I mini game di WeChat hanno già conquistato mezzo miliardo di cinesi

Molto probabilmente per un occidentale qualsiasi il nome Tiao Yi Tiao non significa nulla ma per molti cinesi (circa mezzo miliardo) equivale a una droga. Stiamo parlando di giochi, nello specifico di mini game e di come stiano prendendo piede tra gli utenti di WeChat.

Tiao Yi Tiao (跳一跳) in cinese significa “salta” ed è un gioco che consiste nel far saltare, appunto, una pedina da una piattaforma all’altra: la distanza del salto da effettuare dipende dalla durata della pressione del dito sullo schermo. Il gioco termina qualora la pedina manchi una delle piattaforme.

Mini games di WeChat: come ha fatto Tiao Yi Tiao a conquistare una nazione?

Tiao Yi Tiao ha conquistato proprio tutti, anche i più grandi riuscendo a raggiungere i 170 milioni di utenti al giorno in un solo mese dal suo lancio a dicembre scorso per poi lievitare a 390 milioni a marzo di quest’anno: una fetta bella grossa rispetto alla torta di 583 milioni di mini game users nel 2017.

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Tiao Yi Tiao è stato il primo vero gioco di WeChat, definito “mini” per via del peso del programma che non supera i 4 MB.

Tencent ha subito dopo lanciato altri 17 mini game simili aprendo le porte anche a sviluppatori esterni. Secondo il report delle entrate relative al Q1 del 2018 di Tencent, oltre 500 mini game, utilizzati da 457 milioni di utenti, sono disponibili su WeChat.

La piattaforma di messaggistica e social più utilizzata in Cina (980 milioni di utenti nel 2018) grazie ai mini game in app ha già potuto infatti conquistare altri 60 milioni di utenti attirati dai nuovi giochi.

Trovare nuovi utenti e mantenere i vecchi: Tencent sa bene come fare

Mentre il numero degli utenti di WeChat cresceva ma la piattaforma sembrava essere in stallo, Tencent si chiedeva come poter alimentare l’interesse dei vecchi utenti andando alla conquista di nuovi.

La stessa trasformazione di WeChat da semplice app di messaggistica istantanea a piattaforma multifunzionale indispensabile per la sopravvivenza sociale in Cina ne è la dimostrazione. Inoltre il suo costante sviluppo e l’aggiunta di mini programmi in app leggeri che evitano il passaggio a ulteriori app store hanno fatto sì che il monopolio fosse confermato.

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A una prima occhiata i mini game di WeChat sembrano ispirati a semplici giochi in html5 utilizzabili sia da browser che da app mobile, eppure questi giochi sono molto più leggeri e veloci dei “cugini” in html5 (20 o 30 volte più veloci nel caricamento). L’altro grande vantaggio è quello già ribadito di essere utilizzabili direttamente su una app aperta mediamente per 64 minuti al giorno da ogni cinese, senza bisogno di essere scaricati da altri store.

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L’estrema facilità di utilizzo di questi giochi fa sì che anche i meno appassionati di attività ludiche possano distrarsi con una semplice partita. Inoltre la popolazione sinica si spacca quasi in due perfette metà per quanto concerne il genere dei gamer: un quasi perfetto 50-50 di cui un 22%  first time player.

Eppure questa semplicità di utilizzo fa sì che l’utente si stanchi prima del gioco: ciò significa che i mini game devono mantenere una componente social molto attiva attraverso classifiche e social sharing.

Come monetizza Tencent attraverso i mini game?

Semplice, come tutti i giochi scaricati da app store: piccoli costi di acquisto o pubblicità su quelli gratuiti. Il colosso tech cinese registra già l’equivalente di più di 1 milione e mezzo di dollari: una revenue destinata a crescere grazie all’apertura a sviluppatori esterni che devono versare a Tencent ben il 40% delle transazioni in-game oltre a una fetta delle entrate per pubblicità.

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Ma gli sviluppatori di mini game per WeChat hanno sicuramente il vantaggio di non dover spendere ulteriori fondi per customizzare i programmi in base al sistema operativo iOS o Android. Inoltre i mini game sono anche più economici dei classici giochi per PC da cui gli sviluppatori di WeChat hanno palesemente attinto.

Anche lo stesso Tiao Yi Tiao, infatti, prende spunto (quasi spudoratamente) dal gioco Bottle Flip di Ketchapp, ma anche questo fa parte del piano diabolico di Tencent: creare molti giochi e molto velocemente significherebbe sviluppare di continuo ed ex novo idee e concetti grafici unici. Perché dunque non “ispirarsi” a dei classici già esistenti?

WeChat, sulla carta, recita la parte di garante dei copyright: l’app ha infatti annunciato una serie di azioni per smascherare eventuali frodi attraverso il controllo dei nomi, loghi, istruzioni e materiali dei giochi.

Il core business di Tencent non sono i mini game ma ancora i “vecchi” classici video game che rappresentano gran parte delle revenue della società. Ma nonostante i mini game siano ancora in uno stato embrionale, gli sviluppatori ne hanno già carpito l’altissimo potenziale nascosto.

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