5 esempi di riuso creativo che sono diventati startup


Recycling, Upcycling e Bioeconomy non sono termini new age né una moda passeggera: esistono da sempre e oggi, grazie alle innovazioni tecnologiche, rendono concretamente il nostro pianeta migliore e lo sviluppo più sostenibile, preservando ambienti naturali e non tenendo presente la capacità di assorbimento di scarti e rifiuti.

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La differenza sostanziale tra recycling e upcycling è il primo riutilizza i materiali allo stato grezzo, mentre le discipline legate all’upcycling assegnano una nuova funzione o un diverso utilizzo a oggetti già realizzati. Per esempio, prendiamo una bottiglia di vetro:  con un processo di recycling possiamo fondere il vetro e realizzare un paralume; oppure, possiamo lavare la bottiglia, decorarla e usarla come base per la nostra lampada, in perfetto upcycling.

upcyclyng, recycling

Per bioeconomia  intendiamo l’uso delle risorse biologicamente rinnovabili dalla terra e dal mare allo scopo di produrre cibo, materiali ed energia. La bioeconomia interessa diversi settori tra cui agricoltura, silvicoltura, pesca, alimentare, industria chimica, biotecnologica ed energetica, e rientra in quel sistema che viene definito economia circolare, che prevede il riutilizzo della risorse riducendo o eliminando la quantità di scarto e di rifiuti.

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Le sfide che oggi la bioeconomia si trova ad affrontare sono:

  • garantire la sicurezza alimentare a seguito del costante aumento di popolazione mondiale
  • gestire le risorse naturali in modo sostenibile
  • superare le limitazioni prestazionali e gli impatti di questo modello
  • affrontare le ripercussioni che lo sviluppo delle biotecnologie e delle bioenergie hanno sul nostro sistema sociale
  • ridurre la dipendenza dalle risorse non rinnovabili
  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
  • creazione di posti di lavoro e mantenimento della competitività
recycling

Fonte: http://www.regionieambiente.it/economia_circolare_rapporto_aea/

Il tema di Recycling, Upcycling e Bioeconomy saranno affrontati alla Maker Faire Roma 2018 con talk e workshop, laboratori, dimostrazioni pratiche, stand e innovazioni tecnologiche. Vediamone alcune.

Moda e design possono essere sostenibili

Siamo abituati a rovistare nell’armadio della nonna e girare tra mercatini in cerca di pezzi vintage, unici, antichi ai quali con un occhio diverso possiamo donare nuova vita, facendo quindi upcycling.

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La moda e il design sono del resto due settori creativi che spontaneamente si prestano al riutilizzo di materiali e alla scoperta di nuovi per la realizzazione di oggetti, tessuti e abiti d’arte. In Italia ci sono diverse realtà che hanno fatto della moda e del design sostenibile la loro filosofia.

recycling, upcycling

Officine Frida è un laboratorio di Matera che produce artigianalmente abbigliamento, accessori e complementi tessili di interni recuperando materiali selezionati al termine del ciclo produttivo da aziende locali, come vecchie cravatte di seta, così come altri materiali di qualità non più di “moda” appartenenti a vecchie collezioni.

Un altro progetto interessante è quello di BiOlogic, laboratorio di biomanifattura e centro di ricerca e sviluppo del Sud Italia, che utilizza tecnologie di biological fabrication per la realizzazione di materiali a matrice bio e nuovi processi di lavorazione in ambito manifatturiero.

pannelli

BiOlogic è riuscita a creare un tessuto con caratteristiche simili a quelle della pelle partendo da una matrice batterica di prodotti a largo consumo (tè, acqua, zucchero, ecc.). Il tessuto sviluppato, attraverso un processo di recycling, può avere diverse applicazioni da moda e design a settore biomedicale; inoltre, i tessuti a matrice batterica si propongono come alternativi alla filiera industriale della produzione di cellulosa da alberi, abbassando quasi a zero l’impatto ambientale.

Recycling e Upcycling nell’edilizia

“Solo case su case, catrame e cemento”, così cantava Adriano Celentano nel Ragazzo della via Gluck. Era il 1966 e, ancora oggi, l’edilizia non è un settore propriamente green e a basso impatto ambientale.

Tuttavia, la sinergia tra innovazione tecnologica e sostenibilità oggi riguarda anche l’edilizia, prospettando case del futuro progettate nel rispetto e secondo la morfologia dell’ambiente, realizzate con materiali bio e alimentate completamente da fonti rinnovabili.

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Un team di studenti dell’Università La Sapienza di Roma ha progettato e realizzato un prototipo di abitazione del futuro completamente sostenibile ed energicamente autosufficiente. Il progetto Restart4Smart verrà presentato il prossimo Novembre alla competizione Solar Decathlon Middle East 2018, dove l’Italia affronterà altre 16 Nazioni.

casa

La Smart Solar House sarà in grado di garantire la massima efficienza ed efficacia nell’uso delle risorse naturali, garantire un ambiente confortevole, accessibile, sicuro e competitivo in termini di costi. La casa del futuro sfrutterà tecnologie avanzate come sistemi di Home Automation (machine learning, virtual assistant, inteligent app) e le potenzialità offerte dalla modellazione digitale (BIM), dalla mixed reality (realtà virtuale e realtà aumentata) e dalla stampa 3D.

Anche nell’utilizzo di materiali è possibile sfruttare il processo di recycling. RECO2 è una startup che realizza prodotti funzionali per l’isolamento termoacustico e la pavimentazione bio-compatibile di interni ed esterni, con il 100% di materiali riciclati (vetro, scarti di acciaieia e altri materiali) e un processo produttivo che permette di ridurre dell’80% i costi di produzione e il 90% di emissioni CO2.

Il Mare in 3D: progetto di recupero e riciclo

Secondo un’analisi di Legambiente sull’inquinamento marino Italia,  il 48% dei mari è inquinato e la causa principale è una cattiva depurazione, oltre a una notevole quantità di rifiuti che ogni anno vengono abbandonati sulle spiagge italiane e in mare.

delfino recycling upcycling

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La scuola di Robotica, finanziata da Costa Crociere Foundation, ha avviato dal 2016 nella Regione Liguria il progetto Mare in 3D. Lo scopo è quello di recuperare rifiuti nel mare e sulle spiagge (materiale plastico, attrezzi da pesca dismessi, ecc.), riciclarli e trasformarli in nuovi oggetti grazie all’utilizzo di stampanti 3D.

Il progetto mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie e la trasformazione di rifiuti in oggetti utili, come kit didattici per le scuole e per ipovedenti, vuole sensibilizzare sulla fragilità dell’ambiente marino e l’importanza della sua conoscenza e tutela.  Il recycling avviene con un processo di raccolta rifiuti, tritatura della plastica per la trasformazione in filamento avvolto in bobine e infine l’utilizzo di quest’ultimo per la creazione di nuovi oggetti con stampante 3D.





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Da dove cominciare per capire le opportunità della quarta rivoluzione industriale


Ci muoviamo velocemente nella direzione dell’automazione e della digitalizzazione dei processi produttivi. In questo senso la quarta rivoluzione industriale è già cominciata da tempo e va affrontata come una grande opportunità di crescita, grazie all’utilizzo mirato dei big data, dell’Internet of Things, del machine-to-machine e del cloud computing.

Il tema della fabbricazione digitale diventa sempre più importante anche per le PMI e le attività artigianali italiane, ma spesso non si sa da che parte cominciare per capire le possibilità di sviluppo effettivamente offerte dalla quarta rivoluzione industriale.

Durante la prossima Maker Faire Rome 2018, aziende, PMI, artigiani, startupper e maker potranno approfondire le modalità per intraprendere percorsi di innovazione e di crescita grazie alle nuove tecnologie digitali attraversi due tipologie di corsi: uno più divulgativo e di contesto, l’altro più pratico e sperimentale.

Dall’artigianato alla biomedicina, dai beni culturali al fashion, robotica, stampa 3D, realtà virtuale e realtà aumentata stanno già cambiando le pratiche di produzione anche nel Made in Italy.

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I corsi divulgativi

Le attività di divulgazione sono attuate grazie a corsi di scenario e affrontano i temi delle tecnologie di fabbricazione digitale raccontandone le possibilità e gli utilizzi in vari ambiti.

I corsi, dureranno 45 minuti ciascuno e cercheranno di tracciare le opportunità che le lavorazioni digitali offrono a tutto il settore manifatturiero, dal design, all’architettura, dal medicale, al fashion anche attraverso case-history di aziende, artigiani o professionisti che racconteranno la loro personale esperienza d’innovazione.

Stampa 3D: la rivoluzione della manifattura additiva

Il corso traccia un quadro complessivo sulle possibilità tecnologiche e d’innovazione offerte dalla stampa 3D in differenti settori della produzione manifatturiera, mostrando differenti tecnologie di stampa additiva e i vantaggi di questa tecnologia di fabbricazione digitale nel realizzare nuovi manufatti e nel supportare e innovare i gli attuali processi di produzione.

Manifattura sottrattiva: milling machine e laser cut

Il corso racconta le possibilità di lavorazione e d’innovazione offerte dalla manifattura sottrattiva, tracciando lo stato dell’arte della tecnologia e fornendo una panoramica relativa al suo utilizzo nei vari settori manifatturieri. Attraverso esempi e applicazioni verranno mostrati gli approcci progettuali nuovi che queste tecnologie favoriscono, mettendone in evidenza vantaggi e criticità.

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Manifattura robotica: la rivoluzione dei robot nella produzione per artigiani e PMI

L’utilizzo di lavorazioni robotiche nelle produzioni manifatturiere introduce notevoli opportunità sia riferite alla flessibilità della produzione seriale sia inerenti la riduzione dei costi dei prodotti, favorendo la competitività delle industrie manifatturiere. Durante sarà possibile capire come i pericoli di riduzione dei posti di lavoro possono essere tramutati in nuove opportunità occupazionali, attraverso esempi pratici e case history.

Modellazione tridimensionale: gli strumenti di disegno per la digitalizzazione di prodotti e processi

Le tecniche di modellazione 3D, sono indispensabili per poter utilizzare le tecnologie di fabbricazione digitale e cogliere nel profondo le opportunità che esse offrono e il corso racconterà quali sono gli strumenti di modellazione 3D e progettazione digitali più comuni, per quali ambiti manifatturieri sono più utilizzati e quali possibilità di modellazione offrono.

Disegno 3D avanzato: i sistemi di modellazione parametrica

I sistemi di disegno parametrico e generativo sono utili per la progettazione di prodotti dalle forme complesse e dal design personalizzabile. Scopriremo quali sono le opportunità offerte dall’utilizzo di questi software.

Bio manifattura: come far “crescere” oggetti invece di costruirli

Il corso traccia una panoramica delle tecniche di fabbricazione digitale (stampa 3D, robot fabrication, grow fabrication) che utilizzano materia viva (batteri, alghe, funghi etc.) e che realizzano oggetti per diversi settori industriali, dal design all’architettura e dal biomedicale all’elettronica.

La realtà virtuale e la realtà aumentata per la nuova manifattura

Gli strumenti di realtà aumentata e di realtà virtuale stanno velocemente arrivando sul mercato della grande distribuzione. Questi dispositivi, conosciuti già da qualche anno ed utilizzati per scopi ludici, didattici o divulgativi, stanno trovando spazio nei comuni processi industriali e anche nel settore manifatturiero la realtà virtuale e quella aumentata rappresentano strumenti utili sia in fase progettuale, sia in fase di lavorazione che in quella di controllo.

Made in Italy Digitale: artigianato digitale

Il corso avrà come obiettivo quello di mostrare come il lavoro artigiano può ritrovare nuovo impulso grazie alle tecnologie di fabbricazione digitale. Si mostreranno i principali strumenti tecnologici e di marketing dedicati agli artigiani e si mostrerà attraverso casi aziendali in che modo sono stati applicati per il rilancio del Made in Italy.

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I corsi sperimentali

Le attività sperimentali saranno attuate grazie a laboratori di fabbricazione, focus incentrati su differenti settori artigianali (oreficeria, falegnameria, lavorazione metalli, pasticcieria, ceramica, fashion, prodotti d’arredo, etc.) che illustrano nello specifico come le tecnologie di fabbricazione digitale sono utilizzate per le singole produzioni e lavorazioni manifatturiere.

I laboratori di fabbricazione dureranno 45 minuti ciascuno e prevedono l’utilizzo di macchine e tecnologie di fabbricazione digitale per una piccola dimostrazione di lavorazione.

Artigianato digitale per orafi

Dal disegno iniziale al progetto definitivo, fino alla prototipazione rapida: il corso mostrerà le possibilità di modellazione 3D e le strategie migliori per le realizzazioni di piccoli monili e saranno illustrate le comuni tecniche di stampa 3D utilizzate per la produzione di gioielli e monili.  La parte finale del corso sarà dedicata alla dimostrazione di un processo di stampa 3D per il settore orafo.

Ceramica e stampa 3D

Un corso rivolto alle aziende e agli artigiani che lavorano materiali argillosi, durante il quale, una volta esplorate le possibilità della modellazione tridimensionale attraverso l’utilizzo del software Rhinoceros 3D, si mostreranno le opportunità della stampa 3D per la prototipazione rapida dei progetti.

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Calchi per ceramisti e scultori

Dai calchi in gomma siliconica, fino alla colata di gesso o gomme siliconiche, saranno illustrate le diverse possibilità di lavorazione e i partecipanti avranno la possibilità di conoscere le tecniche di disegno da utilizzare in Rhinoceros 3D e di assistere alla simulazione della fresatura con Rhino Cam per la fabbricazione dei calchi.

Digital decoration per la ceramica e il painting

Il corso parte dalla progettazione di maschere per realizzare stencil utili per il disegno in ceramica o per il painting in generale. Attraverso l’utilizzo di una laser cut sarà mostrato come arrivare dall’idea alla realizzazione del decoro per ceramica e altri materiali.

Farmaceutica e stampa 3D per la realizzazione di compresse per la nautricetica

Durante il corso, verrà illustrata l’innovazione di processo che la stampante 3D apporta nei settori dell’integrazione alimentare e dell’agricoltura e verrà presentata Galeno, la neonata stampante 3D per capsule multivolumetriche a rilascio controllato, che apporta interessanti prospettive sulla possibilità di creare integrazione vitaminica a rilascio controllato di sostanze in ambienti organici e non organici.

Stampa 3D di apparati biomedicali per l’accessibilità

Un modulo che fornisce conoscenze tecniche e progettuali di stampa 3D finalizzate alla biomedica, in un percorso che dà l’opportunità ai partecipanti di imparare a lavorare con strumenti a basso costo e all’avanguardia che possono rappresentare la risposta futura per la ricerca di soluzioni in campo biomedicale. I partecipanti avranno la possibilità di sperimentare l’assemblaggio pratico di protesi biomedicali per l’arto superiore.

Digital wood: modellazione 3D e fresatura per il legno

Saranno affrontate le nozioni generali di fabbricazione digitale e le sue applicazioni nel settore del legno, per passare poi ad analizzare il modo migliore con cui progettare e modellare una geometria in vista della sua realizzazione. Saranno illustrati i concetti di lavorazione attraverso l’utilizzo di macchine CNC e i possibili vantaggi derivanti da essi per la realizzazione di geometrie nuove e complesse.

Modellazione 3D e fresatura di metalli e leghe

Il corso fornirà ai partecipanti una conoscenza di base nell’utilizzo del software di disegno tridimensionale Rhinoceros 3D per la modellazione di oggetti in metallo che verranno successivamente realizzati attraverso un processo di fresatura. La seconda parte del corso fornirà una descrizione dell’utilizzo del software Rhino Cam, e per la generazione del percorso utensile. In questa fase si mostreranno i limiti e le possibilità offerte da questo tipo di lavorazione.

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Progettazione, scansione e stampa 3D per il restauro e i beni culturali

Un corso che punta a trasferire conoscenze utili per progettare e realizzare sistemi di salvaguardia di beni culturali ed archeologici, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti uno scenario su quali sono i principali strumenti e le tecniche di lavoro più comuni, ma darà anche una dimostrazione di una scansione di piccoli reperti archeologici e illustrerà la varie fasi che possono portare ad una riproduzione con tecniche di fabbricazione digitale.

Progettazione e fabbricazione digitale per il settore moda

Le possibilità d’innovazione legate alla fabbricazione digitale offerte agli artigiani e alle aziende di moda sono moltissime. Nello specifico il corso indagherà le possibilità realizzative di tecnologie CNC come laser-cut, stampanti 3D o sistemi robotici, per conoscere i principali programmi di disegno utilizzati nella modellazione di nuovi abiti ed accessori.





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Gli investitori internazionali cercano idee, startup e brevetti innovativi in Italia


Lo scouting di nuovi talenti nel settore della tecnologia e dell’innovazione è sempre in atto, anche da parte di operatori internazionali e provenienti da altri continenti.

L’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane è in continuo contatto con Business Angel, Venture Capitalist, fondi d’investimento, acceleratori e incubatori, e quest’anno ha selezionato oltre 100 operatori internazionali per la partecipazione alla  Maker Faire Rome 2018.

Un luogo di incontro per realtà tecnologicamente all’avanguardia e per startup che si affacciano ora in un settore in cui esiste ancora la possibilità di raggiungere vantaggi competitivi anche in assenza di rilevanti capitali.

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I fondi internazionali e gli acceleratori presenti alla Maker Faire

Tra gli operatori che finanziano startup e progetti di innovazione e che sono alla ricerca di giovani talenti, ci saranno Quest Ventures (Singapore), un fondo leader per le aziende che hanno scalabilità e replicabilità nelle grandi comunità di internet; la società di gestione degli investimenti quali la sudafricana Adinah Capital Partners, o la svizzera BackBone Ventures che rivolge la propria attenzione agli investimenti iniziali e di avviamento, principalmente nel settore dei progetti innovativi di TIC, FoodTech e tecnologie dirompenti.

Parteciperanno inoltre, aziende e acceleratori in cerca di brevetti come la francese Manifesto Innovation Accelerator di Danone e About Communications (bluArc), compagnia telefonica Canadese in crescente espansione territoriale; incubatori come lo Zagreb Entrepreneurship Incubator, che nel 2014 è stato premiato come il miglior istituto di sostegno all’imprenditorialità in Croazia dal Ministero dell’imprenditoria e dell’artigianato.

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Come far conoscere i progetti innovativi

Fare networking è ancora il primo passo per lo scambio di competenze, ma sono necessari soprattutto luoghi in cui le imprese possano affacciarsi per mettere in mostra i propri prodotti tecnologici, a cominciare dalle piccole e medie imprese, ma anche da quelle piccolissime.

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“Maker Faire si conferma anche come uno straordinario palcoscenico che ospita talk, seminari e incontri scientifici grazie ai quali si può vivere appieno l’esperienza delle grandi trasformazioni tecnologiche in atto”, ha dichiarato Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma.





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Porsche dice addio al diesel e punta su ibrido ed elettrico


Un po’ come rilancio del marchio in un mercato sempre più attento all’ambiente, un po’ come inevitabile trend al quale tutte le case automobilistiche dovranno prima o dopo rassegnarsi, Porsche ha annunciato che non costruirà più auto alimentate a diesel.

L’azienda tedesca ha dichiarato che “Porsche ha sempre abbinato la sua gamma di prodotti alle esigenze dei suoi clienti e alla ricerca dell’eccellenza tecnologica. Questo è il motivo per cui la casa automobilistica sta intensificando le sue attività nei settori della tecnologia ibrida e dell’elettromobilità e, in futuro, non offrirà più veicoli con propulsione diesel”.

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porsche

Il trend dell’elettrico

La società ha quindi sottolineato la scelta non è dettata da una demonizzazione del gasolio, ma come risposta alle effettive richieste del mercato: se da un lato cresce l’interesse dei consumatori verso auto elettriche ed ibride, cala invece l’acquisto di modelli a diesel.

La spinta verso il green potrebbe essere dovuto in parte anche al dieselgate che ha coinvolto un’altra casa tedesca, la Volkswagen e che è costato circa 4,3 miliardi di dollari negli Stati Uniti e 17,5 miliardi di dollari in Europa, come compensazione. Anche Porsche, tra l’altro, è stata coinvolta nello scandalo, ammettendo che circa 13.500 modelli diesel di Cayenne avevano utilizzato il controllo illegale nei test delle emissioni diesel.

“Noi, in quanto produttori di auto sportive, per i quali il diesel ha sempre avuto un ruolo secondario, siamo giunti alla conclusione che vorremmo che il nostro futuro fosse privo di diesel”, ha affermato Oliver Blume, CEO di Porsche AG.

porsche dice addio al diesel

Le città tedesche vietano il diesel e il green diventa un lusso

Il calo della domanda di diesel può essere anche imputato, in parte, a controlli più severi in Germania: molte città tedesche, infatti, stanno vietando la circolazione di auto diesel nei comuni.

Porsche, intanto, comincerà introducendo la Taycan, la sua prima auto sportiva puramente elettrica sul mercato nel 2019. La produzione della vettura dovrebbe essere a zero CO2 e sarà ricaricata con energia elettrica verde tramite un’infrastruttura di ricarica ultraveloce diffusa in Europa.

Il green, insomma, sta diventando sempre di più un trend del lusso ricercato ed è probabile proprio per questo che altri importanti produttori di auto seguano Porsche, iniziando ad abbandonare il diesel.





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Tesla molla Nvidia e si fa da sola i chip per le sue auto


“Abbiamo preferito rimanere praticamente nascosti negli ultimi anni su questo particolare argomento”, ha detto Elon Musk e ha aggiunto “è arrivato il momento di tirare fuori l’asso dalla manica”. L’asso in questione, sarebbe nientemeno che un computer Tesla, un hardware realizzato interamente dalla casa automobilistica, conosciuto come Hardware 3, che verrà montato sui modelli S, X e 3.

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Il chip sarebbe in grado di aumentare notevolmente le capacità di autoguida dei veicoli semi-autonomi, rendendoli più sicuri.

Tesla lascia Nvidia per migliorare l’efficienza

 

Fino ad ora, Tesla ha fatto affidamento sulla strumentazione della piattaforma di Nvidia. Perché allora questo drastico cambio di direzione? Costruendole in casa, tesla sostiene di poter aumentare l’efficienza concentrandosi sui propri bisogni specifici.

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“Abbiamo avuto il vantaggio […] di conoscere come sono fatte le nostre reti neurali e come saranno in futuro”, ha dichiarato Pete Bannon, direttore del progetto Hardware 3. Bannon ha anche specificato che l’aggiornamento dell’hardware dovrebbe iniziare a funzionare l’anno prossimo.

La differenza in termini di risultati, secondo Elon, sarà abissale: sostiene infatti che, mentre il software di visione artificiale di tesla in esecuzione sull’hardware di Nvidia gestiva circa 200 fotogrammi al secondo, il chip di Tesla computer sarà in grado di decuplicare le prestazioni, eseguendo calcoli su circa 2000 fotogrammi al secondo.

Tesla svilupperà chip in casa

Inoltre, come sottolinea l’analista di AI, James Wang, l’operazione conferisce a Tesla un maggiore controllo sul proprio futuro: “Con lo sviluppo dei chip in house, tesla può costruire esattamente per i propri bisogni e rispettando i suoi tempi. Se i tecnici si accorgono di un problema, non devono attendere che qualcun altro risolva il problema ma possono risolverlo senza far lievitare i costi”.

Non sarebbe affatto una svolta banale e potrebbe trasformarsi in un punto di forza per l’azienda. Tutti i nuovi chip saranno compatibili con le versioni già in uso che montano l’hardware Nvidia e le sostituzioni sono decisamente semplici.

Musk ci ha già abituato a investimenti nei settori più diversi costruendo una unica filiera, pensiamo ai pannello solari che ricaricano le batterie Powerwall che funzionano come colonnine di rifornimento per le automobili Tesla. Potrebbe non essere affatto irrealistico pensare che dai computer per i veicoli si passi a quelli per le persone.

 

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