Come integrare le emoji nella digital startegy della tua non profit


Tra chi ne abusa e chi preferisce farne a meno, le emoji possono essere un efficace strumento di marketing. È così anche nel non profit? Attraverso una serie di statistiche, capiremo se è vero che “le iconcine” hanno anche il grande potenziale di rafforzare il contatto tra organizzazioni non profit e pubblico, e per concludere ti daremo qualche consiglio su come usarle in modo strategico.

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Emoji e social media: qualche dato

Credits: Depositphotos #21187195

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Per cominciare parliamo di email. Se usate in modo appropriato, le emoji possono innescare tassi di apertura e risposta più elevati rispetto alle email che non le contengono. Tra simboli più o meno popolari da usare nell’oggetto, ricorda però che quello che ha funzionato una volta, non è detto che funzioni sempre. Quindi, il consiglio che ti diamo è quello di testare.

Su Twitter le emoji, inserite in un tweet, possono aumentare l’engagement del 25,4 % rispetto a un tweet tradizionale. Tra più di 2800 pittogrammi, come già saprai, alcuni possono essere utilizzati tutto l’anno, altri sono più adatti a particolari ricorrenze o eventi.

Anche su Facebook le emoji hanno riscontri di pubblico positivi: se inserite in un post, posso aumentare il tasso di engagement del 57 % e il numero di commenti e condivisioni del 33%.

Da uno studio di Quintly su 29.000 account Instagram, risulta che il 56,5% degli account utilizza le emoji, e che queste portano a un 47,7 % di interazioni in più, con trascurabili differenze tra post con sole immagini e post video. Lo studio rivela anche come, su Instagram, negli ultimi anni, l’uso di questi simboli pittografici abbia subito un leggero rallentamento nella crescita: una saturazione prevedibile, ma non negativa.

Qual è il rapporto tra emoji e mobile marketing? Un recente report di Leanplum, ci dice che le notifiche push contenenti le faccine o i simboli hanno, in media, un tasso di apertura superiore all’85% rispetto a quelle inviate senza emoji. Questo conferma che sono un ottimo strumento per coinvolgere gli utenti finali e possono portare a un maggiore utilizzo delle app, alla fidelizzazione e a un aumento delle probabilità di conversione.

E i messaggi di testo? Se contengono emoji hanno un tasso di risposta più alto. Non solo. L’utilizzo delle emoji nei testi delle chat, predispone benevolmente le persone verso il proprio interlocutore.

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Come usare le emoji, consigli per una non profit

emoji

Il primo consiglio che ti diamo è di accedere all’enciclopedia delle emoji, dove potrai trovare più di 2.800 simboli tra cui scegliere e le relative statistiche. Prima di utilizzarli, però, verifica che siano visualizzati correttamente nei client di posta elettronica e sui social network: non è scontato che funzionino sempre.

Trova il tuo tone of voice. Una emoji può essere informativa o emozionale, e non è detto che entrambe le tipologie siano in linea con il tuo brand. Fa’ qualche ricerca online, anche per capire come vengono usate nel profit e nel non profit, e sulle diverse piattaforme social.

Ultimi due consigli per la tua digital strategy:

  • non esagerare con i simboli pittografici digitali. Inizia gradualmente e fai degli a/b test, se puoi;
  • ultimo, ma non di minore importanza. Le parole contano ancora molto, non dimenticarlo.





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