Come integrare le emoji nella digital startegy della tua non profit


Tra chi ne abusa e chi preferisce farne a meno, le emoji possono essere un efficace strumento di marketing. È così anche nel non profit? Attraverso una serie di statistiche, capiremo se è vero che “le iconcine” hanno anche il grande potenziale di rafforzare il contatto tra organizzazioni non profit e pubblico, e per concludere ti daremo qualche consiglio su come usarle in modo strategico.

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Emoji e social media: qualche dato

Credits: Depositphotos #21187195

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Per cominciare parliamo di email. Se usate in modo appropriato, le emoji possono innescare tassi di apertura e risposta più elevati rispetto alle email che non le contengono. Tra simboli più o meno popolari da usare nell’oggetto, ricorda però che quello che ha funzionato una volta, non è detto che funzioni sempre. Quindi, il consiglio che ti diamo è quello di testare.

Su Twitter le emoji, inserite in un tweet, possono aumentare l’engagement del 25,4 % rispetto a un tweet tradizionale. Tra più di 2800 pittogrammi, come già saprai, alcuni possono essere utilizzati tutto l’anno, altri sono più adatti a particolari ricorrenze o eventi.

Anche su Facebook le emoji hanno riscontri di pubblico positivi: se inserite in un post, posso aumentare il tasso di engagement del 57 % e il numero di commenti e condivisioni del 33%.

Da uno studio di Quintly su 29.000 account Instagram, risulta che il 56,5% degli account utilizza le emoji, e che queste portano a un 47,7 % di interazioni in più, con trascurabili differenze tra post con sole immagini e post video. Lo studio rivela anche come, su Instagram, negli ultimi anni, l’uso di questi simboli pittografici abbia subito un leggero rallentamento nella crescita: una saturazione prevedibile, ma non negativa.

Qual è il rapporto tra emoji e mobile marketing? Un recente report di Leanplum, ci dice che le notifiche push contenenti le faccine o i simboli hanno, in media, un tasso di apertura superiore all’85% rispetto a quelle inviate senza emoji. Questo conferma che sono un ottimo strumento per coinvolgere gli utenti finali e possono portare a un maggiore utilizzo delle app, alla fidelizzazione e a un aumento delle probabilità di conversione.

E i messaggi di testo? Se contengono emoji hanno un tasso di risposta più alto. Non solo. L’utilizzo delle emoji nei testi delle chat, predispone benevolmente le persone verso il proprio interlocutore.

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Come usare le emoji, consigli per una non profit

emoji

Il primo consiglio che ti diamo è di accedere all’enciclopedia delle emoji, dove potrai trovare più di 2.800 simboli tra cui scegliere e le relative statistiche. Prima di utilizzarli, però, verifica che siano visualizzati correttamente nei client di posta elettronica e sui social network: non è scontato che funzionino sempre.

Trova il tuo tone of voice. Una emoji può essere informativa o emozionale, e non è detto che entrambe le tipologie siano in linea con il tuo brand. Fa’ qualche ricerca online, anche per capire come vengono usate nel profit e nel non profit, e sulle diverse piattaforme social.

Ultimi due consigli per la tua digital strategy:

  • non esagerare con i simboli pittografici digitali. Inizia gradualmente e fai degli a/b test, se puoi;
  • ultimo, ma non di minore importanza. Le parole contano ancora molto, non dimenticarlo.





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Facebook non rispetta le regole sui consumatori e rischia una multa dall’UE


L’Unione Europea ha nuovamente nel mirino Facebook. Come anticipato ieri da Reuters, che cita fonti UE, ripreso dal magazine The Verge, non avrebbe adeguato i termini di servizio come previsto dalla normativa a tutela dei consumatori, qualora il social network non dovesse provvedere a modificare i terms of use potrebbe incappare in una sanzione.

Modifiche che invece sarebbero state apportate da Airbnb. “Questa è una buona notizia per i consumatori che beneficeranno ad esempio di una maggiore trasparenza sui prezzi, in modo che possano confrontare le offerte in anticipo” hanno riferito le stesse fonti a Reuters, secondo cui Airbnb ora è più trasparente sui dettagli dei prezzi e ha termini migliori per i consumatori che utilizzano la sua piattaforma nell’UE. “Facebook mi ha assicurato che avrebbe adeguato definitivamente i rimanenti termini di servizio ingannevoli entro dicembre – ha dichiarato in mattinata il commissario per la Tutela dei consumatori e alla giustizia Vera Jourova – la mia pazienza ha raggiunto il limite. Se le modifiche non saranno pienamente attuate entro la fine dell’anno, invito le autorità dei consumatori ad agire rapidamente e sanzionare la società”.

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Non è più tempo di promesse, è tempo di azioni

I nuovi termini di servizio di Facebook conterrebbero una presentazione “ingannevole” delle principali caratteristiche dei servizi del social network. In particolare, secondo Bruxelles, questo “dice ai consumatori che i loro dati e contenuti sono utilizzati solo per migliorare la loro “esperienza” complessiva e non menzionano che l’azienda utilizza questi dati per scopi commerciali”.

Lo scandalo Cambridge Analytica. I nuovi termini di servizio di Facebook risalgono ad aprile. Il mese successivo Mark Zuckerberg, in audizione in Parlamento Europeo, aveva promesso il rispetto delle regole comunitarie dopo lo scandalo Cambridge Analytica, società accusata di aver violato profili degli utenti e averne fatto un uso illecito. Allora era un problema di privacy, che però non sembra aver indotto il popolare sito a rispettare la tutela degli internauti. “Non è più tempo di promesse, è tempo di azioni”, ha avvertito Jourova.

Che cosa sta succedendo

I funzionari dell’Unione Europea insomma non ritengono sufficienti le modifiche apportate a febbraio scorso. “Anche se le ultime proposte di Google sembrano essere in linea con le richieste delle autorità che si occupano della tutela dei consumatori, Facebook ha affrontato solo in parte questioni importanti sulla loro responsabilità e su come gli utenti sono informati sulla possibile rimozione dei contenuti o la risoluzione del contratto”.

Che cosa vuole l’Europa

Le autorità vogliono che Facebook garantisca ulteriori diritti per i consumatori, compresa la possibilità di ritirarsi da un acquisto online o di fare causa alla società in Europa e non in California, dove ha sede la società. L’Unione Europea vorrebbe anche regole più favorevoli ai consumatori in merito alla responsabilità legale della piattaforma nel momento in cui il servizio non rispetta le leggi.





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15 tips che dovresti conoscere per promuovere la tua azienda su Facebook


Facebook rimane ancora il re dei social media con i suoi 31 milioni di utenti attivi in Italia e 2.2 miliardi nel mondo.

È in continua evoluzione e le novità sono sempre tante. Per restare aggiornati e avere in mano tutto il potere necessario a dominare il gigante dei social, ecco 15 trucchetti che non puoi non conoscere.

LEGGI ANCHE: Social recap: Tutte le novità Facebook dall’inizio dell’anno.

1. Partiamo dall’ABC

Ottimizza la tua pagina Facebook e compila sempre tutte le parti descrittive, fai molta attenzione all’immagine del profilo che ti identifica. Si vedono ancora, purtroppo, loghi sgranati o poco leggibili.

La cover che resta fissa sulla tua pagina, è importante. Crea una grafica accattivante oppure lanciati realizzando un video, avrà sicuramente maggior risalto agli occhi degli utenti.

Rendi la tua pagina facile da trovare con una vanity URL chiara e soprattutto verificala con la spunta grigia. Perché è meglio farlo? Conferirà maggior referenza al tuo brand o alla tua attività locale e comparirà prima all’interno delle ricerche.

Queste sono le basi per una presenza professionale e adeguata su Facebook.

LEGGI ANCHE: Come verificare una pagina Facebook per un’impresa locale

2. Perfeziona la tua call to action

In basso a destra della cover, troverai un pulsante, la cosiddetta call to action che spinge all’azione gli utenti. Puoi personalizzare questo pulsante scegliendo la funzione più adatta al tuo business. Non lasciare la scelta al caso.

Nell’esempio qui sotto vediamo che è stato inserito ‘richiedi un preventivo’, ma ci sono altre varianti come: contattaci, chiama, scopri di più, etc… Trova quella che fa per te!

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3. Personalizza le tab che hai a disposizione

Tutte le pagine Facebook hanno le cosiddette ‘tab’ nella colonna destra della pagina. Riguardano eventi, foto, offerte e altro ancora. Dalle impostazioni è infatti possibile personalizzare anche quest’area. Innanzitutto rimuovi quelle obsolete e che non utilizzi, compila quelle che ti possono essere utili, a seconda della tipologia di pagina aziendale che hai.

Puoi infatti aggiungere i tuoi servizi, la connessione ad Instagram, annunci di lavoro, e altro ancora.

4. Sfrutta la comunicazione integrata

Spesso te ne abbiamo parlato: fai parlare i vari canali di comunicazione tra di loro. Una volta creata la pagina Facebook, scrivilo anche sui muri!

Puoi inserire il link Facebook nel sito web, nella firma delle mail, nelle newsletter. Ricordati di indicarlo su biglietti da visita, borse, gadget, all’interno della tua attività, sugli scontrini che dai ai clienti… Ogni occasione, se ben pensata rispetto al tuo business, è buona per sfruttare canali online e offline con sinergia.

LEGGI ANCHE: Come utilizzare il marketing emozionale per creare annunci su Facebook

5. Inviti personalizzati

Non mandare email massive e non invitare tutti i tuoi amici a seguire la tua pagina aziendale. Seleziona invece chi è realmente interessato e manda inviti mirati e personalizzati.

Inoltre puoi andare ad invitare utenti che già hanno messo like al tuo post e quindi già hanno mostrato di essere incuriositi. Clicca in basso a sinistra dove vedi tutti i likes, esplodi i nomi e invitali uno a uno.

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6. Usa i post in evidenza

Hai un contenuto di valore e hai creato un post a prova di bomba? Mantienilo in evidenza per un po’ in modo che i tuoi visitatori possano continuare a vederlo e ricordati poi di aggiornarlo e cambiarlo, senza dimenticarlo lì.

7. Non abbandonare gli utenti

Sii gentile, amichevole e soprattutto rispondi ai commenti, a chi ha raccomandato la tua attività o il tuo brand. Interagisci e dialoga, non trascurare i messaggi degli utenti, non otterrai così quello che cerchi. Sembra banale, ma ancora spesso manca l’attenzione a chi ci dedica del tempo e visita la nostra pagina.

8. Costruisci una community con un gruppo

Per parlare in modo ancora più diretto ai tuoi utenti e creare una community affiatata puoi creare un gruppo, un altro strumento che Facebook ti mette a disposizione. Potrai raccogliere tutti i superfan del tuo brand e prodotto e coinvolgerli con anteprime, promozioni, eventi.

Puoi creare un gruppo direttamente dalla tua pagina, come vedi nell’immagine qui sotto.

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9. Programma i tuoi post

Non svegliarti la mattina senza avere un piano di azione per la tua pagina Facebook.

Puoi programmare i tuoi post direttamente dalle impostazioni nella sezione ‘strumenti di pubblicazione’. Ti aiuterà a non avere l’ansia da: “che post pubblico oggi?”. E soprattutto potrai strutturare un piano su base settimanale o mensile con contenuti interessanti per la tua audience.

Puoi usare anche programmi di terze parti, uno dei più famosi e Hootsuite, per la programmazione dei post. Se sei alle prime armi e gestisci solo una o due pagine, il consiglio è di rimanere all’interno di Facebook.

LEGGI ANCHE: Cosa cambia nel nuovo design delle pagine sull’app di Facebook

10. Scrivi copy che attirino l’utente

L’importanza dei copy, testi che devono essere complementari alla parte visual dei post, è fondamentale. Non ci stanchiamo mai di ripeterlo. Non trascurarli e pensa sempre a rispondere a domande ed esigenze degli utenti che leggono. Sono loro il centro del nostro messaggio, devi attirarli e coinvolgerli in poche righe.

Secondo Buzzsumo i post non dovrebbero avere più di 80 caratteri per aumentare la reach organica. Quello che ti consigliamo sempre è di testare e di capire quel è la tecnica migliore da usare per la tua audience specifica. Non ci sono mai regole assolute nel mondo dei social media.

11. Usa le dirette

Ormai più di due anni fa, nel lontano aprile 2016, venivano lanciate da Zuckerberg le dirette live su Facebook. Condividere una diretta streaming sicuramente porta i tuoi contenuti in rilievo e ti dà modo di interagire in modo autentico ed immediato con il tuo pubblico. Queste, infatti, generano tre volte più commenti che i video normali, ecco perché se pianificati e ben impostati, i video in diretta ti porteranno sicuramente ottimi risultati. Hanno senso se sei disposto a metterci la faccia e hai buoni contenuti da condividere per interagire con la tua community.

LEGGI ANCHE: 10 cose da sapere prima di programmare una diretta Facebook

12. Attira l’attenzione con le Stories

Un altro strumento ancora non fortemente utilizzato su Facebook, le stories possono essere una buona opportunità da testare per il tuo brand. Un modo per baipassare l’algoritmo che continua a penalizzare la visibilità organica delle pagine e far vedere agli utenti i tuoi contenuti, che altrimenti non gli vengono mostrati nel news feed.

13. Setta le risposte automatiche nei messaggi

All’interno delle impostazioni della tua pagina, trovi anche la voce ‘Messaggi’: puoi impostare delle risposte automatiche da fornire subito a chi ti scrive, in modo da lasciare un segnale che ci sei e hai preso in carico la richiesta. Puoi configurare varie opzioni utili per offrire un servizio migliore a chi vuole interagire con la pagina.

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14. Installa il Pixel di Facebook

Ancora troppo spesso il Pixel di Facebook viene trascurato ed invece è importantissimo, soprattutto se vuoi iniziare ad investire con delle inserzioni a pagamento. Quando crei il tuo account pubblicitario ed inizi a sperimentare il mondo delle Facebook ADS, ti verrà chiedo di creare anche il Pixel di Facebook.

Fallo e poi installa questo codice ID all’interno delle pagine del tuo sito web, traccerà le visite che ricevi ed altri eventi. Ti sarà molto utile per andare a creare pubblici personalizzati da colpire poi con le tue inserzioni.

15. Impara dai tuoi errori

Dulcis in fundo: errare è umano e imparare e trarre esperienza dagli errori è cosa buona e giusta. Quindi continua con costanza, studia, aggiornati e acquisisci sempre più esperienza.





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Facebook apre a Enlabs (stazione Termini) il suo ufficio per le competenze digitali


LVenture Group e Facebook hanno stretto un accordo per ospitare alla Stazione Termini il nuovo spazio del social network dedicato allo sviluppo delle competenze digitali, chiamato Binario F. L’ufficio avrà sede a Roma, presso la Stazione Termini, nei locali di LUISS Enlabs, l’acceleratore di startup nato nel 2013 da una joint venture tra LVenture Group e l’Università LUISS.

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Gli uffici di LUISS Enlabs a Roma

Gli obiettivi di Binario F

Binario F from Facebook, questo il nome per esteso, vuole diventare il punto di riferimento di imprese, istituzioni e cittadini che vogliono accrescere la propria preparazione sul digital, ma anche confrontarsi sui temi legati all’innovazione e alla tecnologia. Lo spazio offrirà alle persone e alle aziende le competenze digitali necessarie per sviluppare nuova imprenditorialità, creare nuovi posti di lavoro e sostenere le comunità locali.

Potenziare le competenze digitali delle persone e delle aziende

«Siamo orgogliosi di poter accogliere, all’interno del nostro Hub, Facebook, una delle aziende leader nel campo del digital –  ha dichiarato Luigi Capello, CEO di LVenture Group – il nostro ecosistema si arricchisce di un partner strategico, con cui abbiamo un obiettivo comune: potenziare le competenze digitali delle persone e delle aziende che vogliono diventare protagonisti dell’economia del futuro, creando in questo modo nuove imprese di successo e opportunità di lavoro per i giovani talenti italiani».





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Facebook vuole leggere le transazioni finanziare in chat per migliorare i servizi su Messenger


Per anni, Facebook ha presentato Messenger come un modo semplice per connettersi con gli amici e aiutare i clienti a interagire direttamente con le aziende, attraverso le pagine. Un nuovo rapporto del Wall Street Journal, il social network avrebbe incontrato diverse banche statunitensi allo scopo di integrare i dati finanziari dei clienti, comprese le transazioni con le carte e il saldo dei conti correnti, in Messenger.

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LEGGI ANCHE: Il CEO di Apple dice la sua su Cambridge Analytica e lo scandalo che ha travolto Facebook

Sulla scia dello scandalo di Cambridge Analytica, in cui ben 87 milioni di informazioni personali degli utenti di Facebook sono state confezionate e vendute, il social network sta ancora subendo gli effetti collaterali involontari della sua mentalità di crescita a tutti i costi e la sua voracità di dati personali. L’azienda sta ancora cercando di riguadagnare la fiducia degli iscritti in seguito allo scandalo.

Dalla chat al banking

Secondo quanto riferito, Facebook si sarebbe rivolta a Chase, Wells Fargo, Citigroup e US Bancorp per discutere la possibilità di nuove funzionalità, come gli alert per possibili frodi o la visualizzazione di saldi contabili, che potrebbero essere inserite tra le feature di Facebook Messenger. Facebook ha lanciato i pagamenti peer-to-peer in Messenger nel 2015 e da allora ha aggiunto altre opzioni di pagamento, inclusa l’integrazione con PayPal.

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LEGGI ANCHE: Cambridge Analytica, Zuckerberg rompe il silenzio: sono responsabile di quanto è successo

“Come molte aziende online che hanno clienti, collaboriamo con banche e società di carte di credito per offrire servizi adeguati”, ha detto un portavoce di Facebook in una dichiarazione via email. “Il collegamento all’account consente alle persone di ricevere aggiornamenti in tempo reale su Facebook Messenger con i quali tenere traccia dei saldi dii conti, ricevute e aggiornamenti sulle spedizioni”. Ha aggiunto: “L’idea è migliorare i servizi a disposizione delle persone e non stiamo utilizzando queste informazioni per altro”.

“Non abbiamo condiviso alcuna informazione o dati dei clienti su Facebook o su qualsiasi altra piattaforma tecnologica”, ha invece affermato Dana Ripley, responsabile della comunicazione presso US Bancorp, in un’email.





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Ninja Weekend, domenica 16 settembre


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MIT

Bastano pochi fotogrammi per ricostruire l’intera sequenza di un video: è quanto è in grado di fare il sistema di intelligenza artificiale messo a punto dal Mit e presentato alla conferenza europea sulla Computer vision di Monaco, in Germania. Secondo gli ideatori, in futuro il sistema potrebbe essere utilizzato per aiutare i robot a capire meglio che cosa accade intorno a loro. I dettagli sono illustrati nello studio pubblicato su arXiv, archivio on line delle ricerche che non hanno ancora superato la revisione tra pari da parte di altri studiosi.

Bastano pochi fotogrammi. Il sistema realizzato al Mit è capace di riconoscere le attività mostrate in un filmato solo attraverso pochi fotogrammi, osservando come gli oggetti o le figure cambiano nel tempo. È il sistema stesso a imparare da solo a riempire i vuoti, le sequenze mancanti, riconoscendo scene analoghe in video differenti.

Apple

Apple ha battuto YouPorn. Durante la presentazione dell’iPhone e dell’Apple Watch, mercoledì 12 settembre, la piattaforma che riunisce numerosi siti porno ha registrato un calo dei contatti fino al 12%. A fare i conti è la stessa YouPorn.

90 milioni di utenti al giorno. La piattaforma, che ha una media di 90 milioni di utenti al giorno, ha tracciato passo passo il traffico nelle due ore di presentazione, individuando anche i momenti di picco e di calo, come negli ascolti televisivi. La media è stata di un calo di utenti del 7% relativa ai dispositivi che si collegano col sistema operativo iOS di Apple.

Facebook

Per combattere le fake news e la disinformazione Facebook espande il programma di fact-checking di foto e video, al momento possibile in 17 paesi e tra questi è compresa l’Italia che è in partnership con Pagella Politica.

Nuove tecnologie e partnership. “Negli ultimi due anni abbiamo fatto della lotta alla disinformazione una priorità. Ad oggi, la maggior parte del controllo si è concentrato sulla revisione degli articoli. Ma abbiamo anche lavorato attivamente per costruire nuove tecnologie e partnership in modo da poter affrontare altre forme di disinformazione” ha spiegato Antonia Woodford, Product Manager di Facebook.

Agenda

In agenda nei prossimi 7 giorni

LUNEDI’ 17 SETTEMBRE – Alle 19, da Ostello Bello, in Via Medici 4 a Milano, si parlerà di Digital HR e Smart Working per il ciclo di incontri Digital Heroes di Imille. Ospite dell’evento è Silvia Zanella, Global Digital Communications di The Adecco Group. Il settore delle Risorse Umane sta cambiando molto velocemente. Fare recruiting e realizzarsi professionalmente, oggi, è decisamente più complesso che in passato. Da un lato sono evolute le competenze dei lavoratori, dall’altro sono cambiate le esigenze delle aziende. L’avvento del digitale ha rivoluzionato i rapporti tra le parti: maggiore trasparenza, orari e spazi di lavoro ripensati, nuovi device tecnologici. Di conseguenza, anche l’equilibrio tra vita personale e vita professionale è stato stravolto: lo Smart Working permette a moltissime persone di gestire al meglio le proprie giornate senza rinunciare alla produttività.

MARTEDI’ 18 SETTEMBRE – L’Incubatore I3P del Politecnico di Torino oggi e domani (negli spazi della Sala Agorà) si trasforma nel laboratorio delle applicazione del futuro con la prima edizione del “MEC Hackathon & Conference”. Due giorni di competizione e workshop pensati per tutti gli sviluppatori che intendono migliorare l’utilizzo del framework MEC (Multi-access Edge Computing), nato proprio per facilitare la creazione di applicazioni sempre migliori, sempre più veloci e in un modo sempre più semplice. Oggi la prima parte del MEC Hackathon & Conference dalle 9 alle 18, con lo svolgimento parallelo dell’hackathon e del workshop hands-on.

MERCOLEDI’ 19 SETTEMBRE – Seconda parte del MEC Hackathon & Conference presso l’Incubatore I3P del Politecnico di Torino. Dalle 9 alle 13 in programma una conferenza durante la quale saranno condivisi i risultati dell’hackathon, la presentazione di progetti attualmente in lavorazione e le opportunità che si aprono grazie all’utilizzo di questa nuova tecnologia.

GIOVEDI’ 20 SETTEMBRE – Fino al 22 settembre Heroes Meet in Maratea, rassegna alla terza edizione, a cui partecipano esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, della cultura dell’innovazione e delle istituzioni. Questi  saranno i topic affrontati durante le tre giornate: Nuove Monete, Nuove Economie, Vecchie Ricchezze e Nuove Povertà, Fiducia e Crowd, Sviluppo e Scambio, Piccoli e Grandi Investimenti;, Impatto della Tecnologia sulla Produzione.

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Le notizie che forse questa settimana ti sei perso

Philips, McDonald’s e Nike: i migliori annunci stampa della settimana
Ricaricate le batterie, anche la creatività torna nella sua veste migliore. Quella degli annunci stampa più belli dalle agenzie di tutto il mondo

Nel Mondo ci sono più SIM che persone: dice l’Ericsson Mobility Report
Secondo l’analisi della società svedese il numero delle schede SIM ha toccato i 7,8 miliardi di pezzi, contro i 7,6 miliardi di abitanti della Terra

Giochi, Digital Magics e La Settimana Enigmistica a caccia di nuovi progetti
L’incubatore di startup digitali e l’editore del popolare settimanale lanciano la Casual Gaming Challenge, una call per startup del gaming

Siemens e Scania progettano un’autostrada elettrica per i camion
Il progetto guidato dalla società svedese Scania riguarderà inizialmente 6 chilometri della A35 Brebemi, l’autostrada che collega Brescia con Milano

Un’azienda italiana vuole produrre bioplastica con l’olio di frittura usato
A Bologna Bio-on ha scoperto che con l’olio di frittura esausto si può produrre un biopolimero naturale e biodegradabile al 100%

Reale Mutua compra un pezzo di Auting (Yago), l’Airbnb dei motori
La compagnia di assicurazioni acquisisce poco meno del 20% di Yago, startup che ha sviluppato la piattaforma di car sharing

 L’arte di protesta di Banksy arriva a Milano
Il writer di Bristol per la prima volta in mostra al MUDEC di Milano dal 21 novembre con “The Art of Banksy. A visual protest”

 Twitter lancia un’emoji per la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio
Fino al 16 settembre un fiocco arancione comparirà su Twitter con gli hashtag #GiornataMondialePrevenzioneSuicidio #PrevenzioneSuicidio #GMPS2018 #GMPS #worldsuicidepreventionday

5 applicazioni delle reti neurali che già utilizziamo (senza saperlo)
Molti i casi in cui le reti neurali sono indispensabili: i settori in cui si applicano sono i più disparati, dai trasporti al sociale. Scopriamo di più!

Bill Gates racconta la storia di cinque talenti africani con un post sul suo blog
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Non è un paese (social) per i giovani. Ecco perché la generazione Z torna offline
Un fenomeno che piano piano sta diventando di massa. Ma perché i giovanissimi abbandonano i social? Abbiamo cercato una spiegazione a questo esodo

Nuovo aggiornamento Instagram: in primo piano le emoji che usiamo di più
Instagram si aggiorna e introduce un barra orizzontale sopra la tastiera che raggrupperà le 8 emoji che utilizziamo più spesso

Gli ingegneri di Elon Musk costruiranno droni (con autonomia di 2 ore)
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Quale laurea e in quale università studiare per avere più possibilità di lavoro: le analisi di QS Quacquarelli Symonds, Financial Times e Alma Laurea

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Ad Amsterdam si pesca la plastica nei canali per trasformarli in mobili di design
Plastic Whale è la prima organizzazione di pesca professionale di plastica al mondo che di recente ha realizzato una serie di arredamenti con le bottiglie.

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Negli Stati Uniti si sperimenta un software di AI per prevenire i suicidi adolescenziali
Nelle scuole statunitensi è arrivato un software che analizza la navigazione web degli allievi per scovare anomalie comportamentali e potenziali suicidi

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Alibaba vuole il mercato russo e si allea col gigante Mail.Ru Group
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LOL e WTF potrebbero diventare i nuovi detersivi di P&G
P&G ha depositato la domanda per berevettare i popolari acronimi WTF, LOL, NBD e FML come nomi dei suoi nuovi detersivi e prodotti di bellezza

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Apple Special Event: che c’è da sapere (e l’attesa per la one more thing)
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Dal 12 al 14 ottobre alla Fiera di Roma la sesta edizione della Maker Faire Rome: 7 padiglioni per 100 mila metri quadrati di esposizione

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L’Apple Watch apre lo show di Cupertino. Poi i nuovi iPhone XS
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Breve storia della nuova legge sul copyright (e da quando sarà operativa)
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Il Digital Detox conquista vip e aspiranti Miss (e diventa una funzione di iOS 12)
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dalla direttiva europea sul Copyright ai cambiamenti nella società con i social network


In questo settembre dal sapore ancora estivo, non mancano le novità dal mondo in perenne e costante evoluzione dei social network.
Ma se siete troppo oberati dagli impegni lavorativi e non avete tempo di capire neanche che ora è, non vi preoccupate, ci pensiamo noi a riassumere tutto quello che è più importante con la nostra classica rubrica Week in Social!

Il parlamento europeo approva le nuove direttive sul Copyright

Il 12 settembre il Parlamento europeo a Strasburgo ha votato a favore della riforma del sistema di gestione e controllo del copyright nel territorio dell’Unione Europea.
La legge, sottoposta a numerose modifiche ed emendamenti, mira a garantire che i lavori creativi, (ad esempio quelli di musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, o anche editori e giornalisti) vengano effettivamente pagati, soprattuttto quando viene sfruttato da piattaforme social come YouTube o Facebook o da aggregatori come Google News.

LEGGI ANCHE: Ok del Parlamento Europeo alla Riforma del Copyright. Che succede adesso

In poche parole, la riforma prevede rispettivamente per i due articoli più discussi (ovvero l’11 e il 13) che gli autori possano richiedere denaro per l’utilizzo anche di brevi frammenti di testo (non applicabile nel caso di piattaforme informative come Wikipedia) e che le piattaforme web tengano perennemente il controllo su ciò che viene caricato dai loro utenti, con l’obiettivo di evitare che venga caricato materiale coperto da copyright.

Ora continua l’iter legislativo del Parlamento UE, che in caso si concludesse in maniera positiva potrebbe scuotere molto gli equilibri di internet per come lo conosciamo oggi.

LEGGI ANCHE: Breve storia della nuova legge sul copyright (e da quando sarà operativa)

Matrimoni: uno su due finisce per colpa dei social

Non sembrerà niente di nuovo, ma secondo uno studio dell’associazione Family Legal, solo nella zona di Milano, circa il 45% delle unioni salta per via di scappatelle consumate tramite Instagram, Tinder, Grinder o Badoo.
Nell’epoca del flirt tramite i social network, infatti sono numerosissimi i divorzi o le separazioni dovute ai nuovi modi di “tradire”: infatti il dating online ha dato nuova linfa vitale a tali pratiche, andando a sostituire il vecchio flirting old school di persona, con uno più anonimo e discreto tramite social, tanto che oggi ormai la Cassazione stessa non fa differenza (quasi) tra tradimenti perpetrati di persona e tramite il digital.

Ma cosa ne pensa Luca La Mesa, Top Teacher di Ninja Academy?

Il problema non è mai lo strumento ma chi lo usa (e come). Siamo davvero sicuri che se i social non esistessero la percentuale di divorzi sarebbe minore? La tecnologia ci abilita ma siamo noi a decidere se usarla a fin di bene o per compiere azioni poco etiche. E se vi raccontassi di come ho usato Tinder per aumentare le adozioni dei cani dai canili? Un caso vero che con alcuni miei studenti abbiamo provato a replicare una volta che avevo scoperto in America il caso Puppy love. Eppure Tinder è l’app dei tradimenti per definizione, oppure no?

Gli adolescenti preferiscono le chat digitali agli incontri di persona

Che sia un dato preoccupante non c’è dubbio: secondo il report della Common Sense Media, su un totale di 1.141 ragazzi in età compresa tra i 13 e i 17 anni, addirittura un adolescente su tre preferisce chattare con i propri amici tramite WhatsApp o altri servizi di messaggistica rispetto agli incontri di persona. All’interno del report però appaiono anche dati dualistici, ad esempio il 44% degli intervistati ha palesato il fastidio di uscire con chi che per buona parte dell’uscita si focalizza di più nel guardare il display del cellulare.
Addirittura il 40% sarebbe favorevole a tornare nei tempi in cui gli smartphone e i social erano inesistenti.

Qui il punto di vista di Luca La Mesa:

Questi dati mi preoccupano molto e sono convinto che dovremmo provare ad educare sempre meglio gli adolescenti all’uso dei social. Credo che riguardi anche noi e da diversi mesi ho lanciato delle “cene aperte” per conoscere dal vivo molti di coloro che ad oggi sono contatti solo digitali. Diamo per primi il buon esempio e gli adolescenti ci imiteranno.

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Tradita dal fidanzato: condannata a due anni per aver pubblicato lo screenshoot di WhatsApp del tradimento

La notizia che ha del surreale e che viene dalla Spagna ha per protagonista una coppia di (ormai ex) fidanzati. La notizia, come appare su 20Minutos.es, ha come protagonista lei, che sospettava da tempo l’infedeltà del compagno e che per dimostrarlo si era appropriata della sua password di Facebook, riuscendo a trovare tracce di conversazioni con altre donne. Lui, per tutta risposta, dopo alcuni furiosi litigi, aveva deciso di denunciarla per la violazione della privacy, finendo sul banco degli imputati e ottenendo una condanna a due anni nei confronti della ex, oltre a un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati da lui.





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Ninja Morning, il buongiorno di venerdì 14 settembre 2018


elon musk

credits www.mercurynews.com

Elon Musk

Secondo il Mercury News, The Boring Company di Elon Musk vuole realizzare il primo tunnel sotterraneo per offrire il nuovo sistema di trasporti Hyperloop in modo da eliminare il traffico superficiale nelle metropoli viaggiando sotto terra. Ora l’azienda fondata da Elon Musk è intenzionata a dare vita a un altro progetto parallelo, stavolta per collegare il tunnel. Come? Attraverso dei garage.

Dal garage al tunnel. L’ultima proposta dell’imprenditore ha l’obiettivo di unire i garage residenziali al tunnel, quindi permettere ai pendolari di entrare direttamente dalla loro abitazione tramite gli elevatori automatici per poi essere trasportati su delle piattaforme autonome.

LEGGI ANCHE: La Boring Company di Elon Musk costruirà un tunnel super veloce a Chicago

ninja

Facebook

Facebook è “più preparata” per combattere le interferenze sulle elezioni. Lo ha detto Mark Zuckerberg in un post da 3.300 parole sul blog del social network. Ammettendo che nel 2016 Facebook non era preparata, il fondatore del social network spiega come da allora la piattaforma ne ha fatta di strada ”sviluppando sofisticati sistemi per prevenire le interferenze sulle elezioni sui nostri servizi. Abbiamo fatto progressi – aggiunge – ma ci troviamo di fronte ad avversari sofisticati” e con molte risorse a disposizione. ”Non molleranno e continueranno a evolversi. Dobbiamo costantemente migliorare e essere un passo avanti a loro”.

Apple

Con la presentazione da parte di Apple dei nuovi iPhone è iniziata la guerra dei chip con quello che è ormai il principale concorrente, Huawei. Sia la casa di Cupertino sia l’azienda cinese, sottolinea il sito Ieee Spectrum, affermano infatti di essere stati i primi a lanciare sul mercato i nuovi chip da 7 nanometri, molto più veloci di quelli a 10 che sono lo standard attuale. Quello che sembra certo dalle specifiche è che sia le prestazioni che l’efficienza dei modelli di punta delle due case dovrebbero migliorare notevolmente.

7 nanometri. La misura di 7 nanometri si riferisce alla distanza dei transistor all’interno dei chip, e la riduzione permette di ‘impacchettarne di più aumentando quindi la potenza. Il nuovo A12 Bionic di Apple, contenuto nei modelli presentati di iPhone ieri, può fare secondo la casa di Cupertino cinque trilioni di operazioni al secondo, otto volte più dei predecessori, consumando un decimo di energia. Il Kirin 980 di Huawei ha invece, sempre secondo le specifiche rese note dalla casa madre, performance migliori del 20% con una riduzione dei consumi del 40%.

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Spotify CEO Daniel Ek speaks during a press event in New York May 20, 2015. Spotify, which provides free on-demand music or ad-free tunes for paying customers, said it will now also provide video content and podcasts. REUTERS/Shannon Stapleton

Spotify

Spotify ha aumentato il limite massimo dei brani scaricabili in modalità offline. Se in precedenza, infatti, gli utenti di Spotify Premium (solo chi ha un account Premium può sfruttare questa funzione offline) potevano scaricare al massimo 3.333 brani su tre dispositivi differenti, quindi in totale 9.999 canzoni, ora questo tetto è stato alzato a 10.000 tracce su cinque dispositivi, per un totale di 50 mila contenuti.

In agenda oggi

FESTIVAL EXPERIENCE – Si conclude a Matera oggi il Festival Experience, rassegna dedicata ad arte, cultura e spettacolo nei siti Patrimonio Unesco del Sud Italia. Dopo la presentazione ufficiale proprio a Matera, il 18 luglio e le soste in Puglia, Campania, Sardegna e Sicilia, il progetto elaborato dall’Associazione Province Unesco Sud Italia e promosso dall Upi (Unione delle Province d’Italia) torna per la sua ultima tappa nella città dei Sassi, capitale europea della cultura nel 2019. Nato con l’obiettivo di dar vita ad una rete tra i territori del Sud Italia che ospitano un sito Unesco, il progetto ha l’intento di promuovere l’insieme delle risorse paesaggistiche, culturali, enogastronomiche di tali territori in un offerta turistica unica e integrata.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

Uber si rifà il look: logo nuovo, cambia mission e ridisegna l’app
Uber torna a uno stile semplificato per tornare riconoscibile: l’operazione per riconquistare la reputazione distrutta da Travis Kalanick continua

Come utilizzare il marketing emozionale per creare annunci su Facebook
Le decisioni di acquisto non passano attraverso la logica e anche su Facebook il marketing emozionale può aiutarci ad essere più efficaci

Riforma del Copyright, le nuove regole spiegate (e le posizioni in campo)
Per Strasburgo è arrivato il momento di una nuova regolamentazione del Copyright. Che faranno ora le BIG e l’iter del testo (che forse cambierà ancora)

Google dice addio a InBox: “Vi aspettiamo tutti su Gmail”
Google chiuderà il servizio di email a marzo 2019. Per quattro anni è stato spazio per sperimentare nuove funzionalità adottate poi da Gmail

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Breve storia della nuova legge sul copyright (e da quando sarà operativa)
Una proposta ambizione: adeguare il diritto d’autore fermo a quando internet era molto diverso. L’approvazione definitiva della legge sarà a gennaio

Il Digital Detox conquista vip e aspiranti Miss (e diventa una funzione di iOS 12)
Con iOS 12 (disponibile dal 17 settembre) arriva sui device di Cupertino Screen Time, un contatore di tempo contro la dipendenza da telefonino

Così l’innovazione sta cambiando l’idea dei confini geografici (e alcuni Paesi hanno già cominciato)
Ecco le moderne utopie, Paesi che vogliono cambiare il mondo grazie alla tecnologia e che aprono la strada all’innovazione anche nel modo di governare





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Non è un paese (social) per i giovani. Ecco perché la generazione Z torna offline


Vi è mai successo di trovarvi davanti una persona, conoscerla per la prima volta, poterle chiedere qualsiasi cosa, intraprendere una conversazione, eppure dopo pochi minuti liquidarla con un “aggiungimi su Facebook” oppure “Whatsappami” o “Mi segui già su Instagram”? Se state scuotendo il capo pensando che sia una cosa da adolescenti vi sbagliate di grosso. La generazione Z, ovvero i nati dopo il 1995, non ci stanno e mentre i Millennial continuano a scambiarsi like su Facebook e a postare Stories su Instagram loro tornano nel buon caro vecchio mondo offline, dove tutto è meno social ma forse un po’ più vero.

Generazione Z e i social

Un esodo dai social?

Un fenomeno se non di massa, comunque molto importante, quello dell’abbandono dei social da parte dei più giovani a favore di un ritorno alle origini. Attenzione, non stiamo parlando di un rifiuto totale dei social network da parte della Z Generation ma sicuramente di un utilizzo molto più selettivo e mirato rispetto ai loro fratelli maggiori.

Se infatti i Millennial (nati tra il 1980 e il 1995) sono quelli dei selfie e della condivisione di qualsiasi cosa, la Generazione Z (nati dopo il 1995) usa al contrario molti più dispositivi (5 invece dei 3 dei Millennial) ed è molto più attenta alla privacy e critica nei confronti della qualità dell’informazione.

Allo stesso tempo, se per i giovani cresciuti negli anni Novanta il mondo social ha rappresentato il vero punto di rottura tra il prima e il dopo, per i loro fratelli più piccoli il mondo virtuale di Facebook, Instagram e Snapchat non è altro che un dato di fatto, nulla da dover scoprire e sperimentare. “Ma che ne sanno i duemila” ci verrebbe da dire. Invece, loro lo sanno eccome.

Giovani e social

In Gran Bretagna, per esempio, il 63% degli studenti under 20 sarebbe felice se i social media non fossero mai stati inventati e per ogni giovane curvo su uno schermo, ce ne sono altri per i quali i social media non hanno più fascino e interesse. Il desiderio di costruire autentiche amicizie offline sembra tornare in auge e voltare le spalle alla tecnologia e al mondo virtuale fa sempre più tendenza . Ma come possiamo spiegarlo?

Una spiegazione del fenomeno

Per cercare di dare una risposta o almeno capire di più sul fenomeno dell’abbandono dei social network da parte della Z Generation abbiamo fatto quattro chiacchiere con un esperto che ci ha chiarito alcuni punti. Ecco cosa ci ha detto Romeo Lippi, Psicologo, Psicoterapeuta e Founder del progetto Lo psicologo del Rock, ovvero un percorso di Song Therapy in cui le canzoni sono utilizzate come mezzo e strumento per conoscersi e migliorarsi.

Giovani e social

Ciao Romeo, la Generazione Z è nata e cresciuta online, perché allora un numero sorprendente di loro improvvisamente volta le spalle a Instagram, Facebook e Snapchat?

«I giovani per loro natura e per loro cultura cercano sempre la novità, l’originalità, e soprattutto desiderano sentirsi diversi da quelli che considerano adulti. Siccome su Facebook prima, ma come sta succedendo ora anche per Instagram e Snapchat sono sbarcati gli adulti e tra questi anche i loro genitori, scatta il rifiuto per quello che prima consideravano un mondo innovativo, speciale e diverso.

Da qui è facile pensare che originale e innovativo sia proprio il non essere più sui social. Quello che i giovani vogliono soddisfare è il bisogno e la necessità di novità e diversificazione cosa che secondo loro i social network ora non possono più offrire. I social sono lo standard».

Mentre i giovani della Generazione Z si stanno allontanando sempre di più dal mondo social, i Millennial sembrano apprezzare sempre più il loro status virtuale sui social. Come mai questo divario?

«Per i Millennial i social sono diventati un elemento imprescindibile per ottenere gratificazione sociale. I like alle foto, i commenti non fanno altro che gratificarci e dare degli impulsi positivi al nostro cervello. È un esempio di stimolo risposta molto rapido ed efficace.

Il nostro cervello si abitua in fretta a questo meccanismo ed è come avere a disposizione una dose giornaliera di gratificazione che passa attraverso i social. Non dobbiamo dimenticare poi che i Millennial hanno investito molto di più sui social sia a livello di immagine che di opportunità di lavoro, mollarli per loro sarebbe impensabile e significherebbe rinunciare a questo investimento».

Sfida o malessere, ma la vera chiave è un uso consapevole dei social

I giovani della Z generation non hanno mai dovuto imparare a usare i social, sono nati e vissuti con loro, subendone in tempo reale le diverse trasformazioni senza nessuno sforzo. L’allontanamento potrebbe dipendere anche da questo?

«Probabilmente i giovanissimi di questa che viene chiamata Generazione Z, non vendono nei social network alcuna sfida. Essere su Facebook, Instagram o Snapchat diventa in fretta banale. Già in molti si sono spinti troppo in là come tipologia di contenuti, cosa potrebbero fare in più se non semplicemente limitarsi ad imitare? Fondamentalmente può entrare in gioco la noia e la banalità».

“Se stai passando una brutta giornata, se ti trovi da solo, se a scuola è andato tutto male, vedere la foto dei tuoi amici che si divertono ad una festa è deprimente”. Questa una delle motivazioni dell’allontanamento dai social di un giovane tipo. Come la commenteresti?

«È una motivazione valida e soprattutto basata su diverse ricerche scientifiche che dimostrano che confrontarsi con dei modelli che sembrano eternamente vincenti come quelli che noi proponiamo in maniera migliorativa sui nostri social network non aiuta per niente il nostro status, il nostro umore e la nostra autostima. L’effetto confronto non fa altro che peggiorare un nostro malessere nato offline e ci fa sentire ancora più isolati».

Cosa ti aspetti possa succedere nel prossimo futuro? Sulla base della tua esperienza, ci possiamo aspettare un abbandono in massa dei social o un ritorno alla vita virtuale?

«Mi aspetto un giusto ridimensionamento delle persone e del tempo che si dedica ai social e questo lo stiamo già vedendo con Facebook. La curva ascendente dei social si sta ridimensionando e si sta avviando verso una stabilizzazione. Continueremo a passare ancora molto tempo sui social network ma in maniera più consapevole. Il ritorno alla vita virtuale avverrà quando verrà introdotto qualcosa di ancora più innovativo e immersivo».





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Cosa cambia nel nuovo design delle pagine sull’app di Facebook


Facebook ha annunciato un paio di giorni fa una serie di novità per le pagine delle piccole imprese sul social network, una notizia che riguarda oggi oltre 80 milioni di aziende che utilizzano questi strumenti gratuiti.

Stando a quanto diffuso dalla stessa Facebook attraverso un post nella sua newsroom, soprattutto a recensioni e raccomandazioni viene dato un ruolo di maggior risalto nella visualizzazione, ma anche le call to action e le Storie saranno ora molto più importanti.

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I feedback degli utenti

Secondo il vicepresidente del Local di Facebook Alex Himmel, le persone oggi cercano le imprese sulla piattaforma e ne discutono, si scambiano suggerimenti e lasciano giudizi sui servizi. Per questo raccomandazioni e recensioni avranno un ruolo sempre più centrale nel ri-design delle pagine.

Il numero minimo di caratteri per le recensioni sarà superiore rispetto a quello richiesto finora, aggiungendo questo campo obbligatorio (minimo 25 caratteri secondo le fonti) al precedente sistema di valutazione basato solo sulle cinque stelle, in cui il messaggio da parte dell’utente era opzionale.

Agli amministratori delle pagine è stato chiesto di scegliere con cura il modello di pagina appropriato per il loro business e i pulsanti CTA per le rispettive attività.

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Il ruolo delle Storie e degli eventi

Se l’indebolimento della copertura organica per le pagine di Facebook è ormai un dato assodato, oggi le storie sulle pagine potrebbero rappresentare un nuovo canale efficace per la distribuzione dei contenuti.

Le aziende, infatti, potranno condividere Stories sulle loro pagine anche su Facebook: “Il valore fondamentale che offriamo alle aziende sta nella possibilità di raggiungere il loro pubblico. Siamo molto concentrati sul lato organico”, ha detto Himmel.

L’enfasi che di recente Facebook ha posto anche sugli eventi si ritrova anche nel nuovo design mobile delle pagine.

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Secondo quanto documentato dal social network, più di 700 milioni di persone utilizzano gli eventi ogni mese, con una buona distribuzione anche nel news feed. L’engagement in termini di risposte, mi piace e commenti è molto alto, per questo Facebook ha aggiunto anche la possibilità di promuovere con specifiche ads anche gli eventi direttamente dalle pagine.

A questo si aggiunge una posizione più evidente anche per gli annunci di lavoro sulle pagine, dato che questo spazio è sempre più utilizzato sia dalle aziende per cercare collaboratori, sia dagli utenti per candidarsi.



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