Flickr elimina il caricamento gratuito fino a un terabyte e porta il limite a mille foto o video


Flickr ha appena annunciato una serie di novità sia per gli account Free che per quelli Pro, segnando così ancora una volta il suo focus sulla community dei fotografi a livello mondiale.

Per cominciare Flickr non offrirà più un terabyte gratuito di archiviazione, ma consentirà di caricare al massimo 1.000 foto o video per ogni utente, indipendentemente dalle dimensioni.

C’è tempo fino all’8 gennaio 2019 per eseguire l’aggiornamento alla versione Pro del servizio o per scaricare le foto che eccedono il limite. Dopo questa data per chi eccede i mille contenuti caricati non sarà più possibile effettuare upload nella versione gratuita.

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I motivi dell’aggiornamento

Flickr ha giustificato il cambiamento sottolineando che “Sfortunatamente, i servizi ‘gratuiti’ sono raramente effettivamente gratuiti per gli utenti. I membri infatti pagano con i loro dati o con il loro tempo. Preferiremmo che questo accordo fosse trasparente”.

Ad aprile, SmugMug aveva annunciato l’acquisizione di Flickr e si era impegnata a rivitalizzare la community, anche ascoltando i pareri dei membri per capire di cosa Flickr avesse bisogno per  evolvere.

Uno dei cambiamenti più richiesti è stato un accesso più semplice: dal prossimo gennaio non ci sarà bisogno di un account Yahoo! per accedere a Flickr.

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Le novità della versione Pro

Anche per i membri di Flickr Pro ci sono novità, dato che oltre a poter archiviare senza limiti foto e video, e navigare senza pubblicità, avranno a disposizione statistiche avanzate, assistenza prioritaria di un team di supporto a livello mondiale e una community globale di oltre 100 milioni di fotografi, ad un costo di 49,99 dollari all’anno.

Il nuovo servizio, inoltre, garantirà una nuova dimensione per le foto 5K per ottimizzare le immagini su qualsiasi schermo e un aumento della riproduzione video, da tre minuti a dieci minuti (in arrivo all’inizio del 2019).

 

Secondo quando annunciato dalla società questi aggiornamenti sono solo la prima fase degli sforzi del CEO di Flickr per garantire che l’azienda fornisca un’esperienza di alta qualità alla sua community “per definire il futuro della fotografia”.





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Perché scattiamo così tante fotografie? Quante volte passeggiando per strada, distratti dai nostri pensieri, dagli impegni della giornata o magari ancora assonati e sconsolati, veniamo rapiti da un particolare, qualcosa che magari nell’insieme del contesto non avremmo mai notato, ma sembra urlarci contro, chiamarci? Allora ci fermiamo, ci avviciniamo, lo guardiamo un’ultima volta e click… scattiamo una foto.

Really like this one. A photo of a guy taking another photo with the birds focused on him.

La fotografia affascina, rapisce. Fotografare qualcosa non è semplicemente immortalare un momento, ma è raccontare una storia e rappresentare l’idea di realtà che si vede con la propria mente e non con i propri occhi e non è alterazione o finzione, è la ricerca dell’attimo che si imprime nell’eternità e che poi si cerca, si scruta, si anima, guardando quell’immagine.

Nella società delle immagini e della condivisione, è logico che le parole colpiscano meno di una foto. Raymond Carver diceva che le parole sono tutto ciò che abbiamo, ma spesso non bastano e ci buttiamo a capofitto nel mondo delle figure, delle icone.

Fateci caso, quando siamo a telefono, o siamo annoiati ed abbiamo un pezzettino di carta davanti, tendiamo a scarabocchiare disegni irreali in modo spasmodico e senza senso. Gli uomini preistorici hanno rappresentato la propria vita sulle pareti delle caverne con segni e disegni, perché il linguaggio è subentrato in un secondo momento, è vero, ma anche perché a volte parlare è davvero difficile, farsi capire diventa sempre più complicato, in un modo frenetico, vivo e tormentato, un’immagine sa colpire subito al cuore e magari darci un attimo di respiro.

Si può rivivere il momento attraverso una foto, emozionarsi, ridere dei ricordi che fanno parte di noi e che spesso possono essere una spinta a guardare le cose diversamente, da un nuovo punto di vista. Una foto ci consola o ci manda su tutte le furie, ma comunque sia ci lascia una specie di vibrazione dentro, una scintilla.

In fondo ogni immagine porta con sé un segreto e, se siamo fortunati, la rivoluzione avviene.

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Huawei e il Rinascimento della fotografia

Guardare, focalizzare e scattare, ovunque, sempre e la fotografia rinasce e noi ci sentiamo vivi. Questa è la mission che si propone Hauwei con le sue fotocamere evolute realizzate in collaborazione con il marchio Leica e una potente intelligenza artificiale: smartphone permettono di realizzare scatti mozzafiato, di qualità professionale senza perdere la spontaneità del momento.

Lo scatto perfetto è garantito dall’intelligenza artificiale che riconosce automaticamente più di 500 scenari e seleziona le impostazioni perfette per ottenere la massima qualità d’immagine. Più stabilità, migliore messa a fuoco e riproduzione esatta dei colori.

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Credits: Vogue Italia

Huawei e Photo Vogue Festival

Vogue Italia e Huawei, main partner dell’evento a BASE per il Photo Vogue Festival, hanno invitato tutti i fotografi all’evento #AnewRenaissance in occasione della terza edizione del festival: le photo editor di Vogue Italia, infatti, hanno selezionato su Instagram le migliori 50 fotografie caricate con l’hashtag #AnewRenaissance #HUAWEIPVF2018.

Le fotografie sono state pubblicate su Vogue.it e i cinque autori più talentuosi inviati da Vogue Italia durante la Milano Fashion Week con alla mano i loro Huawei P20 e P20 Pro. Tra i cinque fotografi, sarà Marco Imperatore a firmare uno shooting con protagonista Huawei P20 e P20 Pro per il November issue di Vogue Italia e avrà un talk dedicato durante il Photo Vogue Festival. Le 50 fotografie, inoltre, saranno raccolte in un book che sarà distribuito durante la rassegna internazionale dedicata alla fotografia di moda che a novembre sbarcherà a Milano.





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