Questa startup vuole mostrare annunci pubblicitari giganti nel cielo notturno


La startup russa StartRocket sta progettando di proiettare enormi annunci pubblicitari nel cielo notturno: una simulazione mostra infatti come apparirebbero i loghi di Mc Donald’s e KFC se fossero messi lì a far luce, al posto delle stelle.

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Secondo il capo del progetto, Vlad Sitnikov, la vendita di spazi pubblicitari nel cielo notturno è la conseguenza logica dello sviluppo di nuove forme di advertising, e ha dichiarato: “Siamo letteralmente governati dai brand e dagli eventi; pensiamo al Super Bowl, a Coca-Cola, a Mercedes e alle Olimpiadi […]. L’economia è il motore della società e l’intrattenimento e la pubblicità sono al centro di questo sistema. Stiamo iniziando a considerare lo spazio un posto in cui vivere e portare la nostra cultura, quindi perché non sfruttarlo per la pubblicità?”.

the orbital display in action from Vlad Sitnikov on Vimeo.

Per quando è previsto il lancio

StartRocket dice che lancerà quello che chiama il display orbitale entro il 2020 e inizierà a mostrare annunci nel cielo notturno entro il 2021.

I suoi “cubetti video orbitanti” navigheranno in orbita ad un’altitudine tra 400 e 500 chilometri e saranno visibili per circa sei minuti alla volta, secondo le dichiarazioni di un portavoce dell’azienda.

La compagnia non ha rivelato quanto potrebbe costare una pubblicità spaziale ma c’è da scommettere che, se il progetto verrà realizzato, i brand faranno a gare per essere “più luminosi del sole”.

I problemi delle regolamentazioni

Randy Sagal, un avvocato specializzato in diritto spaziale dello studio Hogan Lovells, ha dichiarato a Futurism che il progetto è tecnicamente fattibile ma StartRocket potrebbe imbattersi in ostacoli normativi in tutto il mondo.

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Sagal ha sottolineato che l’impresa non è senza precedenti, perché anche in Giappone alcune compagnie stanno valutando soluzioni che hanno per oggetto gli spazi aerei, ma il principale ostacolo che i billboard spaziali si StartRocket dovranno affrontare sarà quello di non interferire con la sicurezza aerea.

Si può facilmente immaginare che l’operazione desterà timori e qualche protesta da parte dell’opinione pubblica ma sembra che la commercializzazione dello spazio sia ormai un processo inevitabile.





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