Le donne nelle professioni digitali sono ancora troppo poche, lo dice una ricerca


Il divario di genere nelle professioni digitali inizia ad essere un gap importante per la crescita del talento femminile in azienda.

Da una ricerca realizzata da NetConsulting Cube per conto di CA Technologies su un campione di HR e CIO di 60 aziende italiane e 225 studenti di licei e istituti professionali, emerge che in azienda la presenza di donne nei mestieri più innovativi è circa il 25% tra i Big Data Engineer e i Digital Information Officer e il 15-25% tra gli Esperti in Internet of Things, Cyber Security, Data Protection.

Il divario di genere nelle discipline STEM

donne divario di genere

Le donne laureate in discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Math) è scarsa, e il 46% crede di non avere le qualità per fare carriera in campo tecnico-scientifico.

In ottica di change management, sono le professioni legate alla trasformazione e all’innovazione digitale che avranno le migliori opportunità di carriera in tutti i settori di mercato nell’immediato futuro. Nelle aziende italiane la presenza di queste figure si rivela però ancora limitata e prevalentemente maschile. Dai risultati dell’analisi emerge infatti che i ruoli tecnico scientifici sono il 30% e di questi solo il 13% è formato da donne.

Questo divario inizia dalla scuola. Già dalla scelta dell’università, le ragazze puntano ancora sul marketing, l’amministrazione e le risorse umane: non scelgono i nuovi mestieri del digitale per poco interesse e scarsa attitudine. Solo una su quattro sceglie di studiare informatica e neanche una su tre ingegneria.

Di conseguenza, le aziende confermano la difficoltà nel trovare talenti femminili per ruoli tecnico-scientifici, ammettendo però anche resistenze culturali e condizioni di lavoro non sempre idonee a facilitare la crescita di figure femminili in determinati ruoli, in cui potrebbero invece contribuire all’innovazione di prodotto/servizio. 

Siamo nel pieno della rivoluzione digitale, ma le nuove generazioni – anche se abituate ad utilizzare le nuove tecnologie – non sono ancora pronte per migliorare le proprie competenze STEM. L’analisi conferma che un maschio su due e due ragazze su tre ignorano cosa sia il Data Protection Officer, il Digital Information Officer, il Big Data Engineer, il Data Scientist, lo specialista in Metodologie Agile e l’Internet of Things Expert. Conoscono solo l’esperto in intelligenza artificiale e robotica (per 86% degli ragazzi e il 74% delle ragazze), seguito dal Cyber Security Manager e dallo Sviluppatore di applicazioni mobili.

LEGGI ANCHE: Con la parità di genere si valorizza tutta la forza lavoro. La ricerca di Accenture

Il divario di genere in azienda

Young businesswoman at her desk in home studio.

Cosa comporta tutto questo? Uno scenario poco equilibrato all’interno del management aziendale: nel 64% delle aziende, meno del 10% delle donne in ambito STEM ricopre ruoli dirigenziali. Il livello di retribuzione delle professioniste in ambito tech e IT risulta inferiore nel 36% delle realtà, e questa disparità di riconoscimento economico è più marcata nei vertici. Sono ancora molto poche le donne, che lavorano nei ruoli tecnici più innovativi all’interno delle strutture informatiche delle aziende intervistate, risulta infatti che la presenza di donne sia il 25% tra i Big Data Engineer e i Digital Information Officer e fra il 15% e il 25% tra gli specialisti in materia di Internet delle cose, cybersicurezza, dati e applicazioni mobili. Nessuna presenza femminile è emersa per il ruolo di Data Scientist.





Source link

Ninja Morning, il buongiorno di venerdì 21 settembre 2018


ninja

Polizia Postale

Allarme della Polizia Postale su uno spamming in corso con finalità di estorsione. “L’utente riceve una mail – si spiega – nella quale lo si informa che il suo account sarebbe stato hackerato attraverso un virus mentre venivano visitati siti per adulti; da qui la minaccia di divulgare a tutti il tipo di sito visitato e la conseguente richiesta di denaro in criptovaluta”. La polizia ha invitato, qualora si dovesse ricevere una e-mail di questo tipo, a “evitare assolutamente di pagare un riscatto”.

Invenzione per intimorirci. “Nulla di tutto ciò è reale” puntualizza evidenziando che si tratta di “un’invenzione elaborata al solo scopo di intimorirci ed indurci a pagare una somma illecita”. Ma “è tecnicamente impossibile” che quanto viene ventilato possa essere accaduto. “Non è possibile – si spiega infatti – che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta, abbia potuto – per ciò solo – installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando i nostri dati”. La polizia postale invita allora a evitare assolutamente di pagare alcuna somma: proteggere la mail, magari cambiando la password e, comunque, evitare di usare la stessa per più profili.

Facebook

Facebook lavora alla costruzione di una war room in vista delle elezioni americane di metà mandato, a novembre, e delle prossime elezioni in Brasile e in altri Paesi, senza escludere le elezioni europee della prossima primavera. A riportarlo il New York Times, secondo cui l’obiettivo è quello di combattere la disinformazione e le fake news che vengono veicolate attraverso la sua piattaforma.

Scovare gli account falsi. La stanza, una sorta di sala conferenze nel suo campus di Menlo Park, ospiterà una task force di 20 persone che monitoreranno 24 ore su 24 il social media attraverso 16 postazioni dotate di computer e schermi televisivi sintonizzati sui principali media all news come CNN, Fox, CNBC e Mnsbc. Il compito principale del team sarà in pratica di scovare gli account falsi che cercano di influenzare gli elettori con notizie inventate e cancellarli, sradicandoli dalla rete.

Amazon

Amazon finisce sotto la lente dell’Antitrust Ue che vuol accertare se l’utilizzo della piattaforma da parte di altri venditori consenta al colosso dell’ecommerce di raccogliere “dati sensibili” a proprio vantaggio acquisendo così di fatto una posizione dominante. Ieri il Commissario Europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager ha spiegato che si vuole esaminare il “duplice ruolo” di venditore diretto di beni e di piattaforma per altri rivenditori, precisando comunque che ancora non è stata aperta un’indagine formale, ma si è a uno stadio iniziale e si “stanno raccogliendo informazioni”. “La domanda qui riguarda i dati” che Amazon raccoglie dai commercianti più piccoli sul suo sito, ha detto Vestager – riferisce Bloomberg – e su come siano utilizzati “questi dati per fare i propri calcoli, cosa vogliono le persone, che tipo di offerte vogliono ricevere, cosa li fa comprare cose. Questo ci ha spinto ad avviare un’indagine preliminare”.

ninja

Gli appuntamenti di oggi

HEROES – Fino al 22 settembre Heroes Meet in Maratea, rassegna alla terza edizione, a cui partecipano esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, della cultura dell’innovazione e delle istituzioni. In agenda oggi, alle 10.15 (Sala dei Nodi), Mirko Pallera, fondatore di Ninja Marketing e Ninja Academy, considerato una delle menti più fervide e rivoluzionarie del marketing contemporaneo, interviene su Scaleup like a Ninja: come far crescere e prosperare un’impresa (restando felici). È possibile far crescere un’impresa nel tempo in modo sano e costante senza grandi investimenti? Il fondatore di Ninja ci mostra come avere una grande Missione di cambiamento ed alimentare la giusta Cultura Aziendale sia il segreto per resistere alle turbolenze e continuare a prosperare nel tempo.

E-MOBILITY REVOLUTION 2018 – Appuntamento alle 10 all’Autodromo Enel X e-Mobility Hub a Vallelunga (via Mola Maggiorana 4/6 Campagnano di Roma) con e-Mobility Revolution 2018. Intervengono Francesco Venturini, Responsabile Enel X, e Alberto Piglia, Responsabile e-Mobility Enel X, rispettivamente su scenari di mercato e piano mobilità Enel e Intelligent charging solutions, Prodotti e servizi 2019. Chiusura lavori di Francesco Starace, AD Enel.

ninja

Le notizie che forse ieri ti sei perso

Bezos fa sul serio, punta ad aprire 3000 negozi Amazon GO senza cassa
L’impero in perenne crescita di Jeff Bezos, Amazon, potrebbe aprire 3.000 nuovi negozi senza linea di pagamento Amazon Go

15 tips che dovresti conoscere per promuovere la tua azienda su Facebook
Una serie di consigli e di indicazioni di base per cominciare col piede giusto e lanciare subito la tua fan page su Facebook

Facebook non rispetta le regole sui consumatori e rischia una multa dall’UE
Il social di Mark Zuckerberg non avrebbe adeguato i termini di servizio come previsto dalla normativa a tutela dei consumatori. Airbnb esempio virtuoso

Anche i biglietti di Flixbus si pagano anche con Google Pay
Dopo l’integrazione con Google Assistant, FlixBus ha aggiunto anche Google Pay (da poco in Italia) come strumento di pagamento della sua app

Satispay: sottoscritto il 100% dell’aumento di capitale da 15 milioni
Si è chiuso con una sottoscrizione del 100% l’aumento di capitale varato da Satispay a luglio. La raccolta complessiva a oggi sale a 42 milioni di euro

ninja

Come integrare le emoji nella digital startegy della tua non profit
Le emoji sono un efficace strumento di marketing, nel profit come nel non profit, se usate strategicamente sui social network, in mail, chat e app

Che dice il report di Nielsen sulle vendite online e sulla crescita dell’ecommerce
Il Future opportunities in FMCG e-commerce di Nielsen individua anche alcuni dei fattori che traineranno la crescita dell’ecommerce

Brand New Roman è il font ispirato ai loghi dei brand più famosi
Creato per ironizzare sulla grandezza e sull’influenza dei brand che tutti conosciamo, in questo innovativo font ogni lettera corrisponde a un logo

Iniziati in Colombia i test di Facebook Dating, che cosa sappiamo
Dopo aver annunciato il nuovo servizio all’F8, Facebook lancia la sperimentazione sula piattaforma per gli incontri, quella per trovare l’anima gemella





Source link

Ninja Morning, il buongiorno di giovedì 20 settembre 2018


Amazon

Dopo Milano, Amazon ha deciso di portare la spesa anche a casa dei romani. Il colosso dell’e-commerce ha lanciato nella capitale il servizio Prime Now, che consente di ricevere a domicilio frutta e verdura, carne, pesce e altri prodotti da supermercato, nel giro di un’ora dall’ordine. La novità, attiva in alcune zone dell’Urbe, è frutto di un accordo con la catena Pam Panorama. Il servizio è riservato agli abbonati di Amazon Prime, che possono scegliere tra 8mila prodotti alimentari freschi.

Domenica inclusa. Prime Now è attivo tutti i giorni, domenica inclusa, dalle 8 di mattina a mezzanotte. I clienti possono optare per la consegna entro un’ora (al costo aggiuntivo di 8 euro) o la consegna programmata in finestre di due ore (gratis per una spesa di almeno 25 euro fino a fine anno, poi la cifra sale a 50 euro, altrimenti si pagano 3 euro e mezzo). “Siamo orgogliosi di rendere da oggi disponibile Prime Now anche ai nostri clienti Prime di Roma. Grazie all’importante accordo con Pam Panorama, i clienti hanno la possibilità di scegliere tra oltre 8.000 prodotti di uso quotidiano, tra cui anche i freschi, che possono essere consegnati direttamente a casa al piano entro un’ora o in finestre di due ore” ha detto Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es.

ninja

Amazon ha reso disponibile Prime Now in alcune zone di Roma

Scout. Intanto Amazon sta testando un sito di acquisti pensato per consumatori disposti ad accettare raccomandazioni automatiche sui prodotti che dovrebbero comprare: quei consigli si basano su quanto determinati articoli piacciano o meno agli internauti. A riportalo CNBC, secondo cui Scout si fonda sulla tecnologia di machine learning. Al momento Scout si concentra su mobili e arredo, prodotti per la cucina, calzature da donna e luci. Un portavoce di Amazon ha spiegato a Cnbc che “questo è un nuovo modo di fare acquisti permettendo ai consumatori di cercare tra milioni di articoli e raffinare la ricerca sulla sola base di caratteristiche visuali”. Il gruppo guidato da Besos non ha ancora iniziato a promuovere il servizio, con cui Amazon conta di raccogliere e sfruttare dati sulle abitudini di consumo dei clienti. Con Scout, ha continuato il portavoce, Amazon “sta liberando la gente dal bisogno di usare parole per descrivere quello che sta cercando quando fa acquisti di categorie di prodotti altamente visive”.

Pubblicità. Secondo i  i ricercatori di eMarketer, Amazon sta per diventare la terza maggiore piattaforma digitale di pubblicità in Usa dopo Alphabet e Facebook, superando Oath (la divisione di Verizon in cui è finito Yahoo) e Microsoft. Per eMarketer  Facebook catturerà il 20,6% degli investimenti pubblicitari digitali contro il 37,1% di Google, controllata di Alphabet. Gli introiti pubblicitari digitali per Amazon sono visti raddoppiare quest’anno in Usa: la stima è che gli inserzionisti spendano 4,61 miliardi di dollari (e non solo 2,89 miliardi come calcolato in precedenza) equivalenti al 4,15% di tutte le inserzioni digitali della nazione americana. Per quanto ancora contenuta, la quota di mercato del gruppo guidato da Jeff Bezos sta crescendo mentre quella dei rivali sta calando. EMarketer si aspetta che insieme Google e Facebook si aggiudichino quest’anno il 57,7% degli introiti pubblicitari digitali in Usa, in calo dal 59,1% del 2017.

Samsung

Il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) e Samsung Electronics Italia hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, “nel contesto – spiegano da Samsung – di una più ampia strategia del Dipartimento volta alla diffusione e promozione della cultura della sicurezza, anche nella sua declinazione informatica”. Le finalità dell’accordo sono “favorire ed incentivare la sensibilità sugli aspetti di cybersecurity nell’utilizzo delle diverse piattaforme tecnologiche, contribuire a sempre più strette sinergie tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese al fine di accrescere la consapevolezza sui rischi legati al mondo digitale”.

Pubblicità. Secondo i ricercatori di eMarketer, Amazon sta per diventare la terza maggiore piattaforma digitale di pubblicità in Usa dopo Alphabet e Facebook, superando Oath (la divisione di Verizon in cui è finito Yahoo) e Microsoft. Per eMarketer,  Facebook catturerà il 20,6% degli investimenti pubblicitari digitali contro il 37,1% di Google, controllata di Alphabet. Gli introiti pubblicitari digitali per Amazon sono visti raddoppiare quest’anno in Usa: la stima è che gli inserzionisti spendano 4,61 miliardi di dollari (e non solo 2,89 miliardi come calcolato in precedenza) equivalenti al 4,15% di tutte le inserzioni digitali della nazione americana. Per quanto ancora contenuta, la quota di mercato del gruppo guidato da Jeff Bezos sta crescendo mentre quella dei rivali sta calando. EMarketer si aspetta che insieme Google e Facebook si aggiudichino quest’anno il 57,7% degli introiti pubblicitari digitali in Usa, in calo dal 59,1% del 2017.

Apple

Apple tiene il conto di quanto telefoniamo per contrastare le frodi. Cupertino ha infatti iniziato a usare un “punteggio di fiducia” basato sulle chiamate e i messaggi degli utenti, che serve ad accertare l’identità dei dispositivi da cui si fanno acquisti sulla piattaforma iTunes. La novità, segnalata da alcune testate online americane, è scritta nero su bianco nei nuovi termini sulla privacy. “Per aiutare a identificare e a prevenire le frodi – si legge – le informazioni sul modo in cui usi il tuo dispositivo, compreso il numero approssimativo di chiamate ed email che invii e ricevi, saranno usate per calcolare un punteggio di affidabilità del dispositivo quando si tenta di fare un acquisto”.

ninja

Gli appuntamenti di oggi

HEROES – Fino al 22 settembre Heroes Meet in Maratea, rassegna alla terza edizione, a cui partecipano esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, della cultura dell’innovazione e delle istituzioni. Questi  saranno i topic affrontati durante le tre giornate: Nuove Monete, Nuove Economie, Vecchie Ricchezze e Nuove Povertà, Fiducia e Crowd, Sviluppo e Scambio, Piccoli e Grandi Investimenti;, Impatto della Tecnologia sulla Produzione.

LEGGI ANCHE: Futuro e impresa: Heroes Meet in Maratea

starbucks-milano

Le notizie che forse ieri ti sei perso

Facebook vuole leggere le transazioni finanziare in chat per migliorare i servizi su Messenger
Sulla scia dello scandalo di Cambridge Analytica, Facebook cerca di riguadagnare la fiducia degli iscritti ma arriva un nuovo report del WSJ

Cosa sono e come funzionano i Mini-Program di WeChat
Tra le funzioni di WeChat oggi bisogna conoscere anche quella dei Mini-Program, le sub-applicazioni sviluppate da Tencent e sempre più amate dai marketer

Il piano di Google per portare Android sulle auto di Renault, Nissan e Mitsubishi
Google ha stretto una partnership con l’Alleanza per integrare il suo sistema operativo nei veicoli delle tre case automobilistiche entro il 2021

Anche Sony punta sull’effetto nostalgia e lancia PlayStation Classic
La console che ha venduto più di 100 milioni di pezzi torna in versione mini: pronta nei negozi dal 3 dicembre a 99,99 euro e con 20 giochi precaricati

Come hanno reagito i social all’apertura di Starbucks in Italia
Starbucks alla fine è arrivato davvero in Italia e le reazioni sui social non si sono fatte attendere. Ecco la nostra breve analisi

Facebook apre a Enlabs (stazione Termini) il suo ufficio per le competenze digitali
Accordo tra LVenture Group e la società di Menlo Park, che aprirà a Roma Binario F, spazio per potenziare le competenze digitali di imprese e privati

ninja

Come funziona Google Pay, che sfida Apple (anche in Italia)
Google ha lanciato anche in Italia il suo nuovo servizio per i pagamenti con lo smartphone, già presente in 20 paesi del Mondo

Arriva e-tron, il SUV elettrico di Audi che fa a gara con Tesla
Il nuovo SUV elettrico di Audi punta a colpire un pubblico tradizionale ma incuriosito dall’elettrico, attraverso stile e tecnologia

Condividere le partite sul divano degli altri: ecco Sofan, l’Airbnb dei tifosi
Lanciata a Milano Sofan, app che ti fa condividere casa e abbonamento con altri appassionati di calcio. Ecco cosa ha detto Antonio Gullotti, uno dei founder

L’antitrust europea vuole vederci chiaro su come Amazon utilizza i dati dei rivenditori
Il Commissario per la concorrenza Margrethe Vestager ha rivelato le attività di approfondimento su Amazon oggi durante una conferenza stampa





Source link

ecco Sofan, l’Airbnb dei tifosi


Un’app per condividere, insieme al divano di casa, il proprio abbonamento pay tv o streaming con amici e sconosciuti che cercano qualcuno con cui vedere le partite. Si chiama Sofan, è una piattaforma nata da una startup italiana, che consente di condividere il proprio salotto di casa per vedere eventi sportivi in compagnia di altri tifosi.  Per la fase di lancio è stata scelta Milano per via del bacino universitario e del numero sempre maggiore di lavoratori stranieri che si trasferiscono ogni anno. Però sarà possibile anche per i tifosi delle altre città proporsi come Host: Sofan infatti vuole ad estendere il proprio servizio in altre città italiane entro la fine del 2019.

sofan

Una piccola fee per l’ospitalità

Grazie a Sofan gli appassionati in possesso di un abbonamento pay-TV o a piattaforme di streaming, potranno creare degli eventi a cui i Guest potranno registrarsi. Gli Host potranno anche recuperare il costo del proprio abbonamento perché il tifoso ospitato gli riconoscerà una piccola fee per ringraziarlo dell’ospitalità. “La piattaforma tratterrà intorno al 10% dall’importo incassato dagli host per ogni l’evento – spiega uno dei tre founder Antonio Gullotti, 29 anni, con un background nel marketing ed esperienze di lavoro nella comunicazione sportiva e in Borsa Italiana – gli host avranno un limite economico, perché si tratta di un’attività non a scopro di lucro, quindi si tratta di un rimborso spese, non un guadagno”.

Come si diventa Host

Il lancio completo della piattaforma in versione desktop e mobile tramite app IOS e Android non è ancora avvenuto, ma è già possibile compilare il form per chiedere di diventare Host e per i primi 100 è prevista una promozione.

sofan

E’ nata così

Dietro Sofan c’è un team di tre ragazzi, due siciliani di Palermo (Antonio Gullotti e Luciano Monteleone)  un milanese (Federico Torno). I primi, trasferitisi all’estero, avevano trovato difficoltà per assistere alle partite della loro squadra. “Era un periodo in cui studiavo e lavoravo in Olanda con Luciano Monteleone  – racconta sempre Gullotti – da tifosi di una squadra relativamente piccola come il Palermo avevamo difficoltà a trovare un posto dove vedere la partita e da lì è nato il bisogno di trovare una soluzione alternativa, economica, confortevole e familiare”. A questo punto, dopo l’analisi di mercato, “è iniziata la fase di sviluppo. La svolta c’è stata dopo il nostro ritorno in Italia: siamo stati contattati da Federico Torno, un giovane di Milano che stava seguendo lo stesso progetto”.

La fase 1

Hanno unito le forze e hanno ideato una piattaforma che permetterà di contattare chi, nella città dove ci si trova momentaneamente, mette a disposizione uno schermo e un posto sul divano o su una poltrona per guardare una partita, provando a risolvere il bisogno di tanti tifosi fuori sede: trovare una soluzione economica e confortevole dove vedere le partite alternativa al pub. “Abbiamo lanciato la fase 1 – ha spiegato sempre Gullotti –  dove ci concentriamo soprattutto sugli Host di Milano (poi puntiamo ad espanderci anche in altre città e all’estero), quelli che mettono a disposizione la loro living room”.

L’Airbnb dei tifosi

In attesa che la società definisca anche finanziariamente il proprio percorso, c’è già chi la definisce l‘Airbnb dei tifosi. “Sì. E’ una definizione corretta. Vogliamo cavalcare l’onda della sharing economy”.





Source link

Cosa dicono le nuove norme sulla pubblicazione di immagini dei minori sui social


Le questione della pubblicazioni delle immagini di minori sui social è entrata prepotentemente nelle aule di giustizia. In un tessuto sociale che non prescinde più dall’uso quotidiano dei social media e della tecnologia, le esigenze di tutela dei minori sono diverse e molto più ampie rispetto a quelle del passato.

La cosiddetta “famiglia social” è una realtà diffusissima: madri, padri, nonni, zii condividono aspetti anche molto intimi della propria (e dell’altrui) quotidianità con i propri amici o follower. Ma quali sono le implicazioni giuridiche per chi posta fotografie dei propri figli online?

Lo abbiamo chiesto a Francesca Faggiotto, avvocato specializzato in diritto del web, privacy, diritto della rete, protezione dei dati personali, diritto all’oblio, cybersicurezza e reati commessi online.

Cos’è il diritto di immagine

Di cosa parliamo quando parliamo di diritto all’immagine?

«Il diritto all’immagine costituisce un’esplicazione del diritto fondamentale all’identità personale, connesso al diritto alla riservatezza, legislativamente tutelato. Per questo motivo, è necessario che ci sia il consenso della persona alla diffusione del proprio ritratto, salvo nei casi di soggetti noti o di riproduzioni “collegate a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico” (art. 97 Legge sul diritto di autore). In sostanza, non è legittimo pubblicare fotografie senza che la persona ritratta abbia dato specifico consenso».

Nel caso di condivisione di immagini di minori sui social network, serve il consenso?

«Se le tutele valgono per gli adulti a maggior ragione assumono enorme rilevanza quando parliamo della diffusione di immagini di minori sui social. Questo per due motivi:

  1. I minori sono soggetti deboli, ovvero di cui l’ordinamento giuridico riconosce maggior tutela;
  2. la condivisione di immagini di minori sui social può potenzialmente produrre danni di identità o personalità del bambino stesso, o potrebbe produrli più in là con il tempo.

Ecco perché negli anni si è sempre di più sviluppata la regolamentazione della tutela dei diritti dei minori, includendo normative specifiche per i social e la tecnologia in generale. I giudici si sono dovuti così confrontare con il tema della tutela dell’immagine del bambino, andando a creare una corrente giurisprudenziale ormai definita».

immagini di minori sui social

Cosa dice la legge in merito?

«Il quadro normativo in cui si inserisce la materia è costituito dall’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine), dal combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del d. lgs. 30-6-2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché degli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989, ratificata dall’Italia con legge 27-5-1991 n. 176.

L’argomento trova altresì tutela nell’art. 8 del regolamento UE n. 679/2016 del 27-4-2016 (entrato in vigore il 25-5-2018), laddove l‘immagine fotografica dei figli costituisce dato personale ai sensi del d. lgs. 196/2003 (v. art. 4 lett. a,b,c) e la sua diffusione integra una interferenza nella vita privata.

Ancora, l’articolo 96 della legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) prevede che il ritratto di una persona non possa essere esposto senza il suo consenso, come dicevamo in precedenza.

Il Tribunale di Roma, I sez. Civile, con ordinanza del 23 dicembre 2017, ha condannato una madre non solo a rimuovere i contenuti che riguardavano il figlio sedicenne, ma anche a pagare 10.000 euro a quest’ultimo tramite il tutore e al marito in caso di inottemperanza all’ordine di rimozione o al divieto di successivi post. Nel corso delle audizioni, il minore aveva affermato di essere “infastidito del fatto che i suoi coetanei fossero a conoscenza di quanto viene pubblicato sul web sul suo conto” dalla madre.

Interessanti le motivazioni che si trovano in alcune decisioni; tra le tante, segnalo quella del Tribunale di Mantova,   19   settembre   2017.   Pres., rel. Mauro Bernardi, che ordinò ad una madre di non inserire le foto dei figli sui social network, e di provvedere immediatamente, alla rimozione di  tutte quelle da essa inserite».

immagini di minori sui social

«Nella motivazione del provvedimento testualmente stabilisce che “l’inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti più volte in foto on-line, non potendo inoltre andare sottaciuto l’ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che taggano le foto on-line dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati, come ripetutamente evidenziato dagli organi di polizia”».

LEGGI ANCHE: Troppa tecnologia: i bambini preferiscono gli schermi alle persone

La tutela dell’immagine dei minori sui social

Quali tutele hanno le immagini dei bambini nel caso in cui i genitori siano separati o divorziati?

«Sempre più spesso l’utilizzo di Facebook ed Instagram diviene oggetto di specifiche clausole negli accordi di separazione e divorzio. In particolare assistiamo alla ferma opposizione di uno dei genitori all’utilizzo delle immagini del figlio minore da parte del coniuge.

In caso di disaccordo la scelta operata dalla giurisprudenza è in favore del genitore che vuole rispettare la privacy dei figli, con emissione di provvedimenti inibitori e ordine di rimozione delle foto già diffuse.

Ma c’è dell’altro: la nuova nozione di responsabilità genitoriale (che ha sostituito la potestà) esula dal concetto assolutistico di “supremazia”, in cui la volontà dei figli era troppo spesso assimilabile ad uno stato di soggezione. Il concetto, dai contorni ampi e volutamente sfumati, è valevole per tutti- famiglie e genitori separati- ed è un nuovo punto fondamentale della costruzione della relazione genitori/figli, poiché si basa sul coinvolgimento dei figli stessi nelle decisioni fondamentali.

Queste decisioni riguardano sia  la sfera personale (come la diffusione di immagini o dati), sia quella educativa. È assolutamente comprensibile quindi  perché esista il divieto di diffusione delle immagini dei minori, soprattutto se parliamo di bambini in tenerissima età, senza un’adeguata maturità psicologica».

Oltre all’immagine, quali altri aspetti della vita dei bambini sono tutelati?

«Un aspetto che va oltre la tutela delle immagini di minori sui social è proprio la tutela dell’integrità psichica dei bambini. I genitori, infatti, spesso non sono “educati” all’utilizzo delle piattaforme e alla gestione consapevole delle immagini di minori sui social. Capita spesso che i figli scoprano aspetti della vita del padre o della madre (separati o divorziati) da Facebook o Instagram».

immagini di minori sui social

«Nell’esperienza lavorativa è capitato che un minore che stava affrontando con i servizi sociali e con il supporto di uno psicologo un percorso di ricostruzione del rapporto con il padre, scoprisse da una ecografia pubblicata sul profilo pubblico del genitore la prossima nascita di un altro figlio.

Ancora, mentre nelle aule dei Tribunali si propongono ricorsi per la diminuzione dell’assegno di mantenimento, al contempo i figli (a cui viene negata una gita scolastica per mancanza di denaro) possono trovare fotografie del genitore inadempiente all’obbligo di mantenimento mentre trascorre vacanze in beauty farm con la nuova compagna.

È lapalissiano che tutto questo comporti sofferenze e traumi a bambini che già soffrono per la rottura della propria famiglia, e che meritano rispetto, protezione e privacy in momenti così delicati. E, aggiungerei, anche in situazioni di armonia famigliare, l’infanzia deve essere sempre preservata e protetta».





Source link

Il rapporto scuola-lavoro in Italia, spiegato con i numeri


“La scuola non prepara realmente al mondo del lavoro”. Quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase?

Ultimamente spesso: cresce infatti la sfiducia che in particolare i giovani ripongono nelle politiche dedicate al lavoro e ai temi dell’istruzione. In questo momento storico, i livelli di disoccupazione in Italia restano alti e toccano principalmente le città del meridione come risulta evidente dalle recenti indagini Istat.

Un sentire comune esasperato dalla precarietà ma anche dai grandi cambiamenti che tutto il mondo sta affrontando: dalla relativa instabilità dei mercati alle sfide per la conservazione dell’ambiente, fino alla digitalizzazione dei processi e all’introduzione dell‘intelligenza artificiale nelle catene di montaggio.

Un panorama poco incoraggiante, in cui il divario Nord-Sud si riflette non solo nelle dinamiche occupazionali ma anche nelle palestre in cui le menti dovranno allenarsi per essere competitivi nel mondo del lavoro: le scuole.

LEGGI ANCHE: La Digital Transformation è ancora in corso (e si baserà sull’AI)

Italia fanalino di coda in Europa

Oggi i processi di digitalizzazione stanno coinvolgendo tutti i settori e i mercati, compreso quello del lavoro. Sebbene i meccanismi di adeguamento procedano spesso a rilento nel nostro Paese, il processo è in atto e una massiccia digitalizzazione dei sistemi è ormai prevedibile su larga scala in pochi anni.

L’Italia spende circa 70 miliardi all’anno per l’istruzione dei giovani. Gli investimenti pubblici sono indirizzati principalmente verso l’istruzione obbligatoria, per scuole e stipendi degli insegnanti, circa il 91% delle spese sono coperte. La percentuale per l’Università si aggira intorno al 70%, la restante parte spetta alle famiglie.

Uno scenario che colloca l’Italia (ancora una volta) agli ultimi posti della classifica in Europa: i Paesi che spendono di più per questo settore sono Danimarca, Svezia, Belgio e Finlandia.

scuola

Perché i giovani laureati lasciano l’Italia

Cosa spinge i giovani italiani a fare le valigie e lasciare casa per cercare fortuna all’estero? In Italia un laureato su tre svolge un lavoro in cui non applica affatto le competenze acquisite durante gli studi. Il fenomeno prende il nome di deprofessionalizzazione e coinvolge moltissimi laureati impiegati anche in diversi settori della Gig Economy.

LEGGI ANCHEFoodora e altre startup del food delivery potrebbero lasciare l’Italia

Cosa vuol dire, in pratica? Tornando alla domanda iniziale potremmo pensare che, sì, è vero: la scuola non prepara affatto al mondo del lavoro. In altri termini, se nel mio impiego futuro non utilizzerò gli strumenti che mi sono stati forniti durante il percorso di formazione, che interesse ho a percorrerlo al meglio?

Anche per questi motivi le nuove generazioni tendono a considerare gli spostamenti all’estero per lavoro come una vera e propria boccata d’ossigeno rispetto alle sovrastrutture del mercato del lavoro italiano che rendono difficili gli ingressi, molto complicati gli spostamenti intersettoriali e difficilissime le riallocazioni delle forze lavoro a riposo.

A dispetto degli articoli sensazionalistici che promuovono la figura del classico cervello in fuga italiano – direttore della NASA che da noi faceva il bidello – sono moltissime le ragazze e i ragazzi che scelgono di spostarsi perché altrove ci si trova meglio, in molti settori. Non tutti sognano necessariamente di dirigere un museo, la maggior parte delle persone che lascia il proprio paese lo fa nel tentativo di migliorare le proprie condizioni di vita.

Ma è ancora un rapporto dell’Istat, quello sul benessere equo e sostenibile, a portare pessime notizie. Il BES, infatti, analizza l’andamento della qualità della vita dei cittadini e dell’ambiente,  includendo tra i propri indicatori anche la capacità del Paese di trattenere i talenti, leggendo i dati sul tasso migratorio dei laureati: nel 2016 il saldo dei giovani laureati italiani è negativo – con la perdita di circa 10mila “cervelli” – con un numero pari quasi al doppio di quello registrato nel 2012.

La tecnologia spinge a muoversi

Attualmente, accettare un’offerta di lavoro in un Paese della Comunità Europea equivale al meccanismo che vedeva le persone partire dal proprio paesello del sud per trasferirsi in una metropoli del nord Italia in cerca di impiego. La spinta tecnologica ha reso i trasporti molto più rapidi e il mercato del lavoro ha subito approfittato di questa mobilità riuscendo a investire campi di disponibilità e settorialità molto più ampi.

Per questo, il punto centrale da capire non è più ricollegato alle motivazioni che spingono le persone a muoversi in cerca di lavoro. Quelle ormai sono ovvie. Vanno invece indagate le cause che hanno impedito al nostro Paese di essere attraente agli occhi di giovani talenti, startupper, designer o webmaster. Non riusciamo a trattenere i nostri talenti o ad attrarne di nuovi, forse a causa di politiche dedicate non particolarmente lungimiranti e troppo poco tech-oriented.

O forse, più semplicemente, perché l’Italia non è in grado di riconoscere e valorizzare i talenti, ma vive ancora di culture aziendali basate sulla simpatia e sull’amicizia piuttosto che sul merito, di imprese fondate unicamente sulla scia del fondo pubblico del momento, ma senza reali prospettive di crescita, di pochi e affannati investitori che non riescono a penetrare a sufficienza attraverso l’innovazione il sistema imprenditoriale nazionale.

L’Italia non è un paese per giovani secondo l’Istat

Allora è vero che l’Italia non è un paese per giovani? A dirlo è l’Istat in uno dei suo ultimi rapporrti: sono raddoppiati i giovani laureati in fuga all’estero. Le regioni hanno un saldo migratorio di laureati italiani negativo a livello internazionale. L’obiettivo del governo, nei prossimi anni, dovrà essere quello di creare un bilanciamento tra i due flussi, attraverso interventi mirati per rendere il nostro Paese appetibile, magari sfruttando al meglio le ricchezze del patrimonio territoriale e culturale italiano.

Di contro, nonostante il livello di istruzione della popolazione sia in crescita, l’Italia occupa ancora le ultime posizioni della graduatoria europea.

scuola

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile, nel 2016 la percentuale è risultata in calo per il terzo anno consecutivo nell’Ue e per il secondo in Italia. Nonostante la riduzione generalizzata, la condizione dei giovani di 15-24 anni rimane particolarmente critica anche in Grecia e Spagna.

scuola

scuola

Il divario Nord-Sud e la piaga dell’abbandono scolastico

 “L’istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione”, diceva Nelson Mandela.

Lo scenario segna un’ulteriore frattura se scendiamo nel dettaglio per controllare i livelli di istruzione delle varie regioni italiane, anche se alcuni degli obiettivi fissati dalla Strategia Europa 2020 sono stati già raggiunti dall’Italia, per esempio la quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi nel 2017 si è attestata al 14,0%, mentre l’obiettivo nazionale fissato per il 2020 è del 16%.

Di Carlo Dani - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66056297

Di Carlo Dani – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66056297

“Le regioni presentano aspetti tra loro differenti per la spesa in istruzione e formazione. Tra le ripartizioni, nel 2015 il Mezzogiorno conferma la maggiore incidenza sul Pil della spesa, mentre nel Nord-ovest si investe relativamente di meno. La quota di adulti poco istruiti nel 2017 è più alta nel Mezzogiorno, con Sardegna, Sicilia e Puglia che superano la soglia del 50%” si legge in una nota del report Noi Italia dell’Istat.

Per quanto concerne gli abbandoni scolastici, il divario territoriale rimane elevato, con una distanza di oltre 8 punti percentuali tra il Nord-est e il Mezzogiorno, dove l’incidenza è del 18,5%: in Sardegna l’incidenza più alta, con oltre un giovane su cinque che non prosegue gli studi dopo la licenza media.

scuola

Generazione NEET: non studiano e non lavorano

La maggior parte degli indicatori del mercato del lavoro presentano divari territoriali marcati, accentuati nel corso della crisi.

I giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano (Neet) sono poco meno di 2,2 milioni, in riduzione per il terzo anno consecutivo, con una incidenza più elevata tra le donne rispetto agli uomini. La quota di giovani che non lavorano e non studiano diminuisce solamente in alcune ripartizioni e le differenze territoriali rimangono ampie, con il  Mezzogiorno che presenta una incidenza quasi doppia rispetto al  Nord-ovest.

scuola

scuola

Nel 2015 il Mezzogiorno ha presentato l’incidenza del lavoro non regolare più elevata del Paese, mentre il Nord mantiene in media la minore; al Centro, il Lazio presenta il tasso più elevato della ripartizione. Tra il 2000 e il 2015 il peso dell’occupazione non regolare si è ridotto in tutte le ripartizioni tranne nel Nord-est.  Il lavoro sommerso, oltre a essere più diffuso nelle unità produttive di minori dimensioni, è caratterizzato da forti specificità settoriali.

LEGGI ANCHE: Google ci aiuterà a scegliere la scuola giusta con la funzione di ricerca per il college

Cosa significa innovazione a scuola

Non c’è bisogno di andare all’estero per avere scuole all’avanguardia, e se pensiamo che la capacità di innovare sia relegata solo agli istituti delle città straniere o del nord Italia ci stiamo sbagliando di grosso. Sono infatti diversi i casi virtuosi e sono sparsi lungo tutta la penisola. Si tratta di eccellenze italiane che si sono distinte nel panorama per la loro spinta verso l’innovazione tecnologica e il cambiamento, ma anche per l’approccio alla diversità e all’inclusione, un aspetto molto importante da non sottovalutare oggi.

Un caso esemplare lo troviamo a Brindisi, presso l’Istituto “Ettore Majorana”. L’iniziativa Book in Progress dà la possibilità agli insegnanti di collaborare tra loro per redigere materiale didattico da fornire agli studenti, un progetto che nel lungo periodo ha l’obiettivo di far risparmiare le famiglie sull’acquisto dei libri. Inoltre, sempre al Majorana si utilizza l’Oculus Rift e si sperimenta una didattica con realtà aumentata.

Un altro esempio all’avanguardia lo troviamo Parma, al Liceo “Attilio Bertolucci”, dove gli studenti, oltre al progetto orto scolastico, hanno a disposizione un Fab Lab, possono stampare in 3D e sviluppare le proprie competenze di programmazione informatica.

Si tratta di casi virtuosi isolati oppure possono essere replicati? Com’è la situazione attualmente?

Secondo Sonia China, CEO di Tinkidoo, il livello di obsolescenza dell’attuale sistema formativo rispetto all’introduzione delle tecnologie digitali nella didattica è ancora molto alto. La fondatrice della startup innovativa, che avvicina i bambini alla tecnologia, all’elettronica, alle scienze attraverso l’utilizzo dei giocattoli digitali, non crede che la scuola fornisca competenze adeguate per il mondo del lavoro attuale.

scuola

Nonostante tutto gli esempi virtuosi non mancano e traghettare le scuole verso un futuro ancora più digitale è oggi più che mai una prerogativa del nuovo governo. Già da un paio d’anni è stato presentato il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana che punta a un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale.

scuola

A questo proposito è stata introdotta una nuova figura, l’animatore digitale, un docente che, insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, avrà un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola, a partire dai contenuti del PNSD.

A proposito di Coding abbiamo chiesto un punto di vista anche ad Angela Gatti, docente e animatore digitale presso il Secondo Istituto Comprensivo di Francavilla Fontana: «Il Coding innanzitutto non è una disciplina da studiare per un’ora la settimana o due e poi accantonarla come la cosiddetta ora di informatica poiché il Coding è un linguaggio nuovo che si sta affermando nella scuola in modo trasversale a tutte le discipline. Attraverso il Coding viene sviluppato il cosiddetto pensiero computazionale o procedurale che è quella forma di pensiero che, accanto al pensiero critico, permette di sbriciolare il problema in vari e step per giungere alla soluzione. Molto spesso uno step viene anche modificato o stravolto, poiché presenta qualche errore e viene individuato, riprogrammato e risolto, e così non viene vissuto come un errore ma come una fonte di successo e di autostima per il ragazzo. Più che una materia il Coding può essere concepito come una metodologia per imparare il linguaggio del XXI secolo, che non deve servire a produrre informatici e ingegneri, ma va pensato come la nuova alfabetizzazione per capire gli oggetti che ci circondano, tutti ormai connessi. Proprio come chi studia la matematica non diventerà per forza un matematico e chi studia la lingua non diventerà necessariamente uno scrittore o un giornalista. Il Coding è sicuramente la competenza d’elezione di questo millennio perché aiuta a capire le dinamiche della nuova era della comunicazione e può essere introdotto nella scuola già nella prima infanzia con il Coding Unplugged, cioè senza schermo e senza computer, ma fisico e tangibile, per crescere mano mano di livello e di difficoltà con gli anni scolastici, in progress.
In pratica dovrebbero entrare di diritto tutte le discipline STEAM, cioè scienze, tecnologia ingegneria, arte e matematica, supportate dal coding e dalla robotica educativa, poiché quest’ultima esercita la creatività, componente essenziale per lo sviluppo completo della personalità».

Di Carlo Dani - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49859961

Di Carlo Dani – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49859961

La fibra in ogni scuola entro il 2020

Per localizzare le singole istituzioni scolastiche e dotarle della connettività individuata nel Piano Nazionale Banda Ultralarga, il MIUR ha sottoscritto una importante intesa con il MISE: entro il 2020, i plessi scolastici saranno raggiunti “alla porta” dalla fibra ottica in via prioritaria rispetto agli altri interventi del Piano Nazionale Banda UltraLarga, e tutte le scuole potranno ricevere dai diversi operatori un’offerta di connettività in banda larga o ultra-larga.

LEGGI ANCHE: Apple porta la rivoluzione digitale nelle scuole con un nuovo iPad low-cost

Inoltre, la Banda viene potenziata ogni giorno: la Lombardia diventa la prima in Italia per velocità connessione. Seguono Emilia Romagna e Toscana.

scuola

Un piano strategico che ha come obiettivo quello di rigenerare la scuola, renderla più digitale, più connessa per creare nuovi progetti che sfruttino la voglia di fare dei giovani già a partire dai banchi di scuola. Generare contesti in cui far nascere e proliferare invenzioni geniali sfruttando la capacità creativa delle nuove generazioni. Come Biz Factory il concorso che ogni anno (ormai da 15 anni) premia le migliori idee di impresa nate sui banchi di scuola.

Quest’anno ha coinvolto sedicimila studenti fra i 16 e i 19 anni, che hanno dato vita a 780 mini-imprese.

Tutta colpa del sistema?

“L’istruzione non è un problema. L’istruzione è un’opportunità”, proclamava il presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson.

Gli sforzi che il sistema sta riponendo sui temi dell’istruzione che (di conseguenza) incidono sul mercato del lavoro potrebbero essere più incisivi, di questo ne siamo consapevoli. Alla luce della digital transformation avanza l’esigenza di reinventarsi senza restare troppo ancorati a modelli ormai obsoleti che ci hanno visto coinvolti negli anni passati.

scuola

L’idea è quella di pensare alla digitalizzazione come un’opportunità e non come una minaccia. Occorre metterci in gioco, rivedere i nostri piani di studi, le nostre attitudini personali, aggiornare le competenze digitali, fare un bilancio per cercare di capire cosa funziona e cosa no, senza dare colpe affrettate al sistema.





Source link

L’arte della schiscetta, i consigli per il pranzo perfetto in ufficio


All’improvviso avete cominciato a non perdervi neanche un pranzo di famiglia, un battesimo del cugino di quarto grado, un compleanno del gatto della zia. Desiderio di passare più tempo con i vostri cari? Anche, ma soprattutto bisogno di accaparrarvi gli avanzi del luculliano pranzo di festa per sfoggiare una schiscetta da invidia il giorno dopo in ufficio.

Ora, però, è arrivato il momento di aprire i vostri orizzonti, le vostre dispense e i vostri frigoriferi: un’altra schiscetta è possibile!

 

Non rinunciate a una buona schiscetta per mancanza di tempo

La sfida della schiscetta

Il più grande nemico che gli schiscettatori dovranno affrontare è il tempo.

Poco tempo per fare la spesa, poco tempo per cucinare, poco tempo per mangiare: così finisce che non siamo più noi a decidere cosa mangiare, ma è il tempo a deciderlo per noi. Accade proprio come in quei noiosi primi appuntamenti in cui l’altra persona ordina anche per voi, con la differenza, però, che non potrete rifiutare il secondo appuntamento con il tempo, dovrete conviverci per tutta la vita: meglio farselo amico organizzandoci, quindi.

Il punto di partenza è pensare a cosa desidereremmo mangiare e a cosa ci farebbe bene mangiare come se avessimo tutto il tempo che vogliamo, quindi riordinare le idee in modo programmatico in base ai nostri orari e alle nostre abitudini.

I più precisi potranno fissare un giorno in agenda per concentrarsi sulla definizione dei menu settimanali, così da organizzare anche la spesa.

Sconsigliato improvvisare al mattino guardando cosa c’è nel frigo: sarà divertente quando vi sveglierete particolarmente creativi, ma vi esporrà al grave rischio di arrendervi ai pasti pronti – da “sono pronto per Master Chef” a “tanto posso prendere qualcosa in rosticceria” è un attimo.

Siete pronti ad affrontare anche momenti estremi per la vostra schiscetta?

Forse qualche volta avrete visto le vostre mamme alle 6:00 di mattina tenere la tazzina di caffè in una mano e girare il soffritto con l’altra senza batter ciglio, ma non vi siete mai chiesti quanto fosse allenato il loro olfatto per riuscirci.

Quindi, chiariamo subito: per cucinare alcuni piatti al mattino presto ci vuole una forte motivazione, e, in alcuni casi, anche un forte stomaco, ma un vero schiscettatore non si arrende alle difficoltà!

 

Con degli accorgimenti è possibile creare schiscette anche con carne e pesce

Alcune idee per una schiscetta smart

Non fatevi spaventare dalle sfide, perché i risultati vi ripagheranno di ogni sforzo.

Ci sono diverse idee che possiamo sfruttare in cucina per avere una buona schiscetta senza eccessivi sforzi ogni giorno. Ve ne consigliamo alcune.  

Il minestrone pocket

Marie Kondo sarà capace di far entrare mille paia calzini in un minuscolo cassetto, ma voi potete mettere un orto in un panino, lo sapevate?

Preparate un minestrone, lessate delle verdure o cuocete i legumi che preferite. Dopo averli frullati, porzionateli e aggiungete del pangrattato, cominciando gradualmente con un cucchiaio, fino a quando il composto non diventerà più consistente e cuocetelo.

Avrete preparato un burger vegetale, che vi permetterà di mangiare verdure e legumi anche a lavoro.

Se volete, potete far abbracciare il vostro burger da una pagnotta ai cereali. E il minestrone pocket è servito!

pranzo2

Si fa presto a dire toast

Panini, sandwich e toast sembrano la soluzione più rapida per la pausa pranzo, ma anche la più triste. Attenzione, però, quando i ristoranti ci hanno cominciato a proporre i panini gourmet abbiamo fatto la faccia a forma di reaction Wow, ma, a ben guardare, si tratta solo di un panino un po’ più farcito del buon vecchio Camogli. Perché non vi sbizzarrite nel creare accostamenti inediti? Così non dovrete rinunciare a un’alimentazione bilanciata e la pausa pranzo sarà anche un momento per provare nuovi sapori.

Pasta sempre e comunque

Prendiamo la triste realtà di petto  – quello su cui avremo steso un bel tovagliolone per evitare di macchiarci la camicia che ci deve ancora accompagnare per un’altra mezza giornata di lavoro: tutto ciò di cui probabilmente potremo disporre in ufficio per fare magie culinarie sarà, probabilmente, un forno a microonde.

Se non volete passare la vostra vita a calcolare il centesimo di secondo in cui ogni formato di pasta raggiunge la semicottura ideale per non diventare scotta dal successivo passaggio nel microonde, allora dovete giocare il jolly: pasta al forno e affini.

Nonna ci ha messo in testa che timballi, lasagne, sartù e pasta al forno fossero prodotti di lusso riservati ai pranzi nei quali la omaggiavamo della nostra presenza, ma, con tutto il rispetto per i nostri avi, è arrivato il momento di sfatare questo mito e renderci conto che i piatti della domenica ora sono pronti a scendere tra le masse anche dal lunedì al venerdì.

Preparare una mono porzione di pasta al forno non solo non è un evento, ma è anche una delle soluzioni più utili per la schiscetta di chi non vuole rinunciare alla pasta.

Procuratevi un contenitore che possa andare sia in forno che in microonde per ottimizzare i tempi e mantenere più a lungo il calore della cottura.

Preparare la schiscetta in modo da avere un'alimentazione equilibrata

Insalata consapevole

Da quando il termine insalatona è entrato nel linguaggio comune, molte più cose sono uscite dal nostro frigo. Sarà bene specificare, dunque, che ce ne sono due tipi: l’insalatona svuotafrigo e l’insalatona consapevole.

L’insalatona svuotafrigo è caratterizzata da un sapore indecifrato e da una ferrea convinzione: “devo riuscire a metterci tutto”, come se un sacco di gettoni d’oro dovesse comparire qualora riusciste nell’impresa di fare l’en plein.  

Poi c’è lei, l’insalatona consapevole, che ci rimanda alla tradizione contadina dalla quale sono nati piatti come la ratatouille e la caponata: piatti unici che utilizzavano solo ortaggi di stagione, una buona regola da mantenere anche per noi.

A casa potete prepararla con insalata verde, straccetti di pollo o tofu, olive, verdure, ortaggi, germogli e frutta secca. Una volta in ufficio, poi, potrete completare con un filo d’olio conservato nella vostra gran riserva, tra le cartucce per la stampante e la spillatrice.

pranzo3

Il piatto multitasking

Schiscetta non vuol dire evitare di fare un pasto completo. Se non volete portare con voi primo, secondo e frutta, potete provare a inglobare tutto in un unico piatto multitasking.

Gli anni ‘80, oltre all’indimenticato risotto allo champagne, ci hanno lasciato in eredità l’accostamento prosciutto e melone. Possiamo cogliere questa ispirazione per pensare a nuovi accostamenti che includano anche la frutta.

Salmone e arancio, manzo e mango, pollo e mele sono solo alcune delle accoppiate vincenti che ci permettono, tra l’altro, di mangiare carne e pesce in ufficio, dove sono solitamente meno accettati per i loro odori più persistenti. In questo modo sono neutralizzati dalla frutta che li rende meno pesanti sia al gusto che all’olfatto.

2K: il goal della giornata

2K è l’obiettivo. No, non ci stiamo riferendo ai 2000 follower che dovete acchiappare al giorno su Instagram con la foto della vostra schiscetta, ma alle circa 2000 calorie consigliate per raggiungere il fabbisogno energetico medio giornaliero.

Spesso la conta delle calorie viene citata da chi vuole dimagrire, ma in realtà è importante per tutti assicurarsi di acquisire le energie sufficienti per sostenere la giornata lavorativa.

Quindi, niente compromessi quando si tratta di pausa pranzo in ufficio, prendete l’arte della schiscetta e conservatela in un luogo fresco e asciutto!





Source link

Twitter aggiungerà una funzione per tonare alla visualizzazione classica (senza “i migliori tweet”)


Da quando Twitter ha inserito nuove funzioni in stile timeline, per visualizzare i tweet che “potresti aver perso” o contenuti che si suppone sarebbero piaciuto agli utilizzatori, molte persone hanno iniziato a lamentarsi di non visualizzare più alcuni tra i contenuti preferiti con la consueta semplicità.

LEGGI ANCHE: 6 consigli utili per trovare e contattare i giusti Influencer su Twitter

Twitter torna semplice con i contenuti in ordine cronologico

Ora Twitter ha annunciato che nelle prossime settimane inizierà a testare un modo per passare dalla visualizzazione attuale a quella classica, con i tweet semplicemente in ordine cronologico.

twitter

Nel 2016, quando la timeline che mostrava “i migliori tweet” o “i contenuti che potresti aver perso” faceva la sua comparsa, sul blog ufficiale di Twitter veniva annunciata così: “Abbiamo già visto che le persone che utilizzano questa nuova funzione tendono a ritwittare e twittare di più, creando più commenti e conversazioni dal vivo, il che va bene per tutti. […] Ascolteremo il tuo feedback e lo miglioreremo nel tempo”.

Twitter dà ascolto ai suoi iscritti

twitter1

Non a tutti erano piaciute queste modifiche al feed basate su un algoritmo e ora il social network dimostra una vera attenzione per gli iscritti predisponendo una soluzione semplice per tornare al feed non moderato dal codice.

Twitter ha aggiornato l’app per rendere disponibile questa nuova funzionalità, ma per ora è poco accessibile: bisogna andare in Impostazioni e disattivare la funzione “Mostra prima i migliori tweet”. In questo modo è possibile tornare alla visione cronologica dei tweet. Nelle prossime settimane avremo invece a disposizione uno switch molto più accessibile, secondo le dichiarazioni degli sviluppatori.





Source link

Ninja Morning, il buongiorno di martedì 18 settembre 2018


ios

Apple

Ieri è arrivato in queste iOS 12, l’aggiornamento del sistema operativo dei dispositivi mobili di Apple.  Dalle faccine ancora più personalizzabili (le Memoji) ai contatori del tempo trascorso sulle app per poterci disintossicare, diverse le novità che porta. Per scaricarlo è importante prima fare il backup dei dispositivi e poi si può procedere tramite iTunes, collegando iPhone e iPad al pc, o direttamente sui dispositivi mobili della Mela, seguendo la dicitura aggiornamento software dalle impostazioni. La batteria deve essere carica almeno al 50%.

LEGGI ANCHE: Il Digital Detox conquista vip e aspiranti Miss (e diventa una funzione di iOS 12)

Ma non su tutti. iOS 12 non può essere installato su tutti i dispositivi Apple. E’ possibile sugli iPhone a partire dal modello 5s e fino all’iPhone X.  iOS12 si può installare anche su iPad mini dalla seconda versione, su iPad Pro (9,7 e 12,9 pollici), su iPad da 10,5 pollici (prima e seconda generazione), su iPad introdotti fra 2017 e 2018, su iPad Air e iPad Air 2. Infine, è anche possibile scaricarlo su iPod Touch di sesta generazione. Tutti gli altri dispositivi della Mela sono esclusi.

Twitter

Twitter da qualche giorno ha messo in cima al flusso delle notizie i live e le trasmissioni che partono dai diversi account che ciascun utente segue, anche quelli dei media. L’azienda ha spiegato che la nuova funzionalità includerà le notizie, lo sport e i personaggi famosi.

Paypal e Auchan

PayPal e Auchan Retail Italia hanno siglato un accordo per facilitare la spesa quotidiana effettuata online e dare la possibilità di poter pagare gli acquisti effettuati sul sito di www.auchan.it anche con un account PayPal. I clienti possono decidere di ricevere la merce a domicilio nel giorno e nell’orario preferito, oppure scegliere il ritiro gratuito presso un punto vendita Auchan e MyAuchan o supermercato Simply, IperSimply e PuntoSimply. A oggi il servizio è attivo nelle provincie di Milano, Bergamo, Piacenza e Olbia Tempio Pausania e nei prossimi mesi sarà esteso su altre parti del territorio nazionale.

ninja

Gli appuntamenti di oggi

MARTEDI’ 18 SETTEMBRE – L’Incubatore I3P del Politecnico di Torino oggi e domani (negli spazi della Sala Agorà) si trasforma nel laboratorio delle applicazione del futuro con la prima edizione del MEC Hackathon & Conference. Due giorni di competizione e workshop pensati per tutti gli sviluppatori che intendono migliorare l’utilizzo del framework MEC (Multi-access Edge Computing), nato proprio per facilitare la creazione di applicazioni sempre migliori, sempre più veloci e in un modo sempre più semplice. Oggi la prima parte del MEC Hackathon & Conference dalle 9 alle 18, con lo svolgimento parallelo dell’hackathon e del workshop hands-on.

Le notizie che forse ieri ti sei perso

Amazon indaga su recensioni negative cancellate e dati venduti da dipendenti corrotti
Amazon ha scoperto che alcuni dipendenti corrotti avrebbero venduto informazioni dei clienti e cancellato recensioni per denaro

Metro, Brac, El Corte Inglés: i migliori annunci stampa della settimana
Iniziamo la settimana con una bella carica di creatività: ecco i migliori annunci stampa in arrivo dalle agenzie di tutto il mondo

iPhone si blocca navigando su alcune pagine, bug scoperto da un ingegnere
Quando una persona con iOS naviga in una pagina che ospita questo codice il dispositivo utilizza tutte le risorse disponibili e si riavvia

ninja

Che sappiamo di Dragonfly, il progetto di Google per tornare in Cina
Dopo 8 anni Google vuole rimettere piede in Oriente con una versione del motore di ricerca settata sulle esigenze del Governo di Pechino

Benioff (Salesforce) si compra Time Magazine per 190 milioni
Time Magazine è stata acquisita per 190 milioni di dollari in contanti (e a titolo personale) da Marc Benioff, co-founder di Salesforce

I consigli di un copy per creare un curriculum creativo ed efficace
Scrivere un curriculum vitae che evidenzi le proprie attitudini può sembrare complesso. Segui questi consigli per creare un valido e creativo cv

«Vi racconto Heroes: il festival dell’impresa allegro e un po’ rock»
Michele Franzese parla di HEROES Meet In Maratea: dal 20 al 22 settembre tre giorni di confronto sui grandi temi dell’innovazione

ninja

4 storie di vittime del bullismo che hanno trasformato la loro esperienza in uno strumento di aiuto
Ecco cosa sta accadendo in America, dove quattro ragazze sono diventate importanti punti di riferimento dopo aver subìto atti di bullismo

Piacentini su Twitter: lascio e torno a Seattle
L’annuncio del top manager: “Passerò il testimone, soddisfatto del lavoro di questi 24 mesi e orgoglioso dei risultati ottenuti dal @teamdigitale”





Source link

show