IBM ha presentato al CES il suo primo computer quantistico commerciale


IBM ha presentato IBM Q System One, considerato il primo computer quantico pronto da utilizzare, anche se la società ammette che questo è solo il primo passo verso una rivoluzione più ampia.

Non si tratta infatti del calcolatore quantico più veloce esistente e non sarà per il momento in vendita ma è il primo progetto destinato a un vero e proprio uso e sarà in grado di svolgere calcoli complessi e dispendiosi a livello di risorse di sistema in parallelo, cioè sovrapponendoli e non eseguendoli in modo consequenziale.

L’informatica quantistica è considerata una delle tecnologie più promettenti perché i computer quantistici possono elaborare in modo esponenziale un enorme numero di dati e hanno il potenziale per trasformare completamente interi settori.

Ad esempio, potrebbero semplificare i sistemi aerospaziali e militari, calcolare i fattori di rischio per fare investimenti migliori e, forse, trovare una cura per il cancro e altre malattie.

I dati, la risorsa più preziosa al mondo

“I dati saranno la risorsa naturale più preziosa al mondo”, ha detto il CEO di IBM Ginni Rometty sul palco del Consumer Electronics Show di Las Vegas, dove è stato presentato IBM Q System One.

Non sarà immediatamente possibile installarlo e utilizzarlo nei nostri uffici, ma gli sviluppatori potranno accedere a queste nuove potenzialità attraverso IBM Cloud.

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In cosa è diverso dagli altri computer

I personal computer come oggi li conosciamo, memorizzano i dati in linguaggio binario, cioè con sequenze e stringhe di 0 e 1 che rappresentano numeri e lettere. I computer quantistici sono molto più potenti, perché memorizzano i dati usando “Qubit“, che hanno una proprietà speciale che consente agli zero e agli uno di esistere contemporaneamente.

Questa precisazione apparentemente di poco conto fornisce ai computer quantici la possibilità di eseguire calcoli esponenziali in brevissimo tempo, rendendoli abbastanza potenti per attività incredibilmente complicate come l’analisi intensiva dei dati e la creazione di codici a prova di hacker.

Perché non può essere utilizzato come i computer che conosciamo

Racchiuso in una teca di vetro a tenuta stagna, questo elegante computer è il primo tentativo di IBM di fornire macchine di questo tipo alle aziende. L’involucro, infatti, non ha una importanza esclusivamente estetica: i Qubit perdono le loro straordinarie capacità di calcolo al di fuori di condizioni molto specifiche, ad esempio in un ambiente in cui subiscano la presenza di vibrazioni o radiazioni elettromagnetiche.

Sono queste le motivazioni che rendono difficile l’impiego dei computer quantici nelle aziende e, anche se si tratta di un notevole passo in avanti, siamo ben lontani da un prodotto che possa essere consegnato, tolto dall’imballo e utilizzato, ma è la prima volta che un computer di questo tipo esce dai laboratori di ricerca per approdare “nel mondo reale”.

“IBM Q System One è un importante passo avanti nella commercializzazione dell’informatica quantistica”, ha dichiarato Arvind Krishna, vicepresidente senior di IBM e direttore della ricerca. “Questo nuovo sistema è fondamentale per espandere il calcolo quantistico oltre le mura del laboratorio di ricerca mentre lavoriamo per sviluppare applicazioni quantistiche pratiche per le imprese e la scienza”.





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