La Cina vuole sostituire i lampioni con una luna artificiale entro il 2020


La Cina sta progettando di lanciare la propria “luna artificiale” entro il 2020.

La città di Chengdu ha svelato i piani per sostituire i lampioni della città con un satellite che aumenterà il bagliore della luna reale: la luna artificiale sarà in grado di illuminare un’area con un diametro compreso tra 10 e 80 chilometri.

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Il satellite da illuminazione è progettato per essere complementare alla luce solare di notte.

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Più luminosa della luna vera

Wu Chunfeng, presidente dell’istituto di ricerca sui sistemi di microelettronica e scienza aerospaziale di Chengdu, ha annunciato la notizia e ha affermato che la luna artificiale sarebbe otto volte più luminosa della luna reale, secondo il People’s Daily.

Ha aggiunto anche che i test dell’illuminazione sono iniziati anni fa ed ora sono pronti.

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La luna artificiale avrà un rivestimento che può riflettere la luce del sole, ma non sono stati rivelati i dettagli esatti sul satellite, sulla data di lancio e sul modo in cui la luna artificiale si alimenterebbe.

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L’idea della luna artificiale

L’idea della luna artificiale proviene da un artista francese, che immaginava di appendere una collana di specchi sopra la terra, in modo che potesse riflettere il sole lungo le strade di Parigi per tutto l’anno.

Le perplessità della gente

Qualcuno ha sollevato dubbi esprimendo perplessità e preoccupazione che le luci riflesse dallo spazio possano avere effetti negativi sulle abitudini di alcuni animali e anche sull’osservazione astronomica.

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Kang Weimin, direttore dell’Istituto di ottica, School of Aerospace, Harbin Institute of Technology, ha invece rassicurato tutti spiegando che la luce prodotta dal satellite sarà un bagliore simile al crepuscolo, quindi non dovrebbe influire sulla routine degli animali.

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Quello cinese non è però il primo tentativo nel suo genere: la Russia aveva già provato a realizzare uno specchio spaziale in grado di riflettere la luce del sole con una potenza di tre o quattro “lune piene”. Il progetto è stato però abbandonato nel 1999.





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5 startup che ci faranno arrivare su Marte


Quando pensiamo allo spazio, a tutto ciò che circonda la Terra e agli uomini che da eroi senza paura esplorano spazi sconosciuti, ci viene naturale pensare all’enormità delle distanze, eppure, rimpicciolire un po’ lo sguardo può rivelare grandi sorprese. Non ci sono solo NASA e le grandi agenzie: senza il lavoro di molte startup, la corsa allo spazio non sarebbe così rapida.

Spazio alle startup

All’insaputa di molti, notevoli innovazioni e tecnologie che rendono possibili le spedizioni aerospaziali sono opera di piccole startup e non delle aziende più note che storicamente hanno dominato il settore.

Secondo la società di investimento Space Angels, gli investitori privati di 120 società di venture capital hanno investito quasi $ 4 miliardi in startup spaziali nel 2017, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Siamo lontani dalla definizione di novità transitorie e molte di queste startup stanno apportando contributi preziosi che saranno fondamentali per realizzare un futuro multiplanetario.

Trattandosi di un trend mondiale, la NASA non poteva farsi sfuggire l’occasione di fiutare idee veramente innovative e per questo ha avviato un programma, già da 3 anni, chiamato iTech per supportare e identificare nuove realtà meritevoli.

La NASA sta inoltre conducendo un contest per l’ideazione di una nuova tipologia di habitat stampato in 3D che mira a far avanzare le tecnologie e le tecniche di costruzione additiva per le missioni con equipaggio su Marte.

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Il team SEArch+/Apis Cor di New York che ha partecipato al bando della NASA per la realizzazione di habitat sostenibili per l’uomo nello spazio.

Gli inventori e le startup che partecipano a queste competizioni stanno dimostrando che la costruzione dell’infrastruttura necessaria per stabilire una presenza umana permanente su altri pianeti richiede il coinvolgimento di tutte le realtà aziendali, sviluppatrici e creative del settore tecnologico, da quelle più grandi alle più piccole.

Abbiamo dato un’occhiata ai vincitori del progetto iTech della NASA per scoprire più da vicino le startup che ci permetteranno di vivere domani su un altro pianeta.

SpaceFactory A.I

MARSHA di SpaceFactory ha vinto il secondo posto nell’ultima fase del bando indetto dalla NASA. MARSHA è una struttura realizzata verticalmente anziché orizzontalmente per ottenere il massimo dell’efficienza dello spazio e una stabilità superiore. Il progetto dimostra molta attenzione all’esperienza umana e al benessere, un aspetto troppo spesso ignorato ma assolutamente critico della progettazione dell’habitat.

Apptronik

Apptronik sviluppa robot bipedi simili a quelli umani che possono operare all’interno di ambienti progettati per l’uomo. Lo sviluppo di robot che possano lavorare a fianco di persone senza un’occupazione specifica sarà la chiave in futuro per garantire che le macchine siano effettivamente un aiuto e non un peso per gli esploratori marziani.

Cemvita Factory

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Un esempio di estrazione dell’acqua dal suolo marziano (Fonte @NASA)

La tecnologia di Cemvita imita la fotosintesi per creare ossigeno, integratori nutrizionali, probiotici e altri prodotti chimici utili dalla luce solare. Ciò consente agli astronauti di generare risorse importanti in loco con pochissime materie prime: una capacità preziosa poiché inviare disposizioni in eccesso con un equipaggio su Marte sarà probabilmente proibitivo.

Danish Aerospace Company

Danish Aerospace  ha presentato un progetto per purificare l’acqua utilizzando membrane passive per consentire una filtrazione naturale, leggera ed energeticamente efficiente. Avere metodi semplici per purificare l’acqua, sia che si tratti di acque reflue umane o di acqua estratte da Marte, è essenziale per la sostenibilità a lungo termine di qualsiasi avamposto o colonia marziana.

Ion Power Group

La tecnologia di Ion Power Group converte gli ioni caricati elettricamente nell’atmosfera marziana in energia utilizzabile. Questi ioni vengono costantemente creati dai raggi cosmici galattici e sono abbondanti su Marte, fornendo una fonte di energia rinnovabile per i coloni marziani.

Sebbene le agenzie spaziali come la NASA e le principali compagnie aerospaziali di tutto il mondo continuino ad essere le forze trainanti del viaggio dell’umanità su Marte, un numero crescente di startup sta collaborando con i propri progetti per fornire tecnologie di supporto fondamentali, che ci permetteranno di vivere su Marte in un futuro non troppo lontano.





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Anche in Italia c’è chi progetta un servizio di consegne suborbitali con i razzi


Il delivery è uno dei grandi campi di innovazione tecnologica su cui si gioca la battaglia competitiva tra big company. Amazon ha fatto della sperimentazione in questo campo un suo elemento distintivo, ma non è la sola a cercare soluzioni di consegna più veloci efficaci.

In effetti la tecnologia delle spedizioni è oggi la stessa di quarant’anni fa, nulla è cambiato se non una domanda crescente, più che in quantità, in velocità.

“E se si potesse spedire ad un costo minore qualsiasi pacco da ogni punto del mondo in 40 minuti?”. È questa la domanda a cui sta cercando di dare risposta un gruppo di giovani makers che potremo incontrare durante la  Maker Faire Rome 2018 dal 12 al 14 ottobre a Roma.

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Che cosa sono i Corrieri Espressi Suborbitali

Il loro progetto punta, in sostanza, a creare un programma di razzi sonda ed una futura startup per mandare pacchi in 40 minuti in tutto il mondo, usando razzi suborbitali.

Utilizzando razzi suborbitali stampati in 3D, infatti, è possibile ipotizzare un nuovo modello di delivery, completamente sostenibile, si a livello economico che di materiali.

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Credits: ESA

Come nasce il progetto

Mattia Barbarossa, Francesco Renzulli, Ludovico Rainone sono tre ragazzi con la passione per l’esplorazione spaziale e con l’obiettivo di renderla molto presto una realtà di tutti. Con il programma di razzi sonda BarRen Rocketry Program e il loro progetto di startup, la Logistic Dynamics, puntano rendere lo spazio sempre più parte della nostra vita quotidiana, per poterci spingere oltre l’orbita bassa della Terra prima di quanto si possa pensare.

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La Call for Makers di Maker Fair Rome 2018

La call for Makers si è ufficialmente chiusa il 7 luglio  2018 e i progetti migliori saranno ospitati nei padiglioni della Maker Faire Rome 2018 dal 12 al 14 ottobre a Roma.

Visitatori, curiosi, famiglie e appassionati potranno conoscere dal vivo i protagonisti dell’innovazione durante l’evento.

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Come funziona il rover da esplorazione progettato dai makers del Sapienza Technology Team


Le abbiamo viste spesso nei lanci su altri pianeti, camminare lentamente con i loro cingoli, per poi perdersi sul suolo di Marte, ad esempio. La “Sapienza Aerospace Student Association” ha ideato un progetto che consiste nella simulazione di una sonda terrestre, ispirata a quelle lanciate dalle varie agenzie spaziali internazionali sugli altri corpi celesti.

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Che cos’è il progetto di simulazione di sonda terrestre

Il Sapienza Technology Team ha creato un rover da esplorazione in grado di muoversi autonomamente, raggiungere determinati obiettivi e svolgere particolari funzioni, a seconda di ciò che gli viene comandato.

SSRP è programmato per muoversi sia da solo che su comando a distanza dalla ground station (un computer), e deve saper riconoscere quando si presentano ostacoli davanti o dietro, fornendo continuamente dati di sensoristica al suo controllore. È inoltre previsto che sia in grado di ricaricarsi attraverso due pannelli solari e che, se richiesto, possa catturare immagini e video dalla telecamera montata a bordo.

Per raggiungere questi obiettivi, il team è partito da una base con cingoli prefabbricata, sulla quale ha montato la struttura elettromeccanica, interamente progettata e stampata in 3D. Il rover è gestito dal single-board-computer Raspberry Pi3 (in pratica un computer con sistema operativo Linux) a cui si può accedere tramite wifi.

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I sensori più importanti presenti sul rover, sono:

  • sensori di distanza: due in totale, uno davanti e uno dietro, trasmettono costantemente la distanza registrata con dei segnali ad ultrasuoni. Con un’opportuna funzione, se il rover è in movimento e se questa distanza diminuisce oltre un valore minimo, è anche in grado di fermarsi e cambiare strada;
  • l’IMU (Inertial Measurement Unit), è un complesso di sensori costituito da un accelerometro, una bussola e un giroscopio, cui si aggiunge un sensore di temperatura, e permette al rover di capire in che modo è orientato e verso che direzione si sta muovendo;
  • il pan-tilt e il servo-driver sono l’insieme della struttura e dei controlli che sorreggono e dirigono la telecamera in ogni direzione. Essa può essere diretta in alto o in basso e a destra o sinistra, attraverso l’impostazione di due servomotori (ad angolo programmabile), con un’apertura per entrambe le direzioni di 180°;
  • la telecamera (12 MP) è in grado di catturare immagini e video (ad un limitato fps) ed inviarli in tempo reale alla ground station.

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Come nasce il progetto

La AIAA-Student Branch “Sapienza Aerospace Student Association” (SASA) è l’organo locale dell’AIAA (American Institute of Aeronautics and Astronautics), formata da soli studenti dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, promossa e voluta dal Consiglio d’Area di Ingegneria Aerospaziale.

SASA è nata nel 2012 per dare agli studenti la possibilità di sviluppare le proprie idee ed approfondire argomenti di interesse tramite seminari, convegni, visite guidate, laboratori. Come esperienza di punta, offre la partecipazione a gruppi di lavoro che gareggiano in competizioni internazionali: questa attività garantisce l’opportunità di progettare un sistema ingegneristico complesso in tutte le sue fasi (ideazione, progettazione, testing), produrre report preliminari e critici per il committente e testare in volo il sistema, utilizzando metodologie professionali ed applicabili nel mondo del lavoro e della ricerca.

Tramite queste esperienze SASA vuole intervenire nel processo formativo che garantisce una corretta acquisizione di competenze per la crescita di future figure professionali tecniche e dirigenziali spese nel miglioramento del sistema universitario e del Paese. L’azione è volta a garantire una commistione tra competenze teoriche e pratiche, sviluppo di capacità secondarie proprie dell’educazione non formale (teamwork) e creazione di un network di conoscenze e scambio di competenze con gli altri Paesi.

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La Call for Makers di Maker Fair Rome 2018

La call for Makers si è ufficialmente chiusa il 7 luglio  2018 e i progetti migliori saranno ospitati nei padiglioni della Maker Faire Rome 2018 dal 12 al 14 ottobre a Roma.

Visitatori, curiosi, famiglie e appassionati potranno conoscere dal vivo i protagonisti dell’innovazione durante l’evento.





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La NASA vuole usare polvere lunare per costruire direttamente sulla Luna con la stampa 3D


La NASA ha intenzione di inviare nuovamente degli astronauti sulla Luna, questa volta in modo più sostenibile. Questa l’affermazione di un amministratore dell’agenzia spaziale, Jim Bridenstine che dice che l’interesse è completamente diverso dal lasciare impronte e bandierine sulla superficie. “Questa volta andremo per rimanere” ha detto in un incontro con i consulenti della NASA ad agosto.

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Non è ancora chiaro se verrà creata una sorta di base lunare di lunga durata ma, se così sarà, avremo bisogno di utilizzare il più possibile le risorse reperibili in loco, per mantenere in vita gli astronauti ma anche per costruire. In questo senso, la Luna potrebbe avere molto da offrire.

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La scoperta fu importantissima, dal momento che l’acqua è indispensabile alla sopravvivenza umana, ma le applicazioni possibili dipendono anche dalle possibilità di separare gli elementi di base in ossigeno e idrogeno per produrre carburante. Non si tratta quindi, semplicisticamente, di fare il bucato e innaffiare le piante.

Gli scienziati della NASA vogliono trasformare la polvere lunare da problema in opportunità

Uno dei problemi maggiori all’abitabilità del pianeta è l’abbondanza di polvere sulla superficie lunare.

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Gli scienziati hanno pensato a diversi modi in cui impiegare il suolo lunare, trasformandolo in una sorta di materiale da costruzione. La regolite, di cui è composto il suolo del pianeta potrebbe essere lavorato per diventare materia prima per la stampa 3D, consentendo di alleggerire il peso delle spedizioni spaziali. Invece che lanciare tutte le forniture necessarie per realizzare una base lunare dalla Terra, la NASA potrebbe inviare un robot da scavo e stampanti 3D da utilizzare per realizzare strutture anche molto complesse. Attualmente il materiale viene sviluppato presso gli Swamp Works della NASA nel Kennedy Space Center.





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Il giapponese Yusaku Maezawa sarà il primo a partire su SpaceX (e forse a bordo ci sarà anche Musk)


Il CEO di SpaceX, Elon Musk, ha rivelato il nome del primo cliente ad aver acquistato un favoloso viaggio intorno alla Luna con il Big Falcon Rocket: è Yusaku Maezawa, un miliardario giapponese e fondatore di Zozotown, il più grande rivenditore giapponese di abbigliamento online.

L’annuncio di Elon Musk

Dopo l’annuncio, è stato reso pubblico un sito web dedicato all’evento: il lancio è previsto per il 2023 e il miliardario imprenditore giapponese ha intenzione di portare con sé un gruppo di artisti per trasformare l’intero viaggio in un progetto artistico chiamato #dearMoon. “Finalmente, posso dire che ho deciso di andare sulla Luna! Ho scelto di andare sulla luna con gli artisti!”, ha detto Maezawa.

Secondo quanto riporta Forbes, Maezawa, a 42 anni, possiede un patrimonio netto di 2,9 miliardi di dollari. Avido collezionista d’arte, ha speso 110,5 milioni di dollari l’anno scorso per “Untitled”, un dipinto di Jean-Michel Basquiat. Per questa passione ha deciso di portare con sé degli artisti, che si uniranno a lui nella missione di una settimana intorno al satellite terrestre. Mr Maezawa ha infatti acquistato tutti i posti su BFR a disposizione per il viaggio.

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Il volo di SpaceX intorno alla luna con gli artisti

“Vorrei invitare da sei a otto artisti provenienti da ogni parte del mondo a unirsi a me in questa missione sulla Luna”, ha affermato. “Questi artisti saranno invitati a creare qualcosa al ritorno sulla Terra, e questi capolavori ispireranno il sognatore che c’è in tutti noi.” Maezawa dice che non ha ancora deciso quali artisti gli piacerebbe invitare, ma vorrebbe includere molti campi diversi: pittori, musicisti, registi e altro ancora.

Maezawa afferma di essersi emozionato immaginando cosa avrebbero creato i suoi artisti preferiti se avessero viaggiato nello spazio. “E se Picasso fosse andato sulla Luna? O Andy Warhol o Michael Jackson o John Lennon? “. Il volo per gli artisti sarà gratuito, ma Elon Musk ha sottolineato che l’anticipo versato dall’imprenditore giapponese è stato significativo per la copertura dei costi e lo sviluppo del razzo, per il quale sarà necessario investire circa 5 miliardi di dollari.

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Non è la prima volta che SpaceX annuncia l’intenzione di inviare un cliente pagante in missione a bordo dei suoi veicoli. Già nel 2017, Musk aveva affermato che due persone avevano versato un importo significativo per accaparrarsi un posto nei voli intorno alla Luna su Falcon Heavy, una versione più grande del Falcon 9. Non erano stati forniti ulteriori dettagli sui passeggeri ma il volo era previsto per la fine di quest’anno.

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La missione Falcon Heavy Moon è stata infine annullata, anche in vista dello sviluppo del più grande missile riutilizzabile mai realizzato dall’azienda, il BFR. Risulta probabile, quindi, che Maezawa sia uno dei due acquirenti del 2017, anche se non è chiaro cosa sarebbe successo all’altro.

Forse partirà anche Elon

Nonostante il nome del passeggero sia stato rivelato, SpaceX non ha ancora lanciato nessuno nello spazio, ma la compagnia sta lavorando a stretto contatto con la NASA, aggiornando la capsula cargo Dragon per i trasporti da e verso la Stazione Spaziale Internazionale. L’azienda spera di trasportare un equipaggio di due persone nel 2019, dopo un volo di prova senza nessuno a bordo previsto a dicembre.

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Nel frattempo, Musk e Maezawa affermano che continueranno ad aggiornare il pubblico con notizie sulla missione della Luna nei prossimi anni. E Musk lasciò aperta anche la possibilità che si partecipare alla cavalcata dell’artista. “Per quanto mi riguarda, non sono sicuro”, ha detto. “Magari mi unirò a questo viaggio, non lo so”.





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farà un viaggio intorno alla luna su un razzo di Musk


SpaceX è pronta a inviare un passeggero su un volo spaziale intorno alla luna: il primo cliente ha comprato il biglietto!

Il viaggio vedrà SpaceX mettere alla prova il suo nuovo razzo riutilizzabile. I test indicano che questo modello, presentato per la prima volta quasi un anno fa, potrebbe sostituire gli altri razzi SpaceX: Falcon 9, Falcon Heavy e Dragon.

Photo: Elon Musk's Twitter profile

Photo: Elon Musk’s Twitter profile

Il nuovo razzo di SpaceX manderà in pensione i modelli vecchi

Non ci sono informazioni su quando avrà luogo il lancio provato: Engadget ha sottolineato che, originariamente, il volo era programmato per quest’anno, ma probabilmente verrà posticipato per consentire a SpaceX di utilizzare il nuovo BFR invece del suo attuale mezzo, il Falcon Heavy dotato di capsula Dragon.

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SpaceX rivelerà l’identità del suo primo passeggero “privato” in live streaming lunedì 17 settembre alle 21:00 ET / 6PM PT / 3AM CEST (18 settembre) / 6:30 AM IST (18 settembre). Puoi seguire la diretta su YouTube o nel video qui sotto.

Il primo passeggero sui voli di Elon Musk sarà (forse) giapponese

“SpaceX ha firmato un contratto con il primo passeggero civile a mondo per un viaggio intorno alla Luna, a bordo del nostro veicolo di lancio BFR – un passo importante per tutte le persone che sognano di viaggiare nello spazio. Solo 24 esseri umani sono stati sulla Luna nella storia. Nessuno l’ha più visitata dall’ultima missione Apollo”. Si legge sul canale YouTube della diretta.

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L’unico indizio che abbiamo a disposizione riguarda la misteriosa identità del passeggero segreto: quando è stato chiesto su Twitter di svelarne il nome, Elon Musk ha risposto con una emojii della bandiera giapponese.





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La NASA rende pubbliche per la prima volta le registrazioni dell’Apollo 11


Quando l’Apollo 11 scese dal buio dello spazio, toccando il suolo lunare per la prima volta il 20 luglio 1969, tre uomini coraggiosi divennero immortali, tre astronauti ricordati per sempre per un singolo atto che consegnava le loro carriere alla storia. Erano Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, nomi che tutti associamo a quella prima missione sulla luna. Dietro di loro, però, sulla Terra, c’era una squadra di ingegneri, scienziati, supervisori ed esperti che alla fine hanno consentito il successo della missione spaziale.

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19.000 ore di audio dell’Apollo 11

Oggi, per la prima volta, la NASA ha rilasciato oltre 19.000 ore di audio di questa missione storica, con la registrazione originale di ogni voce su quelle tracce.

Nella versione rilasciata dalla NASA sono incluse le versioni digitalizzate di ogni conversazione, dal banale suono del conto alla rovescia, alla famosissima frase di Armstrong: “Questo è un piccolo passo per l’uomo; un grande passo per l’umanità”.

Le registrazioni sono disponibili sul sito dedicato all’archivio della missione della NASA e ora anche su Archive.org.

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Il progetto

Il lavoro di digitalizzazione delle registrazioni, che rappresentano ancora solo il 25% di tutte quelle del progetto Apollo, è durato cinque anni e ha visti impegnati i ricercatori e i volontari della University of Texas di Dallas e del NASA Johnson Space Center. Per ascoltare integralmente le 19.000 ore di audio, sarebbero necessari più di due anni.

Alcune di queste conversazioni erano già state diffuse, ma quelle in cui gli esperti discutevano di dettagli tecnici e a volte anche delle loro vite erano rimaste conservate in camere di sicurezza climatizzate, dove potevano essere riprodotte solo grazie a un registratore a nastro conservato presso il Johnson Space Center della NASA.

Oltre alle 19.000 ore di audio digitalizzato, i ricercatori hanno reso disponibili anche le trascrizioni di ogni conversazione, caricandole sul database e arricchendole di metadati per facilitare le future ricerche.



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Richard Branson sceglie la Puglia per lanciare nello spazio i razzi di Virgin Galactic


Virgin Galactic ha annunciato la partnership con due società aerospaziali per collaborare a lanci nello spazio dall’Italia.

L’accordo, stretto con SITAEL e ALTEC, di proprietà dell’Agenzia Spaziale Italiana e Thale Alenia Space riguarda i prossimi due anni: l’obiettivo è infatti quello di strutturare le attività di lancio dei veicoli di Virgin Galactic nello spazio porto di Grottaglie, a Taranto in Puglia. Lo spazio porto, potrà essere utilizzato dai privati il cui campo di interesse sono i viaggi spaziali per questioni di business, oppure da soggetti di diverso tipo (tra cui proprio L’agenzia Spaziale Italiana) per ricerca scientifica.

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All’inizio di quest’anno, l’ENAC ha designato l’aeroporto di Taranto-Grottaglie come la futura sede per il lancio orizzontali di veicoli spaziali in Italia. In questo senso, la presenza di Virgin Galactic nello spazioporto pugliese giustifica lo sviluppo di investimenti nel settore aeronautico e scolla dalla Puglia l’esclusiva vocazione turistica. Il quartier generale di Virgin Galactic rimarrà operativo a Spaceport America nel New Mexico.

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Il primo astronauta lanciato da suolo italiano

“Questa partnership potrebbe vedere Virgin Galactic lanciare per la prima volta una peresona dal suolo italiano – e di fatto da qualsiasi territorio europeo”, ha dichiarato in una nota il fondatore del Virgin Group, Sir Richard Branson.

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Virgin Galactic è di proprietà di Virgin Group e Aabar Investments PJS. Ci sono anche due compagnie gemelle, Virgin Orbit, che si concentra sul lancio di piccoli satelliti nello spazio usando il suo lancio orbitale LauncherOne e il suo braccio di produzione, The Spaceship Company.

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Virgin Galactic sta testando un sistema di lancio spaziale riutilizzabile. SpaceShipTwo e il suo vettore aereo, WhiteKnightTwo, sono prodotti e testati a Mojave, in California da The Spaceship Company. Negli ultimi mesi Virgin Galactic ha effettuato due voli di prova con SpaceShipTwo, la nave spaziale per passeggeri, che un giorno potrebbe portare i turisti ai margini dello spazio.

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