Spotify testa una funzione per far saltare gli annunci anche a chi non paga


Spotify sta testando una funzionalità del tutto nuova in Australia: consentirà infatti agli utenti free di saltare gli annunci (sia audio che video), ogni volta che vogliono, anche se non hanno sottoscritto nessun abbonamento.

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Gli inserzionisti pagheranno solo gli annunci visualizzati

Secondo quanto riferito a AdAge, l’idea è che le persone salteranno solo le pubblicità che non gli interessano: ciò che invece guarderanno fornirà a Spotify feedback molto utili per migliorare il servizio. Come riferito da un dirigente della società, gli inserzionisti non dovranno pagare per gli annunci che non vengono visualizzati.

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Il test di Spotify punta a migliorare l’annuncio pubblicitario rendendolo più adatto a chi lo riceve, ma il punto fondamentale saranno i feedback forniti in questo senso: la maggior parte delle persone è pigra e di certo non ha voglia di guardare un annuncio se la sua intenzione è di ascoltare musica.

Lo scopo è migliorare l’advertising su Spotify

I dati potrebbero quindi non essere del tutto centrati. Un conto è, infatti, sottoscrivere un abbonamento per cui si paga un prezzo e, in cambio, non visualizzare nessun tipo di annuncio. Diverso è l’approccio con l’annuncio presente ma “ignorabile”, che viene skippato via senza tanti problemi come di solito accade su altre piattaforme, tra le quali YouTube.

Qualche numero su Spotify

Nel 2017 la società, co-fondata nel 2006 da Daniel Ek e Martin Lorentzon e basata in Svezia, ha generato 4,09 miliardi di euro di ricavi, in rialzo dai 2,952 miliardi del 2016 e 1,940 miliardi del 2015. L’anno scorso ha chiuso però con una perdita di 1,24 miliardi di euro, più ampia di quella da 539 milioni del 2016 e di 230 milioni del 2015.

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Il gruppo ha dichiarato 159 milioni di utenti attivi al 31 dicembre 2017, di cui 71 milioni premium. Il 26 marzo scorso la società ha diffuso i suoi obiettivi per l’anno in corso: prevede di raggiungere tra i 92 e i 96 milioni di abbonati e tra i 198 e i 208 milioni di utenti attivi, compresi quelli paganti, con aumenti rispettivamente del 26-32% e del 30-36%.

35 milioni di brani

Sono 35 milioni i brani a cui gli utenti possono accedere online istantaneamente. Dopo le proteste di artisti come Taylor Swift e i Radiohead, tutti ormai accettano di finire su Spotify per verificare la loro popolarità e vedere crescere o diminuire il loro valore economico sul mercato.



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Bonelli Editore produrrà una serie TV su Dylan Dog (in inglese)


Sergio Bonelli, tra i principali editori italiani di fumetti, ha intenzione di produrre uno show televisivo basato sulla serie horror Dylan Dog. Una notizia che conferma l’Italia come territorio emergente per la produzione di serie TV internazionali di alto livello, anche grazie a successi come “Gomorra”, “The Young Pope” e l’imminente “My Brilliant Friend” (L’amica geniale di HBO), serie basata sull’omonimo romanzo di Elena Ferrante.

“Stiamo investendo e creando spettacoli originali di alta qualità tra cui la nuova serie Dylan Dog”, dichiara il presidente Davide Bonelli. Mentre le trattative per nuovi progetti con potenziali partner italiani e internazionali, tra cui i principali servizi di streaming globali, continuano.

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Dylan Dog in una scena iconica – Sergio Bonelli Editore

Una serie TV in lingua inglese

Dylan Dog è stato concepito come una serie in inglese di dieci episodi live-action, basati sul popolare fumetto di Tiziano Sclavi e racconta le gesta dell’indagatore dell’incubo britannico, che con il suo compagno Groucho (ispirato a Groucho Marx), assume casi che di solito coinvolgono mostri, fantasmi, vampiri, lupi mannari e zombie. Una delle serie di fumetti più cult della storia italiana. In vita da 25 anni, vanta oltre 500 fascicoli e vendite di oltre 50 milioni di copie in 30 paesi.

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Una produzione Bonelli Entertainment

Per il progetto la casa editrice ha creato una divisione dedicata, la Bonelli Entertainment. Lo scopo dell’azienda è quello di controllare la produzione della serie e assicurarsi che l’essenza dei suoi personaggi rimanga intatta, visto il flop dell’adattamento cinematografico del 2011 “Dylan Dog: Dead of Night”, un vero e proprio insuccesso di pubblico e critica.

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“Sviluppare nuovi modi per le persone di entrare in contatto con i nostri personaggi più famosi e iconici, attraverso nuovi spettacoli esclusivi – sui dispositivi che preferiscono – è una delle priorità del nostro studio”, aggiunge Bonelli.

Una mossa strategica in grado di espandersi a macchia d’olio per la realizzazione di altri adattamenti, sempre afferenti all’universo Bonelli. Basti pensare alle altre serie famose della casa e alle varie trasposizioni, tra cui “Dragonero”, il fantasy animato prodotto insieme alla RAI; “Il Confine”, in fase di sviluppo con Lucky Red e “Martin Mystère”.

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Il direttore editoriale di Bonelli, Michele Masiero, ha dichiarato che le loro serie hanno “punti di contatto” che consentirebbero, ad esempio, ai personaggi di Martin Mystère di emergere nella serie TV di Dylan Dog, fornendo ganci importanti per degli spin-off.

Una vera rivoluzione quella di Bonelli che si dichiara propensa a privilegiare narrazioni che oltre ad essere efficaci e interessanti sulla carta, possono funzionare anche sullo schermo.



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la nuova idea di Daniel Ek


Spotify sta testando una Safety Mode UI, una nuova versione del servizio per mantenere la sicurezza alla guida. La app per lo streaming musicale starebbe infatti lavorando ad una interfaccia che non distolga l’attenzione di chi è al volante. L’interfaccia utilizzerebbe pulsanti di grandi dimensioni con cui è facile interagire e senza possibilità di interazione relativamente a funzionalità extra come la navigazione nelle playlist e simili: solo controlli di base per la riproduzione e informazioni essenziali sulla playlist. La novità, segnalata da un tester della Spotify Community, si attiverebbe automaticamente quando il telefono è collegato a dispositivi Bluetooth. Quindi anche i sistemi per le automobili.

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Evitare distrazioni

La schermata diffusa dall’utente sarebbe più scarna di quella solita, con solo il nome della playlist e della canzone, l’artista e poche altre opzioni. Insomma, niente menu complicati per evitare possibili distrazioni. Il test sarebbe in corso su circa il 3% degli account attivi, la modalità non può essere disattivata. Secondo indiscrezioni circolate lo scorso aprile, e mai confermate, la piattaforma di Daniel Ek sarebbe anche al lavoro su una specie di altoparlante per i veicoli sprovvisti di sistemi sofisticati.

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