5 consigli per emergere su Instagram con i tuoi contenuti di Food & Beverage


Questo articolo è stato scritto da Susana Alonso, Blogger, Sommelier e docente del Corso Digital Marketing per il Food & Wine di Ninja Academy.

Ormai Instagram è una vera forza della natura online. La piattaforma è ben consapevole della sua grandezza e delle sue potenzialità, e continua a sviluppare nuovi strumenti dedicati agli account Business. I suoi analytics sono sempre più avanzati, le Instagram Stories sono una grande opportunità di business e gli shoppable Instagram post chiudono per ora un circolo virtuoso che potrebbe presto arricchirsi di nuovi elementi.

Se ciò non basta a convincerti, considera le ultime statistiche, pubblicate da Knowledge enthusiast: Instagram ha più di un miliardo di utenti attivi al mese, e ognuno passa in media 55 minuti al giorno sulla piattaforma. In Italia, le cifre non sono meno sorprendenti: parliamo infatti di 19 milioni di utenti attivi al mese.

Se il tuo business rientra nel settore del Food & Beverage, allora la tua presenza in questo social è certamente d’obbligo. Vediamo dunque come mettersi in regola per emergere in questo interessante social in continua crescita.

1. Crea un richiamo estetico che ti renda unico e riconoscibile

Credo che la chiave per avere successo su Instagram sia riuscire a creare un’immagine del brand riconoscibile e consistente.

Dunque, innanzitutto dovrai capire che cosa rende unico il tuo brand, stabilire il tipo di messaggio che intendi diffondere su questa piattaforma, e avere chiari i tuoi obiettivi di business.

Quando si parte con una nuova azione di comunicazione, è fondamentale cercare di parlare da subito alle persone giuste. Identifica dunque le tue buyer personas e scegli con cura un tono di voce aziendale che rifletta l’anima del brand.

Ma una brand image ben distinguibile è fatta anche di consistenza. Perciò dovrai identificare e seguire un filo conduttore che leghi i post del tuo feed. Puoi puntare sul soggetto delle foto, sui filtri, sugli schemi di colori o sullo stile dei tuoi sfondi: scegli un elemento unificante e fanne il perno della tua comunicazione.

Da qualche giorno su Instagram sono disponibili i Nametag. Io li sto ancora testando, ma è già chiaro che possono essere molto utili per diffondere il tuo account Instagram su altri social, sul tuo sito o anche su del materiale cartaceo.

Nametag2

2. Usa foto di qualità (e cura la messa in scena)

Le fotografie improvvisate, senza filtri o editing danno spesso un’idea di poca professionalità. Bisogna curare al massimo la qualità delle foto, e usarle per trasmettere visivamente e immediatamente la cura e l’attenzione che l’azienda pone in tutto ciò che fa.

Per esempio, puoi mostrare la cura che metti nel realizzare i tuoi piatti, o testimoniare un evento che hai organizzato nella tua location, o condividere vedute degli angoli più particolari del tuo locale (ristorante, wine bar, cantina, azienda, ecc.). Includi queste idee nel piano editoriale di Instagram e sperimenta scattando.

Se proprio non trovi in tempo o non riesci a fare il lavoro visual da solo, allora contatta un professionista. Puoi accordarti per realizzare degli scatti con una scadenza programmata. Per esempio, se hai una vigna, un uliveto, o un frutteto, puoi programmare una sessione di scatti ogni due mesi, per riuscire ad avere una testimonianza in tempo reale dell’evoluzione delle piante e dei frutti.

Dedica tempo alla fase di styling, per esaltare i colori e le forme e riuscire così a trasmettere gli aromi e i sapori. Bisogna cercare di proiettare, per così dire, i piatti fuori dalla cornice dell’immagine, e stimolare al massimo il desiderio dell’osservatore.

Una parte importante della buona riuscita delle foto è data dall’allestimento che decidi di usare per lo sfondo. Basta poco: assi di legno, meglio ancora se usate e rovinate, per comunicare un’atmosfera rustica e familiare; un corredo di tovaglie e altre stoffe; se hai bisogno di colori, con poca spesa puoi acquistare carte e cartoncini fantasia.

instagram food & beverage

3. Ama le Stories e sarai amato

Confesso che all’inizio non comprendevo le opportunità di business delle Stories. Mi sembrava che lo sforzo per produrre contenuti coinvolgenti fosse esagerato rispetto alla durata effimera di questi strumenti. Ma da quando è possibile mettere le Stories in evidenzia, ho cambiato radicalmente opinione.

Le Storie sono contenitori ideali per scene del backstage o per gli scatti spontanei. Puoi includere brevi filmati che raccontano il lavoro dietro le quinte: la mis en place, la ricezione delle materie prime, la scelta del menù del giorno, ecc. E ricorda che puoi sempre personalizzare le foto usando i filtri, le menzioni, gli hashtag, il luogo e la data. Ovviamente, puoi anche aggiungere dei testi.

Anche i sondaggi funzionano bene come Stories. Oltre che a illustrare momenti più spensierati della vita aziendale, le Instagram Stories sono ideali per mostrare una ricetta o un processo produttivo. Il risultato può essere una specie di foto-tutorial o di mini-video che spiega passo a passo il procedimento per realizzare un piatto o un drink.

Questo negozio di frutta e verdura, che ha un numero notevole di follower, usa le sue stories per comunicare i suoi traguardi, come per esempio i primi venti anni di attività. Ma le storie sono usate dal brand anche per sensibilizzare il proprio pubblico a donare a chi ha bisogno (un breve video incluso nelle Stories rimanda alla landing page della donazione).

donate

4. Fai storytelling in ogni pubblicazione

Anche se forse non ne sei consapevole, quando parli di cibo o di bevande, stai già facendo dello storytelling. Infatti, fare storytelling del cibo e del vino non significa produrre una fiction letteraria, o in generale una storia inventata. Ricorda che non dovresti mai smettere di essere sincero o realista solo per cercare di risultare più accattivante.

Quando parliamo di Instagram, parliamo della piattaforma visual per eccellenza per il Food & Beverage. Ma usare il visual non significa che non puoi anche sfruttare efficacemente dei testi di accompagnamento.

Anzi, i testi ti permettono di dare tante sfumature diverse alle tue storie. Perciò è bene dedicare una sezione distinta del Calendario Editoriale a Instagram.

Nella tua pianificazione per questo canale dovresti includere le foto che andrai a pubblicare, le didascalie che aggiungerai (eventualmente specificando bene gli emoji da usare), e gli hashtag.

Ecco alcuni temi da sviluppare nei tuoi racconti visuali e testuali:

  • puoi raccontare come è nata una certa ricetta (idea di fondo, scelta delle materie prime, aggiunta di particolari, modifiche finali, variazioni successive).
  • Se hai un birrificio, puoi raccontare l’arrivo dei luppoli e del malto che userai per rendere la tua birra inconfondibile.
  • Se sei un sommelier, puoi mostrare i ferri del mestiere: bicchieri, bottiglie, collezioni, libri che consulti per aggiornarti, foto che ti ritraggono mentre fai servizio, ecc.

Nella pianificazione delle pubblicazioni, ricordati di lasciare spazio anche alla promozione degli eventi: incontri, fiere di settore, presentazioni di prodotti, degustazioni, ecc. Spesso nel racconto degli eventi less is more: non pubblicare troppo scatti; invece scegline pochi, di qualità e rappresentativi di momenti notevoli del meeting.

Spesso gli storytelling migliori sono quelli di vita vissuta: racconta le esperienze, sia con le foto sia con le didascalie e con gli hashtag.

LEGGI ANCHE: PepsiCo cerca 10 nuove aziende del food e beverage da finanziare

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5. Metti le persone al centro della tua strategia

Follower, clienti, dipendenti e Influencer: sono loro il vero fulcro della tua comunicazione, anche su Instagram.

Su una piattaforma social, è fondamentale pubblicare ciò che interessa al tuo pubblico e, in generale, alle persone che sono coinvolte nelle attività della tua azienda.

Per riuscirci, è necessario fare analisi e listening periodici. Così potrai capire quali post hanno avuto più successo, controllare l’adeguatezza del tuo target e migliorare i tuoi contenuti.
Bisogna monitorare sempre il lavoro. Oltre alle statistiche dell’account aziendale, bisognerebbe tenere sotto controllo anche le menzioni al tuo brand e i tuoi hashtag.

Generalmente il repost degli UGC (User Generated Content) è molto gradito. Riposta dunque i contenuti che ti riguardano pubblicati dai tuoi clienti e avventori: chi ha mangiato nel tuo ristorante, chi ha bevuto la tua birra, chi ha degustato i tuoi prodotti biologici. È un ottimo modo per dimostrare la tua riconoscenza, oltre che una vera e propria tipologia distinta di contenuti.

I dipendenti sono i primi testimonial dei brand. Nel Food & Beverage, le persone sono un ingrediente fondamentale della ricetta!
Pensa alle fotografie di chi prepara le tagliatelle a mano; agli operai che raccolgono l’uva durante la vendemmia; ai dipendenti che mungono le mucche all’alba. Dedicare spazio alle persone che collaborano con te significa dedicare spazio alla faccia più nobile e sensibile del business. Ed è certamente un contenuto sempre più apprezzato e diffuso.

Fra le persone che possono contribuire alla comunicazione del tuo brand, non bisogna dimenticare gli Influencer. Se sei interessato a implementare una campagna di Influencer Marketing nella tua strategia digitale (e credo che tu lo debba fare presto), allora dovresti iniziare con un lavoro di selezione delle voci più importanti, interessanti, o simpatiche.
Non dovresti guardare solo al numero di follower di un certo Influencer, ma anche analizzare il suo stile, e capire se è in linea con il tuo stile, e se davvero può esserti utile.
Nel mondo del vino puoi trovare tanti “wine influencer”. Ce ne sono di molto famosi e di meno noti, di più o meno competenti, di più o meno capaci di influenzare con immagini o parole una certa audience. Studia le personalità, tieni conto dei tuoi obiettivi e del tuo budget, e solo dopo decidi chi coinvolgere.

LEGGI ANCHE: Food, eCommerce, Moda, Turismo e Tech, a ogni settore la sua campagna di marketing

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Conclusioni

Magari ci avevi provato, ma poi hai pensato che Instagram non era adatto al tuo brand. Spero che questi cinque tips ti abbiano fatto cambiare idea!

Come in ogni altro canale social, per emergere bisogna lavorare con ordine e costanza: stabilire obiettivi chiari e realistici, seguire un calendario preciso, allocare un budget (includendo gli ads), identificare i KPI (Key Performance Indicator, cioè le metriche di controllo del lavoro).

Ascolta, crea e pubblica. E non dimenticarti di partecipare alle discussioni: i tuoi follower saranno sempre felici di ricevere risposta ai loro commenti e apprezzamenti.





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Come organizzare le promo per il Black Friday e il Cyber Monday del tuo eCommerce


Il periodo che va dalla fine di novembre alla fine di dicembre può essere davvero esplosivo per un eCommerce, in termini di vendite. Naturalmente, bisogna aver organizzato le promo in modo efficiente, per sfruttare al massimo il potenziale di giornate ormai consacrate allo shopping online come il Black Friday o il Cyber Monday.

Se lavori nell’eCommerce dovrai progettare campagne coinvolgenti e offerte esclusive coerenti con gli obiettivi di business. Per questo, la Free Masterclass di giovedì 25 ottobre dalle 13 alle 14 è dedicata a te. Giovanni Cappellotto, docente del Corso Online eCommerce Start, ti fornirà una “Guida last minute per Black Friday e Cyber Monday”, per approfondire in maniera operativa e pratica come mettere in piedi la tua strategia promozionale.

Rispettivamente il venerdì dopo il giorno del Ringraziamento e il lunedì immediatamente successivo, queste due giornate di ispirazione statunitense danno vita alla settimana più attesa da chi compra online: promozioni, sconti ed offerte esclusive, in una finestra temporale così limitata, attirano moltissimi clienti potenziali sia sul web che nel retail.

Quest’anno Black Friday e Cyber Monday cadranno rispettivamente il 24 e il 27 novembre 2018, ma è anche vero che si tratta di due giornate che si trasformano per molti merchant nell’apice delle vendite di un intero periodo, quello che ci accompagna verso il Natale, durante il quale la parola d’ordine è “essere preparati”.

>>ISCRIVITI SUBITO ALLA FREE MASTERCLASS “Guida last minute per Black Friday e Cyber Monday”

Come organizzare le promo per il Black Friday e il Cyber Monday del tuo eCommerce

Cosa imparerai durante la Free Masterclass

Questo è il momento giusto per convertire il traffico di un negozio online in una clientela rinnovata e più ampia e mettere il turbo alle tue vendite online e durante la Free Masterclass capirai come:

  • strutturare in maniera pratica le attività del Black Friday e del Cyber Monday
  • pianificare i risultati delle promozioni in termini di conversione
  • prendere spunto dalle case history di successo

Iscriviti subito alla Free Masterclass, i posti per la diretta sono limitati! Ma se proprio non ce la fai a seguire la lezione del 25 ottobre, potrai sempre riguardare la lezione on demand a distanza di pochi giorni nella tua area utente su Ninja Academy.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS
eCommerce Start

giovedì 25 ottobre dalle ore 13 alle 14

“Guida last minute per Black Friday e Cyber Monday”
con
Giovanni Cappellotto

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

E tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!

Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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LEARNING360 torna a Milano per raccontare il futuro della formazione


LEARNING360 l’evento più grande in Italia sul digital learning e sul futuro della formazione, torna al Teatro Manzoni di Milano il prossimo 9 novembre. Tra tecnologie esponenziali, intelligenza artificiale e robotica, passando per gamification e storytelling, il focus sarà stavolta su come, grazie alla rivoluzione digitale, stanno evolvendo tecniche e modelli didattici per lo sviluppo di competenze professionali.

learning360

Chi sono i protagonisti di LEARNING360

Organizzato da Mosaico Elearning, lo scorso anno l’evento ha riunito un pubblico di oltre 8oo professionisti del marketing, delle risorse umane da aziende italiane e internazionali, università, no-profit e pubblica amministrazione.

Protagonisti del palco saranno voci autorevoli che hanno rivoluzionato l’alta formazione professionale: tra i relatori il Mirko Pallera – CEO e fondatore di Ninja e Ninja Academy, Luca La Mesa – Social Media Strategist Publisoftweb, Ivan Mazzoleni – Business Digital Transformation Lead in Microsoft, Fabio Viola – Direttore del Master in Gamification & Engagement Design all’Istituto Europeo di Design, Cristina Pozzi – Autrice del libro “2050. Guida (fu)turistica per viaggiatori nel tempo” e Andrea Fontana – CEO di Storyfactory.

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Non mancheranno anche idee e spunti provenienti da altri mondi, come l’intervento di Bruno Barbieri, chef più stellato d’Italia e giudice di Masterchef e lezioni fornite dai campioni dello sport.

Tra i moderatori, Gabriele Dovis, founder di Mosaicolearning e Federica Bulega, responsabile Corporate Training di Ninja Academy.

Per tutti sarà l’occasione di vivere una giornata di condivisione di visioni, esperienze e consigli, con la tecnologia applicata al training come minimo comune denominatore. Un momento di crescita, passione e sinergia.

E se cerchi ancora un po’ di ispirazione, guarda il video della scorsa edizione.

Partecipa all’evento gratuitamente

Ti aspettiamo a Milano per una giornata di formazione unica nel suo genere!

Noi Ninja saremo media partner dell’evento: celebreremo come la trasformazione tecnologica e digitale stia impattando su un settore cruciale per lo sviluppo economico delle aziende del nostro paese. Unisciti a noi in una giornata di crescita personale e professionale.

Trovi il modulo di iscrizione cliccando qui.
Segnala l’evento anche ai colleghi che pensi possano essere interessati e invitali a registrarsi gratuitamente.





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10 motivi per seguire un Executive Master online


Il mondo del lavoro di oggi è altamente competitivo e impone la necessità di una formazione continua per restare al passo con l’evoluzione tecnologica, soprattutto in settori specifici come quello del marketing.

Spesso, però, quando già si lavora, la scelta di lasciare tutto per dedicarsi nuovamente allo studio e migliorare skill e competenze non è tra le opzioni a disposizione. Ecco perché in tanti scelgono una soluzione di specializzazione diversa e specifica, quella degli Executive Master, cioè percorsi di crescita espressamente dedicati a lavoratori e professionisti che vogliono ampliare il loro know-how.

Il tempo è davvero l’essenza di un Executive Master: ogni momento di apprendimento e confronto va sfruttato al massimo, con la possibilità di formazione on demand (quando vuoi) o web live (seguendo degli appuntamenti stabiliti secondo un calendario).

Rispetto ad un normale corso universitario, infatti, sei tu a scegliere come gestire i tempi dell’apprendimento, in relazione al tuo lavoro, senza rinunciare ad una formazione di livello elevato e ad un titolo riconosciuto.

Ecco quindi dieci buoni motivi per scegliere un Executive Master online.

Executive Master online

Credits: Depositphotos #30288659

1. Flessibilità

Come dicevamo, la possibilità di seguire le lezioni quando e dove vuoi, magari durante la pausa pranzo  o la sera al rientro a casa, è uno degli indiscutibili vantaggi di un Executive Master online. Ma la flessibilità non si riduce ad una questione di orari.

Seguendo il percorso online puoi scegliere di rivedere le lezioni quando e quante volte vuoi, in modo da fissare meglio le informazioni più complesse da apprendere per te o chiarire i dubbi che possono sorgere proseguendo nel percorso didattico.

2. Migliorare le competenze senza rinunciare al lavoro

Alla base di ogni Executive Master c’è proprio questo: migliorare la propria preparazione professionale, conciliando studio e lavoro. Ancora di più un Executive Master online garantisce la possibilità di avere la migliore formazione senza necessità di muoverti da casa o dall’ufficio.

3. Cominciare in qualsiasi momento

La decisione di seguire un Executive Master online può essere presa in qualsiasi momento. Non è detto che per tutti cominciare un periodo di formazione sia automatico come tornare a scuola. A volte sono necessari periodi di riflessione e scelta delle tempistiche più opportune per conciliare tutto con il lavoro. Ecco perché un Executive Master online può essere la soluzione ideale: Ninja Academy, ad esempio, propone un piano di studi pubblicato al momento dell’iscrizione e la possibilità di seguire i moduli che lo compongono nella prossima data più vicina.

>>> Scopri tutte le opportunità offerte dai 7 Executive Master di Ninja Academy e chiedi subito una consulenza per capire quale soluzione è più giusta per te.

Executive Master online

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4. Aggiornamento continuo

Proprio grazie a questa modalità offerta dagli Executive Master online, si può usufruire di un corso davvero aggiornato al momento in cui si decide di seguirlo. E questo, soprattutto nell’ambito del digital marketing, è fondamentale. Conoscere le ultime novità introdotte nell’advertising sui social media, ad esempio, è essenziale per avere competenze utili al termine del percorso di studio.

5. Conoscere gli strumenti

Un’altra caratteristica degli Executive Master è che ogni modulo è tenuto da un docente che è innanzitutto un professionista, in grado di portare all’attenzione degli studenti casi di studio concreti e strumenti che torneranno subito utili nella pratica lavorativa. Solo così l’aggiornamento non resterà un altro titolo di studio da inserire nel CV ma diventerà un vero elemento di distinzione nel competitivo mondo del lavoro di oggi.

6. Il metodo learning by doing

Chi lavora è ormai abituato a fare più che a studiare e un sistema troppo passivo di apprendimento potrebbe risultare addirittura controproducente. Per questo gli Executive Master online hanno un approccio learning by doing, permettendo agli studenti di mettere subito in pratica ciò che hanno imparato direttamente sul campo nel proprio lavoro.

Executive Master online

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7. La certificazione

Non un semplice titolo da inserire nel curriculum, dicevamo. Ma non va dimenticato che anche questo aspetto è importante in fase di recruiting e un Executive Master online fornisce a tutti gli effetti una certificazione universitaria valida e riconosciuta, spendibile per la propria crescita professionale, magari per ottenere una promozione nell’azienda in cui già si lavora.

8.  Il riconoscimento del proprio lavoro

Per chi lavora è spesso difficile seguire la fase di stage richiesta da un Master universitario e a volte può sembrare che tutto ciò che si è fatto fino a quel momento non serva a nulla. Con un Executive Master online, invece, è possibile vedere riconosciuto anche il proprio percorso lavorativo (es. progetti, attività già svolte) nell’ambito delle discipline di riferimento del corso.

Executive Master online

9. Un network ancora più grande

Le possibilità legate alla scelta di Executive Master, naturalmente, non si esauriscono con la formazione e le nuove competenze. Anche un corso online, infatti, può essere l’occasione per ampliare il proprio network: la conoscenza e il confronto con altri professionisti sono sempre un’ottima opportunità per affrontare nuove sfide e magari dare il via a nuovi progetti di business.

10. I costi

Con un Executive Master online non avrai costi di trasferte e risparmierai notevoli risorse economiche evitando di chiedere permessi studio a lavoro, magari rateizzando il pagamento.

Scopri i 7 Executive Master Ninja Academy e Università IUSVE! Sono iniziati gli Open Days, scopri come specializzarti in: Digital Marketing & Social Media Communication, eCommerce Management, Performance Marketing, Web Content Marketing, SEO & SEM Strategy, Digital Marketing, Social Media Marketing.





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Le funzionalità di Google Analytics che non puoi non usare


Un buon Marketer lo sa: saper scrivere bene e con attenzione alla SEO non è abbastanza per riuscire a conquistare le prime posizioni sui motori di ricerca, oggi.

Serve molto di più, soprattutto la capacità di analizzare i dati con occhio attento e critico, per scovare informazioni utili e scoprire possibili margini di miglioramento. E il migliore amico di ogni esperto SEO & SEM, in questo senso, è sempre lui, l’unico e il solo: Google Analytics.

Un mondo fatto di infinite variabili, che si possono combinare insieme in mille modi diversi per ottenere una mole di informazioni pazzesca: dal monitoraggio della provenienza del traffico alla comprensione dei percorsi di navigazione, ecco il mondo in cui si deve muovere l’esperto SEO e SEM oggi.

Durante la Free Masterclass “Google Analytics Ninja” del 30 ottobre Gianpaolo Lorusso, docente del corso SEO&SEM Energy (formula online + LAB) condividerà con noi alcuni dei segreti per conquistare Google Analytics e far cantare i dati come usignoli.

Scopriremo il potere dei dati per la SEO e la SEM, imparando quali sono le funzioni avanzate di Google Analytics da conoscere e come si può far evolvere il valore di Google Analytics per il proprio business.

>> ISCRIVITI SUBITO ALLA FREE MASTERCLASS “Google Analytics Ninja”

google analytics

Cosa imparerai durante la Free Masterclass

La maggior parte degli utenti conoscono e utilizzano solo la punta dell’iceberg di Google Analytics, lasciandosi sfuggire una quantità di informazioni fondamentali per il successo delle proprie campagne di Search Engine marketing e Inbound marketing.

Dopo la Free Masterclass, invece, saprai:

  • migliorare il tracciamento delle tue conversioni
  • scoprire nuovi insight analizzando il comportamento dei visitatori
  • intervenire in tempo reale per ottimizzare le tue campagne

Iscriviti subito alla Free Masterclass, i posti per la diretta sono limitati! Ma se proprio non ce la fai a seguire la lezione del 30 ottobre, potrai sempre riguardare la lezione on demand a distanza di pochi giorni nella tua area utente su Ninja Academy.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS
SEO&SEM Energy

martedì 30 ottobre dalle ore 13 alle 14

“Google Analytics Ninja”
con
Gianpaolo Lorusso

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

E tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!

Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Knowledge for Change!
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Cosa ti serve sapere per pianificare una strategia di marketing digitale oggi


Il mondo del digital marketing è in continua evoluzione e non basta solo conoscere le ultime funzionalità introdotte dai social media o l’aggiornamento dell’algoritmo di Google per costruire strategie efficaci online. Leggere i dati e i trend, interpretarli ed anticiparli, ma soprattutto applicarli in modo corretto per lo specifico contesto di business su cui operiamo è essenziale per restare al passo.

Oggi vi proponiamo un’intervista alla digital marketing manager Miriam Bertoli, appena rientrata dall’INBOUND2018 di Boston. Con lei scopriremo le novità sui funnel e l’intelligenza artificiale, i trend e gli esperti da seguire prima di cominciare a progettare una strategia di marketing digitale.

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Canali, tattiche e strategia di marketing digitale

Nella definizione di una strategia di marketing digitale oggi, quali canali sono irrinunciabili per qualsiasi azienda?

Faccio subito una premessa. I canali scelti sono funzionali alla strategia definita. E a monte, la strategia digitale è solo una parte della strategia di marketing complessiva dell’azienda. Potremmo arrivare a dire che non si parla di strategia digitale, ci sono una serie di tattiche che mettono al centro i punti di contatto digitali – uno o più siti, Amazon, la newsletter periodica e così via – e che sono così ben orchestrate da innestarsi in una strategia di marketing compiuta.

Insomma la risposta corretta alla domanda “quali sono i canali irrinunciabili?” è la più saggia e la più deludente per chi si aspetta ricette veloci: dipende.

Ci sono poi alcuni canali che, generalizzando, hanno in questo momento maggiore attenzione e affezione da parte delle persone: Instagram, Amazon, il formato dei video in diretta su Facebook e Instagram stesso. Ma, ripeto, non valgono per tutte le imprese e all’interno di tutte le strategie. Obiettivi dell’azienda e comportamento delle persone, fuori e dentro al digitale, sono i primi aspetti da valutare per scegliere i canali in cui essere presenti.

L’importanza dell’AI, dei video e un nuovo modello di funnel

Ci racconti le novità più importanti che ti porti dietro dall’INBOUND2018 di Boston?

Tralascio le novità su nuove funzionalità di Instagram, nuovi formati di advertising in arrivo e così via, ne scriverete come sempre in modo puntuale e interessante qui su Ninja :)

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Porto due novità di metodo e scenario: un nuovo modello del vecchio funnel, circolare e non più a imbuto, e il crescente impatto dell’Intelligenza Artificiale anche nel marketing.

Partendo dal nuovo modello per rappresentare il percorso d’acquisto, siamo abituati a vederlo raffigurato come qualcosa di lineare: dall’awareness alla fase di confronto e creazione della decisione d’acquisto, poi la fase di acquisto e il post acquisto. Guardandolo la punto di vista dell’azienda, in queste fasi tipicamente abbiamo un imbuto con in cima traffico e clienti potenziali, poi lead di cui abbiamo informazioni via via più qualificate e successivamente, in fondo al funnel, vendite e clienti da fidelizzare.

Questo modello ha effettivamente un grosso punto debole e cioè disperde molta energia: arrivati in fondo al percorso, missione raggiunta. Un paio di modelli che ho visto presentati a Boston – uno durante il keynote di uno dei due padroni di casa, Brian Halligan CEO di Hubspot – sono invece circolari: il post-acquisto è tanto importante quanto le fasi precedenti e anche di più. L’esperienza del cliente, curata e portata al massimo livello di soddisfazione, ne farà un nostro prezioso ambasciatore verso nuovi clienti e aprirà a possibili riascquisti da parte sua.

marketing digitale

La seconda novità riguarda la presenza crescente dell’intelligenza artificiale nel marketing. Spesso la stiamo già utilizzando senza rendercene conto, negli strumenti che utilizziamo tutti i giorni. Uno “strato” di intelligenza artificiale sarà sempre più presente e da un lato ci aiuterà ad essere più efficienti ed efficaci – per esempio automatizzando una serie di attività di ottimizzazione in una campagna di advertisting – dall’altro renderà obsolete alcune professioni come le intendiamo oggi.

Prendiamo per esempio quella della definizioni di quali contenuti postare in un blog, per intercettare ricerche organiche da motore di ricerca: all’interno di una piattaforma di inbound marketing questa scelta può benissimo essere guidata dalla piattaforma stessa, grazie ai dati su quali contenuti tra quelli che abbiamo online stanno generando più traffico e conversioni, quali piacciono di più quando vengono promossi nei social media, che cosa stanno pubblicando i nostri concorrenti e così via. Cambierà la professione del digital marketer a anche qui, ciò che una macchina può fare in modo più veloce e meno costoso, sarà man mano affidato a sistemi intelligenti.

Sul mio blog ho raccolto anche altre considerazioni e alcune pillole video giornaliere da Boston.

I video sono ancora al centro di un trend di crescita, sia a livello di fruizione che di produzione da parte dei marchi. Il video marketing va necessariamente incluso in un piano di marketing digitale o ci sono casi in cui è possibile farne a meno?

Decisamente i video sono in un trend di crescita, in particolare i video live e i formati immersivi. Lo sono anche perché sono molto premiati da Facebook e Instagram per primi con notifiche – vi sarà capitato di vedere notifiche quando un amico è in diretta – e perché sono effettivamente molto versatili.

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La risposta alla tua domanda e cioè se vadano sempre inseriti è sempre dipende. Ma in questo caso faccio davvero fatica a trovare delle eccezioni: sarebbe un po’ come dire che una strategia di marketing digitale può fare a meno del testo, del contenuto scritto. Difficile, no? Lo stesso vale per i video: possono essere utilizzati per generare awareness, presentare un prodotto, trasmettere in diretta una sfilata, dare assistenza post vendita con dei tutorial, fare customer service… Insomma sono un formato di contenuto così versatile ed efficace che portano beneficio al marketing di tutte le aziende e tutti i professionisti.

Il vero tema è trovare i format giusti e investire per creare video che davvero servano alle nostre persone là fuori».

Consigli di lettura

Ci suggerisci tre esperti (oltre te) da seguire per essere sempre aggiornati sui trend del digital marketing?

Tre esperti di marketing, con o senza l’etichetta digitale, che mi piace seguire sono:

  1. Avinash Kaushik e in particolare la sua newsletter settimanale su marketing e analytics: mai banale e sempre molto acuto nelle sue osservazioni;
  2. poi lui, Seth Godin, sì sempre lui. Continua a postare regolarmente sul suo blog e consiglio di leggere anche solo un paio di post a settimana tra tutti quelli che pubblica: trova sempre le parole giuste per esprimere concetti importanti, come in questo post sull’importanza di concentrarsi sulla nostra community
  3. una vista originale e tagliente sui nuovi trend del marketing è poi quella che arriva dalle vignette di Marketoonist: ogni vignetta strappa un sorriso ma è anche uno spunto importante di riflessione».

>>> Vuoi essere aggiornato e sapere come pianificare la tua digital strategy? Scopri il Corso “Creare un piano di marketing digitale” di Ninja Academy con Miriam Bertoli.





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Come migliorare le tue campagne di Facebook Advertising


Secondo stime recenti, il 93% dei marketer gestisce regolarmente campagne di advertising su Facebook. Circa 3 milioni di aziende sono presenti su questa piattaforma per promuovere il loro business: il 70% di queste si trova al di fuori degli Stati Uniti, a testimonianza della pervasività ormai globale di Facebook Advertising.

Le inserzioni su Facebook riescono a connettere in tempo reale e costante imprese, brand e organizzazioni di qualsiasi dimensione con audience qualificate. Eppure, non tutte le campagne Facebook brillano per ottimi risultati. I criteri di profilazione, il budget o altre decisioni possono sminuirne portata, efficacia ed efficienza.

Trattandosi inoltre di una piattaforma in perenne evoluzione, è assolutamente decisivo restare aggiornati su nuove funzionalità e conoscere le tecniche di gestione avanzata che consentono di imprimere una svolta nella campagna e massimizzare il ritorno sull’investimento.

Per orientarti in maniera pratica tra custom audience, retargeting e lookalike, raggiungi i docenti del Corso Social Media Power durante la diretta di mercoledì 17 ottobre dalle ore 13 alle ore 14. Filippo Giotto, Luca La Mesa e Veronica Gentili svolgeranno una panoramica avanzata sulle funzioni più utili, ma magari meno conosciute di Facebook Advertising.

 

>>> ISCRIVITI ALLA FREE MASTERCLASS “Facebook Advertising: da 0 a Ninja”

corso social media power

Cosa imparerai durante la Free Masterclass

La maggior parte degli utenti conoscono e utilizzano solo alcune funzioni base per le loro campagne advertising su Facebook, tralasciando elementi fondamentali per il successo e per centrare il target giusto.

Dopo la Free Masterclass, invece, saprai:

  • Migliorare l’andamento e i risultati dei tuoi annunci su Facebook
  • Scoprire nuovi insight interpretando i risultati delle campagne Facebook
  • Intervenire in tempo reale per ottimizzare le tue attività paid su Facebook
 Iscriviti subito alla Free Masterclass, i posti per la diretta sono limitati! Ma se proprio non ce la fai a seguire la lezione del 17 ottobre, potrai sempre riguardare la lezione on demand a distanza di pochi giorni nella tua area utente su Ninja Academy.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS

Corso Social Media Power

Mercoledì 17 ottobre 2018 dalle ore 13 alle ore 14

“Facebook Advertising: da 0 a Ninja”
con
Filippo Giotto, Luca La Mesa e Veronica Gentili

ISCRIVITI ALLA MASTERCLASS

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Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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Come costruire una Customer Journey che porti alla fidelizzazione dei clienti


Entrare in contatto con il cliente per vendere e infine per fidelizzarlo al brand è il percorso ideale per ogni marketer. La lead generation, infatti, è solo il primo passo per attivare il contatto, una vera sfida per assicurarsi un business di successo.

Come si costruisce questo cammino che parte dalla lead generation e arriva fino alla fidelizzazione e alla riattivazione del cliente?

Costruire Customer Journey finalizzate alla fidelizzazione richiede innanzitutto due elementi fondamentali: tecnologia e multicanalità.  Da un lato la marketing automation è l’asset a disposizione per automatizzare, semplificare e monitorare i processi legati alla costruzione di una journey map, dall’altro la multicanalità è invece la chiave di volta per interagire in maniera rilevante con gli utenti nei contesti che frequenta, utilizzando gli strumenti come email, sms, social e web, che il direct marketing ci mette a disposizione.

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Customer Journey

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La costruzione del Customer Journey spiegata da Diennea-MagNews

Durante la Free Masterclass di mercoledì 3 ottobre con Claudia Termoli – Marketing Manager e Michela Parziale – Digital Marketing Consultant, potrai conoscere esempi pratici, esemplificativi di un approccio strutturato alla Customer Journey, di clienti Diennea MagNews che grazie alla strategia sul contatto hanno migliorato gli obiettivi di business.

Partendo dall’analisi degli obiettivi (acquisizione, profilazione, conversione, retention), dei touchpoint online ed offline, dei dati e del target cluster di riferimento (contatti anonimi, registrati, attivi, inattivi), si arriverà alla costruzione della Customer Journey finalizzata alla fidelizzazione.

Anche se già utilizzi strumenti di email marketing, dopo aver seguito quest’ora di lezione gratuita imparerai a:

  • comprendere il valore di ogni contatto all’interno della tua strategia di marketing;
  • mappare obiettivi, touchpoint e target per costruire la perfetta Customer Journey;
  • orientarti tra la tecnologia a disposizione e i canali utilizzabili all’interno della specifica journey map;
  • analizzare i risultati della tua strategia di automation multicanale.
Customer Journey

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Come partecipare alla Free Masterclass

Iscriviti subito per partecipare alla Free Masterclass. L’appuntamento è online e gratuito, ma affrettati, perché i posti per la diretta sono limitati.

Se proprio non riesci a collegarti in diretta, potrai sempre recuperare la sessione in modalità On Demand, nell’arco di un paio di giorni dalla diretta, nella tua Area Utente.

Ricapitoliamo: 

DIENNEA-MAGNEWS MASTERCLASS

“Customer Journey e Brand Loyalty”

Come costruire il percorso dalla lead generation alla fidelizzazione
con
Claudia Temeroli e Michela Parziale

Mercoledì 3 ottobre dalle 13 alle 14

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Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento. Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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perché sono fondamentali nel digital marketing


Ho colto l’ispirazione per questo articolo da un piccolo aneddoto di questa estate. In vacanza al mare, appena arrivato nel resort che mi ospitava, sono stato fermato da uno dei ragazzi responsabili delle escursioni, che chiameremo Mike First: “Vedo che hai un orologio da sub: sei interessato alle escursioni in mare e alle immersioni”?. Non era il momento giusto per approfondire, ma ci siamo dati appuntamento per la mattina seguente. Mi sono fatto raccontare i dettagli delle gite in mare e ho risposto che avrei valutato con la mia famiglia.

Il pomeriggio sono stato fermato da John Second, un altro ragazzo che mi ha proposto la stessa escursione; a quel punto avevo già raccolto le informazioni e mi sono iscritto immediatamente, anche perché ho abboccato alla classica scusa dei posti in esaurimento (anche se ho poi scoperto che alcune persone sono stati effettivamente escluse).

Tornando verso la stanza, ho rincontrato Mike First che non ha preso benissimo la mia decisione di iscrivermi su stimolo di John Second.
Il suo disappunto mi ha catapultato nella vita digitale di tutti i giorni, quando si parla di pianificazione a performance con obiettivi di conversione online e si mettono a confronto i diversi canali che hanno permesso di ottenere un risultato.

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La vita di tutti i giorni di un Digital Marketer: quali canali di acquisizione funzionano meglio?

Sia che si tratti di creazione di traffico qualificato sul sito, raccolta di lead (nomi, cognomi, email) o vendita vera e propria online, per attrarre nuovi clienti ogni giorno attiviamo canali digitali che si contendono il primato di chi converte maggiormente. Al momento di valutare i risultati, di fronte a Google Analytics, o ad altri strumenti di analisi, i ragionamenti sono sempre gli stessi:

  • perché devo spendere soldi per l’advertising quando le conversioni arrivano grazie al canale diretto (www.miosito.it) o attraverso la ricerca organica?
  • Se proprio devo investire in pubblicità, perché continuo a fare video e display se poi i risultati derivano dalla ricerca a pagamento?
  • Al di là dei Like, i Social quanto stanno influendo sui risultati finali?

La verità è che tutti i canali contribuiscono a creare un risultato, ma una lettura distratta o parziale rischia di non descrivere correttamente i fenomeni. Così come il capo di Mike First e John Second tenderà a premiare esclusivamente chi ha venduto l’escursione, noi attraverso la lettura dell’ultimo canale che ha convertito (last touch o last click) ignoreremo quanto avviene in precedenza nel contatto con l’utente: John Second ha beneficiato del contatto di Mike First per vendere l’escursione!

LEGGI ANCHE: Come migliorare il customer engagement grazie agli analytics

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Dal villaggio vacanze alla vendita online

Vediamo il parallelismo nel mondo digitale con l’aneddoto estivo. Mike First, che potremmo paragonare al Video o alla Display online, ci ha contattati per primi, quando non eravamo alla ricerca “attiva” di una escursione. Ha fatto il classico lavoro della pubblicità: ci ha interrotti mentre avevamo in mente altro, ha creato il primo contatto e la “Notorietà/Awareness” sulle escursioni. Il targeting è comunque stato corretto, perché il messaggio è arrivato a destinazione: così come l’orologio multifunzione ha mostrato interesse nelle immersioni, così i cookie descrivono i nostri interessi online.

Non era però il momento giusto di acquistare: l’offerta andava approfondita, prendendo del tempo per capire itinerario, costi e parlarne in famiglia, esattamente come facciamo quando entriamo in un sito web e ci informiamo, tipicamente partendo dalla Search con chiavi di ricerca di prodotto o brand e prodotto.

Al momento di acquistare è però entrato in gioco un John Second, che ha creato il senso d’urgenza e ha concluso la vendita dell’escursione. Si tratta in questo caso dell’ultimo canale con cui siamo entrati in contatto, tipicamente il Canale Diretto, che raccoglie i benefici dei canali che hanno creato interesse in precedenza.

Occorre quindi licenziare Mike First e premiare John Second? Occorre interrompere le campagne di acquisizione e investire tutto in canali inbound lavorando solo di contenuto e SEO?

Assolutamente no, come una squadra di calcio, occorre avere tanti giocatori e dare a tutti il giusto ruolo: il portiere non segnerà mai, ma il gol fatto alla squadra avversaria dipenderà da una sua parata che permetterà il passaggio della palla al difensore, poi al centrocampista, fino ad arrivare all’attaccante. Il risultato finale sarà merito di tutti i giocatori, con meriti e contributi crescenti.

LEGGI ANCHE: Come tradurre gli analytics in storie per raccontare sfide, esigenze e soluzioni

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Come possiamo misurare il contributo di ogni canale nel digitale?

Ci sono strumenti dedicati, che permettono di valutare i risultati attraverso Modelli di Attribuzione.

Gli strumenti gratuiti sono un’estensione degli Analytics e sono basati sul comportamento di chi atterra in pagina e di chi ritorna a seguito di un click (post click). Gli strumenti a pagamento, come Google Analytics 360, Abakus, VisualIQ, tracciano il comportamento anche di chi è stato esposto a una pubblicità (e non ha cliccato) ed è atterrato sul sito in un secondo momento. Video e Display, che generalmente escono penalizzati da una lettura frettolosa di Google Analytics, sono misurati in termini di interesse generato a seguito della loro esposizione, indipendentemente dal click, come se si trattassero di strumenti offline e statici come TV, Radio, Stampa o Affissione.

Ora che hai capito, attraverso un esempio pratico, di cosa si parla quando si parla di Modelli di attribuzione, non perderti il prossimo articolo, nel quale vedremo come all’interno di Google Analytics sia possibile impostare degli obiettivi e valutare il contributo di ogni canale al raggiungimento di quegli obiettivi.





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il segreto del successo è nell’eccellenza del servizio


Ti sei mai chiesto qual è il percorso dei tuoi clienti?La ricerca del consumatore avviene online e offline; le sue richieste possono essere inviate attraverso diversi canali (e-mail, telefono, chat sul web o social media); gli acquisti sono realizzati tramite negozi fisici, negozi online, marketplace. E spesso gli acquisti effettuati tramite un canale richiedono attività da svolgere poi in un altro canale.

I clienti, non si preoccupano dei canali di vendita o dei software, vogliono però essere riconosciuti come persone e si aspettano che le aziende, ovunque vendano prodotti o servizi, forniscano sempre un eccellente servizio clienti.

Come si fa a fornire un servizio eccellente ai clienti?

Per fornire questo livello di servizio è necessario che la tua attività sia interconnessa.
Inventario, finanza, marketing, vendite, clienti, sono parte di un flusso di dati e di azioni diverse che servono ad essere connessi con i clienti, offrire una esperienza coerente indipendentemente da dove acquistano e da come scelgono di comunicare con il venditore.

Il problema è che questo movimento accelera il ritmo del cambiamento della vendita al dettaglio.

eCommerce

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Così come nuove tecnologie appaiono e spariscono poco dopo un lancio ipnotico, allo stesso modo anche le aziende rischiano di essere schiacciate e di sparire dal radar con la stessa velocità.

Da un punto di vista di sistemi e di operazioni non è mai stato così facile avviare una attività di vendita al dettaglio come oggi.

Puoi scegliere tra piattaforme di eCommerce che siano Software As A Service o complessi CMS, marketplace come Amazon ed eBay, gateway di pagamento sicuri come PayPal, Stripe ed altri, fornitori di logistica per controllare le tue spedizioni. Puoi costruire un mix di prodotti per raggiungere i clienti e mantenere le promesse di consegna rapida e sicura.

Ma con tutti i concorrenti che ci sono e che crescono giorno dopo giorno, come devi comportarti?

Ogni giorno siamo bombardati da newsletter e annunci che propongono le migliori mirabolanti soluzioni. Molte sono veicolate da blogger male informati, altre sono passaparola ingigantiti nel breve passaggio da una voce all’altra.

Oltre alla palude di parole, è importante soprattutto poter conoscere cose importanti e soluzioni reali ai problemi che si presentano nella gestione di una attività online.

Alcuni esempi:

  • come proteggersi dagli ordini fraudolenti
  • come migliorare il tasso di conversione passo dopo passo.
  • una analisi dell’inventario che ti faccia risparmiare soldi su acquisti inutili di merce.

Il problema è che le giornate sono sempre di 24 ore e che qualche ora bisogna anche riposare! Nessuno può indagare su tutte le opzioni ed essere anche efficiente in ogni momento della sua giornata.

Per questo durante il Corso eCommerce Start di Ninja Academy parleremo anche di tecniche, tattiche, strategie e tecnologie a prova di futuro.

Come creare un eCommerce “a prova di futuro”

Gestire bene una attività di vendita richiede la definizione precisa di obiettivi da raggiungere, che devono essere concreti e realistici e non possono limitarsi ad enunciazioni di principio.

Gli obiettivi devono essere la costruzione di un business sostenibile, redditizio, che produca un utile e che sia a prova di futuro.

Innanzitutto è utile considerare che non tutti i canali di vendita si adattano a tutte le attività commerciali, ma oggi si trovano molti venditori che fanno uso di più di uno di questi strumenti:

  • eCommerce – il tuo sito web
  • Amazon
  • eBay
  • vendita telefonica
  • piattaforma B2B
  • social commerce

In secondo luogo non bisogna dimenticare che nel processo di vendita sono coinvolti produttori, rivenditori e retailer. Non è raro vedere i produttori agire con nomi diversi per raggiungere il cliente finale e ogni attore affronta problemi diversi che modificano la sua organizzazione aziendale e che sono costosi da impostare e gestire.

Ad esempio, non è facile trasformare un produttore in un venditore B2C: per fare un esempio, un conto è vendere a bancali a clienti aziendali, un conto è vendere uno ad uno, un pezzo diverso ad ogni singolo diverso cliente, quando ogni vendita rappresenta una eccezione da gestire con competenza.

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Sembra facile portare le aziende a nuove vendite, ma senza una adeguata organizzazione dei sistemi ci sarà solo un aumento dei costi amministrativi e delle spese generali.
Un rivenditore efficiente avrà invece un sistema integrato tra finanze, elaborazione ed evasione degli ordini, gestione delle scorte e dati dei clienti.

E se è palese che tutto insieme funziona meglio, l’integrazione di sistema non è priva di sfide. Tutti i dati arrivano da canali diversi, in formati diversi che devono essere aggregati per la spedizione, la gestione dell’inventario e i rapporti finanziari.

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La corretta gestione del magazzino

Costruire una piattaforma e catturare vendite è solo una parte del processo.

A volte questo non è nemmeno l’inizio. Devi assicurarti di essere pronto ancora prima che il cliente faccia un ordine. Non si tratta più di indovinare o scommettere su cosa succede quando hai merce in magazzino che non può stare ferma a lungo.

Gestire un eCommerce significa, infatti:

  • pianificare a medio termine;
  • migliorare il flusso di dati;
  • gestire le intuizioni del momento;
  • avere un manuale delle operazioni.

Tutto questo all’interno di un complesso di attività che portano la vendita ad un livello superiore.

Costruire un buon business significa anche avere le giuste dotazioni finanziarie.

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Come e dove comprano i tuoi clienti

Una volta impostata la gestione del magazzino, per aumentare le vendite un altro aspetto importante è legato alla necessità di comprendere quali possano essere i punti di contatto con i clienti. Ecco alcuni dati interessanti che si possono trovare in molte ricerche online connesse all’eCommerce:

  • a giugno 2018 la distribuzione del traffico sui device era per il 62% mobile, 31% desktop, 6% tablet.
  • Alla stessa data, giugno 2018, la distribuzione degli acquisti era 49% desktop, 42% mobile, 9% tablet.

Cresce ancora l’importanza del mobile non solo come strumento di utilizzo quotidiano, ma anche come strumento di acquisto.
A sostegno di questo dato va notato che in un anno il tempo medio di navigazione sui diversi device è diminuito. Nel secondo trimestre del 2017 era di 5 minuti, nel secondo trimestre del 2018 è stato di 4 minuti.

Vuol dire che il tempo di attenzione del cliente diminuisce e bisogna essere in grado di attirare subito la sua attenzione per convincerlo all’acquisto. Questo comporta investimenti continui nella gestione del merchandising, nelle campagne pubblicitarie, nel servizio clienti.

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Per quanto riguarda le potenzialità di acquisto in molteplici punti di contatto fisici e digitali:

  • quasi la metà dei consumatori si aspetta di poter comprare online e di poter ritirare in negozio.
  • Il 40% dei consumatori ha problemi a visitare un negozio fisico se nel negozio online non è citata la disponibilità della merce nel punto vendita.
  • Il 56% dei consumatori fa ricerche online via smartphone.
  • Il 50% dei clienti di un negozio fisico di grandi dimensioni si aspetta che i commessi siano molto precisi sulla disponibilità dei prodotti e sulle caratteristiche degli stessi prodotti.

La scelta quindi di un negozio fisico di avviare operazioni multicanale (o omnichannel) non è esente da rischi e da costi importanti, perché significa impostare in modo nuovo e molto diverso una organizzazione aziendale che affronterà sfide importanti e costose.

Raccomandazioni importanti

Un progetto di eCommerce parte con la costruzione di un team che collega diverse funzioni interessate alla vendita, al marketing, alle operazioni, alla catena delle forniture fino al servizio clienti, senza dimenticare la finanza.

Bisogna collaborare con il marketing aziendale per definire le esperienze dei clienti, sia come percorso del cliente che dalla prospettiva dei processi e delle tecnologie interne.

È fondamentale tenere sotto osservazione le prestazioni, regolare la strategia di commercio digitale e il funzionamento della piattaforma per rispondere ai cambiamenti di direzione che arrivano dall’azienda e alle mutate preferenze dei clienti.

Scopri di più su come iniziare a costruire la tua attività di eCommerce seguendo il Corso eCommerce Start di Ninja Academy.





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