Le funzionalità di Google Analytics che non puoi non usare


Un buon Marketer lo sa: saper scrivere bene e con attenzione alla SEO non è abbastanza per riuscire a conquistare le prime posizioni sui motori di ricerca, oggi.

Serve molto di più, soprattutto la capacità di analizzare i dati con occhio attento e critico, per scovare informazioni utili e scoprire possibili margini di miglioramento. E il migliore amico di ogni esperto SEO & SEM, in questo senso, è sempre lui, l’unico e il solo: Google Analytics.

Un mondo fatto di infinite variabili, che si possono combinare insieme in mille modi diversi per ottenere una mole di informazioni pazzesca: dal monitoraggio della provenienza del traffico alla comprensione dei percorsi di navigazione, ecco il mondo in cui si deve muovere l’esperto SEO e SEM oggi.

Durante la Free Masterclass “Google Analytics Ninja” del 30 ottobre Gianpaolo Lorusso, docente del corso SEO&SEM Energy (formula online + LAB) condividerà con noi alcuni dei segreti per conquistare Google Analytics e far cantare i dati come usignoli.

Scopriremo il potere dei dati per la SEO e la SEM, imparando quali sono le funzioni avanzate di Google Analytics da conoscere e come si può far evolvere il valore di Google Analytics per il proprio business.

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google analytics

Cosa imparerai durante la Free Masterclass

La maggior parte degli utenti conoscono e utilizzano solo la punta dell’iceberg di Google Analytics, lasciandosi sfuggire una quantità di informazioni fondamentali per il successo delle proprie campagne di Search Engine marketing e Inbound marketing.

Dopo la Free Masterclass, invece, saprai:

  • migliorare il tracciamento delle tue conversioni
  • scoprire nuovi insight analizzando il comportamento dei visitatori
  • intervenire in tempo reale per ottimizzare le tue campagne

Iscriviti subito alla Free Masterclass, i posti per la diretta sono limitati! Ma se proprio non ce la fai a seguire la lezione del 30 ottobre, potrai sempre riguardare la lezione on demand a distanza di pochi giorni nella tua area utente su Ninja Academy.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS
SEO&SEM Energy

martedì 30 ottobre dalle ore 13 alle 14

“Google Analytics Ninja”
con
Gianpaolo Lorusso

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

E tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!

Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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Cos’è Google E-A-T e cosa significa per i tuoi contenuti di qualità


E-A-T, quando si parla di Google, sta per Expertise (Esperienza), Authoritativeness (Autorevolezza), Trustworthiness (Affidabilità). Questa sigla rappresenta il “rinnovato” sistema di Google per valutare i contenuti di qualità.

Si tratta di un insieme di criteri messi in campo da Google dal 2015 per offrire un’esperienza di ricerca all’altezza delle aspettative dei suoi utenti.

Dal 1° agosto di quest’anno questi criteri di valutazione sono stati inseriti nelle linee guida che Google consegna ai quality rater per verificare che i risultati delle ricerche siano di alta qualità ed effettivamente rispondano alle intenzioni di ricerca degli utenti.

Analizziamo un po’ più da vicino questi tre importanti parametri:

  1. Esperienza: chi scrive deve necessariamente dimostrare di essere un esperto in materia e avere molta esperienza dovuta al fatto di aver affrontato e risolto tanti casi.
  2. Affidabilità: questa è legata allo scopo per cui una persona pubblica determinati contenuti. L’autore di un contenuto potrebbe perseguire scopi diversi, poco chiari, ed essere portato a pubblicare informazioni false o poco accurate solo per avere visibilità.
  3. Autorevolezza: essere autorevoli significa essere riconosciuti come esperti in un determinato settore o in una materia. Quindi, una persona, un’organizzazione o una società viene considerata un’autorità in materia se altre persone – anch’esse esperte sull’argomento – la reputano tale.

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Google

I contenuti YMYL

YMYL sta per Your Money or Your Life e indica tutte quelle pagine web che possono avere un impatto più o meno importante sulle persone nei seguenti ambiti:

  • Felicità
  • Salute
  • Stabilità economico finanziaria
  • Sicurezza

Ecco alcuni esempi tratti proprio dalle linee guida per i quality rater:

  • Pagine per acquisti o transazioni finanziarie: pagine Web che consentono agli utenti di effettuare acquisti, trasferire denaro, pagare bollette, ecc. online (ad esempio negozi online e pagine bancarie online).
  • Pagine di informazioni finanziarie: pagine Web che forniscono consigli o informazioni su investimenti, imposte, pianificazione pensionamenti, acquisto casa, pagamento per l’università, acquisto di assicurazione, ecc.
  • Pagine di informazioni mediche: pagine Web che forniscono consigli o informazioni su salute, farmaci, malattie specifiche, salute mentale, nutrizione, ecc.
  • Pagine di informazioni legali: pagine Web che forniscono consulenza legale o informazioni su argomenti come il divorzio, la custodia del bambino, testamento, diventare cittadino, ecc.
  • Articoli di notizie o pagine di informazioni pubbliche/ufficiali importanti per avere una cittadinanza informata: pagine web che includono informazioni su processi, politiche, persone e leggi del governo locale/statale/nazionale; disastri, servizi di risposta; programmi governativi e servizi sociali; notizie su argomenti importanti come eventi internazionali, affari, politica, scienza e tecnologia; ecc.

Come avrai capito si tratta di contenuti che possono avere una ricaduta importante sul futuro delle persone e quindi Google preferisce trattarli con maggiore attenzione al punto da strutturare meglio il proprio algoritmo di ranking.

Facciamo un esempio per comprendere meglio come dovrebbe comportarsi un quality rater di fronte a un determinato contenuto di cui debba valutare la qualità e di conseguenza dare suggerimenti a Google sul suo ranking nelle serp.

Se una persona ha un problema di tipo legale e fa una ricerca su Google in questo senso, la risposta migliore e più autorevole dovrebbe provenire da un avvocato o comunque da un professionista del settore in grado di dare suggerimenti qualificati e attendibili.

Se invece tra i risultati delle ricerche dovessero esserci contenuti scritti da persone non esperte della materia ma che sono comunque abili a scrivere e posizionare contenuti di ogni genere, le conseguenze per l’utente potrebbero essere gravi, soprattutto se quest’ultimo non fosse in grado di valutare l’autorevolezza di chi scrive.

Google

Come rendere il proprio sito a prova di E-A-T

Google ha rivisto le sue linee guida per i quality rater, il che significa che se abbiamo un sito che rientra nelle categorie sopra citate dobbiamo prendere delle contromisure per evitare che le nostre pagine vengano declassate nelle serp o che addirittura vengano penalizzate fino a scomparire dai risultati di Google. Ecco tre consigli che mi sento di darti…

  1. Crea un sito su un argomento specifico che conosci bene o in cui sei specializzato
  2. Dimostra autorevolezza pubblicando regolarmente molti contenuti nel settore di riferimento
  3. Dichiara lo scopo del tuo sito dimostrando affidabilità e serietà

Ogni punto va specificato nel dettaglio con tecniche e strategie da inserire nel tuo piano di web marketing.

Ma di questo ti parlerò meglio durante il Corso SEO & SEM Energy di Ninja Academy (Corso Online + Lab): fino al 19 settembre al prezzo speciale Early Booking. Scopri di più!





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Cos’è la SEA e perché dovresti sempre affiancarla alla tua SEO


Campagne Pay Per Click e Search Engine Optimization sono ancora visti come soluzioni alternative per raggiungere gli obiettivi di visibilità e posizionamento sui motori di ricerca, ma non è così. È invece benefico intraprendere contemporaneamente iniziative su ricerche a pagamento (SEA) e organiche (SEO).

Ma prima di tutto, chiariamo un equivoco molto diffuso. Le campagne PPC sono l’espressione più comune del Search Engine Advertising, un sottoinsieme del Search Engine Marketing, il quale comprende sia SEA sia SEO. L’acronimo SEA è però poco usato e si è diffusa l’abitudine di identificare questa disciplina con il SEM in contrapposizione al SEO.

SEO e SEA sono fortemente basati sulle parole chiave per indirizzare gli utenti verso siti e pagine Web. Sebbene le tecniche di marketing utilizzate siano diverse, entrambe perseguono lo scopo di generare flussi di traffico qualificato, ossia utile alle iniziative di marketing intraprese e, in ultimo, alla vendita. Utilizzare una combinazione strategica di entrambi può aumentare l’efficacia di una search strategy a lungo termine.

LEGGI ANCHE: La regola delle 8W per pianificare campagne Pay Per Click di successo

Visibilità e fiducia

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Il beneficio più immediato è la duplice presenza nei risultati offerti dai motori di ricerca (SERP). Un marchio che appare sia nei risultati organici che in quelli a pagamento crea maggiore consapevolezza (brand awareness) e ne amplificherà la credibilità (brand trust).

Le aziende sono spesso tentate di ridurre gli sforzi PPC una volta conquistato il primo posto di una SERP. Tuttavia, è importante ricordare che i primi due o tre risultati sulla maggior parte delle SERP sono annunci PPC. Dominare i risultati di ricerca organici e a pagamento aumenterà notevolmente il traffico e darà l’impressione di essere una presenza consolidata in un determinato mercato.

Questa interazione è particolarmente importante nelle strategie di web marketing che passano per numerosi touch point prima della vendita.

LEGGI ANCHE: 12 consigli SEO per migliorare il traffico da ricerca testate su Google RankBrain

Dalla SEA alla SEO

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L’utilizzo congiunto di iniziative SEO e SEA fornisce dati utili sulle parole chiave e abbrevia i tempi di test. Una campagna pubblicitaria a pagamento può aiutare a selezionare parole chiave ad alta conversione per le tue iniziative SEO.

Pagare per un click non significa solamente ottenere traffico istantaneo sul sito Web, ma anche preziose informazioni sulle parole chiave più performanti. La differenza fondamentale sta nella velocità con cui è possibile modificare le impostazioni di un annuncio PPC e verificarne i risultati in pochi giorni, dove invece un intervento SEO-oriented sul sito darebbe frutto solo dopo alcune settimane.

Osservando i report di una campagna a pagamento è dunque possibile visualizzare le ricerche effettuate dagli utenti e modificare di conseguenza le meta descrizioni e i testi del sito.

Le tempistiche sono solo un esempio dell’utilità nel condividere i dati tra iniziative SEO e campagne SEA. Il PPC può aiutare la un sito sin dalla sua realizzazione, per esempio effettuando degli A/B test su più versioni della stessa pagina per selezionare quella più performante e implementarla nella versione definitiva del sito.

Infine, iniziative PPC mirate sugli utenti che hanno già visitato il sito, costituiscono delle efficaci iniziative di remarketing per mantenere top of mind il ricordo del brand, per portare a termine acquisti lasciati in sospeso e in generale per invitare le persone ad accedere nuovamente al sito.

LEGGI ANCHE: Unire Branded Content e Pay per Click per massimizzare i risultati

Dalla SEO alla SEA

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Anche l’ottimizzazione onsite può contribuire alla buona riuscita delle campagne a pagamento, per esempio concentrando i propri sforzi per ottenere buoni posizionamenti organici per le parole Consigli chiave che richiedono investimenti economici troppo onerosi.

Oltre a questo, una buona SEO può aumentare il punteggio di qualità degli annunci AdWords, basato proprio sulla corrispondenza tra parole chiave, contenuti dell’annuncio e corrispondenza con i testi proposti nelle pagine del sito a cui gli annunci rimandano.

Inoltre, avere un sito ben strutturato permette di integrare gli annunci a pagamento con sitelink, ossia link secondari di supporto agli annunci che possono fungere da canali di conferma o, più semplicemente, aumentare le dimensioni complessive dell’annuncio: una caratteristica da non sottovalutare nella lotta per la visibilità in SERP.

Nel lungo termine, anche le statistiche del sito possono fornire spunti interessanti per le iniziative di SEA, in particolare per quanto riguarda le long tail keyword. Oltre alle informazioni fornite da Analytics, un dato interessante può essere quello delle ricerche effettuate internamente al sito, soprattutto quando si tratta di un eCommerce.

LEGGI ANCHE: Cosa devi sapere prima di intraprendere una strategia di search engine marketing

Non solo SEA: Facebook Ads

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Una strategia coordinata di SEO e SEA può includere in generale tutte le campagne PPC: non si limita alle interazioni tra sito e i prodotti Google Analytics e Google AdWords, ma coinvolge anche le iniziative a pagamento realizzate tramite i canali social.

I social network, infatti, sono sicuramente da tenere in considerazione quando si tratta di divulgare rapidamente contenuti di valore, soprattutto ricorrendo alle sponsorizzazioni a pagamento di link a pagine/articoli. Utilizzando ad esempio Facebook Ads e LinkedIn Ads è possibile mirare a gruppi di persone non necessariamente vasti ma incredibilmente specifici. I dati raccolti da queste campagne possono contribuire poi a definire il pubblico di destinazione dei prodotti/servizi e aiutare a perfezionare la strategia SEM complessiva.

Brand awareness, content promotion e link building sono dunque i principali contributi delle campagne PPC sui social network alle iniziative SEO e SEA.



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L’importanza della visione strategica nella SEO


Chi si occupa di web marketing sa perfettamente che spesso, nella nostra disciplina, sono le mode e non le valutazioni ragionate e lungimiranti a determinare le scelte di aziende, manager e professionisti.

Da quando la rivoluzione digitale è arrivata a stravolgere le nostre vite, tanta acqua è passata sotto i ponti e ne abbiamo viste di tutti i colori ma, ahimè, non abbiamo ancora imparato la lezione.

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Credits: Depositphotos #116763862

Non c’è successo senza progettualità

All’inizio sembrava che fosse sufficiente avere un sito o un eCommerce per ottenere un successo stratosferico (la bolla del dot com), poi tutti hanno cercato l’oro sui motori di ricerca, in seguito è stata l’ora dei blog e dei social, infine sono arrivate le app, le piattaforme di instant messaging ed ora l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata, e chi più ne ha più ne metta. Ogni nuovo arrivo sembra nascondere la pietra filosofale in grado di trasformare il destino personale e/o dell’azienda in oro.

Ragionamento analogo può essere fatto per le discipline che si sono sviluppate intorno agli strumenti menzionati in precedenza: prima tutti Web Master, poi tutti Blogger, in seguito tutti SEO e SEM Specialist, successivamente tutti  eCommerce Marketer, a seguire tutti Social Media Marketer, infine tutti Inbound Marketer o esperti in lead generation, poi tutti Growth Hacker o Performance Marketer, ora tutti Funnel Marketer o Affiliate Marketer Specialist e la lista potrebbe continuare (e sicuramente continuerà).

Seguendo chimere senza progettualità, costanza, impegno in molti si sono scottati ed hanno perso uno dei pochi treni in grado di assicurare un presente ed un futuro alle proprie imprese o carriere: quello del digital marketing.

Per inciso: non ho niente contro chi voglia innovare ed esplorare, anzi, ritengo che ognuno dei canali, degli strumenti, delle tecniche menzionate possano avere un loro valore e possano rivelarsi ottime opportunità.

Ritengo che l’innovazione ‘ragionata’ sia un potente motore di crescita.

Anche il vantaggio di essere first mover non è trascurabile: meglio sfruttare un canale, una tecnica di marketing, un tool, se realmente efficaci, prima che lo facciano altri.

Ma uno strumento rimane uno strumento, una tattica rimane una tattica, un canale rimane un canale: sono tutti mezzi e non sono i fini dell’attività dell’imprenditore e del professionista.

Nessuna strada ti porterà a destinazione se non sai dove vuoi andare e non prepari le giuste scarpe (leggi investimenti, sacrifici, sforzi) per arrivare alla meta.

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Credits: Depositphotos #31881377

Qual è la meta?

Le finalità che l’imprenditore, il manager o il professionista deve porsi come obiettivo sono le stesse da sempre:

  • aumentare i guadagni (da reinvestire nell’azienda);
  • ridurre i costi (non gli investimenti);
  • assicurarsi la sostenibilità del business nel breve e lungo periodo;
  • mantenere i clienti nel tempo (magari deliziandoli);
  • invogliare i clienti a tornare e spendere di più (upsellig a cross selling);
  • aumentare i clienti (ridurne ai concorrenti) e quote di mercato;
  • creare un posizionamento ed una percezione del brand in grado di generare valore nel tempo.

Il lavoro del marketer online ed offline deve essere rivolto a raggiungere almeno uno di questi obiettivi (molto meglio se tutti contemporaneamente).

Punto.

Come?

Non esiste una soluzione universalmente valida: ogni strategia di marketing (ed il web marketing non fa eccezione) va cucita su misura.

Se l’imprenditore non ha chiaro il progetto, le finalità che vuole raggiungere, il budget a disposizione, l’orizzonte temporale dell’investimento, non ha senso intraprendere alcuna attività alla cieca.

Il blog SEO oriented che ha fatto la fortuna di Aranzulla, Giallozafferano, Donnamoderna ed altre migliaia di realtà potrebbe non essere la soluzione ideale per la tua azienda o la tua professione (perché magari i tuoi concorrenti hanno intrapreso la strategia molto prima di te ed hanno intasato le pagine dei risultati delle ricerche di Google).

Facebook, che è stato il trampolino di lancio “gratuito” delle fashion blogger, potrebbe non essere il canale giusto per te (perché magari nel frattempo sono cambiati gli algoritmi).

Instagram, che in determinati settori (foto, design, moda, cosmesi, arte, ecc) può essere un toccasana, magari non si addice al tuo mercato: YouTube potrebbe essere un interessantissimo canale di acquisizione/branding.

I siti di comparazione prezzi, che hanno decretato il successo di aziende in grado di vincere la guerra dei prezzi e sviluppare anche algoritmi ad hoc per assicurarsi di poter battere la concorrenza, magari non sono il canale adatto alle tue dimensioni.

Stare su Amazon (o su un portale verticale) potrebbe avere un senso per alcuni, meno senso per altri.

Per portare a casa il risultato e per capire a cosa dare la priorità, a tali valutazioni si deve affiancare uno studio preliminare sulla salute (digitale e non) dell’azienda e di quella della sua concorrenza.

Bisogna valutare attentamente la situazione iniziale di partenza (SWOT analisys):

  • l’azienda è leader?
  • Ha una buona reputazione?
  • Come sono percepiti i suoi prodotti o servizi?
  • Com’è messo il sito? È in grado di convertire?
  • Il management o la proprietà hanno dimistichezza con il mondo digitale? C’è una conoscenza di canali e strumenti?
  • C’è qualcuno in grado di scrivere contenuti e/o gestire i social?

Se davvero vuoi trovare la tua strada digitale devi vagliare attentamente molti aspetti.

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L’importanza della visione strategica nella SEO

Il corso che dal 2011 tengo per Ninja Academy si concentra proprio sulla strategia che deve supportare qualsiasi scelta SEO e SEM: cerco di trasmettere i fondamentali tecnici della disciplina (indispensabili per il successo su Google) integrandoli con una visione strategica in grado di orientare le decisioni aziendali per fare delle SERP, ovvero delle pagine dei risultati dei motori di ricerca, le migliori alleate del business.

Quello che distingue il nostro percorso è che ci concentriamo molto sui ragionamenti necessari:

  • per consentire di trovare la giusta strada anche quando non è possibile essere nelle primissime posizioni per parole chiave ritenute (a torto o a ragione) più importanti nel proprio settore,
  • per capire le logiche dietro ad un progetto che non sia a rischio penalizzazione e in grado di creare valore sostenibile anche nel medio/lungo periodo.

Nelle pagine dei risultati di Google può essere ancora nascosto un patrimonio inestimabile in grado di portare valore nel tempo anche a chi è partito in ritardo o deve partire adesso.

Lo dico con cognizione di causa.

Per esperienza diretta posso affermare che il posizionamento su Google è come un diamante: è per sempre.

Nel corso, io e gli altri docenti, ti mostreremo con esperienze concrete e con case histories reali – frutto della mia attività quotidiana– come fare di Google il tuo migliore alleato.

Ti aspettiamo.

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