Cos’è il comportamento multischermo e perché dovresti conoscerlo per migliorare i risultati dei tuoi annunci


Sei a fine giornata, sei comodamente seduto sul divano a guardare la TV. Lo smartphone è accanto a te pronto per essere controllato durante qualsiasi pausa nella trasmissione. Il momento della pubblicità diventa l’attimo ideale per una controllatina alla mail appena arrivata sul tablet. Ti suona familiare? Questo è l’inizio di un comportamento multischermo.

Questa tendenza televisiva – perché sì, di tendenza televisiva si tratta e lo capiremo tra poco – è sempre più comune. Lo smartphone è un’appendice del nostro corpo, sempre più spesso il naturale prolungamento di uno dei nostri arti superiori, sempre a portata di mano, anche nei momenti di relax, perché qualcuno potrebbe chiamarci o potremmo aver voglia di controllare il feed di Facebook o Instagram.

Quindi, quando i grandi blocchi di pubblicità compaiono in  TV, la tendenza televisiva è proprio quella: controllare le notifiche e gli aggiornamenti sul nostro smartphone. Il comportamento multischermo, insomma, è proprio quella capacità di un utente di far oscillare la propria attenzione da un mezzo all’altro.

Il problema, dal punto di vista pubblicitario, è che gli annunci TV sono costosi e, mentre forniscono una copertura basata sul numero di spettatori, la loro efficacia è stata innegabilmente ridotta da comportamenti evolutivi e abituali.

Quanto tutto questo è significativo? Il team di ricerca di Facebook ha cercato di scoprirlo nel suo ultimo rapporto, che esamina le abitudini di visione televisiva in sei Paesi (Brasile, Francia, Germania, Indonesia, Regno Unito e Stati Uniti).

Ecco cosa è emerso.

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tv

La soglia di attenzione

Prima di tutto, il team di Facebook ha scoperto che durante i programmi televisivi il 28% degli spettatori controlla i propri dispositivi mobili e, durante le interruzioni pubblicitarie, questo dato aumenta in media fino al 50%.

I risultati variano in base ai Paesi: negli Stati Uniti, ad esempio, la divisione tra la programmazione e le interruzioni pubblicitarie è abbastanza ravvicinata, il che dimostra che gli spettatori spostano continuamente la propria attenzione tra lo schermo della TV e quello dei dispositivi mobili durante tutto lo spettacolo che stanno guardando.

comportamento multischermo fb e tv

In Brasile, il cambio di utilizzo tra i due elementi è molto più pronunciato.

comportamento multischermo fb e tv brasile

Cosa ci può dire questo dato? Probabilmente è una metrica che ha a che fare con la qualità: i programmi TV in Brasile sono davvero buoni o le loro pubblicità televisive sono davvero pessime?

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Differenze tra generazioni e comportamento multischermo

Lo studio ha anche rilevato che gli intervistati più giovani erano significativamente più propensi di un pubblico più vecchio al comportamento multischermo durante le interruzioni pubblicitarie.

“I partecipanti di età compresa tra i 18 ei 24 anni hanno guardato il loro smartphone il 60% delle volte durante gli annunci TV, mentre  le persone di età superiore ai 45 anni hanno adottato il comportamento multischermo  il 41% delle volte. Questa tendenza si può spiegare con il fatto che le ultime generazioni  hanno trascorso la maggior parte della loro vita in compagnia di diversi tipi di dispositivi mobili e il controllo degli stessi è ormai un comportamento connaturato, automatico. Durante la visualizzazione di programmi TV non pubblicitari, invece,  non c’è stata alcuna differenza statisticamente significativa a livello generazionale”.

I risultati attestano perciò che le giovani generazioni diventano sempre più “cieche” alla pubblicità tradizionale, anche se i dati qui suggeriscono che non sono così distanti dagli annunci TV, hanno solo più opzioni a portata di mano.

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Mentre le generazioni più anziane, come nota Facebook, sono naturalmente più abituate a contemplare lo spazio pubblicitario attraverso gli annunci, (come se fosse esso stesso parte del contenuto che stanno guardando), i giovani utenti sono ugualmente in sintonia con le varie opzioni di contenuto a loro disposizione e, di conseguenza, sanno che possono semplicemente spostare la loro attenzione su un altro screen.

Per questo, anche se potenzialmente uno spot  TV raggiunge milioni di spettatori, probabilmente sarà necessario prendere il dato e dividerlo per le percentuali di ciascun gruppo demografico: riducendo la potenziale copertura a 18-24 anni di circa il 60%, per esempio, potresti arrivare ad una copertura decisamente più precisa.

Le domande che devi farti potrebbero essere: se i consumatori non guardano più gli annunci TV, come li raggiungo? Dove trascorrono il loro tempo quando invece si rivolgono ai dispositivi connessi?

Sempre più spesso, secondo Facebook, si rivolgono alle app social – forse un dato un po’ scontato dato che la ricerca è opera del social.

comportamento multischermo fb e tv social app

Social network e instant messaging: le app più usate

Come spiegano da Facebook: “In media, quando i partecipanti allo studio distoglievano la loro attenzione dalla TV per guardare i loro smartphone, le prime due categorie di app erano le app social e di messaggistica. In Indonesia il campione usava le app social in misura maggiore, mentre in Brasile si è riscontrato il più alto tasso di uso di quelle di messaggistica rispetto a qualsiasi altro Paese esaminato. Tra i partecipanti, quelli nel Regno Unito hanno controllato le app di notizie più di quelle di altri Paesi e in Francia le persone preferiscono trascorrere il tempo con i giochi mobile più che altrove”.

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E ancora: “I telespettatori si rivolgono spesso alla famiglia di app Facebook. Durante il nostro studio, il 55% del tempo dedicato allo smartphone è stato speso per le app di proprietà di Facebook: Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger. E Facebook e Instagram erano tra le prime cinque app utilizzate dai partecipanti in ogni paese studiato”.

Facebook possiede le app social e di messaggistica più utilizzate nel mondo occidentale anche se c’è indubbiamente un numero considerevole di utenti che si rivolgono a Twitter negli intervalli pubblicitari (in particolare durante gli eventi TV in diretta) e Snapchat (tra gli utenti più giovani ).

Come massimizzare l’efficacia della pubblicità con i social

Se vuoi essere sicuro di massimizzare la copertura della tua pubblicità, non puoi fare affidamento solo sui dati del pubblico televisivo: è necessario rafforzare le tue campagne con un apporto social laddove possibile per capitalizzare l’attenzione deviata dal comportamento multischermo.

Facebook sottolinea: “Nell’attuale economia dell’attenzione, è fondamentale capire in che modo il tuo pubblico si rivolge a diversi media e allineare di conseguenza il tuo piano di marketing. Entro il 2019, è previsto che le persone negli Stati Uniti trascorreranno sui dispositivi mobili la stessa quantità di tempo che oggi trascorrono guardando la TV,  e il nostro studio mostra che spesso già usano insieme i due dispositivi. Ciò significa che un piano di marketing efficace deve includere campagne su entrambi gli schermi”.

Comportamento multischermo

Ovviamente, non tutte le aziende avranno la capacità di budget per eseguire entrambe le attività.

Per coloro che possono permettersi una campagna pubblicitaria televisiva, può valere la pena ridistribuire una parte di budget (eliminandolo dagli annunci televisivi) a favore di campagne social di accompagnamento.

Se non puoi permetterti gli spot TV, non disperare: attraverso il targeting intelligente, è possibile raggiungere il tuo pubblico con annunci relativi ai contenuti TV più popolari in una determinata finestra temporale, ad esempio, intercettandone il comportamento multischermo.

Pertanto, anche se potresti non essere in grado di pianificare una campagna TV/social ibrida, potresti cercare di raggiungere il tuo pubblico su Facebook con contenuti relativi alla serie TV che probabilmente quella audience sta guardando.

Che significa? Significa, per esempio, che un negozio di ferramenta potrebbe ottimizzare la spesa pubblicitaria di Facebook mostrando i contenuti degli annunci quando un programma  molto seguito che ha come tematica l’home decor o la ristrutturazione di casa viene trasmesso in TV.

O ancora, un brand che cerca di raggiungere  un target più ampio potrebbe concentrare le proprie inserzioni  su Instagram proprio quando va in onda l’ultimo reality show.

Da qualunque angolazione la guardiamo, questi dati forniscono diversi e rilevanti punti di discussione per i marketer.





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3 consigli per migliorare la presenza del tuo brand su Instagram (e avere più follower)


Smarties Candy è riuscita a crescere di 1.000 followers a settimana su Instagram. Vi sembra strano? Come se dietro ci fosse qualche trucco? E invece è tutto vero.

Il brand, che ormai ha più di 80 anni (è nato nel 1937), ha ridisegnato completamente la sua presenza sul canale e sembra che la nuova strategia abbia avuto successo, aumentando notevolmente l’interazione e il coinvolgimento dei fan.

Ma come ha fatto il marchio di caramelle a trovare la strada giusta? Innanzitutto si è focalizzato su ciò che Instagram premia maggiormente, ossia l’attenzione all’estetica, all’impatto visivo e alla cura delle immagini.

Smarties ha fatto proprio bene i compiti. E di seguito possiamo analizzare insieme le tre lezioni da imparare da questo caso, per farne tesoro e trovare la giusta ispirazione anche per il nostro brand!

Il caso smarties

1. Usa i colori per caratterizzare il brand

L’uso di uno schema colori caratterizza la personalità del brand: insieme ad un team di artisti e designer, Smarties ha rivisto completamente la sua immagine, partendo proprio dall’utilizzo dei colori. Ha curato il suo look creando intorno a sé un’atmosfera divertente.

Questo non solo ha migliorato il coinvolgimento, ma ha generato anche un senso di simpatia nei confronti delle caramelle.

LEGGI ANCHE: Consigli per la scelta della palette colori in un concetto di design

Smarties non si limita a postare foto con le proprie simpatiche caramelle, ma si lascia ispirare anche da foto generate dagli utenti (UCG), colorate e accattivanti, in linea con l’immagine che il brand vuole dare. Come, ad esempio, questa foto di palloncini colorati.

Anche quando il prodotto viene introdotto nei post, non sembra mai un’immagine promozionale e il focus non è mai sulle caramelle. Queste vengono accompagnate nel contesto in modo divertente, dando forza all’identità giocosa del marchio.

Ne puoi vedere un esempio nella composizione qui sotto.

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Candy is always a smart idea! 😝⚡ #smartART

Un post condiviso da Smarties Candy Company (@smarties) in data:

Instagram è diventato un canale in cui i marchi possono rafforzare la propria personalità grazie all’utilizzo di visual che parlano da soli. Quando un nuovo utente atterra sul profilo (quasi sempre da mobile), non ha molto tempo o spazio, per essere disturbato da copy o altre informazioni, è l’immagine che parla prima di tutto.

Avere composizioni che facciano parlare la nostra gallery conferisce immediatamente un’identità al profilo. In un colpo d’occhio.

Un consiglio? Pensa sempre ‘macro’ immaginando e disegnando la tua gallery con più post e non ragionare per singola pubblicazione. Potrai costruire il tuo schema colori e lavorare sull’estetica e la composizione dei post per conferire al profilo un’immagine unica e armoniosa, che lo caratterizzerà e distinguerà dagli altri.

Per chi ha l’opportunità di giocare coi colori questo è ancora più facile. Parola d’ordine: creatività!

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2. Lancia campagne per generare nuovi contenuti

Smarties per dare spazio alla creatività di artisti, Influencer e persone comuni ha dato vita ad una campagna identificata con l’hashtag #smartART: ha invitato tutti a postare ‘opere d’arte’ create con caramelle, dolci colorati e a prova di like su Instagram.

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These delectable treats by @hol_fox are almost too cute to eat!! 😆🍬Which one is your favorite? 🍉🍊🍍

Un post condiviso da Smarties Candy Company (@smarties) in data:

Ha inoltre commissionato un lavoro all’artista Alexis Jesup di Colors Collective, che ha creato una serie di immagini sul tema, solo per Smarties.

Diventando popolare con l’utilizzo di hashtag correlati e aumentando la popolarità del proprio, Smarties ha iniziato a vedere crescere considerevolmente le proprie interazioni e i propri follower. Ha inoltre fornito l’ispirazione giusta agli utenti per essere più creativi e postare contenuti con le caramelle, nelle Stories e nei post.

Infine, con questa campagna ha anche sensibilizzato le persone sulle donazioni in favore di Donor Choose, associazione che si occupa di supportare scuole e studenti bisognosi negli Stati Uniti, dando un ulteriore valore connotativo al brand, quello educativo.

Il consiglio? Se vuoi lanciare una campagna, cerca un tema in linea con il brand che faccia da cassa di risonanza e permetta di aumentare le interazioni con un’audience coerente.

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3. Raggruppa le Stories e mettile in evidenza con icone accattivanti

Molti dei visitatori che arrivano sul tuo profilo, ancora non sono follower e devono farsi in poco tempo un’idea di cosa fai e chi sei, per decidere se sono interessati a cliccare su ‘Segui’ oppure no.

La parte dedicata alle Stories in evidenza è un chiaro aiuto per raccogliere i contenuti che ti identificano e dargli visibilità.

Molti brand dividono le Stories in categorie e ad ogni categoria viene assegnata una copertina per identificarle.

Le copertine sono più utili se personalizzate: puoi usare delle icone che spieghino in modo intuitivo cosa il brand racconta in quella raccolta di Stories e sotto scrivere dei titoli corti e che possano essere facilmente ricordati.

Guardate come ha fatto Smarties: chiaro, creativo, divertente.

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Il caso Smarties





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Come si imposta e come si usa (in modo utile) il Nametag di Instagram


È di qualche settimana fa l’annuncio di Instagram dell’introduzione del Nametag, molto simile alla funzionalità prevista da Snapchat che consentiva agli utenti di trovare e seguire i profili degli altri senza passare dalla barra di ricerca.

Solo bisogno di comodità? Ovviamente dietro al lancio della funzionalità c’è molto altro, ma procediamo con ordine.

LEGGI ANCHE: Con le Nametags di Instagram sarai più facile da trovare. Basta una scansione

Come si imposta e come si usa il Nametag

A differenza di Snapchat, prima di tutto, il vostro nickname sarà visibile e decisamente connotativo dello sticker che andrete a creare, sulla base di un’ampia scelta che spazia dai colori, alle emojii e persino al selfie, se siete coraggiosi.

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Per poter eseguire tutte queste procedure dovrete solo andare nel menù a tendina del vostro profilo, cliccare sulla voce Nametag e procedere alle varie scelte.

Se volete farvi seguire, quindi, non dovrete fare altro che percorrere passo passo le impostazioni di condivisione direttamente dalla schermata di customizzazione del Nametag, per diffonderlo quanto più possibile.

Se invece avete tra le mani il Nametag di chi avete sempre voluto seguire, non dovrete fare altro che scannerizzarlo e seguire il vostro profilo del cuore, sempre dalla schermata di customizzazione dello sticker.

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A cosa serve

A parte l’aver azzerato le barriere di “complicazione” della procedura di follow (l’uomo digital è amante delle semplificazioni), ora un’azione che solitamente richiede 5 minuti, grazie ad un aggiornamento ne richiederà solo 2.

Il Nametag può essere considerato alla stregua dei QR code contribuendo quindi ad un grande  sviluppo anche nell’offline.

Un buon utilizzo del Nametag fuori dalla cerchia degli amici e del tempo libero, parlando quindi nel concreto di uno sviluppo marketing, potrebbe essere la stampa su flyer, roll-up agli eventi o volantini commerciali legati a un brand per cui è richiesta la promozione dei canali social – Instagram in questo caso. Potrebbe anche essere un buon mezzo di auto promozione del proprio profilo: inaspettatamente, a costo zero.





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7 consigli per pubblicare annunci vincenti nelle Stories su Instagram


Con più di 400 milioni di utenti attivi ogni giorno sulle Instagram Stories solo nel 2018,  non siamo sorpresi dal fatto che tantissime aziende abbiano iniziato a concentrare le loro inserzioni pubblicitarie al loro interno.

Le Instagram Stories Ads sono ormai uno dei migliori modi per raggiungere nuovi segmenti di pubblico a cui mostrare il nostro marchio, le nostre attività e i nostri prodotti o coinvolgere un pubblico che già ha mostrato interesse.

Secondo i dati presentati da Instagram, attualmente le Stories hanno dei tassi di coinvolgimento sopra la media e i numeri affermano che un terzo delle storie più visualizzate proviene da brand e una storia su cinque riceve un messaggio diretto da chi la visualizza.

Essendo uno strumento dalle alte performance ma tuttavia relativamente nuovo per le aziende, la domanda che potremmo porci è come accattivante un’inserzione sulle Instagram Storie e quali sono gli accorgimenti a cui dobbiamo fare attenzione?

Nelle righe seguenti cercheremo di rispondere a questa domanda. Ma partiamo dalle basi.

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Cos’è una Instagram Stories Ads?

Prima di poter analizzare più in profondità le opportunità offerte dalle Instagram Stories e come sfruttarle è utile riprendere alcuni punti salienti e caratteristiche delle inserzioni all’interno di questo posizionamento.

Innanzitutto è necessario conoscere dettagliatamente le specifiche di progettazione degli annunci:

  • La risoluzione consigliata è 1080 x 1920
  • La risoluzione minima è 600 x 1067
  • La proporzione è 9:16
  • La dimensione massima del file è 4 GB
  • I formati video consigliati sono .MP4 e .MOV
  • La durata massima del video è di 15 secondi

Se si desidera migliorare i risultati degli annunci nelle Storie è importante seguire queste specifiche di progettazione e utilizzare foto e video che occupano l’intero schermo.

Tuttavia è possibile utilizzare foto o video orizzontali più piccoli o con un aspetto ritagliato, ma ovviamente questo andrà a discapito del coinvolgimento e dell’attenzione dell’utente nei confronti di questi formati che non copriranno al 100% lo schermo.

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Quali vantaggi hanno le Instagram Stories Ads?

Rispetto ad altri tipi di formati pubblicitari sui social media, sembra abbastanza chiaro che le Stories offrono un’esperienza molto differente agli utenti, molto più immersiva e coinvolgente.

Questo è dovuto sia all’elevata creatività di questi annunci, ma anche e soprattutto alla copertura a schermo intero non solo ha maggiori opportunità di catturare l’attenzione ma anche di avere meno distrazioni per gli utenti.

Secondo uno studio condotto da Mobile Marketer, è stato rilevato che le campagne pubblicitarie a schermo intero generano un tasso di conversione 5 volte più elevato rispetto a banner pubblicitari di dimensioni inferiori. Inoltre questa tipologia di annunci non genera clic involontari, cosa che invece accade per circa il 47% all’interno dei clic in piccoli banner.

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Scegliere il giusto obiettivo (e pubblico)

Gli annunci all’interno delle Instagram Stories hanno tecnicamente un posizionamento e una funzione differente rispetto degli annunci di Instagram all’interno del feed notizie e sono attualmente limitati a obiettivi differenti.

Possiamo infatti utilizzare gli annunci nelle Instagram Stories per:

  • Raggiungere il maggior numero di utenti possibile
  • Aumentare le visualizzazioni di un video
  • Cercare di inviare la maggior quantità di traffico all’interno del nostro web site
  • Generare conversioni come acquisizione di lead o vendite
  • Incoraggiare gli utenti a scaricare ed installare un app
  • Fare lead generation, attraverso un modulo che riempie automaticamente il maggior numero possibile di informazioni degli utenti

Poiché il tempo di visualizzazione delle Instagram Stories ha una durata breve, massimo 45 secondi considerando un carosello di 3 contenuti, dobbiamo essere certi che le persone a cui è destinata l’inserzione siano a conoscenza del nostro marchio in modo che siano più propensi a cliccare sulla call-to-action.

A tal proposito è consigliabile utilizzare pubblici provenienti ad esempio dal nostro pixel di Facebook o pubblici che hanno già interagito con i nostri contenuti o altri simili.

Così come per gli annunci Facebook, abbiamo poi la possibilità di selezionare il pubblico per zona geografica, interessi, sesso, fascia d’età e tutte le altre impostazioni. Vale la pena sperimentare target di pubblici differenti per scoprire quale variazione permette di avere il minor costo per risultato.

Rendere chiare le Call to action

Per rendere più incisivo il nostro invito all’azione all’interno dell’annuncio sulle Instagram Stories, può essere utile aggiungere un commento vocale o degli elementi  video o grafici alla fine dell’annuncio che incoraggi gli spettatori a compiere un’azione.

Infatti, se il nostro annuncio nelle Instagram Stories è molto colorato o pieno di contenuti, molto spesso può essere difficile notare nella parte inferiore dello schermo la CTA di Instagram.

Per questo è importante aggiungere dei piccoli tocchi creativi per renderle più evidenti.

Instagram Stories Ads

 

Utilizzare messaggi brevi e che arrivino dritti al punto

In un annuncio sponsorizzato nelle Instagram Stories, l’etichetta “sponsorizzato” viene visualizzato nell’angolo in alto a sinistra del post e rivela che l’annuncio non fa parte delle nostre storie quotidiane dei profili che seguiamo. Per questo sarà molto più probabile che gli utenti scorrano alla storia successiva.

Per questo è importante breve, facilmente da comprendere e da leggere per catturare con velocità l’attenzione. Quindi assicuriamoci di non scrivere dei saggi nei nostri annunci sponsorizzati.

Includere il logo del brand nell’annuncio

Se l’obiettivo della nostra campagna è quello di aumentare la brand awareness del marchio e raggiungere nuovi segmenti di pubblico, inserire il marchio è una buona strategia.

Le Stories infatti non saranno viste solo dai nostri follower, ma anche da utenti che probabilmente non conoscono o hanno poca confidenza con il nostro brand e che selezioniamo quando impostiamo i dati demografici del pubblico di destinazione della nostra campagna.

Questo significa che alcune persone potrebbero non aver mai sentito parlare del nostro marchio o dei nostri prodotti. Senza un logo, l’unico luogo in cui gli utenti vedranno il nostro marchio è nell’angolo in alto a sinistra dove compare la foto del nostro account.

Instagram Stories Ads

Adattare le Stories all’estetica del marchio

È importante che l’estetica dei nostri annunci pubblicitari nelle Stories si adattino perfettamente all’immagine coordinata e all’estetica complessiva del nostro profilo Instagram. Questo permetterà di mantenere alto il coinvolgimento dei nostri utenti e la riconoscibilità del marchio.

Altrettanto importante è quindi rispettare la palette colori solitamente utilizzata dal nostro brand, i caratteri tipografici e lo stile delle immagini in modo da risultare in perfetta sintonia con il nostro marchio.

Instagram Ads

Un ottimo esempio è l’annuncio realizzato da @freeda: hanno creato un video perfettamente allineato al loro stile e all’estetica di Instagram. È colorato, con un font riconoscibile e mostra il messaggio principale in maniera divertente e spensierato.

Posizionare strategicamente il testo

Catturare l’attenzione attraverso il messaggio che veicoliamo può essere più semplice se posizioniamo il testo o la grafica al centro dello schermo o quanto più vicino al link “swipe up”.

Dobbiamo sempre tenere a mente che nelle Instagram Stories ogni secondo diventa importantissimo, quindi dobbiamo essere in grado di catturare l’attenzione attraverso il messaggio principale prima che gli utenti spostino la loro attenzione al tag sponsorizzato.

Instagram Ads

Utilizzare il formato Carousel per messaggi lunghi

Molto spesso tutto ciò che vorremo comunicare o promuovere non può essere inserito in un video, foto o altro contenuto di soli 15 secondi. Ed è esattamente il motivo per cui Instagram ha inserito il formato Carousel per gli annunci di Instagram Stories.

Instagram Ads

Il carosello può essere composto da tre immagini o tre video da 15 secondi ciascuno e consente quindi di creare l’annuncio in tre parti differenti, scorrere aventi e indietro o mettere in pausa il contenuto.

L’importante anche in questo caso è creare contenuti creativi e coinvolgenti fin dall’inizio!

Iniziare con le Instagram Ads è facile, veloce e potrebbe realmente fare la differenza per la crescita del nostro profilo Instagram ed aiutarci a incentivare le vendite, partendo da questi semplici suggerimenti e sperimentando diverse creatività e diverse tipologie di annuncio, per capire quali funzionano meglio con il nostro pubblico.





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Oltre 8 milioni di utenti raggiunti e altri numeri social di Maker Faire Rome 2018


Come fa un evento a trasformarsi in una grandissima occasione di interazione social? Innanzitutto pensando all’hashtag giusto per coinvolgere e tracciare post, condivisioni e commenti. Quindi pensando a tutti i possibili touch point fisici che ogni evento può offrire.

Dal maxi-schermo ai totem, tutti questi supporti sono generalmente utilizzati per diffondere messaggi di carattere informativo o promozionale, ma possono essere sfruttati anche in maniera innovativa e trasformarsi in strumenti preziosi per costruire relazioni con i partecipanti e gli Influencer, potenziando la cosiddetta customer experience attraverso campagne di engagement e data visualization.

Come coinvolgere sui social il pubblico di un evento dal vivo

Attraverso la trasmissione su maxi-schermi di un Social Wall o di un’infografica real-time è possibile, ad esempio, aumentare il valore dei touch point fisici, facendoli diventare interattivi e dunque utilizzandoli come leve e call-to-action per invogliare i partecipati alla produzione e condivisione di contenuti sulle piattaforme di user generated content.

In questo modo, sia l’evento che i diversi brand sponsor possono generare un alto volume di conversazioni online, aumentando la brand awareness e migliorando la web reputation.

Post su Facebook, tweet, foto su Instagram, contribuiranno a catapultare anche chi non è fisicamente presente direttamente nell’evento, diffondendo tra amici e follower della rete social degli utenti l’esperienza vissuta.

Questo si traduce non solo in una maggiore esposizione all’evento, ma anche in possibili campagne di “monetizzazione” dell’engagement attraverso il coinvolgimento diretto dei partecipanti con i canali online delle aziende sponsor legate all’evento e dunque alla campagna di engagement selezionata.

Grazie a soluzioni di engagement in tempo reale, infatti, gli organizzatori di eventi hanno l’opportunità di sfruttare tre grandi leve del valore:

  • Interazione – aumentare engagement dei partecipanti con hashtag dedicati.
  • Conversione – reindirizzare i partecipanti verso landing page e touch point digitali.
  • Monetizzazione – sponsorizzare un contenuto e generare lead durante gli eventi.

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Il Social Wall di Ninja

In occasione della Maker Faire Rome 2018, la sesta edizione del grande evento sull’innovazione, ad esempio, Ninja ha lanciato una dashboard personalizzata che ha trasmesso alcuni dati social della fiera.

Il led wall allestito nella newsroom della redazione, ha trasmesso un’infografica dinamica real-time con alcune metriche di performance e un Social Wall con il flusso di foto e video pubblicati, che invitava i partecipanti a condividere sui social network.

La soluzione di customer engagement e data visualization, è stata realizzata da Datalytics, specializzata in soluzioni per eventi adatte a ingaggiare e coinvolgere i partecipanti.

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I dati social dalla Maker Faire Rome 2018

Per la Maker Faire Rome 2018 l’evento è stato monitorato in tempo reale con una piattaforma avanzata di social media monitoring collegata ad una dashboard di Dataviz proiettabile su qualunque tipo di dispositivo (led-wall, maxi-schermi, sito web, web app).

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L’analisi ha misurato il traffico social durante le tre giornate sui canali Twitter e Instagram, contando un totale di circa 7.2 mila commenti contenenti l’hashtag ufficiale dell’evento #MFR18, e 8.3 milioni di utenti raggiunti (Reach). La fiera è riuscita a coinvolgere oltre duemila utenti unici (Contributors), registrando un picco di commenti durante il primo giorno alle ore 12:30 circa, in cui è stato possibile contare 354 tweet.

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L’analisi ha rilevato anche gli influencer che sui social network hanno parlato dell’evento, individuando al primo posto su Twitter il profilo ufficiale di RDS con ben 842.1 mila followers.

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Mentre su Instagram si qualifica in vetta l’account di Arduino, che con una foto ha invitato i suoi 208 mila seguaci a venire alla Maker Faire Rome, raggiungendo i 2.766 likes. Il contenuto che ha generato più interazioni su Twitter è quello di MATLAB che mostra l’invenzione di Arduino esposta alla fiera, ottenendo 328 likes e 100 retweet.

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Come far crescere il tuo account Instagram senza advertising


Se ti dicessimo che è possibile portare il tuo account Instagram da poche centinaia a migliaia di follower in meno di un anno, cosa penseresti? Forse immagineresti l’account di qualche Influencer diventato all’improvviso popolare. Invece, ci sono molti profili business che riescono nell’impresa, grazie a contenuti coinvolgenti e coerenti.

Come riescono nell’impresa queste aziende? Per far crescere la propria community non puntano (solo) sull’advertising. Ragionando sulla natura di Instagram e su quello che gli utenti si aspettano di vedere, puntano su contenuti in linea con il loro lavoro, tratti dal mondo della grafica, dell’arte, dell’illustrazione e della moda.

Questo non significa che l’advertising non serva, ma ci insegna come adottare una digital strategy efficace possa dare risultati altrettanto importanti.

Ecco quindi alcuni suggerimenti importanti per impostare al meglio la tua strategia sul social visuale per eccellenza, quello su cui oggi non puoi proprio mancare.

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Immagine, composizione e tema

Il soggetto dell’immagine, lo stile e la composizione sono elementi cruciali per il tuo feed. Lo è ancora di più il colore.

Un tema cromatico, applicato a ogni fotografia, crea una piacevole esperienza visiva per chi scorre il tuo feed, e costringe gli utenti a guardare l’insieme, e a non soffermarsi sulla singola immagine.

Certo, mantenere una certa coerenza estetica ti richiederà del tempo. Ti serviranno non più di qualche ora a settimana per pianificare il flusso del tuo feed, e ragionare su blocchi di post che renderanno riconoscibile il tuo account.

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Tone of voice e didascalie

Le didascalie delle foto, lo sappiamo, permettono di contestualizzare e attribuire un significato all’immagine. E questa regola non scritta vale soprattutto nei casi in cui si cura un feed con immagini di altri.

Nel caso di una rivista ad esempio, si può mantenere un tone of voice amichevole, che dia risalto ai protagonisti degli articoli condivisi, ma mantenendo uno stile informativo, orientato all’approfondimento.

La scelta migliore sono didascalie sintetiche, che includano i credit e tagghino le persone ritratte.

Ovviamente puoi sperimentare anche didascalie più lunghe. Testa e trova il formato più adatto al tuo target.

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Tag e hashtag

Gli hashtag sono fondamentali per massimizzare la copertura di un post. Quando un post utilizza un hashtag, diventa visibile all’interno del flusso legato a quel determinato hashtag, tanto più se riesce a ottenere le prime posizioni del feed.

Pochi, tanti, quanti hashtag dovresti usare? Per fare in modo che gli hashtag siano efficaci all’awareness del tuo account, ti consigliamo di identificarne almeno 50 e non oltre il centinaio, per iniziare, di dimensioni diverse, evitando di usarli tutti insieme e di usare sempre gli stessi.

Insomma il giusto mix prevede un uso moderato e variegato di hashtag, con dimensioni diverse, ovvero di 1M, 500k, 250k, 10k, 2k, 900 post, ecc. Scoprire quanti post sono associati a un hashtag è semplicissimo. Basta digitare # seguito dalla parola chiave che ti interessa, e il motore di ricerca interno a Instagram ti mostrerà quante persone, hashtag o luoghi sono collegati alla parola chiave.

LEGGI ANCHE: 5 consigli per emergere su Instagram con i tuoi contenuti di Food & Beverage

Costanza nella pubblicazione

Per aumentare il numero di follower è importante postare con frequenza e costanza. Quando un feed è silente o ha una scarsa attività, potrebbe perdere follower o avere un engagement estremamente basso.

Per ottenere dati attendibili sul rendimento dell’account, prova ad esempio a pubblicare due volte al giorno, sei volte alla settimana, e poi riduci la pubblicazione a un post al giorno. Infine diminuisci il numero di giorni nei quali pubblicare.

Per occupare il primo posto, restarci, ed essere fonte d’ispirazione per gli utenti, la chiave è lavorare a tutti gli elementi che abbiamo affrontato finora.

Qualche altro consiglio? Cura il tuo avatar e la bio, personalizza e condividi il tuo nametag, partecipa alla vita della community, e non dimenticare di misurare il rendimento dell’attività, per capire in che modo migliorare la tua strategia visual su Instagram.





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10 brand di successo da seguire (e copiare) su Instagram


Sarà più adatta e coinvolgente una foto o una storia? Andrà meglio un’immagine del prodotto o un gruppo di amici? Sarà più interessante un dettaglio o una panoramica?

Sono domande che chiunque gestisca con cura un account Instagram si pone spesso. Oggi focalizziamo l’attenzione proprio su come creare ottimi contenuti per Instagram, ispirandoci ai brand che nel 2018 hanno fatto del social delle immagini il loro punto di forza.

Brand Instagram

Per farsi conoscere, per coinvolgere i propri follower, per lanciare un messaggio, per raccontare i prodotti o una storia. Ogni brand approda su Instagram con un obiettivo preciso e una Content Strategy su misura e ben studiata. Non si tratta quindi proprio di copiare ma di imparare, lasciarsi ispirare e, perché no, adattare alcuni di questi fantastici contenuti alle nostre esigenze.

LEGGI ANCHE: 5 brand da seguire per una strategia vincente con le Instagram Stories

Instagram, rappresenta al momento la miglior opzione per un brand che vuole intercettare utenti in target e potenziali clienti.

Più di 25 milioni di aziende sono già presenti su Instagram e circa 200 milioni di utenti visitano su Instagram almeno un profilo aziendale al giorno; di questi, circa il 60% ha conosciuto nuovi prodotti attraverso la piattaforma.

Ecco alcuni concetti che possono favorire una lunga e favolosa permanenza su Instagram. Andiamo con ordine:

  • Racconta una storia: le storie chiare e semplici attivano il cervello, rendendo più facile la comprensione delle informazioni. Una buona narrazione infatti, fa sì che il nostro cervello sintetizzi l’ossitocina, lo stesso ormone che aiuta le persone a legarsi e fare amicizia.
  • Sii autentico: gli utenti si aspettano verità. Il contenuto deve essere autentico e onesto nel messaggio e nell’esecuzione.
  • Fornisci valore: che siano informazioni o intrattenimento, quello che conta è offrire un valore aggiunto ai tuoi follower che ti seguiranno più volentieri.
  • Sii creativo: “La creatività implica la rottura di schemi stabiliti per guardare le cose in un modo diverso”. Usa tutte le funzioni a tua disposizione per creare qualcosa di unico. Non aver paura di osare: il tuo pubblico apprezzerà!
  • Invita all’azione: Usa le call to action per accompagnare gli utenti a compiere un’azione o semplicemente scoprire cosa accade dopo. Se vuoi che le persone interagiscano con i tuoi contenuti, condividano e commentino, devi guidarli. Ecco un bellissimo esempio di The North Face.

Brand Instagram

Mettiamo davvero le mani in pasta con questa selezione di account interessanti dal punto di vista creativo e da quello della relazione con fan e follower.

#1 Asos

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Il punto di forza della strategia di Asos su Instagram è il coinvolgimento di un bel gruppo di influencer che promuovono il brand.

Il rivenditore di abbigliamento britannico ha creato, infatti, un team di “ambasciatori” del brand a cui viene data massima libertà di pubblicare dai propri account, legati all’account ufficiale ASOS tramite tag. Tra questi troviamo @asos_debbie e @asos_megan .

#2 Nike

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Nike continua ad essere uno dei migliori brand di abbigliamento e calzature su Instagram, e non è un caso.

Con più di 70 milioni di follower, si contraddistingue per contenuti estremamente professionali, ordinati e d’impatto. A colpire di più è sicuramente il racconto delle vite e delle storie di famosi atleti che ispirano il pubblico e dell’uso sapiente e costruito delle Stories.

#3 H&M

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Con oltre 18 milioni di follower H&M è uno dei brand che più di tutti influenza i suoi follower e detta legge su abbinamenti, outfit, e dress code.

Come? Attraverso foto collage per esempio, che spiegano in modo molto chiaro come abbinare determinati capi o come vestirsi in determinate occasioni. Ottimo spunto da copiare se gestisci l’account Instagram di un brand di abbigliamento.

#4 Chanel

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Con Chanel ci avventuriamo nel fantastico mondo del lusso dove a farla da padrone sono colori luminosi e brillanti su eleganti passerelle.

Il pubblico di Chanel ha buon gusto e adora oggetti preziosi ed esclusivi. In poche parole, da star. Non è un caso infatti che la maggior parte dei contenuti Instagram del brand Chanel raffigurino personaggi dello star system che indossano i prodotti.

LEGGI ANCHE: Instagram ci rende infelici e ansiosi, lo dicono studi e sondaggi

#5 Adidas

brand Instagram

Adidas adotta un approccio Instagram leggermente diverso dal suo competitor numero uno: Nike.

Entrambi sono tra i top brand di abbigliamento sportivo su Instagram, ma Adidas ha solo circa un terzo dei follower di Nike. I post di Adidas su Instagram sono piuttosto minimalisti, e anche se le scarpe sportive sono sempre molto presenti in immagini e video, ci sono anche molti scatti che puntano sull’abbigliamento come stile di vita. Adidas, rispetto a Nike è molto più fedele all’immagine del prodotto che a quello di personaggi che incarnano i valori del brand.

#6 Vogue Magazine

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Vogue Magazine combina diverse strategie comprovate per attirare e tenere ben stretto i suoi 14 milioni di follower.

Alterna immagini di eventi di attualità con le ultime novità di moda e celebrities . Utilizza molto bene anche le didascalie per indirizzare i follower al sito web della rivista cambiando spesso il link in bio. Questa può essere sicuramente un’ottima strategia per un sito web con contenuti aggiunti di frequente.

#7 M.A.C

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M.A.C Cosmetics (ora parte di Estee Lauder) è riuscito a costruirsi un importante seguito di oltre 13 milioni di follower mostrando con immagini accattivanti esattamente ciò che è possibile fare con il make up.

Le foto sono super realistiche, per nulla ritoccate e ogni post contiene una didascalia dettagliata con l’elenco completo dei prodotti utilizzati nella creazione dell’immagine, in modo che i follower possano andare al negozio e acquistarli. Un’altra mossa vincente di M.A.C è quella di repostare i post di altri make up artist, risparmiando tempo e denaro!

#8 Starbucks

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Starbucks posta regolarmente immagini dei suoi follower, rendendoli parte attiva della storia del brand sul social.

Si tratta di uno dei brand che più di tutti utilizza le Stories per ingaggiare i follower. Un esempio? Durante il #RedCupContest di Starbucks, ad esempio, il gigante delle caffetterie ha invitato gli utenti a condividere contenuti con l’iconica mug rossa del brand. I migliori post sono stati poi inseriti in una storia di Instagram taggando i singoli utenti. Didascalie spiritose e filtri simpatici contraddistinguono il brand su Instagram.

LEGGI ANCHE: Perché i Video Ads su Instagram potrebbero essere la scelta giusta per il tuo brand

#9 Airbnb

brand instagram

Airbnb a differenza dei brand trattati fino ad ora, non vende un prodotto ma un servizio.

L’obiettivo della sua strategy su Instagram è quello di dimostrare che quel servizio può facilitare la vita alle persone. Con un ampio pubblico di riferimento (ma focalizzato sui millennial), Airbnb è uno dei brand di viaggio più performanti su Instagram. Come si distingue? Con immagini di altissima qualità e, soprattutto, non propone solo case ma anche luoghi ed eventi speciali da ricordare.

#10 Etsy

brand instagram

Etsy si identifica come il luogo in cui trovare tutto ciò che si desidera. Da una dichiarazione piuttosto audace, ci si aspetta un Instagram altrettanto audace e così è! L’Instagram di Etsy include principalmente contenuti per promuovere i prodotti artigianali. E l’homemade trova la sua massima espressione nei tutorial che Esty ha sapientemente trasformato in bellissime Stories!





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Tips e dati per scegliere le immagini giuste da condividere sui social


Arrivano dritte al cuore e al cervello. Questo è il potere delle immagini. Prima colpiscono e poi (forse) vengono elaborate, anche grazie al testo. Per questo quando si pubblica un post sui social media la scelta dell’immagine gioca un ruolo cruciale, anche quando il focus del contenuto è un altro.

Tutti già usano le immagini sui social network, ma ecco alcuni consigli utili per sfruttarle al meglio.

immagini giuste sui social

L’immagine giusta per condividere un articolo

È duro da accettare, ma quando si parla di long form da leggere e condividere online, una prosa dantesca o dei dati eclatanti possono contare meno di una buona immagine di testa. Che immagine inserire, dunque, nell’Open Graph di un articolo per poi linkarlo?

  • Facce familiari: i volti, le persone, indicano interazione, e questo è esattamente quello che vogliamo stimolare.
  • Forme non familiari: un’immagine non deve spiegare tutto, ma incuriosire e stimolare.
  • Scrivere visivamente:  leggere il titolo, scrivere le parole chiave su Google e lasciarsi ispirare dai risultati.
  • Inferenze: visualizzare non solo il tema principale di un articolo, ma anche il contesto in cui agisce e le sensazioni che evoca.
  • Uscire dal mucchio: cerca articoli simili, guarda le immagini che li presentano e trovane una pertinente, ma con uno stile completamente diverso.

Se poi i link nel post non danno risultati, un’alternativa è quella di pubblicare una foto, inserendo un link nel testo del post. A questo punto, per dare risalto al tema dell’articolo, è consigliabile inserire in grafica il titolo o magari una call to action.

LEGGI ANCHE: Su Google Immagini ora c’è il tag con le informazioni sul proprietario e la licenza d’uso

Le immagini più cliccate di Facebook

Facebook è ancora il social network più generalista, usato e trafficato. Per questo ogni dettaglio può fare la differenza nel catturare l’interesse degli utenti. Tra i consigli più interessanti, eccone due supportati da recenti ricerche.

  • Mostra una parte del corpo. La ricerca di Convince e Convert mostra che su Facebook le immagini ottengono maggior attenzione quando mostrano una parte di una persona che interagisce con un oggetto. Le mani sono le più gettonate, ma in generale questo tipo di immagini ottiene il 29% di interazioni in più in più rispetto alle foto di una persona completa e il 10% in più rispetto ai visual senza elementi umani. Questo dato suggerisce che le persone sono in grado di sentire come proprie le azioni di un singolo elemento del corpo piuttosto che quelle di una persona intera. Fanno eccezione i volti, che tendono invece a limitare la capacità di immedesimarsi, limitando le condivisioni. In controtendenza, le immagini senza una persona o parte del corpo ricevono il maggior numero di commenti.
  • Sii semplice e diretto. La ricerca presentata all’edizione 2018 della Conferenza Internazionale sulla Gestione delle Informazioni (ICIM) ha rilevato che le immagini più apprezzate su Facebook tendono a convergere su quattro attributi: luminosità, chiarezza, vivacità e spontaneità. Nella pratica, questo significa che le immagini dei post devono essere facili da interpretare, oppure presentare qualcosa di giocoso e creativo.

Se un’immagine ci lascia qualche dubbio, la soluzione è nel proprio Facebook newsfeed: ciò che vi appare è un buon campione di post che vengono condivisi.

Dove l’immagine è di casa: Pinterest e Instagram

I post di successo su Pinterest e Instagram differiscono da quelli che rendono bene su Facebook. Secondo la ricerca di Curalate, i post di successo su Instagram tendono a presentare immagini con le seguenti proprietà:

  • sono luminose
  • presentano molto spazio bianco o spazio di sfondo
  • hanno una bassa saturazione, con colori relativamente grigi, sbiaditi o pastello
  • presentano una texture
  • usano colori che tendono verso la fine blu dello spettro
  • hanno un singolo colore dominante

Oltre a questo, i profili aziendali di Instagram e Pinterest sono più di altri social delle vetrine per i prodotti e i valori del marchio, nelle quali i visual dei post dovrebbero essere non sono coerenti, ma coordinati tra loro. È dunque più importante che mai determinare quali colori, font, stile grafico e caratteri tipografici utilizzare creando e selezionando le immagini in base a questi criteri.

I contenuti devono diventare molto più che un messaggio di marketing, ma un’esperienza di viaggio digitale nel brand, che deve offrire una comunicazione coerente.

LEGGI ANCHE: Le ricerche ci dicono quali sono le immagini giuste da postare su Facebook e su Instagram

Archivi di immagini gratuite (CC-0)

Quando una richiesta dell’ultimo momento non permette di confezionare un’immagine da zero, o il budget non consente di attingere ai più blasonati archivi a pagamento, è possibile cercare qualche immagine “contrassegnata per essere riutilizzata” su Google, oppure sui siti che le offrono gratuitamente. Ecco qualche esempio:

  • Pexels: immagini con vari filtri e spazio all’estro dei fotografi.
  • Photopin: direttamente dalle API di Flickr.
  • Pixabay: un vasto archivio di foto e immagini molto variegate.
  • Public Domain Pictures: anche qui, molti risultati diversi.
  • Unsplash: c’è quasi sempre un tocco vintage in queste foto.
  • Stocksnap: un buon archivio con molti filtri.
  • Wikimedia Commons: le immagini che appaiono nelle voci di Wikipedia e molte altre.





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5 consigli per aumentare le conversazioni con il tuo Chatbot su Facebook Messenger


I chatbot all’interno di Facebook Messenger sono una modalità molto efficace ed efficiente per migliorare l’assistenza al cliente e lo sviluppo dell’acquisition.

Su Facebook Messenger possiamo analizzare casi molto interessanti di aziende che hanno costruito un assistente virtuale vicino al loro stile comunicativo, come Fissan, Lancaster, Mirafiori Outlet e – uno dei più utili per le pause pranzo – Alfonsino!

Ma come promuovere un chatbot all’interno di Facebook? Ecco cinque consigli per aumentare le conversazioni attraverso l’assistente virtuale.

LEGGI ANCHE: Come scegliere il chatbot giusto (perché i chatbot non sono tutti uguali)

fissan

1. Aggiungi il pulsante Messenger sul sito web

Uno dei modi più semplici per aumentare le conversazioni su Facebook Messenger è integrare la chat di Messenger sul sito attraverso un pulsante social per indirizzare i visitatori a chiedere informazioni e assistenza al Chatbot.

Per integrare il pulsante “Apri Messenger” basta copiare e incollare i codici di incorporamento da Facebook all’interno dell’HTML della pagina di destinazione o utilizzare un apposito plugin.
Ma non solo. Dalla pagina Facebook è possibile aggiungere un pulsante “Invia messaggio” appena si accede come call to action generale di pagina.

chatbot

2. Evita lo SPAM: invia notifiche quanto basta

Le push notification sono un ottimo strumento per aumentare le performance delle conversioni attraverso il chatbot. Se utilizzate male possono diventare però un boomerang, portando gli utenti a bloccare la conversazione con il brand, quindi è necessario definire una strategia di invio e delle linee guida.

Facebook Messenger è oggi – dopo WhatsApp – il canale di messaggistica più utilizzato al mondo. Le persone controllano frequentemente le notifiche, è quindi importante scegliere con cura la selezione di contenuti da inviare.

LEGGI ANCHE: Chatbot: l’incrocio tra tech e comunicazione che sta rivoluzionando la Customer Experience

3. Utilizza gli annunci Click-to-Messenger

Gli annunci Click-to-Messenger sono una tipologia di format di advertising che mette a disposizione Facebook per indirizzare potenziali clienti a chiedere informazioni tramite Messenger.

CTM

L’annuncio apre la conversazione direttamente con il tuo chatbot e invita le persone a dialogare con lui. Possono essere indirizzati all’audience che desideri come qualsiasi annuncio Facebook e sono in grado di aumentare il numero di conversazioni mettendo un adeguato budget a supporto.

Come per ogni annuncio a pagamento, sarà necessario creare un visual convincente e pertinente per indirizzare strategicamente le comunicazioni.

4. Collega il chatbot alla firma email

Un ottimo modo per aumentare le conversioni con il chatbot è inserire nella firma email un collegamento al chatbot. Nel caso si utilizzasse un template email per l’invio di DEM (Direct Email Marketing) potrebbe essere molto efficace inserire un nuovo elemento in chiusura che avrà come obiettivo l’invito ad approfondire con l’assistente virtuale.

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5. Monitora costantemente le performance della campagna

Come ogni campagna digitale è importante tracciare ogni annuncio realizzato per monitorare l’andamento generale e capire – eventualmente – dove intervenire.

Per monitorare l’efficacia della campagna promozionale, ogni link al chatbot dovrà essere tracciato attraverso un codice UTM o anche semplicemente utilizzando un servizio di abbreviazione URL come bit.ly per tenere traccia di quante persone cliccano su Facebook Messenger e da quali canali arrivano.

L’ideale è avere dei report settimanali delle conversazioni per poter decidere come e dove intervenire.





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Gli adolescenti sono iperconnessi e preferiscono chattare, lo dice un report


Ogni pomeriggio avevamo il nostro appuntamento fisso ai muretti fuori casa con tutti gli amici, dopo aver studiato capitoli interi di filosofia e dopo essere stati ore a rimuginare su quelle diaboliche espressioni algebriche: questa era l’unica certezza della nostra adolescenza e non avevamo bisogno di accordaci tramite messaggini in chat o storie su Instagram.

Probabilmente prima era tutto più semplice, tutto più spontaneo, ma gli adolescenti di oggi non sono quelli di ieri, tutto cambia, anche (sopratutto) il modo di comunicare. Ragazzi e ragazze iperconnessi in un mondo virtuale, una vera rivoluzione digitale, tutto alla portata di tutti: è impossibile perdersi una notizia, un pettegolezzo, e quasi non ci si perde più negli sguardi, quando uno è di fronte all’altro.

E no, non stiamo invecchiando e non guardiamo semplicemente ai ragazzi di oggi come chi ci raccontava che il walkman ci isolava dal mondo. A parlare di questo cambiamento nel modo di comunicare sono anche i dati, con numeri da conoscere per osservare e comprendere meglio questa rivoluzione.

LEGGI ANCHE: Instagram ci rende infelici e ansiosi, lo dicono studi e sondaggi

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I giovani preferiscono le chat

Common Sense Media ha pubblicato un report da cui emerge un quadro generale sul ruolo che i social media svolgono nella vita dei ragazzi. Su 1.141 adolescenti, in età compresa tra i 13 e i 17 anni, uno su tre preferisce chattare con i propri amici piuttosto che incontrarli di persona. La stessa ricerca fu condotta nel 2012 e, rapportando i dati, la volontà di interagire tra di loro è calata fino al 32%.

Le app più utilizzate sono Snapchat e Instagram, mentre Facebook non è più così in voga tra i ragazzi, piuttosto viene vista come una piattaforma per mettere in comunicazione nipoti e nonni addirittura!

LEGGI ANCHE: Hashtag e bot esistevano già su mIRC, il papà (o forse il nonno) dei social network

Scusa, Facebook.

 

Il ruolo che le app svolgono nelle loro vite è complicato e a volte contraddittorio. Jim Steyer, fondatore e CEO di Common Sense Media, afferma che i giovani sono  molto più consapevoli oggi di quanto non fossero alcuni anni fa su i rischi che possono correre immergendosi così tanto in questo mondo “parallelo”, ma è fondamentale capire che per loro, ormai, i social sono degli elementi onnipresenti. Sono nati in un’epoca in cui è normalissimo possedere uno o più smartphone, avere un tablet o un pc sempre a portata di mano.

Un rapporto più sereno e naturale con i social

I social media sono presenti ma neutrali, i ragazzi sono abituati ad accedervi, ma semplicemente in modo automatico e quindi molti di loro non hanno questa esigenza fisica e psicologica di consultarli in modo maniacale. Inoltre hanno imparato che la fantomatica guerra a ricevere o meno like e approvazioni, non è così importante, è normale condividere quasi tutto quello che fanno durante la giornata o un momento speciale, ma non così necessario. I like sono piacevoli, ma commenti dispregiativi o pochi like non condizionano più di tanto il loro umore, come accadeva, invece, dai dati emersi nella ricerca del 2012.

Molti altri adolescenti dicono che i social media li riguardano positivamente piuttosto che negativamente. Ma la maggior parte dice che non ha alcun effetto.Gli adolescenti hanno davvero rimesso il social sui social media?

È un po’ un rapporto di amore e odio quello che si può constatare da questo report, sicuramente non è confortante sapere che un terzo di loro preferisce chattare, occhi bassi sullo schermo, invece che parlare, conversare apertamente con qualcuno. È come se i giovani non avessero voglia di confrontarsi con gli altri, come se un dialogo dovesse essere quasi ermetico, veloce e indolore, pieno di faccine poco espressive e tutte uguali.

Il 70% degli adolescenti dichiara di utilizzare i social media più volte al giorno, ma solo il 16% ci vive sopra costantemente.

È così noiosa la vita reale? Molti di questi ragazzi ci provano a tener giù il telefono e su lo sguardo, infatti parecchi sono infastiditi dal continuo “consultare” il cellulare dell’amico o amica di turno.

Gli adolescenti usano i social media anche quando non vogliono esserlo.Emoji o busto.

Uno degli autori del rapporto, Vicky Rideout, attribuisce quello che ha definito il “tremendo” aumento dell’uso dei social media – il 70% in più rispetto al 34% nel 2012  alla crescente quantità di ragazzi che hanno uno smartphone.

Le nuove tecnologie corrono talmente in fretta che si sentono in una sorta di limbo, molti vorrebbero tornare addirittura a vivere in un mondo in cui social media ed internet non esistevano, o almeno non erano una presenza così forte. Altri invece sono così abituati ad esservi immersi che non si sentono per niente disturbati da questo “alone” tecnologico.





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