Cosa ha presentato Apple oltre al nuovo Macbook Air


Ha creato tantissime variazioni colorate del suo logo per promuovere l’evento del 30 ottobre. Ad accompagnare gli inviti, la location a sorpresa: la presentazione non è stata infatti nello Steve Jobs Theatre di Apple Park, ma a Brooklyn.

La società ha iniziato con una vera ode al Mac. Il CEO Tim Cook ha rivelato che le installazioni hanno superato 100 milioni di utenti, dei quali il 51% sono nuovi acquirenti. E, secondo lui, è tempo per un nuovo Macbook Air.

Il nuovo Macbook Air

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Il nuovo Air sarà dotato di un display Retina da 13,3 pollici, con una risoluzione di 4 milioni di pixel. Anche le cornici in alluminio sono state sostituite con vetro nero e stretto.

Avrà anche un sensore Touch ID integrato nella tastiera, come i dispositivi palmari di Apple. Apple ha anche promesso che il dispositivo avrà un processore migliore e una memoria maggiore, oltre a una tastiera più stabile e un trackpad più grande.

Il nuovo Macbook Air sarà disponibile in tre nuove versioni, a partire da 1199 dollari e potrà essere acquistato dalla prossima settimana.

Il Mac mini

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Tim Cook ha anche mostrato un dispositivo Mac “piccolo ma potente”: il nuovo Mac Mini, in un elegante grigio.

Cook, che sembrava stamattina avesse bevuto del troppo caffè, ha rivelato un dispositivo Mac “piccolo ma potente”: il nuovo Mac Mini, disponibile in una nuova finitura grigio sexy.

Il nuovo, dispositivo, grazie al’upgrade dei processori, sarà cinque volte più veloce del predecessore. Sarà dotato di 64 GB di memoria interna e verrà venduto a un prezzo a partire da 799 dollari. COme il Macbook Air, può essere già ordinato e sarà disponibile dalla prossima settimana.

iPad Pro

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Come previsto, la presentazione del nuovo iPad Pro è stato il momento clou della serata. Disponibile nelle varianti da 11 e 12,9 pollici, è sottile 5,9 millimetri (il 15% più sottile e il 25% più piccolo del suo predecessore). Come già annunciato, anche questo dispositivo è dotato di Face ID.

Funziona con il chip Bionic A12X, con una grafica apparentemente paragonabile a una Xbox One S. Sarà dotato di magneti che consentono di agganciare la Apple Pencil e la nuova tastiera Folio, che può anche essere caricata in modalità wireless quando collegata.

Le novità di Apple

Oltre ai nuovi dispositivi, Apple ha annunciato alcune novità nello store, tra cui l’aggiunta di 60 nuove sessioni dedicate ai programmi di insegnamento.

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Inoltre, l’app Apple Store mostrerà ora gli eventi dello store Apple più vicino a loro e può essere personalizzata in base ai dispositivi che possiedono.

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Tim Cook ha anche presentato l’ultimo aggiornamento iOS, che verrà rilasciato oggi. I cambiamenti più importanti riguardano il nuovo Group Facetime e 70 nuove emoji, tra cui cupcake e diverse colorazioni di capelli per le faccine.





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Apple annuncia l’evento del 30 ottobre con decine di versioni del suo logo


Apple ha annunciato ufficialmente la data del prossimo evento, 30 ottobre, in cui la compagnia presenterà il nuovo iPad Pro e probabilmente alcuni MacBook aggiornati.

Ma questa volta la differenza è nell’invito: Apple ha fatto qualcosa di diverso.

Ha creato tantissime variazioni colorate del suo logo: ogni volta che si naviga la pagina ufficiale dell’evento, viene caricata una versione diversa dello storico logo con la mela.

Ad accompagnare gli inviti per l’evento del 30 ottobre la location a sorpresa: la presentazione non si terrà infatti nello Steve Jobs Theatre di Apple Park, ma a Brooklyn.

La ricerca di indizi sulle novità parte già dagli inviti ai media, ma la varietà dei loghi rende difficile capire se ci sia un messaggio nascosto.

Le novità di Apple per l’evento

Secondo alcuni rumors, il nuovo iPad Pro avrà lo schermo pieno (senza cornice), sarà dotato di Face ID e sarà disponibile con il display da 11 e 12,9 pollici.

LEGGI ANCHE: Apple si compra una startup che scova i nuovi talenti della musica (anzi no)

 

Altra occasione da non perdere durante l’evento sarà la probabile presentazione del successore del MacBook Air. In agosto Bloomberg aveva anticipato che il nuovo prodotto avrà un display Retina ad alta risoluzione.

Bloomberg ha anche riferito che un nuovo Mac Mini sarebbe in fase di sviluppo e che i prossimi device desktop saranno rivolti a un target che ne fa un uso più professionale: utenti esperti e sviluppatori.

Ecco una gallery del logo dell’azienda rivisitato per la presentazione:

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Abbiamo partecipato all’Ecommerce HUB e vi raccontiamo i 6 trend più interessanti del settore


La Digital Experience è stata il fil rouge della quarta edizione di Ecommerce Hub, evento dedicato al commercio elettronico che ha visto riunirsi a Pontecagnano Faiano (SA) oltre mille partecipanti.

Nella sala plenaria e nei workshop si sono alternati alcuni dei principali esperti del panorama, offrendo una formazione di settore completa sull’universo eCommerce.

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Il commercio elettronico procede verso tecniche sempre più efficaci ed avanzate (machine learning, neuromarketing, marketing automation, chatbot, ecc.), e obiettivo dell’Ecommerce Hub è stato quello di richiamare i merchant (e i loro consulenti) verso l’importanza di un’esperienza d’acquisto fatta da umani per umani.

Cavalcare l’onda dei nuovi trend in una corsa sfrenata alla generazione di profitto rischia di far perdere di vista il vero obiettivo: rendere felici i propri clienti. Investono tempo e denaro nella scelta e nell’acquisto di prodotti e servizi in grado di soddisfare i propri bisogni, si aspettano dunque di vivere un’esperienza di acquisto che sia in grado di coinvolgerli e deliziarli.

Ecco dunque alcuni dei punti salienti trattati nel corso della giornata.

1. Instagram Stories

Una corretta strategia social può incrementare significativamente il fatturato a fronte dello stesso budget pubblicitario (ben distribuito).

Con 250 milioni di utenti giornalieri le Storie su Instagram si rivelano elemento strategico per la veicolazione delle vendite, rivoluzionando di fatto il modo di comunicare, di condividere lanci prodotto e news.

Nate per condividere contenuti rilevanti e immediati in modo naturale e spontaneo, le Stories durano solo 24 ore, ma possono avere effetti più duraturi.

Si rivelano un buon terreno di prova, sono ottime per testare idee di cui non si è completamente sicuri, permettono di ricevere un feedback immediato anche grazie agli sticker sui sondaggi, che non solo catturano l’attenzione, ma sono anche divertenti e semplici da usare.

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Naturalmente, non esiste una formula perfetta per il lancio di contenuti popolari e performanti, ma se generano una buona risposta, se le reazioni sono positive, se gli utenti visualizzano la Storia per intero e senza interruzioni, allora si può considerare l’idea vincente.

Aggiungere le migliori tra gli highlights torna utile per ottenere maggiore visibilità e una reach più ampia.

Lasciare il take over delle Stories ad Influencer, dipendenti e clienti è la chiave per coinvolgere la propria audience, per consentire loro di partecipare attivamente al racconto del brand.

L’opportunità per generare traffico è naturalmente rappresentata dallo Swipe Up, il link che può essere inserito nel contenuto e che porta l’utente su una landing page creata ad hoc (oppure una pagina specifica del sito), garantendo così una piena continuità tra navigazione e shopping.

Si possono inoltre effettuare inserzioni all’interno delle Stories: consentono di utilizzare le opzioni di targetizzazione e copertura per creare pubblicità su misura per le persone che si desidera raggiungere.

LEGGI ANCHE: 5 idee da grandi brand per usare al meglio le Instagram Stories

2. Facebook e la marketing automation

La domanda più frequente quando si parla di questo social network è: funziona per l’eCommerce? Dipende. Spesso funziona quando si lavora con la combo Facebook Catalog e Retargeting automatico del traffico proveniente da tutte le fonti, converte quando ci sono sconti e promozioni esclusive.

Non parliamo inoltre di tempi brevissimi, il 30% delle vendite arriva infatti tra i 12 e i 60 giorni dopo la prima visita.

Anche qualora Facebook non dovesse funzionare per l’acquisto diretto, si conferma però un canale fondamentale per la Lead Generation e la Lead Nurturing per puntare al popolamento profilato del CRM e ad un avvicinamento all’acquisto progressivo.

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Facebook è infatti il miglior alleato della marketing automation, consente di attingere ad un immenso bacino di utenti per ottenere contatti profilati da utilizzare poi via email marketing e sms con comunicazioni a basso costo.

Si possono inoltre rivolgere le proprie inserzioni a utenti con interessi specifici riconoscibili, utenti che hanno interagito con la pagina Facebook e i suoi post, utenti che nel sito hanno visualizzato un prodotto ripetutamente senza acquistarlo, utenti che hanno interagito con un’offerta/un post ma non hanno acquistato, utenti simili a coloro che hanno già acquistato (lookalike), utenti arrivati dai motori di ricerca e quindi ritargettizzati su Facebook, utenti che hanno interagito in chat.

LEGGI ANCHE: Cinque esempi di Facebook Ads design da cui prendere ispirazione

3. Local Search e retail

L’eCommerce registra una crescita costante, ma il 94% degli acquisti retail avviene in modo “tradizionale“. Il punto vendita fisico risulta ancora insostituibile, occorre dunque lavorare affinché il canale incrementi le sue conversioni.

Dove può comparire la propria attività su Google? Nel Local Pack, nel Local Knowledge Panel, tra i risultati organici, tra le app di navigazione.

Pertanto risulta fondamentale l’ottimizzazione della propria scheda Google My Business e l’ottenimento di numerose recensioni positive.

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Luca Bove, Consulente di Digital Marketing ed esperto di Local Search, suggerisce alcuni step da seguire per mettere in atto un’adeguata strategia di Local Marketing.

  • Gestione del listing – Accentramento e pulizia dei dati; aggiornamento costante delle informazioni (indirizzo, telefono, orari, foto); verifica del listing e sync dei dati con i canali esterni e/o con lo store locator; visualizzazione delle statistiche aggregate (nazione, zona) e per singolo POI.
  • Location Page – Ottimizzazione dei meta tag title per includere il nome della città e della nazione in ottica Local SEO; ottimizzazione dei meta tag description per incentivare il CTR di ogni specifica location page; ottimizzazione dei contenuti; tracciamento eventi Google Analytics.
  • Local SEO – Store locator con design responsive; ottimizzazione della velocità di caricamento di tutte le pagine, dell’architettura informativa e del linking interno; gestione ottimizzata dei meta tag title, tag di heading, schema.org, sitemap.xml.
  • Gestione della reputazione – Gestione delle recensioni dei singoli POI tramite Local CMS; visione globale di tutte le recensioni relative ai POI; link automatico per consentire ai clienti di scrivere recensioni; consulenza per la gestione delle recensioni.
  • Paid Search & Social – Campagne geolocalizzate su Google; campagne profilate su Facebook; Store Visits Insights; Local Inventory Ads.

4. Intelligenza Artificiale ed eCommerce

Negli ultimi tempi, i clienti preferiscono comunicare con le aziende attraverso live chat perché è una modalità più pratica ed immediata di un’email o di una telefonata.

Avere un essere umano sempre disponibile in chat, 24 ore su 24 e che risponda in tempi brevissimi, con alti livelli qualitativi e costi contenuti è però impossibile, almeno considerando una sola persona. A questa esigenza viene in soccorso la tecnologia, con l’Intelligenza Artificiale.

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Questa è oggi in grado di comprendere il linguaggio naturale, riconoscendo gli errori di scrittura più comuni, può individuare il tipo di problema segnalato, interpretare lo stato d’animo dell’utente e automaticamente assegnare una priorità. Può rispondere alle domande più ricorrenti e, nel caso in cui non riesca a riconoscere e risolvere il problema, può invitare nella chat un membro umano del team e imparare dalle sue risposte, diventando autonoma nel rispondere a richieste simili le volte successive.

L’AI può essere integrata con tutti i canali digitali oggi disponibili: sito Web, Messenger, Telegram, app mobile iOS e Android, CRM.

Riduce i costi aziendali del customer care, migliora il livello di servizio offerto ai clienti finali e semplifica il lavoro di manager e developer. I risponditori automatici, comunemente conosciuti come chatbot, hanno invece un linguaggio artefatto, mancano di empatia e spesso non forniscono la soluzione al problema. L’AI si basa invece proprio sull’interpretazione del linguaggio naturale e cerca di riflettere un “comportamento umano” nella gestione delle domande/risposte.

LEGGI ANCHE: 3 miti da sfatare sull’intelligenza artificiale e sui rischi che corriamo

5. Email marketing e GDPR

A partire dal 25 maggio 2018 è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri il Regolamento europeo GDPR (General Data Protection Regulation) – relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali.

Come essere certi di agire nel rispetto delle regole ed evitare sanzioni e penalizzazioni sui motori di ricerca?

Newsletter e DEM vanno sfruttate per coltivare relazioni, distribuendo contenuti su richiesta, contenuti in cui sia insito un reale valore per gli utenti.

Padlock over EU map, GDPR metaphor

Il primo step è l’adeguamento dei moduli di iscrizione alla newsletter a una privacy policy in cui vengono identificati trattamento, finalità e responsabilità connesse alla gestione dei dati. È possibile inviare con misura ai propri clienti messaggi su prodotti e/o servizi simili o collegati a quelli che hanno già acquistato tenendo conto delle “ragionevoli aspettative dell’interessato in base alla sua relazione con il titolare del trattamento”. Un’operazione che va effettuata sempre con misura.

Ecco una check-list di cinque domande per verificare se la propria informativa è in linea con la normativa GDPR:

  • Chi? L’identità e dati di contatto di titolare e responsabili
  • Come? Gli scopi del trattamento
  • Perché? Le motivazioni della raccolta dei dati
  • Dove? Il luogo in cui vengono conservati
  • Quando? Il periodo di conservazione

In definitiva, il consenso deve essere preventivo, libero, specifico, informato, inequivocabile.

LEGGI ANCHE: Il GDPR è obbligatorio per tutti. Anche se manca il decreto del Governo

6. eCommerce e Neuromarketing

C’è stato spazio anche per i risvolti psicologici degli acquisti online, misurati con strumenti scientifici. Il neuromarketing può rivelarsi infatti un valore aggiunto per il proprio eCommerce, riuscendo a diminuire gli errori sulle ipotesi di miglioramento, con un impatto su costi e tempi.

Quattro domande, in particolare, hanno un forte impatto sulla psicologia del consumatore.

  1. Ho individuato l’entità di scelta più importante?

Le persone per capire cosa vogliono tra una lista di elementi simili, hanno bisogno di entità comparative, ancora meglio se queste attivano ancore emozionali.

  1. Ho individuato tutti i possibili fattori di stress?

Quando tutte le best practice sono state implementate allora l’elemento di frizione è un dettaglio non decifrabile con gli strumenti classici.

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  1. C’è un modo per entrare in contatto con gli indecisi?

Gli indecisi latenti non si espongono mai direttamente e vogliono sentirsi liberi di valutare nell’anonimato. Sono però disposti a barattare un contatto mail in cambio di informazioni tecnicamente utili alla loro scelta.

  1. C’è un modo per aumentare il passaparola?

Quando al principio di scarsità si uniscono ingredienti ludici, si scarica la tensione competitiva stimolando la condivisione dell’esperienza e il piacere.

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Il web è un mezzo per relazionarsi con persone reali, quando ci concentriamo più su obiettivi di business che sugli obiettivi di chi ci sta scoprendo, tutti gli sforzi di persuasione sono di breve durata.

Non dobbiamo pertanto progettare per le persone ma con le personeQuesto l’obiettivo che l’eCommerce dovrebbe sempre perseguire, il focus da non perdere mai di vista, affinché il “pubblico” smetta di essere target ed i clienti tornino ad essere “persone”, felici.





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Tutti i nuovi dispositivi presentati da Google


Forse un po’ oscurato dalla notizia della chiusura del suo social, Google ha annunciato ieri sera, in diretta su YouTube durante l’annuale evento Made By Google, i nuovi device a marchio, tra novità annunciate e conferme dei rumors, in particolare riguardo al nuovo Google Home Hub.

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Pixel 3 e Pixel 3 XL

Nessuna sorpresa per la prima e più grande rivelazione della giornata: il nuovo telefono di punta di Google, il Pixel 3 e il suo fratello maggiore, XL. Uno smartphone dal design rinnovato con ricarica wireless e una fotocamera frontale grandangolare.

 

Entrambi i Pixel 3 hanno subito numerosi miglioramenti in particolare al software della fotocamera, che ora utilizza l’intelligenza artificiale per evitare inconvenienti come la sfocatura delle immagini; il Night Sight, invece, elimina la necessità di flash anche in condizioni di scarsa illuminazione; e il Super Res Zoom è progettato per mantenere le immagini nitide anche con effetti di zoom estremi.

Entrambi i dispositivi saranno disponibili il 18 ottobre.

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Google Home Hub

La novità più attesa dell’evento è stato probabilmente il nuovo Google Home, nella sua versione con tablet touchscreen. Se ne era parlato molto, tra previsioni e anticipazioni, anche a seguito del lancio di Portal da parte di Facebook. Ma la versione aggiornata dell’altoparlante Home di Google ha davvero stupito il pubblico in sala: l’Hub è progettato per essere una sorta di nodo attraverso il quale è possibile controllare tutti i dispositivi di smart home, nelle singole stanze. Per garantire che gli utenti si sentano completamente a proprio agio usandolo in qualsiasi stanza, non ha fotocamera e regola automaticamente la sua illuminazione.

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Pixel Slate

Pixel Slate è il primo tablet 2 in 1 di Google e il primo a eseguire Chrome OS. Il sistema operativo aggiornato passa senza interruzioni tra le modalità desktop e tablet e offre una suite completa di app Android tramite Play Store.

Google ha anche sfoggiato la nuova tastiera Slate, un sottilissimo “foglio” rimovibile, con pulsanti rotondi, completo di trackpad, che unziona anche con la penna Pixelbook.

LEGGI ANCHE: “Vi racconto il mio primo mese con Google Home”

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Pixel Stand

Il Pixel Stand di Google è una presa diversa dal classico caricabatterie wireless, infatti può trasformare lo smartphone in un piccolo hub: una volta inserito nel supporto di ricarica, l’interfaccia utente di Pixel diventa leggibile a distanza. Il telefono può essere controllato tramite comandi vocali e può fungere da cornice fotografica smart quando non è in uso. Ha anche una modalità sveglia che aiuta un risveglio lento e sereno, il “Sunrise Alarm”.

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L’AI per evitare il telemarketing

Google ha anche annunciato che la sua intelligenza artificiale Duplex sarà in grado di evitare le chiamate di telemarketing.  Se abilitata, l’AI risponderà alle chiamata al posto nostro e consentirà a chi chiama di indicare i motivi della chiamata, fornendo il nome e un messaggio, che potrà essere letto prima di decidere se rispondere o ignorare le chiamate. una specie di segreteria telefonica, ma in versione smart.





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5 esempi di riuso creativo che sono diventati startup


Recycling, Upcycling e Bioeconomy non sono termini new age né una moda passeggera: esistono da sempre e oggi, grazie alle innovazioni tecnologiche, rendono concretamente il nostro pianeta migliore e lo sviluppo più sostenibile, preservando ambienti naturali e non tenendo presente la capacità di assorbimento di scarti e rifiuti.

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La differenza sostanziale tra recycling e upcycling è il primo riutilizza i materiali allo stato grezzo, mentre le discipline legate all’upcycling assegnano una nuova funzione o un diverso utilizzo a oggetti già realizzati. Per esempio, prendiamo una bottiglia di vetro:  con un processo di recycling possiamo fondere il vetro e realizzare un paralume; oppure, possiamo lavare la bottiglia, decorarla e usarla come base per la nostra lampada, in perfetto upcycling.

upcyclyng, recycling

Per bioeconomia  intendiamo l’uso delle risorse biologicamente rinnovabili dalla terra e dal mare allo scopo di produrre cibo, materiali ed energia. La bioeconomia interessa diversi settori tra cui agricoltura, silvicoltura, pesca, alimentare, industria chimica, biotecnologica ed energetica, e rientra in quel sistema che viene definito economia circolare, che prevede il riutilizzo della risorse riducendo o eliminando la quantità di scarto e di rifiuti.

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Le sfide che oggi la bioeconomia si trova ad affrontare sono:

  • garantire la sicurezza alimentare a seguito del costante aumento di popolazione mondiale
  • gestire le risorse naturali in modo sostenibile
  • superare le limitazioni prestazionali e gli impatti di questo modello
  • affrontare le ripercussioni che lo sviluppo delle biotecnologie e delle bioenergie hanno sul nostro sistema sociale
  • ridurre la dipendenza dalle risorse non rinnovabili
  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
  • creazione di posti di lavoro e mantenimento della competitività
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Fonte: http://www.regionieambiente.it/economia_circolare_rapporto_aea/

Il tema di Recycling, Upcycling e Bioeconomy saranno affrontati alla Maker Faire Roma 2018 con talk e workshop, laboratori, dimostrazioni pratiche, stand e innovazioni tecnologiche. Vediamone alcune.

Moda e design possono essere sostenibili

Siamo abituati a rovistare nell’armadio della nonna e girare tra mercatini in cerca di pezzi vintage, unici, antichi ai quali con un occhio diverso possiamo donare nuova vita, facendo quindi upcycling.

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La moda e il design sono del resto due settori creativi che spontaneamente si prestano al riutilizzo di materiali e alla scoperta di nuovi per la realizzazione di oggetti, tessuti e abiti d’arte. In Italia ci sono diverse realtà che hanno fatto della moda e del design sostenibile la loro filosofia.

recycling, upcycling

Officine Frida è un laboratorio di Matera che produce artigianalmente abbigliamento, accessori e complementi tessili di interni recuperando materiali selezionati al termine del ciclo produttivo da aziende locali, come vecchie cravatte di seta, così come altri materiali di qualità non più di “moda” appartenenti a vecchie collezioni.

Un altro progetto interessante è quello di BiOlogic, laboratorio di biomanifattura e centro di ricerca e sviluppo del Sud Italia, che utilizza tecnologie di biological fabrication per la realizzazione di materiali a matrice bio e nuovi processi di lavorazione in ambito manifatturiero.

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BiOlogic è riuscita a creare un tessuto con caratteristiche simili a quelle della pelle partendo da una matrice batterica di prodotti a largo consumo (tè, acqua, zucchero, ecc.). Il tessuto sviluppato, attraverso un processo di recycling, può avere diverse applicazioni da moda e design a settore biomedicale; inoltre, i tessuti a matrice batterica si propongono come alternativi alla filiera industriale della produzione di cellulosa da alberi, abbassando quasi a zero l’impatto ambientale.

Recycling e Upcycling nell’edilizia

“Solo case su case, catrame e cemento”, così cantava Adriano Celentano nel Ragazzo della via Gluck. Era il 1966 e, ancora oggi, l’edilizia non è un settore propriamente green e a basso impatto ambientale.

Tuttavia, la sinergia tra innovazione tecnologica e sostenibilità oggi riguarda anche l’edilizia, prospettando case del futuro progettate nel rispetto e secondo la morfologia dell’ambiente, realizzate con materiali bio e alimentate completamente da fonti rinnovabili.

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Un team di studenti dell’Università La Sapienza di Roma ha progettato e realizzato un prototipo di abitazione del futuro completamente sostenibile ed energicamente autosufficiente. Il progetto Restart4Smart verrà presentato il prossimo Novembre alla competizione Solar Decathlon Middle East 2018, dove l’Italia affronterà altre 16 Nazioni.

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La Smart Solar House sarà in grado di garantire la massima efficienza ed efficacia nell’uso delle risorse naturali, garantire un ambiente confortevole, accessibile, sicuro e competitivo in termini di costi. La casa del futuro sfrutterà tecnologie avanzate come sistemi di Home Automation (machine learning, virtual assistant, inteligent app) e le potenzialità offerte dalla modellazione digitale (BIM), dalla mixed reality (realtà virtuale e realtà aumentata) e dalla stampa 3D.

Anche nell’utilizzo di materiali è possibile sfruttare il processo di recycling. RECO2 è una startup che realizza prodotti funzionali per l’isolamento termoacustico e la pavimentazione bio-compatibile di interni ed esterni, con il 100% di materiali riciclati (vetro, scarti di acciaieia e altri materiali) e un processo produttivo che permette di ridurre dell’80% i costi di produzione e il 90% di emissioni CO2.

Il Mare in 3D: progetto di recupero e riciclo

Secondo un’analisi di Legambiente sull’inquinamento marino Italia,  il 48% dei mari è inquinato e la causa principale è una cattiva depurazione, oltre a una notevole quantità di rifiuti che ogni anno vengono abbandonati sulle spiagge italiane e in mare.

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La scuola di Robotica, finanziata da Costa Crociere Foundation, ha avviato dal 2016 nella Regione Liguria il progetto Mare in 3D. Lo scopo è quello di recuperare rifiuti nel mare e sulle spiagge (materiale plastico, attrezzi da pesca dismessi, ecc.), riciclarli e trasformarli in nuovi oggetti grazie all’utilizzo di stampanti 3D.

Il progetto mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie e la trasformazione di rifiuti in oggetti utili, come kit didattici per le scuole e per ipovedenti, vuole sensibilizzare sulla fragilità dell’ambiente marino e l’importanza della sua conoscenza e tutela.  Il recycling avviene con un processo di raccolta rifiuti, tritatura della plastica per la trasformazione in filamento avvolto in bobine e infine l’utilizzo di quest’ultimo per la creazione di nuovi oggetti con stampante 3D.





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Le sfide e i trend che ci portiamo a casa dal PrestaShop Day 2018


Anche quest’anno il PrestaShop Day ha riunito a Milano la community, per una giornata dedicata al mondo eCommerce. Un’occasione per parlare delle sfide di oggi, ma anche delle novità e dei trend da seguire, per conoscere le storie di successo dei merchant, prendere parte ai workshop formativi, fare networking e lasciarsi ispirare.

Strategia e business planning, UX e UI, gestione logistica, analytics, SEO e social media marketing sono stati solo alcuni degli aspetti affrontati il 27 settembre scorso a Milano.

Per fare il punto su quanto è emerso al PrestaShop Day 2018 e per avere ancora qualche anteprima, abbiamo fatto qualche domanda a Luca Mastroianni, Country Manager Italia di PrestaShop.

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Omnicanalità, internazionalizzazione e mobile

Al PrestaShop Day 2018 si è parlato molto del futuro del retail. Quali sono i maggiori trend da considerare oggi?

«Sta emergendo sempre più consapevolezza circa l’esigenza di offrire un’esperienza omnicanale. Molteplici sono le iniziative di retail fisici che aprono negozi online ma soprattutto mi colpisce positivamente l’opposto: gli online pure players che aprono negozi fisici. Lo store fisico, spesso concepito come pop-up o temporary, diventa l’occasione per pubblicizzare e spingere gli acquisti online. Un esempio interessante è quello di Westwing, operatore leader nell’arredamento online, che ha recentemente aperto un pop-up store nel centro di Milano. In tale scenario, assumono particolare rilevanza gli strumenti di IoT, image recognition ed AI per il tracciamento del comportamento del consumatore per la personalizzazione dell’esperienza».

E per il mercato italiano, quali sono le sfide che secondo te sono più urgenti da affrontare?

«Il mercato italiano sta dimostrando un notevole dinamismo come testimoniano gli importanti tassi di crescita e l’interesse di molti operatori internazionali. Rimane però un mercato relativamente piccolo e pertanto è importante che gli operatori comincino a guardare anche ad altri mercati, in primis l’Europa, per poter raggiungere la scala per competere in questo mercato. Purtroppo sono ancora troppi i negozi online solo in italiano o che vendono solo in Italia».

Il Mobile Commerce è un punto chiave per la crescita delle vendite online. In che modo la giusta piattaforma può aiutare le performance?

«I dispositivi mobile rappresentano in molti casi la prima fonte di traffico per numerosi negozi online. La piattaforma tecnologica deve pertanto favorirne l’esperienza attraverso un design concepito nativamente per il mobile e non adattato dal desktop. Il mobile first è una realtà e non più una tendenza o una novità. Dovremmo considerare inoltre che altre modelli di interazione stanno emergendo come i chat bot ed il riconoscimento vocale».

PrestaShop Day 2018

Numeri e novità dal PrestaShop Day

Il PrestaShop Day è ogni anno occasione di incontro per la community. Quali sono stati i numeri di quest’anno?

«Siamo orgogliosi di vedere la nostra community superare stabilmente il milione di membri in tutto il mondo. L’Italia rappresenta il terzo paese per PrestaShop e sperimentiamo importanti tassi di crescita».

E per il prossimo anno cosa ci riserverà l’evento? Puoi già darci qualche anticipazione?

«Ok vi do un’anticipazione :). Dato il successo del format PrestaShop Day, stiamo considerando di replicarlo con maggior frequenza in più città italiane. Stay tuned!».





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Gli investitori internazionali cercano idee, startup e brevetti innovativi in Italia


Lo scouting di nuovi talenti nel settore della tecnologia e dell’innovazione è sempre in atto, anche da parte di operatori internazionali e provenienti da altri continenti.

L’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane è in continuo contatto con Business Angel, Venture Capitalist, fondi d’investimento, acceleratori e incubatori, e quest’anno ha selezionato oltre 100 operatori internazionali per la partecipazione alla  Maker Faire Rome 2018.

Un luogo di incontro per realtà tecnologicamente all’avanguardia e per startup che si affacciano ora in un settore in cui esiste ancora la possibilità di raggiungere vantaggi competitivi anche in assenza di rilevanti capitali.

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I fondi internazionali e gli acceleratori presenti alla Maker Faire

Tra gli operatori che finanziano startup e progetti di innovazione e che sono alla ricerca di giovani talenti, ci saranno Quest Ventures (Singapore), un fondo leader per le aziende che hanno scalabilità e replicabilità nelle grandi comunità di internet; la società di gestione degli investimenti quali la sudafricana Adinah Capital Partners, o la svizzera BackBone Ventures che rivolge la propria attenzione agli investimenti iniziali e di avviamento, principalmente nel settore dei progetti innovativi di TIC, FoodTech e tecnologie dirompenti.

Parteciperanno inoltre, aziende e acceleratori in cerca di brevetti come la francese Manifesto Innovation Accelerator di Danone e About Communications (bluArc), compagnia telefonica Canadese in crescente espansione territoriale; incubatori come lo Zagreb Entrepreneurship Incubator, che nel 2014 è stato premiato come il miglior istituto di sostegno all’imprenditorialità in Croazia dal Ministero dell’imprenditoria e dell’artigianato.

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investitori internazionali in Italia

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Come far conoscere i progetti innovativi

Fare networking è ancora il primo passo per lo scambio di competenze, ma sono necessari soprattutto luoghi in cui le imprese possano affacciarsi per mettere in mostra i propri prodotti tecnologici, a cominciare dalle piccole e medie imprese, ma anche da quelle piccolissime.

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“Maker Faire si conferma anche come uno straordinario palcoscenico che ospita talk, seminari e incontri scientifici grazie ai quali si può vivere appieno l’esperienza delle grandi trasformazioni tecnologiche in atto”, ha dichiarato Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma.





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Come puoi prepararti al meglio alle selezioni del tuo MBA


Chi vuole frequentare un corso MBA in genere non si ferma alla prima proposta che incontra, ma valuta le possibilità, per scegliere con consapevolezza il percorso che gli consenta di formarsi al meglio.

The MBA Tour offre proprio questa possibilità: attraverso la piattaforma si possono conoscere tutte le informazioni sulle business school più rinomate del mondo e valutare ulteriormente le offerte delle scuole sulla tua lista di preferenze.

Non bisogna dimenticarsi però, che la scelta nel caso di un Master in Business Administration è a doppio senso, e dunque anche i selezionatori in commissione valuteranno il tuo possibile accesso al corso. Ecco perché è sempre utile arrivare a questi incontri prepararti, dopo aver condotto ricerche approfondite sulla scuola, compilando un elenco di domande che mostreranno la tua conoscenza e il tuo entusiasmo per programmi specifici. Senza tralasciare di parlare anche di sé e delle proprie esperienze.

Sono anche queste che possono fare la differenza durante una selezione.

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Come scegliere l’MBA più adatto a te ed arrivare preparato alle selezioni

The MBA Tour è un ottimo modo per incontrare simultaneamente più rappresentanti delle commissioni di ammissione. Ciò non solo ti consentirà di comunicare il tuo interesse per una determinata scuola, ma sarà estremamente utile anche quando scegli il discorso di presentazione per la selezione: avrai l’opportunità di ascoltare consigli gratuiti sul processo di candidatura, imparando così quali sono gli errori da non commettere.

Inoltre avrai la possibilità di cominciare a costruire un network con altri alunni con cui restare in contatto anche in futuro. Imparerai di più sulle scuole che ti interessano maggiormente e potrai indirizzare in modo più efficace le tue candidature.

Per arrivare davvero preparato, ecco una serie di consigli utili da tenere presenti prima di cliccare invia e sottoporre la tua application.

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1. Aggiorna il tuo CV

Probabilmente è un passaggio che hai già completato, ma prima di inviare la candidatura, assicurati che il tuo ultimo curriculum includa davvero tutti i tuoi ultimi risultati professionali, sottolineando obiettivi raggiunti e impatto che hanno avuto sull’azienda.

Cerca, inoltre, di comunicare in modo semplice, senza tecnicismi, in modo che anche chi non appartiene al tuo settore possa comprendere ciò che davvero hai fatto durane il tuo ultimo impiego. In genere si dice che “se non sai spiegarlo in parole semplici non lo hai capito veramente”, ed i selezionatori valuteranno anche la tua capacità di semplificare la spiegazione per rendere comprensibile un problema o una situazione anche a tutti gli altri.

Prima di partecipare a The MBA Tour, puoi anche inserire sulla piattaforma il tuo CV, in modo che le scuole possano esaminarlo e inviarti inviti per MeetUp e School Presentation. Potrebbe risultare molto utile per prendere in considerazioni opportunità che ancora non conoscevi.

2. Poniti degli obiettivi chiari

Frequentare un MBA solo per frequentarlo e possedere un altro titolo non è molto utile neanche nella scelta della scuola più adatta a te. Poniti invece degli obiettivi chiari e cerca il programma più adatto per raggiungerli.

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3. Prepara il tuo elevator pitch

Proprio come si fa per le startup, sarà utile preparare un breve discorso (di circa tre minuti), in questo caso per presentare te stesso alla commissione.

Potrai fornire così ai selezionatori una visione del tuo punto di partenza e dei tuoi obiettivi futuri, includendovi anche qualche elemento delle tue esperienze personali.

Provalo per un po’ di tempo in modo da sentirti a tuo agio nel ripeterlo e non sembrare eccessivamente impostato. Al contrario il tuo discorso dovrà risultare naturale, anche se ricco di informazioni.

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Lasciati ispirare in una delle scelte più significative per la tua carriera

Partecipa al The MBA Tour e ricorda che sarà un’esperienza significativa e informativa che potrebbe ispirarti in una delle tue decisioni professionali più importanti.

Scopri maggiori informazioni per partecipare qui e iscriviti subito gratuitamente all’evento che si terrà a Milano il prossimo 24 settembre, presso il Westin Palace.





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Campus Party, al via la seconda edizione a Milano


Dal 18 al 22 luglio 2018 Milano ospiterà la tappa italiana del Festival internazionale dell’innovazione e della creatività, durante il quale decine di migliaia di ragazzi e ospiti provenienti da tutto il mondo si confronteranno senza esclusione di colpi per (ri)progettare insieme il futuro.

Cinque giorni (e quattro notti), 4mila tende, 7 palchi, 20 mila visitatori attesi, 350 speaker provenienti da tutto il mondo, 450 ore di contenuti, centinaia di partner, tra aziende, istituzioni, community e università. Si tratta della seconda edizione di Campus Party, realizzata in collaborazione con Regione Lombardia, la tappa italiana del più grande festival internazionale sul mondo dell’innovazione e della creatività.

Prende il via la seconda edizione di Campus Party a Milano

“La tecnologia deve essere al servizio della semplificazione, uno dei principali obiettivi della nostra Legislatura; ridurre e gradualmente annullare la burocrazia è fondamentale negli adempimenti inerenti il ciclo di vita delle imprese, ad esempio, ma anche in tutte le procedure che riguardano i singoli cittadini, siano essi studenti, lavoratori, pazienti, o altro. Mettere insieme, con l’evento Campus Party oggi, tutte le teste e le realtà che sono impegnate nell’ambito della tecnologia, significa creare le basi per metterli a rete e a sistema nel futuro, garantendo un’applicazione intelligente di tutto quello che le nuove frontiere offrono sia per l’ambito privato che per quello pubblico” ha detto il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

Le aree tematiche su cui confrontarsi (ma anche trovare ispirazione) sono: scienza,imprenditoria, coding, intrattenimento e creatività. È qui che si incrociano i destini e i talenti di chi già opera o sogna di lavorare nei campi della robotica o dell’ingegneria spaziale, del digital entertainment e della programmazione, della blockchain e del gaming, della computer graphic e della realtà virtuale e aumentata, del biohacking e della fusione uomo/tecnologia ma anche della musica elettronica, dello storytelling, dell’animazione 3D, dell’open source e di altri codici che verranno inventati.

“Campus Party è innovazione e creatività allo stato puro – ha spiegato Carlo Cozza, Presidente di Campus Party Global – perché attraverso la condivisione di passioni e interessi è l’occasione per far nascere quelle idee che cambieranno il futuro del mondo. Campus Party Italia vuole diventare l’appuntamento di riferimento dell’innovazione nel nostro Paese”.

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L’evento diventa quindi anche un grande contenitore di opportunità, che offre la possibilità ai presenti di mettersi in mostra davanti alle migliori aziende italiane e internazionali. I main partner di Campus Party sono AXA, primo brand assicurativo al mondo che si impegna ogni giorno per affiancare i propri clienti e aiutarli a vivere meglio; Nexi, la paytech delle banche, leader in Italia nei pagamenti digitali, e IGPDecaux, numero uno nella comunicazione esterna in Italia per capacità di valorizzare spazi e servizi pubblici, rendendo le città sempre più smart.

Dalla collaborazione tra Campus Party e le aziende partner dell’evento nasce l’iniziativa speciale “Installa la tua tenda”: 1500 biglietti messi a disposizione di tuttii giovani che vorranno partecipare al più grande geek camping al mondo.

“Il nostro scopo è investire nel futuro, questo significa capitalizzare le idee dei nostri giovani, valorizzare il loro talento. In questo senso Campus Party rappresenta un’occasione importante per i nostri studenti per partecipare attivamente alla crescita scientifica e tecnologica del territorio, anche in termini di competitività” – ha commentato il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione Fabrizio Sala – Regione Lombardia sarà una grande protagonista di questa manifestazione. Avrò l’opportunità di confrontarmi con un gruppo di Millenials nel corso di un’iniziativa di Reverse Mentorinig. Il format, estremamente innovativo, prevede un dibattito aperto con un pool di giovani influencer per raccogliere feedback su alcune azioni di Regione Lombardia, al fine di orientarle ed eventualmente correggerle. Inoltre lanceremo un hackathon sulla piattaforma che stiamo già sviluppando in merito all’impiego della blockchain nell’erogazione di servizi innovativi”.

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Importante novità di questa edizione è la Job Factory, area in cui i partecipanti e le aziende possono conoscersi e svolgere diverse attività insieme. Realizzata in collaborazione con Randstad, leader nella ricerca e selezione del personale, la Job Factory è un’occasione davvero unica per avere la possibilità di presentarsi a manager e dirigenti aziendali, mostrare il proprio talento, scambiare opinioni con loro e trovare lavoro.

Il Festival si sviluppa in tre spazi distinti:

● Arena: il cuore dell’evento, con 7 palchi che ospitano talk, panel, interviste, 4 aree workshop e 1 BarCamp, con relatori di spicco nel panorama nazionale ed internazionale. Luogo di lavoro e di sfide con numerosi CPHack – esclusivo format per le hackathon di Campus Party – realizzati in collaborazione con tree, Open Innovation Partner dell’evento. L’Arena è anche il luogo di divertimento senza fine, con Meet&Greet, attività speciali, dj set e attività autogestite dai partecipanti.
● Experience: dove toccare con mano il futuro e le tecnologie innovative –robot, VR, AR, simulatori, tornei e aree dedicate al gaming e all’eSport. Maker,
aziende, istituzioni e università, inoltre, espongono soluzioni e progetti
all’avanguardia.
● Village: dove vivere insieme l’esperienza dell’evento, è l’area di riposo del campusero. Con un vero e proprio campeggio allestito all’interno della fiera, dove riposare in tende fornite dall’organizzazione per tutta la durata della manifestazione e trovare altre infrastrutture dedicate al relax che rendono Campus Party il più grande geek camping al mondo.

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Un programma ricco di speaker

Sono oltre 350 gli speaker che saliranno sui palchi di Campus Party, tra cui i keynote speaker Guido Tonelli, fisico portavoce dell’esperimento CMS al CERN che ha portato alla scoperta del Bosone di Higgs; Jon “Maddog” Hall, Executive Director of Linux Foundation; Edward Frenkel, professore di matematica all’Università di Berkeley in California e autore del best seller “Love and Math” e George Hotz, informatico e hacker statunitense, il primo ad aver eseguito un jailbreak dell’iPhone 3S e un hacking della PlayStation 3.

Non mancheranno voci di rilievo su ogni palco tematico, tra cui Alessandro Avataneo, Coordinatore College Cinema della Scuola Holden, che parlerà di storytelling vs. realtà, Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Matteo Flora, esperto di sicurezza informatica e digital reputation. Víctor Pérez, che ha lavorato agli effetti speciali di Harry Potter e i Doni della Morte e Rogue One: A Star Wars Story. James Hughes, Executive Director dell’Institute for Ethics and Emerging Technologies e autore di “Citizen Cyborg: Why Democratic Societies Must Respond To The Redesigned Human Of The Future”, in cui afferma che il futuro post-umano sia possibile solo attraverso la fusione con la tecnologia.

Per l’intrattenimento serale si prospettano molte sorprese, tra cui la festa di chiusura il sabato sera organizzata da RDS, official radio dell’evento.
Qui tutte le info.



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TIM WCAP lancia la Call for Startups 2018, ecco come partecipare


Torna anche quest’anno la Call for Startups di TIM WCAP, che punta stavolta a intercettare i nuovi trend digitali, aprendo per questo anche a progetti early stage purché innovativi, con un modello di business ad alto potenziale e coerenti con il piano strategico di TIM.

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Chi può partecipare

La call 2018 si rivolge a tutti i progetti digitali degli ambiti Advanced Entertainment, Augmented Communication, Cyber Security, E-Health, Industry 4.0, Internet of Things, Internet of Everythings, Multi Cloud & Wi-Fi Community, Smart Agriculture.

Cosa si riceve

Per il programma 2018 saranno selezionate fino a 14 startup che potranno ricevere un contributo economico di 20.000 euro equity free che saranno assegnati secondo le modalità specificate nel regolamento e un programma di accelerazione finalizzato alla crescita imprenditoriale che si svolge negli hub TIM WCAP di Milano, Bologna, Roma, in collaborazione con il partner tree, e quello di prossima apertura a Napoli, insieme con l’Università Federico II e in partnership con CISCO.

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Il Programma è articolato in due fasi:

  • Fase 1: dieci settimane in cui le startup analizzano il loro progetto, sia dal punto di vista tecnico sia del business, per rafforzarlo e, se necessario, modificarlo.
  • Fase 2: tre mesi dedicati al perfezionamento del progetto e all’esplorazione delle possibili integrazioni con l’offerta e la tecnologia TIM. A questa seconda fase, accederanno solo una parte delle startup, scelte sulla base delle indicazioni espresse dalle business unit TIM.

Durante tutto il percorso le startup, seguite da tutor e mentor qualificati, parteciperanno a panel formativi, sessioni di mentorship one-to-one e momenti di networking. Inoltre le startup selezionate saranno accreditate nell’albo dei fornitori TIM grazie a una procedura veloce dedicata a TIM WCAP.

Le startup selezionate potranno entrare in contatto con le Business Unit aziendali e con il mondo TIM: per quelle che hanno sviluppato applicazioni per aziende e professionisti, sarà facilitato l’accesso a TIM OPEN, la piattaforma che permette di creare app utilizzando le API di TIM e, quindi, di monetizzarle sul TIM Digital Store.

Infine la collaborazione con TIM Business consentirà alle startup di proporre le loro soluzioni alla forza vendita TIM e di partecipare a fiere ed eventi dedicati all’innovazione digitale.

Come candidarsi

Candidare la tua idea è semplice: basta andare sul sito dedicato alla Call for Startups, registrarsi e creare la scheda della tua organizzazione, inserendo i dati e il progetto.

Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile scrivere a info.timwcap@telecomitalia.it.



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