Ninja Weekend, speciale Maker Faire Rome 2018


Banzi dixit

“Cittadini e imprese hanno bisogno dei maker, gli artigiani digitali”. Ne è convinto Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino e curatore della Maker Faire Rome 2018. “Come maker dobbiamo capire in che direzione andare per trasformare la tecnologia in qualcosa di creativo comprensibile a tutti e utile alla imprese” ha detto nel corso della conferenza di apertura dedicata ai Groundbreakers – Pioneers of the future.

LEGGI ANCHE: Maker Faire Rome 2018 – Live dalla Opening Conference

Sotto la pioggia. “La Maker Faire di Roma – ha spiegato Banzi – se la vede con quella in California per numero di partecipanti. Siamo partiti nel 2013 all’Eur con 35 mila persone, con i romani che facevano la fila sotto la pioggia – ha ricordato – oggi siamo un’iniziativa da 680 espositori tra maker e sponsor. Dove vogliamo arrivare?”. Tra le novità di questa sesta edizione, il co-founder di Arduino ha ricordato l’attenzione ai makers dello spazio e al biohacking. “Mi piacerebbe – ha detto ancora – che i makers si impegnassero in industria 4.0, che ha bisogno dei maker, perché hanno nel loro DNA la semplificazione delle tecnologie e possono dare un contributo”.

Maker Faire Rome

Don Eyles, l’uomo che ha scritto il software dell’Apollo, nel corso della opening conference di Maker Faire Rome 2018

Esplorare Marte

Esplorare la Luna con un visore per la realtà virtuale e programmare un rover per farlo muovere su Marte: sono alcune delle attività con cui i bambini si cimentano alla Maker Faire Rome (Padiglione 7).  Fino a oggi un intero padiglione da 10 mila metri quadrati è dedicato ai più piccoli, che possono sperimentare l’innovazione a 360 gradi grazie al team della scuola di tecnologia Codemotion Kids. Un software per la realtà virtuale creato ad hoc per i bimbi fa viaggiare nello spazio, dalla Luna a Marte e oltre il sistema solare, su un esopianeta. I bambini possono poi sondare la superficie marziana, programmando i movimenti di un rover come fossero in una torre di controllo dell’Agenzia spaziale europea.

LEGGI ANCHE: «I robot? Qui i bambini ci giocano, per loro è come sfidare la tecnologia»

Il ristorante Green

Tra i temi della sesta edizione di Maker Faire c’è il cibo: l’area food ha un intero padiglione dedicato, il 4, pensato per offrire ai visitatori un’idea delle ultime innovazioni per il settore agroalimentare. Nel “ristorante del futuro” proposte di menù sostenibili a cura dell’istituto alberghiero Costaggini di Rieti con una rivisitazione di ricette tradizionali del Lazio, con innovazioni sul piano della tecnica e del valore nutrizionale. I maker dell’area agri-food proporranno innovazioni di prodotto nel settore alimentare, mentre gli enti nazionali e regionali della ricerca presenteranno 30 soluzioni innovative applicabili a tutte le filiere alimentari. Funghi dai fondi da caffè, ecosistemi cloud per coltivazioni agricole, sistemi IoT di monitoraggio per ridurre trattamenti chimici negli allevamenti e container navali contenenti fattorie idroponiche innovative: la tavola del futuro passa da Maker Faire.

LEGGI ANCHE: «Vi racconto il mio giro del Mondo alla ricerca del cibo che ci curerà»

Atlantic Leather

Un pellame non sintetico, ma sostenibile, creato a partire da un sottoprodotto alimentare: la pelle del pesce. L’intuizione è di una startup islandese che si chiama Atlantic Leather, a Roma per mostrare i suoi pellami esotici, di lusso ed eco-friendly alla Maker Faire.  La startup guarda alle case di moda e alle aziende del settore calzaturiero che vogliono usare pellami “veri” senza rinunciare alla certificazione ambientale. Per creare il prodotto, infatti, si utilizzano scarti che altrimenti finirebbero nella spazzatura. Per colorare le pelli – spiegano gli ideatori – si usa l’acqua calda delle fonti geotermiche che in Islanda non mancano, mentre l’energia proviene da una centrale idroelettrica. Per i pellami si usa la pelle di vari pesci, ognuna con le sue caratteristiche: quella del salmone, ad esempio, è resistente e prende bene il colore; quella del persico è spessa e ruvida, mentre quella del merluzzo è sottile e flessibile.

Droni

Al Padiglione 7 c’è la grande voliera dei droni: spazio alle gare di drone racing, in cui i migliori piloti italiani si confrontano all’ultima, spettacolare, evoluzione. Grazie ad appositi schermi e visori il pubblico potrà provare il brivido di volare insieme al drone, con il ticchettio dei secondi e il percorso luminoso da seguire. Grazie al tavolo dei test, i maker possono valutare le prestazioni dei propri droni ancor prima di farli volare. In programma anche dimostrazioni di volo e approfondimenti sul mondo del drone racing, con il pubblico che sarà coinvolto direttamente nel provare l’ebbrezza del volo. Infine, da non sottovalutare, dopo un’intensa visita si potrà approfittare degli spalti per godere sì di un po’ di riposo, ma anche per guardare uno spettacolo mozzafiato ed emozionante.

Economia Circolare

Per cercare di fare un po’ di chiarezza su cosa sia economia circolare e farlo con esempi concreti al Padiglione 6 Circular Eni della Maker Faire Rome (due giorni, due tavole rotonde e tanti talk) hanno fatto la spola rappresentanti di consorzi di riciclo tra i più diversi, dalla carta alle batterie di piombo, ricercatori (perché l’economia circolare si fa con lo sviluppo tecnologico), docenti di economia, ma anche progetti innovativi, come la startup che fa prodotti per l’isolamento termoacustico e per la pavimentazione bio-compatibile di interni ed esterni. E con il 100% di materiali riciclati.

ninja

Gli appuntamenti di oggi

MAKER FAIRE ROME –   Tra gli incontri di oggi alla Maker Faire Rome alla Fiera di Roma (ultimo giorno), è in programma alle 10 al Padiglione 4 la tavola rotonda Future Food for Climate Change, con Amleto Picerno Ceraso al Padiglione 6 si parla di Manifattura Robotica. Don Eyles sarà in cattedra alle 15 al Padiglione 5 con un talk su Realizzazione di software per Apollo. Alle 12 al Padiglione 6 si parla di L’economia circolare: tra innovazione tecnologica e nuovi modelli sociali. QUI gli altri appuntamenti in agenda.

ninja

Le notizie che forse ieri ti sei perso

5 startup che ci faranno arrivare su Marte
Le startup di Space Tech sono la chiave per rendere possibile la vita su MarteWeek in Social: dall’addio a Google+ ai video più lunghi di 15 secondi su Instagram

Week in Social: dall’addio a Google+ ai video più lunghi di 15 secondi su Instagram
Gli aggiornamenti dell’ultima settimana dal mondo social che devi assolutamente conoscere





Source link

in Italia siamo bravi, ma non lo sappiamo ancora (dice il rapporto AGI/Censis)


Siamo un Paese di trasformazione privo di risorse naturali con il più basso consumo di materiali grezzi in Europa. Tra i più bravi ad estrarre valore dalle risorse utilizzate. Al primo posto per circolazione di materiali recuperati all’interno dei processi produttivi e, non da ultimo, l’industria del riciclo si stima produca circa l’1% del Pil nazionale. Il tema è l’economia circolare. Secondo la Ellen MacArthur Foundation «un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola», un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi. E proprio sull’economia circolare l’Italia può giocare un ruolo rilevante per le ragioni sopra indicate. Anche se il tema è ancora poco discusso. È quanto emerge dal quinto rapporto Agi/Censis Perché all’Italia conviene l’economia circolare, realizzato nell’ambito del programma Diario dell’Innovazione della Fondazione Cotec, che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi, e che è stato presentato oggi nel corso dell’Opening Event GroundBreakers Pioneers of the future della edizione 2018 della Maker Faire Rome, iniziativa dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera. 

Creatività. Proprio all’economia circolare la fiera degli innovatori dedicherà un intero padiglione (il 6) curato da ENI: lo spazio mostrerà i percorsi virtuosi che sono stati sviluppati dalle aziende dotate di una particolare visione a startup che presenteranno come l’innovazione tecnologica, nel modo dell’economia circolare, sia sempre sinonimo di creatività.

Perché siamo virtuosi in 8 punti

Dall’analisi risulta che abbiamo il più basso consumo domestico di materiali grezzi (8,5 tonnellate pro-capite contro 13,5 media UE). Siamo tra i più bravi ad estrarre valore dalle risorse utilizzate (3,34 euro di PIL per ogni kg di risorse, contro un valore medio europeo di 2,2 €/kg). Siamo al 1° posto per “circolazione” di materiali recuperati all’interno dei processi produttivi (18,5% di riutilizzo contro il 10,7% della Germania).

Rifiuti urbani, riciclo e carsharing. Tra le altre ragioni che fanno del nostro Paese un punto di riferimento per l’Europa in tema di economia circolare ci sono i numeri sulla totalità dei rifiuti prodotti (129 milioni di tonnellate): solo il 21% viene avviato a smaltimento (contro il 49% della media europea). Sulla totalità dei rifiuti trattati, l’Italia ne avvia al riciclo il 76,9% (36,2% la media UE). In tema di rifiuti urbani nel 1999 il 68% veniva mandato direttamente a smaltimento. Oggi questa percentuale è scesa all’8% circa. La sola industria del riciclo si stima produca 12,6 miliardi di euro di valore aggiunto (circa l’1% dell’intero PIL italiano).  E poi ci sono gli iscritti al car sharing, raddoppiati in due anni: da 630 mila nel 2015 a 1 milione e 310 mila nel 2017.

Il sentiment

La rilevazione ha consentito anche di cogliere gli orientamenti e il sentiment sull’economia circolare da parte di 1073 soggetti che occupano posizioni e svolgono ruoli rilevanti nel panorama socio economico del paese: imprenditori, liberi professionisti, docenti universitari, dirigenti d’impresa e funzionari pubblici.·

I numeri. Dall’analisi risulta che il 40% degli intervistati sa bene di cosa si tratta. Il 70% ritiene che non riguardi solo recupero riciclaggio e riuso, ma la produzione di tutti i beni. Il principale vantaggio per il 77,8% sarà la salvaguardia dell’ambiente, mentre pochissimi ritengono che possa avere un impatto su PIL e occupazione. Inoltre, il 73% di quelli che conoscono l’economia circolare dice che si imporrà solo se la politica creerà le condizioni abilitanti (i giovani chiedono vantaggi economici evidenti, mentre dopo i 65 anni si privilegiano azioni che incidano sulla sensibilità collettiva). Una percentuale analoga dice poi che il principale ostacolo sarà l’incapacità della politica di favorire il cambiamento. Per il 60% spetta all’Unione Europea guidare questo cambiamento. Menttre la sharing economy (40%) e la decarbonizzazione (36%) risultano come i processi innovativi maggiormente correlati.

Superare il modello lineare

La ricerca contiene anche un’intervista esclusiva realizzata da AGI ad Ellen MacArthur, fondatrice dell’omonima Fondazione nata nel 2009 con l’obiettivo di accelerare la transizione da un’economia lineare verso un modello circolare. “L’economia circolare rappresenta un’opportunità, significa costruire un’economia resiliente, di recupero e rigenerazione. Significa superare il modello lineare, che per quanto lo si possa rendere efficiente alla fine ti fa cadere nel precipizio” ha spiegato Ellen MacArthur.

Un nuovo modello economico

“Nel febbraio 2017, a Lisbona, il capo dello Stato Sergio Mattarella aveva guardato avanti invitandoci a riflettere su un nuovo modello economico, l’economia circolare – ha dichiarato Riccardo Luna, direttore AGI – se ne parla ormai da qualche lustro, ma è solo di recente che l’innovazione tecnologica lo ha reso non solo auspicabile ed etico, ma conveniente e quindi possibile. Del resto anche papa Francesco, nell’enciclica Laudato Sì, invoca l’adozione di un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti”. E ha osservato: «Era insomma inevitabile che Agi e Censis si misurassero con questo argomento così importante eppure ancora sostanzialmente fuori dal dibattito politico e sconosciuto al grande pubblico, come dimostrano i risultati dell’indagine».





Source link

Maker Faire Rome 2018 – In diretta dalla Opening Conference


Maker che costruiscono il futuro ogni giorno, unendo ingegno e passione. I Pionieri del futuro. Sono loro i protagonisti della Opening Conference della Maker Faire Rome, edizione 2018 (la sesta), iniziativa, organizzata dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera.

maker faire rome

Quest’anno per la prima volta Ninjamarketing avrà un suo spazio all’interno della Fiera, ci spostiamo con tutta la redazione al Padiglione 6 in uno spazio con un grande videowall e un’area per le interviste, dove il direttore Aldo Pecora incontrerà gli appassionati di tecnologia. Seguiremo la tre giorni alla Fiera di Roma anche sui nostri social: l’hashtag è #ninjamaker. Appuntamento alle 10.30 alla Fiera di Roma, anche in live streaming QUI.

Nel corso dell’evento, presentato da Riccardo Luna, intervengono Massimo Banzi, curatore di Maker Faire Rome, che parlerà di Democratizing Industry 4.0, Don Eyles, il programmatore che scrisse il codice sorgente delle missioni Apollo e che portò l’uomo sulla Luna, David Baker, editor della rivista Spaceflight che ripercorrerà le soluzioni tecniche che consentirono queste imprese. Ma anche Bruno Siciliano, curatore dell’Area Robotica e Professore dell’Università Federico II di Napoli. E poi ancora Sara Roversi, del Future Food Institute. Sul palco due generazioni di pionieri, che parleranno di viaggi spaziali, di robotica per la salute, di intelligenza artificiale e anche di arte, di nuove frontiere dell’industria e del mondo maker.
Gli italiani e i processi innovativi. Spazio anche all’economia circolare, con la presentazione del 5° rapporto Agi-Censis “Perché all’Italia conviene l’economia circolare”, realizzato nell’ambito del programma pluriennale “Diario dell’Innovazione” della Fondazione Cotec, che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi.

Gli apripista, i pionieri del futuro, sono quelli che lavorano nel presente con ciò che costituirà la nostra normalità di domani. Alla Opening Conference è prevista la presenza di Cristina Cipriano, Independent Researcher – Binomica Labs, con uno speech su Makers vs scientists: clever instruments for complex challenges. Di Joseph Puglisi, Professore presso il Dipartimento di Biologia Strutturale dell’Università di Stanford. Domenico Prattichizzo, Professore di Robotica e Haptics dell’Università di Siena, che interverrà insieme ad Alessandro Bondi, protagonista del video Sixth Finger. Alberto Arezzo, Professore associato dell’Università di Torino presso il Dipartimento di Scienze chirurgiche e Presidente del board International Society for Medical Innovation and Technology. Francisco Gomez Paz, Compasso d’Oro, Raffaele Imbò, videomaker, la Gaudats Junk Band, band che suona con strumenti riciclati, Marco Gori, Professore di Computer Science dell’Università di Siena, Lorenzo Bruscio con Musi-co (AI generative music). E poi ancora A-MINT_Artificial_Musical_Intelligence, progetto creato con l’Università di Roma Tre, di Alex Braga, che duetterà con il pianista e compositore Francesco Tristano.

Padiglione 6

Tra i temi della sesta edizione della Maker Faire Rome, un intero padiglione (il 6) sarà dedicato all’economia circolare una sintesi sulla radicale trasformazione sociale ed economica che sta cambiando, rapidamente, i nostri stili di vita. Lo spazio mostrerà i percorsi virtuosi che sono stati sviluppati dalle aziende dotate di una particolare visione a giovanissime startup che presenteranno come l’innovazione tecnologica, nel modo dell’economia circolare, sia sempre sinonimo di creatività.
Percorsi virtuosi. Nel padiglione ci sarà chi riesce a trasformare la canapa in bioplastica per stampare, con tecnologie 3D, oggetti indispensabili alla nostra vita o chi produce tessuti utilizzando lo scarto delle lavorazioni casearie o fibre tessili e lane riciclate, o chi realizza prodotti farmaceutici dagli insetti o offre soluzioni al risanamento edilizio con colture microbiche o chi, infine, offre una bioraffineria in scatola per usi domestici.

Maker Faire Rome

#NinjaMaker

Maker Faire Rome
maker faire rome
Maker Faire Rome

I progetti che abbiamo raccontato (finora)

Maker Faire Rome





Source link

Anche in Italia c’è chi progetta un servizio di consegne suborbitali con i razzi


Il delivery è uno dei grandi campi di innovazione tecnologica su cui si gioca la battaglia competitiva tra big company. Amazon ha fatto della sperimentazione in questo campo un suo elemento distintivo, ma non è la sola a cercare soluzioni di consegna più veloci efficaci.

In effetti la tecnologia delle spedizioni è oggi la stessa di quarant’anni fa, nulla è cambiato se non una domanda crescente, più che in quantità, in velocità.

“E se si potesse spedire ad un costo minore qualsiasi pacco da ogni punto del mondo in 40 minuti?”. È questa la domanda a cui sta cercando di dare risposta un gruppo di giovani makers che potremo incontrare durante la  Maker Faire Rome 2018 dal 12 al 14 ottobre a Roma.

LEGGI ANCHE: Un progetto riporta in vita le antichità con la stampa 3D

razzi suborbitali 3

Che cosa sono i Corrieri Espressi Suborbitali

Il loro progetto punta, in sostanza, a creare un programma di razzi sonda ed una futura startup per mandare pacchi in 40 minuti in tutto il mondo, usando razzi suborbitali.

Utilizzando razzi suborbitali stampati in 3D, infatti, è possibile ipotizzare un nuovo modello di delivery, completamente sostenibile, si a livello economico che di materiali.

LEGGI ANCHE: «Vi racconto il mio giro del Mondo alla ricerca del cibo che ci curerà»

razzi suborbitali

Credits: ESA

Come nasce il progetto

Mattia Barbarossa, Francesco Renzulli, Ludovico Rainone sono tre ragazzi con la passione per l’esplorazione spaziale e con l’obiettivo di renderla molto presto una realtà di tutti. Con il programma di razzi sonda BarRen Rocketry Program e il loro progetto di startup, la Logistic Dynamics, puntano rendere lo spazio sempre più parte della nostra vita quotidiana, per poterci spingere oltre l’orbita bassa della Terra prima di quanto si possa pensare.

LEGGI ANCHE: Grazie al fog computing nasce un progetto IoT per industria 4.0 e smart building

maker-faire-2018

La Call for Makers di Maker Fair Rome 2018

La call for Makers si è ufficialmente chiusa il 7 luglio  2018 e i progetti migliori saranno ospitati nei padiglioni della Maker Faire Rome 2018 dal 12 al 14 ottobre a Roma.

Visitatori, curiosi, famiglie e appassionati potranno conoscere dal vivo i protagonisti dell’innovazione durante l’evento.

SCOPRI I PROTAGONISTI DELLA MAKER FAIRE ROME 2018:

5 esempi di riuso creativo che sono diventati startup

Dai satelliti al software dell’Apollo, così i maker hanno conquistato lo spazio

Come funziona il rover da esplorazione progettato dai makers del Sapienza Technology Team

«Così vogliamo aiutare i pendolari di Genova a spostarsi in città»

«L’Intelligenza Artificiale? Per la musica è una rivoluzione cosmica»

«I robot? Qui i bambini ci giocano, per loro è come sfidare la tecnologia»

Un progetto riporta in vita le antichità con la stampa 3D

Grazie al fog computing nasce un progetto IoT per industria 4.0 e smart building

Una scuola di Assisi sperimenta un sistema di rilevazione che prova a prevedere i terremoti

Da una scuola di Roma una piattaforma open source che analizza la qualità delle acque





Source link

5 esempi di riuso creativo che sono diventati startup


Recycling, Upcycling e Bioeconomy non sono termini new age né una moda passeggera: esistono da sempre e oggi, grazie alle innovazioni tecnologiche, rendono concretamente il nostro pianeta migliore e lo sviluppo più sostenibile, preservando ambienti naturali e non tenendo presente la capacità di assorbimento di scarti e rifiuti.

LEGGI ANCHE: Ecco i pionieri del futuro che apriranno la Maker Faire Rome

La differenza sostanziale tra recycling e upcycling è il primo riutilizza i materiali allo stato grezzo, mentre le discipline legate all’upcycling assegnano una nuova funzione o un diverso utilizzo a oggetti già realizzati. Per esempio, prendiamo una bottiglia di vetro:  con un processo di recycling possiamo fondere il vetro e realizzare un paralume; oppure, possiamo lavare la bottiglia, decorarla e usarla come base per la nostra lampada, in perfetto upcycling.

upcyclyng, recycling

Per bioeconomia  intendiamo l’uso delle risorse biologicamente rinnovabili dalla terra e dal mare allo scopo di produrre cibo, materiali ed energia. La bioeconomia interessa diversi settori tra cui agricoltura, silvicoltura, pesca, alimentare, industria chimica, biotecnologica ed energetica, e rientra in quel sistema che viene definito economia circolare, che prevede il riutilizzo della risorse riducendo o eliminando la quantità di scarto e di rifiuti.

LEGGI ANCHE: Col Biotech avremo medicina personalizzata e agricoltura sostenibile (e un mercato enorme su cui investire)

Le sfide che oggi la bioeconomia si trova ad affrontare sono:

  • garantire la sicurezza alimentare a seguito del costante aumento di popolazione mondiale
  • gestire le risorse naturali in modo sostenibile
  • superare le limitazioni prestazionali e gli impatti di questo modello
  • affrontare le ripercussioni che lo sviluppo delle biotecnologie e delle bioenergie hanno sul nostro sistema sociale
  • ridurre la dipendenza dalle risorse non rinnovabili
  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
  • creazione di posti di lavoro e mantenimento della competitività
recycling

Fonte: http://www.regionieambiente.it/economia_circolare_rapporto_aea/

Il tema di Recycling, Upcycling e Bioeconomy saranno affrontati alla Maker Faire Roma 2018 con talk e workshop, laboratori, dimostrazioni pratiche, stand e innovazioni tecnologiche. Vediamone alcune.

Moda e design possono essere sostenibili

Siamo abituati a rovistare nell’armadio della nonna e girare tra mercatini in cerca di pezzi vintage, unici, antichi ai quali con un occhio diverso possiamo donare nuova vita, facendo quindi upcycling.

LEGGI ANCHE: COUPON Con Ninja entri alla Maker Faire Rome col 50% di sconto

La moda e il design sono del resto due settori creativi che spontaneamente si prestano al riutilizzo di materiali e alla scoperta di nuovi per la realizzazione di oggetti, tessuti e abiti d’arte. In Italia ci sono diverse realtà che hanno fatto della moda e del design sostenibile la loro filosofia.

recycling, upcycling

Officine Frida è un laboratorio di Matera che produce artigianalmente abbigliamento, accessori e complementi tessili di interni recuperando materiali selezionati al termine del ciclo produttivo da aziende locali, come vecchie cravatte di seta, così come altri materiali di qualità non più di “moda” appartenenti a vecchie collezioni.

Un altro progetto interessante è quello di BiOlogic, laboratorio di biomanifattura e centro di ricerca e sviluppo del Sud Italia, che utilizza tecnologie di biological fabrication per la realizzazione di materiali a matrice bio e nuovi processi di lavorazione in ambito manifatturiero.

pannelli

BiOlogic è riuscita a creare un tessuto con caratteristiche simili a quelle della pelle partendo da una matrice batterica di prodotti a largo consumo (tè, acqua, zucchero, ecc.). Il tessuto sviluppato, attraverso un processo di recycling, può avere diverse applicazioni da moda e design a settore biomedicale; inoltre, i tessuti a matrice batterica si propongono come alternativi alla filiera industriale della produzione di cellulosa da alberi, abbassando quasi a zero l’impatto ambientale.

Recycling e Upcycling nell’edilizia

“Solo case su case, catrame e cemento”, così cantava Adriano Celentano nel Ragazzo della via Gluck. Era il 1966 e, ancora oggi, l’edilizia non è un settore propriamente green e a basso impatto ambientale.

Tuttavia, la sinergia tra innovazione tecnologica e sostenibilità oggi riguarda anche l’edilizia, prospettando case del futuro progettate nel rispetto e secondo la morfologia dell’ambiente, realizzate con materiali bio e alimentate completamente da fonti rinnovabili.

LEGGI ANCHE: Cosa vedremo alla Maker Faire Rome 2018 (dove il futuro si tocca)

Un team di studenti dell’Università La Sapienza di Roma ha progettato e realizzato un prototipo di abitazione del futuro completamente sostenibile ed energicamente autosufficiente. Il progetto Restart4Smart verrà presentato il prossimo Novembre alla competizione Solar Decathlon Middle East 2018, dove l’Italia affronterà altre 16 Nazioni.

casa

La Smart Solar House sarà in grado di garantire la massima efficienza ed efficacia nell’uso delle risorse naturali, garantire un ambiente confortevole, accessibile, sicuro e competitivo in termini di costi. La casa del futuro sfrutterà tecnologie avanzate come sistemi di Home Automation (machine learning, virtual assistant, inteligent app) e le potenzialità offerte dalla modellazione digitale (BIM), dalla mixed reality (realtà virtuale e realtà aumentata) e dalla stampa 3D.

Anche nell’utilizzo di materiali è possibile sfruttare il processo di recycling. RECO2 è una startup che realizza prodotti funzionali per l’isolamento termoacustico e la pavimentazione bio-compatibile di interni ed esterni, con il 100% di materiali riciclati (vetro, scarti di acciaieia e altri materiali) e un processo produttivo che permette di ridurre dell’80% i costi di produzione e il 90% di emissioni CO2.

Il Mare in 3D: progetto di recupero e riciclo

Secondo un’analisi di Legambiente sull’inquinamento marino Italia,  il 48% dei mari è inquinato e la causa principale è una cattiva depurazione, oltre a una notevole quantità di rifiuti che ogni anno vengono abbandonati sulle spiagge italiane e in mare.

delfino recycling upcycling

LEGGI ANCHE: Le nuove carte di credito in plastica riciclata di American Express parlano di sostenibilità

La scuola di Robotica, finanziata da Costa Crociere Foundation, ha avviato dal 2016 nella Regione Liguria il progetto Mare in 3D. Lo scopo è quello di recuperare rifiuti nel mare e sulle spiagge (materiale plastico, attrezzi da pesca dismessi, ecc.), riciclarli e trasformarli in nuovi oggetti grazie all’utilizzo di stampanti 3D.

Il progetto mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie e la trasformazione di rifiuti in oggetti utili, come kit didattici per le scuole e per ipovedenti, vuole sensibilizzare sulla fragilità dell’ambiente marino e l’importanza della sua conoscenza e tutela.  Il recycling avviene con un processo di raccolta rifiuti, tritatura della plastica per la trasformazione in filamento avvolto in bobine e infine l’utilizzo di quest’ultimo per la creazione di nuovi oggetti con stampante 3D.





Source link

5 anni di Maker Faire Rome in 15 cartoline


Stampanti 3D, robot, razzi, circuiti elettronici, luci led, fili elettrici, giochi, strumenti di lavoro, suoni e rumori. L’avventura della Maker Faire Rome è iniziata così, nel 2013 al Palazzo dei Congressi il 4 ottobre. In un palazzone squadrato e serioso, anche grigio, che per tre giorni si è riempito di colore e bambini. Un’invasione. Sono dovuti intervenire i pompieri. Troppa gente. Ma non starò qui a fare una cronaca delle 5 edizioni della Maker Faire a Roma, piuttosto mi piacerebbe mettere accanto, una a una, le 15 cose viste più interessanti. 5 edizioni: solo nella prima ci sono stati 35 mila i visitatori, 250 i progetti, 6 mila gli studenti, 200 le performance live e decine di workshop educativi. Nella seconda, all’Auditorium – Parco della Musica, 600 invenzioni, 90 mila visitatori. Ed è stato un crescendo di numeri, fino al 2015. 11o mila nel 2016 (la prima edizione alla Fiera di Roma, 700 invenzioni da 65 paesi, 6 padiglioni, 100mila metri quadrati). Compito peggio che complicato. Siete mai stati in una fiera? Vi ricordate di tutti gli stand di utensileria per la casa, vestiti, gastronomia varia che avete incrociato? Di una fiera ti resta addosso un’atmosfera, un mood, sensazioni, al massimo qualche istantanea. Ci provo con le 15 cose top. Ecco quindi un elenco parziale, parzialissimo e partigiano, che pesca qui e là nei ricordi, invenzioni sì, ma non solo.

LEGGI ANCHE: Ecco i pionieri del futuro che apriranno la Maker Faire Rome

1. Io ballo con la Robot Band

Sulla spianata del Palazzo dei Congressi nel 2013 dribblò tutti: una band di robot (la One Love Machine Band) che suona heavy metal. Più precisamente a conquistare (e far ballare) grandi e piccoli l’esibizione del robot bassista di Kolja Kugler, artista di Berlino. Nel 2014, all’Auditorium ha fatto il bis. Protagonista anche all’Università La Sapienza nel 2015. Si farà sentire anche quest’anno.

LEGGI ANCHE: «L’Intelligenza Artificiale? Per la musica è una rivoluzione cosmica»

2. Cesare, Jack e Joey

Nessuno può sapere se saranno mai veramente i Leonardo da Vinci del XXI Secolo, ma le premesse ci sono o quantomeno c’erano. Portatori sani di innovazione. Giovanissimi. Alla Maker Faire Rome 2013 i protagonisti sono stati anche loro: Cesare Cacitti, (nel 2013 aveva 14 anni) e creatore di una stampante 3D, Jack Andraka, ideatore di un test non invasivo per la diagnosi di tumori al pancreas, Joey Hudy, inventore che, neanche sedicenne, ha già all’attivo brevetti e una presenza alla White House Science Fair. Jack Andraka continua a lavorare alla sperimentazione del suo test, nonostante i dubbi sollevati dalla comunità scientifica. Cesare Cacitti è stato anche protagonista dell’Opening Conference della Maker Faire Rome 2015 all’Università La Sapienza.

3. Emilia 2, il bolide che va con il sole

Alla Maker Faire Rome 2013 c’era anche Emilia 2, la vettura alimentata a pannelli fotovoltaici sviluppata dal team Onda Solare in collaborazione con l’università di Bologna e la Scuola di Maranello. La Ferrari solare, l’hanno chiamata così, si è presentata con il corpo in carbonio e un’armatura di 6 metri quadrati di celle fotovoltaiche al silicio. Nel 2011 ha partecipato al World Solar Challenge, la gara internazionale riservata alle automobili elettriche e prototipi a celle fotovoltaiche da tutto il mondo.

4. Il concerto a pedali dei Tetes De Bois

Dovevano suonare sul tetto del Palazzo dei Congressi, ma prometteva pioggia. Alla fine il concerto a pedali (in omaggio a Margherita Hack) i Tetes De Bois lo hanno fatto all’interno. Fra mille difficoltà e qualche ritardo, per evitare che il pubblico si spazientisse, a organizzare un live, o meglio un instant live, ci hanno pensato i ragazzi del FabLab Roma Makers. Vedere per credere.

5. Il robot para-rigori

Alla fine che fai, non li tiri due calci ad un pallone? Anche alla Maker Faire. Peccato che in porta c’era un robot che nel 2013 ha fatto fare una pessima figura pure a Vincent Candela (in gol dopo 11 tentativi). E non se l’era cavata benissimo neanche Pancaro. Una consolazione? L’automa, nato in Giappone, aveva messo in difficoltà pure Messi.

6. In mostra mezzo secolo di invenzioni

A 50 anni dall’invenzione del primo personal computer della storia, la Programma 101 di Olivetti, la Fondazione Make in Italy ha allestito una mostra-installazione ospitata nel Foyer della Sala Sinopoli dell’Auditorium – Parco della Musica per celebrare mezzo secolo di invenzioni. E’ il 2014, seconda edizione della Maker Faire Rome.

maker faire rome

7. Dale Dougherty

Ok, ok, lo conoscete tutti e lo incontrate tutti i giorni. Voi. Io, confesso, pur accanito lettore di Make Magazine, l’ho incrociato dal vivo, per la prima volta, nei corridoi dell’Auditorium – Parco della Musica, mentre girava tra gli stand come un curioso qualunque. Sto parlando di Dale Doughertyfondatore, president e CEO di Maker Media, l’editore di Make Magazine, lanciato nel 2005. Il papà delle Maker Faire (la prima si è tenuta nell’area di San Francisco nel 2006). Non esattamente una persona qualunque. L’anno dopo l’ho rivisto sul palco insieme a Riccardo Luna e Massimo Banzi, all’Università La Sapienza nel corso degli ultimi momenti della terza edizione. Incontri felici.

maker faire rome

8. La BigDelta di WASP

12 metri. Era così alta che per fotografarla tutta dovevi sdraiarti in terra. Però che effetto che faceva. La BigDelta di WASP (che sta per World Advanced Saving Project), la mega stampante 3D di Massimo Moretti, che ha già iniziato a stampare case a basso costo.

Dai blocchi di argilla escono abitazioni per chi non se le può permettere. Addio bidonville e baracche. Nel 2015 la BigDelta svettava dietro gli archi dell’Università La Sapienza di Roma, edizione numero tre della Maker Faire.

maker faire rome

9. House of drones

300 metri quadrati protetti da una rete di 22 metri. Uno spazio solo per i droni. Una voliera? Più o meno. Il sogno di Paolo Mirabelli, founder di DroniLab e vero riferimento in materia. La casa dei droni ha debuttato nel 2015 alla Maker Faire Rome alla Sapienza e dalla edizione alla Fiera di Roma ha raddoppiato gli spazi. Che si fa nella voliera? Nel rispetto delle norme di sicurezza, si fanno volare i droni, si prendono lezioni di volo, si fanno gare di droni.

maker faire rome

I vincitori del R.O.M.E. Prize 2016 Francesco Pezzuoli e Dario Corona (LiMiX) insieme a Neil Gershenfeld, Bruce Sterling e Simona Maschi – credits Makerfairerome.eu

10. Le mappe e i palloncini della Fiera di Roma

La quarta edizione è stata quella della Fiera di Roma (una superficie espositiva triplicata rispetto alla Sapienza), dei padiglioni con i palloncini, e dei corridoi della struttura prese d’assalto dai 25 mila ragazzi dell’open day dedicato alle scuole. Un’invasione arrivata dai parcheggi e dai prati. E’ stata l’edizione delle mappe per orientarsi e del R.O.M.E. Prize, il premio da 100 mila euro al miglior progetto maker europeo con il più alto impatto sociale: lo ha portato a casa un team delle Marche con un progetto che si chiamava Talking Hands, un guanto capace di tradurre in parole il linguaggio dei segni. Ma è stato anche l’anno della Opening Conference aperta sulle note di Bob Dylan, allora fresco di Nobel, e dell’omaggio a Dario Fo. “Ogni anno – disse allora Massimo Banzi  continuo a stupirmi piacevolmente del fatto che tanta gente aderisca al nostro invito a partecipare alla Maker Faire. Questo vuol dire che il desiderio di innovazione in Italia è di gran lunga superiore a quello che si pensa».

LEGGI ANCHE: «Vi racconto il mio giro del Mondo alla ricerca del cibo che ci curerà»

11. Energia per l’acqua

Alla fine, imponente, alla Fiera c’era anche Watly, sistema di purificazione dell’acqua in grado anche di produrre energia elettrica e permettere la connessione ad internet, grande quanto due pullman messi in fila. Un progetto pensato soprattutto per le zone più povere del mondo, per dare la possibilità alle popolazioni del terzo mondo di avere un accesso più semplice alle fonti di acqua pulita ed energia gratuita. Al Padiglione 5 della Maker Faire c’era anche lui, l’ideatore, Marco Attisani.

Maker Faire Rome

12. Neil Gershenfeld – Maker Hero

Sì, la sua biografia la conoscono tutti. Scrittore, fisico, direttore del MIT’s Center for Bits and Atoms e tantissime altre cose. Genio sì, e pure gentile. Ecco alla vigilia della Maker Faire Rome 2016 era in un fablab di Roma a mangiare pizza e panini e a discutere insieme a tutti, ma proprio a tutti. Venerdì era sul palco della Maker Faire Rome, per la Opening Conference. Sabato era nella giuria del R.O.M.E. Prize dopo aver discusso con i FabLab italiani di strategie condivise.

LEGGI ANCHE: Dai satelliti al software dell’Apollo, così i maker hanno conquistato lo spazio

Maker Faire Rome

13. Il Wall con i fantasmini al Padiglione 10

Maker Faire Rome 2016: una parete interattiva da Guinness lunga 16 metri. Al Padiglione 10 è stata la felicità dei bambini. Mentre i grandi discutevano nelle aule, loro si divertivano con i fantasmini della parete. Uno spettacolo.

14. Boldrini incontra i maker

Non so voi, ma io un presidente della Camera in una Maker Faire non me lo ricordo. Piaccia o non piaccia, Laura Boldrini lo ha fatto. Si è presentata a sorpresa il 2 dicembre 2017 (secondo giorno di Fiera), ha visitato il Padiglione 4, dedicato all’innovazione nel food, e poi il Padiglione 7 (Interaction) dove, nello spazio Arduino, ha incontrato Massimo Banzi, curatore della Maker Faire Rome. “Che i bambini e le bambine imparino a fare i programmatori e le programmatrici – ha detto mentre visitava gli stand – è importante per superare il gender gap e anche il digital divide, il divario digitale”. Ha anche ricordato con emozione il Coderdojo (la palestra di coding per piccoli programmatori) che si è tenuto 2 anni fa a Montecitorio.

maker faire rome

15. Da qui si riparte

Alla fine, l’ultimo slot me lo prendo come concessione. Nessuna invenzione, niente robot che fanno cose o stampanti 3D, né soluzioni che cambiano il mondo, ma parole. Solo un’istantanea. Uno. Riccardo Luna, 6 ottobre 2014, all’Auditorium: la cavea di una delle opere contemporanee più belle di Roma, l’agorà dei nostri tempi, in tripudio. Il sole di Roma, i bambini sulle spalle, i cappellini rossi. «Questo è l’ultimo giorno della Maker Faire, da qui si riparte per un’altra nuova stagione». Da qui si riparte.





Source link

Come funziona il rover da esplorazione progettato dai makers del Sapienza Technology Team


Le abbiamo viste spesso nei lanci su altri pianeti, camminare lentamente con i loro cingoli, per poi perdersi sul suolo di Marte, ad esempio. La “Sapienza Aerospace Student Association” ha ideato un progetto che consiste nella simulazione di una sonda terrestre, ispirata a quelle lanciate dalle varie agenzie spaziali internazionali sugli altri corpi celesti.

LEGGI ANCHE: Un progetto riporta in vita le antichità con la stampa 3D

rover

Che cos’è il progetto di simulazione di sonda terrestre

Il Sapienza Technology Team ha creato un rover da esplorazione in grado di muoversi autonomamente, raggiungere determinati obiettivi e svolgere particolari funzioni, a seconda di ciò che gli viene comandato.

SSRP è programmato per muoversi sia da solo che su comando a distanza dalla ground station (un computer), e deve saper riconoscere quando si presentano ostacoli davanti o dietro, fornendo continuamente dati di sensoristica al suo controllore. È inoltre previsto che sia in grado di ricaricarsi attraverso due pannelli solari e che, se richiesto, possa catturare immagini e video dalla telecamera montata a bordo.

Per raggiungere questi obiettivi, il team è partito da una base con cingoli prefabbricata, sulla quale ha montato la struttura elettromeccanica, interamente progettata e stampata in 3D. Il rover è gestito dal single-board-computer Raspberry Pi3 (in pratica un computer con sistema operativo Linux) a cui si può accedere tramite wifi.

LEGGI ANCHE: 5 cose che dovresti sapere prima di iniziare a stampare in 3D

I sensori più importanti presenti sul rover, sono:

  • sensori di distanza: due in totale, uno davanti e uno dietro, trasmettono costantemente la distanza registrata con dei segnali ad ultrasuoni. Con un’opportuna funzione, se il rover è in movimento e se questa distanza diminuisce oltre un valore minimo, è anche in grado di fermarsi e cambiare strada;
  • l’IMU (Inertial Measurement Unit), è un complesso di sensori costituito da un accelerometro, una bussola e un giroscopio, cui si aggiunge un sensore di temperatura, e permette al rover di capire in che modo è orientato e verso che direzione si sta muovendo;
  • il pan-tilt e il servo-driver sono l’insieme della struttura e dei controlli che sorreggono e dirigono la telecamera in ogni direzione. Essa può essere diretta in alto o in basso e a destra o sinistra, attraverso l’impostazione di due servomotori (ad angolo programmabile), con un’apertura per entrambe le direzioni di 180°;
  • la telecamera (12 MP) è in grado di catturare immagini e video (ad un limitato fps) ed inviarli in tempo reale alla ground station.

rover 2

Come nasce il progetto

La AIAA-Student Branch “Sapienza Aerospace Student Association” (SASA) è l’organo locale dell’AIAA (American Institute of Aeronautics and Astronautics), formata da soli studenti dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, promossa e voluta dal Consiglio d’Area di Ingegneria Aerospaziale.

SASA è nata nel 2012 per dare agli studenti la possibilità di sviluppare le proprie idee ed approfondire argomenti di interesse tramite seminari, convegni, visite guidate, laboratori. Come esperienza di punta, offre la partecipazione a gruppi di lavoro che gareggiano in competizioni internazionali: questa attività garantisce l’opportunità di progettare un sistema ingegneristico complesso in tutte le sue fasi (ideazione, progettazione, testing), produrre report preliminari e critici per il committente e testare in volo il sistema, utilizzando metodologie professionali ed applicabili nel mondo del lavoro e della ricerca.

Tramite queste esperienze SASA vuole intervenire nel processo formativo che garantisce una corretta acquisizione di competenze per la crescita di future figure professionali tecniche e dirigenziali spese nel miglioramento del sistema universitario e del Paese. L’azione è volta a garantire una commistione tra competenze teoriche e pratiche, sviluppo di capacità secondarie proprie dell’educazione non formale (teamwork) e creazione di un network di conoscenze e scambio di competenze con gli altri Paesi.

LEGGI ANCHE: «Vi spiego cos’è un fablab e cosa fanno davvero i makers»

maker-faire-2018

La Call for Makers di Maker Fair Rome 2018

La call for Makers si è ufficialmente chiusa il 7 luglio  2018 e i progetti migliori saranno ospitati nei padiglioni della Maker Faire Rome 2018 dal 12 al 14 ottobre a Roma.

Visitatori, curiosi, famiglie e appassionati potranno conoscere dal vivo i protagonisti dell’innovazione durante l’evento.





Source link

Una scuola di Assisi sperimenta un sistema di rilevazione che prova a prevedere i terremoti


Per Assisi il termine terremoto ha un significato tutt’altro che lontano. Proprio da questa esperienza, tramautica per territorio e popolazione, nasce l’idea di creare una rilevatore di variazioni di campo elettromagnetico da usare come precursore sismico, che sarà presentato alla prossima Maker Faire Rome 2018, dal 12 al 14 ottobre.

LEGGI ANCHE: «Vi spiego cos’è un fablab e cosa fanno davvero i makers»

terremoti

Che cos’è il rilevatore di variazioni di campo elettromagnetico

Il sistema di rilevazione delle onde elettromagnetiche è costituito da un sensibile sensore di campo magnetico, da un circuito di condizionamento del segnale e da un sistema di acquisizione e conversione A/D basato sulla tecnologia Arduino. I dati rilevati vengono memorizzati in un archivio, cioè un vero e proprio database che ne permette poi l’analisi per la creazione di grafici di rilevamento.

Il termine precursore sismico elettromagnetico (Seismic Electromagnetic Precursor o SEP in anglosassone) fa riferimento ad una ipotesi per cui un forte terremoto potrebbe essere previsto osservando una forte emissione elettromagnetica locale. In diverse occasioni, infatti, si è riscontrato che terremoti e attività vulcanica sono associati alla emissione o alla variazione di segnali elettrici ed elettromagnetici (segnali EM) di origine naturale.

Negli ultimi decenni osservazioni effettuate in molte aree del mondo hanno permesso di raccogliere una grande quantità di segnali che mostrano variazioni EM associabili a eventi tettonici e vulcanici. Il mondo della ricerca è impegnata a trovare meccanismi teorici per studiare la correlazione tra questi segnali EM con gli eventi tettonici e vulcanici che li genererebbero.

LEGGI ANCHE: Da dove cominciare per capire le opportunità della quarta rivoluzione industriale

terremoto-640x426

Come nasce il progetto

L’Istituto di Istruzione Superiore M.Polo – R. Bonghi – Assisi (PG), coinvolto direttamente negli eventi sismici del 1997 e del 2016, ha sviluppato una sensibilità ed un interesse al fenomeno dei terremoti. Già nell’anno 2000, quando erano attivi i corsi di Elettronica ed Elettrotecnica, si è dotato di due stazioni sismografiche a pendolo verticale. Con l’accorpamento degli Istituti e la presenza del corso CAT (Costruzione Ambiente e Territorio), poi, questa sensibilità allo studio dei terremoti e al comportamento degli edifici si è rafforzata anche con nozioni teoriche più pertinenti.

Lo scorso anno l’Istituto ha partecipato alla Maker Faire Rome con il progetto Tavola Vibrante, in grado di simulare le oscillazioni proprie dei terremoti per meglio comprenderne le azioni sulle strutture degli edifici.

Quest’anno ha deciso di allargare le proprie competenze anche con lo studio dei cosiddetti “precursori sismici”.

maker-faire-2018

La Call for Schools di Maker Fair Rome 2018

La Call for Schools, organizzata da Innova Camera, in collaborazione con il MIUR – Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, si è chiusa il 30 Giugno e ha visto la partecipazione delle scuole secondarie di secondo grado nazionali e appartenenti ai Paesi dell’Unione Europea.

Tantissimi i progetti arrivati ma soprattutto altissima la qualità dei contenuti proposti, che saranno esposti all’interno di uno dei padiglioni della Fiera di Roma.





Source link

Un progetto riporta in vita le antichità con la stampa 3D


Dalla sua nascita la stampa 3D ha visto le più svariate applicazioni, da quelle biomedicali a quelle nel fashion, ma soprattutto in Italia c’è un ambito nel quale questa tecnologia si sta dimostrando sempre più utile e versatile, quello dei beni culturali.

LEGGI ANCHE: 5 cose che dovresti sapere prima di iniziare a stampare in 3D

q

Che cos’è la stampa 3D applicata al restauro

Nasce così l’esperienza di 3DiTALY e Formlabs sulla stampa 3D applicata al restauro di opere d’arte presenti nei musei.

Grazie a questi processi i visitatori possono vedere statue, reperti, oggetti, nel loro antico splendore e non solo immaginarli. Strumenti digitali come scanner 3D, software 3D CAD e la stampante 3D Formlabs Form 2 aiutano il restauratore a portare a termine progetti che altrimenti avrebbe dovuto abbandonare.

Il restauratore può così ricostruire velocemente e con precisione parti mancanti dell’opera d’arte, senza doversi affidare a servizi professionali esterni.

LEGGI ANCHE: «Vi racconto il mio giro del Mondo alla ricerca del cibo che ci curerà»

stampa-3d-3ditaly-opificio-firenze-restauro-opere-arte-02

Credits: 3ditaly.it

Come nasce il progetto

3DiTALY e Formlabs sono leader in Europa nel settore della stampa 3D professionale. Oltre a produrre e vendere stampanti 3D si occupano anche della divulgazione dei nuovi metodi produttivi dell’Industria 4.0 in tutti i campi di applicazione.

LEGGI ANCHE: Grazie al fog computing nasce un progetto IoT per industria 4.0 e smart building

La Call for Makers di Maker Fair Rome 2018

La call for Makers si è ufficialmente chiusa il 7 luglio  2018 e i progetti migliori saranno ospitati nei padiglioni della Maker Faire Rome 2018 dal 12 al 14 ottobre a Roma.

Visitatori, curiosi, famiglie e appassionati potranno conoscere dal vivo i protagonisti dell’innovazione durante l’evento.





Source link

Da una scuola di Roma una piattaforma open source che analizza la qualità delle acque


L’inquinamento, anche della acque, diventerà presto uno dei grandi temi da affrontare per l’intero pianeta. Da questo spunto, offerto in occasione della Giornata mondiale dell’acqua indetta dall’ONU, nasce Making Water Techs 4.0, il progetto per una piattaforma open source in grado di analizzare la qualità delle acque per definirne il livello di inquinamento, all’interno della Call for Schools di Maker Faire Rome 2018.

LEGGI ANCHE: Da dove cominciare per capire le opportunità della quarta rivoluzione industriale

inquinamento acque maker faire

Che cos’è Making Water Techs 4.0

Le innovative piattaforme, progettate e assemblate durante il corso extracurricolare organizzato dall’Istituto Massimo di Roma offrono una possibile risposta al problema: 1,8 miliardi di persone nel mondo bevono acqua contaminata e 800 bambini muoiono ogni giorno per malattie intestinali.

Al progetto hanno preso parte circa 30 studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, guidati dall’Ing. Claudio Becchetti e da un team di volontari provenienti da vari settori: industria, scuola, università, medicina e imprenditoria.

L’obiettivo del progetto è sviluppare una nuova piattaforma costruita con materiali riciclabili che, trainata da barche a vela, sia in grado di analizzare la qualità delle acque per definire e monitorare il livello di inquinamento, conoscere ed applicare le nuove tecnologie al monitoraggio dell’acqua.

LEGGI ANCHE: «Vi spiego cos’è un fablab e cosa fanno davvero i makers»

Caboto

Come nasce l’idea

Dal punto di vista didattico, questo è servito ai ragazzi per imparare a governare modelli radiocomandanti di barche a vela sulle quali saranno installati i sensori di monitoraggio come strumento per consolidare le competenze trasversali (problem solving, team working, comunicazione efficace, perseveranza, etica, STEM), con un metodo centrato sull’apprendimento attraverso il gioco attivo, grazie alla centralità degli studenti che, attraverso l’esperienza e l’applicazione, apprendono ed utilizzano nuove tecnologie (Internet of Thimgs, sensori, software) per un uso responsabile dell’acqua.

Il progetto, che rientra nello studio delle low technologies (tecnologie semplici per bassi investimenti e massima resa) per il monitoraggio digitale tramite soluzioni Internet of Things applicate direttamente all’acqua (sensori, GPS, data-analytics software, smartphone) per conoscere in tempo reale stato di salute dell’acqua, ha l’obiettivo di far utilizzare ai ragazzi le nuove tecnologie che consentono l’analisi di parametri come la temperatura, la conducibilità, il PH e la torbidità.

Il progetto fa parte di un percorso avviato dall’Istituto Massimo già negli anni passati, con altre attività come Making Drones, Making 3D Printers, Crowd4Africa, Making RoboMagis, e ha lo scopo di rafforzare competenze determinanti nel contesto del lavoro e della vita, promuovendo lo sviluppo e la diffusione di Tecnologia Appropriata Open Source per la salute, l’educazione e lo sviluppo sostenibile.

qualità delle acque piattaforma

La Call for Schools di Maker Fair Rome 2018

La Call for Schools, organizzata da Innova Camera, in collaborazione con il MIUR – Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, si è chiusa il 30 Giugno e ha visto la partecipazione delle scuole secondarie di secondo grado nazionali e appartenenti ai Paesi dell’Unione Europea.
Tantissimi i progetti arrivati ma soprattutto altissima la qualità dei contenuti proposti, che saranno esposti all’interno di uno dei padiglioni della Fiera di Roma.





Source link

show