Un progetto riporta in vita le antichità con la stampa 3D


Dalla sua nascita la stampa 3D ha visto le più svariate applicazioni, da quelle biomedicali a quelle nel fashion, ma soprattutto in Italia c’è un ambito nel quale questa tecnologia si sta dimostrando sempre più utile e versatile, quello dei beni culturali.

LEGGI ANCHE: 5 cose che dovresti sapere prima di iniziare a stampare in 3D

q

Che cos’è la stampa 3D applicata al restauro

Nasce così l’esperienza di 3DiTALY e Formlabs sulla stampa 3D applicata al restauro di opere d’arte presenti nei musei.

Grazie a questi processi i visitatori possono vedere statue, reperti, oggetti, nel loro antico splendore e non solo immaginarli. Strumenti digitali come scanner 3D, software 3D CAD e la stampante 3D Formlabs Form 2 aiutano il restauratore a portare a termine progetti che altrimenti avrebbe dovuto abbandonare.

Il restauratore può così ricostruire velocemente e con precisione parti mancanti dell’opera d’arte, senza doversi affidare a servizi professionali esterni.

LEGGI ANCHE: «Vi racconto il mio giro del Mondo alla ricerca del cibo che ci curerà»

stampa-3d-3ditaly-opificio-firenze-restauro-opere-arte-02

Credits: 3ditaly.it

Come nasce il progetto

3DiTALY e Formlabs sono leader in Europa nel settore della stampa 3D professionale. Oltre a produrre e vendere stampanti 3D si occupano anche della divulgazione dei nuovi metodi produttivi dell’Industria 4.0 in tutti i campi di applicazione.

LEGGI ANCHE: Grazie al fog computing nasce un progetto IoT per industria 4.0 e smart building

La Call for Makers di Maker Fair Rome 2018

La call for Makers si è ufficialmente chiusa il 7 luglio  2018 e i progetti migliori saranno ospitati nei padiglioni della Maker Faire Rome 2018 dal 12 al 14 ottobre a Roma.

Visitatori, curiosi, famiglie e appassionati potranno conoscere dal vivo i protagonisti dell’innovazione durante l’evento.





Source link

Da dove cominciare per capire le opportunità della quarta rivoluzione industriale


Ci muoviamo velocemente nella direzione dell’automazione e della digitalizzazione dei processi produttivi. In questo senso la quarta rivoluzione industriale è già cominciata da tempo e va affrontata come una grande opportunità di crescita, grazie all’utilizzo mirato dei big data, dell’Internet of Things, del machine-to-machine e del cloud computing.

Il tema della fabbricazione digitale diventa sempre più importante anche per le PMI e le attività artigianali italiane, ma spesso non si sa da che parte cominciare per capire le possibilità di sviluppo effettivamente offerte dalla quarta rivoluzione industriale.

Durante la prossima Maker Faire Rome 2018, aziende, PMI, artigiani, startupper e maker potranno approfondire le modalità per intraprendere percorsi di innovazione e di crescita grazie alle nuove tecnologie digitali attraversi due tipologie di corsi: uno più divulgativo e di contesto, l’altro più pratico e sperimentale.

Dall’artigianato alla biomedicina, dai beni culturali al fashion, robotica, stampa 3D, realtà virtuale e realtà aumentata stanno già cambiando le pratiche di produzione anche nel Made in Italy.

LEGGI ANCHE: Gli investitori internazionali cercano idee, startup e brevetti innovativi in Italia

quarta rivoluzione industriale 2

I corsi divulgativi

Le attività di divulgazione sono attuate grazie a corsi di scenario e affrontano i temi delle tecnologie di fabbricazione digitale raccontandone le possibilità e gli utilizzi in vari ambiti.

I corsi, dureranno 45 minuti ciascuno e cercheranno di tracciare le opportunità che le lavorazioni digitali offrono a tutto il settore manifatturiero, dal design, all’architettura, dal medicale, al fashion anche attraverso case-history di aziende, artigiani o professionisti che racconteranno la loro personale esperienza d’innovazione.

Stampa 3D: la rivoluzione della manifattura additiva

Il corso traccia un quadro complessivo sulle possibilità tecnologiche e d’innovazione offerte dalla stampa 3D in differenti settori della produzione manifatturiera, mostrando differenti tecnologie di stampa additiva e i vantaggi di questa tecnologia di fabbricazione digitale nel realizzare nuovi manufatti e nel supportare e innovare i gli attuali processi di produzione.

Manifattura sottrattiva: milling machine e laser cut

Il corso racconta le possibilità di lavorazione e d’innovazione offerte dalla manifattura sottrattiva, tracciando lo stato dell’arte della tecnologia e fornendo una panoramica relativa al suo utilizzo nei vari settori manifatturieri. Attraverso esempi e applicazioni verranno mostrati gli approcci progettuali nuovi che queste tecnologie favoriscono, mettendone in evidenza vantaggi e criticità.

LEGGI ANCHE: 5 cose che dovresti sapere prima di iniziare a stampare in 3D

q

Manifattura robotica: la rivoluzione dei robot nella produzione per artigiani e PMI

L’utilizzo di lavorazioni robotiche nelle produzioni manifatturiere introduce notevoli opportunità sia riferite alla flessibilità della produzione seriale sia inerenti la riduzione dei costi dei prodotti, favorendo la competitività delle industrie manifatturiere. Durante sarà possibile capire come i pericoli di riduzione dei posti di lavoro possono essere tramutati in nuove opportunità occupazionali, attraverso esempi pratici e case history.

Modellazione tridimensionale: gli strumenti di disegno per la digitalizzazione di prodotti e processi

Le tecniche di modellazione 3D, sono indispensabili per poter utilizzare le tecnologie di fabbricazione digitale e cogliere nel profondo le opportunità che esse offrono e il corso racconterà quali sono gli strumenti di modellazione 3D e progettazione digitali più comuni, per quali ambiti manifatturieri sono più utilizzati e quali possibilità di modellazione offrono.

Disegno 3D avanzato: i sistemi di modellazione parametrica

I sistemi di disegno parametrico e generativo sono utili per la progettazione di prodotti dalle forme complesse e dal design personalizzabile. Scopriremo quali sono le opportunità offerte dall’utilizzo di questi software.

Bio manifattura: come far “crescere” oggetti invece di costruirli

Il corso traccia una panoramica delle tecniche di fabbricazione digitale (stampa 3D, robot fabrication, grow fabrication) che utilizzano materia viva (batteri, alghe, funghi etc.) e che realizzano oggetti per diversi settori industriali, dal design all’architettura e dal biomedicale all’elettronica.

La realtà virtuale e la realtà aumentata per la nuova manifattura

Gli strumenti di realtà aumentata e di realtà virtuale stanno velocemente arrivando sul mercato della grande distribuzione. Questi dispositivi, conosciuti già da qualche anno ed utilizzati per scopi ludici, didattici o divulgativi, stanno trovando spazio nei comuni processi industriali e anche nel settore manifatturiero la realtà virtuale e quella aumentata rappresentano strumenti utili sia in fase progettuale, sia in fase di lavorazione che in quella di controllo.

Made in Italy Digitale: artigianato digitale

Il corso avrà come obiettivo quello di mostrare come il lavoro artigiano può ritrovare nuovo impulso grazie alle tecnologie di fabbricazione digitale. Si mostreranno i principali strumenti tecnologici e di marketing dedicati agli artigiani e si mostrerà attraverso casi aziendali in che modo sono stati applicati per il rilancio del Made in Italy.

quarta rivoluzione industriale 3

I corsi sperimentali

Le attività sperimentali saranno attuate grazie a laboratori di fabbricazione, focus incentrati su differenti settori artigianali (oreficeria, falegnameria, lavorazione metalli, pasticcieria, ceramica, fashion, prodotti d’arredo, etc.) che illustrano nello specifico come le tecnologie di fabbricazione digitale sono utilizzate per le singole produzioni e lavorazioni manifatturiere.

I laboratori di fabbricazione dureranno 45 minuti ciascuno e prevedono l’utilizzo di macchine e tecnologie di fabbricazione digitale per una piccola dimostrazione di lavorazione.

Artigianato digitale per orafi

Dal disegno iniziale al progetto definitivo, fino alla prototipazione rapida: il corso mostrerà le possibilità di modellazione 3D e le strategie migliori per le realizzazioni di piccoli monili e saranno illustrate le comuni tecniche di stampa 3D utilizzate per la produzione di gioielli e monili.  La parte finale del corso sarà dedicata alla dimostrazione di un processo di stampa 3D per il settore orafo.

Ceramica e stampa 3D

Un corso rivolto alle aziende e agli artigiani che lavorano materiali argillosi, durante il quale, una volta esplorate le possibilità della modellazione tridimensionale attraverso l’utilizzo del software Rhinoceros 3D, si mostreranno le opportunità della stampa 3D per la prototipazione rapida dei progetti.

LEGGI ANCHE: Come potenziare il tuo negozio con il digitale in 5 mosse

quarta rivoluzione industriale

Calchi per ceramisti e scultori

Dai calchi in gomma siliconica, fino alla colata di gesso o gomme siliconiche, saranno illustrate le diverse possibilità di lavorazione e i partecipanti avranno la possibilità di conoscere le tecniche di disegno da utilizzare in Rhinoceros 3D e di assistere alla simulazione della fresatura con Rhino Cam per la fabbricazione dei calchi.

Digital decoration per la ceramica e il painting

Il corso parte dalla progettazione di maschere per realizzare stencil utili per il disegno in ceramica o per il painting in generale. Attraverso l’utilizzo di una laser cut sarà mostrato come arrivare dall’idea alla realizzazione del decoro per ceramica e altri materiali.

Farmaceutica e stampa 3D per la realizzazione di compresse per la nautricetica

Durante il corso, verrà illustrata l’innovazione di processo che la stampante 3D apporta nei settori dell’integrazione alimentare e dell’agricoltura e verrà presentata Galeno, la neonata stampante 3D per capsule multivolumetriche a rilascio controllato, che apporta interessanti prospettive sulla possibilità di creare integrazione vitaminica a rilascio controllato di sostanze in ambienti organici e non organici.

Stampa 3D di apparati biomedicali per l’accessibilità

Un modulo che fornisce conoscenze tecniche e progettuali di stampa 3D finalizzate alla biomedica, in un percorso che dà l’opportunità ai partecipanti di imparare a lavorare con strumenti a basso costo e all’avanguardia che possono rappresentare la risposta futura per la ricerca di soluzioni in campo biomedicale. I partecipanti avranno la possibilità di sperimentare l’assemblaggio pratico di protesi biomedicali per l’arto superiore.

Digital wood: modellazione 3D e fresatura per il legno

Saranno affrontate le nozioni generali di fabbricazione digitale e le sue applicazioni nel settore del legno, per passare poi ad analizzare il modo migliore con cui progettare e modellare una geometria in vista della sua realizzazione. Saranno illustrati i concetti di lavorazione attraverso l’utilizzo di macchine CNC e i possibili vantaggi derivanti da essi per la realizzazione di geometrie nuove e complesse.

Modellazione 3D e fresatura di metalli e leghe

Il corso fornirà ai partecipanti una conoscenza di base nell’utilizzo del software di disegno tridimensionale Rhinoceros 3D per la modellazione di oggetti in metallo che verranno successivamente realizzati attraverso un processo di fresatura. La seconda parte del corso fornirà una descrizione dell’utilizzo del software Rhino Cam, e per la generazione del percorso utensile. In questa fase si mostreranno i limiti e le possibilità offerte da questo tipo di lavorazione.

LEGGI ANCHE: Dal sesto dito ai droni tattili: 10 progetti di robot che ti salvano la vita

Progettazione, scansione e stampa 3D per il restauro e i beni culturali

Un corso che punta a trasferire conoscenze utili per progettare e realizzare sistemi di salvaguardia di beni culturali ed archeologici, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti uno scenario su quali sono i principali strumenti e le tecniche di lavoro più comuni, ma darà anche una dimostrazione di una scansione di piccoli reperti archeologici e illustrerà la varie fasi che possono portare ad una riproduzione con tecniche di fabbricazione digitale.

Progettazione e fabbricazione digitale per il settore moda

Le possibilità d’innovazione legate alla fabbricazione digitale offerte agli artigiani e alle aziende di moda sono moltissime. Nello specifico il corso indagherà le possibilità realizzative di tecnologie CNC come laser-cut, stampanti 3D o sistemi robotici, per conoscere i principali programmi di disegno utilizzati nella modellazione di nuovi abiti ed accessori.





Source link

5 cose che devi sapere prima di iniziare a stampare in 3D


Chi da bambino si divertiva a incollare i rotoli di cartone e ritagliare scatole di cereali per farne astronavi o piste per automobiline ha subito certamente il fascino della diffusione di massa delle stampanti 3D. Il sistema oggi è talmente diffuso che possiamo incontrare piccoli apparecchi per la prototipazione rapida nelle scuole, in molti studi di design e di architettura, anche nei salotti o nei garage dei makers e degli appassionati di modellismo. Per i più piccoli, esistono stampanti (quasi) giocattolo dedicate e altri accessori, come le penne 3D.

ninja-3d

La tentazione di lanciarsi in un futuro abbastanza contemporaneo e alta, ma ci sono alcuni aspetti generali da considerare per un approccio sereno a una tecnologia che, sebbene stia diventando una regola in alcuni tipi di produzione industriale e nella prospettiva dei viaggi spaziali, rimane ancora un mondo relegato alle nicchie di geek e smanettoni.

Vediamo inseme cosa serve sapere prima di iniziare a stampare in 3D.

#1. La scelta della postazione è importante

Una delle prime cose da considerare è l’ambiente in cui vogliamo utilizzare il nostro strumento per stampare in 3D. Anche se alcuni degli aspetti da tenere presenti sono legati alla scelta del materiale che andremo a utilizzare, ci sono alcune regole di base che è bene rispettare a partire da questa fase preliminare.

LEGGI ANCHE: Ecco i pionieri del futuro che apriranno la Maker Faire Rome

La stanza

La scelta della stanza adatta risulta quindi essenziale: soprattutto per i modelli entry level, attraverso i quali la maggior parte dei futuri appassionati si avvicina al mondo della manifattura additiva, è bene prevedere una certa quantità di inquinamento acustico; l’esposizione prolungata al tipico suono di elementi meccanici, cinghie e motori può diventare fastidiosa, soprattutto nelle ore notturne e considerando che il processo di stampa è spesso molto lungo.

By Kristian Bang - Own work, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44239428

By Kristian Bang – Own work, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44239428

Impensabile, dunque, utilizzare la camera da letto (magari il salotto?) come base per la nostra creatività, così come la cucina e, in generale, gli ambienti in cui mangiamo o soggiorniamo molte ore, a meno che non siano ampli e areati: l’ideale è una stanza separata dagli ambienti domestici, sufficientemente ampia e dotata di finestre o un sistema di aerazione, per tutelare meglio anche la salute.

La base d’appoggio

Anche la base di appoggio della stampante deve essere scelta con cura: le vibrazioni sono tra le principali cause di pessimi risultati sulle stampe, ma anche i più facilmente risolvibili. Risulta utile appoggiare la stampante 3D su un tavolo ampio, ad un’altezza comoda per la quale sia possibile compiere le classiche operazioni di manutenzione e di stampa dei pezzi; se si dispone di sufficiente spazio, l’ideale è non appoggiare il tavolo alle pareti ma lasciarlo libero sui lati in modo da poter girare intorno alla stampante (occhio a non inciampare nei cavi, però!). Qualunque sia il modello di macchinario scelto, la posizione centrale del tavolo sarà utile per accedere agli scomparti di alimentazione o per caricare e cambiare i filamenti di stampa.

LEGGI ANCHE: Cosa vedremo alla Maker Faire Rome 2018 (dove il futuro si tocca)

Un tavolo abbastanza ampio ci consentirà di tenere a portata di mano tutti gli strumenti basici, che cambiano a seconda del modello o del sistema di stampa, come comune lacca per capelli o biadesivo, per chi non dispone di un piatto riscaldato in grado di creare grip con il materiale appena estruso ed evitare che la stampa si stacchi, fino a chiavi a brugola, cacciaviti adatti, pinzette, parti di ricambio. Un tavolo con un paio di cassetti rappresenta una soluzione ideale per chi non vuol tenere tutto a vista, considerato che il piano va tenuto libero per la bobina di filamento, che deve poter scorrere liberamente.

via GIPHY

Un occhio alla sicurezza

Stampe incomplete, attrezzi, materiali in bilico sul tavolo: un occhio sempre alla sicurezza! Se in casa non sei solo o hai bambini piccoli in giro per il salotto, assicurati che l’ambiente destinato alle stampe possa essere reso inaccessibile.

batman

Oltre ad evitare incidenti domestici, anche che la stampa di 32 ore di Batman sarà al sicuro da imprevisti. Un buon gruppo di continuità permetterà anche a chi non dispone di stampanti di ultima generazione dotate di funzioni di recupero delle stampe interrotte di non sprecare materiali e ore stampa quando va via la corrente.

#2. Non tutte le stampanti sono adatte alle tue necessità

Per qualcuno può suonare strano, ma esistono modelli di stampante 3D acquistabili con 100 euro o poco più. Il sistema di stampa 3D comunemente conosciuto, che riscalda un materiale e lo spinge attraverso un estrusore a una dimensione precisa (sono molti, invece, altri sistemi più complessi che induriscono polimeri con il laser, ad esempio) è ormai ampiamente sdoganato e molti dei modelli più economici sono composti da kit assemblabili messi insieme proprio sulla base di modelli esistenti, da competitor “clone”.

Non esiste, quindi, il modo per individuare la stampante perfetta: come per le altre scelte, dipende molto dalle competenze che già si possiedono ma anche dallo spazio a disposizione, dal budget, dalla voglia di “smanettare” e dalla predisposizione a farlo. La verità, come è facilmente rilevabile frequentando le molte community online, anche su Facebook, dedicate all’argomento, che una manutenzione eccellente e un rispetto dei parametri puntuale producono ottimi risultati anche con macchinari non particolarmente blasonati. Un grosso investimento sullo strumento non significa, infatti, poter fare a meno delle operazioni necessarie di pulizia e manutenzione, come delle accortezze per rendere l’apparecchio funzionante e sicuro.

Stampanti Delta e Cartesiane

wasp

La famiglia delle stampanti 3D si divide quindi in due rami principali: i sistemi delta, composti da tre bracci sui quali scorrono i carrellini che agganciano il nozzle di stampa, e quelli cartesiani, che utilizzano un sistema a binario che spinge il carrello nelle direzioni desiderate. Non esiste una obiettiva superiorità di un sistema rispetto all’altro ma, solitamente, le stampanti Delta consentono di sviluppare un maggiore volume di stampa in altezza. Anche per quanto riguarda il budget, entrambe le possibilità offrono modelli per tutte le tasche.

La sicurezza al primo posto

Se lo strumento viene utilizzato in presenza di bambini o persone non informate sulle possibili conseguenze di un uso improprio della stampante (il blocco riscaldante può superare i 250° di temperatura), è importante scegliere un modello con sistemi di sicurezza adatti, come la dotazione di sportellini collegati con il sistema di stampa, che impediscano l’accesso al vano quando la machcina è in funzione.

#3. La scelta del materiale non va sottovalutata

Ci sono stampanti 3D in grado di stampare davvero di tutto: alcune realizzano fantastici monumenti di cioccolata e altre, con basi di grandi dimensioni, realizzano intere costruzioni abitative. Alcune aziende costruiscono stampanti a creta, che poi diventerà ceramica cotta nei forni, altre sono fatte per utilizzare l’alluminio, ma la maggior parte dei modelli in commercio stampa agevolmente PLA e ABS, anche se i più arditi provano a utilizzare materiali diversi non espressamente supportati dalle case produttrici. Non è consigliato, certo, ma dove saremmo oggi senza le pazze sperimentazioni di chi ha poca competenza con una certa materia?

PLA e ABS

La differenza sostanziale tra PLA e ABS è che la prima è a base di acido polilattico ed è quindi biodegradabile. Il suo utilizzo è accettabile anche negli ambienti domestici, perché alla temperatura di fusione del materiale (tra 195 e 200 gradi circa) non vi è produzione di fumi; è creato dalla lavorazione di vari prodotti vegetali, tra cui mais, patate o barbabietole da zucchero. Per i materiali a base plastica come ABS il discorso è diverso e, in virtù della loro composizione, è sempre consigliato operare in un ambiente ben areato e/o con filtri atti alla purificazione dell’aria, ma sono materiali più robusti, più facilmente lavorabili e dotati di maggiore flessibilità (i famosi mattoncini LEGO sono fatti di ABS).

Sintetizzando, potremmo dire che i materiali a base organica come il PLA sono più adatti per stampe ad uso esclusivamente estetcio, data la grande varietà di colori e di translucenze che è possibile ricavare, mentre l’ABS si presta perfettamente a produzioni di tipo più pratico e funzionale, come la realizzazione di incastri duraturi.

I materiali per la stampa arrivano sotto forma di filo, avvolti in bobine che si organizzano in peso (e non in metri di filamento). Si parte dai piccoli formati da 250 gr. per arrivare alle confezioni da 5 kg, solitamente acquistate da laboratori o da chi dispone di stampanti per grandi formati.

C1_Hamlet_151113

Ci sono stampanti che utilizzano prodotti dedicati o resine speciali, per utilizzi più vicini alla modellazione odontotecnica o all’arte orafa. La scelta di questi macchinari è tuttavia vincolata a una conoscenza tecnica più approfondita.

#4. Dove puoi trovare i file da stampare

A meno che non si disponga di competenze specifiche sulla modellazione dei file con software appositi (sono perfetti programmi professionali come Rhinoceros ma anche tool gratuiti online come Tinkercad, a seconda della complessità del progetto), sarà necessario rivolgersi alle molte community online che raccolgono librerie di file da stampare. Il procedimento è semplice: si scarica un file, di solito in formato .stl, e lo si passa attraverso lo slicer (il più famoso è Cura di Ultimaker, ma ce ne sono molti altri), che si occupa di sezionare il file in livelli stampabili e restituisce un file .gcode già pronto alla stampa.

scan

Sul web c’è davvero ogni cosa possiate immaginare di voler stampare. Per rendersene conto facilmente, basta visitare il popolare Thingiverse, molto diffuso tra i maker, ma anche Myminyfactory che, attraverso il progetto Scan the World, raccoglie migliaia di file di arte classica e moderna raccolte tramite scanner digitali in tutto il mondo.

darth vader stampa 3d

Se non c’è l’esigenza specifica di progettare file su misura ma ci si può accontentare della riproduzione del casco di Darth Vader a grandezza naturale, in queste repository sono disponibili anche progetti “one print” (o “single print” o ancora “print in place”): sono progetti, di solito molto rapidi da stampare, non troppo grandi, che non richiedono assemblaggi particolari ma vengono stampati in unica soluzione.

Tuning e coding

1280px-Arduino_led-2

Grande spazio all’interno delle raccolte è dedicato dai maker ad Arduino e a Raspberry, ma anche al mondo stesso delle stampanti 3D, con una lunghissima serie di upgrade stampabili, gadget, accessori, porta bobine e altro materiale da geek della stampa. Coding e stampa 3D sono due mondi che viaggiano vicini e spesso si incrociano, tanto da convergere tanto nei Fab Lab quanto in molti dei progetti gratuiti a disposizione di tutti.

#5. La pazienza

Con le stampanti 3D puoi stampare praticamente di tutto, molto dipende anche dalla pazienza di cui disponi.

Ne servirà una bella quantità: abituati al tutto e subito a portata di click, attendere 4 ore per stampare un portachiavi di 4 cm può sembrare un tempo lunghissimo. Questa percezione non è molto centrata perché non mette in luce il vero potenziale della diffusione di questi strumenti nelle case di tutti: la prototipazione rapida.

via GIPHY

I settaggi e il livellamento del piano

Anche i settaggi e le configurazioni esatte, a meno che non si opti per un modello professionale già assemblato (magari con sportellino di sicurezza e filtri per l’aria), richiedono il giusto tempo per non incorrere in stampe che si sollevano dal piatto di stampa o in imperfezioni sulle superfici. C’è poco da fare: si tratta di un sistema meccanico, quindi più precise e puntuali saranno i montaggi, le configurazioni e le manutenzioni, migliore sarà il risultato. Viceversa, potremo sempre accontentarci di una stampa di prova imperfetta, quando necessario, ma il rischio di usurare parti e componenti utilizzandoli impropriamente esiste.

Il sistema di stampa 3D, che sia Delta o su assi cartesiani, non è pensato per la realizzazione finale (e meno di questo, in serie) di un prodotto.

Il vantaggio principale per chi si occupa di progettazione e la netta diminuzione del tempo necessario per arrivare dall’idea al prototipo, al quale si accompagna un deciso decremento anche dei costi per la prototipazione, che non ha bisogno di stampi per le bozze di progettazione. Una volta perfezionato il processo, può essere standardizzato e industrializzato, magari applicando le strutture della decentralizzazione della fabbrica per puntare verso organizzazioni di produzione diffusa.

Immaginare invece di replicare

Ribaltando la prospettiva e considerando l’oggetto stampato come una riproduzione di un progetto pensato solo 6/8 ore prima, il tempo stampa non risulta poi così lungo.

Uno dei limiti maggiori al diffondersi di una “cultura maker” trasversale all’interno del tessuto sociale è la nostra incapacità di liberarci delle sovrastrutture quando entriamo in contatto con cose che non conosciamo: sarà necessario, avendo a disposizione un oggetto in grado di dare forma a qualunque volo pindarico della mente umana, liberarsi dalla logica del portachiavi e del fischietto e iniziare a progettare e stampare soluzioni ardite, cose nuove, fantasie. Invece di scimmiottare l’industria, che produce pezzi tutti uguali, puntare sull’unicità dell’artigianato digitale può essere la scelta giusta.

Se l’utilizzo è invece prevalentemente ludico o artistico, infatti, le ore necessarie a realizzare l’oggetto perdono completamente di significato, quando non diventano addirittura esse stesse hobby e passatempo: anche dopo migliaia di ore di stampa, seguirne il processo è visivamente molto affascinante, quasi ipnotico.

Per avvicinarsi al mondo dei maker

Maker Faire Rome è una manifestazione nata per soddisfare un pubblico di curiosi di tutte le età che vuole conoscere da vicino e sperimentare le invenzioni create dai makers. Idee che nascono dalla voglia di risolvere piccoli e grandi problemi della vita di tutti i giorni, o anche solo divertire e intrattenere.

20171203_114032_web

Organizzato dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera, Maker Faire Rome – The European Edition 4.0 è un evento che unisce scienza, fantascienza, tecnologia, divertimento e business dando vita a qualcosa di completamente nuovo.

Non solo una fiera per addetti ai lavori: si possono trovare invenzioni in campo scientifico e tecnologico, biomedicale, manifattura digitale, internet delle cose, alimentazione, agricoltura, clima, automazione e anche nuove forme di arte, spettacolo, musica e artigianato.

Maker Faire Rome – The European Edition è il più grande Maker Faire al di fuori degli Stati Uniti ed il secondo al mondo per numero di visitatori con oltre 100 mila presenze registrate nell’edizione del 2017.





Source link

La NASA vuole usare polvere lunare per costruire direttamente sulla Luna con la stampa 3D


La NASA ha intenzione di inviare nuovamente degli astronauti sulla Luna, questa volta in modo più sostenibile. Questa l’affermazione di un amministratore dell’agenzia spaziale, Jim Bridenstine che dice che l’interesse è completamente diverso dal lasciare impronte e bandierine sulla superficie. “Questa volta andremo per rimanere” ha detto in un incontro con i consulenti della NASA ad agosto.

LEGGI ANCHE: SpaceX, Elon Musk accelera: vuole un equipaggio sul suo Falcon 9

Non è ancora chiaro se verrà creata una sorta di base lunare di lunga durata ma, se così sarà, avremo bisogno di utilizzare il più possibile le risorse reperibili in loco, per mantenere in vita gli astronauti ma anche per costruire. In questo senso, la Luna potrebbe avere molto da offrire.

nasa

La scoperta fu importantissima, dal momento che l’acqua è indispensabile alla sopravvivenza umana, ma le applicazioni possibili dipendono anche dalle possibilità di separare gli elementi di base in ossigeno e idrogeno per produrre carburante. Non si tratta quindi, semplicisticamente, di fare il bucato e innaffiare le piante.

Gli scienziati della NASA vogliono trasformare la polvere lunare da problema in opportunità

Uno dei problemi maggiori all’abitabilità del pianeta è l’abbondanza di polvere sulla superficie lunare.

LEGGI ANCHE: Il giapponese Yusaku Maezawa sarà il primo a partire su SpaceX (e forse a bordo ci sarà anche Musk)

Gli scienziati hanno pensato a diversi modi in cui impiegare il suolo lunare, trasformandolo in una sorta di materiale da costruzione. La regolite, di cui è composto il suolo del pianeta potrebbe essere lavorato per diventare materia prima per la stampa 3D, consentendo di alleggerire il peso delle spedizioni spaziali. Invece che lanciare tutte le forniture necessarie per realizzare una base lunare dalla Terra, la NASA potrebbe inviare un robot da scavo e stampanti 3D da utilizzare per realizzare strutture anche molto complesse. Attualmente il materiale viene sviluppato presso gli Swamp Works della NASA nel Kennedy Space Center.





Source link

5 esempi di case in 3D per capire in che direzione si muove il mondo dell’edilizia


Per secoli, o forse millenni, non ci sono stati grossi cambiamenti nel processo impiegato per costruire un edificio. Seppure con materiali e tempi diversi, la costruzione di una casa ha sempre implicato un faticoso e complesso lavoro manuale, svolto da muratori qualificati e con l’ausilio di attrezzature che nel corso del tempo sono diventate sempre più efficienti.

Sebbene siano andati sempre più riducendosi, i tempi di costruzione di un edificio sono spesso molto lunghi oltre che onerosi dal punto di vista economico. Inoltre, secondo i dati raccolti da New Story, nel mondo circa un miliardo di persone non dispongono di abitazioni adeguate, sicure e igieniche.

La svolta potrebbe essere la stampa 3D applicata alla costruzioni di edifici.

ricardo-gomez-angel-567432-unsplash

Case in stampa 3D, la sfida degli architetti

Durante il Summit di Pambianco, tenutosi lo scorso 28 giugno a Milano, è emerso che la stampa 3D applicata agli edifici non è un sogno, ma è già realtà.

Solo in Arabia Saudita esistono ben 500 case, realizzate dall’architetto Massimiliano Locatelli, co-fondatore di Cls Architettiin partnership con Italcementi. Proprio Cls, insieme ad Italcementi, Arup e Cybe ha realizzato in Piazza Beccaria a Milano 3D Housing 05, il primo esperimento italiano di stampa 3D applicata all’edilizia.

“La casa 3D è interamente sostenibile” spiega Locatelli, adesso impegnato nella costruzione di una grande villa in Costa Smeralda. “Si può smontare, spostare, grattugiare e reimpastare”.

Il futuro dell'edilizia è la stampa 3D

La sfida, per il mercato immobiliare, è riuscire ad utilizzare questa nuova tecnologia per risolvere la crisi urbana, costruendo case che consumino meno, ad un costo inferiore e riducendo gli sprechi di materiali inerti che di solito si accumulano durante la costruzione.

“I metodi di costruzione tradizionali hanno molti svantaggi e problemi che noi siamo ormai abituati a dare per scontati da così tanto tempo da aver dimenticato come immaginare soluzioni alternative” ha spiegato Jason Ballard, co-fondatore e presidente di Icon, che insieme a New Story ha avviato un progetto che porterà 100 nuove case stampate in 3D a San Salvador. “Con la stampa 3D non solo possiamo ottenere un involucro termico continuo e privo di ponti termici, ma anche un’elevata velocità realizzata, più ampie possibilità di progettazione, un elevatissimo livello di resilienza e un salto quantico per quanto riguarda la convenienza”.

Il futuro dell'edilizia è la stampa 3D

Da Austin, in Texas, dove è stata usata per la prima volta lo scorso marzo, fino alla Russia, all’Olanda, all’Australia e persino in Italia, sono ormai diversi gli studi di architettura e le imprese che hanno dimostrato che utilizzare una stampante 3D per costruire una casa non è solo possibile, ma è anche la scelta migliore.

LEGGI ANCHE: Case stampate in 3D per risolvere il problema abitativo (anche nello spazio)

1. La stampa 3D per San Salvador

La prima casa completamente abitabile realizzata con una stampante 3D è stata costruita (in poco meno di 24 ore) ad Austin, in Texas, su progetto di New Story, un’organizzazione benefica sostenuta dall’agenzia di finanziamenti Y-Combinator, e Icon, una società di costruzioni robotiche.

https://youtu.be/SvM7jFZGAec

La stampante Vulcan, che realizza i muri tramite una sovrapposizione di strati di cemento che vanno a costruire un doppio muro diviso da un’intercapedine con una struttura rinforzata, è pensata per realizzare abitazione grandi fino 800 mq, con tanto di muri divisori interni e alloggiamento per le prese di corrente. La stampa segue infatti un modello tridimensionale progettato al computer che include tutti gli elementi del progetto.

La struttura, più resistente di un container o di un prefabbricato e decisamente più efficiente energicamente, è stata pensata per situazioni di emergenze come terremoti, inondazioni o qualsiasi evento naturale che renda necessario costruire nuove case in poco tempo.

“Abbiamo bisogno di un cambio di paradigma“, afferma Jason Ballard, co-fondatore e presidente di Icon. “La stampa 3D soddisfa una serie di bisogni che noi avremo se il clima continuerà a cambiare e le nostre case dovranno diventare più efficienti dal punto di vista energetico e più resistenti per resistere a forti tempeste e all’aumento del livello del mare”.

https://youtu.be/SvM7jFZGAec

Questo primo esperimento, destinato a San Salvador, oltre a risolvere l’emergenza abitativa dei paesi più poveri, potrebbe determinare un vero e proprio sconvolgimento per l’intero mercato delle costruzioni, e non soltanto per nazioni economicamente svantaggiate.

La costruzione dell’abitazione, infatti, è costata circa 10 mila dollari, ma le società prevedono di riuscire ad abbassare il prezzo a poco più di 4 mila dollari già quest’anno.

2. In Russia la rivoluzione di Apis Cor

In Russia, con 37 metri quadrati stampati in 24 ore a 270 euro al metro, la stampante 3D con estrusore di cemento realizzata dalla società Apis Cor, promette di rivoluzionare il concetto di edilizia.

La casa, dalle curiose forme circolari, è costituita da cucina, camera da letto e soggiorno ed è costruita per durare almeno 175 anni.

La stampa 3D è il futuro dell'edilizia

Apis Cor non è la prima azienda al mondo a stampare in 3D case o moduli per abitazioni, ma è tra le poche a disporre di una tecnologia costruita apposta per fare il lavoro sul terreno da edificare. Con la sua forma a gru la macchina è in grado di lavorare girando intorno alla costruzione, raggiungendo ogni punto.

“Il nostro obiettivo” ha dichiarato Nikita Chen-Yun-Tai, fondatore dell’azienda, “è quello di diventare la più grande azienda di costruzioni al mondo, in grado di risolvere problemi abitativi in ogni angolo del pianeta”.

3. In Italia 3D Housing 05, il progetto di CLS, Italcementi, Arup e Cybe

In Italia i primi a realizzare un prototipo di casa con una stampante 3D sono stati lo studio di architettura CLS insieme ad Italcementi, Arup e Cybe in occasione del Salone del Mobile dello scorso aprile. 3D Housing 05, una struttura di oltre 100 metri quadrati, è stata realizzata in piazza Beccaria, a pochi passi dal Duomo di Milano, in una sola settimana.

La stampa 3D è il futuro dell'edilizia

Creatività, sostenibilità, flessibilità, “affordabilità” e rapidità sono le cinque parole chiave che descrivono il progetto. L’esterno dell’edificio è una forma morbida e sinuosa che si inserisce con naturalezza nell’architettura della città. La forma organica della casa con il giardino sul tetto, l’orto e gli alberi, permettono un approccio umano, libero.

“Tutto più veloce, tutto più leggero, tutto più immediato” ha sottolineato il progettista. “Spero che non si spenderà più tutta la vita per pagare un mutuo per comprare una casa, che per questo motivo diventerà proprio per tutti e tagliata su misura”.

La stampa 3D è il futuro dell'edilizia

La casa ha anche basso impatto ambientale durante la costruzione. La materia prima impiegata per la stampa è una miscela di polveri cementizie, leganti e inerti, che possono derivare anche dalle terre locali e che nel tempo possono essere demolite e polverizzate, per servire di nuovo come materiale da costruzione.

4. In Olanda sono in vendita le prime casa in 3D

Dall’Olanda arriva invece la notizia che le prime case stampate in 3D saranno destinate al mercato degli affitti entro il 2019, per risolvere una carenza di muratori qualificati per soddisfare le richieste di alloggi.

Il progetto, noto come Project Milestone, è dell’azienda olandese Van Wijnen, in collaborazione con i ricercatori della Eindhoven University of Technology e potrebbe rendere Eindhoven una delle prime città al mondo a mettere in commercio case in 3D.

La stampa 3D è il futuro dell'edilizia

“Il primo obiettivo del progetto è costruire cinque grandi case confortevoli in cui vivere e che possano avere felici occupanti”, dicono gli sviluppatori, che ad appena una settimana dal rilascio delle prime immagini hanno già ricevuto diverse richieste.

Le case, la cui forma rotonda ricorderà quella di un masso e che andranno da un minimo di uno ad un massimo di tre piani, andranno a costruire il nuovo, futuristico, quartiere Bokrijk ad Eindhoven, immerso nel verde e vicino ad un canale.

LEGGI ANCHE: Una tuta da Iron Man, il cibo stampato in 3D e altre tecnologie futuristiche che saranno presto realtà

5. La base spaziale costruita con la stampa 3D

Arriva dall’ingegnere pisano Dini la proposta di utilizzare la stampa 3D per realizzare strutture abitabili destinate al nostro satellite, la Luna.

Il futuro dell'edilizia è la stampa 3D

Il progetto è reso possibile dal sistema D-Shape, una grande macchina per la stampa 3D, imbarcabile su razzo, che lavora con la regolite (la polvere lunare), impastandola in tre dimensioni con un legante e ricavando così roccia sintetica.

L’ingegnere Dini, il cui primo blocco lunare da una tonnellata e mezzo è esposto nella sede del Centro europeo per ricerca e la tecnologia spaziale di Noordwijk, ha già utilizzato la stampa 3D per realizzare un ponte in Spagna e per ripopolare i fondali del Golfo di Bahrein, dell’Olanda e del Principato di Monaco.

Il futuro dell'edilizia è la stampa 3D

Insieme al gruppo di imprese Alta Spacc, Foster&partners e la Scuola Sant’Anna di Pisa ha vinto nel 2009 il bando dell’Agenzia Spaziale Europea nell’ambito del programma Aurora. “Tutto è iniziato da lì”, spiega Dini. “Oggi grazie a quel bando abbiamo gli strumenti per realizzare blocchi lunari”.



Source link

show