Deep fake, ecco l’evoluzione delle fake news


Il web è un posto meraviglioso, ma talvolta anche abbastanza inquietante. Internet mette a disposizione degli utenti strumenti e tecnologie potenti che, gran parte delle volte, non vengono utilizzati nel migliore dei modi, producendo effetti nocivi per la società e conseguenze pericolose.

Le deep fake news rappresentano una di queste conseguenze, un effetto – neanche tanto collaterale – che porta alla luce il “profondo” livello di sofisticazione di alcuni software disponibili sul mercato e anche quello di opacità dell’informazione prodotta.

Eravate stanchi di sentir parlare di fake news? Ecco, le deep fake ne rappresentano la nuova frontiera e, di certo, non preannunciano nulla di buono.

Di cosa si tratta?

Semplice: apporre il volto di qualcuno su quello di qualcun altro per fargli dire tutto ciò che vogliamo. Questo è possibile e per capire meglio quello di cui stiamo parlando, diamo un’occhiata a questo video.

Sembra assurdo, ma Obama non ha mai pronunciato queste parole. Si tratta di un esperimento realizzato da Jordan Peele, in collaborazione con Buzzfeed, che ha utilizzato alcuni software già disponibili sul mercato come Fakeapp.

Per ora l’intelligenza artificiale è stata utilizzata per creare deep fake nell’ambito della satira e del porno, ma – soprattutto in vista delle prossime elezioni americane – tutto fa pensare ad uno sfruttamento di questo metodo per produrre disinformazione politica e propagandistica.

Come funziona?

I video deep fake, come ha spiegato The Conversation, si avvalgono di un sistema di reti neurali adibite al deep learning, cioè l’apprendimento automatico basato su vari livelli di rappresentazione. Lo studio si pone l’obiettivo di studiare i movimenti facciali di una persona e riportarli sul volto di un’altra persona per far coincidere le espressioni e quindi l’immagine.

deep fake

Per fare ciò, è necessario un database molto ampio in cui rintracciare foto di entrambi i volti. Ovviamente, maggiore è il numero di immagini di riferimento e più risulterà realistico il prodotto finale.

Implicazioni sociali

Esattamente come le fake news, anche le deep fake esasperano quelle che sono le tendenze comportamentali degli utenti, sfruttando convinzioni errate e riflessioni impressionistiche. Le persone che hanno opinioni estremamente polarizzate su alcuni argomenti e su personaggi televisivi o politici sono più propense a cadere nell’errore del bias di conferma, cioè la ricerca di informazioni che vadano a confermare le proprie tesi.

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Se un utente è convinto di una notizia e, in rete, incontra contenuti che rafforzano la propria tesi, difficilmente si preoccuperà di testare l’attendibilità di ciò di cui sta fruendo, anzi interpreterà quel contenuto come una conferma di ciò che già sapeva e potenzierà il suo pensiero come un virus.

Come smascherare un deep fake?

Niente paura, con un po’ d’attenzione anche una deep fake può essere smascherata. Prima di tutto è necessario ribadire che quando ci approcciamo alla fruizione di un contenuto online dobbiamo mettere in moto – se ancora spenta – la nostra coscienza critica digitale, mettere in discussione tutto ciò che vediamo e verificarlo.

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Una prima falla nel sistema deep fake riguarda la fissità oculare dei personaggi protagonisti dei video incriminati.

Normalmente, gli esseri umani sbattono gli occhi ogni 2-10 secondi, mentre nei video deep fake raramente il protagonista chiuderà gli occhi. Il motivo è molto semplice: in rete è davvero difficile reperire foto di persone con gli occhi chiusi.

deep fakeAlcuni ricercatori dell’Università di Albany hanno sviluppato degli algoritmi in grado di tenere traccia dei movimenti oculari nei video, contandoli e identificando precisamente la posizione degli occhi in ogni momento.

Ma la tecnologia è in continua evoluzione e per porre rimedio a questa falla basterebbe trovare il modo di recuperare frame di soggetti con occhi chiusi dai video.

Insomma, la battaglia alle deep fake è appena cominciata e, come sta accadendo per le fake news, non sembra voler cessare a breve. Tutto ciò implica un impegno costante da parte di ricercatori e utenti, più consapevolezza nella fruizione e nella frequentazione della rete e dei social network e una maggiore responsabilità.





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YouTube mette 25 milioni per chi fa contenuti di qualità


L’obiettivo è dare più rilevanza ai nuovi video autorevoli per assicurare che gli utenti abbiano ”accesso a un’informazione di alta qualità”. In questo modo YouTube punta a dare meno spazio a quelli sulle teorie del complotto offrendo agli utenti mezzi per ”poter effettuare le proprie decisioni”. A parlare Neal Mohan, responsabile dei prodotti di YouTube. Il tema è la lotta alle fake news, contro cui la piattaforma video di Google ha annunciato un investimento di 25 milioni di dollari. Un passaggio che è parte delle strategia più ampia di Mountain View per rispondere al crescente aumento delle fake news tutto il mondo negli ultimi anni. Con campagne di disinformazione che hanno cercato di sfruttare Internet e in particolar modo i social network e influenzare le elezioni negli Stati Uniti e non solo.

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Google News Initiative

Far emergere il giornalismo di qualità contro la disinformazione, in particolare durante gli eventi di cronaca, aiutare i siti di notizie a crescere dal punto di vista del business, sviluppare nuovi strumenti per aiutare i giornalisti a fare il loro lavoro e, non da ultimo, un impegno a investire 300 milioni di dollari nei prossimi tre anni. Queste le azioni principali di Google News Initiative, una serie di iniziative che Big G ha lanciato a marzo contro le fake news. Ma vediamo nel dettaglio, come vuole organizzarsi YouTube in particolare contro le fake news.

LEGGI ANCHE: Ritorna Google News Initiative: 300 milioni per i media online

Competenza

La piattaforma sta creando un gruppo di lavoro con organizzazioni di notizie ed esperti di tutto il mondo per sviluppare nuove funzionalità di prodotto, migliorare la news experience su YouTube. Vox MediaJovem Pan e India Today sono i primi membri del gruppo di lavoro, fa sapere la società.

Risorse

YouTube finanzierà in circa 20 mercati globali per supportare società che si occupano di news nella realizzazione di video sostenibili. Queste sovvenzioni, si spiega, consentiranno di sviluppare funzionalità chiave, formare il personale sulle migliori tecniche video, migliorare le strutture di produzione e sviluppare formati ottimizzati per i video online.

Formazione

Oltre al sostegno finanziario, la piattaforma video punta anche sul sostegno agli editori, con percorsi di formazione e best practice sulla scelta dei formati, sulla cura dell’audience, sulle integrazioni tecniche.

Top News

“Per facilitare la ricerca di notizie di qualità – ha spiegato sempre Neal Mohan –  Top News mette in risalto i video provenienti da fonti di notizie nei risultati di ricerca, quando c’è un evento di cronaca. La nostra piattaforma di Breaking News mette in risalto i video delle organizzazioni di notizie su quell’evento direttamente sulla home page di YouTube. Oggi – ha aggiunto – le nostre funzionalità Top News e Breaking News sono state lanciate in 17 paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Italia, Giappone, India, Messico, Brasile, Sud Africa, Nigeria e altro ancora. Raddoppieremo questo numero nei prossimi mesi”.

 



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