Il rapporto scuola-lavoro in Italia, spiegato con i numeri


“La scuola non prepara realmente al mondo del lavoro”. Quante volte abbiamo sentito ripetere questa frase?

Ultimamente spesso: cresce infatti la sfiducia che in particolare i giovani ripongono nelle politiche dedicate al lavoro e ai temi dell’istruzione. In questo momento storico, i livelli di disoccupazione in Italia restano alti e toccano principalmente le città del meridione come risulta evidente dalle recenti indagini Istat.

Un sentire comune esasperato dalla precarietà ma anche dai grandi cambiamenti che tutto il mondo sta affrontando: dalla relativa instabilità dei mercati alle sfide per la conservazione dell’ambiente, fino alla digitalizzazione dei processi e all’introduzione dell‘intelligenza artificiale nelle catene di montaggio.

Un panorama poco incoraggiante, in cui il divario Nord-Sud si riflette non solo nelle dinamiche occupazionali ma anche nelle palestre in cui le menti dovranno allenarsi per essere competitivi nel mondo del lavoro: le scuole.

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Italia fanalino di coda in Europa

Oggi i processi di digitalizzazione stanno coinvolgendo tutti i settori e i mercati, compreso quello del lavoro. Sebbene i meccanismi di adeguamento procedano spesso a rilento nel nostro Paese, il processo è in atto e una massiccia digitalizzazione dei sistemi è ormai prevedibile su larga scala in pochi anni.

L’Italia spende circa 70 miliardi all’anno per l’istruzione dei giovani. Gli investimenti pubblici sono indirizzati principalmente verso l’istruzione obbligatoria, per scuole e stipendi degli insegnanti, circa il 91% delle spese sono coperte. La percentuale per l’Università si aggira intorno al 70%, la restante parte spetta alle famiglie.

Uno scenario che colloca l’Italia (ancora una volta) agli ultimi posti della classifica in Europa: i Paesi che spendono di più per questo settore sono Danimarca, Svezia, Belgio e Finlandia.

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Perché i giovani laureati lasciano l’Italia

Cosa spinge i giovani italiani a fare le valigie e lasciare casa per cercare fortuna all’estero? In Italia un laureato su tre svolge un lavoro in cui non applica affatto le competenze acquisite durante gli studi. Il fenomeno prende il nome di deprofessionalizzazione e coinvolge moltissimi laureati impiegati anche in diversi settori della Gig Economy.

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Cosa vuol dire, in pratica? Tornando alla domanda iniziale potremmo pensare che, sì, è vero: la scuola non prepara affatto al mondo del lavoro. In altri termini, se nel mio impiego futuro non utilizzerò gli strumenti che mi sono stati forniti durante il percorso di formazione, che interesse ho a percorrerlo al meglio?

Anche per questi motivi le nuove generazioni tendono a considerare gli spostamenti all’estero per lavoro come una vera e propria boccata d’ossigeno rispetto alle sovrastrutture del mercato del lavoro italiano che rendono difficili gli ingressi, molto complicati gli spostamenti intersettoriali e difficilissime le riallocazioni delle forze lavoro a riposo.

A dispetto degli articoli sensazionalistici che promuovono la figura del classico cervello in fuga italiano – direttore della NASA che da noi faceva il bidello – sono moltissime le ragazze e i ragazzi che scelgono di spostarsi perché altrove ci si trova meglio, in molti settori. Non tutti sognano necessariamente di dirigere un museo, la maggior parte delle persone che lascia il proprio paese lo fa nel tentativo di migliorare le proprie condizioni di vita.

Ma è ancora un rapporto dell’Istat, quello sul benessere equo e sostenibile, a portare pessime notizie. Il BES, infatti, analizza l’andamento della qualità della vita dei cittadini e dell’ambiente,  includendo tra i propri indicatori anche la capacità del Paese di trattenere i talenti, leggendo i dati sul tasso migratorio dei laureati: nel 2016 il saldo dei giovani laureati italiani è negativo – con la perdita di circa 10mila “cervelli” – con un numero pari quasi al doppio di quello registrato nel 2012.

La tecnologia spinge a muoversi

Attualmente, accettare un’offerta di lavoro in un Paese della Comunità Europea equivale al meccanismo che vedeva le persone partire dal proprio paesello del sud per trasferirsi in una metropoli del nord Italia in cerca di impiego. La spinta tecnologica ha reso i trasporti molto più rapidi e il mercato del lavoro ha subito approfittato di questa mobilità riuscendo a investire campi di disponibilità e settorialità molto più ampi.

Per questo, il punto centrale da capire non è più ricollegato alle motivazioni che spingono le persone a muoversi in cerca di lavoro. Quelle ormai sono ovvie. Vanno invece indagate le cause che hanno impedito al nostro Paese di essere attraente agli occhi di giovani talenti, startupper, designer o webmaster. Non riusciamo a trattenere i nostri talenti o ad attrarne di nuovi, forse a causa di politiche dedicate non particolarmente lungimiranti e troppo poco tech-oriented.

O forse, più semplicemente, perché l’Italia non è in grado di riconoscere e valorizzare i talenti, ma vive ancora di culture aziendali basate sulla simpatia e sull’amicizia piuttosto che sul merito, di imprese fondate unicamente sulla scia del fondo pubblico del momento, ma senza reali prospettive di crescita, di pochi e affannati investitori che non riescono a penetrare a sufficienza attraverso l’innovazione il sistema imprenditoriale nazionale.

L’Italia non è un paese per giovani secondo l’Istat

Allora è vero che l’Italia non è un paese per giovani? A dirlo è l’Istat in uno dei suo ultimi rapporrti: sono raddoppiati i giovani laureati in fuga all’estero. Le regioni hanno un saldo migratorio di laureati italiani negativo a livello internazionale. L’obiettivo del governo, nei prossimi anni, dovrà essere quello di creare un bilanciamento tra i due flussi, attraverso interventi mirati per rendere il nostro Paese appetibile, magari sfruttando al meglio le ricchezze del patrimonio territoriale e culturale italiano.

Di contro, nonostante il livello di istruzione della popolazione sia in crescita, l’Italia occupa ancora le ultime posizioni della graduatoria europea.

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Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile, nel 2016 la percentuale è risultata in calo per il terzo anno consecutivo nell’Ue e per il secondo in Italia. Nonostante la riduzione generalizzata, la condizione dei giovani di 15-24 anni rimane particolarmente critica anche in Grecia e Spagna.

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Il divario Nord-Sud e la piaga dell’abbandono scolastico

 “L’istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione”, diceva Nelson Mandela.

Lo scenario segna un’ulteriore frattura se scendiamo nel dettaglio per controllare i livelli di istruzione delle varie regioni italiane, anche se alcuni degli obiettivi fissati dalla Strategia Europa 2020 sono stati già raggiunti dall’Italia, per esempio la quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi nel 2017 si è attestata al 14,0%, mentre l’obiettivo nazionale fissato per il 2020 è del 16%.

Di Carlo Dani - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66056297

Di Carlo Dani – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=66056297

“Le regioni presentano aspetti tra loro differenti per la spesa in istruzione e formazione. Tra le ripartizioni, nel 2015 il Mezzogiorno conferma la maggiore incidenza sul Pil della spesa, mentre nel Nord-ovest si investe relativamente di meno. La quota di adulti poco istruiti nel 2017 è più alta nel Mezzogiorno, con Sardegna, Sicilia e Puglia che superano la soglia del 50%” si legge in una nota del report Noi Italia dell’Istat.

Per quanto concerne gli abbandoni scolastici, il divario territoriale rimane elevato, con una distanza di oltre 8 punti percentuali tra il Nord-est e il Mezzogiorno, dove l’incidenza è del 18,5%: in Sardegna l’incidenza più alta, con oltre un giovane su cinque che non prosegue gli studi dopo la licenza media.

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Generazione NEET: non studiano e non lavorano

La maggior parte degli indicatori del mercato del lavoro presentano divari territoriali marcati, accentuati nel corso della crisi.

I giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano (Neet) sono poco meno di 2,2 milioni, in riduzione per il terzo anno consecutivo, con una incidenza più elevata tra le donne rispetto agli uomini. La quota di giovani che non lavorano e non studiano diminuisce solamente in alcune ripartizioni e le differenze territoriali rimangono ampie, con il  Mezzogiorno che presenta una incidenza quasi doppia rispetto al  Nord-ovest.

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Nel 2015 il Mezzogiorno ha presentato l’incidenza del lavoro non regolare più elevata del Paese, mentre il Nord mantiene in media la minore; al Centro, il Lazio presenta il tasso più elevato della ripartizione. Tra il 2000 e il 2015 il peso dell’occupazione non regolare si è ridotto in tutte le ripartizioni tranne nel Nord-est.  Il lavoro sommerso, oltre a essere più diffuso nelle unità produttive di minori dimensioni, è caratterizzato da forti specificità settoriali.

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Cosa significa innovazione a scuola

Non c’è bisogno di andare all’estero per avere scuole all’avanguardia, e se pensiamo che la capacità di innovare sia relegata solo agli istituti delle città straniere o del nord Italia ci stiamo sbagliando di grosso. Sono infatti diversi i casi virtuosi e sono sparsi lungo tutta la penisola. Si tratta di eccellenze italiane che si sono distinte nel panorama per la loro spinta verso l’innovazione tecnologica e il cambiamento, ma anche per l’approccio alla diversità e all’inclusione, un aspetto molto importante da non sottovalutare oggi.

Un caso esemplare lo troviamo a Brindisi, presso l’Istituto “Ettore Majorana”. L’iniziativa Book in Progress dà la possibilità agli insegnanti di collaborare tra loro per redigere materiale didattico da fornire agli studenti, un progetto che nel lungo periodo ha l’obiettivo di far risparmiare le famiglie sull’acquisto dei libri. Inoltre, sempre al Majorana si utilizza l’Oculus Rift e si sperimenta una didattica con realtà aumentata.

Un altro esempio all’avanguardia lo troviamo Parma, al Liceo “Attilio Bertolucci”, dove gli studenti, oltre al progetto orto scolastico, hanno a disposizione un Fab Lab, possono stampare in 3D e sviluppare le proprie competenze di programmazione informatica.

Si tratta di casi virtuosi isolati oppure possono essere replicati? Com’è la situazione attualmente?

Secondo Sonia China, CEO di Tinkidoo, il livello di obsolescenza dell’attuale sistema formativo rispetto all’introduzione delle tecnologie digitali nella didattica è ancora molto alto. La fondatrice della startup innovativa, che avvicina i bambini alla tecnologia, all’elettronica, alle scienze attraverso l’utilizzo dei giocattoli digitali, non crede che la scuola fornisca competenze adeguate per il mondo del lavoro attuale.

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Nonostante tutto gli esempi virtuosi non mancano e traghettare le scuole verso un futuro ancora più digitale è oggi più che mai una prerogativa del nuovo governo. Già da un paio d’anni è stato presentato il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana che punta a un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale.

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A questo proposito è stata introdotta una nuova figura, l’animatore digitale, un docente che, insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, avrà un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola, a partire dai contenuti del PNSD.

A proposito di Coding abbiamo chiesto un punto di vista anche ad Angela Gatti, docente e animatore digitale presso il Secondo Istituto Comprensivo di Francavilla Fontana: «Il Coding innanzitutto non è una disciplina da studiare per un’ora la settimana o due e poi accantonarla come la cosiddetta ora di informatica poiché il Coding è un linguaggio nuovo che si sta affermando nella scuola in modo trasversale a tutte le discipline. Attraverso il Coding viene sviluppato il cosiddetto pensiero computazionale o procedurale che è quella forma di pensiero che, accanto al pensiero critico, permette di sbriciolare il problema in vari e step per giungere alla soluzione. Molto spesso uno step viene anche modificato o stravolto, poiché presenta qualche errore e viene individuato, riprogrammato e risolto, e così non viene vissuto come un errore ma come una fonte di successo e di autostima per il ragazzo. Più che una materia il Coding può essere concepito come una metodologia per imparare il linguaggio del XXI secolo, che non deve servire a produrre informatici e ingegneri, ma va pensato come la nuova alfabetizzazione per capire gli oggetti che ci circondano, tutti ormai connessi. Proprio come chi studia la matematica non diventerà per forza un matematico e chi studia la lingua non diventerà necessariamente uno scrittore o un giornalista. Il Coding è sicuramente la competenza d’elezione di questo millennio perché aiuta a capire le dinamiche della nuova era della comunicazione e può essere introdotto nella scuola già nella prima infanzia con il Coding Unplugged, cioè senza schermo e senza computer, ma fisico e tangibile, per crescere mano mano di livello e di difficoltà con gli anni scolastici, in progress.
In pratica dovrebbero entrare di diritto tutte le discipline STEAM, cioè scienze, tecnologia ingegneria, arte e matematica, supportate dal coding e dalla robotica educativa, poiché quest’ultima esercita la creatività, componente essenziale per lo sviluppo completo della personalità».

Di Carlo Dani - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49859961

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La fibra in ogni scuola entro il 2020

Per localizzare le singole istituzioni scolastiche e dotarle della connettività individuata nel Piano Nazionale Banda Ultralarga, il MIUR ha sottoscritto una importante intesa con il MISE: entro il 2020, i plessi scolastici saranno raggiunti “alla porta” dalla fibra ottica in via prioritaria rispetto agli altri interventi del Piano Nazionale Banda UltraLarga, e tutte le scuole potranno ricevere dai diversi operatori un’offerta di connettività in banda larga o ultra-larga.

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Inoltre, la Banda viene potenziata ogni giorno: la Lombardia diventa la prima in Italia per velocità connessione. Seguono Emilia Romagna e Toscana.

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Un piano strategico che ha come obiettivo quello di rigenerare la scuola, renderla più digitale, più connessa per creare nuovi progetti che sfruttino la voglia di fare dei giovani già a partire dai banchi di scuola. Generare contesti in cui far nascere e proliferare invenzioni geniali sfruttando la capacità creativa delle nuove generazioni. Come Biz Factory il concorso che ogni anno (ormai da 15 anni) premia le migliori idee di impresa nate sui banchi di scuola.

Quest’anno ha coinvolto sedicimila studenti fra i 16 e i 19 anni, che hanno dato vita a 780 mini-imprese.

Tutta colpa del sistema?

“L’istruzione non è un problema. L’istruzione è un’opportunità”, proclamava il presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson.

Gli sforzi che il sistema sta riponendo sui temi dell’istruzione che (di conseguenza) incidono sul mercato del lavoro potrebbero essere più incisivi, di questo ne siamo consapevoli. Alla luce della digital transformation avanza l’esigenza di reinventarsi senza restare troppo ancorati a modelli ormai obsoleti che ci hanno visto coinvolti negli anni passati.

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L’idea è quella di pensare alla digitalizzazione come un’opportunità e non come una minaccia. Occorre metterci in gioco, rivedere i nostri piani di studi, le nostre attitudini personali, aggiornare le competenze digitali, fare un bilancio per cercare di capire cosa funziona e cosa no, senza dare colpe affrettate al sistema.





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Ninja Weekend, sabato 8 settembre


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Instagram

Instagram ha lanciato una guida per i genitori per affiancare i figli in un utilizzo responsabile della piattaforma. Rintracciabile all’indirizzo parents.instagram.com, la guida propone tra le altre cose un glossario per comprendere il significato dei termini più utilizzati sull’app e per conoscere gli strumenti dedicati alla tutela della privacy e alla protezione dei minori. “Sappiamo che molti genitori sono interessati all’attività dei loro figli e sentiamo una grande responsabilità, vogliamo essere un luogo positivo a cui connettersi” ha spiegato la società.

Amazon

E’ arrivata l’ottava generazione di tablet Amazon Fire HD, in preordine anche in Italia, sarà spedito dal 4 ottobre. Il Fire HD 8 promette fino a 10 ore di durata della batteria, ha un display HD da 8 pollici con più di un milione di pixel, un processore quad-core e 16 GB o 32 GB di archiviazione interna espandibile fino a 400 GB. Il prezzo del dispositivo parte da 99,99 euro. “Crediamo che i clienti dovrebbero ottenere di più dai loro tablet, senza aspettarsi che paghino tanto per godere di una esperienza di intrattenimento incredibile” ha dichiarato Eric Saarnio, Head of Amazon Devices, Europa.

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FlixBus Italia

L’estate italiana di FlixBus si conclude con un bilancio positivo. Tra giugno e agosto 2018, le prenotazioni in Italia sono aumentate del 43% rispetto allo stesso periodo nel 2017. In particolare, FlixBus ha registrato un primo picco in concomitanza con la terza settimana di luglio, che per molti studenti ha segnato la fine della sessione estiva, e un secondo durante la settimana di Ferragosto. “L’incremento di prenotazioni registrato questa estate dimostra che in Italia c’è un’esigenza crescente di mobilità. Esigenza a cui intendiamo continuare a rispondere rendendo la nostra rete sempre più capillare, collegando anche i centri minori del nostro Paese a beneficio della popolazione locale e in un’ottica di valorizzazione del territorio” ha dichiarato Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia.

Mattel

Il produttore della Barbie Mattel ha lanciato una divisione cinematografica e punta su Hollywood. La mossa dimostra come il nuovo CEO, l’ex top manager di Endemol Ynon Kreiz, voglia rilanciare un’azienda il cui titolo negli ultimi 5 anni ha perso quasi due terzi del suo valore. Mattel ha arruolato Robbie Brenner, produttore nominato agli Oscar a cui viene di fatto dato il compito di creare pellicole. La produzione verrà fatta in casa ma la distribuzione sarà affidata ad altri. “La creazione di Mattel Films ci permetterà di sprigionare un valore significativo” ha dichiarato il CEO.

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Bmw

Bmw lancia il Bmw Intelligent Personal Assistant. A partire da marzo 2019, le automobili Bmw saranno dotate di un assistente personale pronto a rispondere se interpellato con la formula Hey Bmw. È l’inizio di una nuova era e di un nuovo modo di guidare, in cui i guidatori saranno in grado di utilizzare la propria auto e accedere alle sue funzioni e informazioni semplicemente parlando. “Il Bmw Intelligent Personal Assistant si combina con il nuovo Bmw Operating System 7.0 per creare una nuova forma digitale di interazione con la propria Bmw che ridefinisce l’intera esperienza di guida” ha dichiarato Dieter May, senior vice president Digital Products Bmw.

Ecommerce

Mentre il commercio tradizionale fatica, cresce in modo sostenuto quello elettronico. Per le vendite on line, fa sapere l’ISTAT,  a luglio 2018 si è registrato un +13,6% su luglio 2017 mentre il commercio tradizionale segna un -0,6% complessivo delle vendite in valore e un -1,8% in volume. “A livello tendenziale il valore delle vendite al dettaglio registra un lieve calo per la grande distribuzione (-0,1%) e una diminuzione più consistente per le imprese operanti su piccole superfici ( 1,5%). In sostenuta crescita, invece, il commercio elettronico (+13,6%)”.

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In agenda nei prossimi 7 giorni

SABATO 8 SETTEMBRE – H-Farm lancia nel suo campus di Roncade a Treviso Futureshots, appuntamento aperto al pubblico per offrire uno sguardo sul futuro e sulle molteplici opportunità offerte dal digitale: moda, design, intelligenza artificiale, imprenditorialità, architettura, food, opportunità di lavoro e nuovi canali di vendita.

DOMENICA 9 SETTEMBRE – Appuntamento a Camogli con il Festival della Comunicazione 2018. La quinta edizione della rassegna avrà come tema “Visioni”.

Meet The Media Guru. C’è anche il direttore e presidente di Meet The Media Guru fra gli ospiti del festival del Corriere della Sera: Maria Grazia Mattei racconterà perché il futuro nell’era digitale è prima di tutto immaginazione e movimento. Appuntamento all’Agorà della Triennale alle 17.50.

DigithON. Fino al 9 settembre 100 startup, selezionate dal Comitato Scientifico di DigithON, si contenderanno a Bisceglie il premio di Startup dell’anno: 4 giorni di eventi, incontri e dibattiti sul mondo digitale con esperti e ospiti prestigiosi, rappresentanti delle istituzioni e 100 startup pronte a contendersi la vittoria di DigithON 2018 e i premi offerti dai partner.

MARTEDI’ 11 SETTEMBRE – EIT Digital, tra le principali organizzazioni europee per l’innovazione aperta, ospiterà la sua terza conferenza annuale in cui verranno illustrati la visione e i risultati raggiunti da EIT Digital sulla formazione della digitalizzazione in Europa.

MERCOLEDI’ 12 SETTEMBRE – Apple ha invitato la stampa ad un evento in programma il 12 settembre nel quartier generale di Cupertino, in California. Come ogni fine estate, la compagnia presenterà i nuovi iPhone, che quest’anno dovrebbero essere tre e non due, insieme a un Apple Watch e agli auricolari senza fili AirPods.

GIOVEDI’ 13 SETTEMBRE – Alle 19 a Milano decima edizione di Vogue per Milano (la Vogue Fashion’s Night Out),  grande manifestazione, organizzata da Vogue Italia con il patrocinio del Comune di Milano, che per una notte anima strade e piazze con l’apertura straordinaria dei punti vendita, experience nelle boutique, una mostra fotografica e una caccia al tesoro, mini cinema e music live performance in Piazza del Duomo.

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Le notizie che forse questa settimana ti sei perso

Quattro app (più una) per un rientro dalle vacanze più sereno
Dalla lavatrice smart ai massaggi on demand in ufficio (proprio così: ecco qualche app utile per rientrare al lavoro con meno stress

Un’app di Facebook ci spiava ed è stata bannata da Apple (ma non da Google)
Onavo violava la policy di Cupertino sulla raccolta di dati. Ma l’app resta disponibile su Google Play Store ed è usata da 10 milioni di utenti Android

L’INGV ci informerà di un terremoto con un tweet automatico
In occasione di un evento sismico di magnitudo superiore a 3 l’INGV farà partire un tweet con la stima dell’epicentro e della magnitudo

Davvero la vita di un influencer è migliore?
Per uno strano meccanismo mentale, in un epoca in cui l’autostima sembra essere al massimo per tutti, quando ci confrontiamo con la vita degli altri, la nostra pare sempre più misera

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Basta Netflix, lo strano caso dei manifesti comparsi a Milano
La società di streaming tv protagonista di una campagna di affissioni: geniale trovata di marketing o di critica alla società di Reed Hastings?

Anche Amazon ora vale mille miliardi. E la folle corsa di Bezos non si ferma
Amazon ha sfondato la soglia del miliardo di dollari di capitalizzazione, è la seconda azienda del mondo a raggiungere questo valore dopo Apple

Instagram vuole diventare un rivenditore online e progetta IG Shopping
Dopo IGTV e la sfida lanciata a YouTube, l’app potrebbe essere un nuovo strumento dedicato all’acquisto diretto di beni e prodotti

🛌 7 consigli per dormire bene anche dopo ore di binge watching
Ecco come goderti le tue serie TV preferite in binge watching lasciando che il tuo organismo si prepari comunque per il sonno

☕️ Starbucks sbarca in Italia e inaugura a Milano, che c’è da sapere
La multinazionale del caffè apre il primo store nel nostro Paese: a 2 passi dal Duomo uno spazio di 2300 metri quadri arredato da artigiani italiani

📺 Arriva in Italia Facebook Watch: la social TV di Zuckerberg
Dopo Instagram TV, il social network di Menlo Park lancia l’ennesima sfida a YouTube con un prodotto che strizza l’occhio al piccolo schermo

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🏃 Giovani in fuga da Facebook, negli Usa 1 su 4 rimuove l’app
Cambridge Analytica: secondo uno studio un quarto degli utilizzatori di Facebook ha rimosso la app dal telefono nell’ultimo anno

💸 Anche Fox vuole la sua piattaforma di social streaming e mette 100 milioni su Caffeine
La società di casa Murdoch investe nella startup di broadcasting e nella creazione di contenuti di esport, videogame e intrattenimento

🔢 Alibaba, Tencent, JD.com: i numeri del Q2 2018 dei colossi cinesi
Alibaba, Tencent, Jd.com: come chiudono il secondo quarto del 2018 le più grandi aziende cinesi di eCommerce e digital media?

👌 Apple può acquisire Shazam, l’UE dà il via libera
L’Antitrust dell’Unione Europea ha dato il via libera per l’acquisizione: la fusione “non solleva preoccupazioni di concorrenza”

🏠 Round da 2,3 milioni per Homepal, la startup che vuole innovare il settore immobiliare
Nuovo aumento di capitale per la società che ha sviluppato una piattaforma per trovare casa e gestire transazioni immobiliari senza intermediari

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🎵 Colpo grosso per YouTube, Paul McCartney suonerà dal vivo i successi dei Beatles
Un evento gratuito e visibile da tutti: la leggenda dei Beatles, Paul McCartney, suonerà dal vivo per i fan. Segui qui la diretta

💳 Hackerata British Airways, rubati i dati di 380 mila passeggeri
Sottratti i dati personali e finanziari degli utenti che hanno effettuato prenotazioni con British Airways tra il 21 agosto e il 5 settembre

🌡 Come monitorare le metriche di Instagram (e i migliori tool da usare)
Più tua fanbase cresce più ti servirà comprendere i dati. Ecco alcuni consigli per monitorare le metriche di Instagram e su quali tool usare.

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Che cosa sappiamo della Titanic Survey Expeditions, la missione organizzata da OceanGate per studiare il relitto del transatlantico più famoso del Mondo

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