Se i protagonisti delle nostre serie TV preferite fossero Social Media Manager


Vi è mai capitato di chiedervi come agirebbero, calati nella vita reale, i principali personaggi delle vostre serie tv preferite?

Ad esempio, che lavoro farebbe “Il Professore” de La Casa di Carta, che aspetto avrebbe il profilo Instagram di Saul Goodman e dove andrebbero in vacanza i protagonisti di Dark.

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E se i personaggi delle serie tv facessero i social media manager, quali pagine social gestirebbero e con quali tone of voice?

Tyrion Lannister (Il Trono di Spade)

Il SMM PR – “Molti follower, molto onore”
Super potere social: maestro del crisis management
Deformazione professionale: per lui, la prima impression è quella che conta
Pagine gestiteNike, Humans of New York, IKEA

serie tv

Tyrion Lannister, a dispetto della sua taglia, è un grande oratore e un grande stratega.

Nel corso de Il Trono di Spade – che assomiglia molto poco allo scenario ripreso da George Clooney nello spot Nespresso – ha rischiato più volte grosso ma con coraggio, per questo gli si potrebbe attribuire la gestione di una campagna pubblicitaria come il recente “azzardo” di Nike che vede protagonista il controverso Colin Kaepernick.

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Che significhi sfidare l’uomo più potente d’America o mettersi contro Casa Lannister non importa, ciò che conta per Tyrion è glorificare il claim “Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto quanto”.

Quindi, se volete sfidare eroicamente l’algoritmo di Facebook pubblicando 5 post a settimana non sponsorizzati, Just do it!

Accanito follower della Pagina Facebook Movimento 5 litri, una delle sue attività preferite come social media manager sarebbe il social listening e lo studio dei competitor, sulla base del quale sviluppare, poi, una propria strategia social “di contrattacco”.

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Al di là dell’animo eroico, però, Tyirion è prima di ogni altra cosa un vero e proprio politico, al quale si potrebbe tranquillamente affidare la gestione di una community non sempre facile da tenere a bada, come quella della pagina Facebook di IKEA.

ikea matita

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Anche se poi, dietro ai commenti rassicuranti e alla diplomazia, si nasconde sempre un certo piglio vendicativo – che si palesa, ad esempio, nella recente campagna Siamo fatti per cambiare, dove un innocuo gattino cerca in tutti i modi di sabotare dall’interno la convivenza tra la propria padrona e il suo fidanzato.

Oltre a coraggio e spirito politico, il vero punto di forza di Tyrion è rappresentato dalle sue doti da storyteller: sicuramente gestirebbe per vezzo pagine come Humans of New York, solo per l’intimo piacere di raccontare storie.

Un’animo romantico, ma non troppo, il suo. Convinto sostenitore del mantra – che potrebbe diventare anche la bio del suo profilo Instagram – “Forse non si comprerà l’amore, ma le interaction sì”.

Annie Landsberg (Maniac)

Il SMM Attivista – “Nulla è lasciato al carousel”
Super potere social: nonostante non abbia pieno controllo della propria identity, conosce bene quella dei brand che gestisce
Deformazione professionale: early adopter di natura, sempre alla ricerca di qualcosa che le faccia fare uno “swipe-up” delle sue giornate
Pagine gestiteNutella, Lercio

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Annie Landsberg di Maniac è un personaggio particolare, talvolta un po’ vintage come la campagna di Nutella #ParlaComeSpalmi, altre volte completamente calata in un presente problematico, caratterizzato da contrasti e inquietudini.

Lei è il tipico utente Facebook che avrebbe organizzato il ritrovo dei “mai na gioia” e si sarebbe indignata per il post di Uliveto dedicato alla nazionale italiana di pallavolo, per intenderci.

Nonostante questo animo tormentato, però, non si può certo dire che Annie non sarebbe stata una social media manager brillante! Sempre in bilico tra ciò che è vero davvero e ciò che non lo è, la sua personalità velatamente borderline l’avrebbe resa la perfetta Content Manager di una pagina come Lercio.

Instagram week in social

La frizione tra verità e fake news in chiave umoristica della community di Lercio è, in qualche modo, metafora del suo personaggio in Maniac.

Inoltre, visto che il travel rimane uno dei maggiori trend su Instagram, con tutti quei viaggi tra tempi ed epoche lontane, la sua grid Instagram sarebbe stata all’altezza di quella delle Influencer più di spicco.

Oltre a viaggiare (nel tempo) e a rapportarsi in modo a tratti schizofrenico con la realtà, Annie sarebbe stata anche un’amante della sperimentazione! Sempre alla ricerca di nuovi formati e piattaforme dove sfoggiare il proprio animo pionieristico, Annie sarebbe iscritta su Tik Tok – il nuovo Musical.ly – e crederebbe fermamente nel potenziale, per ora pressoché inesplorato, della IGTV.

Tuttavia, come Social Media Manager Annie avrebbe un’unica pecca: non accetterebbe mai di gestire clienti nel settore dell’automotive!

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Nairobi (La Casa di Carta)

Il SMM Politically Incorrect – “I don’t care at all”
Super potere social: imbattibile nella stesura dei piani media (e nel farli rispettare)
Deformazione professionale: amante dei take-over, non solo dei canali social
Pagine gestiteDurex, Freeda

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Disruptive, provocatrice e politically incorrect, Nairobi non è certo una delle migliori esperte in diplomazia: non usa sempre i giusti tone of voice e non ama le mezze misure.

Per questo, sarebbe stata senz’altro una Social Media Manager perfetta per Pagine come quella di Durex; e si sarebbe anche fatta due risate insieme a @Tokio nel moderare i commenti al post che recita “In amore vince chi prende posizione”.

Regina nel calcolo del ROI, con KPI ben chiari in testa, nella vita come sui social, che oscillano costantemente tra la reach e la rich-ness, Nairobi padroneggerebbe perfettamente tutti i segreti del social advertising.

Da sempre alla ricerca della luce in fondo al funnel, una delle sue attività social preferite è la RAK – random act of kindness, attraverso la quale concedere, di tanto in tanto, opere di bontà ai propri utenti (o ostaggi).

Il suo personaggio ne La Casa di Carta è un trionfo di femminismo ed energia, per cui non si potrebbe che assegnarle anche la gestione di una pagina come quella di Freeda, potente, a celebrazione del female power e #nofilter.

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Gli unici filtri che Nairobi ammetterebbe sarebbero quelli sul suo profilo Instagram: il suo trattamento preferito, ça va sans dire, sarebbe senz’altro il “golden hour”. Animata da questo spirito, una Nairobi calata nella nostra vita di tutti i giorni, oltre a pubblicare contenuti alla “We should all be feminist”, avrebbe inviato un DM @Berlino con scritto soltanto: Empieza el matriarcado.

>>> Attenzione, il seguente paragrafo può contenere spoiler.

Norman Bates (Bates Motel)

Il SMM Millennial – “Madre perdoname por mi vida loca”
Super potere social: in occasione della Festa della Mamma diventa il king dell’Instant Marketing
Deformazione professionale: si dedica alla tassidermia come reazione alla propria sindrome da FOMO – Fear Of Missing Out
Pagine gestiteTaffo G & C Onoranze Funebri, Buondì Motta (di recente)

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Norman Bates è quel tipo di social media manager che, più o meno consapevolmente, è sempre in grado di generare un discreto WOM – word of mouth – attorno ai propri contenuti.

Norman è un Millennial, un giovane imprenditore e un generoso sostenitore della sharing economy – fino a quando non si parla di condividere con altri l’affetto della propria madre.

Costantemente alla ricerca della felicità, vive le sue giornate in un costante stato di augmented reality, dove tutto è liquido, e il confine tra reale e non diventa sempre più labile.

La sua peculiare personalità ben si sposa con l’umorismo nero, a tratti macabro di Taffo G & C Onoranze Funebri: in quanto social media manager di Taffo, Norman avrebbe sviluppato un discreto know how nell’arte dell’instant marketing – in particolare durante le sue ricorrenze preferite: il Black Friday e il Blue Monday.

Epic Win Fail Taffo Funerals

Maestro dell’effetto WOW, Norman avrebbe da poco iniziato a gestire anche i canali social del brand Buondì Motta, in concomitanza con il lancio della campagna #TiRimetteAlMondo dove, tra il nonsense e il demenziale, sfilano una serie di zombie – incarnazione iperbolica di ognuno di noi, al mattino, imprigionati nello spazio temporale che intercorre tra il suono della sveglia e la colazione.

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Inutile dire che questo scenario somiglia molto a quello di Norman e sua madre, ormai ridotta a un’inquietante mummia dagli occhi sbarrati, nella cucina dell’iconica casa degli orrori, dove la realtà scorre indecisa tra i buongiornissimi ricreati dall’immaginazione malata di Norman e i buondì da zombie, in compagnia della madre imbalsamata.

Foto by Buondì Motta

Foto by Buondì Motta

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Vi sveliamo cosa significano i nomi dei 10 prodotti di IKEA più amati di tutti i tempi


IKEA è stata nuovamente votata tra le 50 aziende più attraenti dal punto di vista lavorativo, menzionata tra i World’s Most Attractive Employer di Universum. Non c’è dubbio, infatti, che l’azienda svedese sia una delle più famose al mondo, avendo creato un vero e proprio impero ed essendo adorata da milioni e milioni di clienti. Un brand diventato icona dei nostri tempi.

Ma cos’è che rende un marchio così unico e riconoscibile? Nel caso di IKEA sono gli stessi prodotti. Ci riferiamo a quei pezzi che si vedono spesso non solo nelle case di tutto il mondo, ma anche in uffici o altri interni.

Ecco quindi la lista dei 10 prodotti-icona di IKEA, quei mobili, complementi d’arredo o accessori per la casa che praticamente tutti noi possediamo o abbiamo avuto intorno almeno una volta, anche corredati di traduzione e spiegazione del nome, con l’aiuto di The IKEA Dictionary.

Prodotti iconici IKEA

BILLY

È possibile parlare di IKEA senza citare la libreria BILLY? Impossibile. Secondo il New York Times, una di queste librerie è venduta ogni 10 secondi, in media. Ma come fa a fare tanto successo in un mondo sempre più digitale e meno book-addicted? Perché è uno dei pezzi d’arredo più semplici e ben progettati al mondo. Con il suo design e le sue diverse colorazioni e misure si possono creare moltissime combinazioni adatte a qualsiasi tipologia di ambiente. E poi, può essere utilizzata anche per altri oggetti oltre ai libri. Da un po’ di tempo, infatti, si possono creare diversi layout aggiungendo o rimuovendo alcune delle mensole di questo celebre mobile. Con BILLY non si sbaglia, è quel tipo d’arredo a cui si resta affezionati per molto, molto tempo.

La parola “billy” in italiano significa “manganello”, ma in realtà sta a indicare un tipico nome svedese.

Libreria Billy - Prodotti iconici IKEA

POÄNG

Quante volte siete entrati da IKEA e avete visto il famoso test sulla durata di questa famosissima poltrona relax? La serie POÄNG è rimasta sul catalogo IKEA per oltre 40 anni: è sufficiente per farla rientrare tra i 10 pezzi di design più importanti del colosso svedese. Creata seguendo la forma del nostro corpo, è personalizzabile grazie ai numerosi materiali, texture e colori disponibili. Il suo aspetto e la sua funzionalità la rendono una poltrona unica, venduta per oltre un milione e mezzo di pezzi ogni anno.

La parola “poäng” in italiano significa “punto”.

Poltrona Poang - Prodotti iconici IKEA

 

MALM

Parliamo di semplicità. Uno dei design più semplici ma allo stesso tempo più iconici della celebre azienda di mobili svedese è certamente la serie di letti MALM. Uno dei primi modelli a inserire il contenitore sotto la rete del letto, si può personalizzare anche aggiungendo una cassettiera da usare, ad esempio, come comodino. Le linee moderne ancora molto attuali di questo letto lo rendono uno dei pezzi più venduti per la zona notte, mantenendo la propria camera semplice e d’impatto (magari aggiungendoci alcuni dei famosi copriletto o piumini).

La parola “malm” in italiano significa “minerale”.

Letto Malm - Prodotti iconici IKEA

 

KALLAX

Uno dei mobili più diffusi, per la sua praticità e semplicità, soprattutto se si trasloca in una nuova casa. La serie di scaffali KALLAX è forse una delle più versatili della collezione svedese, sia appoggiandoli al muro che utilizzandoli per dividere le stanze. I suoi cubi possono ospitare libri, documenti o qualsiasi tipo di oggetto. Prima di avere questo nome, si chiamava EXPEDIT.

La parola “expedit” in italiano significa “assistente alle vendite”. “Kallax”, invece, sta a indicare una località svedese di appena 321 abitanti nel 2010.

Scaffale Kallax - Prodotti iconici IKEA

 

LACK

Si sa, in IKEA la semplicità è uno dei valori principali. Lo stile minimalista e la massima funzionalità la si riscontra anche nella serie LACK: di cui fanno parte il leggendario tavolino e altri componenti d’arredo con mensole di diversa lunghezza. Incredibilmente comodi, con questi moduli si può dare vita al proprio ambiente giorno creando valore attraverso una profonda personalizzazione.

La parola “lack” in italiano significa “vernice”, ma può anche stare a indicare, nello slang svedese, la parola “arrabbiato”.

Tavolino Lack - Prodotti iconici IKEA

RIBBA

Come si fa a rendere una cornice così banale uno dei prodotti più venduti di tutta l’azienda? Non solo la linea di cornici RIBBA è molto economica, ma garantisce anche un’alta qualità, mettendo in risalto le foto al suo interno senza diventare “protagonista”.

La parola “ribba” fa riferimento alla barra superata dagli atleti di salto in alto.

Cornice Ribba - Prodotti iconici IKEA

EKTORP

Se si pensa a un divano IKEA, anche se non si conosce questa serie, probabilmente si pensa a EKTORP. Morbido, resistente, in grado di offrire un comfort unico. Viene acquistato proprio perché garantisce una lunga durata, anche per il suo design evergreen. Con cuscini reversibili e facilmente sostituibili, è da sempre uno degli articoli più venduti, anche grazie alle sue uniche fodere.

La parola “ektorp”, apparentemente, non avrebbe una traduzione o un particolare significato.

Divano Ektorp - Prodotti iconici IKEA

STOCKHOLM

Un bel tappeto nel posto giusto può fare la differenza, facendo percepire la stanza in modo completamente differente. Per combattere il mito dei tappeti ultra costosi, IKEA ha creato STOCKHOLM, la linea classica di tappeti che, partendo da circa un centinaio di euro, permette a chiunque di avere un tappeto di qualità. Questo pezzo iconico, poi, ha la garanzia IKEA di essere prodotto da persone sotto condizioni di lavoro ottimali e pagate con buoni salari.

La parola “Stockholm”, naturalmente, fa riferimento alla capitale svedese.

Tappeto Stockholm - Prodotti iconici IKEA

LUDDE | RENS

Cosa c’è di meglio del tappeto di pelle di pecora made in IKEA per dare senso di calore e comfort a una stanza? Un oggetto come questo in una casa di montagna crea un effetto davvero unico, ma è molto utilizzato anche in appartamenti più “cittadini”.

La parola “Ludde” è un tipico nome svedese maschile, mentre “Rens” è un piccolo paese danese al confine con la Germania.

Tappeto Ludde - Prodotti iconici IKEA

FÄRGRIK

Che bisogno c’è di complicare una cosa semplice come una tazza o una ciotola? La risposta a questa domanda sta nella serie FÄRGRIK, uno dei prodotti più amati dai consumatori. Una tazza FÄRGRIK è semplice, bella, ben progettata, può essere lavata in lavastoviglie e posta anche in microonde. Costa solo 0,80 centesimi. Serve dire altro?

La parola “färgrik” in italiano significa “colorato”.

Tazza Fargrik - Prodotti iconici IKEA





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IKEA punta sulla sharing economy, presto ci farà affittare i mobili


Anche i mobili IKEA saranno in affitto. L’azienda starebbe studiando infatti un modo semplice per permettere alle categorie di persone sempre in movimento, in particolare studenti e fuori sede ma anche famiglie, di affittare i mobili.

Questo è quello che ha dichiarato l’amministratore delegato di IKEA, Jesper Brodin su “NZZ am Sonntag”, un quotidiano svizzero. L’azienda starebbe quindi lavorando alacremente al progetto e, anche se non sono stati svelati ulteriori dettagli, il target di riferimento del nuovo servizio sembra ben individuato: si rivolge a soggetti poco abbienti o con la necessità di spostarsi spesso. Chi si adegua agli spostamenti, prevalentemente per ragioni lavorative, trova molti ostacoli nelle spese di trasloco e nello smaltimento di arredamento non più necessario nelle diverse destinazioni.

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La soluzione potrebbe arrivare proprio da IKEA per giovani, studenti, precari e famiglie, che non intendono investire in arredamenti completi. Per esempio, secondo quanto detto da Brodin, uno studente avrà bisogno molto probabilmente di un tavolo o un divano, non di un soggiorno attrezzato.

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Renting e Sharing Economy per i Millennial

Le generazioni più giovani sono meno interessate al possesso delle cose ma mirano a ottenere i servizi che i beni offrono. Secondo Christian Fichter, psicologo presso l’Università di Scienze Applicate di Kalaidos, le formule che prevedono l’affitto sono le più ampiamente accettate, rispetto al passato. Tilman Slembeck, professore di economia all’Università di Scienze Applicate di Zurigo ha dichiarato: “Sono sorpreso che ci sia voluto così tanto tempo. Negli Stati Uniti il servizio di noleggio dei mobili è attivo da decenni. Le persone oggi si spostano con più facilità, quindi hanno bisogno di maggiore flessibilità”, continua convinto che IKEA risponderà a una grande esigenza del cliente e aprirà nuovi mercati. Chi lascia un appartamento saprà che farne dei mobili usati.

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Resta da vedere se il modello potrà essere sostenibile anche per chi prevede di utilizzare il servizio per affitto di lunga durata, ma tutto dipenderà dal modello di business che applicherà l’azienda. Qualcuno sottolinea che il rischio di non poter restituire mobili usurati o danneggiati potrebbe limitare lo sviluppo del servizio: se l’oggetto non ti appartiene, rischi di non goderlo al cento per cento, senza restrizioni.

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Chi può permettersi, compra. Gli altri affittano

Di solito, chi ha un tenore di vita più alto preferisce acquistare invece che affittare. Chi ha uno stile di vita dinamico o, in generale, meno risorse, sarà meno attento all’abbinamento tra il divano e le poltrone, perché le sue esigenze sono altre. Attualmente IKEA offre già un servizio di restituzione mobili usati dietro compenso e la tendenza sembra in aumento. Secondo l’amministratore delegato Brodin l’iniziativa sarà subito un successo.





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IKEA ha creato le Reading Rooms, uno spazio in negozio dedicato alla lettura


Quante volte rispondi alle email anche al di fuori dell’orario di lavoro? E quando è stata, invece, l’ultima volta che hai spento lo smartphone per dedicarti alla lettura di un libro senza distrazioni?

La nostra routine è cambiata, dal tempo dedicato al lavoro (sempre più flessibile e “smart”) al tempo dedicato alla vita privata e agli hobby. Il risultato è un confine sempre più labile tra vita privata e professionale, tra i momenti di svago e quelli dedicati al lavoro.

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Da questa consapevolezza nascono le Reading Rooms di IKEA, spazi di lettura predisposti nello store londinese di Wembley, accessibili da chiunque voglia spostare l’attenzione dal proprio smartphone a un libro.
Prenotando online uno degli slot di un’ora disponibili dal 31 luglio al 5 agosto, è possibile accedere all’area di lettura e scegliere uno dei libri a disposizione, tra quelli della longlist del Man Booker Prize for Fiction 2018, da leggere comodamente seduti in una poltrona IKEA e poi portarlo a casa, gratuitamente. L’unico requisito previsto per effettuare la prenotazione è la maggiore età.

Ma qual è l’obiettivo di questa iniziativa?

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Il tempo per leggere

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“Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. (…) Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull’amaca, se hai un’amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga”.

L’esperienza di escapismo nelle pagine di un libro, descritta magistralmente da queste parole di Italo Calvino, diventa una conquista tra il flusso ininterrotto di notifiche sui nostri device, il controllo convulso dei feed social per scoprire cosa stiano facendo i nostri amici e l’esigenza di rispondere istantaneamente ai messaggi ricevuti. Con la partnership del Man Booker Prize, uno dei più prestigiosi premi letterari della Gran Bretagna dal 1969, i libri diventano protagonisti e non più semplici complementi di arredo.

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“Le sale di lettura ci danno la possibilità di utilizzare il nostro spazio commerciale per ispirare le persone a pensare all’importanza del relax a casa”: ecco l’obiettivo del colosso svedese, dichiarato da Luis Lopez, Responsabile Area living per IKEA UK e Irlanda.

L’idea di ripensare l’ambiente domestico come il luogo perfetto per allontanarsi dallo stress del mondo esterno e rifugiarsi in un libro nasce dalle statistiche di lettura ufficiali e da una ricerca del brand svedese nel Regno Unito. Il 59% dei lavoratori, per esempio, avverte lo stress del flusso di email ricevute anche una volta terminato l’orario di ufficio, senza tralasciare il 10% dei cittadini inglesi che non ha letto nemmeno un libro nell’ultimo anno e più del 33% della popolazione ha dichiarato di non aver tempo per leggere se non durante le vacanze estive.

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“Le nostre case sono piene di dispositivi che consentono l’invasione del mondo digitale nelle nostre vite private. Riconquista la tua privacy e la tua immaginazione: leggi un libro!” è l’invito di Gaby Wood, Literary Director della Booker Prize Foundation.

IKEA e il libro come oggetto

Da oggetto puramente estetico a contenuto in grado di veicolare i valori del brand: IKEA trova una nuova collocazione del libro all’interno del proprio store londinese, proponendolo come uno strumento ideale per il digital detox attraverso momenti predefiniti di tempo nelle Reading Rooms che rendono possibile un’esperienza di lettura ritagliata tra i frammenti e i momenti interstiziali della vita digitale del consumatore.

Basteranno una lampada, una poltrona e uno scaffale IKEA per conquistare i lettori deboli e sentirsi davvero a casa tra le pagine di un libro all’interno di un salotto allestito dal marchio svedese?



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