Ninja Morning, il buongiorno di venerdì 2 novembre 2018


Apple

Ennesima trimestrale record per Apple, che ha chiuso il quarto trimestre dell’esercizio fiscale 2017-2018 con un fatturato di 62,9 miliardi di dollari, in crescita del 20%. La festa per gli investitori è stata però rovinata dalle previsione per il prossimo trimestre. Apple ha infatti previsto per il primo trimestre del nuovo esercizio ricavi compre tra 89 e 93 miliardi di dollari, inferiori alle stime degli analisti, per via delle incertezze macroeconomiche legate alle dispute commerciali con la Cina.

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Google

Da Singapore a Tokyo, passando per Mumbai, Londra, Zurigo, Dublino e New York, i dipendenti di Google in 20 uffici nel mondo sono scesi in strada alle 11.10 del mattino per protestare contro la cultura aziendale che secondo loro promuove e protegge i molestatori sessuali. Iniziate in Asia, le proteste sono state accompagnate dalla pubblicazione di una lettera in cui si chiedono cambiamenti nella controllata di Alphabet. L’obiettivo è garantire più trasparenza e una maggiore sicurezza per le donne, anche quando devono segnalare casi di molestie sessuali.

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Spotify

Dati positivi per Spotify. Il servizio di musica in streaming lanciato nel 2008 ha chiuso il terzo trimestre 2018, registrando il suo primo utile in assoluto. Ciò è avvenuto grazie all’investimento nella cinese Tencent Music, che tra l’altro ha fatto richiesta di IPO il mese scorso. Tuttavia è probabile che Spotify torni in perdita nel trimestre in corso visto che aveva anticipato che l’utile sarebbe stato “una tantum” e un “evento non ricorrente”. Nel periodo il gruppo ha registrato 43 milioni di euro di profitti, contro la perdita di 278 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. Gli analisti prevedevano un buco di 36 centesimi. I ricavi sono cresciuti nel periodo del 31% annuo a 1,35 miliardi di euro, appena sopra le previsioni del mercato per 1,34 milioni.

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Netflix

Netflix cambierà strategia in fatto di distribuzione, almeno per i film verso i quali ha ambizioni nella stagione dei premi. Roma di Alfonso Cuaron, La Ballata di Buster Scruggs dei Fratelli Coen e Bird Box e Susanne Bier con Sandra Bullock usciranno prima in sala e poi sulla piattaforma streaming, mentre inizialmente era prevista una release in contemporanea. Roma, uno dei probabili candidati all’Oscar come miglior film (e già vincitore del Leone d’Oro a Venezia), uscirà ben tre settimane prima del 14 dicembre: il 21 novembre arriverà a Los Angeles, New York e in Messico. Il 29 novembre uscirà nel resto degli USA e in diversi paesi, arrivando in un totale di 20 mercati internazionali il 7 dicembre. Buster Scruggs e Bird Box arriveranno nei cinema di Los Angeles, New York, San Francisco e Londra una settimana prima rispettivamente l’8 novembre e il 13 dicembre.

In vista degli Oscar. Secondo quanto riporta Deadline, questa strategia è stata attuata per placare le critiche verso Netflix in vista degli Oscar, ma potrebbe essere applicata anche nel 2019 in per film ambiziosi come The Irishman di Martin scorsese, The Laundromat di Steven Soderbergh con Gary Oldman, Meryl Streep e Antonio Banderas, The King di David Michod con Timothée Chalamet, The Last Thing he Wanted di Dee Rees con Willem Dafoe, Ben Affleck e Anne Hathaway, e forse anche per blockbuster come 6 Underground di Michael Bay con Ryan Reynolds.

Startup

Al 30 settembre 2018 le startup innovative costituite mediante la nuova modalità digitale, che consente un risparmio medio stimato di 2 mila euro, sono 1.815. È quanto emerge dalla nona edizione del rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere. Rispetto a dodici mesi fa, il totale delle startup costituite online ha conosciuto un incremento di 960 unità.

Milano. Tra le neoimprese innovative avviate nell’ultimo anno, ben 4 su 10 hanno optato per la nuova modalità (40,1%). La Sardegna è la regione con il più elevato tasso di adozione della misura: 7 startup su 10 registrate nell’ultimo anno sono state create online. In termini assoluti, Milano si conferma la provincia più popolosa, con 288 startup costituite online, il 16% del totale nazionale, seguita da Roma, con 183 (10,3%). Chiudono la top-5 per numerosità Padova (70), Verona (50), e Bergamo (47).

Waymo

Waymo, la divisione auto autonome di Google, ha ottenuto il primo permesso per testare macchine senza guidatore sulla strade della California. Al momento 60 società hanno il permesso di provare su strada auto autonome, ma Waymo è stata la prima ad ottenere quello per testare macchine senza il guidatore di sicurezza. Il permesso concede la possibilità di effettuare test sia di giorno sia di notte e le prime corse completamente senza guidatore saranno riservate per i dipendenti Waymo.

LEGGI ANCHE: Waymo: porteremo i taxi a guida autonoma anche in Europa

waymo

Twitter

Anche Twitter ha festeggiato Halloween e lo ha fatto con una funzione speciale per il tasto Mi piace. Gli utenti di tutto il mondo che hanno messo Mi piace ai post contenenti gli hashtag #Halloween, #Halloween2018 e #HappyHalloween hanno visto comparire uno speciale pop a forma della tipica zucca di Halloween.

Foodora Italia

Glovo, la piattaforma tecnologica di intermediazione per le consegne a domicilio, ha siglato un accordo con la società tedesca Delivery Hero per l’acquisizione di Foodora Italia. Questa acquisizione rientra nella strategia di sviluppo della startup spagnola che mira a consolidare la sua presenza in diversi mercati, con un focus nell’area EMEA. L’operazione prevede diverse fasi che porteranno le due realtà sotto il solo marchio Glovo. La piattaforma di foodora Italia sarà attiva fino ad allora.

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Ninja Morning, il buongiorno di mercoledì 24 ottobre 2018


Netflix

Netflix ha lanciato un bond da 2 miliardi per raccogliere nuove risorse. Potrebbero servire, tra le altre cose, per “acquisire nuovi contenuti, produzione e sviluppo, spese in conto capitale, investimenti e potenziali acquisizioni strategiche”. È la sesta volta in meno di quattro anni che Netflix utilizza bond per raccogliere almeno un miliardo. Operazioni che hanno gonfiato il debito a lungo termine della compagnia: nella trimestrale chiusa a settembre ha raggiunto gli 8,34 miliardi di dollari, in aumento del 71% anno su anno. Netflix sta riservando enormi investimenti (8 miliardi nel 2018) alla produzione e all’acquisizione di nuovi film e serie tv.

Amazon

Amazon potrebbe aprire uno store della sua catena di negozi senza casse né cassieri a New York, all’interno di un complesso commerciale e di uffici di fronte al World Trade Center. Secondo il tech magazine Recore, il minimarket senza contanti nascerebbe all’interno di Brookfield Place, precedentemente noto come World Financial Center, nel quartiere di Battery Park City a Manhattan. Brookfield Place ha ospitato già grandi aziende come American Express e Time Inc., così come negozi di lusso come Louis Vuitton, Gucci e Saks Fifth Avenue.

 

Gli appuntamenti di oggi

FORUM ICT SECURITY – Alle 8 al Centro Congressi Auditorium della Tecnica in viale Tupini 65 a Roma in programma il Forum ICT Security. Nel corso della giornata i massimi esperti del settore a confronto su scenari, esperienze, best practices e possibili soluzioni in una serie di interventi che spazieranno tra Data Breaches e GDPR, strumenti e finalità dei SOC, ruolo della Cybersecurity nella Supply Chain, Web Application Security, Malware e Intelligenza Artificiale, Crypto Crime e Risk Management.

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Salesforce Italia organizza alle 14.30 Shopper First, appuntamento dedicato all’innovazioni in ambito retail e fashion. L’evento si terrà presso CityLife Shopping District in Piazza Tre Torri a Milano e sarà occasione per conoscere la nuove soluzioni adottate dal brand per offrire ai propri clienti un customer journey 360° senza più alcuna interruzione tra negozio offline e online.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

La Germania vuole una “tassa minima” sui guadagni di Google e le altre big
Lo ha già dimostrato con l’introduzione del GDPR: l’Unione Europea vuole imporre le proprie regole ai giganti della tecnologia mondiale

Netflix rinnova la serie del papà dei Simpson per una seconda stagione
La nuova serie da 20 episodi verrà divisa in due anni e arriverà fino al 2021

Instagram è l’app preferita dai ragazzi, più di Snapchat (dice un rapporto)
Secondo l’analisi di Piper Jaffray, Snapchat non è il social più amato dai ragazzi. Anche Facebook in calo. Amazon e Apple crescono in popolarità

ninja

Google cerca nuovi progetti da finanziare per innovare le news
Google ha lanciato la call per il sesto round della Digital news initiative (DNI) e cerca nuovi modelli sostenibili di business nel campo dell’informazione

Anche il co-founder di Oculus Brendan Iribe ha deciso di lasciare Facebook
Brendan aveva fondato la società del visore di Realtà Virtuale nel 2012 e l’aveva venduta a Facebook nel 2014 per 2 miliardi di dollari

Dyson (sì, quello degli aspirapolveri) produrrà le sue auto elettriche a Singapore
La società di elettrodomestici progetta la costruzione di uno stabilimento per assemblare veicoli elettrici. Data di produzione: 2021

Ecco come stanno cambiando la letteratura e i lettori con i social
In un modo particolare e interessante da osservare, i social stanno contribuendo alla nascita di nuovi lettori e forse neanche Nabokov poteva immaginarlo





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Apple potrebbe presto lanciare la sua TV in streaming


Amazon Prime Video e Netflix potrebbero presto avere un nuovo competitor: Apple.

Secondo un rapporto di The Information, Apple sarebbe pronta a lanciare un servizio in abbonamento di contenuti video negli Stati uniti entro la metà del prossimo anno.

La strategia di Apple per il servizio di streaming

Nei mesi successivi al lancio negli Stati Uniti, il servizio dovrebbe essere reso disponibile in più di 100 paesi in tutto il mondo, attestandosi come concorrente diretto delle piattaforme più utilizzate al momento, quella di Amazon e di Netflix, appunto.

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Cosa ci sarà dentro

Il servizio includerebbe molte serie originali Apple, a cui l’azienda avrebbe lavorato negli ultimi mesi, e gli spettacoli sarebbero gratuiti per i possessori di dispositivi Apple. Anche la visione dei contenuti, pare sarà limitata ai soli dispositivi di fabbrica.

netflix

The Information sostiene che la più grande preoccupazione tra le aziende dei media è come i loro contenuti potrebbero essere presentati accanto a quelli di Apple. La preoccupazione, naturalmente, è che il contenuto Apple (incluso iTunes) verrà messo maggiormente in evidenza e scelto più facilmente dalle persone.

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Quanto investirà Apple

 

Secondo quanto riferito, la società accantonerà un miliardo di dollari da investire in nuovi programmi originali, ma è probabile che le produzioni saranno in linea con l’idea di Tim Cook: produrre per spettacoli per famiglie.

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Con le vendite dell’iPhone rallentate negli ultimi anni, la mossa di Apple sembra molto lungimirante:  settembre, gli analisti di Morgan Stanley avevano previsto che il servizio TV di Apple sarebbe stato in grado di competere con quello di Netflix entro il 2025.





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Netflix rinnova la serie del papà dei Simpson per una nuova stagione


Il fantastico regno di Dreamland rimarrà aperto: Netflix ha infatti annunciato che la serie fantasy di Matt GroeningDisenchantment (Disincanto, in italiano), è stata rinnovata per un’altra stagione di 20 episodi.

La notizia, rivelata al follower con un tweet, contiene altre informazioni importanti. Le serie sono divise in blocchi di 10 episodi: la seconda parte della prima stagione tornerà infatti nel 2019. Questo significa che, con la nuova serie da 20 episodi, avremo nuove avventure di Bean, Lucy ed Elfo fino al 2021.

Cos’è Disincanto

Disincanto è uno degli ultimi prodotti di Netflix, una serie animata diretta dai produttori co-esecutivi Groening e Josh Weinstein.

Racconta la storia di una principessa, suo malgrado, di nome Bean, dedita all’alcol e a vari tipi di gioco d’azzardo. Con l’aiuto degli amichetti, un folletto felice di nome Elfo e un malvagio demone, Lucy, attraversa in lungo e in largo Dreamland alla ricerca di avventura e divertimento.

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Com’è stata la prima stagione

La metà della prima stagione della nuova serie animata del creatore dei Simpson è stata da alcuni considerata poco brillante, ma anche sorprendentemente coinvolgente.

Si è conclusa, infatti, con un cliffhanger che ha “salvato” la stagione, ma sarà interessante stare e vedere come Groening gestirà il seguito della serie.

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Netflix testa le pubblicità fra gli episodi e gli iscritti si scatenano


Migliaia di “binger” di tutto il mondo hanno protestato fragorosamente dopo che le notizie su Netflix, che starebbe testando un sistema per introdurre advertising tra i video della piattaforma, hanno iniziato a diffondersi a macchia d’olio.

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Netflix vanta oltre 130 milioni di abbonati attivi in tutto il mondo e, probabilmente, non intende affatto peggiorare l’esperienza della visione degli spettatori, che per molti ha già tracciato un solco invalicabile tra la piattaforma di House of Cards e la fruizione classica dei programmi televisivi.

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Le ondate di protesta, tutte on line, potrebbero quindi essere ingiustificate perché le persone non hanno la minima idea di come funzionerà il sistema, in che modo verranno posizionati e proposti gli annunci e se possano, contrariamente a quanto pensiamo, arricchire la nostra esperienza utente.

Le polemiche su Netflix

La notizia dell’introduzione degli annunci tra un episodio e l’altro ha spinto molte persone a trarre conclusioni affrettate sull’avidità della compagnia.

Siamo bombardati da ogni lato da annunci pubblicitari, è vero, e le persone ormai “vanno in trigger” davanti a parole come annuncio o pubblicità.

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Netflix li userà per raccomandare altri spettacoli attinenti a quello che si sta seguendo (i classici articoli correlati che vediamo alla fine di ogni contenuto, anche sui giornali online).

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Come funziona l’advertising di Netflix

Il sistema di proposta degli annunci su Netflix si basa su sofisticati algoritmi di targeting comportamentale e segmentazione del pubblico; nulla a che fare, quindi, con le classiche interruzioni pubblicitarie all’interno di uno show.

Non c’è quindi bisogno di disperarsi per l’introduzione delle pubblicità su Netflix per i seguenti motivi:

  • Puoi “skippare” e ignorare le pubblicità
  • Le promozioni di altri contenuti durano solo 30 secondi
  • Attualmente, gli annunci ancora non ci sono: Netflix è tecnicamente senza pubblicità
  • Potresti non visualizzare nessuna promo
  • Le promozioni sono un test, potrebbero non diventare una caratteristica permanente
  • Se non hai accettato di partecipare a test di nuove funzionalità, probabilmente non vedrai gli annunci
  • La pubblicità potrebbe farti un favore e suggerirti una serie che ti piace.

Ha effettivamente senso proporre contenuti aderenti ai gusti di chi guarda Netflix: la pubblicità si trasforma in un miglioramento dell’esperienza.

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Un portavoce di Netflix ha affermato che le promozioni dovrebbero “ridurre significativamente il tempo che i membri trascorrono a navigare e aiutarli a trovare qualcosa che gli piacerebbe guardare, ancora più velocemente”.





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Netflix cresce ancora e guadagna 7 milioni di nuovi iscritti


Dopo un deludente secondo trimestre, Netflix è tornato in vetta a Wall Street. La società ha appena pubblicato il suo report sui guadagni del terzo trimestre e le azioni hanno subito registrato un aumento del 12%.

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netflix

I numeri del terzo trimestre

Per Netflix la cifra più importante al momento è la crescita degli abbonati: superando le aspettative, con 6,96 milioni di entrate nette, rispetto ai 5,07 milioni previsti dagli analisti. Il servizio ora ha un totale di 137 milioni di membri, con 130 milioni di abbonamenti a pagamento.

La società ha anche registrato un guadagno di 89 centesimi per azione e ricavi per 4 miliardi di dollari, decisamente più in alto rispetto alle previsioni degli analisti.

Recentemente The Global Internet Phenomena Report di Sandvine, società leader nel settore della Network Intelligence, ha diffuso un altro dato importante per Netflix, che occuperebbe il 15% del traffico web globale.

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netflix

La strategia di Netflix

Oltre a riferire sugli ultimi dati finanziari, la lettera agli azionisti offre anche un aggiornamento sulla sua strategia dei contenuti originali, distinguendo tra due diversi tipi di prodotti Netflix Originals – quelli come “Orange Is the New Black”, per i quali Netflix detiene la prima visione per la distribuzione, e altri come “Stranger Things”, per i quali è effettivamente proprietaria del prodotto.

 

“Oggi impieghiamo centinaia di persone nella produzione, lavorando su un’ampia varietà di titoli di proprietà distribuiti su serie con script e senza copione, di contenuti per bambini e contenuti internazionali, documentari e film da tutto il mondo. Per sostenere i nostri sforzi, avremo bisogno di più capacità produttiva; abbiamo recentemente annunciato la selezione di Albuquerque, New Mexico come sede di un nuovo centro di produzione negli Stati Uniti, dove prevediamo di portare 1 miliardo di dollari di produzione nei prossimi 10 anni e di creare fino a 1.000 posti di lavoro all’anno. Il nostro studio interno è già oggi il maggior fornitore di contenuti per Netflix”, ha dichiarato la compagnia.

 

Per il quarto trimestre, intanto, la società prevede un’ulteriore crescita, con 9,4 milioni di nuovi membri come obiettivo.





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Netflix ci farà scegliere il finale in un episodio interattivo di Black Mirror


La quarta stagione di Black Mirror aveva fatto storcere il naso ad alcuni appassionati della popolare serie di Netflix: le storie raccontate non erano cupe e malinconiche quanto quelle delle stagioni precedenti, che mostravano possibili futuri modellati dalla tecnologia con esiti anche catastrofici.

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Le stagioni più recenti sono orientate in modo più positivo: episodi come “San Junipero” e “USS Callister“, che presentano finali quasi ottimistici, hanno suscitato reazioni fortemente positive da parte di alcuni fan ma, per altri, sono la prova che lo show ha perso il suo focus.

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Come funzionerà

Netflix vuole accontentare tutti e introduce un’innovazione di grande portata, parlando della possibilità di scegliere la conclusione che preferiamo per la storia che stiamo guardando. Secondo Bloomberg, Netflix starebbe preparando un episodio “scegli la tua avventura” da inserire nella stagione 5 che debutterà prima della fine del 2018. Almeno, se Netflix seguirà il calendario di pubblicazione per Black Mirror degli scorsi anni, inserendola in piattaforma nel quarto trimestre dell’anno (La stagione 3 ha debuttato su Netflix il 21 ottobre 2016. La stagione 4 è stata pubblicata il 29 dicembre 2017).

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blackmirror

Le storie si dirameranno dalla linea principale della puntata di Black Mirror: si tratterà di un tipo di narrazione sofisticata, adatta a chi ha familiarità con i sistemi informatici e gradisce avere un controllo sul risultato finale degli eventi. Molto simile, in pratica a quando ci si diverte con un videogame.

Nel frattempo HBO, uno dei rivali più accaniti di Netflix, ha pubblicato il suo primo spettacolo televisivo interattivo all’inizio di quest’anno.





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Nuove icone profilo in arrivo su Netflix, con i personaggi delle serie più popolari


Netflix ha appena annunciato il rinnovamento delle icone profilo sulla propria piattaforma.

Colori aggiuntivi e nuove foto che mostrano i protagonisti delle serie più amate dagli utenti renderanno ancora più divertente l’apertura dell’app.

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Netflix

Quali saranno le nuove immagini per i profili su Netflix

La novità arriva un po’ in risposta al risultato non raggiunto proprio in termini di crescita del numero di utenti nell’ultimo periodo da parte della società, ma anche da una necessità di rinnovare in qualche modo l’aspetto della piattaforma.

Anche le icone dei profili esistenti stanno subendo un restyling per includere più colori e maggiori dettagli, eliminando l’aspetto minimalista che finora ha caratterizzato la grafica della piattaforma.

In più da oggi si potranno aggiungere al proprio profilo le immagini dei personaggi delle serie più popolari come foto profilo. Tra questi ci sono Undici di Stranger Things, o Crazy Eyes di Orange is the New Black.

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L’obiettivo dietro la novità appena introdotta

Il rinnovamento delle foto profilo arriva in concomitanza con il quinto anniversario del lancio dei profili su Netflix, introdotti per permettere a diversi utenti abbonati con uno stesso account di creare la propria lista di titoli raccomandati.

Netflix oggi cerca di incoraggiare ulteriormente gli utenti a creare profili diversi in base ai propri interessi, in modo da profilarli in modo sempre più specifico e dettagliato e offrire ad ognuno un elenco di titoli appropriato alle sue preferenze.

Se ancora non vedi le nuove icone dal tuo account è perché Netflix ha già comunicato che rilascerà la novità per tutti i dispositivi nelle prossime settimane. Non resta che aspettare per trasformarsi nel proprio personaggio preferito.





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Netflix apre a Madrid il suo primo centro di produzione in Europa


La piattaforma di serie, film e documentari Netflix, già presente in 190 paesi, ha annunciato che aprirà a Madrid il suo primo centro di produzione in Europa.

Il quartier generale sarà situato in un nuovo campus di 22.000 metri quadrati attualmente in costruzione a Tres Cantos, nella capitale spagnola, Madrid.

Il campus ospiterà la produzione per la fornitura di contenuti originali in spagnolo (per la precisione, castigliano) nei prossimi anni, compresi i titoli esistenti e quelli nuovi prodotti da Netflix, nonché serie e film prodotti dai partner.

Netflix, da 40 $ di multa a un capitale societario da 100 miliardi di Dollari: sfide, strategie e tattiche di chi ha reinventato la fruizione video nell’era moderna_house of cards

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Ogni set è completamente indipendente e ha i suoi spazi per il trucco, il costume, l’ufficio di produzione e molto altro. Il campus è inoltre dotato delle più recenti tecnologie per le riprese, la produzione e il montaggio, oltre a un auditorium con una capacità di oltre 250 persone.

La creazione di questo centro riflette un aumento degli investimenti di Netflix in Spagna, con l’impiego di circa 13.000 persone, tra cui cast, troupe e comparse che lavorano già su Netflix su 20 produzioni originali solo quest’anno.

Netflix

Reed Hastings, co-founder, chairman e CEO Netflix

Netflix punta sui contenuti in lingua spagnola

Netflix ha recentemente annunciato un accordo globale con Álex Pina, il creatore del fenomeno internazionale La Casa de papel, e sta investendo in modo significativo in titoli concessi in licenza e coproduzioni create da produttori e catene in Spagna.

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Erik Barmack, Vice Presidente International Originals di Netflix, ha detto: “La Spagna ha una grande tradizione nella creazione di contenuti innovativi e siamo entusiasti di rafforzare i nostri investimenti nel cuore culturale di Madrid permettendo alle persone di tutto il mondo, da San Sebastián a Santiago del Cile o da Toronto a Tokyo, godersi i contenuti in lingua spagnola.

La sede principale di Netflix per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa si trova ad Amsterdam, nei Paesi Bassi. Netflix sta investendo nella creazione di contenuti originali in tutta la regione, con progetti completati o in produzione in paesi come la Danimarca, la Francia, la Germania, l’Italia, Giordania, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia, Turchia e Regno Unito, tra gli altri, .



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Il font di Netflix è stato creato per far risparmiare milioni all’azienda


Quando Netflix ha deciso di modificare il suo logo, ha anche lanciato un progetto per la creazione di un nuovo font pulito e personalizzato con l’obiettivo di far risparmiare moltissimi soldi all’azienda.

Si chiama Netflix Sans e, come spiegato da uno dei designer responsabili della sua creazione su AdWeek, si tratta di un font molto funzionale ed economico ispirato al famoso logo del marchio.

netflix font

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Netflix Sans, spiegato

Noah Nathan – questo il nome del designer – ha pubblicato il progetto sul suo sito web, spiegando che il nuovo font ha sia uno scopo estetico e comunicativo che uno scopo funzionale, dato che c’è anche una seria componente economica dietro al suo sviluppo.

netflix sans

Data la diffusione ormai globale di Netflix, infatti, le licenze per i font da utilizzare possono diventare piuttosto costose e quindi lo sviluppo di una nuova serie di caratteri apposta per l’azienda era diventato essenziale: “non serve solo a conferire un ulteriore elemento di unicità all’estetica del brand, ma è utile soprattutto ad un impiego più oculato delle risorse, in termini di milioni di dollari all’anno”, specie quando le licenze vengono pagate sulla base delle impression, come avviene per gli spazi pubblicitari digitali.

netflix font 2

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Linee funzionali che richiamano il logo

Le caratteristiche uniche del carattere tipografico sono state scelte con attenzione, utilizzando linee pulite e piuttosto neutre, eliminando ogni eccesso pur lasciando spazio al design.

netflix font T

Il taglio ad arco sulla “t” minuscola, ad esempio, è ispirato alla curva della lente per la proiezione cinematografica, tanto iconica da diventare un simbolo per Netflix. Il font, infatti, fa riferimento visivamente allo storico logo Netflix, introdotto quando l’azienda fu fondata nel 1997 e aggiornato nel 2014, a sua volta ispirato al logo di CinemaScope, l’obiettivo anamorfico utilizzato negli anni ’50 e ’60 per girare filmati widescreen.

logo netflix evolution

cinemascope

CREDITS
Design lead: Tanya Kumar, Noah Nathan
Consulenti di design del prodotto: Andre do Amaral, David Gallagher
Produzione integrata: Monique Adcock, Tanya Kumar
Socio fondatore: Dalton Maag



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