Censimento permanente, un esempio di comunicazione istituzionale che ha saputo usare i social


Anche tu hai ricevuto a casa una lettera in cui ti veniva chiesto di inserire alcuni dati per il Censimento permanente? Ti sei quindi trovato a chiederti perché hai dovuto compilare online un questionario per te e per la tua famiglia? Probabilmente la prima cosa che hai fatto, insieme agli altri 3,5 milioni di persone coinvolte, è stato andare su Internet per saperne di più.

È così che hai scoperto, innanzitutto che non sei stato il solo ad aver ricevuto la comunicazione, perché il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni interessa ogni anno un campione di 1,4 milioni di famiglie.

Si tratta infatti di un cambiamento importante, per diversi motivi. Innanzitutto, rispetto ai censimenti a cui magari hai già partecipato in passato, svolti su tutta la popolazione italiana, il Censimento permanente si basa su una pluralità di fonti amministrative – trattate per essere utilizzate a fini statistici – e su rilevazioni campionarie a rotazione.

Come funziona

Il Censimento permanente sfrutta i dati amministrativi disponibili in modo più completo rispetto alle potenzialità che offrono, è più tempestivo nel rilascio dei dati e taglia i costi per l’amministrazione pubblica.

A differenza dei censimenti del passato, i censimenti permanenti non coinvolgono tutto il territorio, tutti i cittadini, tutte le abitazioni nello stesso istante, ma di volta in volta solo una parte di essi, ovvero dei campioni rappresentativi. I dati ottenuti saranno tuttavia di tipo censuario, riferiti all’intero campo d’osservazione, ovvero la popolazione italiana.

Questo è possibile grazie all’integrazione statistica tra le rilevazioni campionarie e dati di altre fonti amministrative.

Gli strumenti

Come forse avrai notato, non vengono più utilizzati i questionari cartacei ma esclusivamente quelli in formato elettronico. Il questionario infatti può essere compilato online dalle famiglie che hanno ricevuto la lettera con le credenziali oppure da un rilevatore attraverso l’ausilio di un tablet fornito dall’Istat.

La strategia di comunicazione

Consapevole del fatto che sempre più spesso l’informazione viaggia sui social media e che sempre più persone utilizzano questi canali per svolgere ricerche e trovare risposte alle proprie domande, l’Istat ha scelto di sfruttare ampiamente questi canali.

Oltre ad un sito dedicato, che raccoglie tutte le notizie e le informazioni più utili sul Censimento, è stato realizzato, ad esempio, un video che ha coinvolto i The Jackal per raccontare, nel classico stile scanzonato delle web star, quali sono i dati che è possibile conoscere attraverso un Censimento permanente.

La campagna L’Italia ha bisogno di campioni è stata raccontata passo passo anche sui social, con una pagina Facebook in continuo aggiornamento, che con costanza pubblica test e domande per creare engagement, fornendo allo stesso tempo informazioni sugli italiani, un profilo Instagram che racconta per immagini tutti gli appuntamenti e i dati più interessanti raccolti attraverso il Censimento.

Non potevano mancare gli hashtag dedicati in questa strategia di comunicazione davvero efficace, che per aumentare il coinvolgimento delle persone ha previsto anche un video contest e un Instagram contest, da seguire attraverso l’hashtag #ungiornodacampione.

Anche su Twitter, #CensimentiPermanenti e #CensimentoPermanentePopolazione sono stati gli argomenti di dibattito dell’incontro a Roma con Deejay Ten.

Una strategia a tutto tondo, che ha previsto attività di digital PR, campagne social, advertising e inserimento di informazioni anche nella nota serie televisiva Un posto al sole, in cui un’intera puntata è stata dedicata ai censimenti, per rendere le persone più consapevoli dello scopo e dell’utilità del nuovo Censimento permanente, parlandone attraverso tutti i canali che ormai abitualmente le persone utilizzano.

I vantaggi del Censimento permanente

Ora che hai guardato il video dei The Jackal, che hai seguito gli aggiornamenti dell’Istat su Instagram e che hai postato il tuo contenuto con l’hashtag #CensimentiPermanenti, facciamo insieme un breve recap per ricordare a cosa serve il Censimento:

• monitorare le condizioni degli italiani nelle diverse fasi della loro vita. Migliorano infatti le potenzialità informative dei dati del Censimento, che potranno diventare più utili per tutti, per le istituzioni, per la ricerca, per supportare le policy e per restituire una immagine più chiara e netta
della nostra società in Italia e all’estero. Grazie alla frequenza annuale potrà essere costantemente seguita sul territorio l’evoluzione della popolazione e delle famiglie nelle fasi del ciclo di vita, delle loro condizioni materiali e delle situazioni di disagio. Dati importantissimi per chi fa marketing.

• Monitorare il grado di istruzione degli italiani, il livello di formazione e la partecipazione al lavoro. I nuovi dati saranno preziosi per programmare sul territorio i servizi educativi per la prima infanzia e le scuole, per studiare migliori politiche contro la dispersione scolastica, per capire le tendenze del mondo del lavoro e della produzione. Si avrà così maggiore chiarezza anche nello studio e nella messa in atto delle politiche del lavoro, per favorire il primo inserimento nel mondo dell’occupazione, o per il sostegno alle persone che cercano il reinserimento.

• Monitorare il livello della nostra salute. Potranno infatti essere raccolti dati fondamentali per le politiche sanitarie dei Ministeri, come i dati sulla popolazione che vive in aree a rischio ambientale e nelle periferie. Un miglioramento per le politiche di medio e lungo periodo, ma anche la capacità di migliorare tempi e qualità di reazione alle situazioni di rischio, ad esempio pianificando meglio gli interventi in caso di emergenze, di calamità naturali, disastri o epidemie.

• Monitorare le esigenze di servizi per la mobilità. Maggiori informazioni per meglio pianificare e progettare interventi sulle infrastrutture dei trasporti, per intervenire sul potenziamento dei mezzi pubblici in determinate fasce orarie e più in generale su tutte le
esigenze in ambito di trasporti e mobilità.

• Un aiuto allo sviluppo sostenibile, poiché dati più precisi raccolti annualmente consentono migliori politiche di crescita, un migliore sfruttamento delle risorse sia da parte degli enti pubblici che da parte dei privati.

• Risparmiare: lo stanziamento è stato meno del 50% di quello dell’ultimo Censimento della popolazione e delle abitazioni datato 2011 che ammontava a circa 500 milioni di euro.

• Comprendere meglio il presente e definire il futuro. Il nuovo Censimento permette di ottenere dati più affidabili e tempestivi e dunque facilitare non solo la comprensione del presente e la definizione di decisioni per il futuro, sia a livello nazionale che a livello di Unione Europea, ma anche di  monitorare gli effetti di politiche economiche e sociali con maggiore accuratezza, orientando sia cambiamenti che aggiustamenti più efficaci.

• Ridurre sensibilmente il disagio statistico per le famiglie. Integrando i dati raccolti tramite intervista con i dati già in possesso della pubblica amministrazione, si potrà ridurre al minimo la dimensione delle indagini dirette sui cittadini senza perdita di profondità e di dettaglio delle informazioni, rendendo il Censimento meno invasivo della vita dei cittadini ma più efficiente.





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