Dopo Dolce&Gabbana tocca a Burberry, bufera sui social in Cina


Ci risiamo? Non sono passati nemmeno due mesi dalla social crisis più nefasta della storia della moda, cioè quella firmata Dolce&Gabbana, che piccoli focolai di critica sono apparsi sul web cinese anche contro Burberry dopo il lancio dell’ultima campagna.

Tanto è stato detto e scritto sullo scandalo D&G dovuto al video considerato sessista e razzista. Tante le critiche, ma anche la solidarietà a un brand così in alto nell’olimpo del lusso da subire una caduta più che dolorosa. Abbiamo parlato di quali errori potevano essere evitati e di quali strategie avrebbero facilitato l’attività pubblicitaria del brand in Cina, ma probabilmente l’interlocutore è troppo esigente, o forse ancora troppo rancoroso.

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La nuova campagna Burberry per il capodanno cinese

Da quando Riccardo Tisci ha preso le redini del brand londinese più esclusivo, di cambiamenti ne abbiamo visti molti : il logo, la comunicazione, i release delle collezioni, le vendite social-exclusive come le B-Series e anche delle bizzarre collaborazioni come quella con la designer Vivienne Westwood.

Burberry si è rifatto il look e ha l’ambizione di portare un tocco di modernità anche a ciò o a chi la modernità sembra volerla indossare solo in apparenza. Parliamo del popolo cinese che, non contento di aver messo alla pubblica gogna un brand occidentale colpevole di mancata sensibilità culturale, sembra aver interiorizzato un vittimismo che non gli appartiene e che rende estremamente difficile la tanto agognata simpatia (nel senso etimologico del termine) con l’occidente.

La nuova campagna di Burberry per il capodanno cinese s’intitola Tradizione e modernità ed è stata realizzata dal fotografo Ethan James Green, già ideatore di molte collaborazioni con brand del calibro di Alexander McQueen, Calvin Klein e Marc Jacobs.

Questa per Burberry sembra una campagna molto tradizionale, appunto, nella quale figurano personaggi che rappresentano uno dei valori fondamentali nella cultura cinese: la famiglia, quattro generazioni unite.

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Proprio come per il brand stesso, la modernità non annulla la tradizione e viceversa. Allo stesso modo le diverse generazioni coesistono e ben si amalgamano nonostante gli stili e le età siano molto diverse.

Le critiche

Stavolta le critiche non servono, davvero. La campagna è molto rispettosa, sia nei confronti della Cina che dei suoi valori. Almeno così ci sembra.

A dimostrazione di ciò, il fatto che a metterci la faccia sono state due celebrity in carne e ossa: Vicky Zhao (赵薇) e Zhou Dongyu (周冬雨). E se a scomodarsi sono stati due influenti personaggi del jet set cinese probabilmente il messaggio non è sbagliato.

Quello che sembra eccessivo è la necessità di polemizzare sempre e comunque: caratteristica non solo cinese e purtroppo molto internazionale in ambito social, ma che in questo caso pone l’attenzione su una precisa area geografica: la Cina.

Sì, perché il topic #BurberryChineseNewYear su Weibo, al momento del lancio della campagna il 3 gennaio, è stato ricercato da più di 500 mila user e commentato da 74 mila persone.  Ecco alcuni esempi di critiche:

“Sembra un gruppo di persone che pianificano l’omicidio della nonna ultra ricca per poi litigarsi l’eredità”; “Famiglia infelice, Burberry infelice. Nessuno sembra normale”; “Un ritratto di famiglia veramente creepy, sembra un film dell’orrore!”.

I danni non sono gravi come per il brand del duo Dolce&Gabbana ma ci sono: l’azienda quotata sul mercato di Londra ha perso circa il 5% il giorno successivo al lancio della campagna e gli analisti hanno notato anche una sorta di freno della domanda cinese per i prodotti Burberry.





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