Sella acquisisce per 3,5 milioni Smartika, piattaforma di prestiti tra privati


Il Gruppo Sella ha acquisito Smartika, società operativa in Italia nel settore del peer-to-peer lending, il prestito on line tra privati già diffuso in Gran Bretagna e Stati Uniti e in crescita anche nel nostro paese. Con questa iniziativa il Gruppo intende promuovere lo sviluppo del P2P Lending, nel quale è già presente anche con una quota di minoranza di Prestiamoci Spa.

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Il fondatore e presidente di Smartika, Maurizio Sella, in occasione della LendIt Conference di Londra

Operazione da 3,5 milioni

La capogruppo Banca Sella Holding, infatti, ha acquisito tramite un aumento di capitale una partecipazione di controllo pari a circa l’85% di Smartika, società fondata nel 2007 da Maurizio Pietro Sella, omonimo e parente del presidente del gruppo bancario. Il valore complessivo dell’aumento di capitale è stato di 3,5 milioni di euro, sottoscritti in parte anche dai soci storici della società. Smartika entrerà a far parte del Gruppo Sella. Nelle prossime settimane sarà nominato anche il nuovo management, che avvierà l’integrazione e l’ulteriore sviluppo della piattaforma e del servizio di P2P Lending nell’ambito dell’ecosistema fintech promosso dal Gruppo.

Come si muove Smartika

Smartika opera come Istituto di Pagamento regolamentato e vigilato dalla Banca d’Italia a partire dal febbraio 2012. Il business della società è basato su una piattaforma on line che gestisce i flussi monetari tra prestatori (lenders) e richiedenti (borrowers).

Borrowers e lenders

Grazie alla piattaforma i borrowers inoltrano una richiesta di finanziamento (un prestito personale fino a 15 mila euro) e, se in possesso di un merito creditizio adeguato, gli viene proposto un tasso di interesse che varia a seconda del rating assegnato e dell’offerta disponibile. I lenders, invece, investono il proprio capitale scegliendo tra le diverse categorie di rischio. Per ottenere una elevata diversificazione del rischio, la piattaforma suddivide la somma investita allocando piccole quote di capitale su diversi borrower. Il credito viene erogato tramite bonifico bancario sul conto del borrower, che lo restituisce attraverso rate periodiche. Attualmente i lenders sulla piattaforma di Smartika sono oltre 6.400 e dal 2008 sono stati erogati più di 5.400 prestiti, per un totale di circa 30 milioni di euro.





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Cosa fanno e quali canali usano le banche sui social secondo il report di ABI


Sono lontani i tempi in cui le persone si recavano nelle filiali bancarie per richiedere informazioni sul proprio conto corrente o ritirare l’estratto conto. Le banche si stanno muovendo sempre di più verso una visione ominchannel, cambiando radicalmente l’approccio relazionale tra banca-cliente.

Il settore bancario ha superato di gran lunga l’epoca preistorica per arrivare ad un nuovo umanesimo, nel quale al centro ci sono i bisogni e le esigenze delle persone. Nonostante i numerosi vincoli tecnologici, legali e di compliance, oggi le banche stanno cambiando: a dimostrarlo è ad esempio la velocità con cui oggi possiamo inviare denaro grazie a sistemi come Apple Pay o Samsung Pay con cui molte banche si sono già integrate o stanno lavorando per farlo.

Ma l’aspetto importante del cambio di relazione è dato anche dal tipo di comunicazione che hanno intrapreso le banche; l’Associazione Bancaria Italiani – ABI – anche per il 2018 ha analizzato un campione di 13 gruppi di banche presenti all’interno dell’Osservatorio ABI Social & Web, da cui emergono spunti molto interessanti.

Cosa fanno le banche sui social?

Secondo il report l’impegno delle banche sui social è molto elevato: quasi tutte le tipologie di attività registrano un forte sviluppo. Il 92% del campione dichiara di essere presente su almeno un canale social e di aver intrapreso attività di customer care, analisi delle informazioni e iniziative di comunicazione per rafforzare immagine e reputazione del brand.

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Nella fase attuale, i social media ricoprono per le banche un importante ruolo per la copertura di queste attività:

  • customer Care;
  • rafforzamento dell’immagine e della reputazione del brand;
  • pianificazione d’iniziative di marketing a sostegno del business;
  • sostegno all’educazione finanziaria;
  • raccolta di informazioni e dati.

Tre quarti delle realtà usa in modo rilevante i social anche per la selezione del personale, mentre le attività di coinvolgimento delle community e soprattutto quelle di sviluppo di operatività e nuove forme di business sono ancora in fase progettuale o sperimentale.

Nel futuro l’indagine vede un forte sviluppo delle attività di analisi ed uso delle informazioni e anche per le attività di recruiting.

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Di che cosa parlano?

Social Report

Dal report ABIBanche e social media 2018″ le banche parlano di una varietà di temi, sia finanziari sia del contesto culturale e territoriale sia di intrattenimento.

In particolare, offrono informazioni sui propri prodotti e servizi, mettono a disposizione un customer care online, informano su iniziative sul territorio, tecnologia e arte, cultura e spettacoli.

L’engagement è una prerogativa importante per le diverse banche intervistate: il 92% organizza concorsi e preferisce postare contenuti interattivi come infografiche e video.

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La metà delle banche inizia a valorizzare la capacità dei social media di coinvolgere il pubblico anche con istantaneità di specifici momenti attraverso dirette e streaming e promuovendo e organizzando eventi ad hoc.

banche social

Rapporto ABI 2018 | Strumenti di engagement

I social diventano per le banche uno spazio aperto al dialogo, allo scambio e al confronto diretto con il cliente: l’83% delle banche dichiara di interagire direttamente con le persone sui social. Il servizio di caring è un plus che viene riconosciuto dagli utenti e rafforza positivamente le dinamiche di coinvolgimento individuale (engagement one-to-one).

Mobile Banking And Mobile Payment. Money transaction. Money transfer. Vector Illustration.

Gli scenari futuri tra social e fintech

Il settore bancario, insomma, continua nel suo complesso ad investire in progetti e crescita sui servizi digitali. Nel mentre, ci sono i colossi digital come Amazon e Facebook che continuano ad investire per crescere nei servizi finanziari. Sarà interessante capire come il fintech e le nuove tecnologie finanziarie trasformeranno le nostre abitudini.



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