Come si imposta e come si usa (in modo utile) il Nametag di Instagram


È di qualche settimana fa l’annuncio di Instagram dell’introduzione del Nametag, molto simile alla funzionalità prevista da Snapchat che consentiva agli utenti di trovare e seguire i profili degli altri senza passare dalla barra di ricerca.

Solo bisogno di comodità? Ovviamente dietro al lancio della funzionalità c’è molto altro, ma procediamo con ordine.

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Come si imposta e come si usa il Nametag

A differenza di Snapchat, prima di tutto, il vostro nickname sarà visibile e decisamente connotativo dello sticker che andrete a creare, sulla base di un’ampia scelta che spazia dai colori, alle emojii e persino al selfie, se siete coraggiosi.

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Per poter eseguire tutte queste procedure dovrete solo andare nel menù a tendina del vostro profilo, cliccare sulla voce Nametag e procedere alle varie scelte.

Se volete farvi seguire, quindi, non dovrete fare altro che percorrere passo passo le impostazioni di condivisione direttamente dalla schermata di customizzazione del Nametag, per diffonderlo quanto più possibile.

Se invece avete tra le mani il Nametag di chi avete sempre voluto seguire, non dovrete fare altro che scannerizzarlo e seguire il vostro profilo del cuore, sempre dalla schermata di customizzazione dello sticker.

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A cosa serve

A parte l’aver azzerato le barriere di “complicazione” della procedura di follow (l’uomo digital è amante delle semplificazioni), ora un’azione che solitamente richiede 5 minuti, grazie ad un aggiornamento ne richiederà solo 2.

Il Nametag può essere considerato alla stregua dei QR code contribuendo quindi ad un grande  sviluppo anche nell’offline.

Un buon utilizzo del Nametag fuori dalla cerchia degli amici e del tempo libero, parlando quindi nel concreto di uno sviluppo marketing, potrebbe essere la stampa su flyer, roll-up agli eventi o volantini commerciali legati a un brand per cui è richiesta la promozione dei canali social – Instagram in questo caso. Potrebbe anche essere un buon mezzo di auto promozione del proprio profilo: inaspettatamente, a costo zero.





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Ninja Morning, il buongiorno di lunedì 29 ottobre 2018


Apple

Sorpresa all’Apple Store di Milano dove la scorsa settimana mattina è arrivato il numero uno della società, Tim Cook, in occasione del primo giorno di vendita in Italia del nuovo modello iPhone XR. Il CEO di Apple è arrivato senza preavviso, confondendosi con i clienti che fin dalle 8 erano entrati nel negozio.  La sua visita è durata circa 30 minuti. Il manager si è fatto scattare qualche foto insieme a clienti e lavoratori del negozio inaugurato lo scorso luglio a Milano. Il numero uno di Apple si trova in Europa per un tour lavorativo e ha colto l’occasione per visitare per la prima volta lo store milanese. Mercoledì ha partecipato ad un convegno sulla privacy a Bruxelles, è stato anche a Berlino e Madrid.

Brooklyn. Intanto all’evento in programma il 30 ottobre prossimo a New York, alla Brooklyn Academy of Music, la compagnia di Cupertino potrebbe svelare un nuovo iPad Pro senza cornici, ma con il riconoscimento del volto e forse il notch, in un allineamento del tablet all’iPhone. E’ quanto suggeriscono le ultime indiscrezioni, secondo cui la presentazione riguarderà anche tre nuovi computer Mac e sarà incentrata sull’arte, così come lascia intendere l’invito diramato da Apple: realizzato in 370 diversi design, ognuno con una versione artistica del logo della mela morsicata.

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TIM

TIM ed Ericsson insieme al Comune di Torino hanno acceso ieri per la prima volta nel centro storico di una città un’antenna 5G per mostrarne l’utilizzo in un centro storico. L’obiettivo era quello di mostrare che il 5G potrebbe portare ad una nuova fase di innovazione consentendo di guidare un’auto di serie da remoto e di proporre soluzioni smart city per l’ottimizzazione dei servizi pubblici.

Driverless. L’evento è stato anche l’occasione per il primo test in Italia per un veicolo a guida autonoma in un contesto urbano. Da dentro Palazzo Madama un pilota guida la vettura e in piazza i passeggeri viaggiano all’interno di uno spazio circoscritto da nastri al cui interno l’auto svolta, accelera e frena da sola.

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Sony

La Commissione europea ha dato l’ok il progetto di acquisizione totale di EMI Music Publishing da parte di Sony, ritenendo che non pone problemi di concorrenza dato che non aumenterebbe il potere di mercato di Sony nella piattaforme online. EMI Music Publishing è controllata da Sony e Mubadala, fondo di investimento stabilito negli Emirati Arabi Uniti. Sony vuole acquistare il controllo esclusivo di EMI.

Snapchat

Snap, la controllante della app Snapchat, ha toccato giovedì nuovi minimi record nel dopo mercato a Wall Street (-10% a 6,20 dollari) a causa di un continuo calo degli utenti. I ricavi del terzo trimestre (a livelli senza precedenti) e le attese per il quarto hanno però battuto le stime degli analisti, che in ogni caso restano preoccupati. Nel terzo trimestre la perdita è stata il 27% più contenuta di quella di un anno prima arrivando a 325,15 milioni, o 25 centesimi per azione. Nel periodo, i ricavi sono saliti del 43% a 297,7 milioni di dollari, oltre le stime degli analisti ferme a 283 milioni. Nonostante un calo dei prezzi delle pubblicità, gli introiti per utente sono cresciuti del 37% annuo a 1,60 dollari. Tuttavia, come detto, il numero degli utenti che usano la app ogni giorno nel mondo ha raggiunto 186 milioni, in calo dell’1% sul trimestre precedente ma in rialzo del 5% sullo stesso periodo del 2017.

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In agenda oggi

GIOIN – Cosa significa per le aziende riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi, grazie all’innovazione e al digitale? Oggi pomeriggio a Roma dalle 15  GIOIN approfondirà il tema Circular Economy con esperti, imprese e startup. L’evento si svolgerà presso Talent Garden Poste Italiane, campus di coworking nato dalla collaborazione con Poste Italiane e Digital Magics.





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dalla musica su Facebook ai cowboy urlanti di Snapchat


Difficile immaginare un social media manager non aggiornato in tempo reale sulle novità e i trend del social media marketing. Per te, che corri sempre tra un brief e l’altro, preso da scadenze, to do list, report, e impegni extra lavorativi, torna la nostra Week in social.

Scopriamo insieme le ultime dal mondo dei social.

Facebook aggiorna Messenger, aggiunge la musica e innova le ads

Week in social

 

Questa settimana ci sono così tante novità in casa Facebook che non sappiamo da dove cominciare. Tra il proseguo della lotta alla Fakenews, la pubblicazione del rapporto Ad Archive sugli annunci negli Stati Uniti relativi a questioni politiche e di rilevanza nazionale, e i primi contenuti sull’Election Day, per aiutare le persone a prepararsi al giorno delle elezioni, sono tre le novità su cui ci vogliamo soffermare.

La prima riguarda l’aggiornamento di Messenger.

La parola d’ordine è semplicità. Messenger 4 sarà infatti più semplice, veloce da navigare, e potrai utilizzare più colori per personalizzare le tue conversazioni.

Facebook sa che le novità non sono sempre ben accette dagli utenti, per cui le introdurrà un po’ alla volta, lasciando ovviamente intatte le funzionalità che ti permettono di restare in contatto con le persone che ami.

Secondo Luca La Mesa, docente Ninja Academy:

Messenger è il futuro di Facebook per tutta la parte di conversazione privata o “one to many” e di conversione tramite l’evoluzione dei chatbot. Questo aggiornamento, che mira alla semplificazione, permette di rendere ancora più familiare questo ambiente prima dell’introduzione di diverse novità.

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La seconda novità che ti segnaliamo riguarda le Ads: Facebook sta testando i sondaggi video e una nuova tipologia di ad unit, che pare potrà mostrare i contenuti o prodotti di diversi brand all’interno della stessa collection. Tentativi che mirano ad aumentare il coinvolgimento degli utenti.

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Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa:

L’aspetto interessante dei social è che si possono testare idee e formati di questo tipo per rendersi conto se il mercato è interessato ad usarli e se generano maggiore performance. Facendo un rapido sondaggio informale con alcuni clienti sembrano scettici su questa idea ma se i risultati del test mostreranno maggiori risulti al minor costo saranno disposti a provarla.

Restando in casa Zuckerberg, passiamo alla terza e più recente novità della settimana: presto, potrai aggiungere la musica che ami al tuo account Facebook, alle tue Facebook stories, e ai contenuti del tuo newsfeed.

Week in social

Non solo: con l’espansione della nuova funzionalità Lip Sync Live, all’interno delle Stories, potrai girare dei video e simulare di cantare il brano che selezionerai, in sottofondo. Arriverà anche il testo a comparsa durante i video: si, proprio come accade nel karaoke.

Luca La Mesa, commenta così:

La musica è potentissima per unire e intrattenere le persone. I successi ottenuti da altre piattaforme, in particolare sul target più giovane, ha convinto Facebook a sperimentare soluzioni simili. Riusciranno con queste novità ad attirare nuovamente un target molto giovane?

Instagram, YouTube e Snapchat puntano su video e creatività

Week in social

Le ultime tre novità della nostra Week in social riguardano Instagram, YouTube e Snapchat. Procediamo con ordine.

Come annunciato in un video ufficiale, YouTube estenderà a tutti la funzione Premiere.
Cos’è Premier?

Te lo spieghiamo. YouTube Première è una funzionalità che consente di guardare e scoprire un nuovo video insieme ad altri spettatori, chattando con loro nell’attesa di un nuovo contenuto, proprio come la première di un film o un programma TV.

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Offrire la Première di un video ti consente, invece, di programmare un caricamento e stimolare il passaparola sul video con una pagina di visualizzazione dedicata.

Insomma, una nuova opportunità di engagement, chat, hype e monetizzazione.

Abbiamo chiesto a Luca La Mesa cosa ne pensa:

In un panorama social in cui Facebook sta cercando di abituare gli utenti a guardare video sempre più lunghi, anche grazie alla sezione Facebook Watch e al lancio di Portal, YouTube estende a tutti questa opportunità nella speranza di aumentare la quantità dei minuti che gli utenti passano sulla piattaforma. Nei prossimi mesi mi aspetto l’annuncio da entrambe le piattaforme di ulteriori funzionalità per convincere gli utenti a creare contenuti e a visionarli con i propri amici.

Chiudiamo la nostra rubrica con due delle app più amate dai nativi digitali. Snapchat, con le nuove lenti, ti permetterò di intervenire sugli Snap con effetti spettacolari, come cambiare il colore dei capelli, intervenire sullo sfondo delle foto, o far apparire un cowboy urlante in cielo.

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Inoltre, attraverso la funzione ‘Marker’, gli utenti saranno in grado di realizzare, con la app, esperienze 3D e AR a partire da immagini 2D scansionate tramite la fotocamera di Snapchat.

Last but non least, Instagram ha annunciato che gli utenti possono ora aggiungere fino a sei persone in una chat video. Una novità piccola ma rilevante, che va sempre più verso i bisogni dei giovani, e fa concorrenza alla app Houseparty, che pare stia diventando molto popolare tra i giovani.





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Instagram è l’app preferita dai ragazzi, più di Snapchat (dice un rapporto)


Instagram è la piattaforma social più utilizzata tra gli adolescenti e ha superato Snapchat. A dirlo Taking Stock With Teens, il sondaggio semestrale condotto dalla banca d’investimento e società di gestione patrimoniale Piper Jaffray: l’azienda ha intervistato 8.600 adolescenti con un’età media di 16 anni, in 48 stati. Dal report (che ha l’obiettivo di far emergere le tendenze di spesa e le preferenze in fatto di marchi) è emerso che l’85% dei ragazzi usa il social di Facebook almeno una volta al mese. Però, quando agli adolescenti è stata chiesto quale fosse la loro piattaforma social preferita, il 46% degli intervistati ha risposto Snapchat, il 35% Instagram, il 6% Twitter e il 5% a Facebook.  Se Instagram spopola, Facebook non se la passa bene. L’analisi sul coinvolgimento dei giovani dà in calo il social blu di 16 punti: il 28% dei quindicenni lo usa almeno una volta al mese, era il 40%  due anni fa.

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credits Piper Jaffray

L’analisi nel dettaglio

I risultati del sondaggio hanno rivelato appunto che l’85% degli intervistati utilizza Instagram, mentre l’84% preferisce Snapchat, il 47% utilizza Twitter e solo il 36% degli adolescenti utilizza Facebook su base mensile (era il 45% un anno fa). I risultati di un anno fa riportavano un quadro molto diverso: l’80% degli intervistati utilizzava Snapchat, il 79% preferiva Instagram, il 56% utilizzava Twitter.

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credits Piper Jaffray

Vendite

“Instagram – spiegano gli analisti di Piper Jaffray – continua a avere il predominio nella vendite, gli adolescenti preferiscono infatti in modo schiacciante entrare in contatto con i marchi su Instagram rispetto ad altri canali”.

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credits Piper Jaffray

Amazon, Netflix ed Apple

Dall’analisi è risultato anche che Amazon è il sito più amato dai teenager con il 47% delle preferenze (seguito da Nike, al 5%). Netflix è il numero uno in fatto di streaming. “Gli adolescenti trascorrono il 38% del loro tempo ogni giorno guardando Netflix ben più di YouTube che si piazza al 33%” hanno spiegato da Piper Jaffray. Apple ha accresciuto la sua quota di mercato di smart watch tra gli adolescenti con un 17% di preferenze (l’Apple Watch è il secondo orologio più popolare degli adolescenti).





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dall’addio a Google+ ai video più lunghi di 15 secondi su Instagram


L’appuntamento fisso con i più interessanti aggiornamenti dal mondo dei social media è qui come sempre per svelare tutte le news più interessanti della settimana. Non è stata solo la settimana dell’arrivo dei Nametag su Instagram di cui abbiamo parlato anche qui, ma di tantissime altre fresche novità.

Scopriamole insieme.

Nuovi strumenti contro il bullismo e video più lunghi su Instagram

Nuove procedure per combattere il bullismo sull’app. Su Instagram non ci sarà più spazio per i bulli. Secondo le ultime indiscrezioni comparse sul blog di Instagram la società ha annunciato l’introduzione di sistemi di machine learning in grado di rilevare automaticamente comportamenti offensivi su foto e didascalie.

Questi nuovi strumenti saranno in grado di:

  • rilevare foto e commenti non appropriati;
  • scansionare otticamente le foto che vengono postate all’interno dell’app;
  • inviare i post considerati offensivi ai moderatori della community per la revisione.

La lotta al cyberbullismo era già iniziata qualche mese fa quando Instagram aveva introdotto un filtro per i commenti molesti disponibile per le sezioni Feed, Esplora e profilo.

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Instagram combatte il cyber bullismo

Con questo aggiornamento questa funzionalità è stata estesa anche ai video live, in modo da poter bloccare in real time i commenti scorretti e mantenere alta la sicurezza degli utenti. Ma le novità sul fronte bullismo non finiscono qui. Instagram si propone come mezzo per diffondere la gentilezza.

Infatti, in occasione del mese contro il bullismo appena annunciato negli Stati Uniti, è stato reso disponibile un nuovo effetto “Gentilezza” tra quelli disponibili nelle Stories. Il nuovo filtro è stato sviluppato insieme Maddie Ziegler, giovane autrice e ballerina e nota attivista nelle campagne anti-bullismo.

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Basterà seguire il profilo di Maddie Ziegler per vedere apparire tra gli effetti della fotocamera “Spread Kidness” che sembra essere un vero e proprio manifesto per diffondere la gentilezza nel Mondo ma sopratutto all’interno dell’App.

Luca La Mesa, docente Ninja Academy ha commentato così questo aggiornamento:

“Lo scorso anno nel programma Codice su RaiUno parlammo delle soluzioni di intelligenza artificiale che Facebook stava implementando nei suoi prodotti. Grazie al machine learning si può aiutare a contrastare il bullismo e anche a rendersi conto se i comportamenti di un utente sono simili a quelli di qualcun altro che poi ha provato a levarsi la vita. Facebook ha un team dedicato allo studio delle soluzioni ad impatto sociale e queste sono solo alcune iniziative che fanno sperare per il meglio”.

Ma per Instagram c’è anche un’altra novità: arrivano i video più lunghi di 15 secondi all’interno delle Stories.

È in fase di implementazione un altro aggiornamento di cui saranno felicissimi tutti gli amanti delle Instagram Stories.

Secondo alcune indiscrezioni sarà a breve disponibile la possibilità di caricare video più lunghi della classica durata di 15 secondi. La nuova funzione che verrà introdotta gradualmente, taglierà automaticamente in segmenti i video di durata superiore.

Per farlo basterà semplicemente continuare a tenere premuto il tasto utilizzato per creare le Stories. In questo modo non avremo più limiti nella registrazione dei nostri video e potremo tranquillamente girare video di durata superiore senza doverci interrompere o senza utilizzare app terze per ritagliare il video.

Unico limite sarà quello che il testo che sarà presente nel primo segmento del video non si replicherà automaticamente sui segmenti successivi della Stories. L’aggiornamento non è al momento disponibile su tutti i dispositivi e in tutti i Paesi.

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Facebook ha presentato Portal e un aggiornamento per il Pixel

Ogni settimana da Menlo Park arrivano nuovi aggiornamenti e news super interessanti. Non è da meno quella di questa settimana.

Come vi avevamo anticipato la scorsa settimana, Facebook ha lanciato il suo primo device. Si tratta di Portal un dispositivo di comunicazione video per la casa che grazie alla tecnologia AI, rende le videochiamate semplici e piacevoli. Il dispositivo dispone di intelligenza artificiale e la smart camera permette in maniera automatica di seguire automaticamente i soggetti della videochiamata attraverso panoramiche e zoom. Inoltre l’audio Smart Sound riduce al minimo i rumori di sottofondo migliorando le voci di chi parla.

Facebook Portal

Portal non è un semplice strumento per le videochiamate, ma è un vero e proprio smartphone speaker, poiché permette anche di ascoltare e di acquistare musica, cercare informazioni, visualizzare foto e guardare video (esclusivamente attraverso Facebook Watch).

Saranno inoltre introdotte a breve nuove funzioni di realtà aumentata che adotteranno la piattaforma Spark AR, per rendere le chiamate ancora più divertenti e interattive.

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Al momento il device è disponibile solo negli Stati Uniti in due differenti versioni da 10 e 15 pollici. Facebook ha inoltre comunicato che le video conversazioni che avvengono su Portal non saranno in alcun modo registrate, conservate o ascoltate, assicurando i più alti standard di privacy possibili.

L’era del telefono fisso pare definitivamente tramontata.

Una novità che interesserà sicuramente a sviluppatori e inserzionisti è quella dell’aggiornamento per i cookie dei Pixel.

Come annunciato dal 24 Ottobre 2018, Facebook apporterà delle novità significative alle gestione dei cookie relativi ai pixel di tracciamento. Il pixel di Facebook come già noto, serve per attivare delle campagne di retargeting e a misurare efficacia e conversioni delle nostre inserzioni.

In precedenza il pixel di Facebook aveva sempre basato il suo funzionamento su cookie di terze parti. Con questo aggiornamento si inizierà a parlare di cookie di prima parte, poiché i cookie diventeranno di proprietà del sito web in cui è stato installato il pixel.

Facebook ha deciso quindi di attivare i cookie di prima parte con una sostanziale differenza: i biscottini magici diventano possesso del sito web in cui è stato installato il pixel; ecco perché si parla di prima parte, a differenza dell’altra tipologia che riguarda i cookie appartenenti ad un sito appunto terzo. Questa tipologia di cookie vengono infatti conservati meglio dai vari browser ed evita ad esempio come avviene per esempio con Safari, la disabilitazione preventiva che fa perdere dati preziosi al pixel di Facebook.

Questa novità ci permetterà di raggiungere più utenti su Facebook attraverso campagne di retargeting oltre ad effettuare misurazioni e report più precisi.

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Bye Bye Google+

L’annuncio della chiusura di Google+ non ha sorpreso nessuno. Ormai erano diversi mesi che circolavano voci sull’imminente chiusura. Quello che invece che molti non si aspettavano è una delle cause principali è stato un bug che avrebbe esposto la sicurezza di milioni di utenti e di cui l’azienda era a conoscenza già da diversi mesi.

Una comunicazione che non è arrivata proprio in maniera spontanea. Infatti è stato il “Wall Street Journal” a raccontare della vulnerabilità di Google+.

Google ha scoperto l’errore di sicurezza la scorsa primavera, ma non ha rivelato il risultato a causa dei timori di controllo regolamentare e danni alla sua reputazione soprattutto dopo lo scandalo Cambridge Analytica che aveva da poco colpito Facebook.

Non solo sicurezza ma anche problemi di engagement. Secondo gli ultimi dati la piattaforma ha dimostrato di essere poco utilizzata e con un bassissimo coinvolgimento in quanto il 90% delle sessioni ha una durata inferiore ai cinque secondi.

Tuttavia Google manterrà il servizio per le organizzazioni che utilizzano la piattaforma per le comunicazioni con i dipendenti e la società ha dichiarato che continuerà a sviluppare nuove funzionalità per questi utenti.

Luca La Mesa commenta così:

“Nel 2016 nel programma Hive@Harvard parlammo con un membro del team di GoogleX ed era già evidente che Google+ avesse fallito il suo obiettivo ed il team era stato riallocato su altri progetti. Credo che in futuro ci saranno nuovi esperimenti in questa direzione ma bisogna vedere se tramite social network made in G oppure tramite acquisizioni. Di sicuro ciò che potrebbe aiutare la concorrenza sarebbe una proposta di legge europea sulla “portabilità delle reti sociali” come qualche brillante italiano ha provato ad ipotizzare. Cosa si intende? La possibilità di passare da un social ad un altro portandosi dietro tutte le info legate alle nostre connessioni e interessi onde evitare di dover ricominciare da zero a ricostruirle”.

Snapchat si dà alle mini serie

Nel tentativo di trovare nuove modalità per la crescita degli utenti e del tempo di permanenza sulla piattaforma visti anche gli scarsi risultati dell’ultimo anno, Snap ha annunciato oggi una lista di programmi autoprodotti.

Una serie di show, che faranno parte di un nuovo programma chiamato Snap Originals  e che includeranno un mix di sceneggiature e reality che saranno introdotti per la prima volta nei prossimi mesi nella scheda Snapchat Discover.

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Snap Originals prevederà anche gli inediti Show Portals, tramite cui sarà possibile entrare virtualmente nello show con elementi interattivi di realtà aumentata. 

Non mancheranno strumenti come Lenses, Filtri e tanti altri modi divertenti per condividere gli show con i propri contatti nel classico stile Snapchat.

Un format del tutto inedito, con episodi che avranno una durata di appena 5 minuti e che verranno pubblicati ogni giorno e realizzati ad hoc per essere visualizzati da  mobile, sfruttando la visualizzazione in verticale.





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dai tag prodotto nelle Stories agli annunci verticali su YouTube


Settimana troppo intensa? Tanto da non aver avuto nemmeno il tempo per informarvi sulle ultime news provenienti dal mondo dei social media? Niente paura Week in Social è qui per questo.

Ecco, riassunte per te tutte le più interessanti novità social della settimana.

Lo shopping su Instagram diventa sempre più semplice

Da quando Instagram ha introdotto i tag prodotto all’interno dei post condivisi dai brand con un eCommerce, nel mondo sono più di 90 milioni gli utenti che li utilizzano ogni mese.

Per questo il social network di proprietà di Facebook, sta cercando il modo per capitalizzare al meglio, anche in termini di investimenti pubblicitari delle aziende, la sua piattaforma. Pochi giorni fa infatti sono stati annunciati due nuove funzioni per rendere ancora più semplice lo shopping all’interno dell’app.

Come prima novità vi è stata l’introduzione dei tag prodotto all’interno delle Stories. I numeri delle Storie ormai sono in continua ed inarrestabile crescita. Circa 400 milioni di utenti le utilizzano ogni giorno e un terzo delle storie più visualizzate sono realizzate dai brand.

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Un’opportunità più che ghiotta per Instagram, che considerando il limite di spazi utili per consentire ai brand di fare advertising, molto più limitate rispetto a Facebook, sta cercando di garantire sempre maggiore visibilità alle aziende per raccontare i propri prodotti e servizi.

Ma le novità non finiscono qui. Instagram ha inoltre annunciato l’introduzione di un canale dedicato allo shopping all’interno del feed “Esplora”.

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I canali tematici, lanciati a giugno, consentono di esplorare con maggiore semplicità determinati interessi e approfondire qualsiasi area di preferenza nella sezione “Esplora”. Con questo aggiornamento che sarà integrato nei prossimi mesi, quando abbiamo intenzione di utilizzare Instagram per fare shopping, avremo la possibilità di avere un canale dedicato ai post dei brand che hanno inserito il tag prodotto e scegliere articoli dai nostri marchi preferiti o da marchi similari a quelli che già seguiamo.

Una grandissima novità per gli amanti dello shopping e per le aziende che utilizzano Instagram per incrementare le vendite dei propri prodotti e servizi.

Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa, Top Teacher Ninja Academy:

“Le novità di Instagram si avvicinano sempre più alla funzionalità che molti marketer attendono: l’acquisto diretto dentro le piattaforme. Lo step intermedio sono i tag che portano traffico ad una specifica pagina con i dettagli di prodotto ma credo che il futuro si proverà a finalizzare il tutto senza uscire dalla piattaforma”.

LEGGI ANCHE: Instagram avvia i test per il “regram” dei contenuti

Snapchat lancia Curated Our Stories

No, Snapchat non è morto. Anzi. Pur avendo accusato il colpo di alcune funzioni interamente riprodotte su Instagram, Stories in primis, il social del fantasmino continua ad essere tra i social network più popolari tra i giovani. Sono ben 188 milioni gli utenti che ogni giorno aprono l’App più di 20 volte, postando circa 3 miliardi di Snaps.

La grande forza di Snapchat in questi anni è stato quello della grande propensione dei propri utenti nel postare contenuti in tempo reale. Per questo motivo l’App ha lanciato Curated Our Stories, per un gruppo ristretto di editori come Cosmopolitan, NBC e CNN.

Un aggiornamento importante per la piattaforma che inizia così la sua avventura nel mondo della condivisione di notizie in tempo reale. Una funzione che aiuterebbe a rilanciare il calo di oltre tre milioni di utenti nell’ultimo trimestre e che potrebbe supportare il ritorno all’utilizzo della piattaforma da parte di nuovi utenti.

Ma come la maggior parte delle novità che introduce, se Curated Our Stories dovesse iniziare a performare è molto probabile che le macchine fotocopiatrici in casa Facebook e Instagram si accendano.

Luca La Mesa, commenta così:

“Snapchat sta provando in vari modi a rilanciarsi e provare a coinvolgere diversi partner è sicuramente una strategia interessante. Avevamo fatto i primi test su Snapchat durante la gestione social, con il CONI, delle Olimpiadi di Rio 2016 ma negli ultimi due anni lo abbiamo abbandonato con la maggior parte dei clienti. Riuscirà a rilanciarsi dati anche i numeri in crescita”.

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Youtube: arrivano gli annunci video verticali

Per garantire anche agli annunci pubblicitari la stessa esperienza di visualizzazione dei video verticali all’interno dell’App, YouTube annuncia l’introduzione del formato verticale anche nelle inserzioni fruite da mobile.

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Una novità che tende ad adeguarsi alle abitudini di fruizione dei contenuti video sulla piattaforma da parte degli utenti, che secondo il rapporto YouTube Data Global, vengono visualizzati per oltre il 70% da dispositivi mobili.

A testare per la prima volta questo formato è stata la Hyundai per il lancio della nuova Kona, producendo degli interessanti risultati che hanno evidenziato un aumento della brand awareness del 33%.

Facebook consente alle pagine di aderire ai gruppi

L’ultimo aggiornamento fresco fresco di conferme ufficiali riguarda una nuova opzione che sta già suscitando un grande interesse da parte di brand e social media marketer.

È infatti stata lanciata la possibilità di consentire l’accesso ai gruppi Facebook anche alle pagine aziendali, in modo da poter interagire in maniera diretta con le loro community.

Da qualche giorno infatti è attiva come impostazione predefinita l’opzione “Consenti alle pagine di inviare la richiesta come membri del gruppo” che permette anche alle pagine dei brand di partecipare attivamente alle conversazioni che avvengono all’interno delle community Facebook.

Essere in grado di interagire in gruppi attraverso le pagine aziendale può rappresentare un mezzo alternativo per generare visibilità e per costruire e migliorare la brand awareness all’interno dei gruppi Facebook, che attualmente sembrano essere lo strumento migliore e a maggiore coinvolgimento del social network.

Cosa ne pensa Luca La Mesa?

“È un dietro le quinte noto a poche persone ma questa funzionalità fu richiesta/suggerita a Mark Zuckerberg da Monica Archibugi quando lo incontrò a Roma insieme a altre startup italiane. Lei raccontò che per gestire il gruppo della sua startup Le Cicogne era costretta a creare un profilo finto. Le settimane successive lui la ringrazio informandola che stava lavorando ad una soluzione. È bello vedere come le piattaforme riescano ad ascoltare gli utenti per migliorarsi sempre di più”.





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Non è un paese (social) per i giovani. Ecco perché la generazione Z torna offline


Vi è mai successo di trovarvi davanti una persona, conoscerla per la prima volta, poterle chiedere qualsiasi cosa, intraprendere una conversazione, eppure dopo pochi minuti liquidarla con un “aggiungimi su Facebook” oppure “Whatsappami” o “Mi segui già su Instagram”? Se state scuotendo il capo pensando che sia una cosa da adolescenti vi sbagliate di grosso. La generazione Z, ovvero i nati dopo il 1995, non ci stanno e mentre i Millennial continuano a scambiarsi like su Facebook e a postare Stories su Instagram loro tornano nel buon caro vecchio mondo offline, dove tutto è meno social ma forse un po’ più vero.

Generazione Z e i social

Un esodo dai social?

Un fenomeno se non di massa, comunque molto importante, quello dell’abbandono dei social da parte dei più giovani a favore di un ritorno alle origini. Attenzione, non stiamo parlando di un rifiuto totale dei social network da parte della Z Generation ma sicuramente di un utilizzo molto più selettivo e mirato rispetto ai loro fratelli maggiori.

Se infatti i Millennial (nati tra il 1980 e il 1995) sono quelli dei selfie e della condivisione di qualsiasi cosa, la Generazione Z (nati dopo il 1995) usa al contrario molti più dispositivi (5 invece dei 3 dei Millennial) ed è molto più attenta alla privacy e critica nei confronti della qualità dell’informazione.

Allo stesso tempo, se per i giovani cresciuti negli anni Novanta il mondo social ha rappresentato il vero punto di rottura tra il prima e il dopo, per i loro fratelli più piccoli il mondo virtuale di Facebook, Instagram e Snapchat non è altro che un dato di fatto, nulla da dover scoprire e sperimentare. “Ma che ne sanno i duemila” ci verrebbe da dire. Invece, loro lo sanno eccome.

Giovani e social

In Gran Bretagna, per esempio, il 63% degli studenti under 20 sarebbe felice se i social media non fossero mai stati inventati e per ogni giovane curvo su uno schermo, ce ne sono altri per i quali i social media non hanno più fascino e interesse. Il desiderio di costruire autentiche amicizie offline sembra tornare in auge e voltare le spalle alla tecnologia e al mondo virtuale fa sempre più tendenza . Ma come possiamo spiegarlo?

Una spiegazione del fenomeno

Per cercare di dare una risposta o almeno capire di più sul fenomeno dell’abbandono dei social network da parte della Z Generation abbiamo fatto quattro chiacchiere con un esperto che ci ha chiarito alcuni punti. Ecco cosa ci ha detto Romeo Lippi, Psicologo, Psicoterapeuta e Founder del progetto Lo psicologo del Rock, ovvero un percorso di Song Therapy in cui le canzoni sono utilizzate come mezzo e strumento per conoscersi e migliorarsi.

Giovani e social

Ciao Romeo, la Generazione Z è nata e cresciuta online, perché allora un numero sorprendente di loro improvvisamente volta le spalle a Instagram, Facebook e Snapchat?

«I giovani per loro natura e per loro cultura cercano sempre la novità, l’originalità, e soprattutto desiderano sentirsi diversi da quelli che considerano adulti. Siccome su Facebook prima, ma come sta succedendo ora anche per Instagram e Snapchat sono sbarcati gli adulti e tra questi anche i loro genitori, scatta il rifiuto per quello che prima consideravano un mondo innovativo, speciale e diverso.

Da qui è facile pensare che originale e innovativo sia proprio il non essere più sui social. Quello che i giovani vogliono soddisfare è il bisogno e la necessità di novità e diversificazione cosa che secondo loro i social network ora non possono più offrire. I social sono lo standard».

Mentre i giovani della Generazione Z si stanno allontanando sempre di più dal mondo social, i Millennial sembrano apprezzare sempre più il loro status virtuale sui social. Come mai questo divario?

«Per i Millennial i social sono diventati un elemento imprescindibile per ottenere gratificazione sociale. I like alle foto, i commenti non fanno altro che gratificarci e dare degli impulsi positivi al nostro cervello. È un esempio di stimolo risposta molto rapido ed efficace.

Il nostro cervello si abitua in fretta a questo meccanismo ed è come avere a disposizione una dose giornaliera di gratificazione che passa attraverso i social. Non dobbiamo dimenticare poi che i Millennial hanno investito molto di più sui social sia a livello di immagine che di opportunità di lavoro, mollarli per loro sarebbe impensabile e significherebbe rinunciare a questo investimento».

Sfida o malessere, ma la vera chiave è un uso consapevole dei social

I giovani della Z generation non hanno mai dovuto imparare a usare i social, sono nati e vissuti con loro, subendone in tempo reale le diverse trasformazioni senza nessuno sforzo. L’allontanamento potrebbe dipendere anche da questo?

«Probabilmente i giovanissimi di questa che viene chiamata Generazione Z, non vendono nei social network alcuna sfida. Essere su Facebook, Instagram o Snapchat diventa in fretta banale. Già in molti si sono spinti troppo in là come tipologia di contenuti, cosa potrebbero fare in più se non semplicemente limitarsi ad imitare? Fondamentalmente può entrare in gioco la noia e la banalità».

“Se stai passando una brutta giornata, se ti trovi da solo, se a scuola è andato tutto male, vedere la foto dei tuoi amici che si divertono ad una festa è deprimente”. Questa una delle motivazioni dell’allontanamento dai social di un giovane tipo. Come la commenteresti?

«È una motivazione valida e soprattutto basata su diverse ricerche scientifiche che dimostrano che confrontarsi con dei modelli che sembrano eternamente vincenti come quelli che noi proponiamo in maniera migliorativa sui nostri social network non aiuta per niente il nostro status, il nostro umore e la nostra autostima. L’effetto confronto non fa altro che peggiorare un nostro malessere nato offline e ci fa sentire ancora più isolati».

Cosa ti aspetti possa succedere nel prossimo futuro? Sulla base della tua esperienza, ci possiamo aspettare un abbandono in massa dei social o un ritorno alla vita virtuale?

«Mi aspetto un giusto ridimensionamento delle persone e del tempo che si dedica ai social e questo lo stiamo già vedendo con Facebook. La curva ascendente dei social si sta ridimensionando e si sta avviando verso una stabilizzazione. Continueremo a passare ancora molto tempo sui social network ma in maniera più consapevole. Il ritorno alla vita virtuale avverrà quando verrà introdotto qualcosa di ancora più innovativo e immersivo».





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Sfida fra i giganti dei social, tutti i numeri di Instagram, Facebook, YouTube e gli altri


I social network condizionano non solo la vita dei marketer, ma anche quella di chi li utilizza per scopi non professionali, diventando centro di scambio di opinioni e fonte di informazione. L’approccio (e l’uso) alle diverse piattaforme si differenza per molti aspetti, a partire dal formato dei contenuti; basti pensare ai nuovi video verticali su IGTV, l’app appena lanciata da Instagram.

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I numeri da record di Facebook

statistiche e social network

Fondato nel 2014 da Mark Zuckerberg, dopo circa 14 anni, Facebook è diventato il più grande social network al mondo, e quando si parla di statistiche e social, tende ad essere il punto di riferimento a cui tutte le piattaforme guardano e tendono. Ma parliamo di numeri. Ecco le più importanti statistiche di Facebook.

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A partire da aprile 2018, Facebook registra circa 2,2 miliardi di utenti attivi al mese e, ogni giorno, sono 1,4 miliardi gli utenti attivi e oltre 300 milioni le foto caricate sulla piattaforma. Ogni secondo, invece, vengono creati 5 account Facebook e circa il 30% degli utenti di Facebook ha un’età compresa tra 25 e 34 anni.

Il video di Facebook si riconferma, anche quest’anno, tra i formati più richiesti, registrando circa 8 miliardi di visualizzazioni al giorno.

Le statistiche di YouTube

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YouTube è stato creato 13 anni fa da Steve Chen, Chad Hurley e Jawed Karim. È il terzo sito web più popolare al mondo e la seconda piattaforma social più attiva, infatti al momento registra oltre 1,5 miliardi di accessi al mese, e gli utenti trascorrono, in media, 1 ora al giorno a guardare i video su YouTube.

Ogni minuto, su YouTube vengono caricate circa 300 ore di video, mentre ogni giorno sono oltre 5 miliardi le visualizzazioni e oltre 30 milioni gli utenti attivi che guardano, in media, video per almeno 40 minuti.

I numeri di Instagram

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La storia e il successo di Instagram sono noti a tutti: creato da Mike Krieger e Kevin Systrom nel 2010, per condividere foto e video, nel 2012 viene acquistato da Facebook, e pochi giorni fa ha raggiunto due importanti traguardi: 1 miliardo di utenti per la sua applicazione principale, festeggiati con l’introduzione del servizio di video long form chiamato Igtv (Instagram Tv), e 400 milioni di utenti giornalieri per le sue Stories, celebrati con una nuova funzione: la possibilità di inserire un sottofondo musicale all’interno delle Stories.

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Ogni mese, sono oltre 800 milioni gli utenti attivi e dal 2010, le foto condivise sono 40 miliardi. Ogni giorno, su Instagram, ci sono oltre 500 milioni di utenti attivi, 95 milioni di foto caricate, e sono circa 4,2 miliardi i Mi piace scambiati tra le persone. La maggior parte degli amanti di Instagram ha tra i 18 e i 29 anni, e il 32% è formato da universitari.

WhatsApp in cifre

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Anche WhatsApp, fondata da Jan Koum e Brian Acton nel 2009, nel 2014 è stata acquistata da Facebook. Si stima che abbia circa 700 milioni di utenti attivi al mese, con più di un miliardo di utenti registrati.

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È utilizzata in 109 paesi e sono circa 320 milioni gli utenti attivi ogni giorno. In media, 1 milione di persone si registrano ogni giorno su WhatsApp e sono circa 42 miliardi i testi e 1,6 miliardi le foto inviate tramite la app, ogni giorno.

Statistiche e numeri di Google+

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Google Plus è il social network che Google ha lanciato nel 2011, e nonostante ti stupirà saperlo, in quasi 7 anni, ha raggiunto 395 milioni di utenti attivi ogni mese, e oltre 2 miliardi di utenti registrati in tutto il mondo, di cui il 55% negli Stati Uniti.

Il 28% degli utenti di Google Plus ha un’età compresa tra i 15 e i 34 anni, il 73,7% è di sesso maschile, mentre il 26,3% è di sesso femminile. Si stima che in media un utente di Google+ trascorre sulla piattaforma circa 3 minuti e 46 secondi ogni volta che vi accede.

Statistiche di Twitter

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Twitter è stato fondato da Jack Dorsey, Biz Stone ed Evan Williams nel 2006, e, in poco tempo, è diventata una delle fonti più popolari per sapere in qualunque momento e in tempo reale, cosa accade nel mondo e di cosa parla la gente.

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Le statistiche più significative sono relative agli utenti registrati, circa 1,3 miliardi, e agli oltre 330 milioni di utenti attivi al mese, di cui 70 milioni sono degli Stati Uniti. Gli utenti attivi ogni giorno sono invece circa 100 milioni, e 460.000 i nuovi account Twitter registrati quotidianamente, con un numero di tweet superiore ai 140 milioni, il che equivale a un miliardo di tweet in una settimana. Ogni utente Twitter ha in media 208 follower, e 550 milioni di account inviano almeno un tweet.

L’arrembaggio di Snapchat

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Snapchat, un’app creata da Bobby Murphy, Evan Spiegel e Reggie Brown nel 2011, si è diffusa velocemente proprio per lo scambio effimero dei sui contenuti, che si autoeliminano in 24 ore. La prima app a permetterlo.

In questi sette anni, Snapchat ha raggiunto circa 301 milioni di utenti attivi al mese e 178 milioni al giorno, di cui 77 milioni provengono dagli Stati Uniti. Degli utenti attivi quotidianamente, il 60% ha un’età compresa tra 18 e 34 anni.

Ogni giorno, si hanno oltre 10 miliardi di visualizzazioni video e vengono creati circa 3 miliardi di snapshot. Gli utenti Snapchat di età pari o superiore a 25 anni trascorrono una media di 20 minuti al giorno su Snapchat, mentre quelli con meno di 25 anni trascorrono in media 30 minuti sulla app. Si stima che ci vorrebbero più di 950 anni per guardare tutti gli scatti fatti in un giorno.

LinkedIn in continua crescita

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LinkedIn, servizio di networking professionale fondato nel 2002, e lanciato nel 2003, è il più antico social network tra quelli che abbiamo menzionato. In 15 anni ha registrato oltre 546 milioni di utenti, di cui 133 milioni provengono dagli Stati Uniti.

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Si stima che LinkedIn abbia circa 200 milioni di utenti attivi al mese, con almeno 2 nuovi membri registrati su LinkedIn ogni secondo, che corrispondono a 5,26 milioni di nuovi account al mese. Sono oltre 20 milioni le pagine aziendali registrate su LinkedIn, e di tutti gli utenti, il 57% sono uomini mentre il 43% degli utenti sono femmine.

Statistiche di Pinterest

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Chiudiamo la nostra lista con Pinterest, un’app mobile fondata da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra nel 2010, e che dopo otto anni, registra 200 milioni di utenti attivi al mese; di questi, 70 milioni provengono dagli Stati Uniti.

Il numero totale di pin è superiore a 100 miliardi, il numero totale di schede Pinterest è di circa 1 miliardo e, in un giorno, Pinterest viene visitato da 2 milioni di utenti.



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