e infermieri. E lo Watch 4…

Haddouche ha pubblicato i risultati dei suoi test su GitHub, incluso il codice sorgente che genera il bug: solo 15 righe di CSS e HTML. Altri utenti hanno testato il bug su macOS e Windows 7 e hanno segnalato un funzionamento anomalo dell’app di Safari. Per verifica, gli utenti hanno segnalato che visitando la pagina con browser Firefox non ha comportato problemi e i dispositivi hanno continuato a funzionare regolarmente.

ninja

iPhone si blocca con poche righe di codice HTML e CSS

Quando una persona naviga in una pagina che ospita questo codice CSS e HTML adeguatamente predisposto, a seconda della versione iOS, il dispositivo utilizzerà tutte le risorse disponibili; i problemi legati al kernel causeranno un riavvio del sistema e dell’apparecchio.

Safari

Meno rischi per chi utilizza il computer fisso

Per gli utenti Mac, i rischi sono minori: il blocco del computer per un breve periodo e prestazioni rallentate in generale, ma chiudendo la scheda di Safari la situazione dovrebbe risolversi.

LEGGI ANCHE: L’Apple Watch apre lo show di Cupertino. Poi i nuovi iPhone XS Sabri ha anche pubblicato un video di cosa accade quando si visita una pagina di quel tipo e l’iPhone accusa problemi. Nel post precedente, aveva avvisato in maiuscolo: “Se volete provarci, non prendetevela con me se il vostro iPhone si blocca”.





Source link

lascio e torno a Seattle


“Oggi inizia la mia fase di “prorogatio” di 45 giorni insieme al @teamdigitaleIT. Ringrazio il Governo per avermi chiesto di rimanere un altro anno, ma alla scadenza del mandato di 2 anni mi riunirò come previsto alla mia famiglia a Seattle”: con queste parole affidate ad un tweet Diego Piacentini ha annunciato le sue prossime mosse: lascerà il Team per la Trasformazione Digitale e tornerà a Seattle, negli Stati Uniti, dove vive la sua famiglia.

Una pausa di 2 anni

Ex vicepresidente Amazon, classe 1960, due anni fa prese una pausa dall’azienda e fu nominato dal governo Renzi Commissario straordinario per il digitale. Piacentini ricopre l’attuale carica dal 17 agosto 2016. Aveva accettato l’incarico prendendosi un periodo di pausa dal suo ruolo nell’azienda di Seattle. In questi due anni ha lavorato con un team di 30 esperti.

piacentini

Non è un team che cambia la PA

A maggio 2018 al Forum PA, intervistato da Luca Attias, CIO della Corte dei Conti, Piacentini aveva ripercorso i mesi alla guida del team per la Trasformazione Digitale, ricordando anche che “non basta un team di 30 persone per trasformare la PA e fare l’Italia digitale. Stiamo muovendo una montagna di pochi centimetri – aveva sottolineato – il mio suggerimento al nuovo Governo? Replicare team simili al nostro nei ministeri e in alcuni enti. Quello che abbiamo creato – ha sottolineato – è un’eccezione all’interno della PA. L’obiettivo principale di un Governo che vuole aiutare la PA a trasformarsi anche tramite la digitalizzazione è – ha precisato – ampliare il modello che abbiamo messo in piedi”.

La PA ha bisogno di uno choc

Secondo Piacentini la pubblica amministrazione non può svecchiarsi dall’interno: “Stiamo parlando di una macchina complessa che da 70 anni ha funzionato nello stesso modo. Impossibile che un modello del genere si rivoluzioni dall’interno. E non è un caso se le attività del Team Digitale vengono viste come anomale all’interno della PA . Servono momenti di choc e sperare che si vada nella direzione giusta”.

La priorità: le competenze digitali

Le competenze digitali le priorità su cui agire, aveva detto Piacentini. “Sono poche le amministrazioni e le persone che hanno persino una minima capacità di gestione dei progetti con un workflow, momenti di controllo, verifica e correzione. Ma bisogna eliminare situazioni che disincentivano le persone a fare ‘quel passo in più’ per paura di sbagliare”.





Source link

il festival dell’impresa allegro e un po’ rock»


Ha 43 anni, l’età in cui non c’è più niente da avere paura, è lucano (di Potenza), una terra che, al di là della facile retorica e delle narrazioni sopra le nuvolette, è affascinante e difficile, come altre regioni di questo Paese: ma la Basilicata di più. E’ un posto che ti chiede coraggio. E alla fine a Michele Franzese il coraggio non manca. Nel 2016 si è inventato dal nulla un appuntamento di tre giorni in un posto, anche questo, bello e difficile, coraggioso pure: Maratea. Era il 2016. E qualcuno già allora disse: un altro appuntamento sull’innovazione? Anziché farsi domande, Michele e il suo team (a partire dalla co-founder Andreina Romano) hanno puntato sull’identità e così Heroes Meet in Maratea, in programma dal 20 al 22 settembre in Basilicata, è arrivato alla terza edizione e quest’anno si occuperà di soldi. “Il prossimo anno? – ha detto Franzese a NinjaMarketing – vorrei raccontare il piccolo e il grande. Mi piacerebbe analizzare le differenze in termini di misura, che ci sono nella nostra società”. In attesa della prossima edizione abbiamo fatto un piccolo punto proprio con Michele: ecco cosa ci ha raccontato della sua piccola Davos sul Mediterraneo (come è stata definita QUI da TPI – The Post Internazionale) e dove vuole arrivare.

LEGGI ANCHE: Futuro e impresa: Heroes Meet in Maratea

heroes

Franzese, come procedono i preparativi di questa terza edizione di Heroes?

«Tutto procede per il meglio: a volte mi sembra di organizzare le Olimpiadi (ride). Siamo contenti, però: tanti riscontri positivi. La cosa bella? Le conversazioni sui social».

Perché?

«Le persone si stanno taggando, scrivendo. Insomma, al di là dei contenuti, a me interessa molto la community».

Dopo tre anni può dire che c’è una community che ruota intorno all’appuntamento. Come c’è riuscito?

«Grazie a Maratea: un posto molto bello, ma anche complicato da raggiungere. Un luogo che però fa dimenticare la fatica di arrivare. Anche l’ospite internazionale più impegnato, quello che ha fatto 20 ore di volo, per i 2 giorni dell’evento, non fa lo speech e se ne va, ma resta e si gode il posto».

La serenità dell’ambiente fa da quadro ad argomenti molto seri.

«Sì, alleggerisce anche il peso delle conversazioni. Un argomento così serio come quello di quest’anno in un posto simile ti emoziona, e ti ispira più facilmente. Abbiamo sempre voluto riferirci ad argomenti che combinassero modernità e velocità con valori e sviluppo sostenibile. In questa terza edizione parleremo di denaro, declinato però in termini di valore».

Michele, ma alla fine, cos’è Heroes?

«Heroes è un evento dedicato all’impresa. Mi piace definirlo però come il festival dell’impresa: dove al posto dei cantanti ci sono business man, startupper, giovani talenti, esperti che hanno voglia di trasmettere conoscenza. Un appuntamento allegro, dove le persone si incontrano e a cui abbiamo voluto dare anche un ritmo rock».

TPI – The Post Internazionale ha parlato di Heroes come di una piccola Davos sul Mediterraneo. E’ d’accordo?

«Mi piace. Definizione impegnativa certo. Però vogliamo essere più inclusivi. L’idea che questa community possa un domani influenzare i temi e le conversazioni di personalità importanti che prendono le decisioni, beh, questo non mi dispiace affatto».

Heroes è un appuntamento innovativo?

«Sì, per il modo con cui le persone si interfacciano e si relazionano nei tre giorni. E poi anche per il tipo di appuntamenti con cui mixiamo il programma (76 eventi). Mi piace l’idea di fare sessioni parallele in cui c’è la parte formativa o ispirazionale. Alla fine ti fai l’agenda come ti va».

Parliamo di startup. Come è cambiata la Startup Competition dal 2016?

«Da una parte abbiamo cercato di spostare il tema nell’ecosistema delle imprese e poi abbiamo cercato anche di diventare parte attiva dell’ecosistema. Nel corso dell’anno andiamo nelle università per incontrare i ragazzi, cercando di stimolare il coraggio, per far emergere idee e talento».

Come contribuite allo sviluppo dell’ecosistema?

«Con una narrazione positiva e con il matching: aiutiamo le persone a connettersi con altre con cui non lo farebbero mai o con grande difficoltà. Per intendersi, la possibilità di incontrare il CEO di Kickstarter, Yancey Strickler, per un ragazzo non è solo un momento di esaltazione, ma anche un incontro che può ispirare».

A proposito di ospiti, l’anno scorso c’è stato Oliviero Toscani…

«Quest’anno c’è, come ti dicevo, Yancey Strickler, che porterà a Maratea non solo la sua esperienza come come CEO di Kickstarter (non più solo una startup, ma anche un modo di produrre ricchezza, quasi un canale di vendita) ma anche come startupper seriale. Un altro ospite di cui sono molto fiero è Bob Dorf, autore di uno dei libri più importanti sulle startup e Lean Innovator. E poi c’è Pamela Norton, founder e CEO di Borsetta, piattaforma blockchain che certifica diamanti e altri gioielli».





Source link

consigli di un copy per sistemarlo


La scrittura di un curriculum vitae non va sottovalutata, perché è il primo biglietto da visita col quale ci si presenta alle aziende, nella speranza che si venga contattati per un colloquio conoscitivo. Una redazione efficace e completa, i cui contenuti, stile ed impostazione rispecchino la personalità di ognuno, è il primo passo per far sì che il proprio CV non sia esattamente uguale a migliaia di altri.

Ormai sono tanti i professionisti che sconsigliano la redazione di un CV in formato europeo, a meno che non ci si proponga per bandi e concorsi, i quali richiedano esplicitamente questa struttura, oppure se non si abbia l’urgenza immediata di inoltrarne uno. Infatti, la sua anonimità e il suo pre-confezionamento difficilmente valorizzano le competenze che si posseggono. Di conseguenza sarà molto difficile catturare l’attenzione dell’addetto alle risorse umane.

Soprattutto, se la tua professione è particolarmente creativa, un modello preimpostato, come quello europeo, ti tarperebbe di netto le ali. Non ti permetterebbe di distinguerti dalla massa.

Vediamo come impostare al meglio il proprio CV e andiamo a scoprire qualche accorgimento grafico per un curriculum creativo di qualità.

curriculum vitae consigli, cv creativo, cv 2.0

Impostare il proprio cv

Partiamo, innanzitutto, dalla fotografia personale. Questo essenziale elemento è la prima opportunità per personalizzare il proprio curriculum vitae. Spesso se ne sottovaluta l’importanza: a volte c’è chi proprio non la inserisce. Un CV senza foto ha decisamente meno possibilità di distinguersi dalla massa rispetto ad uno con la propria immagine. Ma a cosa serve, in particolare, mostrare il proprio viso nel curriculum? A dare un volto al nome del candidato, a supportare l’impatto emotivo (complementare a quello delle informazioni scritte) ed a trasmettere elementi importanti della personalità, tra cui la cura di sé e la bella presenza. Se puoi, evita, quindi, foto fatte “tanto per” e prediligi una fotografia a mezzo busto, in cui sorridi e mostri sicurezza in te stesso. Questo potrebbe essere il fattore che fa la differenza.

LEGGI ANCHE: Come scrivere un curriculum vitae perfetto anche se non sei Elon Musk

Dopo aver trovato l’immagine che al meglio ti rappresenta, è ora di pensare a strutturare con criterio i tuoi contenuti. Ecco alcuni consigli:

  • Crea un titolo che, oltre al tuo nome e cognome, evidenzi chiaramente quale ruolo svolgi attualmente o quale ti piacerebbe fare
  • Un sottotitolo è altresì importante. Cerca al massimo in 10 parole di riassumere i valori e le caratteristiche positive che ti rappresentano. Evita di autoproclamarti il numero uno. Fingerti qualcosa che non sei potrebbe metterti in imbarazzo in sede di colloquio. La giusta value preposition è fondamentale perché dice al tuo cliente, in pochi termini, cosa ti distingue dagli altri concorrenti
  • Ricorda, nei dati anagrafici, di inserire i tuoi profili social, tra cui quello LinkedIN. Questo business network è fondamentale per permettere al tuo CV di essere aggiornato in tempo reale, soprattutto quando il tuo documento rimarrà nella banca-dati di un’azienda per molto tempo. Inoltre, LinkedIN è importante per dimostrare una certa modernità e la tua capacità di stare al passo coi tempi
  • Metti per prima le tue esperienze più rilevanti. La lunghezza ideale di questa dati dovrebbe essere all’incirca di 13-17 parole.
  • Per quanto riguarda gli aspetti meramente grafici, non utilizzare mai font più piccoli di 11 punti e non abusare di bold o sottolineature. Non dimenticare gli elenchi puntati: meglio questi, rispetto ai paragrafi. Scegli, infine, un font sans serif: questo carattere risulta più leggibile rispetto ad altri. Alcuni esempi conosciuti? Helvetica, Arial, Verdana, Lucid Sans e Century Gothic

Qualche esempio di curriculum creativo

Una presentazione originale, ed allo stesso tempo professionale, può sicuramente fare la differenza durante il processo di selezione. Inoltre, non tutti adotteranno questa strategia, in particolare in Italia dove ancora molte persone si limitano a redigere i propri curriculum in maniera molto schematica, a causa della poca conoscenza a riguardo. Ecco alcuni modelli da cui puoi trarre ispirazione.

Infocurriculum

Grazie a questo tipo di curriculum, a mo’ di infografica, puoi ottenere dei risultati davvero professionali, seppur tu conosca poco Photoshop o altri software di elaborazione di immagini.

Esistono moltissimi siti per realizzare un infocurriculum di qualità. Tra questi i più importanti sono sicuramente vizualize, infogr.am, re.vu ed easel.ly.

Un’infografica che traduca i tuoi dati in forma visiva, e non solamente testuale, permetterà di stupire i selezionatori non soltanto per le proprie competenze, ma anche per la personalità e la fantasia. Questo è possibile grazie ai numerosi layout presenti nei tool dedicati.

Ecco un’esempio illuminante di infocurriculum.

curriculum infografica, cv 2.0, infocurriculum

Presentazione su SlideShare

Utilizzare la piattaforma SlideShare di LinkedIN per pubblicare il proprio CV è sicuramente un’idea molto creativa. Grazie alle slide realizzate su PowerPoint potrai raccontare te stesso non solo attraverso il testo, ma anche con immagini, fotografie, link e molto altro. Se non hai tempo di realizzare una presentazione PPT, puoi semplicemente connetterti a LinkedIN e trasferire tutto il tuo percorso professionale nella pagina di SlideShare.

In questo video, presente sul canale ufficiale di PowerPoint School, viene spiegato come realizzare un curriculum su Slideshare.

Resume

Molti tendono a confondere il curriculum vitae con il resume, pensando che siano la medesima cosa. Non è così. Il resume, molto utilizzato nei paesi anglosassoni, è un curriculum molto più breve rispetto al tradizionale. In una sola pagina riassume le qualità del candidato ed, inoltre, può essere personalizzato a proprio piacimento. Ecco qualche indicazione utile per realizzare un resume professionale:

  • Dividi il foglio in 3 parti. In una parte inserisci dati e contatti, nelle altre due scrivi le esperienze lavorative e le competenze
  • Questo formato ti permette di dare risalto non soltanto ai contatti, ma anche agli obiettivi, alle certificazioni ed alle recenti collaborazioni. Approfittane
  • Cerca di non accorpare troppe informazioni. Il resume deve essere semplice, chiaro e graficamente curato.

Quale miglior esempio di resume chiaro e conciso se non il seguente?

resume creativo, cv 2.0. curriculum vitae 2.0





Source link

show