Spotify sta testando un’app per l’Apple Watch


Spotify sta testando un’app ufficiale per Apple Watch.

Alcuni utenti di Reddit che partecipano al programma di beta test pubblico di Spotify hanno condiviso screenshot dell’icona dell’app, i controlli di riproduzione e l’elenco riprodotto di recente con un interruttore per la modalità shuffle.

I beta tester dell’app Spotify oer iOS hanno iniziato ad accedere all’app e la prima versione sembra limitata al controllo della riproduzione dei brani. Sembra poi che l’app debba ancora essere ottimizzata per i modelli Apple Watch Series 4 da 40 mm e 44 mm.

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Non è ancora chiaro se Spotify pianifichi di aggiungere la funzione per l’utilizzo offline in modo che gli abbonati Premium possano sincronizzare i brani con l’iPhone e utilizzarlo anche senza il device nelle vicinanze.

Hanno lavorato a stretto contatto con Snowy

Spotify ha lavorato a stretto contatto con Snowy, l’app non ufficiale che ha permesso la riproduzione offline di Spotify su Apple Watch.

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Lo sviluppatore di Snowy, Andrew Chang, ha rivelato lo scorso anno che Spotify lo aveva assunto per creare un’app companion utilizzando l’SDK iOS dell’azienda. Questo test potrebbe essere il risultato di quel lavoro.

La sfiducia dei big nell’Apple Watch

Da circa un anno il catalogo virtuale di app per Apple Watch si è assottigliato e sono scomparse molte app di alto profilo dall’elenco. Google e Amazon hanno entrambi definitivamente rinunciato ai loro progetti di applicazioni per l’Apple Watch e anche Instagram e Twitter hanno ridotto notevolmente il budget destinato a questi prodotti.

Spotify non ha per il momento rilasciato altri particolari.

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Se i protagonisti delle nostre serie TV preferite fossero Social Media Manager


Vi è mai capitato di chiedervi come agirebbero, calati nella vita reale, i principali personaggi delle vostre serie tv preferite?

Ad esempio, che lavoro farebbe “Il Professore” de La Casa di Carta, che aspetto avrebbe il profilo Instagram di Saul Goodman e dove andrebbero in vacanza i protagonisti di Dark.

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E se i personaggi delle serie tv facessero i social media manager, quali pagine social gestirebbero e con quali tone of voice?

Tyrion Lannister (Il Trono di Spade)

Il SMM PR – “Molti follower, molto onore”
Super potere social: maestro del crisis management
Deformazione professionale: per lui, la prima impression è quella che conta
Pagine gestiteNike, Humans of New York, IKEA

serie tv

Tyrion Lannister, a dispetto della sua taglia, è un grande oratore e un grande stratega.

Nel corso de Il Trono di Spade – che assomiglia molto poco allo scenario ripreso da George Clooney nello spot Nespresso – ha rischiato più volte grosso ma con coraggio, per questo gli si potrebbe attribuire la gestione di una campagna pubblicitaria come il recente “azzardo” di Nike che vede protagonista il controverso Colin Kaepernick.

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Che significhi sfidare l’uomo più potente d’America o mettersi contro Casa Lannister non importa, ciò che conta per Tyrion è glorificare il claim “Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto quanto”.

Quindi, se volete sfidare eroicamente l’algoritmo di Facebook pubblicando 5 post a settimana non sponsorizzati, Just do it!

Accanito follower della Pagina Facebook Movimento 5 litri, una delle sue attività preferite come social media manager sarebbe il social listening e lo studio dei competitor, sulla base del quale sviluppare, poi, una propria strategia social “di contrattacco”.

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Al di là dell’animo eroico, però, Tyirion è prima di ogni altra cosa un vero e proprio politico, al quale si potrebbe tranquillamente affidare la gestione di una community non sempre facile da tenere a bada, come quella della pagina Facebook di IKEA.

ikea matita

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Anche se poi, dietro ai commenti rassicuranti e alla diplomazia, si nasconde sempre un certo piglio vendicativo – che si palesa, ad esempio, nella recente campagna Siamo fatti per cambiare, dove un innocuo gattino cerca in tutti i modi di sabotare dall’interno la convivenza tra la propria padrona e il suo fidanzato.

Oltre a coraggio e spirito politico, il vero punto di forza di Tyrion è rappresentato dalle sue doti da storyteller: sicuramente gestirebbe per vezzo pagine come Humans of New York, solo per l’intimo piacere di raccontare storie.

Un’animo romantico, ma non troppo, il suo. Convinto sostenitore del mantra – che potrebbe diventare anche la bio del suo profilo Instagram – “Forse non si comprerà l’amore, ma le interaction sì”.

Annie Landsberg (Maniac)

Il SMM Attivista – “Nulla è lasciato al carousel”
Super potere social: nonostante non abbia pieno controllo della propria identity, conosce bene quella dei brand che gestisce
Deformazione professionale: early adopter di natura, sempre alla ricerca di qualcosa che le faccia fare uno “swipe-up” delle sue giornate
Pagine gestiteNutella, Lercio

serie tv

Annie Landsberg di Maniac è un personaggio particolare, talvolta un po’ vintage come la campagna di Nutella #ParlaComeSpalmi, altre volte completamente calata in un presente problematico, caratterizzato da contrasti e inquietudini.

Lei è il tipico utente Facebook che avrebbe organizzato il ritrovo dei “mai na gioia” e si sarebbe indignata per il post di Uliveto dedicato alla nazionale italiana di pallavolo, per intenderci.

Nonostante questo animo tormentato, però, non si può certo dire che Annie non sarebbe stata una social media manager brillante! Sempre in bilico tra ciò che è vero davvero e ciò che non lo è, la sua personalità velatamente borderline l’avrebbe resa la perfetta Content Manager di una pagina come Lercio.

Instagram week in social

La frizione tra verità e fake news in chiave umoristica della community di Lercio è, in qualche modo, metafora del suo personaggio in Maniac.

Inoltre, visto che il travel rimane uno dei maggiori trend su Instagram, con tutti quei viaggi tra tempi ed epoche lontane, la sua grid Instagram sarebbe stata all’altezza di quella delle Influencer più di spicco.

Oltre a viaggiare (nel tempo) e a rapportarsi in modo a tratti schizofrenico con la realtà, Annie sarebbe stata anche un’amante della sperimentazione! Sempre alla ricerca di nuovi formati e piattaforme dove sfoggiare il proprio animo pionieristico, Annie sarebbe iscritta su Tik Tok – il nuovo Musical.ly – e crederebbe fermamente nel potenziale, per ora pressoché inesplorato, della IGTV.

Tuttavia, come Social Media Manager Annie avrebbe un’unica pecca: non accetterebbe mai di gestire clienti nel settore dell’automotive!

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Nairobi (La Casa di Carta)

Il SMM Politically Incorrect – “I don’t care at all”
Super potere social: imbattibile nella stesura dei piani media (e nel farli rispettare)
Deformazione professionale: amante dei take-over, non solo dei canali social
Pagine gestiteDurex, Freeda

serie tv

Disruptive, provocatrice e politically incorrect, Nairobi non è certo una delle migliori esperte in diplomazia: non usa sempre i giusti tone of voice e non ama le mezze misure.

Per questo, sarebbe stata senz’altro una Social Media Manager perfetta per Pagine come quella di Durex; e si sarebbe anche fatta due risate insieme a @Tokio nel moderare i commenti al post che recita “In amore vince chi prende posizione”.

Regina nel calcolo del ROI, con KPI ben chiari in testa, nella vita come sui social, che oscillano costantemente tra la reach e la rich-ness, Nairobi padroneggerebbe perfettamente tutti i segreti del social advertising.

Da sempre alla ricerca della luce in fondo al funnel, una delle sue attività social preferite è la RAK – random act of kindness, attraverso la quale concedere, di tanto in tanto, opere di bontà ai propri utenti (o ostaggi).

Il suo personaggio ne La Casa di Carta è un trionfo di femminismo ed energia, per cui non si potrebbe che assegnarle anche la gestione di una pagina come quella di Freeda, potente, a celebrazione del female power e #nofilter.

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Gli unici filtri che Nairobi ammetterebbe sarebbero quelli sul suo profilo Instagram: il suo trattamento preferito, ça va sans dire, sarebbe senz’altro il “golden hour”. Animata da questo spirito, una Nairobi calata nella nostra vita di tutti i giorni, oltre a pubblicare contenuti alla “We should all be feminist”, avrebbe inviato un DM @Berlino con scritto soltanto: Empieza el matriarcado.

>>> Attenzione, il seguente paragrafo può contenere spoiler.

Norman Bates (Bates Motel)

Il SMM Millennial – “Madre perdoname por mi vida loca”
Super potere social: in occasione della Festa della Mamma diventa il king dell’Instant Marketing
Deformazione professionale: si dedica alla tassidermia come reazione alla propria sindrome da FOMO – Fear Of Missing Out
Pagine gestiteTaffo G & C Onoranze Funebri, Buondì Motta (di recente)

serie tv

Norman Bates è quel tipo di social media manager che, più o meno consapevolmente, è sempre in grado di generare un discreto WOM – word of mouth – attorno ai propri contenuti.

Norman è un Millennial, un giovane imprenditore e un generoso sostenitore della sharing economy – fino a quando non si parla di condividere con altri l’affetto della propria madre.

Costantemente alla ricerca della felicità, vive le sue giornate in un costante stato di augmented reality, dove tutto è liquido, e il confine tra reale e non diventa sempre più labile.

La sua peculiare personalità ben si sposa con l’umorismo nero, a tratti macabro di Taffo G & C Onoranze Funebri: in quanto social media manager di Taffo, Norman avrebbe sviluppato un discreto know how nell’arte dell’instant marketing – in particolare durante le sue ricorrenze preferite: il Black Friday e il Blue Monday.

Epic Win Fail Taffo Funerals

Maestro dell’effetto WOW, Norman avrebbe da poco iniziato a gestire anche i canali social del brand Buondì Motta, in concomitanza con il lancio della campagna #TiRimetteAlMondo dove, tra il nonsense e il demenziale, sfilano una serie di zombie – incarnazione iperbolica di ognuno di noi, al mattino, imprigionati nello spazio temporale che intercorre tra il suono della sveglia e la colazione.

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Inutile dire che questo scenario somiglia molto a quello di Norman e sua madre, ormai ridotta a un’inquietante mummia dagli occhi sbarrati, nella cucina dell’iconica casa degli orrori, dove la realtà scorre indecisa tra i buongiornissimi ricreati dall’immaginazione malata di Norman e i buondì da zombie, in compagnia della madre imbalsamata.

Foto by Buondì Motta

Foto by Buondì Motta

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WhatsApp inserisce la pubblicità, lo conferma il vicepresidente


WhastApp inserirà annunci pubblicitari: il giorno più temuto e arrivato. In un commento a diversi post in India, il vicepresidente di WhatsApp, Chris Daniels, ha confermato che la popolare app di messaggistica inserirà annunci pubblicitari:

“Sì, inseriremo annunci pubblicitari nello Status e questa sarà la modalità di monetizzazione principale per l’azienda e un’opportunità per altre aziende di raggiungere le persone su WhatsApp.”

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Da tempo sappiamo che Facebook sta spingendo per la monetizzazione di WhatsApp, acquisita a caro prezzo anni fa. Una notizia che incoraggia i sostenitori dell’app competitor per eccellenza di WhatsApp, Telegram, che rimane gratuita (e super sicura riguardo alla privacy).

Un progetto studiato da anni

Il co-fondatore Brian Acton – che ha lasciato la compagnia nel 2017 – ha recentemente affermato che Mark Zuckerberg avrebbe pianificato l’inserimento della pubblicità nel sistema di messaggistica istantanea ancora prima che le contrattazioni del 2014 fossero perfezionate, con la valutazione della compagnia al prezzo record di 19 miliardi di dollari.

Chi utilizza WhatsApp da diversi anni ricorda bene che, prima dell’acquisizione, l’app richiedeva un addebito di un dollaro all’anno (89 centesimi, in Europa) per poter essere utilizzata. Da quando è diventato gratuito e ha aumentato drasticamente il numero degli utilizzatori, Facebook ha considerato diversi approcci per monetizzare con WhatsApp.

Gli annunci meglio dell’abbonamento a pagamento

Il ventaglio delle diverse opzioni comprendeva l’inserimento di annunci, la vendita dell’analisi dei dati e l’inserimento di una commissione dopo un certo numero di messaggi inviati.

WhatsApp business

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I commenti di Daniels suggeriscono che la strada presa sia la prima a essere stata considerata, quella dell’inserimento delle inserzioni pubblicitarie nello status.

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Non conosciamo ancora con certezza la data dell’introduzione degli annunci: alcuni report sostengono che saranno operativi dall’inizio del prossimo anno ma, a questo, punto, è solo una questione di tempo.





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Flickr elimina il caricamento gratuito fino a un terabyte e porta il limite a mille foto o video


Flickr ha appena annunciato una serie di novità sia per gli account Free che per quelli Pro, segnando così ancora una volta il suo focus sulla community dei fotografi a livello mondiale.

Per cominciare Flickr non offrirà più un terabyte gratuito di archiviazione, ma consentirà di caricare al massimo 1.000 foto o video per ogni utente, indipendentemente dalle dimensioni.

C’è tempo fino all’8 gennaio 2019 per eseguire l’aggiornamento alla versione Pro del servizio o per scaricare le foto che eccedono il limite. Dopo questa data per chi eccede i mille contenuti caricati non sarà più possibile effettuare upload nella versione gratuita.

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flickr

I motivi dell’aggiornamento

Flickr ha giustificato il cambiamento sottolineando che “Sfortunatamente, i servizi ‘gratuiti’ sono raramente effettivamente gratuiti per gli utenti. I membri infatti pagano con i loro dati o con il loro tempo. Preferiremmo che questo accordo fosse trasparente”.

Ad aprile, SmugMug aveva annunciato l’acquisizione di Flickr e si era impegnata a rivitalizzare la community, anche ascoltando i pareri dei membri per capire di cosa Flickr avesse bisogno per  evolvere.

Uno dei cambiamenti più richiesti è stato un accesso più semplice: dal prossimo gennaio non ci sarà bisogno di un account Yahoo! per accedere a Flickr.

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Le novità della versione Pro

Anche per i membri di Flickr Pro ci sono novità, dato che oltre a poter archiviare senza limiti foto e video, e navigare senza pubblicità, avranno a disposizione statistiche avanzate, assistenza prioritaria di un team di supporto a livello mondiale e una community globale di oltre 100 milioni di fotografi, ad un costo di 49,99 dollari all’anno.

Il nuovo servizio, inoltre, garantirà una nuova dimensione per le foto 5K per ottimizzare le immagini su qualsiasi schermo e un aumento della riproduzione video, da tre minuti a dieci minuti (in arrivo all’inizio del 2019).

 

Secondo quando annunciato dalla società questi aggiornamenti sono solo la prima fase degli sforzi del CEO di Flickr per garantire che l’azienda fornisca un’esperienza di alta qualità alla sua community “per definire il futuro della fotografia”.





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I post di Halloween più divertenti (e spaventosi) dei grandi brand sui social


Halloween è arrivato e, se hai seguito i nostri consigli su come affrontarlo sui social, di certo non sarai rimasto con le mani in mano. Avrai inventato e progettato qualcosa di di divertente, accattivante e spaventoso per i tuoi fan.

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Ma adesso è il momento di svelare le immagini social che i grandi brand hanno sfoggiato quest’anno. Cosa si saranno inventati? Grafiche accattivanti, gif, video social e chi più ne ha più ne metta.

Ma non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo con la carrellata.

Burger King

Un panino verde che provoca incubi? Sì, proprio così: è l’idea di Burger King che ha realizzato uno spot molto originale.

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Ecco la gif che ha pubblicato sui vari social per l’occasione.

Nutella

Nutella ci prova con una simpatica gif animata, ma ammette di non riuscirci proprio a terrorizzare i suoi fan.

Kinder

Kinder non poteva rinunciare, anche quest’anno ad un’idea tutta dedicata ai più piccoli. Un video tutorial molto particolare per un Halloween da ricordare.

Tic Tac

Il confetto alla menta più amato di tutti opta, quest’anno, per una grafica dai colori cupi e, in primo piano, una “manina” che spunta dal terreno e afferra un pacchetto di Tic Tac.

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Red Bull

Streghe in fila pronte per volare. Ovviamente, grazie a Red Bull. Il breve video social di Red Bull riprende l’ormai ben noto e tanto amato tormentone: “Red Bull ti mette le aaali”.

E lo fa soprattutto ad Halloween.

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San Carlo

La patatina più amata di tutte s’ispira ad un tipico horror da riguardare ad Halloween e pubblica un video con un sottofondo terrificante.

Kinder Bueno

Spunta un’altra manina nell’immagine del marchio di dolciumi. Niente scherzetti per Kinder Bueno, sempre meglio un dolcetto.

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Fiorucci

Sempre molto attivo sui social, Fiorucci non delude neanche ad Halloween.

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Girella Motta

Completamente a tema Halloween la pagina Facebook di Girella Motta, dall’immagine di copertina ai vari post, il brand si avvale anche dell’aiuto del noto influencer Gordon per girare dei veri e propri spot social.

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Mulino Bianco

Una crostatina o una spaventosa zucca? Ecco la trovata social del Mulino Bianco per questo Halloween.





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Cos’è il comportamento multischermo e perché dovresti conoscerlo per migliorare i risultati dei tuoi annunci


Sei a fine giornata, sei comodamente seduto sul divano a guardare la TV. Lo smartphone è accanto a te pronto per essere controllato durante qualsiasi pausa nella trasmissione. Il momento della pubblicità diventa l’attimo ideale per una controllatina alla mail appena arrivata sul tablet. Ti suona familiare? Questo è l’inizio di un comportamento multischermo.

Questa tendenza televisiva – perché sì, di tendenza televisiva si tratta e lo capiremo tra poco – è sempre più comune. Lo smartphone è un’appendice del nostro corpo, sempre più spesso il naturale prolungamento di uno dei nostri arti superiori, sempre a portata di mano, anche nei momenti di relax, perché qualcuno potrebbe chiamarci o potremmo aver voglia di controllare il feed di Facebook o Instagram.

Quindi, quando i grandi blocchi di pubblicità compaiono in  TV, la tendenza televisiva è proprio quella: controllare le notifiche e gli aggiornamenti sul nostro smartphone. Il comportamento multischermo, insomma, è proprio quella capacità di un utente di far oscillare la propria attenzione da un mezzo all’altro.

Il problema, dal punto di vista pubblicitario, è che gli annunci TV sono costosi e, mentre forniscono una copertura basata sul numero di spettatori, la loro efficacia è stata innegabilmente ridotta da comportamenti evolutivi e abituali.

Quanto tutto questo è significativo? Il team di ricerca di Facebook ha cercato di scoprirlo nel suo ultimo rapporto, che esamina le abitudini di visione televisiva in sei Paesi (Brasile, Francia, Germania, Indonesia, Regno Unito e Stati Uniti).

Ecco cosa è emerso.

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La soglia di attenzione

Prima di tutto, il team di Facebook ha scoperto che durante i programmi televisivi il 28% degli spettatori controlla i propri dispositivi mobili e, durante le interruzioni pubblicitarie, questo dato aumenta in media fino al 50%.

I risultati variano in base ai Paesi: negli Stati Uniti, ad esempio, la divisione tra la programmazione e le interruzioni pubblicitarie è abbastanza ravvicinata, il che dimostra che gli spettatori spostano continuamente la propria attenzione tra lo schermo della TV e quello dei dispositivi mobili durante tutto lo spettacolo che stanno guardando.

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In Brasile, il cambio di utilizzo tra i due elementi è molto più pronunciato.

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Cosa ci può dire questo dato? Probabilmente è una metrica che ha a che fare con la qualità: i programmi TV in Brasile sono davvero buoni o le loro pubblicità televisive sono davvero pessime?

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Differenze tra generazioni e comportamento multischermo

Lo studio ha anche rilevato che gli intervistati più giovani erano significativamente più propensi di un pubblico più vecchio al comportamento multischermo durante le interruzioni pubblicitarie.

“I partecipanti di età compresa tra i 18 ei 24 anni hanno guardato il loro smartphone il 60% delle volte durante gli annunci TV, mentre  le persone di età superiore ai 45 anni hanno adottato il comportamento multischermo  il 41% delle volte. Questa tendenza si può spiegare con il fatto che le ultime generazioni  hanno trascorso la maggior parte della loro vita in compagnia di diversi tipi di dispositivi mobili e il controllo degli stessi è ormai un comportamento connaturato, automatico. Durante la visualizzazione di programmi TV non pubblicitari, invece,  non c’è stata alcuna differenza statisticamente significativa a livello generazionale”.

I risultati attestano perciò che le giovani generazioni diventano sempre più “cieche” alla pubblicità tradizionale, anche se i dati qui suggeriscono che non sono così distanti dagli annunci TV, hanno solo più opzioni a portata di mano.

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Mentre le generazioni più anziane, come nota Facebook, sono naturalmente più abituate a contemplare lo spazio pubblicitario attraverso gli annunci, (come se fosse esso stesso parte del contenuto che stanno guardando), i giovani utenti sono ugualmente in sintonia con le varie opzioni di contenuto a loro disposizione e, di conseguenza, sanno che possono semplicemente spostare la loro attenzione su un altro screen.

Per questo, anche se potenzialmente uno spot  TV raggiunge milioni di spettatori, probabilmente sarà necessario prendere il dato e dividerlo per le percentuali di ciascun gruppo demografico: riducendo la potenziale copertura a 18-24 anni di circa il 60%, per esempio, potresti arrivare ad una copertura decisamente più precisa.

Le domande che devi farti potrebbero essere: se i consumatori non guardano più gli annunci TV, come li raggiungo? Dove trascorrono il loro tempo quando invece si rivolgono ai dispositivi connessi?

Sempre più spesso, secondo Facebook, si rivolgono alle app social – forse un dato un po’ scontato dato che la ricerca è opera del social.

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Social network e instant messaging: le app più usate

Come spiegano da Facebook: “In media, quando i partecipanti allo studio distoglievano la loro attenzione dalla TV per guardare i loro smartphone, le prime due categorie di app erano le app social e di messaggistica. In Indonesia il campione usava le app social in misura maggiore, mentre in Brasile si è riscontrato il più alto tasso di uso di quelle di messaggistica rispetto a qualsiasi altro Paese esaminato. Tra i partecipanti, quelli nel Regno Unito hanno controllato le app di notizie più di quelle di altri Paesi e in Francia le persone preferiscono trascorrere il tempo con i giochi mobile più che altrove”.

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E ancora: “I telespettatori si rivolgono spesso alla famiglia di app Facebook. Durante il nostro studio, il 55% del tempo dedicato allo smartphone è stato speso per le app di proprietà di Facebook: Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger. E Facebook e Instagram erano tra le prime cinque app utilizzate dai partecipanti in ogni paese studiato”.

Facebook possiede le app social e di messaggistica più utilizzate nel mondo occidentale anche se c’è indubbiamente un numero considerevole di utenti che si rivolgono a Twitter negli intervalli pubblicitari (in particolare durante gli eventi TV in diretta) e Snapchat (tra gli utenti più giovani ).

Come massimizzare l’efficacia della pubblicità con i social

Se vuoi essere sicuro di massimizzare la copertura della tua pubblicità, non puoi fare affidamento solo sui dati del pubblico televisivo: è necessario rafforzare le tue campagne con un apporto social laddove possibile per capitalizzare l’attenzione deviata dal comportamento multischermo.

Facebook sottolinea: “Nell’attuale economia dell’attenzione, è fondamentale capire in che modo il tuo pubblico si rivolge a diversi media e allineare di conseguenza il tuo piano di marketing. Entro il 2019, è previsto che le persone negli Stati Uniti trascorreranno sui dispositivi mobili la stessa quantità di tempo che oggi trascorrono guardando la TV,  e il nostro studio mostra che spesso già usano insieme i due dispositivi. Ciò significa che un piano di marketing efficace deve includere campagne su entrambi gli schermi”.

Comportamento multischermo

Ovviamente, non tutte le aziende avranno la capacità di budget per eseguire entrambe le attività.

Per coloro che possono permettersi una campagna pubblicitaria televisiva, può valere la pena ridistribuire una parte di budget (eliminandolo dagli annunci televisivi) a favore di campagne social di accompagnamento.

Se non puoi permetterti gli spot TV, non disperare: attraverso il targeting intelligente, è possibile raggiungere il tuo pubblico con annunci relativi ai contenuti TV più popolari in una determinata finestra temporale, ad esempio, intercettandone il comportamento multischermo.

Pertanto, anche se potresti non essere in grado di pianificare una campagna TV/social ibrida, potresti cercare di raggiungere il tuo pubblico su Facebook con contenuti relativi alla serie TV che probabilmente quella audience sta guardando.

Che significa? Significa, per esempio, che un negozio di ferramenta potrebbe ottimizzare la spesa pubblicitaria di Facebook mostrando i contenuti degli annunci quando un programma  molto seguito che ha come tematica l’home decor o la ristrutturazione di casa viene trasmesso in TV.

O ancora, un brand che cerca di raggiungere  un target più ampio potrebbe concentrare le proprie inserzioni  su Instagram proprio quando va in onda l’ultimo reality show.

Da qualunque angolazione la guardiamo, questi dati forniscono diversi e rilevanti punti di discussione per i marketer.





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Cosa ha presentato Apple oltre al nuovo Macbook Air


Ha creato tantissime variazioni colorate del suo logo per promuovere l’evento del 30 ottobre. Ad accompagnare gli inviti, la location a sorpresa: la presentazione non è stata infatti nello Steve Jobs Theatre di Apple Park, ma a Brooklyn.

La società ha iniziato con una vera ode al Mac. Il CEO Tim Cook ha rivelato che le installazioni hanno superato 100 milioni di utenti, dei quali il 51% sono nuovi acquirenti. E, secondo lui, è tempo per un nuovo Macbook Air.

Il nuovo Macbook Air

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Il nuovo Air sarà dotato di un display Retina da 13,3 pollici, con una risoluzione di 4 milioni di pixel. Anche le cornici in alluminio sono state sostituite con vetro nero e stretto.

Avrà anche un sensore Touch ID integrato nella tastiera, come i dispositivi palmari di Apple. Apple ha anche promesso che il dispositivo avrà un processore migliore e una memoria maggiore, oltre a una tastiera più stabile e un trackpad più grande.

Il nuovo Macbook Air sarà disponibile in tre nuove versioni, a partire da 1199 dollari e potrà essere acquistato dalla prossima settimana.

Il Mac mini

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Tim Cook ha anche mostrato un dispositivo Mac “piccolo ma potente”: il nuovo Mac Mini, in un elegante grigio.

Cook, che sembrava stamattina avesse bevuto del troppo caffè, ha rivelato un dispositivo Mac “piccolo ma potente”: il nuovo Mac Mini, disponibile in una nuova finitura grigio sexy.

Il nuovo, dispositivo, grazie al’upgrade dei processori, sarà cinque volte più veloce del predecessore. Sarà dotato di 64 GB di memoria interna e verrà venduto a un prezzo a partire da 799 dollari. COme il Macbook Air, può essere già ordinato e sarà disponibile dalla prossima settimana.

iPad Pro

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Come previsto, la presentazione del nuovo iPad Pro è stato il momento clou della serata. Disponibile nelle varianti da 11 e 12,9 pollici, è sottile 5,9 millimetri (il 15% più sottile e il 25% più piccolo del suo predecessore). Come già annunciato, anche questo dispositivo è dotato di Face ID.

Funziona con il chip Bionic A12X, con una grafica apparentemente paragonabile a una Xbox One S. Sarà dotato di magneti che consentono di agganciare la Apple Pencil e la nuova tastiera Folio, che può anche essere caricata in modalità wireless quando collegata.

Le novità di Apple

Oltre ai nuovi dispositivi, Apple ha annunciato alcune novità nello store, tra cui l’aggiunta di 60 nuove sessioni dedicate ai programmi di insegnamento.

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Inoltre, l’app Apple Store mostrerà ora gli eventi dello store Apple più vicino a loro e può essere personalizzata in base ai dispositivi che possiedono.

iOS 12.1

Tim Cook ha anche presentato l’ultimo aggiornamento iOS, che verrà rilasciato oggi. I cambiamenti più importanti riguardano il nuovo Group Facetime e 70 nuove emoji, tra cui cupcake e diverse colorazioni di capelli per le faccine.





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Luca Attias è il nuovo Commissario per l’attuazione dell’Agenda Digitale


Luca Attias da oggi è il nuovo Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Attias prenderà la guida del Team per la Trasformazione Digitale e succederà a Diego Piacentini, il cui mandato è scaduto il 16 settembre, dopo due anni di incarico e una fase di prorogatio in attesa della nomina del suo successore. Attias lascia l’incarico di Direttore Generale Sistemi Informativi Automatizzati della Corte dei Conti.

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Attias

Diego Piacentini – credits: Tommaso Mei

Proseguire nella digitalizzazione della PA

“La scelta di Luca Attias a Commissario Straordinario dimostra che l’attuale governo è interessato a proseguire nella strada tracciata di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione – ha dichiarato Diego Piacentini – sono soddisfatto che il Governo abbia scelto di incaricare una persona che ha dimostrato di avere forti competenze manageriali e tecnologiche e con cui in questi due anni il Team ha lavorato in sintonia”.

Le raccomandazioni al Governo

Dopo due anni di attività, Diego Piacentini lascia il ruolo di Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale. Sul sito del Team per la Trasformazione Digitale è disponibile da oggi il documento che descrive le attività svolte nei primi 24 mesi. “Sul nostro sito – ha detto sempre Piacentini – accanto al resoconto delle nostre attività, abbiamo pubblicato le raccomandazioni dirette al Governo per la creazione di un modello permanente di governance del digitale, come esito dell’esperienza accumulata in questi due anni. Ricordiamoci che la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non ha e non deve avere colore politico e che siamo solo agli inizi di questo lungo percorso”.





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Ryanair farà pagare il bagaglio a mano. Che c’è da sapere


Dal primo novembre, da domani, diventano operative le nuove regole di Ryanair in fatto di bagagli: per i passeggeri non sarà più possibile imbarcare il bagaglio a mano gratuitamente, ma per farlo si dovrà pagare. Da giovedì, infatti, “i passeggeri che non hanno acquistato l’imbarco prioritario e che desiderano portare un bagaglio a mano grande da 10 kg (trolley) dovranno acquistare il bagaglio registrato da 10 kg – ricorda la compagnia low cost – se il bagaglio verrà acquistato al momento della prenotazione iniziale – si legge – il costo sarà di 8 euro, altrimenti – se aggiunto successivamente alla prenotazione (fino a 40 minuti prima dell’orario di partenza previsto) – il costo sarà di 10 euro”.

Quelli dell’ultimo momento. “Il bagaglio registrato da 10 kg dovrà essere depositato al banco consegna bagagli prima di passare il controllo di sicurezza. I passeggeri che non hanno aggiunto alla prenotazione il bagaglio a mano da 10 kg registrato possono acquistarlo all’aeroporto: se acquistato al banco deposito bagagli, il costo sarà di 20 euro, altrimenti, se acquistato al gate di imbarco, il costo sarà di 25”. E ancora: “Il bagaglio a mano grande registrato potrà essere ritirato nell’aerea di recupero bagagli all’aeroporto di destinazione”.

Ryanair

credits corporate.ryanair.com

Nelle cappelliere

Il biglietto prioritario costa 6 euro e consente di portare il bagaglio a bordo dell’aereo e metterlo nelle cappelliere. Bisogna sempre prestare attenzione alle dimensioni che aumentano a 40x20x25 cm, nel caso in cui non dovessero essere rispettate è prevista una tassa pari a 25 euro. Il bagaglio dovrà essere unico (quindi niente borse da signora), solo chi viaggia con un neonato o a un bambino sotto i due anni sarà permesso portare una piccola borsa in più da 5 kg.

“Meno ritardi e vantaggi economici”

Obiettivo del nuovo regolamento, spiega sempre Ryanair è la “diminuzione dei ritardi dei voli e più economiche opzioni riguardanti i bagagli registrati. Ulteriori vantaggi per i passeggeri saranno la possibilità di portare più liquidi nel bagaglio a mano registrato da 10 kg e di poter camminare verso il gate di imbarco a mani libere”. Inoltre, sono aumentate le dimensioni del bagaglio a mano piccolo, da 35x20x20 a 40x20x25. In precedenza, tutti i clienti che non avevano acquistato l’Imbarco Prioritario potevano portare gratuitamente in cabina un bagaglio a mano più piccolo e un trolley, che veniva etichettato al gate d’imbarco e collocato gratuitamente in stiva. “Ciò ha portato all’etichettatura di fino a 120 bagagli gratuiti al gate d’imbarco, causando ritardi alle partenze fino a 25 minuti” ricorda la compagnia.

Il nuovo misuratore

“I clienti che non hanno acquistato l’Imbarco Prioritario potranno portare in cabina solo 1 bagaglio a mano gratuito (il più piccolo) e non ci sarà la possibilità di stivare gratuitamente bagagli al gate. Solo i clienti che hanno acquistato l’Imbarco Prioritario potranno continuare a portare a bordo gratuitamente due bagagli (un bagaglio più piccolo più il trolley)”. Se il bagaglio piccolo gratuito di chi non ha acquistato l’Imbarco Prioritario non si adatta al nuovo misuratore, “ciò significa che il loro bagaglio è più grande del 25% rispetto alle misure consentite. Pagheranno una tariffa sul bagaglio pari a 25 euro e questo sarà etichettato e imbarcato in stiva”.

100 trolley a bordo

Sono circa 100 i trolley che possono essere posizionati nelle cappelliere a bordo, “a sufficienza per tutti i clienti che hanno acquistato l’Imbarco Prioritario” sottolinea la compagnia, ricordando che l’Imbarco Prioritario è limitato a 95 clienti per volo (su 189 ospiti). Per quanto riguarda i bambini sotto i 2 anni, inoltre, i genitori possono portare una borsa extra da 5 kg gratuitamente. Come anche le attrezzature mediche: possono ancora essere portate a bordo gratuitamente, previa autorizzazione da parte del team di assistenza speciale.





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“Enormi opportunità nei video e nelle Storie”


Facebook continua a crescere, ma un po’ meno del previsto però, quel tanto che basta per non centrare gli obiettivi di crescita degli utenti mensili e dei ricavi. A pesare sul conto gli effetti dello scandalo di Cambridge Analytica e il più recente data breach da 30 milioni di utenti. Ha archiviato il terzo trimestre (quello che si è chiuso il 30 settembre) con ricavi per 13,73 miliardi, in rialzo del 33% rispetto allo stesso trimestre del 2017, ma poco sotto i 13,78 miliardi delle previsioni gli analisti.

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Extraordinary meeting of the Conference of Presidents with the CEO and founder of Facebook

In Europa persi un milione di utenti

Gli utenti attivi mensili (nel numero gli utenti di Facebook, naturalmente, ma anche di WhatsApp, Instagram e Messenger) risultano 2,27 miliardi, il 10% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (100 milioni), al di sotto dei 2,29 miliardi attesi.  Sono saliti del 9% a 1,49 miliardi gli utenti attivi giornalieri. In Europa, Facebook ha perso 1 milione di utenti mensili per il secondo trimestre consecutivo (da 279 milioni a 278 milioni) ma ne ha guadagnati altrettanti negli Stati Uniti. E se il GDPR ha pesato sui conti, i ricavi in Europa restano “buoni”, ha fatto sapere Menlo Park nella conference call con gli analisti.   

Video e Storie

“La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere rapidamente, e ora abbiamo più di 2 miliardi di persone che usano almeno uno dei nostri servizi ogni giorno” ha detto Mark Zuckerberg, che ha parlato ieri di “enormi opportunità” nei video e nelle Storie. Ha però anche avvertito che la crescita dei ricavi potrebbe rallentare, perché il passaggio “dai news feed alle Storie è stata meno agevole del previsto”. Anche se “la nostra comunità e il nostro business continuano a crescere velocemente”. Il direttore finanziario David Wehner, ha parlato di “mid-high single digit”, ovvero di una percentuale ad una cifra per il tasso di aumento dei ricavi futuri. Quanto alla prevenzione degli abusi, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e la violazione dei dati degli utenti, Zuckerberg ha detto che “ci vuole almeno un anno” per arrivare “al livello desiderato”.





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