in Italia siamo bravi, ma non lo sappiamo ancora (dice il rapporto AGI/Censis)


Siamo un Paese di trasformazione privo di risorse naturali con il più basso consumo di materiali grezzi in Europa. Tra i più bravi ad estrarre valore dalle risorse utilizzate. Al primo posto per circolazione di materiali recuperati all’interno dei processi produttivi e, non da ultimo, l’industria del riciclo si stima produca circa l’1% del Pil nazionale. Il tema è l’economia circolare. Secondo la Ellen MacArthur Foundation «un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola», un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi. E proprio sull’economia circolare l’Italia può giocare un ruolo rilevante per le ragioni sopra indicate. Anche se il tema è ancora poco discusso. È quanto emerge dal quinto rapporto Agi/Censis Perché all’Italia conviene l’economia circolare, realizzato nell’ambito del programma Diario dell’Innovazione della Fondazione Cotec, che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi, e che è stato presentato oggi nel corso dell’Opening Event GroundBreakers Pioneers of the future della edizione 2018 della Maker Faire Rome, iniziativa dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera. 

Creatività. Proprio all’economia circolare la fiera degli innovatori dedicherà un intero padiglione (il 6) curato da ENI: lo spazio mostrerà i percorsi virtuosi che sono stati sviluppati dalle aziende dotate di una particolare visione a startup che presenteranno come l’innovazione tecnologica, nel modo dell’economia circolare, sia sempre sinonimo di creatività.

Perché siamo virtuosi in 8 punti

Dall’analisi risulta che abbiamo il più basso consumo domestico di materiali grezzi (8,5 tonnellate pro-capite contro 13,5 media UE). Siamo tra i più bravi ad estrarre valore dalle risorse utilizzate (3,34 euro di PIL per ogni kg di risorse, contro un valore medio europeo di 2,2 €/kg). Siamo al 1° posto per “circolazione” di materiali recuperati all’interno dei processi produttivi (18,5% di riutilizzo contro il 10,7% della Germania).

Rifiuti urbani, riciclo e carsharing. Tra le altre ragioni che fanno del nostro Paese un punto di riferimento per l’Europa in tema di economia circolare ci sono i numeri sulla totalità dei rifiuti prodotti (129 milioni di tonnellate): solo il 21% viene avviato a smaltimento (contro il 49% della media europea). Sulla totalità dei rifiuti trattati, l’Italia ne avvia al riciclo il 76,9% (36,2% la media UE). In tema di rifiuti urbani nel 1999 il 68% veniva mandato direttamente a smaltimento. Oggi questa percentuale è scesa all’8% circa. La sola industria del riciclo si stima produca 12,6 miliardi di euro di valore aggiunto (circa l’1% dell’intero PIL italiano).  E poi ci sono gli iscritti al car sharing, raddoppiati in due anni: da 630 mila nel 2015 a 1 milione e 310 mila nel 2017.

Il sentiment

La rilevazione ha consentito anche di cogliere gli orientamenti e il sentiment sull’economia circolare da parte di 1073 soggetti che occupano posizioni e svolgono ruoli rilevanti nel panorama socio economico del paese: imprenditori, liberi professionisti, docenti universitari, dirigenti d’impresa e funzionari pubblici.·

I numeri. Dall’analisi risulta che il 40% degli intervistati sa bene di cosa si tratta. Il 70% ritiene che non riguardi solo recupero riciclaggio e riuso, ma la produzione di tutti i beni. Il principale vantaggio per il 77,8% sarà la salvaguardia dell’ambiente, mentre pochissimi ritengono che possa avere un impatto su PIL e occupazione. Inoltre, il 73% di quelli che conoscono l’economia circolare dice che si imporrà solo se la politica creerà le condizioni abilitanti (i giovani chiedono vantaggi economici evidenti, mentre dopo i 65 anni si privilegiano azioni che incidano sulla sensibilità collettiva). Una percentuale analoga dice poi che il principale ostacolo sarà l’incapacità della politica di favorire il cambiamento. Per il 60% spetta all’Unione Europea guidare questo cambiamento. Menttre la sharing economy (40%) e la decarbonizzazione (36%) risultano come i processi innovativi maggiormente correlati.

Superare il modello lineare

La ricerca contiene anche un’intervista esclusiva realizzata da AGI ad Ellen MacArthur, fondatrice dell’omonima Fondazione nata nel 2009 con l’obiettivo di accelerare la transizione da un’economia lineare verso un modello circolare. “L’economia circolare rappresenta un’opportunità, significa costruire un’economia resiliente, di recupero e rigenerazione. Significa superare il modello lineare, che per quanto lo si possa rendere efficiente alla fine ti fa cadere nel precipizio” ha spiegato Ellen MacArthur.

Un nuovo modello economico

“Nel febbraio 2017, a Lisbona, il capo dello Stato Sergio Mattarella aveva guardato avanti invitandoci a riflettere su un nuovo modello economico, l’economia circolare – ha dichiarato Riccardo Luna, direttore AGI – se ne parla ormai da qualche lustro, ma è solo di recente che l’innovazione tecnologica lo ha reso non solo auspicabile ed etico, ma conveniente e quindi possibile. Del resto anche papa Francesco, nell’enciclica Laudato Sì, invoca l’adozione di un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti”. E ha osservato: «Era insomma inevitabile che Agi e Censis si misurassero con questo argomento così importante eppure ancora sostanzialmente fuori dal dibattito politico e sconosciuto al grande pubblico, come dimostrano i risultati dell’indagine».





Source link

Ecco i pionieri del futuro che apriranno la Maker Faire Rome


Ci saranno Massimo Banzi, curatore di Maker Faire Rome, che parlerà di Democratizing Industry 4.0, Don Eyles, il programmatore che scrisse il codice sorgente delle missioni Apollo e che portò l’uomo sulla Luna, David Baker, editor della rivista Spaceflight che ripercorrerà le soluzioni tecniche che consentirono queste imprese. Ma anche Bruno Siciliano, curatore dell’Area Robotica e Professore dell’Università Federico II di Napoli. E poi ancora Sara Roversi, del Future Food Institute. Sono alcuni dei nomi che il 12 ottobre mattina saranno protagonisti della Opening Conference della Maker Faire Rome, edizione 2018 (la sesta) dell’iniziativa, organizzata dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera. Appuntamento alle 10.30 alla Fiera di Roma, anche in live streaming (QUI le info su come arrivare).

LEGGI ANCHE: Cosa vedremo alla Maker Faire Rome 2018 (dove il futuro si tocca)

Maker Faire Rome

Maker Faire Rome 2017 – Un momento della Opening Conference presentata da Alessio Jacona

I  groundbreakers

La Opening Conference, condotta da Riccardo Luna, farà il punto sui maker che costruiscono il futuro ogni giorno unendo ingegno e passione. Gli apripista: quelli che lavorano nel presente con ciò che costituirà la nostra normalità di domani. Sul palco ci saranno due generazioni di pionieri, che parleranno di viaggi spaziali, di robotica per la salute, di intelligenza artificiale e anche di arte, di nuove frontiere dell’industria e del mondo maker, per concludere con una parte dedicata all’economia circolare.

I super ospiti

Prevista la presenza di Cristina Cipriano, Independent Researcher – Binomica Labs, con uno speech su Makers vs scientists: clever instruments for complex challenges. Di Joseph Puglisi, Professore presso il Dipartimento di Biologia Strutturale dell’Università di Stanford. Domenico Prattichizzo, Professore di Robotica e Haptics dell’Università di Siena, che interverrà insieme ad Alessandro Bondi, protagonista del video Sixth Finger. Alberto Arezzo, Professore associato dell’Università di Torino presso il Dipartimento di Scienze chirurgiche e Presidente del board International Society for Medical Innovation and Technology. Francisco Gomez Paz, Compasso d’Oro, Rafafele Imbò, videomaker, la Gaudats Junk Band, band che suona con strumenti riciclati, Marco Gori, Professore di Computer Science dell’Università di Siena, Lorenzo Bruscio con Musi-co (AI generative music). E poi ancora A-MINT_Artificial_Musical_Intelligence, progetto creato con l’Università di Roma Tre, di Alex Braga, che duetterà con il pianista e compositore Francesco Tristano.

Educational Day

La sesta edizione della Maker Faire Rome si apre anche quest’anno con l’Educational Day. Venerdì 12 ottobre, dalle 9 alle 13, c’è la tradizionale mattinata di formazione gratuita dedicata alla visita delle scuola (l’anno scorso hanno partecipato 25 mila studenti) prima dell’apertura al pubblico, per vedere da vicino tutte le invenzioni dei makers. Il pomeriggio di venerdì, dalle 14, “Maker Faire Rome – The European Edition” si apre al pubblico fino a domenica 14 ottobre.

Economia Circolare

Tra i temi della sesta edizione, un intero padiglione sarà dedicato all’economia circolare ovvero una sintesi sulla radicale trasformazione sociale ed economica che sta cambiando, rapidamente, i nostri stili di vita. Lo spazio mostrerà i percorsi virtuosi che sono stati sviluppati dalle aziende dotate di una particolare visione a giovanissime startup che presenteranno come l’innovazione tecnologica, nel modo dell’economia circolare, sia sempre sinonimo di creatività. Nel padiglione ci sarà chi riesce a trasformare la canapa in bioplastica per stampare, con tecnologie 3D, oggetti indispensabili alla nostra vita o chi produce tessuti utilizzando lo scarto delle lavorazioni casearie o fibre tessili e lane riciclate, o chi realizza prodotti farmaceutici dagli insetti o offre soluzioni al risanamento edilizio con colture microbiche o chi, infine, offre una bioraffineria in scatola per usi domestici.

  





Source link

show