Le parole come decorazioni delle città nei due esempi di Bologna e Zanichelli


Nel mondo delle immagini, le parole hanno ancora importanza? Ormai è fondamentale comunicare in modo veloce e chiaro, spesso le parole sono strattonate qua e là e non ci soffermiamo quasi mai sul loro vero significato. Sappiamo bene cosa dire, ma potremmo dirlo diversamente, senza utilizzare le solite quattro parole o frasi fatte.

Fateci caso, quante volte ci serviamo delle parole più note, per spiegare qualcosa? Sicuramente è più facile sceglierle, ma quanto perde il nostro messaggio e il nostro lessico? Stiamo forse impoverendo le parole, le stiamo privando della loro bellezza, della loro musicalità.

Sarebbe fantastico sfoderare dal taschino una bella penna stilografica e riempire fogli bianchi di inchiostro, dare vita alle parole che stanno man man scomparendo.

E qualcuno ci ha pensato: Zanichelli, ad esempio, ha lanciato qualche settimana fa una nuova sfida, qualcosa che è davvero fuori dalle righe!

Una campagna di sensibilizzazione sulla lingua italiana

La cultura si fa strada è una campagna per riportare in uso le parole accantonate dagli italiani, che preferiscono usare i corrispettivi di uso comune. Questa campagna utilizza la street art per una didattica urbana divertente e stimolante,  una vera occasione per riflettere sul nostro linguaggio e sulle nostre capacità di espressione.

Come sottolinea Zanichelli in una nota: “Può forse l’italiano permettersi di perdere parole affascinanti come ghiribizzo o beffardo? Come faremmo a cucinare certe pietanze senza usare il pane raffermo? Esiste una parola più onomatopeica di ondivago? Che cosa ruberanno i banditi d’ogni crime-story che si rispetti se sarà scomparso il malloppo? Quale aggettivo descriverebbe Zio Paperone meglio di taccagno?”.

E allora parte la missione Parole da salvare, una raccolta di parole che rendono il lessico più variegato e interessante.

Dalle 3125 voci riportate dallo Zingarelli, Zanichelli ne ha scelte cinque. Oltre al semplice significato, c’è anche l’etimologia completa, la data di prima attestazione in lingua scritta e qualche esempio d’uso.

Le parole scelte sono: boria, denigrare, insigne, solerte e corroborare. Nelle pagine del vocabolario Zingarelli, queste parole a rischio sono evidenziate con il segno grafico del “fiore”:, un piccolo simbolo per richiamare l’attenzione ed invitare, chi legge, a farle proprie, ad usarle nel gergo quotidiano.

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Ma la campagna non si limita soltanto alle parole da salvare. I graffiti rappresentano anche figure retoriche come anacoluto, iperbole, metonimia, onomatopea, descritte attraverso delle citazioni di autori classici.

da Instagram #laculturasifastrada

Alcuni graffiti saranno poi dedicati ai cosiddetti falsi amici, cioè quelle parole straniere che sembrano simili a parole italiane ma hanno un significato completamente diverso. Il termine francese limon che in italiano significa fango o lo spagnolo burro, ossia asino nella lingua italiana, e ancora l’inglese terrific che in italiano si traduce straordinario.

da Instagram #laculturasifastrada

Infine ci sono anche i termini definiti intraducibili, quelle parole straniere che non hanno un corrispondente diretto in italiano e quindi non possono essere tradotti con una sola parola, ma addirittura con una frase. Il termine giapponese Tsundoku, ad esempio,viene spiegata in italiano come la mania di accumulare libri, senza leggerli.

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da Instagram #laculturasifastrada

Dove trovare i graffiti?

Per gli Instagram addicted un’occasione golosa per scatti acchiappa-like: è possibile trovare i graffiti – e immortalarli – in 50 città italiane.

L’iniziativa  è partita da Milano, Torino, Padova e Napoli e tutte le opere sono collocate vicino a scuole o in zone pedonali, per offrire a studenti e passanti uno spunto di riflessione, un’idea  sulla nostra lingua e sulle lingue straniere.

Come ogni campagna, anche questa ha un proprio hashtag #laculturasifastrada, ricordato sotto ogni immagine, proprio per aumentare il coinvolgimento di tutti e dar via al passaparola.

La tecnica è quella dei green graffiti, con l’utilizzo di una miscela completamente naturale, a base di yogurt e gesso, come è specificato sotto ogni didascalia e quando la campagna sarà finita, i messaggi verranno cancellati usando soltanto acqua.

Le decorazioni natalizie del Comune di Bologna

Anche il Comune di Bologna ci ha dato un assaggio di come non sempre siano necessarie le immagini per comunicare e ispirare.

Per questo Natale infatti le straordinarie luminarie della città, che riportano i testi delle canzoni di Lucio Dalla, hanno già emozionato residenti e turisti.

L’amministrazione in questo caso ha giocato sul legame affettivo della città con il grande artista scomparso qualche anno fa, ma anche sulla fortissima carica poetica delle sue canzoni.

Anche se qualcuno segnala errori grammaticali nella realizzazione di queste luminarie, l’effetto emotivo è indiscutibile.





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