BlaBlaCar per la prima volta in attivo. E continua a crescere (anche in Italia)


A 12 anni dalla fondazione, BlaBlaCar ha raggiunto il break-even ed è per la prima volta in attivo. Lo ha dichiarato la stessa società di carpooling su lunghe distanze, che mette in contatto chi cerca un passaggio con chi ha un posto libero in auto. Con oltre 65 milioni di utenti nel mondo e con 50 milioni di passeggeri previsti per il 2018, BlaBlaCar ha centrato un aumento dell’attività del +40% rispetto al 2017. “Raggiungere il break-even è un traguardo importante per BlaBlaCar – ha dichiarato Nicolas Brusson, co-fondatore e CEO della compagnia – dimostra che anche gli unicorni digitali possono diventare realtà economicamente sostenibili e profittevoli. Non perderemo comunque di vista l’innovazione, la diversificazione e l’internazionalizzazione: è su questi tre pilastri che si fonda la nostra crescita. BlaBlaCar rimarrà quindi in una fase di investimento”.

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BlaBlaCar

Anche in Italia

Anche nel mercato italiano l’azienda ha confermato la crescita. “Nell’ultimo anno, oltre mezzo milione di italiani si è unito alla nostra community, e BlaBlaCar in Italia ha superato i 3 milioni di utenti. Questi numeri confermano l’entusiasmo degli italiani per il carpooling e la rilevanza del servizio per un pubblico sempre più ampio” ha spiegato Andrea Saviane, country manager Italia di di BlaBlaCar – oggi, il 21% della popolazione Internet tra i 20 e i 34 anni fa parte della community di BlaBlaCar. E tra i 35 e i 44 anni è l’8,1% degli italiani a scegliere il carpooling”.

Nuovi modelli…

Alla crescita italiana ha contribuito il nuovo modello di pagamento e prenotazione di BlaBlaCar che, lanciato la scorsa primavera, ha introdotto novità per conducenti e passeggeri. Agli automobilisti permette di scegliere se ricevere i contributi alle spese online o in contanti. Ai passeggeri, invece, consente di scegliere tra un pass settimanale, ideale per i viaggi occasionali, o un abbonamento mensile, adatto per i viaggi abituali come quelli dei pendolari settimanali.  Per un passeggero che d’abitudine viaggi quattro volte al mese andata e ritorno da Milano a Pisa, il nuovo abbonamento mensile da 5,99 euro consente un risparmio di più del 70% rispetto alle vecchie commissioni, che venivano applicate sui singoli posti prenotati e che, per il pendolare settimanale Milano-Pisa, potevano superare i 20 euro.

…e nuovo algoritmo di ricerca

BlaBlaCar continua a estendere il nuovo algoritmo di ricerca lanciato all’inizio dell’anno per consentire a chiunque, compreso quel 76% della popolazione italiana che vive in centri più piccoli e lontani dai principali hub di trasporto, di vivere un’esperienza di viaggio comoda e door-to-door grazie alla rete del carpooling, sempre più capillare sul territorio: in Italia, quest’estate, oltre il 20% delle attività di BlaBlaCar è stato generato da questa nuova soluzione.

 





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Il piano di Google per portare Android sulle auto di Renault, Nissan e Mitsubishi


Potremo accedere accedere ai servizi di Google come Maps, Assistant e Play Store senza collegare lo smartphone, come invece succede già con Android Auto, ma anche telefonare, inviare messaggi, fare ricerche online e tenere sotto controllo il veicolo, mediante i comandi vocali di Google Assistant. Significa che le persone al volante smetteranno di usare i loro smartphone per ricevere indicazioni sulla rotta da seguire e non solo. E’ quanto prevede l’accordo stretto tra la Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance (il piano Alliance 2022) e la controllata di Alphabet:

l’obiettivo è l’integrazione di Android all’interno delle automobili (tramite sistemi di infotainment) che arriveranno sul mercato nel corso del 2021.

E la privacy? I tre produttori (un mega accordo da 10,6 milioni di automobili vendute in tutto il mondo nel 2017, oltre 5,5 milioni nei primi sei mesi del 2018 e previsioni di vendita per 14 milioni di veicoli entro il 2022) garantiscono una connessione sicura, aggiornamenti software OTA e diagnostica remota per i veicoli. In base all’accordo siglato con l’alleanza franco-giapponese, Google avrà accesso sì ai dati generati dalle app usate nelle vetture ma prima di raccogliere quei dati dovrà ottenere il permesso dei consumatori. E per non farsi mancare nulla il sistema basato su Android sarà compatibile anche con i dispositivi Apple con iOS.

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Veicoli più connessi e intelligenti

“Grazie all’integrazione della piattaforma Android con i nostri sistemi di infotainment – ha spiegato Kal Mos, Alliance Global Vice President for Connected Vehicles – i nostri veicoli saranno più connessi e più intelligenti. Google Assistant, che utilizza la tecnologia avanzata di Google in materia di intelligenza artificiale, diventerà il principale vettore di interazione tra il conducente e il suo veicolo. Google Maps e Google Assistant permetteranno ai nostri clienti di beneficiare delle applicazioni più avanzate sul mercato. Con l’accesso a bordo a Google Play Store, essi disporranno di un ecosistema aperto e sicuro di applicazioni Android specificamente progettate per un utilizzo all’interno del veicolo”.

Ma ognuno svilupperà la propria interfaccia

Le future automobili di Renault, Nissan e Mitsubishi condivideranno la piattaforma Android e integreranno i servizi Google nei sistemi di infotainment e cloud-based, ma ognuno dei produttori avrà la libertà di creare la propria interfaccia e aggiungere specifiche funzionalità. Proprio come già succede con i cellulari.

Sulla via del tramonto

I GPS, già sulla via del tramonto, potrebbero finire definitivamente in soffitta. Non è un caso che ieri il titolo del gruppo olandese TomTom sia crollato (-22% alla borsa di Francoforte).

Gli altri obiettivi di Alliance 2022

Il piano Alliance 2022 prevede, tra gli altri obiettivi, di equipaggiare un numero sempre più elevato di veicoli con servizi di connettività di bordo, il lancio di 12 nuovi modelli 100% elettrici, lo sviluppo di tecnologie di guida autonoma e lo sviluppo dell’Alliance Intelligent Cloud (che assicura ai sistemi di infotainment una connettività sicura tramite una piattaforma che integra la gestione dei dati, i servizi di infotainment, gli aggiornamenti e la diagnostica remota dei veicoli).

Che fanno le altre case automobilistiche

Diversamente dall’Alleanza, le altre case automobilistiche preferiscono sviluppare software proprietari, perché, come ha sottolineato il Wall Street Journal, non vogliono cedere a terzi il controllo sui dati degli utenti.





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VIDEO BMW porta in pista la sua moto a guida autonoma


BMW ha presentando in occasione del BMW Motorrad Techday 2018 una moto R 1200 GS capace di muoversi autonomamente. Nell’area test del gruppo BMW di Miramas, la moto ha fatto il suo primo giro. Sviluppato dall’ingegnere Stefan Hans e dal suo team, la 1200 GS presentata dalla casa di Monaco è in grado di guidare, riconoscere curve e ostacoli, e tenersi in equilibrio da sola.

BMW

Tecnologia sperimentale

BMW ha realizzato questo prototipo non pensando di iniziare a produrre una moto completamente indipendente, ma per sfruttare tale tecnologia di base per lo sviluppo di futuri sistemi tecnologici finalizzati a migliorare sempre di più la sicurezza dei motociclisti, senza intaccare il piacere di guida.

L’obiettivo di BMW

“L’obiettivo per lo sviluppo di questo prototipo – ha spiegato la casa tedesca – è quello di raccogliere ulteriori conoscenze sulle dinamiche di guida in moto al fine di rilevare immediatamente situazioni pericolose e quindi supportare il conducente con sistemi di sicurezza appropriati, ad esempio nella svolta ad un incrocio o durante una brusca frenata”. Nel corso dello stesso evento, BMW ha presentato altri progetti tecnologici interessanti: dalle luci che seguono la traiettoria del veicolo ai proiettori laser, passando dal telaio realizzato con un processo di stampa 3D fino alle componenti in carbonio (come quelle della HP4 Race), senza dimenticare lo studio legato alla connettività tra veicoli.





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Siemens e Scania progettano un’autostrada elettrica per i camion


In Italia sta per arrivare il primo tratto di 6 chilometri di autostrada elettrica in cui saranno installate linee di corrente sospese (tipo filobus) che permetteranno ai camion e ai mezzi pesanti di potersi muovere sempre collegati alla rete elettrica per viaggiare come i tradizionali filobus delle città.

Scania, Siemens e gli altri

Il progetto sarà realizzato sulla A35 (la Brebemi, che collega Brescia con Milano), tra i caselli di Romano di Lombardia e Calcio, in collaborazione con il gruppo svedese che produce veicoli industriali Scania, che già sta sperimentando questa tecnologia in Svezia (dove ha già inaugurato i primi due chilometri di strada elettrica costruiti sull’autostrada E16 vicino alla città di Gävle) ed in Germania, Cal (Concessioni autostradali lombarde), Siemens (il colosso tedesco dell’elettrificazione) e i ministeri dei Trasporti e dell’Ambiente. “Siamo pronti a collaborare con A35 Brebemi per dare vita alla prima autostrada elettrificata in Italia, un progetto estremamente rivoluzionario destinato a cambiare per sempre la concezione del trasporto su gomma” ha spiegato Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania.

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Perché l’A35

L’A35 è considerata una strade più moderne d’Europa: il progetto consiste nel dotare entrambi i sensi di percorrenza di cavi elettrici sospesi che vanno ad alimentare gli autocarri della Scania. Questi ultimi saranno dotati di una catena cinematica ibrida con motore elettrico alimentato attraverso un pantografo.

Energia dal sole

L’energia che alimenterà i veicoli sarà generata da pannelli fotovoltaici. I mezzi che sfrutteranno questa infrastruttura non saranno, però, totalmente elettrici ma ibridi. Questo significa che all’interno della corsia dedicata, una volta collegato il loro pantografo alla rete, potranno viaggiare in modalità elettrica senza problemi di autonomia. Scollegandosi dalla rete, in fase di sorpasso o in tutte le altre situazioni, viaggeranno utilizzando il tradizionale motore termico oppure quello elettrico, ma fino all’esaurimento delle batterie.

Studio pilota

Il progetto prevede una prima fase di studio pilota, utile per mettere a regime il sistema, in termini di potenza dell’elettrificazione. Una volta verificate efficienza e efficacia e sostenibilità, si aprirà la seconda fase che prevede l’elettrificazione della A35, insieme alla commercializzazione dei veicoli e dei dispositivi per l’utilizzo della linea elettrificata.





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Presto vedremo veicoli a guida autonoma anche per le strade di Londra


Dopo aver raccolto 35 milioni di dollari per sviluppare la tecnologia automobilistica senza conducente e una strategia per imbastire una flotta di veicoli condivisi, la startup britannica FiveAI sta annunciando il suo primo processo on-street: un servizio rivolto ai pendolari nei quartieri periferici di Londra, Bromley e Croydon.

I test inizieranno già nel 2019,con una “raccolta dati” della durata di 10 mesi, che vedrà cinque veicoli FiveAI (con a bordo i conducenti) raccogliere informazioni sulle condizioni della strada, sui movimenti dei pedoni e degli altri veicoli con tutte le variabili, per istruire al meglio i sistemi di AI.

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La nuova sperimentazione sarà il primo vero banco di prova per la startup britannica, che finora ha testato la sua tecnologia principalmente nel Bedfordshire, presso il centro di test automobilistico Milbrook Proving Ground.

La vera concorrente di Uber potrebbe essere europea

Sebbene per il contesto europeo la cifra di 35 milioni di dollari sia il più alto finanziamento ricevuto da una società automobilistica a guida autonoma, è in realtà una cifra molto modesta se paragonata agli investimenti delle startup negli USA e in Cina. Questo indica però che il mercato europeo è ampio e aperto a nuovi ingressi: la situazione può trasformarsi in una grande opportunità.

Le caratteristiche del territorio non sono ininfluenti: l’Europa ha molta densità urbana, strade intricate, di diverse dimensioni e spesso senza una logica schematica, dove non sempre la viabilità corrisponde a quella segnalata sulle mappe. Questi aspetti scoraggiano l’ingresso di compagnie extra-europee, ma per un operatore già presente sul luogo le condizioni potrebbero essere più favorevoli.

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Una buona strategia è quella di colmare le lacune che non vengono solitamente affrontate da altri. Il centro è molto congestionato e ci sono già un certo numero di alternative di trasporto che tentano di risolvere questo problema, ma nelle zone periferiche di Londra circa un quarto delle persone è ancora costretto a guidare i propri veicoli per andare a lavoro ogni giorno. Senza dubbio, rappresenta un’opportunità per un servizio di mobilità condivisa.

Ci vorranno 10 mesi buoni prima che i primi veicoli FiveAI possano offrire un servizio di trasporto, e, probabilmente più tempo prima che non ci sia bisogno di un conducente per prendere il comando se qualcosa va storto. Secondo la compagnia, questo lento lavoro preliminare faciliterà l’espansione in più aree e città.



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