perché Microsoft, Facebook, Google e Twitter ora vogliono unire le forze


Google, Facebook, Microsoft e Twitter hanno annunciato una nuova iniziativa comune: si chiama Data Transfer Project ed è un progetto che vuole aiutare gli utenti a spostare i propri dati tra i fornitori di servizi: oggi, infatti, se si vuole passare da un servizio online ad un altro, non c’è un modo semplice per farlo.

Data Transfer Project

Portabilità diretta dei dati

Nella maggior parte dei casi bisogna scaricare i dati dal vecchio servizio per poi caricarli in quello nuovo. Ecco, le quattro Big hanno deciso di unire le forze per dare alle persone uno strumento che faciliti il passaggio dei dati da un servizio all’altro. Questo progetto open source creerà nuove funzionalità per la portabilità diretta dei dati tra i fornitori di servizi. L’obiettivo del progetto finale del progetto è insomma consentire agli utenti di trasferire direttamente i loro dati da un qualsiasi fornitore di servizi ad un altro.

Cloud

Per Microsoft, Facebook, Google e Twitter la portabilità e l’interoperabilità sono fondamentali per l’innovazione e la concorrenza nel cloud, per consentire alle persone che desiderano passare ad un altro prodotto o servizio di farlo nel modo più semplice possibile. Un servizio che risulterà ancora più utile per tutte quelle persone che dispongono di scarsa connettività e non possono scaricare grandi quantità di dati.

Come funziona

Il progetto Data Transfer utilizza le API esistenti dei servizi e i meccanismi di autorizzazione per accedere ai dati. Quindi utilizza adattatori specifici per il servizio per trasferire tali dati in un formato comune e quindi di nuovo nell’API del nuovo servizio.

Casi d’uso

Esistono molti casi d’uso per gli utenti che effettuano il porting dei dati direttamente tra i servizi. Ad esempio per provare un nuovo servizio, lasciare un servizio, il backup dei propri dati.

Open Source

Il Data Transfer Project è un progetto open source ed è aperto a quelli che vogliono partecipare. Nel libro bianco dell’iniziativa , Microsoft, Facebook, Google e Twitter hanno identificato una serie di principi chiave da seguire per l’interoperabilità e la portabilità dei dati.

Il futuro della portabilità dovrà essere più inclusivo, flessibile e aperto. La nostra speranza per questo progetto è che consentirà una connessione tra due interfacce di prodotto rivolte al pubblico per l’importazione e l’esportazione diretta dei dati

 #1. Strumenti aperti e interoperabili

Innanzitutto, gli strumenti di portabilità dei dati devono essere aperti e interoperabili con gli standard del settore e facili da trovare, intuitivi da usare e prontamente disponibili per gli utenti per trasferire facilmente i dati tra servizi o per scaricarli per i propri scopi.

#2. Solide misure di protezione della privacy

I fornitori dei servizi devono disporre di solide misure di protezione della privacy per proteggersi da accessi non autorizzati o da altri tipi di frodi. Agli utenti è necessario comunicare in modo chiaro il modo in cui verranno utilizzati i dati e le pratiche relative alla privacy e alla sicurezza del servizio.

#3. Solo contenuti utili

La portabilità dei dati deve concentrarsi sui dati che hanno utilità per i singoli utenti come i contenuti creati.

#4. Solo info collegate alla persona

La portabilità dei dati dovrebbe concentrarsi solo sulle informazioni direttamente collegate alla persona che richiede il trasferimento. La privacy deve essere sempre rispettata.





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il controllo dei contenuti di Facebook e le nuove funzioni di Instagram


Il mondo dei social non dorme mai e come ogni venerdì arriva il rubricone di Ninja, che raccoglie tutto quello che succede di importante durante la settimana lavorativa che i sta concludendo.

Senza perdere altro tempo ecco il nostro Week in Social!

Facebook sotto accusa per la moderazione dei contenuti

Content review

Un’inchiesta giornalistica made in UK mette in guardia il popolo del web su un possibile malcostume da parte di chi dovrebbe garantire la sicurezza durante l’utilizzo di Facebook: nello specifico, un giornalista dell’emittente britannica Channel 4, ha lavorato sotto copertura come moderatore del social ideato da Mark Zuckerberg e ha scoperto un flusso anomalo di contenuti altamente pericolosi intenzionalmente lasciati sul sito.

Il reporter si è reso disponibile ad essere assunto da CPL RESOURCES (una società che gestisce la moderazione dei contenuti di Facebook in outsourcing dal 2010) e ha scoperto delle gravi mancanze che ha raccolto nel dossier  Inside Facebook: the secrets of the Social Network.
Dal canto suo, Facebook ha fatto pubblica ammenda tramite un post sul proprio blog, dove ha ribadito la volontà di migliorare e di impegnarsi a rendere l’ecosistema il più sicuro possibile.

Ecco il punto di vista sulla vicenda di Luca La Mesa, Top Teacher di Ninja Academy:

Tutte le inchieste che permettono di mettere in luce attività poco chiare vanno nella direzione di migliorare tutti i social. Facebook raddoppierà lo staff dedicato alla moderazione e sono sicuro rivedrà anche parte del loro addestramento.

Intanto, sempre nell’universo Facebook, in Germania un tribunale ha deciso di dare la possibilità ai genitori di accedere all’account Facebook della figlia deceduta.

contatto erede

Un caso che crea un precedente molto importante nella legislatura in tema di eredità digitale.

Il fatto ha per protagonista una coppia di Karlsruhe, città nel Nord della Germania. I due, genitori di una ragazza purtroppo scomparsa qualche tempo prima, hanno intentato causa contro Facebook per aver accesso all’account della figlia, riuscendo a vincere la causa: la corte federale, infatti, ha dato loro ragione e adesso potranno entrare nell’account della figlia e utilizzarlo.

Il percorso giudiziario che ha portato a questa decisione è durato sei anni.  Nel  2012, la coppia aveva chiesto a Facebook di poter accedere all’account, per poter scoprire di più riguardo alla tragica morte della figlia, possibilità negata da quelle che sono le policy impostate dall’azienda stessa.

Però, per i giudici federali tedeschi, tutti i profili social sono da ritenere un’eredità, al pari delle lettere : “Il verdetto – dichiara ha dichiarato la portavoce del tribunale – riguarda anche altri account di social media, non solo Facebook, ma Instagram e così via. Si tratta quindi di una sentenza con conseguenze di vasta portata”.

Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa:

Un tema estremamente delicato di cui pochi sono a conoscenza. Vi consiglio di impostare subito un “contatto erede” e di infornarlo della vostra decisione. Personalmente l’ho fatto anni fa con un mio parente e ne sono felice.

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Su Instagram nuove norme di sicurezza e l’utilizzo degli ultimi adesivi

Instagram non ci lascia mai senza novità: secondo un report di TechCrunch, la piattaforma sta lavorando a un nuovo sistema di sicurezza che prevede una autenticazione a due fattori, senza coinvolgere il numero di telefono.

Come già avviene su altri social network, l’opzione permetterà infatti autenticarsi generando dei codici temporanei. Sebbene sia ancora solo una beta, la funzione è stata introdotta in maniera “nascosta” nel codice APK per le versioni Android dell’applicazione.
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Sono arrivati (quasi) per tutti anche i nuovi adesivi che consentono agli utenti di ricevere delle domande sui loro profili Instagram! La funzione infatti permette di ricevere domande da parte di chi visualizza il contenuto nelle stories, anche se però la cosa ha generato non poco caos: il fattaccio nasce nasce dalla questione che anche se sulla Storia di risposta non sia visibile il nome dell’utente che ha posto l’interrogativo, d’altro canto sono ben visibili tutti i dettagli di chi ha posto la domanda – con tanto di nomi degli autori e link al profilo personale – nell’elenco che compare all’utente “intervistato”.

LEGGI ANCHE: Ora Instagram ci dice quando i nostri amici sono online

E manco a dirlo, in molti hanno pensato che queste domande venissero poste in maniera anonima, generando così una serie infinita di brutte figure indesiderate e anche abbastanza clamorose.

Qui il consiglio di Luca La Mesa:

Tutte le inchieste che permettono di mettere in luce attività poco chiare vanno nella direzione di migliorare tutti i social. Facebook raddoppierà lo staff dedicato alla moderazione e sono sicuro rivedrà anche parte del loro addestramento.





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Le metriche giuste e gli strumenti per misurare il tuo Social Selling


Dopo i consigli di base sul Social Selling e un successivo approfondimento, dovreste essere ormai pronti a mettere in piedi la vostra strategia di acquisizione lead.

Oggi vogliamo vedere se ce l’avete fatta, cioè aiutarvi a capire come misurare il social selling e di essere sulla strada giusta.

LEGGI ANCHE: Cos’è e a cosa serve il social selling, consigli base per principianti

Anche se i social media contribuiscono concretamente al raggiungimento degli obiettivi di business del cliente, solo il 34% delle aziende riconosce ai social un contributo coerente rispetto ai propri risultati aziendali. Il Social selling serve proprio ad accelerare il processo di vendita, comunicando direttamente con i clienti. Come? Con i social Network, per esempio.

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  •  Con LinkedIn che è sicuramente uno dei social network più utilizzati da professionisti per creare connessioni e sinergie lavorative importanti.
  •  Con Facebook che è il luogo dove i clienti discutono del vostro prodotto. Dovete, in questo caso, partecipare alla conversazione, ascoltare, raccogliere opinioni, affrontare perplessità ed entrare in contatto diretto con loro.
  •  Con Instagram, dove è sempre più frequente concludere vendite e acquisire clienti grazie ad immagini accattivanti

Scegliere i canali giusti e mettere in campo le buone pratiche di ascolto e coinvolgimento non basta. Il social selling necessita di monitoraggio continuo e perfezionamento, perché entrare nel cuore e nel portafogli dei vostri potenziali clienti non è cosa facile e banale. Vediamo ora cosa tenere bene a mente nel caso vogliate misurare il valore e la performance della vostra strategia di social selling.

LEGGI ANCHE: Come ottimizzare la tua strategia di Social Selling su Facebook, LinkedIn e Instagram

Considerate e monitorate il Social Selling Index

Vi abbiamo già detto che LinkedIn, più degli altri social network, rappresenta un efficace strumento di promozione e social selling. Aziende e singoli professionisti possono far conoscere i propri servizi e dare visibilità al proprio know-how. Il primo consiglio è partire proprio da qui, dal potenziamento di questo canale, sia a livello individuale, sia a livello di team di vendita.

A questo scopo, LinkedIn mette a disposizione il Social Selling Index, uno strumento interno che misura l’ efficacia nell’utilizzo delle varie aeree e degli strumenti del social. Per ogni area attribuisce un punteggio che va da 0 a 25. La somma dei punteggi delle 4 aree determina il nostro SSI.

Fin qui tutto chiaro? Ma allora cos’è il Social Selling Index? Presto detto. Per farla breve e non annoiarvi,  si tratta di uno strumento interno a LinkedIn che misura l’ efficacia nell’utilizzo delle varie aeree e degli strumenti del social. Per ogni area attribuisce un punteggio che va da 0 a 25. La somma dei punteggi delle 4 aree determina il nostro SSI, il social selling index.

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A cosa serve? A capire quanto siete performanti nel trovare le persone giuste, nel creare le relazioni, e nell’interessare gli altri. Più alto sarà il vostro SSI, più alte saranno le possibilità che la vostra azione di acquisizione lead tramite il social selling vada a buon fine.

Monitorate l’appeal dei vostri profili

Una delle prime cosa da fare è controllare per esempio il numero di visualizzazioni del profilo (e andamento), il numero di follower, l’ efficacia in termini di engagement (commenti, consiglia, condividi) dei tuoi status update personali, il numero di click (per gli status update che contengono link), l’interesse in percentuale calcolato come (interazioni + click)/visualizzazioni. Ci sono tanti, tantissimi modi con cui possiamo capire se e quanto le nostre azioni sui social network siano performanti. Servirci degli Analytics è sempre una cosa buona e giusta.

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Misurate il traffico verso landing page e sito

Se una parte del vostro business prevede la generazione di lead, vendite on-line, promuovere il vostro brand attraverso i social è la mossa giusta. I social infatti possono aiutarvi a traghettare il potenziale cliente verso il vostro obiettivo finale. Monitorare e valutare la quantità e la qualità del traffico generato dai social verso le landing page o il sito web vi permette di capire quanto efficaci sono le vostre azioni di social selling.

Utilizzate Google Analytics

Dovrebbe diventare il vostro più caro amico e si riallaccia al punto appena sopra. Google Analytics vi serve per misurare il volume e la qualità dei lead generati gratuitamente dai diversi canali, in questo caso anche i social. Una tale attività di monitoraggio e analisi sarà estremamente utile per costruire una relazione profonda con i vostri prospect.



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Facebook lancia le ads in AR e su Instagram arrivano le nuove domande nelle Stories


Come ogni venerdì torna puntale la nostra rubrica Week in Social, questa volta con le ultime novità in casa Facebook, Instagram e WhatsApp.

Analizziamole insieme!

Facebook: AR negli ads e video creation kit

Week in social

Se hai seguito la conferenza F8, sai che Facebook aveva annunciato che avrebbe integrato la realtà aumentata in Messenger e che avrebbe continuato a investire in questa direzione; è stato di parola. È infatti di pochi giorni fa la notizia di un nuovo formato di annunci in AR.

Questi annunci appariranno come tutti gli altri, nel news feed delle notizie, tranne che per l’opzione “Tap to Try it On” che ti permetterà di indossare, virtualmente, gli oggetti inseriti nell’annuncio, e acquistarli, se ti piace ciò che vedi.

LEGGI ANCHE: Acquisire Instagram è stato l’affare del secolo per Facebook

Pare che Michael Kors sia stato il primo a testare gli annunci AR nel News feed e che quest’estate sarà seguito da altri brand come Sephora, NYX Professional Makeup, Bobbi Brown, Pottery Barn, Wayfair e King.

Luca La Mesa, Top Teacher Ninja Academy, ha commentato così la novità:

Una novità che avevamo annunciato tempo fa e che stiamo provando a sperimentare con un importante cliente sportivo. Sono sicuro che vedremo degli esempi sempre più creativi per valorizzare al massimo le potenzialità della realtà aumentata.

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Un’altra novità in casa Facebook riguarda invece il nuovo kit per fare video mobile. Dì la verità, per conoscere un prodotto, prima di acquistarlo, non preferiresti guardare un video sul tuo cellulare piuttosto che leggere un noioso testo? Questo Facebook lo sa. Ma creare un video del genere non è semplice né rapido. Per questo ha pensato a un Video Creation Kit che aiuterà gli advertiser a creare annunci video mobile accattivanti ed efficaci utilizzando immagini già esistenti, a cui poter aggiungere sovrapposizioni e loghi in pochi click.

Instagram: novità per tag e adesivi

Week in social

Restando in tema advertising, Facebook ha dichiarato che estenderà la possibilità di taggare i prodotti su Instagram anche alle Stories, oltre che ai post, e che aggiungerà un nuovo formato adv pensato per lo shopping e specifico per Instagram, Collection, che permetterà di vedere diversi prodotti, senza uscire da Instagram.

Se sei appassionato di Instagram e Stories, poi, avrai già visto il nuovo adesivo per le domande.

LEGGI ANCHE: Come ottimizzare la tua strategia di Social Selling su Facebook, LinkedIn e Instagram

A differenza degli adesivi e delle emoji già esistenti, in cui puoi chiedere alle persone che seguono le tue Stories di interagire con i tuoi contenuti esprimendo un gradimento o rispondendo alle tue domande, in questo caso l’ottica si ribalta completamente. Attivando l’adesivo “Domande”, puoi invitare le persone che ti seguono a farti delle domande, a cui rispondere pubblicamente.

Nella risposta non si vedrà chi ti ha posto la domanda, quindi sentiti libero e se ancora non hai gli adesivi per le domande, basta aggiornare la app.
Anche questa novità si aggiunge ai tanti modi che hai per interagire con i tuoi follower e chiedere il loro parere.

Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa:

Una nuova semplice funzionalità per interagire con i fan e rispondere alle loro curiosità. Nel Social Media LIVE Program abbiamo subito fatto un test di prova per comprenderne le caratteristiche.

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WhatsApp: arriva l’etichetta Forwarded

Per concludere la nostra Week in Social, parliamo di WhatsApp, che ha appena introdotto una nuova funzionalità pensata per aiutare gli utenti a identificare l’origine delle informazioni che ricevono nell’app di messaggistica.

Cosa significa questo? Ce lo facciamo spiegare direttamente da WhatsApp: “Da oggi, quando ricevi un messaggio, WhatsApp ti segnalerà se si tratta di un messaggio che ti è stato inoltrato. Grazie a questa indicazione aggiuntiva, sarà più semplice conoscere la provenienza di un messaggio all’interno di una chat individuale e di gruppo e capire se un amico o un familiare ti ha scritto direttamente, o se il messaggio era stato originariamente composto da qualcun altro”.

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Per visualizzare questa nuova indicazione per i messaggi inoltrati, devi aver installato sul telefono l’ultima versione di WhatsApp.

Se ti sembra una funzionalità eccessiva, devi sapere che invece è una misura contro la diffusione della disinformazione, soprattutto in paesi come l’India, dove l’azienda ha 200 milioni di utenti, e che si sono registrati casi in cui la disinformazione e la diffamazione virale circolata su WhatsApp ha danneggiato persone prese di mira da false voci, fino a spingerle a gesti drammatici.

Insomma, da oggi, se non lo facevi già, usa WhatsApp responsabilmente.



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Più donne al comando nel report annuale di Facebook sulla diversità


Il nuovo rapporto annuale di Facebook sulla diversità non contiene grandissime novità: chi segue l’evoluzione di questo percorso, anno dopo anno, sa già cosa aspettarsi: piccoli miglioramenti che, sebbene graditi, non risolvono i problemi legati alle diversità e restano indicativi del fatto che un maggiore cambiamento abbia bisogno di un approccio diverso da quello adottato fino ad ora nel social network.

LEGGI ANCHE: Come mantenere un giusto equilibrio tra vita privata e lavoro spiegato da tre donne di successo

Facebook e le donne, un lento miglioramento

Facebook sta, di fatto, migliorando alcuni processi impegnandosi nell’assunzione di più donne e persone appartenenti alle minoranze: anche in questo report è evidente che i numeri siano cambiati e stiano cambiando sia per quanto riguarda l’inclusione delle minoranze, sia per la rappresentanza femminile in posizioni di vertice. La presenza di donne nella leadership senior del 30%, attestandosi su un 36% totale.

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LEGGI ANCHE: La differenza di compenso tra uomo e donna, spiegata con una birra

Facebook e le minoranze, ancora troppo poco

Cosa succede riguardo alle minoranze etniche? I dipendenti di colore sono cresciuti dal 2 a 4% e anche gli impiegati ispanici sono aumentati nell’ultimo anno, passando dal 4 al 5%. I numeri scendono vertiginosamente se si prendono in considerazione ruoli tecnici (solo l’1%) e di leadership (2%), dove negli ultimi cinque anni la situazione è stata totalmente piatta. Nei ruoli dirigenziali, i dipendenti ispanici sono calati dal 4 al 3 per cento.

La percentuale di dipendenti statunitensi che si identificano come LGBQA + o Trans + è aumentata fino all’8% quest’anno, dal 7% nel 2017.

Nonostante i lenti ma progressivi miglioramenti, Facebook è ancora un’azienda prevalentemente maschile e bianca o asiatica. Sembra altamente improbabile che la situazione sia destinata a cambiare drasticamente in poco tempo e, sebbene questo sia già il quinto report dell’azienda sulla diversità, oltre due terzi dei vertici aziendali sono ancora bianchi.



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Facebook non è gratis per le aziende: come darsi pace

 

Per chi ha intenzione di promuovere il proprio brand su Facebook, arrivano costanti aggiornamenti che lo informano di quanto la portata organica (il numero di persone che raggiunge con i propri post spontaneamente, senza pagare) sia destinata a diminuire:

dall’affossamento dei post contenenti “termini promozionali”, all’incremento di visibilità per quelli degli amici a discapito delle pagine, passando dai tantissimi strumenti che Facebook dà agli utenti per “spegnerci” quando gli aggiornamenti della nostra pagina diventano poco interessanti

Di fatto la certezza è una sola:

la Portata organica dei post si sta letteralmente suicidando arrivando in alcuni casi all’1% della fan base e mettendo in crisi imprenditori, aziende e Social Media Marketer che non sanno più cosa inventarsi per racimolare qualche like in più e uno spiraglio di visibilità nel flusso di notizie che ogni giorno incuriosisce e coinvolge gli utenti.

Chissà, nel breve termine potrebbe arrivare allo 0%.

Fioccano quindi lamentele, insulti e minacce di fuga, della serie ” Ma non era gratis?”, “Ti immagini mi metto a spendere soldi anche su Facebook!”, “Basta eh, ora chiudo tutto e vado su Google Plus, lì sì che sanno come trattare le genti!”, pensieri e frasi che animano blog, gruppi e forum ma che sicuramente non hanno niente a che vedere con il Social Media Marketing.

Qualunque cosa tu voglia fare ecco ciò che devi sapere prima di prendere la TUA decisione

1) Se pensi di mollare Facebook e trasferirti in un altro social network…

Fallo pure.

Tieni presente però che non dovresti scegliere i Social Network da abitare in base a dove si spende meno, ma a dove si trovano, si esprimono e si informano le persone che vuoi raggiungere (le tue target audience), qualitativamente e quantitativamente parlando.

Questo non significa che Facebook è l’unico, supremo Social Network in cui dovresti investire, ma nel caso in cui le persone che vuoi raggiungere siano lì e abitino costantemente proprio quello spazio, lasciarlo perdere non ha davvero senso in termini di business.

2) Se pensi che Facebook sia gratis…

Facebook non è gratis, per due motivi:

Prima di tutto perché non è una Onlus e Mark Zuckerberg non è un tenero benefattore: trattasi di società quotata in Borsa e di giovane rampante che ha visto bene di fare del business con la sua fantastica idea.

Se ti sei chiesto come fa Facebook i soldi (tanti soldi) la risposta è molto semplice, poiché, proprio come Google, monetizza massimamente con la pubblicità che viene fatta al suo interno (Facebook ADS) e non solo.

Secondariamente, anche se non investi in Facebook ADS, non credere che Facebook sia gratis: non è gratis il tempo che dedichi tu o i tuoi dipendenti a gestire la presenza aziendale in questo social, non è gratis il professionista che paghi perché lo faccia, di base comunque non era gratis nemmeno prima.

3) Se pensi che Facebook sia un malvagio-succhia-soldi…

In parte è vero: come detto sopra, è una società quotata in borsa e non vive di aria.

Da un’altra parte, le persone si connettono a sempre più amici, Pagine e Applicazioni, lo spazio nel NewsFeed quello è e filtra circa 1500 aggiornamenti al giorno per restituirne a ciascun utente circa 300: la competizione è alta e lo sarà sempre di più, complice il mare magnum di contenuti che ogni giorno produciamo.

[Per capire come funziona l’algoritmo della Sezione Notizie di Facebook]

È chiaro che Facebook giochi su questo, ma è altrettanto vero che si è sviluppata nel tempo una naturale competizione per l’attenzione, che andrebbe bilanciata con un buon mix tra contenuti coinvolgenti e la spinta di ADS.

3) Se pensi che sia ridicolo investire nei Social Network…

Quando decidi di prendere uno spazio pubblicitario nel quotidiano X, ovviamente devi pagare per averlo.

Quando vuoi essere presente a una fiera con il tuo brand, quando vuoi che il tuo spot sia passato alla radio o molto più semplicemente vuoi che venga fatto uno spot per i tuoi prodotti e servizi, sai che nessuno ti regala niente.

Qualunque azione o cosa miri a promuovere ciò che offri non è gratis (a meno che non venga fatta dal cugino del nipote dello zio appassionato di marketing, con risultati in genere commisurati alle sue competenze) e se pensi che anche su Facebook sei presente per finalità legate alla comunicazione della tua realtà aziendale (perché sennò?) è assurdo pensare che sia gratis e che non meriti un investimento (soprattutto se la piattaforma che ospita tutti gli utenti basa i propri guadagni su aziende che vogliono raggiungerli).

4) Se pensi che ce la puoi fare senza Facebook ADS...

Beh, auguri vivissimi.

Gestisco Pagine che hanno un tasso di coinvolgimento ben sopra la media, nonostante questo a stento raggiungono il 30% dei Fan in modo naturale.

Eh sì, anche se la tua Pagina è una fucina di contenuti virali (e quindi largamente soggetti a “condivisione”), la maggior parte delle volte ti ritroverai ad aver raggiunto molto più del numero dei tuoi fan, ma quando andrai a vedere nei tuoi Facebook Insights scoprirai che moltissime delle persone raggiunte non sono fan, proprio perché i contenuti che hai postato sono stati condivisi e visti dagli amici delle persone che li hanno condivisi.

Di base, raggiungere sempre e tutte quelle persone che vorrebbero esser raggiunte da te (i tuoi fan) è diventato praticamente impossibile, per quanto bravo tu possa essere.

È ingiusto, eppure è così.

Se poi pensi, come dovresti, di raggiungere anche persone all’esterno della tua community (quindi non fan) in modo mirato, l’unica opzione che hai è, appunto, investire in advertising.

E quindi…

Ciò che voglio dirti è semplicemente che Facebook non è gratis e non ha senso arrabbiarsi per questo, visto che i Social Network sono anche un canale di business per le aziende (viceversa avrebbe senso il Social Media Marketing?) e che forse la miglior cosa da fare, dopo aver valutato che Facebook sia davvero l’ambiente in cui incontrare i nostri target e coinvolgerli, é mettere a budget un tot da investire in ADS.

Sì: il Social Media Marketing non è gratis e Facebook è il Social Network che ce lo ricorda meglio di tutti, basta fare pace con questo concetto.

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Ecco quali social network utilizzare


Dopo aver conosciuto le basi del social selling, passiamo allo step successivo e vediamo come ottimizzare e sfruttare i diversi canali social per rafforzare la strategia di social selling.

LEGGI ANCHE: Acquisire Instagram è stato l’affare del secolo per Facebook

Rivediamo e fissiamo alcuni concetti chiave.

  • Social selling significa far leva sui social network per creare e coltivare relazioni che arricchiscano e migliorino gli sforzi e i risultati in termini di vendite.
  • Il social selling è un’attività volta ad allineare il team di marketing e quello delle vendite: creare contenuti mirati da una parte a nutrire i lead e dall’altra a generare contatti.
  • Il social selling contiene un insieme di iniziative e attività messe in atto dopo essere entrati in contatto con un potenziale cliente (lead) e che consistono nel “nutrirlo” di contenuti e offerte, da qui appunto la parola nurturing. Ma di questo vi parleremo più avanti.
  • I social network hanno modificato il proprio approccio trasformando il valore sociale accumulato in questi anni – in termini di iscritti e relazioni – in opportunità di business per le aziende.

Social selling

È proprio su quest’ultimo punto che vogliamo concentrare la nostra attenzione. Quante volte vi sarà capitato di creare strategie o funnel di marketing il cui risultato finale non coincide con l’acquisto del vostro prodotto o con la fruizione del vostro servizio? Se la risposta è spesso, siete nel posto giusto. I social network rappresentano un’ottima opportunità per migliorare le vostre attività di social selling.

LEGGI ANCHE: Cos’è e a cosa serve il social selling, consigli base per principianti

Avere una presenza attiva nei vari canali social, infatti, permette di comunicare in modo diretto con i potenziali clienti e comprendere meglio quali informazioni siano di loro interesse. In che modo? Presto detto. Ecco alcune azioni social da mettere facilmente in campo:

  • Ritwittare un tweet di un cliente
  • Fare un endorsement ad un cliente su LinkedIn
  • Mettere like su un post di un cliente su Facebook
  • Condividere un Blog post aziendale su Facebook, Twitter, LinkedIn e G+
  • Studiare i clienti su LinkedIn e Twitter prima di un incontro
  • Seguire i potenziali clienti su Twitter

Social Selling

Vediamo nello specifico come utilizzare i diversi social per sfruttare al massimo una strategy di social selling e ottenere i risultati sperati. Partiamo proprio da LinkedIn, il social che più di tutti i presta a questo tipo di attività.

Il social selling con LinkedIn

LinkedIn è sicuramente uno dei social network più utilizzati da professionisti per creare connessioni e sinergie lavorative importanti. Molti dei nostri potenziali clienti (soprattutto B2B) sono qui, è ora di intercettarli. Ecco come:

  • Completate e ottimizzate il profilo con tutte le informazioni necessarie
  • Aggiungete contenuti relativi alla vostra azienda (Slideshare, video, immagini)
  • Aggiungete segnalazioni, competenze, endorsement
  • Usate il motore di ricerca avanzato per selezionare i possibili clienti
  • Visualizzate i dettagli dei clienti, filtrando per collegamento (1°,2°, 3° livello)
  • Verificate chi ha visitato il vostro Profilo
  • Iscrivetevi e partecipate attivamente ai gruppi di settore, offrendo il vostro contributo
  • Postate contenuti di valore
  • Entrate in contatto con Senior Executive e Decision Makers

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Il social selling con Instagram

Ebbene si, è sempre più frequente concludere vendite e acquisire clienti sul social delle immagini. Instagram, infatti, si è rivelato particolarmente indicato per coinvolgere gli utenti. Vediamo le prime cose da fare:

  • Cercate di aumentate il numero di follower
  • Commentate le foto e i video dei vostri follower
  • Scrivete commenti reali, genuini e informativi ( non in stile chatbot o raccimola follower)
  • Utilizzate hashtag pertinenti e utili
  • Scrivete una didascalia per i vostri contenuti che sia chiara, esplicativa ed esaustiva
  • Utilizzate quanto più possibile le Stories che piacciono molto agli utenti
  • Condividete nelle Stories foto di eventi aziendali, nuovi prodotti o servizi
  • Utilizzate i video o la IG TV per raccontare il dietro le quinte della vostra azienda

Il social selling con Facebook

Social Selling

I clienti sui social discutono del vostro prodotto, dovete partecipare alla conversazione, ascoltare, raccogliere opinioni, affrontare perplessità ed entrare in contatto diretto con loro. Il posto migliore? Facebook ovviamente. Ecco alcune buone pratiche da mettere in campo:

  • Ottimizzate il vostro profilo con tutte le informazioni richieste
  • Condividete contenuti attinenti al vostro ruolo, settore, interessi personali etc.
  • Gestite la community e prevedete risposte personalizzate
  • Includete una call to action nei post
  • Pianificate la pubblicazione settimanalmente
  • Utilizzate il market place di Facebook per tastare il terreno
  • Iscrivetevi ai gruppi e alla fan page di vostro interesse per monitorare gli interessi



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Facebook, arrivano le AR Ads e il Video Creation Kit

Che Facebook puntasse moltissimo sulla Realtà Aumentata non è mai stato un segreto; già un paio di anni fa alla F8 developers conference Zuckerberg annunciava che sarebbero stati 3 i principali elementi a guidare lo sviluppo della piattaforma nei successivi 10 anni, ovvero Intelligenza Artificiale, Connettività e, appunto, Realtà Aumentata.

Ciò che però si scopre con questo annuncio è l’ulteriore passo in avanti che il gigante blu fa nella direzione di un advertising sempre più coinvolgente, in modo mai visto fino ad ora: le Augmented Reality Ads.

Facebook annuncia inoltre un altro paio di interessantissime novità, tra le quali un tool pensato per creare video mobile first in modo semplice ed efficace e l’ulteriore espansione dello shopping su Instagram.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Le Augmented Reality Ads per un’esperienza di coinvolgimento unica

Pensate per il mobile, questa tipologia di Ads offre all’utente un’esperienza di interazione completamente nuova; ad esempio Michael Kors, che è stato il primo brand a testarne le potenzialità, attraverso questo formato permette alle persone di provare gli occhiali in vendita e completare un acquisto in base all’esperienza fatta; sì, attraverso l’AR si possono esperire i prodotti (e forse a breve anche i servizi?) in modo mai visto prima, portando l’engagement a un nuovo livello.

Facebook annuncia di aver fatto altri test con numerosi partner del settore fashion, cosmetica, intrattenimento, accessori e non solo e di essere al lavoro per espandere la tecnologia anche ad altri settori.

I video al centro dell’esperienza: il Video Creation Kit

Poiché il 79% delle persone per conoscere un prodotto preferisce guardare un video che leggere il testo di una pagina, va da sé che ormai è diventato imperativo inserire questo formato nel proprio piano editoriale e media (anche in vista delle evoluzioni di cui sopra); proprio in quest’ottica Facebook ha lanciato il Video Creation Kit in modo da rendere più semplice e alla portata dei più creare video di impatto, ottimizzati per il mobile.

Il Video Creation Kit permetterà agli inserzionisti di creare video a partire da immagini già esistenti, aggiungere loghi e overlay;

lo strumento è ancora in fase di test e verrà reso disponibile per tutti gli inserzionisti a partire da questo Agosto.

Shopping on Instagram arriva anche nelle Stories

Non finisce qui la serie di annunci, infatti Facebook dichiara che la possibilità di taggare i prodotti su Instagram verrà espansa alle Stories oltre che ai post e che viene aggiunto un nuovo formato adv pensato per lo shopping e specifico per Instagram, Collection.

Il nuovo formato permetterà di scorrere diversi prodotti, senza uscire da Instagram.

Facebook non accenna ad arrestare la sua corsa verso la creazione di strumenti sempre più coinvolgenti, ma soprattutto mirati a portare all’acquisto immediato, più che alla mera notorietà e considerazione.

Resta da vedere quanti brand riusciranno a capire il potenziale di questi nuovi tool e integrarli velocemente nella propria pianificazione, acquisendo un vantaggio competitivo non da poco.

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Acquisire Instagram è stato l’affare del secolo per Facebook


Era il 2012 quando Facebook annunciò al mondo di aver acquisito Instagram per un miliardo di dollari e Mark Zuckerberg s’impegnò a costruire e a far crescere l’app in modo indipendente. A 6 anni dall’acquisto, com’è la situazione?

Alcuni lo definiscono l’affare del secolo. Sì, perché il social network delle foto cresce più velocemente di Facebook e sembra non arrestarsi. Le previsioni sono più che positive: in cinque anni arriverà a 2 miliardi di iscritti.

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Nel 2012 il suo valore era di 1 miliardo di dollari; a quanto ammonta oggi? Secondo le stime della Bloomberg Intelligence, attualmente, il suo valore raggiunge i 100 miliardi di dollari. Impressionante, no?

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Quanto è cresciuta Instagram?

Chi utilizza maggiormente Instagram appartiene ad un target differente rispetto a quello di Facebook: si tratta degli utenti più giovani.

Inoltre, i risultati degli ultimi anni sono stati davvero sorprendenti e la crescita è stata rapidissima: 1 miliardo di utenti, una crescita di 200 milioni dallo scorso settembre e 400 milioni di utenti che seguono le Stories. Per non parlare delle importanti novità che l’app continua ad annunciare.

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Da poco, infatti, è nata IGTV: in pratica, la televisione su Instagram. Gli utenti possono registrare ed inserire video fino ad un’ora di lunghezza.

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Quanto ha giovato a Facebook?

Partiamo dal rispondere ad una domanda specifica: quanto pesa Instagram sul fatturato di Facebook? Alla fine del prossimo anno fiscale il suo peso potrebbe raggiungere il 16% e superare di molto il 10% circa dello scorso anno. 10 miliardi di dollari, grazie alla pubblicità.

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Altro dato importante: Instagram attira nuovi utenti molto più velocemente di Facebook. Il contenuto principale veicolato dal social network sono le foto e, probabilmente, per questo motivo è più apprezzato dai giovani e risulta più appetibile e intrigante di altri social.

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Cosa c’è nel futuro di Instagram?

Ciò che gli investitori si aspettando da Instagram è, sicuramente, il miglioramento della capacità di monetizzare gli accessi e la creazione di una struttura più solida, capace di assicurare dei guadagni imponenti.

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Foto ma non solo, anche video, Stories e streaming per raccontare le vite dei propri utenti.



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dagli sticker per le domande su Instagram ai QR code su LinkedIn


Celebriamo il primo venerdì di luglio (e quindi l’avvicinarsi della tanto sognata e attesa pausa estiva) con la nostra rubrica Week in Social, che raccoglie tutte le novità dal mondo dei social media introdotte questa settimana.

Tra Instagram, Facebook e WhatsApp possiamo affermare che Mark Zuckerberg si è dato parecchio da fare, mentre LinkedIn cerca di trasformare le conversazioni offline in connessioni online grazie al QR: vediamo insieme quali sono tutte le nuove funzionalità che possiamo testare nel weekend.

Su Instagram gli sticker per le domande e per la musica

Partiamo con il primo aggiornamento, forse il più interessante per i marketer, ovvero l’introduzione di un nuovo sticker nelle Instagram Stories che permette agli utenti di porre una domanda a risposta aperta ai proprio follower.

Questa nuova feature, al momento ancora in fase di testi ma già disponibile per alcuni utenti in Italia, renderà le Stories ancora più interattive, rispetto all’utilizzo del sondaggio a risposta multipla.

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Anche Luca La Mesa, Top Teacher Ninja Academy ha commentato la novità:

“Una delle tante novità di Instagram per rendere più interattive le Storie. Gli utenti si stanno abituando sempre di più a consultarle e i creator stanno sperimentando sempre nuove modalità di coinvolgimento”.

Rimaniamo in ambito Instagram Stories ma cambiamo musica! Anzi, forse è meglio dire aggiungiamo: grazie a un nuovo sticker sarà possibile infatti scegliere un brano da utilizzare come “colonna sonora” della vostra Storia. Non vedete l’ora che questa funzione arrivi anche in Italia, vero?

Su questo tema, Luca La Mesa pensa che:

“Facebook sta facendo grandi passi avanti negli accordi musicali e la possibilità di estendere questa funzionalità anche ad Instagram è un grande regalo per tutti noi creatori di contenuti”.

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Infine, Instagram ti aiuta a orientarti nel feed con la nuova notifica “You’re all Caught Up” ovvero “Non hai nuovi contenuti da vedere”, un messaggio che ti informa quando hai visto tutti i nuovi post pubblicati nelle ultime 48 ore dai profili che segui.

Sappiamo che può essere difficile tenere traccia dei contenuti già visualizzati [soprattutto dopo l’aggiornamento dell’algoritmo n.d.r.]. Con questo messaggio avrai una migliore comprensione del tuo feed e saprai che non hai perso foto o video recenti”, scrive proprio Instagram nel comunicato stampa pubblicato sul proprio blog.

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Facebook mostra tutti gli annunci attivi delle pagine

Passiamo ora a Facebook, che continua il suo impegno in ambito di trasparenza e protezione della privacy dei propri utenti rilasciando una nuova feature che permetterà a chiunque di vedere quali sono le inserzioni pubblicitarie attive di una Pagina. Nello specifico, nella nuova sezione “Info e Annunci” saranno visualizzabili gli annunci che una Pagina pubblica su Facebook, Instagram o Messenger e gli utenti avranno la possibilità di segnalare qualsiasi pubblicità sospetta con un clic su “Segnala annuncio”.

Luca La Mesa dice che questa è:

“Sicuramente la notizia più importante della settimana. All’interno del Social Media LIVE Program abbiamo subito fatto un esercizio per analizzare le pubblicità dei principali brand di moda e fatto un confronto con i più importanti brand coinvolti nei Mondiali di Calcio in Russia. Consiglio a tutti di integrare i propri report social mensili con una sezione sull’analisi delle pubblicità della concorrenza”.

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Vi sembra di passare troppo tempo della vostra vita su Facebook? La piattaforma sta testando una nuova funzionalità chiamata “Your Time on Facebook” che vi consentirà di monitorare le ore trascorse sul Social e pensare a un eventuale Digital Detox, in caso risultino essere troppe. Si tratta nello specifico di una piccola dashboard che raccoglie i minuti spesi su Facebook, divisi per giornate, dove è possibile impostare dei limiti di tempo che, una volta raggiunti, vi impediranno automaticamente di accedere alla piattaforma.

Basterà questo per fermare la dipendenza da smartphone? Luca commenta così:

“Nel 2016 durante il programma Hive@Harvard abbiamo parlato molto di Digital Detox e sono a favore di tutti gli strumenti che permettano agli utenti di prendere consapevolezza del tempo speso sui social. Ricordo che quando Microsoft lanciò la prima Xbox Bill Gates impostò un timer per limitare il tempo che il figlio dedicava ai videogiochi”.

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WhatsApp introduce una novità per i gruppi

L’ultima novità di questa settimana riguarda l’app di messaggistica di proprietà di Zuckerberg: è stata introdotta una nuova funzionalità che permette agli amministratori dei gruppi di WhatsApp di comunicare in modo unidirezionale con i partecipanti. Cosa significa? In parole semplici, vuol dire che i proprietari dei gruppi potranno essere gli unici in grado di inviare messaggi agli altri utenti.

Questo aggiornamento giova maggiormente ai marketer che possono così sfruttare l’applicazione per inviare annunci, news, promozioni e altro materiale pubblicitario agli iscritti a un gruppo, al posto di inviare classiche newsletter o SMS.

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LinkedIn integra il QR code per il profilo personale

Alla fine di giugno la piattaforma proprietà di Microsoft ha introdotto un nuovo modo semplice e veloce per connettersi con altri utenti, dedicato principalmente a coloro che stanno partecipando a una conferenza di settore, un evento aziendale o un business meeting. Si tratta di un codice QR associato al proprio profilo personale LinkedIn da utilizzare per connettersi con altri utenti tramite la semplice scansione dello stesso.

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Questa novità giova soprattutto freelance e professionisti, che possono inserire il proprio codice QR su brochure e materiale per eventi, sito web personale, badge o direttamente sul proprio curriculum.



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