dall’addio a Google+ ai video più lunghi di 15 secondi su Instagram


L’appuntamento fisso con i più interessanti aggiornamenti dal mondo dei social media è qui come sempre per svelare tutte le news più interessanti della settimana. Non è stata solo la settimana dell’arrivo dei Nametag su Instagram di cui abbiamo parlato anche qui, ma di tantissime altre fresche novità.

Scopriamole insieme.

Nuovi strumenti contro il bullismo e video più lunghi su Instagram

Nuove procedure per combattere il bullismo sull’app. Su Instagram non ci sarà più spazio per i bulli. Secondo le ultime indiscrezioni comparse sul blog di Instagram la società ha annunciato l’introduzione di sistemi di machine learning in grado di rilevare automaticamente comportamenti offensivi su foto e didascalie.

Questi nuovi strumenti saranno in grado di:

  • rilevare foto e commenti non appropriati;
  • scansionare otticamente le foto che vengono postate all’interno dell’app;
  • inviare i post considerati offensivi ai moderatori della community per la revisione.

La lotta al cyberbullismo era già iniziata qualche mese fa quando Instagram aveva introdotto un filtro per i commenti molesti disponibile per le sezioni Feed, Esplora e profilo.

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Instagram combatte il cyber bullismo

Con questo aggiornamento questa funzionalità è stata estesa anche ai video live, in modo da poter bloccare in real time i commenti scorretti e mantenere alta la sicurezza degli utenti. Ma le novità sul fronte bullismo non finiscono qui. Instagram si propone come mezzo per diffondere la gentilezza.

Infatti, in occasione del mese contro il bullismo appena annunciato negli Stati Uniti, è stato reso disponibile un nuovo effetto “Gentilezza” tra quelli disponibili nelle Stories. Il nuovo filtro è stato sviluppato insieme Maddie Ziegler, giovane autrice e ballerina e nota attivista nelle campagne anti-bullismo.

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Basterà seguire il profilo di Maddie Ziegler per vedere apparire tra gli effetti della fotocamera “Spread Kidness” che sembra essere un vero e proprio manifesto per diffondere la gentilezza nel Mondo ma sopratutto all’interno dell’App.

Luca La Mesa, docente Ninja Academy ha commentato così questo aggiornamento:

“Lo scorso anno nel programma Codice su RaiUno parlammo delle soluzioni di intelligenza artificiale che Facebook stava implementando nei suoi prodotti. Grazie al machine learning si può aiutare a contrastare il bullismo e anche a rendersi conto se i comportamenti di un utente sono simili a quelli di qualcun altro che poi ha provato a levarsi la vita. Facebook ha un team dedicato allo studio delle soluzioni ad impatto sociale e queste sono solo alcune iniziative che fanno sperare per il meglio”.

Ma per Instagram c’è anche un’altra novità: arrivano i video più lunghi di 15 secondi all’interno delle Stories.

È in fase di implementazione un altro aggiornamento di cui saranno felicissimi tutti gli amanti delle Instagram Stories.

Secondo alcune indiscrezioni sarà a breve disponibile la possibilità di caricare video più lunghi della classica durata di 15 secondi. La nuova funzione che verrà introdotta gradualmente, taglierà automaticamente in segmenti i video di durata superiore.

Per farlo basterà semplicemente continuare a tenere premuto il tasto utilizzato per creare le Stories. In questo modo non avremo più limiti nella registrazione dei nostri video e potremo tranquillamente girare video di durata superiore senza doverci interrompere o senza utilizzare app terze per ritagliare il video.

Unico limite sarà quello che il testo che sarà presente nel primo segmento del video non si replicherà automaticamente sui segmenti successivi della Stories. L’aggiornamento non è al momento disponibile su tutti i dispositivi e in tutti i Paesi.

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Facebook ha presentato Portal e un aggiornamento per il Pixel

Ogni settimana da Menlo Park arrivano nuovi aggiornamenti e news super interessanti. Non è da meno quella di questa settimana.

Come vi avevamo anticipato la scorsa settimana, Facebook ha lanciato il suo primo device. Si tratta di Portal un dispositivo di comunicazione video per la casa che grazie alla tecnologia AI, rende le videochiamate semplici e piacevoli. Il dispositivo dispone di intelligenza artificiale e la smart camera permette in maniera automatica di seguire automaticamente i soggetti della videochiamata attraverso panoramiche e zoom. Inoltre l’audio Smart Sound riduce al minimo i rumori di sottofondo migliorando le voci di chi parla.

Facebook Portal

Portal non è un semplice strumento per le videochiamate, ma è un vero e proprio smartphone speaker, poiché permette anche di ascoltare e di acquistare musica, cercare informazioni, visualizzare foto e guardare video (esclusivamente attraverso Facebook Watch).

Saranno inoltre introdotte a breve nuove funzioni di realtà aumentata che adotteranno la piattaforma Spark AR, per rendere le chiamate ancora più divertenti e interattive.

Facebook portal

Al momento il device è disponibile solo negli Stati Uniti in due differenti versioni da 10 e 15 pollici. Facebook ha inoltre comunicato che le video conversazioni che avvengono su Portal non saranno in alcun modo registrate, conservate o ascoltate, assicurando i più alti standard di privacy possibili.

L’era del telefono fisso pare definitivamente tramontata.

Una novità che interesserà sicuramente a sviluppatori e inserzionisti è quella dell’aggiornamento per i cookie dei Pixel.

Come annunciato dal 24 Ottobre 2018, Facebook apporterà delle novità significative alle gestione dei cookie relativi ai pixel di tracciamento. Il pixel di Facebook come già noto, serve per attivare delle campagne di retargeting e a misurare efficacia e conversioni delle nostre inserzioni.

In precedenza il pixel di Facebook aveva sempre basato il suo funzionamento su cookie di terze parti. Con questo aggiornamento si inizierà a parlare di cookie di prima parte, poiché i cookie diventeranno di proprietà del sito web in cui è stato installato il pixel.

Facebook ha deciso quindi di attivare i cookie di prima parte con una sostanziale differenza: i biscottini magici diventano possesso del sito web in cui è stato installato il pixel; ecco perché si parla di prima parte, a differenza dell’altra tipologia che riguarda i cookie appartenenti ad un sito appunto terzo. Questa tipologia di cookie vengono infatti conservati meglio dai vari browser ed evita ad esempio come avviene per esempio con Safari, la disabilitazione preventiva che fa perdere dati preziosi al pixel di Facebook.

Questa novità ci permetterà di raggiungere più utenti su Facebook attraverso campagne di retargeting oltre ad effettuare misurazioni e report più precisi.

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Bye Bye Google+

L’annuncio della chiusura di Google+ non ha sorpreso nessuno. Ormai erano diversi mesi che circolavano voci sull’imminente chiusura. Quello che invece che molti non si aspettavano è una delle cause principali è stato un bug che avrebbe esposto la sicurezza di milioni di utenti e di cui l’azienda era a conoscenza già da diversi mesi.

Una comunicazione che non è arrivata proprio in maniera spontanea. Infatti è stato il “Wall Street Journal” a raccontare della vulnerabilità di Google+.

Google ha scoperto l’errore di sicurezza la scorsa primavera, ma non ha rivelato il risultato a causa dei timori di controllo regolamentare e danni alla sua reputazione soprattutto dopo lo scandalo Cambridge Analytica che aveva da poco colpito Facebook.

Non solo sicurezza ma anche problemi di engagement. Secondo gli ultimi dati la piattaforma ha dimostrato di essere poco utilizzata e con un bassissimo coinvolgimento in quanto il 90% delle sessioni ha una durata inferiore ai cinque secondi.

Tuttavia Google manterrà il servizio per le organizzazioni che utilizzano la piattaforma per le comunicazioni con i dipendenti e la società ha dichiarato che continuerà a sviluppare nuove funzionalità per questi utenti.

Luca La Mesa commenta così:

“Nel 2016 nel programma Hive@Harvard parlammo con un membro del team di GoogleX ed era già evidente che Google+ avesse fallito il suo obiettivo ed il team era stato riallocato su altri progetti. Credo che in futuro ci saranno nuovi esperimenti in questa direzione ma bisogna vedere se tramite social network made in G oppure tramite acquisizioni. Di sicuro ciò che potrebbe aiutare la concorrenza sarebbe una proposta di legge europea sulla “portabilità delle reti sociali” come qualche brillante italiano ha provato ad ipotizzare. Cosa si intende? La possibilità di passare da un social ad un altro portandosi dietro tutte le info legate alle nostre connessioni e interessi onde evitare di dover ricominciare da zero a ricostruirle”.

Snapchat si dà alle mini serie

Nel tentativo di trovare nuove modalità per la crescita degli utenti e del tempo di permanenza sulla piattaforma visti anche gli scarsi risultati dell’ultimo anno, Snap ha annunciato oggi una lista di programmi autoprodotti.

Una serie di show, che faranno parte di un nuovo programma chiamato Snap Originals  e che includeranno un mix di sceneggiature e reality che saranno introdotti per la prima volta nei prossimi mesi nella scheda Snapchat Discover.

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Snap Originals prevederà anche gli inediti Show Portals, tramite cui sarà possibile entrare virtualmente nello show con elementi interattivi di realtà aumentata. 

Non mancheranno strumenti come Lenses, Filtri e tanti altri modi divertenti per condividere gli show con i propri contatti nel classico stile Snapchat.

Un format del tutto inedito, con episodi che avranno una durata di appena 5 minuti e che verranno pubblicati ogni giorno e realizzati ad hoc per essere visualizzati da  mobile, sfruttando la visualizzazione in verticale.





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dai tag prodotto nelle Stories agli annunci verticali su YouTube


Settimana troppo intensa? Tanto da non aver avuto nemmeno il tempo per informarvi sulle ultime news provenienti dal mondo dei social media? Niente paura Week in Social è qui per questo.

Ecco, riassunte per te tutte le più interessanti novità social della settimana.

Lo shopping su Instagram diventa sempre più semplice

Da quando Instagram ha introdotto i tag prodotto all’interno dei post condivisi dai brand con un eCommerce, nel mondo sono più di 90 milioni gli utenti che li utilizzano ogni mese.

Per questo il social network di proprietà di Facebook, sta cercando il modo per capitalizzare al meglio, anche in termini di investimenti pubblicitari delle aziende, la sua piattaforma. Pochi giorni fa infatti sono stati annunciati due nuove funzioni per rendere ancora più semplice lo shopping all’interno dell’app.

Come prima novità vi è stata l’introduzione dei tag prodotto all’interno delle Stories. I numeri delle Storie ormai sono in continua ed inarrestabile crescita. Circa 400 milioni di utenti le utilizzano ogni giorno e un terzo delle storie più visualizzate sono realizzate dai brand.

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Un’opportunità più che ghiotta per Instagram, che considerando il limite di spazi utili per consentire ai brand di fare advertising, molto più limitate rispetto a Facebook, sta cercando di garantire sempre maggiore visibilità alle aziende per raccontare i propri prodotti e servizi.

Ma le novità non finiscono qui. Instagram ha inoltre annunciato l’introduzione di un canale dedicato allo shopping all’interno del feed “Esplora”.

InstagramShopping

I canali tematici, lanciati a giugno, consentono di esplorare con maggiore semplicità determinati interessi e approfondire qualsiasi area di preferenza nella sezione “Esplora”. Con questo aggiornamento che sarà integrato nei prossimi mesi, quando abbiamo intenzione di utilizzare Instagram per fare shopping, avremo la possibilità di avere un canale dedicato ai post dei brand che hanno inserito il tag prodotto e scegliere articoli dai nostri marchi preferiti o da marchi similari a quelli che già seguiamo.

Una grandissima novità per gli amanti dello shopping e per le aziende che utilizzano Instagram per incrementare le vendite dei propri prodotti e servizi.

Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa, Top Teacher Ninja Academy:

“Le novità di Instagram si avvicinano sempre più alla funzionalità che molti marketer attendono: l’acquisto diretto dentro le piattaforme. Lo step intermedio sono i tag che portano traffico ad una specifica pagina con i dettagli di prodotto ma credo che il futuro si proverà a finalizzare il tutto senza uscire dalla piattaforma”.

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Snapchat lancia Curated Our Stories

No, Snapchat non è morto. Anzi. Pur avendo accusato il colpo di alcune funzioni interamente riprodotte su Instagram, Stories in primis, il social del fantasmino continua ad essere tra i social network più popolari tra i giovani. Sono ben 188 milioni gli utenti che ogni giorno aprono l’App più di 20 volte, postando circa 3 miliardi di Snaps.

La grande forza di Snapchat in questi anni è stato quello della grande propensione dei propri utenti nel postare contenuti in tempo reale. Per questo motivo l’App ha lanciato Curated Our Stories, per un gruppo ristretto di editori come Cosmopolitan, NBC e CNN.

Un aggiornamento importante per la piattaforma che inizia così la sua avventura nel mondo della condivisione di notizie in tempo reale. Una funzione che aiuterebbe a rilanciare il calo di oltre tre milioni di utenti nell’ultimo trimestre e che potrebbe supportare il ritorno all’utilizzo della piattaforma da parte di nuovi utenti.

Ma come la maggior parte delle novità che introduce, se Curated Our Stories dovesse iniziare a performare è molto probabile che le macchine fotocopiatrici in casa Facebook e Instagram si accendano.

Luca La Mesa, commenta così:

“Snapchat sta provando in vari modi a rilanciarsi e provare a coinvolgere diversi partner è sicuramente una strategia interessante. Avevamo fatto i primi test su Snapchat durante la gestione social, con il CONI, delle Olimpiadi di Rio 2016 ma negli ultimi due anni lo abbiamo abbandonato con la maggior parte dei clienti. Riuscirà a rilanciarsi dati anche i numeri in crescita”.

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Youtube: arrivano gli annunci video verticali

Per garantire anche agli annunci pubblicitari la stessa esperienza di visualizzazione dei video verticali all’interno dell’App, YouTube annuncia l’introduzione del formato verticale anche nelle inserzioni fruite da mobile.

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Una novità che tende ad adeguarsi alle abitudini di fruizione dei contenuti video sulla piattaforma da parte degli utenti, che secondo il rapporto YouTube Data Global, vengono visualizzati per oltre il 70% da dispositivi mobili.

A testare per la prima volta questo formato è stata la Hyundai per il lancio della nuova Kona, producendo degli interessanti risultati che hanno evidenziato un aumento della brand awareness del 33%.

Facebook consente alle pagine di aderire ai gruppi

L’ultimo aggiornamento fresco fresco di conferme ufficiali riguarda una nuova opzione che sta già suscitando un grande interesse da parte di brand e social media marketer.

È infatti stata lanciata la possibilità di consentire l’accesso ai gruppi Facebook anche alle pagine aziendali, in modo da poter interagire in maniera diretta con le loro community.

Da qualche giorno infatti è attiva come impostazione predefinita l’opzione “Consenti alle pagine di inviare la richiesta come membri del gruppo” che permette anche alle pagine dei brand di partecipare attivamente alle conversazioni che avvengono all’interno delle community Facebook.

Essere in grado di interagire in gruppi attraverso le pagine aziendale può rappresentare un mezzo alternativo per generare visibilità e per costruire e migliorare la brand awareness all’interno dei gruppi Facebook, che attualmente sembrano essere lo strumento migliore e a maggiore coinvolgimento del social network.

Cosa ne pensa Luca La Mesa?

“È un dietro le quinte noto a poche persone ma questa funzionalità fu richiesta/suggerita a Mark Zuckerberg da Monica Archibugi quando lo incontrò a Roma insieme a altre startup italiane. Lei raccontò che per gestire il gruppo della sua startup Le Cicogne era costretta a creare un profilo finto. Le settimane successive lui la ringrazio informandola che stava lavorando ad una soluzione. È bello vedere come le piattaforme riescano ad ascoltare gli utenti per migliorarsi sempre di più”.





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