Il font di Netflix è stato creato per far risparmiare milioni all’azienda


Quando Netflix ha deciso di modificare il suo logo, ha anche lanciato un progetto per la creazione di un nuovo font pulito e personalizzato con l’obiettivo di far risparmiare moltissimi soldi all’azienda.

Si chiama Netflix Sans e, come spiegato da uno dei designer responsabili della sua creazione su AdWeek, si tratta di un font molto funzionale ed economico ispirato al famoso logo del marchio.

netflix font

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Netflix Sans, spiegato

Noah Nathan – questo il nome del designer – ha pubblicato il progetto sul suo sito web, spiegando che il nuovo font ha sia uno scopo estetico e comunicativo che uno scopo funzionale, dato che c’è anche una seria componente economica dietro al suo sviluppo.

netflix sans

Data la diffusione ormai globale di Netflix, infatti, le licenze per i font da utilizzare possono diventare piuttosto costose e quindi lo sviluppo di una nuova serie di caratteri apposta per l’azienda era diventato essenziale: “non serve solo a conferire un ulteriore elemento di unicità all’estetica del brand, ma è utile soprattutto ad un impiego più oculato delle risorse, in termini di milioni di dollari all’anno”, specie quando le licenze vengono pagate sulla base delle impression, come avviene per gli spazi pubblicitari digitali.

netflix font 2

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Linee funzionali che richiamano il logo

Le caratteristiche uniche del carattere tipografico sono state scelte con attenzione, utilizzando linee pulite e piuttosto neutre, eliminando ogni eccesso pur lasciando spazio al design.

netflix font T

Il taglio ad arco sulla “t” minuscola, ad esempio, è ispirato alla curva della lente per la proiezione cinematografica, tanto iconica da diventare un simbolo per Netflix. Il font, infatti, fa riferimento visivamente allo storico logo Netflix, introdotto quando l’azienda fu fondata nel 1997 e aggiornato nel 2014, a sua volta ispirato al logo di CinemaScope, l’obiettivo anamorfico utilizzato negli anni ’50 e ’60 per girare filmati widescreen.

logo netflix evolution

cinemascope

CREDITS
Design lead: Tanya Kumar, Noah Nathan
Consulenti di design del prodotto: Andre do Amaral, David Gallagher
Produzione integrata: Monique Adcock, Tanya Kumar
Socio fondatore: Dalton Maag



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Addio alla fidanzatina di Ken, ora Barbie insegna (anche) il coding

Qual era il tuo sogno professionale dell’infanzia? Volevi diventare una ballerina, un’archeologa, un’esploratrice o un’ingegnere?

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Mattel sta rivoluzionando la crescita e la creatività di milioni di bambine: sono arrivate le Barbie in versione professionale per le carriere STEM, ossia legate a lavori inerenti alle categorie Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.

Barbie non sarà più uno stereotipo legato alla bellezza esteriore, alla mondanità e alle uscite con Ken, ma potrà essere l’ispirazione a provare nuovi esperimenti, mettersi alla prova e coltivare i propri talenti.

Barbie in collaborazione con Tynker e Black Girls CODE

Dopo oltre 60 anni dalla nascita dell’iconica Barbie, Mattel vuole stimolare il potenziale interesse a professioni più tecnologiche e potenziarne l’apprendimento, in collaborazione con Tynker e Black Girls CODE.

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Tynker è un sistema di apprendimento informatico che permette ai bambini di apprendere giocando, attraverso l’intuizione e il gioco e lo stimolo a diventare chi vuoi utilizzando la app YOU CAN BE ANYTHING.

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Black Girls CODE  è un programma che ha l’intento di dimostrare al mondo che le ragazze di ogni colore hanno le capacità per diventare i programmatori di domani. Promuovendo classi e programmi, vogliono accrescere il numero di donne afroamericane che lavorano nella tecnologia e dare alle ragazze svantaggiate la possibilità di diventare padroni dei loro mondi tecnologici.

Il progetto e la strategia di Mattel

La strategia di Mattel è sensazionale: va ben oltre la necessità di attualizzare una bambola amatissima da generazioni di donne, caricarla di valore femminile, antirazzista e portare avanti una battaglia che magari 40 anni fa avveniva per le strade attraverso manifestazioni femministe.

Ad oggi solo il 24% dei lavori STEM sono svolti da donne ed è proprio questo che ha incoraggiato la casa produttrice di giocattoli più famosa al mondo a creare l’ingegnere robotico Barbie che permette di esplorare le carriere STEM attraverso il gioco creativo, apprendendo abilità di codifica.

barbie

Con la versione Barbie Ingegnere robotico le bambine accedono a sei lezioni di codifica gratuite, pensate per insegnare alle nuove generazioni a ragionare, risolvere problemi e apprendere gli elementi basilari della programmazione informatica.

Del resto, in un mondo iperconnesso e costantemente in evoluzione non abbiamo certezza che ci sia continuità nell’utilizzo delle bambole come avveniva 20 o 30 anni fa, la mossa di Mattel è al passo con i tempi digital che corrono ed eleva l’importanza del valore della donna nel mondo del lavoro.

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Addio alla fidanzatina di Ken, ora Barbie insegna (anche) il coding

Qual era il tuo sogno professionale dell’infanzia? Volevi diventare una ballerina, un’archeologa, un’esploratrice o un’ingegnere?

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Mattel sta rivoluzionando la crescita e la creatività di milioni di bambine: sono arrivate le Barbie in versione professionale per le carriere STEM, ossia legate a lavori inerenti alle categorie Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica.

Barbie non sarà più uno stereotipo legato alla bellezza esteriore, alla mondanità e alle uscite con Ken, ma potrà essere l’ispirazione a provare nuovi esperimenti, mettersi alla prova e coltivare i propri talenti.

Barbie in collaborazione con Tynker e Black Girls CODE

Dopo oltre 60 anni dalla nascita dell’iconica Barbie, Mattel vuole stimolare il potenziale interesse a professioni più tecnologiche e potenziarne l’apprendimento, in collaborazione con Tynker e Black Girls CODE.

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Tynker è un sistema di apprendimento informatico che permette ai bambini di apprendere giocando, attraverso l’intuizione e il gioco e lo stimolo a diventare chi vuoi utilizzando la app YOU CAN BE ANYTHING.

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Black Girls CODE  è un programma che ha l’intento di dimostrare al mondo che le ragazze di ogni colore hanno le capacità per diventare i programmatori di domani. Promuovendo classi e programmi, vogliono accrescere il numero di donne afroamericane che lavorano nella tecnologia e dare alle ragazze svantaggiate la possibilità di diventare padroni dei loro mondi tecnologici.

Il progetto e la strategia di Mattel

La strategia di Mattel è sensazionale: va ben oltre la necessità di attualizzare una bambola amatissima da generazioni di donne, caricarla di valore femminile, antirazzista e portare avanti una battaglia che magari 40 anni fa avveniva per le strade attraverso manifestazioni femministe.

Ad oggi solo il 24% dei lavori STEM sono svolti da donne ed è proprio questo che ha incoraggiato la casa produttrice di giocattoli più famosa al mondo a creare l’ingegnere robotico Barbie che permette di esplorare le carriere STEM attraverso il gioco creativo, apprendendo abilità di codifica.

barbie

Con la versione Barbie Ingegnere robotico le bambine accedono a sei lezioni di codifica gratuite, pensate per insegnare alle nuove generazioni a ragionare, risolvere problemi e apprendere gli elementi basilari della programmazione informatica.

Del resto, in un mondo iperconnesso e costantemente in evoluzione non abbiamo certezza che ci sia continuità nell’utilizzo delle bambole come avveniva 20 o 30 anni fa, la mossa di Mattel è al passo con i tempi digital che corrono ed eleva l’importanza del valore della donna nel mondo del lavoro.

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Più donne al comando nel report annuale di Facebook sulla diversità


Il nuovo rapporto annuale di Facebook sulla diversità non contiene grandissime novità: chi segue l’evoluzione di questo percorso, anno dopo anno, sa già cosa aspettarsi: piccoli miglioramenti che, sebbene graditi, non risolvono i problemi legati alle diversità e restano indicativi del fatto che un maggiore cambiamento abbia bisogno di un approccio diverso da quello adottato fino ad ora nel social network.

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Facebook e le donne, un lento miglioramento

Facebook sta, di fatto, migliorando alcuni processi impegnandosi nell’assunzione di più donne e persone appartenenti alle minoranze: anche in questo report è evidente che i numeri siano cambiati e stiano cambiando sia per quanto riguarda l’inclusione delle minoranze, sia per la rappresentanza femminile in posizioni di vertice. La presenza di donne nella leadership senior del 30%, attestandosi su un 36% totale.

facebook

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Facebook e le minoranze, ancora troppo poco

Cosa succede riguardo alle minoranze etniche? I dipendenti di colore sono cresciuti dal 2 a 4% e anche gli impiegati ispanici sono aumentati nell’ultimo anno, passando dal 4 al 5%. I numeri scendono vertiginosamente se si prendono in considerazione ruoli tecnici (solo l’1%) e di leadership (2%), dove negli ultimi cinque anni la situazione è stata totalmente piatta. Nei ruoli dirigenziali, i dipendenti ispanici sono calati dal 4 al 3 per cento.

La percentuale di dipendenti statunitensi che si identificano come LGBQA + o Trans + è aumentata fino all’8% quest’anno, dal 7% nel 2017.

Nonostante i lenti ma progressivi miglioramenti, Facebook è ancora un’azienda prevalentemente maschile e bianca o asiatica. Sembra altamente improbabile che la situazione sia destinata a cambiare drasticamente in poco tempo e, sebbene questo sia già il quinto report dell’azienda sulla diversità, oltre due terzi dei vertici aziendali sono ancora bianchi.



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“Estetico Quotidianoh”, le perle di Pinna contaminano il design di Seletti


Andrea Pinna, il fenomeno del Web che con i suoi aforismi irriverenti ha fatto ridere migliaia di follower, contamina il design di Seletti. Il risultato è “Estetico Quotidianoh”, una linea per la tavola che gioca sulla rappresentazione dell’inaspettato.

seletti

La nuova collezione nasce dall’evoluzione di Estetico Quotidiano, la serie di contenitori per alimenti e bevande realizzati riproducendo fedelmente le forme dei contenitori usa e getta in materiali duraturi. In quest’ottica, l’avventura dell’ordinario che diventa straordinario continua. 

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Una special capsule irriverente interamente ispirata al cibo

Una limited edition di 9 piatti da collezionare, dove la porcellana diventa per la prima volta il materiale su cui le frasi divertenti di Pinna prendono forma, giocando con humour su temi legati alla tavola, al cibo, all’attenzione alla linea.

Ecco alcune “perle” raffigurate:
In ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, finché DIETA non ci separi. 
Di MAGRA ti è rimasta solo la CONSOLAZIONE.
E anche oggi si DIMAGRISCE domani.
Le ossa grosse NON ESISTONO.

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Seletti e Pinna, l’opinion maker del web

L’obiettivo della strategia di Seletti è quello di migliorare la brand awareness e aumentare la visibilità grazie ad un grande nome del web. “Pinna è divertente, giocoso, pop, democratico proprio come Seletti”,  afferma Stefano Seletti, direttore artistico del brand. “Condividiamo lo stesso mood, pur esprimendolo attraverso media diversi. È la prima contaminazione che vede protagonista Estetico Quotidiano ed è la prima volta che Seletti realizza una capsule in collaborazione con un opinion maker del web: è un esperimento inedito e interessante per noi”.

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Alle parole del direttore artistico di Seletti si aggiungono quelle di Andrea Pinna: “Sono onorato di poter mettere il mio nome e le mie frasi sulle creazioni di un brand figo, pop e moderno come Seletti. Mai avrei pensato di riuscire, solo con la mia ironia, ad arrivare così lontano. Sono entusiasta”.

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Estetico Quotidianoh è acquistabile presso il flagship store milanese di Seletti e sull’e-commerce. Le frasi, rappresentate con il font tipico de Le Perle di Pinna, sono accompagnate da elementi decorativi realizzati dallo studio di progettazione grafica Bertero Projects.

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Il momento migliore per prenotare voli aerei risparmiando, secondo il report di Expedia


Sei un viaggiatore compulsivo? Sei un’amante delle partenze nei periodi dell’anno più improbabili? Viaggi poco ma ti piacerebbe avere dei suggerimenti per farlo al meglio risparmiando? Ecco l’articolo che fa per te!

Qualcuno sostiene sia meglio prenotare i voli di notte perché i prezzi sono più bassi, altri asseriscono che il martedì e la domenica siano i giorni migliori: ma qual è la verità? Esiste davvero il giorno giusto o dipende dal periodo e dalla stagionalità? Conviene davvero viaggiare last minute?

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Il report annuale di Expedia e ARC

Ogni anno Expedia e ARC (Airlines Reporting Corporation) stilano un report  sui dati di viaggio, su come risparmiare e sulle previsioni per l’anno successivo, cercando di sfatare alcuni miti.

LEGGI ANCHE: I giovani usano sempre di più Instagram per scegliere le mete dei loro viaggi (e postare le foto)

Ecco alcune certezze che emergono dal rapporto di Expedia:

  • il must è acquistare i biglietti con largo anticipo, evitando marzo e dicembre (che pare siano i mesi in cui i prezzi dei biglietti sono più alti).
  • Il martedì e la domenica possono essere i giorni in cui ricevi sconti maggiori.
  • Volare il mercoledì, giovedì o venerdì probabilmente costa meno, ma evita di volare la domenica.
  • La domenica pare sia il giorno più economico per prenotare voli nazionali e internazionali (tranne per destinazioni come Australia, Islanda, Thailandia e Cina), ma è sempre bene confrontare i prezzi per almeno una settimana prima di decidere, a volte ci sono differenze di poco conto.
  • I prezzi medi dei biglietti si stanno notevolmente abbassando grazie alla crescente concorrenza tra compagnie aeree.
  • Non esiste una regola precisa e valida per tutte le tipologie e destinazioni aeree.

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Qual è il periodo migliore dell’anno per fare un viaggio?

Dipende molto dalla nazione in cui vivi e dal periodo in cui la maggior parte della popolazione va in ferie: sarà quello il momento in cui i prezzi saliranno notevolmente, ma il sito Cheapair.com prova a suggerire alcuni consigli:

  • se voli in inverno: prenota circa 62 giorni in anticipo (fino ad un massimo di 110).
  • Se voli in inverno: prenota circa 90 giorni in anticipo (fino ad un massimo di 122).
  • Se voli in estate: prenota circa 47 giorni in anticipo (fino ad un massimo di 160).
  • Se voli in autunno: prenota circa 69 giorni in anticipo (fino ad un massimo di 100).

Altra nota importante: non fidarti troppo dei portali di comparazione dei prezzi, talvolta le compagnie aeree (soprattutto quelle low-cost) potrebbero non consentire che i loro prezzi più bassi vengano condivisi su altri siti, quindi sempre meglio dare un’occhiata alle singole compagnie aeree.

Inoltre, cancella la cronologia e utilizza la navigazione in incognito prima di confrontare i voli in giorni differenti: pare che la memorizzazione dei dati e quindi del tuo interesse per quella meta influenzi il prezzo alzandolo più del dovuto.

Non ci resta che augurarti buon viaggio!



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Questa stampante 3D produrrà nello spazio gli organi che useremo sulla Terra


Sarà SpaceX a portare in orbita il 3D BioFabrication Facility, stampante 3D progettata per la replica di organi e tessuti umani nello spazio, sviluppata da nScryptTechshot: sarà destinata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e farà parte, più precisamente, del carico CRS-17 di SpaceX. La missione, sostenuta dalla NASA, ha anche una data: febbraio 2019. Il Techshot BioFabrication Facility (questo il nome per esteso) è dedicato alla produzione di organi e tessuti umani nello spazio (all’inizio soprattutto tessuti sintetici per il cuore), che possono essere utilizzati sulla Terra. Oltre a stampare tessuti, l’obiettivo è che possa anche aiutare a mantenere in salute i membri delle squadre di esplorazione dello spazio, in che modo? Stampando cibo e farmaci personalizzati e su richiesta. “Il BFF – ha spiegato il CEO di Techshot John C. Vellinger – può migliorare la vita delle persone sulla Terra e aiutare l’esplorazione dello spazio profondo”. Siamo entusiasti di vedere questo progetto, e tutto ciò che può dare, prendere vita. Con l’obiettivo di produrre di tutto, dagli organi, ai farmaci, fino forse al cibo”.

3D

Rendering del BioFabrication Facility – credits nScrypt

Organi a gravità zero

nScrypt ha sede a Orlando, in Florida, ed è un produttore di sistemi di micro-distribuzione industriale e di stampa 3D. Basata a Greenville, nell’Indiana, invece Techshot (un’azienda con 50 dipendenti) ha un’esperienza di quasi trent’anni nello sviluppo di equipaggiamenti per voli spaziali. Entrambe le società hanno recentemente completato con successo un volo a gravità zero sul Golfo del Messico: il test ha dimostrato che un organo, in particolare una parte del cuore, poteva essere stampata in 3D, a gravità zero.

Tessuto sintetico nello Spazio

Una volta installato sulla Stazione Spaziale, il 3D BioFabrication Facility verrà utilizzato per stampare in 3D una patch cardiaca (una sorta di “toppa” in tessuto sintetico) per cuori danneggiati. Secondo nScrypt “per realizzare il patch cardiaco, le cellule verranno stampate nella cassetta del bioreattore. Il bioreattore fornirà quindi la perfusione media per fornire sostanze nutritive e rimuovere le tossine dal tessuto e tenerlo in vita, fornendo allo stesso tempo stimoli elettrici e meccanici per incoraggiare le cellule a diventare battendo il tessuto cardiaco”.



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Thailandia, così gli ingegneri di Elon Musk proveranno a salvare i ragazzi


L’amministratore delegato di Tesla Elon Musk vuole mandare una squadra di suo ingegneri per aiutare i ragazzi intrappolati in una grotta della Thailandia. Lo ha dichiarato lo stesso Musk su Twitter, precisando che gli ingegneri della società di esplorazione spaziale Space X e di perforazione The Boring Company saranno sul posto sabato, domani. Musk aveva già espresso la sua intenzione di sostenere il governo thailandese all’inizio di questa settimana, dicendo che è “felice di aiutare se c’è un modo per farlo”.

LEGGI ANCHE: La Boring Company di Elon Musk costruirà un tunnel super veloce a Chicago

ninja

Ossigeno basso

Intanto, è notizia di queste ore, il livello dell’ossigeno nella grotta Tham Luang dove sono intrappolati i 12 ragazzi thailandesi con il loro allenatore è sceso al 15%, ben sotto al valore normale del 21%, ma non è chiaro quanta autonomia di respirazione abbia il gruppo intrappolato circa quattro chilometri all’interno. Si continua intanto a lavorare senza sosta nella posa di un tubo lungo, quasi cinque chilometri, che possa immettere ossigeno nella cavità dove sono prigionieri i giovani calciatori.

 

Radar e scavatori

L’amministratore delegato di Tesla ha anche suggerito il modo in cui aiuterà i soccorsi: metterà a disposizione la tecnologia delle sue aziende per individuare l’esatta posizione dei ragazzi e pompare via l’acqua per raggiungerli. “Boring Company ha a disposizione un avanzato radar di penetrazione del terreno ed è in grado di scavare buche” ha detto Musk su Twitter. “Gli ingegneri di Space X e Boring Company sono diretti in Thailandia domani per capire se possiamo essere d’aiuto al governo. Ci sono probabilmente molte complessità che sono difficili da valutare senza essere lì in persona”.

Bloccati nella grotta

Il gruppo è stato trovato a 400 metri dalla cavità di “Pattaya Beach”, rimasta asciutta durante le inondazioni, e apparentemente i ragazzi con il loro allenatore non si sono mossi da lì per per tutta la durata della loro scomparsa. I soccorritori avevano da giorni identificato l’area come l’unica possibile via di salvezza per i dispersi, di cui non si avevano notizia da ormai nove giorni.

Le operazioni di soccorso

In un primo momento il governatore Osatanakorn aveva dichiarato che ci sarebbero volute alcune alcune ore per riportare i 13 dispersi all’esterno della grotta. Il 3 luglio è stato invece precisato che l’attesa potrebbe durare mesi.



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…E ora dall’Europa vogliono sapere che ne pensi dell’ora legale


La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica sul mantenimento dell’ora legale. Tutti i cittadini dell’Unione sono invitati a esprimere QUI il loro parere, entro il 16 agosto. Nella consultazione “ci sono fondamentalmente due possibilità di scelta: se tenere il sistema attuale invariato, oppure abolirlo per tutta l’UE, perché – ha spiegato il portavoce della commissione Enrico Brivio – non vogliamo una cosa a macchia di leopardo, non sarebbe buono per il mercato unico”.

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Che cos’è l’ora legale?

L’ora legale è la convenzione di spostare avanti di un’ora le lancette degli orologi di uno Stato per sfruttare meglio l’irradiazione del sole durante il periodo estivo. Gli Stati membri dell’Ue la introdussero nel corso dei primi anni Settanta con la crisi energetica. Ma già all’inizio degli anni Ottanta c’era aria di revisione. A regolare la materia al momento è la Direttiva 2000/84.

Fa pure male a corpo e mente

I critici dell’ora legale partono da questo assunto: oggi il costo dell’illuminazione è più basso rispetto a quando questa direttiva è stata adottata ed è venuta meno la sue ragione principale: ovvero il risparmio energetico. Secondo gli esperti entrerebbe anche in conflitto con il nostro ritmo circadiano: spostare le lancette dell’orologio due volte all’anno insomma disturberebbe il nostro orologio interno.

Nord contro Sud

Ci sono paesi, come la Finlandia, che chiedono l’abolizione del cambio semestrale e altri che invece vorrebbero una revisione del sistema in vigore. A quanto pare però non sono molte le vie per conservare un regime armonizzato, in quanto o si mantiene l’impianto attuale o si passa alla cessazione del cambiamento semestrale, lasciando però agli stati margini di manovra per decidere cosa fare o meno nei propri confini.

Ci hanno già provato

Non è la prima volta che da Bruxelles muovono all’attacco dell’ora legale. All’inizio dell’anno la risoluzione proposta dai parlamentari Pavel Svoboda e Karima Delli è stata bocciata. In sostanza si spiegava che “numerosi studi scientifici non sono riusciti a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento semestrale dell’ora e, al contrario, hanno segnalato l’esistenza di effetti negativi sulla salute umana, l’agricoltura e la sicurezza della circolazione stradale”. Da qui la richiesta di cambiare le regole. Ora la parola passa ai cittadini.



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L’algoritmo di Facebook censura per sbaglio la Dichiarazione di Indipendenza per incitazione all’odio


La Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti contiene parti che incitano all’odio, contenuti bollati come “hate speech”? Secondo l’algoritmo di Facebook, sì.

Il problema è venuto alla luce quando un quotidiano locale in Texas ha iniziato a postare estratti del testo sulla sua pagina Facebook, in vista dei festeggiamenti per il 4 luglio.

LEGGI ANCHE: Se ancora non lo sai, ecco come ragiona l’algoritmo di Facebook (e di Instagram, LinkedIn…)

Quando il The Liberty County Vindicator ha tentato di pubblicare il decimo estratto del documento datato 4 luglio 1776, che fa riferimento ai nativi americani, ha ricevuto un avviso che spiegava che il post era contrario agli standard della community perché incitava all’odio. Facebook successivamente si è scusato e ha autorizzato la pubblicazione. I sistemi automatici di moderazione dei contenuti avevano ritenuto inadeguate alcune parti del testo, bloccandone la diffusione sulla pagina ufficiale del giornale.

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I contenuti che il social network tenta di bloccare, ostacolandone la diffusione, sono quelli che rappresentano un attacco diretto alle persone, basato su caratteristiche individuali come etnia e credo religioso. Il confine tra rispetto del prossimo e censura si fa sempre più sottile.

Le parole di Thomas Jefferson censurate da Facebook

Casey Stinnett, l’editore del giornale, ha raccontato l’incidente sul sito web del The Vindicator: “Da qualche parte nei paragrafi 27-31 della Dichiarazione d’Indipendenza, Thomas Jefferson ha scritto qualcosa che Facebook trova offensivo. Le prime nove parti sono state pubblicate come programmato, ma il decimo post, composto dai paragrafi 27-31 della Dichiarazione, non è apparso”.

LEGGI ANCHE: Come (e cosa) sceglie davvero l’algoritmo di Facebook? Te lo spieghiamo qui

facebook

“Sembra che abbiamo commesso un errore e rimuovendo un contenuto pubblicato su Facebook che non viola affatto gli standard della nostra comunità”, ha risposto la società al The Liberty County Vindicator. “Vogliamo scusarci e comunicare che abbiamo ripristinato i contenuti e rimosso eventuali blocchi sull’account relativi a questa azione scorretta.”



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