LG vuole trasformare i lavoratori in uomini bionici (con robot indossabili)


È stata una delle novità più interessanti di IFA 2018, la fiera tecnologica d’Europa che è palcoscenico per la presentazioni di innovazioni e nuovi prodotti hi-tech.

LG, dopo aver presentato le novità in arrivo legate al mondo delle sue televisioni e degli smartphone, ha espresso il suo impegno e la sua volontà di  diventare nei prossimi anni leader nella produzione di robot in grado di migliorare il mondo del lavoro rendendolo.

Chi conosce e segue l’azienda non resterà stupito di fronte a questa notizia: è cosa nota che LG da tempo si stava muovendo con importanti investimenti nel campo della robotica, sforzi economici che abbiamo visto finalmente materializzarsi in occasione dell’IFA 2018 in cui è stato ufficialmente presentato il prototipo del suo primo robot human centric indossabileCLOi SuitBot.

LG CLOi SuitBot, il primo robot indossabile

L’ambizioso CLOi SuitBot altro non è che un esoscheletro robotico che a prima vista sembrerebbe trasformare chiunque lo indossi in RoboCop, in realtà è stato progettato per supportare  e migliorare i movimenti delle gambe di chi lo utilizza.

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Ciò vuol dire che con l’ausilio di questa tecnologia i lavoratori potranno sollevare oggetti più pesanti e intraprendere attività che normalmente non sarebbero stati in gradi di gestire da soli.

Il dispositivo è stato progettato in modo tale da renderlo facilmente indossabile. Il robot non solo si dimostrerà molto utile ma anche intelligente: infatti sarà in grado di analizzare i dati biometrici e i movimenti di chi lo indosserà per poi evolversi e migliorare nel tempo.

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Fonte @Techradar

Il Cto di LG, I.P. Park, ha dichiarato: “Il nostro CLOi SuitBot è molto utile in campo medico, in quanto può aiutare le persone che hanno difficoltà a camminare, ma la sua applicazione è fattibile anche nel settore industriale. Questi robot potrebbero contribuire ad aumentare la produttività dei processi di produzione aziendali, migliorare il controllo delle prestazioni e prevenire gli infortuni”.

LG CLOi SuitBot è stato sviluppato in collaborazione  con SG Robotics, azienda in cui LG ha investito lo scorso anno, che sviluppa sistemi che aiutano le persone a superare i limiti del proprio corpo, sia che si tratti di problematiche legate alla disabilità, sia offrendo supporto sul lavoro.

Un network di robot smart

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Il nuovo robot targato LG può tranquillamente lavorare in autonomia all’interno di un ospedale o di un industria, ma il suo valore aggiunto sta nella possibilità di connettersi con tutti gli altri robot LG, creando così un network smart alimentato dall’intelligenza artificiale.

Per LG il SuitBot non è il primo robot sviluppato, ha già dato vita ad altri esemplari che svolgono funzioni differenti: il Cart Robot che aiuta le persone a fare la spesa, il Cleaning Robot che fa le pulizie, il Serving Robot che serve il cibo. C’è poi una lunga serie di diverse aziende sviluppatrici di sistemi di Intelligenza Artificiale che hanno creato robot indossabili simili e esoscheletri.





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Come creare una community online in 5 step


Fin dai tempi antichi, gli esseri umani hanno organizzato la loro vita in gruppi più o meno grandi: famiglia, lavoro, chiesa, scuole. Nasciamo tutti all’interno di community con le quali condividiamo status sociali, interessi o legami affettivi. Le community fanno parte quindi della nostra natura organizzativa.

Oggi, con la diffusione della rete e dei social media, le community hanno assunto una fisionomia differente, più fluida, meno compatta e allo stesso tempo più immediata. È ormai da diversi anni che i brand hanno intuito le opportunità offerte da questo fenomeno e hanno lavorato per costruire community di fan e di clienti.

Ma quali sono le tecniche o le attività da svolgere per creare una community online? Vediamo insieme cinque step da poter applicare in qualsiasi contesto.

community online

Credits: Depositphotos #5351619

1. Definire obiettivi e strategia

Così come per ogni progetto online, anche per sviluppare una community è importante definire prima gli obiettivi.

Ma come possiamo definire un obiettivo da attribuire alla community? Ovviamente in base al progetto da sviluppare possiamo utilizzare diverse modalità di definizione: se dobbiamo sviluppare una community per un brand che commercializza, ad esempio, prodotti per sport estremi, l’obiettivo sarà differente rispetto ad una community per un brand di prodotti alimentari per bambini.

Nel primo caso un obiettivo valido potrebbe essere “creare la community online di appassionati di sport estremi più grande d’Italia” (vedi Red Bull), nel secondo caso invece un obiettivo potrebbe essere “creare la community online di mamme interessate alla salute dei più piccoli”.

Definito l’obiettivo (o gli obiettivi) possiamo procedere con lo sviluppo della strategia, ovvero possiamo definire una serie di azioni da mettere in campo con un timing ben preciso.

Una delle attività da svolgere in questa prima fase, sempre quindi in relazione alla strategia, è la definizione di un classico funnel di marketing che consente di stabilire una serie di azioni da compiere in relazione alla posizione del cliente/fan rispetto al brand (notorietà, interesse, desiderio, azione).

Funnel di marketing per community online

Il funnel di marketing per community online, spiegato in una slide del Corso Ninja Academy

2. Definire la natura della community online

Un altro step di fondamentale importanza, riguarda la definizione della natura della community: dovrà essere interna o esterna? Ovvero dovrà coinvolgere interlocutori esterni all’azienda (fan, clienti) o interni (dipendenti, collaboratori)?
Definire la natura della community consente di:

  • sviluppare un’adeguata strategia
  • selezionare correttamente i canali o sviluppare la giusta piattaforma
  • definire la giusta governance con relative policy e netiquette.

Quasi tutte le aziende oggi hanno sviluppato una community esterna online (pensiamo alle migliaia di aziende presenti sui canali social), ma soltanto poche hanno puntato sullo sviluppo di comunità interne. In realtà questa tipologia di community offre tantissime opportunità soprattutto alle aziende di grandi dimensioni, pensiamo alle banche o a quei brand che hanno dipendenti in giro per il mondo.

3. Costruire il giusto team e definire i ruoli

Lo sviluppo e la gestione di una community, soprattutto se è di grandi dimensioni, richiedono competenze ed attitudini specifiche.

Ad esempio per lo sviluppo di una community sui canali social, in linea generale abbiamo bisogno di:

  • un Community Manager e Content Creator
  • un Social Advertiser
  • un Analista
  • un Creativo
  • un Graphic/motion Designer

Il discorso cambia se invece parliamo di community interne.

Risulta quindi di fondamentale importanza scegliere le giuste figure professionali perché da ciò dipenderà il successo o meno della community.

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Credits: Depositphotos #123167646

4. Definire governance e netiquette

In base alla tipologia di community, dobbiamo definire la cosiddetta governance.

La governance è “l’insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo di una società, di un’istituzione, di un fenomeno collettivo” (fonte Wikipedia), come appunto una community.

La governance è quindi data da una serie di strumenti che regolano la vita della comunità. In particolare uno degli strumenti più importanti è la cosiddetta netiquette, ovvero quell’insieme di regole che definiscono quello che è possibile fare e quello che invece è assolutamente vietato.

La stesura della netiquette è un compito molto importante che deve coinvolgere non solo il Community Manager, ma anche i vari reparti dell’azienda.

Una volta preparata la netiquette, dobbiamo inserirla in un documento facilmente accessibile a tutti i membri della community di modo che possano essere sempre informati sulle norme.

Non dimentichiamo che molto spesso a definire lo stato di salute di una community sono proprio le norme che la regolano.

5. Usare la creatività per creare coinvolgimento

Una community è tale quando è attiva, ovvero quando il maggior numero di membri prende parte alle iniziative definite dagli amministratori.

Chi fa il Community Manager, sa quanto è complicato riuscire a coinvolgere i membri. Bisogna progettare sempre qualcosa di nuovo e coinvolgente, in linea con le esigenze del brand e dei vari interlocutori (fan o clienti).

Per questo la creatività, ovvero la capacità di sviluppare idee efficaci, è oggi più che mai un valore importantissimo nello sviluppo delle community (e di qualsiasi progetto online).

Molto spesso sono gli stessi membri della community a dare spunti creativi, per questo è importantissimo ascoltare i feedback e trasformali in insight utili per lo sviluppo delle iniziative.

Conclusioni

Tenendo conto del contesto digitale nel quale operiamo oggi, risulta di fondamentale importanza conoscere le dinamiche che regolano lo sviluppo di una community.

Ci sono tantissimi casi di aziende che hanno avuto successo grazie alla loro capacità di aver creato una community (o tribù per dirla con Seth Godin) intorno al proprio brand.

Oltre alla capacità di sviluppare prodotti e servizi apprezzabili, le aziende oggi per avere successo devono saper dare una propria visione del mondo fatta di valori, passioni, interessi e idee che possano coinvolgere un certo numero di persone, una community appunto.

Vuoi saperne di più su come costruire e gestire community online? Scopri il Corso in Community Management di Ninja Academy.





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Come monitorare le metriche di Instagram (e i migliori tool da usare)


Instagram Insights, lo strumento di analisi integrato dell’applicazione, è semplice e intuitivo ma man mano che la tua fanbase cresce ti servirà qualcosa di più strutturato per monitorare le metriche di Instagram. Fortunatamente, ci sono molti strumenti di analisi esterni in grado di offrirti una visione più approfondita dei dati. Vediamo come monitorare le metriche di Instagram (e su cosa concentrarci).

Ci sono due metriche generali da considerare: metriche post individuali e metriche dell’account .

Le metriche individuali riflettono il rendimento di ogni foto o video. Le metriche dell’account combinano tutte le statistiche dei tuoi singoli post per comprenderne l’andamento nel tempo.

Metriche post individuali

  • Impressions: quante persone hanno visto il tuo post
  • Percentuale di copertura di Instagram: impressions divise per numero di follower
  • Coinvolgimento: quanti like ha ottenuto un singolo post, è stato commentato, condiviso o salvato

Impressions

I dati sulle impressions rivelano quanto efficacemente stai promuovendo i tuoi contenuti. L’utilizzo di hashtag ben scelti e pertinenti assicurerà che le tue foto e i tuoi video raggiungano un vasto pubblico, migliorando il tuo punteggio.

Percentuale di copertura di Instagram

L’ottimizzazione degli hashtag è solo un modo per avere più visualizzazioni del tuo account. Per aumentare la percentuale di copertura, è necessario considerare anche altri elementi, come scegliere il momento migliore per pubblicare .

I feed di Instagram non mostrano più contenuti in ordine cronologico, ma puoi comunque sfruttare i tempi di pubblicazione ottimali per generare engagement non appena il tuo post sarà pubblicato. Instagram Insights ti mostrerà quando i tuoi follower sono più attivi in ​​modo da poter pianificare i tuoi post  in modo più strategico.

monitorare le metriche di instagram

In generale, l’engagement rate (o tasso di coinvolgimento) è uno dei dati su cui puntare nel monitorare le metriche su Instagram, sia per quanto riguarda il singolo post sia per una visione più globale dell’account.

Like, commenti, condivisioni e volte che un post viene salvato: queste interazioni contribuiscono a misurare il tuo engagement. Comprendi quale (o quali) tipologia di post genera più interazioni e di che tipo di interazioni si tratta.

Nelle fasi iniziali (appena un nuovo account instagram è online e la fanbase si sta costruendo) i commenti sono il tipo di interazione di valore su cui devi puntare. Ogni volta che qualcuno commenta o tagga il tuo post o il tuo account, ricevi una valutazione qualitativa positiva sul tuo contenuto. Puoi iniziare a costruire relazioni con i tuoi follower proprio così: mettere mi piace ai loro contenuti, iniziare delle discussioni e rispondere ai commenti sotto ai loro post. Le relazioni sono biunivoche: se coltivate, portano buoni frutti e hai una buona probabilità di fa iniziare discussioni sul tuo account.

Tasso di coinvolgimento

Interazioni del post ÷ conteggio totale follower x 100

Calcola il tasso di coinvolgimento combinando il numero totale di interazioni di un post, dividendo tale cifra per il conteggio totale del follower, quindi moltiplicando per 100. Ogni tipo di interazione conta solo una volta. Una persona che commenta più volte sullo stesso post non avrà alcun effetto aggiuntivo sulla valutazione del coinvolgimento complessivo di quello specifico post. Ma un like e un commento della stessa persona contano separatamente.

Supponiamo che tu abbia 2.000 follower e il tuo ultimo post abbia ottenuto 300 Mi piace, 50 salvataggi, 10 commenti e 18 condivisioni: 378 totali.

378/2000 x 100 = tasso di coinvolgimento del 18,9 percento

Il 18,9% di coinvolgimento molto al di sopra della media. Tuttavia, più cresce il tuo seguito, più è difficile mantenere un coinvolgimento di questo tipo. Un punto di riferimento generale per un buon coinvolgimento si aggira tra il tre e il cinque percento.

ig engagement

Metriche dell’account

Le metriche dell’account combinano tutte le statistiche individuali dei post in modo da monitorare l’efficacia del tuo profilo nel tempo. Esistono tre parametri principali da tenere presente all’inizio:

  • Tasso di coinvolgimento: la percentuale della tua fanbase che interagisce con i tuoi post
  • Tasso di crescita dei follower : percentuale di follower guadagnati nel tempo
  • Metriche del pubblico: quanti follower totali hai, dati demografici dei follower (posizione, età e sesso) e gli intervalli di tempo in cui il pubblico è più attivo

Tasso di coinvolgimento

Questo dato indica la media delle interazioni che il tuo account ottiene nel suo complesso. Più follower guadagni, più diventa difficile mantenere un alto tasso di coinvolgimento. Man mano che il tuo seguito cresce devi adattare i tuoi benchmark: non è assolutamente possibile rispondere a ogni singolo commento quando hai 50.000 follower. Ma dovresti comunque cercare di  rispondere ad alcuni per mantenere alta l’attenzione ed ispirare le persone a continuare ad interagire con te.

Tasso di crescita dei follower

Numero di follower guadagnati ÷ numero precedente di follower 100

Questa metrica ti mostra quanto il tuo seguito è cresciuto nel tempo. Guarda le tendenze che indicano periodi di engagement alti o bassi: ti aiuterà a monitorare gli intervalli di tempo ottimali per pianificare i tuoi post.

Per calcolare il tasso di crescita dei follower, dividi il numero di follower che hai guadagnato in un determinato periodo per il numero che avevi in precedenza e moltiplicalo per 100. Supponiamo che il tuo account Instagram abbia 2.000 follower a maggio e che entro giugno sia arrivato a 2.099.

99/2000 = 0,0495 * 100 = tasso di crescita dei follower del 4,95%

LEGGI ANCHE: Comprare follower e altri 8 errori che molti fanno su Instagram

Metriche del pubblico

Instagram Insights fornisce informazioni demografiche di base nella scheda Pubblico: distribuzione per sesso ed età, posizione geografica e periodi di attività.

Familiarizza con il tuo pubblico, i suoi interessi e le sue abitudini di navigazione, in modo da poter pubblicare contenuti più mirati e accattivanti nei momenti ottimali.

monitorare le metriche di instagram

Monitorare le metriche di Instagram: Le Stories

Una volta che inizi a pubblicare regolarmente le stories, vorrai monitorarne l’efficacia. Sono ormai un elemento sempre più importante dell’esperienza utente, con oltre 400 milioni di utenti attivi ogni giorno. Ecco perché devi includere questo dato se vuoi monitorare le metriche di Instagram in maniera completa: riescono a dirti tanto sull’esperienza che i tuoi follower stanno facendo con il tuo account.

Interazioni specifiche per la storia

  • Taps Forward: frequenza con cui il pubblico tocca a destra, saltando la storia corrente per vedere la successiva che hai pubblicato
  • Taps Backward: la frequenza con cui il tuo pubblico tocca a sinistra per guardare il video precedente nella sequenza Story
  • Uscite: Quante volte qualcuno usa la funzione “scorri verso il basso” in una determinata storia per uscire dal feed Storie e tornare al feed principale di contenuti di Instagram
  • Risposte: con che frequenza qualcuno ha utilizzato la funzionalità “scorri verso l’alto” per commentare direttamente la tua storia o navigare verso il contenuto a cui stai puntando nella tua storia

Se la tua storia ha molti tap in avanti o in uscita, probabilmente è stata una brutta esperienza. La qualità audio o video è scadente? La tua storia è stata semplicemente noiosa? Scopri cosa è andato storto e correggilo per la prossima volta.

Se la tua storia ha un numero elevato di tap all’indietro, potrebbe significare una di queste due cose: 1) la storia era abbastanza buona da giustificare una ripetizione, oppure 2) il tuo video non era chiaro o finiva troppo rapidamente.

Le risposte alle stories sono fondamentalmente come i commenti ai tuoi post: un’opportunità per saperne di più sul tuo pubblico. Leggili per capire meglio chi sta visualizzando le tue stories e prevedi cosa vorranno vedere dopo.

Copertura e Impressions

Tieni sempre sotto controllo quante persone guardano le tue stories. Reach e Impressions potrebbero sembrare la stessa cosa, ma c’è una sottile differenza:

  • Reach: il numero di account Instagram che hanno guardato la tua storia
  • Impressions: il numero di visualizzazioni individuali, inclusi i rewatch

Se ritieni che il tuo coinvolgimento con le stories sia basso, verifica quante persone hanno guardato il tuo video. Se hai un alto engagement per una storia ma la tua copertura è bassa, la prossima volta potresti utilizzare hashtag più popolari eo pertinenti per attirare un pubblico più ampio.

I tool più completi per monitorare le metriche di Instagram

1. Instagram Insights

Il vantaggio principale di Insights è la sua semplicità. Puoi controllare rapidamente i progressi della tua settimana in pochissimi click.

Il più grande svantaggio di Insights invece, è che non riesci facilmente ottenere una comprensione globale dei risultati nel tempo. I dati sono abbastanza limitati e non è possibile esportarli dall’app . Per monitorare le metriche di Instagram in maniera più completa e strutturata, dovrai utilizzare uno strumento di analisi di terze parti per esportare i  dati.

2. Hootsuite Social Media Analytics

Dagli strumenti di analisi benchmark ai grafici che mappano chiaramente i dati del tuo account in modo da poter identificare immediatamente le tendenze, Hootsuite Analytics ti consente anche di monitorare le metriche di Instagram relative ad intervalli di tempo, anche lontani. Questo permette di individuare correttamente i KPI e misurare la crescita dell’account con maggior precisione.

Una caratteristica particolarmente accurata che contraddistingue Hootsuite Analytics è la capacità di tenere traccia dei messaggi Instagram in entrata in base al sentiment. Hootsuite Analytics valuta automaticamente se i commenti sono positivi o negativi, quindi puoi facilmente monitorare anche le reazioni del tuo pubblico nel tempo.

3. Iconosquare

Per monitorare le metriche di Instagram,  Iconosquare offre qualcosa di davvero importante per gli utenti alle prime armi: una verifica gratuita del tuo account. Quando accedi alla piattaforma riceverai tramite mail una recensione del rendimento del profilo, con suggerimenti su come ottimizzare i tuoi contenuti.

Iconosquare ti consente di esportare facilmente i dati manualmente o di  pianificare report automatici da inviare alla tua casella di posta. Puoi persino esportare i rapporti in base al fuso orario per vedere come stai coinvolgendo il pubblico in diverse parti del mondo.

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4. Union Metrics

Union Metrics risolve alcuni dei problemi legati all’analisi, estraendo automaticamente le tendenze e i valori anomali dal tuo flusso di informazioni, in modo da poter identificare immediatamente i momenti utilizzabili nella cronologia dei tuoi post. Puoi anche monitorare i tuoi tag e le tue foto in modo da sapere sempre quando compari nella tab “di tendenza”.

Come Iconosquare, Union Metrics offre un controllo gratuito del tuo account quando ti iscrivi.

monitorare le metriche di instagram

 

5. Crowdfire

Una delle strategie per aumentare la fanbase è seguire quante più persone possibile. Circa il 30% degli account ti seguirà. Alla fine, però, raggiunto il limite di circa 7.500 follower questa strategia smetterà di funzionare.

Crowdfire aiuta a risolvere questo problema con una caratteristica unica: i follower analytics che ti dicono quali tra i tuoi contatti hanno smesso di seguirti (e quindi fare altrettanto).  Inoltre, rende anche più facile seguire il pubblico dei tuoi competitor spingendoti a coinvolgere le persone che sono già interessate a contenuti simili ai tuoi.

6. Squarelovin

Se vuoi sfruttare i contenuti generati dagli utenti sul tuo account, controlla Squarelovin. Il loro strumento Insights è ottimizzato per aiutarti a ottenere il massimo dai video e dalle immagini che i tuoi follower taggano sulla piattaforma, assicurandoti inoltre che non vi siano problemi di copyright.

Un’altra caratteristica importante di Squarelovin è quella di tenere traccia dell’impatto di specifici filtri Instagram. Sì, anche qualcosa di così piccolo può incidere sull’engagement. Ecco perché è importante capire come monitorare le metriche di Instagram (e quali parametri valutare per ogni account).monitorare le metriche di instagram

7. Plann

Questo strumento di pianificazione e analisi  ti aiuterà a concentrarti a rendere il tuo feed più bello possibile. Analogamente al filtro tracker di Squarelovin, l’analisi di Plann rivelerà quali schemi di colori piacciono al pubblico. Puoi anche confrontare i tuoi schemi di colori più efficaci con i tuoi competitor tramite la funzione “Sneaky Peek” di Plann. Bello no?

monitorare le metriche di instagram

Come puoi vedere, ci sono molte opzioni per gli Instagrammers che hanno voglia di rimboccarsi le maniche comprendere cosa i dati rivelano dei propri contenuti e strategia. Sperimenta, metti all’opera e trova lo strumento di analisi per monitorare le metriche di Instagram più funzionale per te.





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7 metriche per misurare l’efficacia della strategia di content


Il mondo del web, ce lo diciamo spesso, pullula di informazioni e per questo motivo occorre sapere su cosa fare leva affinché il proprio business abbia successo. Quali contenuti possono essere più efficaci? Per saperlo, basta esplorare un po’ e imparare a interpretare metriche e dati che, necessariamente, un content manager o un inserzionista deve conoscere.

1. Cost Per Acquisition

Ci si concentra spesso sul costo per click, ma bisogna tenere anche conto del costo per acquisizione. Si tiene così traccia dell’ammontare delle entrate dell’intera campagna di marketing confrontando direttamente il costo con le vendite generate.

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Il costo per click corrisponde al costo di ogni singola interazione, ma è fondamentale capire se una campagna di content marketing può essere o meno vantaggiosa dal punto di vista economico ed è qui che il CPA subentra fornendo le informazioni necessarie. È proprio da questa metrica che si può individuare il successo o meno di una campagna poiché fornisce il dato generale dell’andamento dell’efficacia,

2. ROI

Alle basi di qualsiasi lezione di economia, il ROI è un dato fondamentale per capire l’andamento del business ed è fortemente legato al CPA. La maggior parte delle metriche del marketing misurano la lead generation, tuttavia il cd ritorno sull’investimento è un dato interessante da studiare. Concentrarsi sul ROI, quindi sui costi, il valore e la performance è necessario: in poche parole, dal capitale investito, quanto si guadagna? Senza questi dati, non si va da nessuna parte.

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3. Visite totali del sito

Un dato che spesso viene trascurato e che è invece è molto importante è il numero dei visitatori di un sito. Già da questo semplice numero, si piò capire se la campagna di content marketing è efficace o meno.

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Facendo una prova sui contenuti pubblicati, si può capire se i nuovi post sono stati ‘graditi’, se i contenuti sono seguiti da un nuovo pubblico e se vi è stato un calo. Insomma, se aumenta il numero, i contenuti sono sicuramente efficaci.

4. Traffico per canale

Ogni contenuto ha il suo canale: indirizzare lo stesso messaggio sui vari canali, si sa, è sbagliato. In poche parole, lo stesso post non può e non deve essere pubblicato, per esempio, su LinkedIn o su Twitter. Per sviluppare una visione d’insieme, un’azienda deve sapere  che cosa genera traffico e da dove proviene. Misurare le interazioni, il traffico e la provenienza aiuta a capire quale social media è più adatto per il proprio business. In questo modo si possono creare contenuti adatti per ogni pubblico e canale senza buttare nella mischia contenuti a caso.

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5. Sticky Visitors

Si parla dei dati analitici del traffico generale: i cosiddetti ‘visitatori appiccicosi’ sono coloro i quali tornano una seconda volta sul sito per visionarne nuovamente il contenuto. Nonostante le metriche e i dati dettagliati, di fatto, ciò che non si può mai sapere è se agli utenti del sito piacciano o meno i contenuti. I dati dei sticky visitors sono però in grado di fornire questo dato. Come?

Identificando un indirizzo IP ripetuto nel tempo. Se un’azienda nota un numero elevato di nuovi visitatori… beh, sì. Sta raggiungendo un nuovo pubblico, ma cosa spinge gli altri a non tornarvi più? Viva i visitatori appiccicosi!

6. Frequenza di rimbalzo

Una delle informazioni più importanti è quella della frequenza di rimbalzo. Fornisce informazioni utili sulla qualità dell’esperienza di un visitatore sul sito (un po’ come il dato sullo sticky visitor).

La frequenza di rimbalzo indica se qualcuno ha fatto clic sul contenuto all’interno del sito o se è uscito dal sito prima di fare clic su qualsiasi altro contenuto. Un’alta frequenza di rimbalzo significa che qualcuno ha cliccato sul sito, ma immediatamente scappato via. Auguriamoci che sia sempre bassa!

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7. Tasso di uscita

A differenza della frequenza di rimbalzo, una frequenza di uscita evidenzia quale pagina è stata abbandonata Leggere e comprendere il tasso di uscita può indicare quali pagine hanno un buon rendimento e quali pagine mandano via i visitatori.

Il monitoraggio del tasso di uscita evidenzia i contenuti non performanti del sito, consentendo così di correggere il problema e migliorare la qualità dell’efficacia dei contenuti.

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