3 lezioni per i marchi del lusso dal boom tecnologico in Cina


Se qualche anno fa avessimo chiesto a un qualsiasi cinese benestante e istruito quale fosse l’azienda per cui avrebbe desiderato lavorare, avrebbe probabilmente pescato una della lista Fortune Global 500.

La stessa domanda, oggi, non darebbe lo stesso risultato: l’attuale generazione sembrerebbe molto più orientata a propendere per piccole startup ad alto potenziale.

La stessa percezione non è cambiata soltanto per i dipendenti, ma anche per i modelli di comportamento e le icone di stile della tecnologia, che hanno radicalmente modificato l’immagine del mondo del lavoro.

Se l’idea di base di una carriera di successo è ormai cambiata (dal lavorare in un grattacielo con vista nel centro città fino a rimboccarsi le maniche in un magazzino trasformato in open space), anche il concetto di lusso (in ambito fashion) è cambiato, accentuando prima il trend del dressing-down e più recentemente l’ascesa della moda streetwear.

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Per i luxury brand tutto si riassume in un approccio pragmatico e snello allo stile che molto riflette il modello new-tech che ha invaso la Cina e il mondo intero.

Siamo nell’era di Google e Amazon, di Tencent e Alibaba, e l’influenza delle società tech può portare grandi cambiamenti nel business dei fashion brand del lusso.

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Imparare dalle startup tech

La febbre per le startup ha ormai contagiato il mondo intero, e soprattutto quelle in ambito tech le sembrano avere maggiori possibilità di successo rispetto a quelle delle industrie tradizionali. La Cina non è stata affatto immune al fenomeno.

L’approccio ROI-driven, diffuso nelle aziende tech, fa sì che raramente si utilizzino strategie troppo costose come endorsement di celebrità o eventi marketing offline tradizionali: le informazioni digitali permettono di quantificare l’impatto di ogni centesimo speso.

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Mantenere è meglio che acquisire è un mantra spesso recitato e applicato sia dalle startup tech che dai marketplace eCommerce (le stesse piattaforme CRM utilizzate da Alibaba si concentrano moltissimo sulle conversioni di vecchi acquirenti).

Questo concetto è stato anche assimilato gradualmente dai fashion brand di lusso che durante eventi chiave come il Single’s Day o il Natale, hanno iniziato una massiccia attività di retargeting su clienti già acquisiti offrendo sconti esclusivi, vendite private e omaggi.

Puntare su partnership (local) vincenti

Seconda grande lezioni per i fashion brand di lusso che vogliono sfondare nel mercato cinese: iniziare il loro percorso creando partnership con piattaforme eCommerce e tech locali.

Da quella di Audemars Piguet con JD.com, in grado di offrire supporto tecnico dall’e-store su WeChat fino a quella più famosa dell’acquisizione di CuriosityChina da parte del colosso fashion Farfetch, le partnership sembrano rappresentare la chiave di volta nel processo verso un innesto di successo nell’ambiente digitale cinese.

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Costruire un personale ecosistema

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Alibaba e Tencent sono famose per aver creato un loro ecosistema a circuito chiuso e, come i due grandi colossi del tech, anche i più piccoli come Xiaomi o Netease’s Yanxuan stanno mettendo in atto lo stesso pattern.

Questi brand tech hanno modificato enormemente il moderno user journey: sia che si tratti di “See now, buy now” o “Social commerce” l’idea dietro entrambe le definizioni è quella di abbattere gli ostacoli attorno a una conversione.

Sistemi CRM, piattaforme data management e strumenti di eCommerce management mirano tutti alla finalità di mantenere l’esperienza di acquisto il più semplice e snella possibile. Almeno per ora, le aziende tech sono maggiormente in grado di creare soluzioni a questa nuova esigenza.





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Alibaba Single’s Day 2018, torna l’evento eCommerce più atteso dell’anno


È iniziato il conto alla rovescia per l’evento web più atteso dell’anno in Cina e nel mondo: manca appena un mese al Single’s Day 2018, l’evento eCommerce istituito da Alibaba nel 2009 che ogni anno riesce a superare qualsiasi record di vendite.

Cosa ci aspettiamo dalla nuova edizione? Quali novità saranno apportate ai sistemi di vendita e quali prodotti andranno per la maggiore? Proviamo a indovinare insieme dando un’occhiata ai trend che hanno caratterizzato questo ultimo anno.

Single’s Day 2018: l’edizione del 2017 ha raccolto cifre da capogiro

Memori del successo del 2017 non possiamo che prevedere (con certezza?) un guadagno ancora più alto per Alibaba che l’anno scorso aveva raccolto 168,2 milioni di RMB (circa 22 miliardi di euro) in sole 24 ore,  una cifra che superava quella dell’anno precedente già del 40%.

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Un altro dato che non si può ignorare riguarda la penetrazione da dispositivo mobile: gli acquisti attraverso telefono hanno toccato il 90% contro l’86% del 2016.

Anche se molto probabilmente non verrà sfiorato il 100% possiamo facilmente prevedere un rialzo di almeno un paio di punti percentuale degli acquisti mobile visto il continuo e costante incremento di servizi per la vendita implementati sui dispositivi cellulari.

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Per il Single’s Day 2018 sarà protagonista il New Retail?

In una lettera ai suoi shareholders all’inizio del 2017 Jack Ma scriveva: «Il commercio come lo conosciamo, sta cambiando di fronte ai nostri occhi. L’eCommerce si sta rapidamente evolvendo nel New Retail. I confini tra il commercio online e offline scompaiono mentre ci concentriamo a soddisfare i bisogni su misura di ogni singolo cliente».

Dalla rivoluzione nel fare la spesa all’acquisto su misura di un’auto, fino al caffè 3.0 di Starbucks, Alibaba tenta di soddisfare i propri clienti integrando l’esperienza online a quella offline con il New Retail.

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AlipayHK, ad esempio, ha messo in mostra il suo AlipayHK Next Store, un temporary store senza commessi di 1200 metri quadrati, aperto fino al 1 ottobre scorso per la vendita di vestiti all’interno di un centro commerciale di Hong Kong.

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Le caratteristiche di questo innovativo store?

  • Smile recognition technology: all’entrata nello store una tecnologia riconosce le espressioni facciali di un cliente generando un QR code. L’e-wallet del cliente scansiona il QR code e apre un RFID;
  • Radio Frequency Identification (RFID): una volta che il cliente ha portato in cassa i prodotti selezionati questo sistema scansiona i prodotti e genera uno scontrino con un QR code che potrà essere, a sua volta, scansionato per attivare il pagamento diretto con Alipay.

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Le IA nuovamente protagoniste del Single’s Day 2018

Già nella passata edizione, le IA sono state grandi protagoniste durante il processo d’acquisto: algoritmi per suggerire prodotti, robot e chatbot in grado di capire e interpretare le emozioni umane; l’intelligenza artificiale prende sempre più il sopravvento nel mondo dell’eCommerce.

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Per esempio con chatbot come Dian Xiomi, il servizio customer service di Alibaba che aiuta a rendere più smart ed efficienti le vendite, soprattutto durante il Single’s Day.

Secondo il colosso dell’eCommerce, il chatbot riesce a comprendere più del 90% delle richieste dei clienti e a servire circa 3,5 milioni di utenti ogni giorno.

Un servizio gratuito per i negozianti che non intende rimpiazzare lo staff deputato al customer service ma che offre un servizio supplementare specialmente nei periodi di grande richiesta di assistenza come durante il Single’s Day.

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Una volta selezionato il prodotto i più fortunati possono riceverlo tramite la preparazione e consegna da parte di robot.

Sono stati circa 200 infatti i veicoli automaticamente guidati che hanno funzionato durante l’evento dell’anno scorso nella nuova warehouse vicino Shenzhen.

Secondo Alibaba questi robot possono insieme processare un milione di ordini al giorno e possono essere più efficienti di un operatore in carne e ossa visto che lavorano per sei ore filate con solo un’ora di ricarica.

Ricapitolando: un grandissimo incremento di tecnologie, soprattutto IA e sempre più integrazione tra commercio offline e online grazie a pagamenti facilitati e esperienze di shopping tailor-made.

Di sicuro Jack Ma troverà qualche altro modo di stupirci, non solo con i guadagni. Basterà attendere ancora un altro mese.





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Ninja Morning, il buongiorno di martedì 16 ottobre 2018


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Stephen Hawking

Nel futuro gli esseri umani saranno superati da una “razza di superumani” geneticamente modificati che si migliorano da soli, senza aspettare il lavoro della natura. È una delle previsioni fatte dallo scienziato britannico Stephen Hawking, morto lo scorso 14 marzo a 76 anni, e contenute nel libro Le mie risposte alle grandi domande che esce oggi in contemporanea in più Paesi, in Italia per Rizzoli. Nel volume anche il monito sui rischi dell’intelligenza artificiale e riflessioni sull’esistenza di Dio.

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SuperUmani. “Non c’è tempo per aspettare che l’evoluzione darwiniana ci renda più intelligenti – ha scritto lo scienziato in uno degli estratti usciti domenica sul quotidiano inglese The Times – una volta che questi superumani appariranno, ci saranno problemi politici significativi con gli esseri umani non migliorati, che non saranno in gradi di competere con loro. Presumibilmente si estingueranno, o perderanno importanza. Invece ci sarà una razza di esseri che si auto-progettano e che migliorano se stessi a una velocità crescente. Se la razza umana riesce a ri-crearsi, probabilmente si espanderà e colonizzerà altri Paesi e stelle”.

Amazon

L’annuncio della città che ospiterà il secondo quartier generale di Amazon, secondo il magazine Recode, è imminente. Amazon aveva detto che stava cercando una città uguale alla sua sede di Seattle, e preferirebbe quelle con tanti talenti tecnologico, una buona rete di trasporti pubblici.

LEGGI ANCHE: Ecco le 20 città che si contendono il secondo quartier generale Amazon

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Images of Amazon’s campus in Seattle, Washington, in both the downtown and South Lake Union neighborhoods. Photographed from the roof of Amazon’s Port 99 building (JORDAN STEAD / Amazon)

Adobe

Nel corso del suo Adobe Max, conference annuale della società in programma in questi giorni a Los Angeles, Adobe ha anticipato alcune novità, tra cui la versione per iPAD di Photoshop CC, prevista nel 2019. Non si tratterebbe di una versione semplificata di Photoshop ma della trasposizione touch dell’applicazione desktop. Quando uscirà permetterà di lavorare con livelli, applicare gli stessi filtri, metodi di fusione del Photoshop da desk.

eCommerce

Nel 2018 l’eCommerce in Italia ha superato i 27,4 miliardi di euro (+16% rispetto al 2017). La crescita del mercato in valore assoluto, pari a 3,8 miliardi di euro, è la più alta di sempre. Il mercato legato ai prodotti è cresciuta del 25% e ha raggiunto il 56% dell’eCommerce totale, raggiungendo i 15 miliardi, grazie principalmente ai risultati di informatica ed elettronica (4,6 miliardi, +18%), abbigliamento (2,9 miliardi, +20%), arredamento (1,4 miliardi, +53%) e cibo (1,1 miliardi +34%). E’ quanto è emerso dai dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-Politecnico edizione 2018.

Retail Innovation Hackathon

Sviluppare e integrare i canali di vendita digitali e quelli fisici, migliorare l’esperienza d’acquisto dei clienti ripensando la struttura dei punti vendita, ideare nuovi modelli di business sfruttando le opportunità introdotte dal digitale. Sono le premesse che Euronics, in collaborazione con SellaLab, pongono alla base della sfida che lanciano a giovani talenti, designer, developer, data scientist provenienti da tutta Italia. Obiettivo dell’hackathon, mettere a punto soluzioni innovative per dare forma ai negozi del futuro per modificare la consumer experience adattabile alle esigenze e nuove aspettative dei consumatori.  L’appuntamento si chiama Retail Innovation Hackathon ed è fissato per  sabato 20 ottobre a Firenze negli spazi di Impact Hub.

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Gli appuntamenti di oggi

MATERA SPACE DAYS – Fino al 19 ottobre in programma i Matera Space Days, organizzati da SPARKme, l’acceleratore d’imprese di Openet Technologies, con il contributo di ASI e ESA. Si tratta di un un contenitore di eventi dedicati al tema dello Space, a carattere scientifico e divulgativo, con topic che spazieranno dalla Cultura alla Tecnologia, fino alla Space Economy ed all’Education. Appuntamento a Palazzo Lanfranchi

LEGGI ANCHE: L’ASI lancia a Matera il primo acceleratore per startup dello spazio

DIGITALE E SALUTE – Alle 9 a Palazzo Gio Ponti di via Pantano 9 Milano Netcomm e AboutPharma organizzano La trasformazione digitale della salute e il nuovo patient journey, un confronto sul digitale che sta trasformando il settore dell’health. Durante l’evento saranno approfonditi i principali temi legati all’evoluzione digitale del sistema della salute, articolati in cinque aree: Health ecosystem, Wellness, prevention, information, Care, Pharmacy, Smart assistance.

INDUSTRY SUMMIT 4.0 – In programma oggi a Roma Industry 4.0 360 Summit, organizzato da Digital360 a Roma Eventi Fontana di Trevi (Piazza della Pilotta 4) alle 9. A raccolta i protagonisti della quarta rivoluzione industriale per un confronto sull’evoluzione del settore. L’evento sarà l’occasione per capire se nell’ultimo anno è cresciuto il numero di imprese 4.0 e quanto tempo ha a disposizione il Sistema Italia per diventare definitivamente 4.0.

IL DIGITALE PER IL SISTEMA PAESE – L’aula dei Gruppi Parlamentari di Palazzo Montecitorio ospita dalle 9 il convegno, promosso e organizzato dall’Associazione italiana Prestatori Servizi di Pagamento, “Il digitale per il sistema Paese”.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

Musk vuole costruire un robot gigante come Gundam e Mazinga
Lo ha scritto su Twitter scatenando l’ilarità dei fan ma potrebbe essere un’altro degli assurdi prodotti di The Boring Company

Scotch, Ford e McDonald’s: i migliori annunci stampa della settimana
Provocazione, ironia e semplicità sono alcuni degli ingredienti di questo break a base di annunci e pubblicità dalle agenzie di tutto il mondo

…E Musk ha registrato anche un brevetto per la TeslaTequila
Musk lo aveva annunciato in un tweet il primo aprile. La bottiglia arriverà mai sul mercato? Per ora c’è il deposito presso il Patent and Trademark Office

Apple si compra una startup che scova i nuovi talenti della musica (anzi no)
Apple non ha confermato i rumors sull’acquisizione di Asaii, compagnia che ha sviluppato un algoritmo che filtra i dati di social e streaming musicale

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Google ha insegnato ad un algoritmo a riconoscere il cancro al seno

Il Lymph Node Assistant di Google è in grado di distinguere il cancro nel 99% dei casi, anche quando si cercano metastasi molto piccole

Gli adolescenti sono iperconnessi e preferiscono chattare, lo dice un report
Gli adolescenti di oggi sono sempre immersi in un mondo virtuale, il loro rapporto con i social media però è più neutrale e meno impegnato del passato

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Facebook ha lanciato Premieres, la nuova funzionalità per le video dirette
Se il tuo problema è l’engagement su Facebook, potresti essere salvo: sta per arrivare una nuova funzionalità per il live streaming, ma senza diretta

Lastminute.com compie 20 anni e racconta com’è cambiato il modo di viaggiare
La società ripercorre due decenni di attività (dagli oggetti dimenticati in hotel ai ricordi) e festeggia con un concorso fotografico





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Abbiamo partecipato all’Ecommerce HUB e vi raccontiamo i 6 trend più interessanti del settore


La Digital Experience è stata il fil rouge della quarta edizione di Ecommerce Hub, evento dedicato al commercio elettronico che ha visto riunirsi a Pontecagnano Faiano (SA) oltre mille partecipanti.

Nella sala plenaria e nei workshop si sono alternati alcuni dei principali esperti del panorama, offrendo una formazione di settore completa sull’universo eCommerce.

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Il commercio elettronico procede verso tecniche sempre più efficaci ed avanzate (machine learning, neuromarketing, marketing automation, chatbot, ecc.), e obiettivo dell’Ecommerce Hub è stato quello di richiamare i merchant (e i loro consulenti) verso l’importanza di un’esperienza d’acquisto fatta da umani per umani.

Cavalcare l’onda dei nuovi trend in una corsa sfrenata alla generazione di profitto rischia di far perdere di vista il vero obiettivo: rendere felici i propri clienti. Investono tempo e denaro nella scelta e nell’acquisto di prodotti e servizi in grado di soddisfare i propri bisogni, si aspettano dunque di vivere un’esperienza di acquisto che sia in grado di coinvolgerli e deliziarli.

Ecco dunque alcuni dei punti salienti trattati nel corso della giornata.

1. Instagram Stories

Una corretta strategia social può incrementare significativamente il fatturato a fronte dello stesso budget pubblicitario (ben distribuito).

Con 250 milioni di utenti giornalieri le Storie su Instagram si rivelano elemento strategico per la veicolazione delle vendite, rivoluzionando di fatto il modo di comunicare, di condividere lanci prodotto e news.

Nate per condividere contenuti rilevanti e immediati in modo naturale e spontaneo, le Stories durano solo 24 ore, ma possono avere effetti più duraturi.

Si rivelano un buon terreno di prova, sono ottime per testare idee di cui non si è completamente sicuri, permettono di ricevere un feedback immediato anche grazie agli sticker sui sondaggi, che non solo catturano l’attenzione, ma sono anche divertenti e semplici da usare.

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Naturalmente, non esiste una formula perfetta per il lancio di contenuti popolari e performanti, ma se generano una buona risposta, se le reazioni sono positive, se gli utenti visualizzano la Storia per intero e senza interruzioni, allora si può considerare l’idea vincente.

Aggiungere le migliori tra gli highlights torna utile per ottenere maggiore visibilità e una reach più ampia.

Lasciare il take over delle Stories ad Influencer, dipendenti e clienti è la chiave per coinvolgere la propria audience, per consentire loro di partecipare attivamente al racconto del brand.

L’opportunità per generare traffico è naturalmente rappresentata dallo Swipe Up, il link che può essere inserito nel contenuto e che porta l’utente su una landing page creata ad hoc (oppure una pagina specifica del sito), garantendo così una piena continuità tra navigazione e shopping.

Si possono inoltre effettuare inserzioni all’interno delle Stories: consentono di utilizzare le opzioni di targetizzazione e copertura per creare pubblicità su misura per le persone che si desidera raggiungere.

LEGGI ANCHE: 5 idee da grandi brand per usare al meglio le Instagram Stories

2. Facebook e la marketing automation

La domanda più frequente quando si parla di questo social network è: funziona per l’eCommerce? Dipende. Spesso funziona quando si lavora con la combo Facebook Catalog e Retargeting automatico del traffico proveniente da tutte le fonti, converte quando ci sono sconti e promozioni esclusive.

Non parliamo inoltre di tempi brevissimi, il 30% delle vendite arriva infatti tra i 12 e i 60 giorni dopo la prima visita.

Anche qualora Facebook non dovesse funzionare per l’acquisto diretto, si conferma però un canale fondamentale per la Lead Generation e la Lead Nurturing per puntare al popolamento profilato del CRM e ad un avvicinamento all’acquisto progressivo.

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Facebook è infatti il miglior alleato della marketing automation, consente di attingere ad un immenso bacino di utenti per ottenere contatti profilati da utilizzare poi via email marketing e sms con comunicazioni a basso costo.

Si possono inoltre rivolgere le proprie inserzioni a utenti con interessi specifici riconoscibili, utenti che hanno interagito con la pagina Facebook e i suoi post, utenti che nel sito hanno visualizzato un prodotto ripetutamente senza acquistarlo, utenti che hanno interagito con un’offerta/un post ma non hanno acquistato, utenti simili a coloro che hanno già acquistato (lookalike), utenti arrivati dai motori di ricerca e quindi ritargettizzati su Facebook, utenti che hanno interagito in chat.

LEGGI ANCHE: Cinque esempi di Facebook Ads design da cui prendere ispirazione

3. Local Search e retail

L’eCommerce registra una crescita costante, ma il 94% degli acquisti retail avviene in modo “tradizionale“. Il punto vendita fisico risulta ancora insostituibile, occorre dunque lavorare affinché il canale incrementi le sue conversioni.

Dove può comparire la propria attività su Google? Nel Local Pack, nel Local Knowledge Panel, tra i risultati organici, tra le app di navigazione.

Pertanto risulta fondamentale l’ottimizzazione della propria scheda Google My Business e l’ottenimento di numerose recensioni positive.

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Luca Bove, Consulente di Digital Marketing ed esperto di Local Search, suggerisce alcuni step da seguire per mettere in atto un’adeguata strategia di Local Marketing.

  • Gestione del listing – Accentramento e pulizia dei dati; aggiornamento costante delle informazioni (indirizzo, telefono, orari, foto); verifica del listing e sync dei dati con i canali esterni e/o con lo store locator; visualizzazione delle statistiche aggregate (nazione, zona) e per singolo POI.
  • Location Page – Ottimizzazione dei meta tag title per includere il nome della città e della nazione in ottica Local SEO; ottimizzazione dei meta tag description per incentivare il CTR di ogni specifica location page; ottimizzazione dei contenuti; tracciamento eventi Google Analytics.
  • Local SEO – Store locator con design responsive; ottimizzazione della velocità di caricamento di tutte le pagine, dell’architettura informativa e del linking interno; gestione ottimizzata dei meta tag title, tag di heading, schema.org, sitemap.xml.
  • Gestione della reputazione – Gestione delle recensioni dei singoli POI tramite Local CMS; visione globale di tutte le recensioni relative ai POI; link automatico per consentire ai clienti di scrivere recensioni; consulenza per la gestione delle recensioni.
  • Paid Search & Social – Campagne geolocalizzate su Google; campagne profilate su Facebook; Store Visits Insights; Local Inventory Ads.

4. Intelligenza Artificiale ed eCommerce

Negli ultimi tempi, i clienti preferiscono comunicare con le aziende attraverso live chat perché è una modalità più pratica ed immediata di un’email o di una telefonata.

Avere un essere umano sempre disponibile in chat, 24 ore su 24 e che risponda in tempi brevissimi, con alti livelli qualitativi e costi contenuti è però impossibile, almeno considerando una sola persona. A questa esigenza viene in soccorso la tecnologia, con l’Intelligenza Artificiale.

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Questa è oggi in grado di comprendere il linguaggio naturale, riconoscendo gli errori di scrittura più comuni, può individuare il tipo di problema segnalato, interpretare lo stato d’animo dell’utente e automaticamente assegnare una priorità. Può rispondere alle domande più ricorrenti e, nel caso in cui non riesca a riconoscere e risolvere il problema, può invitare nella chat un membro umano del team e imparare dalle sue risposte, diventando autonoma nel rispondere a richieste simili le volte successive.

L’AI può essere integrata con tutti i canali digitali oggi disponibili: sito Web, Messenger, Telegram, app mobile iOS e Android, CRM.

Riduce i costi aziendali del customer care, migliora il livello di servizio offerto ai clienti finali e semplifica il lavoro di manager e developer. I risponditori automatici, comunemente conosciuti come chatbot, hanno invece un linguaggio artefatto, mancano di empatia e spesso non forniscono la soluzione al problema. L’AI si basa invece proprio sull’interpretazione del linguaggio naturale e cerca di riflettere un “comportamento umano” nella gestione delle domande/risposte.

LEGGI ANCHE: 3 miti da sfatare sull’intelligenza artificiale e sui rischi che corriamo

5. Email marketing e GDPR

A partire dal 25 maggio 2018 è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri il Regolamento europeo GDPR (General Data Protection Regulation) – relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali.

Come essere certi di agire nel rispetto delle regole ed evitare sanzioni e penalizzazioni sui motori di ricerca?

Newsletter e DEM vanno sfruttate per coltivare relazioni, distribuendo contenuti su richiesta, contenuti in cui sia insito un reale valore per gli utenti.

Padlock over EU map, GDPR metaphor

Il primo step è l’adeguamento dei moduli di iscrizione alla newsletter a una privacy policy in cui vengono identificati trattamento, finalità e responsabilità connesse alla gestione dei dati. È possibile inviare con misura ai propri clienti messaggi su prodotti e/o servizi simili o collegati a quelli che hanno già acquistato tenendo conto delle “ragionevoli aspettative dell’interessato in base alla sua relazione con il titolare del trattamento”. Un’operazione che va effettuata sempre con misura.

Ecco una check-list di cinque domande per verificare se la propria informativa è in linea con la normativa GDPR:

  • Chi? L’identità e dati di contatto di titolare e responsabili
  • Come? Gli scopi del trattamento
  • Perché? Le motivazioni della raccolta dei dati
  • Dove? Il luogo in cui vengono conservati
  • Quando? Il periodo di conservazione

In definitiva, il consenso deve essere preventivo, libero, specifico, informato, inequivocabile.

LEGGI ANCHE: Il GDPR è obbligatorio per tutti. Anche se manca il decreto del Governo

6. eCommerce e Neuromarketing

C’è stato spazio anche per i risvolti psicologici degli acquisti online, misurati con strumenti scientifici. Il neuromarketing può rivelarsi infatti un valore aggiunto per il proprio eCommerce, riuscendo a diminuire gli errori sulle ipotesi di miglioramento, con un impatto su costi e tempi.

Quattro domande, in particolare, hanno un forte impatto sulla psicologia del consumatore.

  1. Ho individuato l’entità di scelta più importante?

Le persone per capire cosa vogliono tra una lista di elementi simili, hanno bisogno di entità comparative, ancora meglio se queste attivano ancore emozionali.

  1. Ho individuato tutti i possibili fattori di stress?

Quando tutte le best practice sono state implementate allora l’elemento di frizione è un dettaglio non decifrabile con gli strumenti classici.

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  1. C’è un modo per entrare in contatto con gli indecisi?

Gli indecisi latenti non si espongono mai direttamente e vogliono sentirsi liberi di valutare nell’anonimato. Sono però disposti a barattare un contatto mail in cambio di informazioni tecnicamente utili alla loro scelta.

  1. C’è un modo per aumentare il passaparola?

Quando al principio di scarsità si uniscono ingredienti ludici, si scarica la tensione competitiva stimolando la condivisione dell’esperienza e il piacere.

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Il web è un mezzo per relazionarsi con persone reali, quando ci concentriamo più su obiettivi di business che sugli obiettivi di chi ci sta scoprendo, tutti gli sforzi di persuasione sono di breve durata.

Non dobbiamo pertanto progettare per le persone ma con le personeQuesto l’obiettivo che l’eCommerce dovrebbe sempre perseguire, il focus da non perdere mai di vista, affinché il “pubblico” smetta di essere target ed i clienti tornino ad essere “persone”, felici.





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Come organizzare le promo per il Black Friday e il Cyber Monday del tuo eCommerce


Il periodo che va dalla fine di novembre alla fine di dicembre può essere davvero esplosivo per un eCommerce, in termini di vendite. Naturalmente, bisogna aver organizzato le promo in modo efficiente, per sfruttare al massimo il potenziale di giornate ormai consacrate allo shopping online come il Black Friday o il Cyber Monday.

Se lavori nell’eCommerce dovrai progettare campagne coinvolgenti e offerte esclusive coerenti con gli obiettivi di business. Per questo, la Free Masterclass di giovedì 25 ottobre dalle 13 alle 14 è dedicata a te. Giovanni Cappellotto, docente del Corso Online eCommerce Start, ti fornirà una “Guida last minute per Black Friday e Cyber Monday”, per approfondire in maniera operativa e pratica come mettere in piedi la tua strategia promozionale.

Rispettivamente il venerdì dopo il giorno del Ringraziamento e il lunedì immediatamente successivo, queste due giornate di ispirazione statunitense danno vita alla settimana più attesa da chi compra online: promozioni, sconti ed offerte esclusive, in una finestra temporale così limitata, attirano moltissimi clienti potenziali sia sul web che nel retail.

Quest’anno Black Friday e Cyber Monday cadranno rispettivamente il 24 e il 27 novembre 2018, ma è anche vero che si tratta di due giornate che si trasformano per molti merchant nell’apice delle vendite di un intero periodo, quello che ci accompagna verso il Natale, durante il quale la parola d’ordine è “essere preparati”.

>>ISCRIVITI SUBITO ALLA FREE MASTERCLASS “Guida last minute per Black Friday e Cyber Monday”

Come organizzare le promo per il Black Friday e il Cyber Monday del tuo eCommerce

Cosa imparerai durante la Free Masterclass

Questo è il momento giusto per convertire il traffico di un negozio online in una clientela rinnovata e più ampia e mettere il turbo alle tue vendite online e durante la Free Masterclass capirai come:

  • strutturare in maniera pratica le attività del Black Friday e del Cyber Monday
  • pianificare i risultati delle promozioni in termini di conversione
  • prendere spunto dalle case history di successo

Iscriviti subito alla Free Masterclass, i posti per la diretta sono limitati! Ma se proprio non ce la fai a seguire la lezione del 25 ottobre, potrai sempre riguardare la lezione on demand a distanza di pochi giorni nella tua area utente su Ninja Academy.

Ricapitoliamo:

FREE MASTERCLASS
eCommerce Start

giovedì 25 ottobre dalle ore 13 alle 14

“Guida last minute per Black Friday e Cyber Monday”
con
Giovanni Cappellotto

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E tieniti sempre aggiornato sui nostri corsi in programma!

Il team di Ninja Academy è sempre a tua disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento.
Puoi scrivere a info@ninjacademy.it o telefonare allo 02/400.42.554 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

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Che cosa dice il nuovo rapporto sull’eCommerce dell’Osservatorio Multicanalità


Sono 35,5 milioni le persone che si servono dell’eCommerce o per i quali il digitale ha un ruolo nel proprio programma di acquisto: sono gli utenti multicanale e rappresentano Il 67% della popolazione sopra i 14 anni. Un numero in crescita di 7 punti percentuali, rispetto ai 31,7 milioni del 2017, dopo cinque anni di stabilità. E a crescere di più  sono gli eShopper, quelli che utilizzano Internet in tutte le fasi del processo di acquisto, che nel 2018 arrivano a quota 23,1 milioni, con un aumento di 2,5 milioni rispetto ai 20,6 milioni del 2017. E’ quanto emerge dai risultati della ricerca dell’Osservatorio Multicanalità, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e Nielsen. E dall’analisi emerge anche che, fra gli eShopper, resiste il gruppo degli Everywhere Shopper (6,6 milioni): i consumatori che si muovono liberamente da un canale all’altro nella loro relazione con i marchi.

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Touchpoint online e offline in sinergia

“Dalla ricerca emerge una progressiva convergenza del ruolo degli spazi di comunicazione e vendita – ha dichiarato Giuliano Noci, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Multicanalità – in primo luogo, si riduce sempre più il gap tra il fenomeno dello showrooming (ricerca di informazioni in punto vendita fisico ed acquisto online) e dell’infocommerce (ricerca di informazioni online ed acquisto in negozio fisico), praticati rispettivamente dal 48% e dal 53% degli individui multicanale nel 2018. Tra gli eShopper poi, si diffondono percorsi di acquisto che vedono un impiego sinergico ed ibrido di touchpoint online e offline, utilizzati sia per la ricerca di informazioni che per l’acquisto vero e proprio. Il punto vendita, infine, mantiene una sua centralità nel processo d’acquisto anche per i segmenti più evoluti, ma con una vocazione diversa, che affianca la dimensione esperienziale all’acquisto”.

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Chi sono gli eShopper

La ricerca nel 2016 aveva già messo in evidenza 4 segmenti all’interno del gruppo dei consumatori eShopper, basandosi sulla propensione all’utilizzo dei canali digitali durante la fase di acquisto e l’abitudine a usare Internet per condividere opinioni.

Gli Everywhere Shopper. Sono il sottoinsieme più numeroso con circa 6,6 milioni di utenti (+0,3 milioni rispetto al 2017), anche se in leggero calo come incidenza rispetto all’anno precedente (29% degli eShopper, -1,7 p.p.). Sono utenti che usano il digitale come canale privilegiato per cercare informazioni e consultare e condividere opinioni su brand e prodotti. Gli Everywhere Shopper prediligono per gli acquisti piattaforme di eCommerce che garantiscono un’ottima user experience, specialmente in mobilità. Oltre metà degli Everywhere Shopper è composta da uomini (55%), il 42% è un Millennial, il 47% appartiene alla Generazione X e l’11% fa parte dei Baby Boomer.

I Cherry Picker. Il sottogruppo che registra la crescita più significativa, sia in termini assoluti (da 4,3 a 6,2 milioni di utenti) che percentuali (27% degli eShopper, +6,2), è quello dei Cherry Picker, i nuovi arrivati nel panorama degli acquisti online, che comprano specifiche categorie di prodotti e mantengono un forte legame con l’acquisto nel punto vendita. Sono prevalentemente utenti che apprezzano il rapporto diretto con il negoziante, si informano nella maggior parte dei casi attraverso fonti tradizionali o direttamente nel punto vendita e acquistano spinti dal desiderio di comprare prodotti che non trovano sui canali tradizionali. Metà dei Cherry Picker è di genere maschile (50%), il 27% appartiene ai Millennial, il 45% appartiene alla Generazione X e il 28% a quella dei Baby Boomer.

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Giuliano Noci, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Multicanalità

I Pragmatic. Il secondo gruppo a crescere maggiormente nel 2018 è quello dei Pragmatic, che passano da 4,5 a 5,2 milioni (il 22% degli eShopper, +0,4). Sono i consumatori che si avvicinano ai canali digitali spinti dalla possibilità di risparmiare tempo e denaro e di accedere a un processo di acquisto più efficiente. È il gruppo in cui prevale maggiormente la componente maschile (63%) e adulta (51% Generazione X e 25% Baby Boomer), mentre i giovani sono una minoranza (il 24% appartiene ai Millennial).

Money Saver. Diminuiscono, invece, sia come numeri assoluti (5,1 milioni, 0,4 milioni in meno del 2017) che come incidenza (il 22% degli eShopper, -4,8 p.p.) i consumatori del segmento Money Saver, gli utenti che usano la rete solo per soddisfare la loro esigenza di risparmio. Sono compratori che pianificano attentamente l’acquisto, cercando informazioni sul web, confrontando i prezzi e leggendo le opinioni degli altri utenti. Rispetto agli scorsi anni, aumenta l’uso dello Smartphone e l’interesse per la shopping experience, mentre cala l’utilizzo del Tablet. Il 55% dei Money Saver è di genere maschile, il 26% è un Millennial, il 49% fa parte della Generazione X e il 25% di quella dei Baby Boomer.

Come acquistano gli eShopper

I quattro insiemi individuati dall’indagine assumono comportamenti differenti nelle varie fasi del percorso d’acquisto. Nella fase che precede l’acquisto, ad esempio, il 95% degli Everywhere Shopper usa il web per raccogliere informazioni e il 92% per comparare i prezzi, contro l’89% e il 76% dei Money Saver e il 92% e l’85% dei Pragmatic. Molto distanti da questi valori, invece, i Cherry Picker (rispettivamente 4% e 3%).

Se si analizza invece la fase d’acquisto, si mantiene costante (rispetto al 2017) la frequenza nell’utilizzo di piattaforme eCommerce da parte degli Everywhere Shopper, che le usano una volta alla settimana o più, nel 30% dei casi, e una volta al mese nel 45%, e dei Pragmatic, che comprano sul web settimanalmente nel 15% delle occasioni e mensilmente nel 42%. Per i Cherry Picker e i Money Saver i valori rimangono invariati per quanto riguarda la frequenza settimanale o più, rispettivamente pari al 5% e al 6%, mentre cresce la quota di chi acquista online una volta al mese, il 30% dei Cherry Picker (+5) e il 34% dei Money Saver (+4).

Cresce lo smartphone

Il Pc è ancora il dispositivo più utilizzato per concludere l’acquisto online: lo usa il 76% degli Everywhere Shopper, l’80% dei Money Saver, il 72% dei Cherry Picker e il 79% dei Pragmatic. Il suo utilizzo risulta però in calo a vantaggio dello Smartphone, utilizzato dal 61% degli Everywhere Shopper (+4), dal 36% dei Money Saver (+4), dal 39% dei Cherry Picker (+12) e dal 45% dei Pragmatic (+6).  Successivamente all’acquisto, l’uso del web per esprimere e condividere opinioni e ricevere supporto dopo la vendita resta intensivo solo nel segmento degli Everywhere Shopper (rispettivamente per il 56% e 60%), mentre risulta ridotto per Money Saver (11% e 1%), Cherry Picker (5% e 2%) e Pragmatic (5% e 13%).

Quale sfida per le imprese

“In questo contesto, la principale sfida per le imprese è quella di riuscire a progettare e veicolare le proprie strategie di relazione in modo chiaro, semplice ed immediato, cogliendo non solo la parte razionale, ma anche quella istintiva ed emotiva dei propri clienti – commenta Giuliano Noci – ciò si traduce nella capacità di saper, da un lato, disegnare percorsi di acquisto sempre più personalizzati e, dall’altro, progettare l’esperienza nel punto vendita fisico e sui media tradizionali in modo da cogliere la parte più emozionale dei propri clienti”.

 

Il ruolo di Tv e canali digitali

 L’Osservatorio Multicanalità ha indagato anche il comportamento dei consumatori italiani anche dal punto di vista della fruizione dei media, attraverso elaborazioni e stime realizzate da Nielsen a partire dai panel alla base delle misurazioni Auditel e Audiweb. Dall’indagine emerge che nel 2018 è cresciuta l’audience raggiunta dalla televisione ed è rallentata la velocità di dispersione dell’audience che si stava manifestando fra le diverse tipologie di canali televisivi e digitali.

L’aumento registrato dalla televisione è stato trainato soprattutto dalla Tv generalista, che nel 2018 ha ottenuto una reach pari al 66,5% sul totale popolazione italiana, +3,6 p.p. rispetto alla precedente rilevazione. Il mezzo televisivo ha una copertura maggiore fra gli InfoShopper (78,4%) e leggermente più bassa fra gli eShopper (76,4%). La stessa differenza emerge analizzando il tempo medio trascorso davanti alla televisione: sono gli InfoShopper a dedicare più tempo alla Tv, ben 361,4 minuti al giorno, seguiti da Money Saver (337,5 minuti), Cherry Picker (335,7), Pragmatic (322,1) e Everywhere Shopper (307,4). Gli InfoShopper sono anche il gruppo in cui il consumo è cresciuto maggiormente rispetto al 2017 (+21,4 minuti), seguito dai Money Saver e Pragmatic (+22,0 minuti per entrambi).





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Le sfide e i trend che ci portiamo a casa dal PrestaShop Day 2018


Anche quest’anno il PrestaShop Day ha riunito a Milano la community, per una giornata dedicata al mondo eCommerce. Un’occasione per parlare delle sfide di oggi, ma anche delle novità e dei trend da seguire, per conoscere le storie di successo dei merchant, prendere parte ai workshop formativi, fare networking e lasciarsi ispirare.

Strategia e business planning, UX e UI, gestione logistica, analytics, SEO e social media marketing sono stati solo alcuni degli aspetti affrontati il 27 settembre scorso a Milano.

Per fare il punto su quanto è emerso al PrestaShop Day 2018 e per avere ancora qualche anteprima, abbiamo fatto qualche domanda a Luca Mastroianni, Country Manager Italia di PrestaShop.

prestashop day 2018

Omnicanalità, internazionalizzazione e mobile

Al PrestaShop Day 2018 si è parlato molto del futuro del retail. Quali sono i maggiori trend da considerare oggi?

«Sta emergendo sempre più consapevolezza circa l’esigenza di offrire un’esperienza omnicanale. Molteplici sono le iniziative di retail fisici che aprono negozi online ma soprattutto mi colpisce positivamente l’opposto: gli online pure players che aprono negozi fisici. Lo store fisico, spesso concepito come pop-up o temporary, diventa l’occasione per pubblicizzare e spingere gli acquisti online. Un esempio interessante è quello di Westwing, operatore leader nell’arredamento online, che ha recentemente aperto un pop-up store nel centro di Milano. In tale scenario, assumono particolare rilevanza gli strumenti di IoT, image recognition ed AI per il tracciamento del comportamento del consumatore per la personalizzazione dell’esperienza».

E per il mercato italiano, quali sono le sfide che secondo te sono più urgenti da affrontare?

«Il mercato italiano sta dimostrando un notevole dinamismo come testimoniano gli importanti tassi di crescita e l’interesse di molti operatori internazionali. Rimane però un mercato relativamente piccolo e pertanto è importante che gli operatori comincino a guardare anche ad altri mercati, in primis l’Europa, per poter raggiungere la scala per competere in questo mercato. Purtroppo sono ancora troppi i negozi online solo in italiano o che vendono solo in Italia».

Il Mobile Commerce è un punto chiave per la crescita delle vendite online. In che modo la giusta piattaforma può aiutare le performance?

«I dispositivi mobile rappresentano in molti casi la prima fonte di traffico per numerosi negozi online. La piattaforma tecnologica deve pertanto favorirne l’esperienza attraverso un design concepito nativamente per il mobile e non adattato dal desktop. Il mobile first è una realtà e non più una tendenza o una novità. Dovremmo considerare inoltre che altre modelli di interazione stanno emergendo come i chat bot ed il riconoscimento vocale».

PrestaShop Day 2018

Numeri e novità dal PrestaShop Day

Il PrestaShop Day è ogni anno occasione di incontro per la community. Quali sono stati i numeri di quest’anno?

«Siamo orgogliosi di vedere la nostra community superare stabilmente il milione di membri in tutto il mondo. L’Italia rappresenta il terzo paese per PrestaShop e sperimentiamo importanti tassi di crescita».

E per il prossimo anno cosa ci riserverà l’evento? Puoi già darci qualche anticipazione?

«Ok vi do un’anticipazione :). Dato il successo del format PrestaShop Day, stiamo considerando di replicarlo con maggior frequenza in più città italiane. Stay tuned!».





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Come potenziare il tuo negozio con il digitale in 5 mosse


Le nuove tecnologie digitali trasformano e potenziano anche il punto vendita (quello fisico). I numeri ci dicono che in Italia si va verso una logica multicanale, dove il 60% della popolazione al di sopra dei 14 anni di età perfeziona il processo di acquisto attraverso un mix di touchpoint tradizionali (anche i negozi) e digitali (dati aggiornati al 2017 dell’Osservatorio Multicanalità promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano). Se l’ecommerce cresce, il negozio tradizionale non muore. Anzi, il digitale rilancia anche le botteghe, grazie ad una serie di tecnologie innovative. Le possiamo chiamare Negozio 4.0, che poi è il tema portato da Confcommercio, Olivetti, il Consiglio Nazionale delle Ricerche alla Maker Faire Rome 2018 (in programma dal 12 al 14 ottobre alla Fiera di Roma, iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera). Alla Fiera di Roma verrà allestito un negozio, allestito proprio con le nuove tecnologie: non prototipi, ma soluzioni utilizzabili già oggi. Eccole nel dettaglio.

LEGGI ANCHE: Dal sesto dito ai droni tattili: 10 progetti di robot che ti salvano la vita

maker faire rome

1. La vetrina diventa Home Page

Prima di tutto sarà allestita una vetrina tradizionale trasformata in Home Page: resa cioè più attraente dalle nuove tecnologie (video signage che veicolano contenuti che arricchiscono la vetrina, sofisticati proiettori di luce Over Led Ps) di ILMAS per evidenziare meglio forme e colori delle merci esposte, carte da parati Jannelli & Volpi stampante in digitale per fare da fondo scenografico. La vetrina assume le sue massime potenzialità nei Beni Culturali dove diventa sia spazio di illustrazione e di narrazione dei preziosi oggetti esposti. In particolare le soluzioni di vetrine intelligenti diffuse da Goppion in tutto il mondo come pure le sperimentazioni più innovative: sarà esposta una vetrina 3D olografica realizzata dal CNR ITABC in cui viene ricostruita la dimensione sensoriale intorno all’oggetto esposto all’interno.

2. I nuovi registratori di cassa

Il dialogo fra la dimensione fisica e quella digitale del negozio è fondamentale: il digitale deve ibridarsi e non sostituirsi  allo spazio fisico in un rapporto quasi osmotico. I contenuti digitali, i social devono puntare al negozio fisico e, sempre più, coesistere anche nel punto vendita. Un punto di sintesi è offerto dai nuovi registratori di cassa Olivetti in cloud che diventano dei veri e propri hub delle attività digitali del punto vendita: non solo cassa (con anche la gestione integrata del mobile payment) e controllo di gestione ma anche strumenti di fidelizzazione, couponing e digital marketing sul posto.

3. I dati

Per stare dentro la rivoluzione digitale il piccolo negozio deve “Misurare sempre, misurare tutto” e lavorare sui dati, o meglio, sui big data. Oltre ai dati gestionali (estraibili dalle nuove casse fiscali Olivetti e riclassificati per fini gestionali con grafici e tabelle) e accessibili grazie al cloud (e alla suite di dati che arrivano dai social e dai motori di ricerca) c’è la possibilità di monitorare quello che avviene dentro, davanti e vicino al negozio. Nello spazio Negozio 4.0 della Maker Faire verrà presentata la soluzione di WonderStore per il retail, nata dall’esigenza strategica di conoscere i visitatori che entrano quotidianamente nei negozi, capirne i desiderata e conoscerne il comportamento. Ci sarà la piattaforma TIM Big Data pensata per il punto vendita (la data Retail Analysis, in grado di fornire al negoziante informazioni dettagliate sulle persone che passano davanti al negozio. E poi le più recenti applicazioni della tecnologia beacon per il punto vendita che rendono possibili applicazioni push per il cosiddetto marketing di prossimità.

4. Nuove forme di interazione

Tecnologia da mostrare, ma anche approfondimento: per capire. Confcommercio ha organizzato due incontri, entrambi centrati sui temi dell’innovazione nel commercio e del potenziamento del punto vendita grazie alle nuove tecnologie: il punto di partenza sarà l’iniziativa Negozio 4.0 lanciata dalla Confcommercio Bologna insieme alla Camera di Commercio di Bologna e a Olivetti. Nel primo, venerdì pomeriggio, si parlerà di temi più strategici e dei trend del commercio nell’era digitale che apre a nuove forme di interazione e ibridazione fra fisico e digitale.

5. Il caso bolognese

Nell’incontro di domenica mattina, invece, rivolto a negozianti, artigiani e imprenditori del commercio verrà illustrata con più  dettaglio il caso bolognese e verranno spiegate le tecnologie utilizzate e visibili nello stand Negozio 4.0.





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Round da 6,4 milioni per Milkman, la startup che consegna i pacchi (dove e quando vuoi)


E’ un servizio nato per rispondere alle esigenze di chi non dispone di una portineria, non può o non vuole ricevere pacchi sul posto di lavoro e si scontra troppo spesso con gli sgradevoli avvisi di “consegna mancata”. Si chiama Milkman, è una startup nata nel 2016, e ha chiuso un round da 6,5 milioni di euro. A sottoscrivere l’aumento di capitale Vertis (lead investor attraverso il fondo Vertis Venture 2 Scaleup), P101 e 360 Capital Partners. L’operazione segue al round del 2016 completato da P101, 360 Capital Partners e dal business angel statunitense Mike Brennan.  Grazie a questi nuovi fondi, la società vuole accelerare il piano industriale di sviluppo, finanziando una significativa espansione geografica per arrivare, a fine 2019, ad essere operativa in tutte le più importanti province italiane per fatturato dell’e-commerce.

milkman

Aiutiamo i negozi online a competere

“Siamo entusiasti di questo nuovo ingresso di capitali che conferma ancora una volta la forza della nostra offerta – ha dichiarato il CEO di Milkman, Antonio Perini – il nostro obiettivo è aiutare i negozi online a competere grazie ad una qualità del servizio unica e distintiva e siamo felici di vedere che la nostra visione venga condivisa anche dal mercato dei capitali per l’innovazione. Il servizio è oggi il vero collo di bottiglia dello shift paradigmatico che i consumi stanno attraversando e siamo fieri di avere al nostro fianco ci siano partner consapevoli che la risposta a questa sfida è la tecnologia”.

Che fa Milkman

Milkman funziona raccogliendo in una sorta di nuvola fisica gli acquisti e consegnandoli a qualsiasi ora e su appuntamento: in giornata o la sera, in fasce orarie scelte dall’utente, fino a 60 minuti. E’ un’azienda logistica che ha sviluppato una tecnologia che consente di proporre alle aziende che hanno deciso di adottare l’e-commerce come canale di vendita una vasta gamma di opzioni, adattando il proprio servizio di consegna alle esigenze dello specifico committente.

I numeri

Partita con un fatturato di 450 mila euro nel 2016, l’azienda conta di chiudere il 2018 con più di 7 milioni di euro di vendite dopo aver effettuato 400 mila consegne con un tasso di gradimento del cliente finale di 4,7 su 5.

 





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Gli strumenti utili per differenziare il tuo brand su Amazon


Distinguersi. Differenziarsi. Per valorizzare il tuo brand su Amazon la prima cosa da fare è conoscere i tuoi clienti, comprendere quali sono le barriere e sviluppare una strategia per abbatterle.

Qualche tempo fa abbiamo raccontato del primo club di calcio al mondo a lanciare un Amazon Brand Store. Invece di seguire una prassi consolidata e rendere disponibile le nuove maglie solo sul sito web del club e sui suoi negozi ufficiali, il Napoli ha creato un portale dedicato sul marketplace, permettendo ai fan di accaparrarsi una vasta gamma di altri indumenti ufficiali.

Canali e funzioni utili per i brand su Amazon

Scopriamo insieme quali sono alcuni degli strumenti messi a disposizione da Amazon che le aziende possono utilizzare per valorizzare il proprio prodotto e il proprio brand.

1. Amazon Store (per Seller e Vendor)

Disponibili per aziende Seller e Vendor, gli Amazon Stores sono un servizio self-service che permette ai venditori con un marchio registrato di progettare e creare uno store multipagina per poter valorizzare il proprio brand, i propri prodotti e la value proposition.

L’obiettivo degli Amazon Stores è quello di fornire un’esperienza di acquisto completamente focalizzata sul brand – e differenziarsi dalle semplici pagine di Amazon – grazie alla navigazione multipagina, uno store builder intuitivo con template personalizzabili, e contenuti multimediali.

Il layout degli Amazon Stores prevede un header e un footer con diverse tipologie di elementi per ingaggiare il visitatore e comunicare il brand attraverso colori, tone of voice, testo e immagini, che lo rendono a tutti gli effetti il proseguimento dei canali ufficiali del marchio all’interno del marketplace.

>> Scopri come utilizzare Amazon al meglio per il tuo business con Marketplace Mentor

canali e strumenti utili per differenziarsi su Amazon

2. Pagine A+ e Contenuto Arricchito

Disponibili per i merchant di Amazon Vendor, le Pagine A+ sono quella parte della pagina prodotto in cui vengono presentate tutte le caratteristiche in modo completo e graficamente curato.

All’interno della pagina A+ si possono inserire in dettaglio tutti i contenuti aggiuntivi della scheda prodotto: immagini, grafici, video e testi.

La pagina A+ dovrebbe essere costruita in questo modo:

– introduzione al prodotto
– sezione di background sulla marca o sulla storia del prodotto
– dettagli del prodotto
– specifiche tecniche e particolarità

In questo modo puoi differenziarti comunicando molte più informazioni rispetto ai classici punti elencati e descrizione.

Attraverso Amazon Enhanced Brand Content (EBC), invece, i venditori Amazon Sellers con marchio registrato possono migliorare il tasso di conversione, aumentare il traffico e le vendite attraverso il posizionamento strategico di immagini e testi.

canali e strumenti utili per differenziarsi su Amazon 2

3. Racconta una storia rilevante e ingaggiante: STOP, HOLD, CLOSE

Per un contenuto rilevante utilizza la strategia stop, hold, close suggerita da Amazon stesso.

  • STOP: ferma il visitatore dalla navigazione. Fai in modo di ingaggiarlo nel contenuto.
  • HOLD: costruisci il contenuto in modo da essere interessante e rilevante.
  • CLOSE: mostra il perché acquistare quel prodotto. Il beneficio può essere funzionale o emozionale e chiudi la vendita.

4. La Buy Box

Altro aspetto importante è legato alla buy box. Si tratta dell’offerta di default che il cliente finale si trova in prima pagina nella ricerca del prodotto. Spesso dietro ad un prodotto ci sono tanti venditori disponibili, che lottano per la buy box.

Vincere la buy box Amazon è questione di vita o di morte per un venditore perché, nella maggior parte dei casi, marca la differenza tra vendere o non vendere.

Crea e migliora le pagine prodotto su Amazon

Essere su Amazon non significa automaticamente vendere attraverso questa piattaforma eCommerce. Qui il pubblico di potenziali clienti è enorme ed è già disponibile all’acquisto, ma anche la concorrenza è fortissima. Proprio per questo utilizzare gli strumenti giusti per emergere con la propria offerta e con il proprio brand diventa ancora più importante per differenziarsi e di conseguenza aumentare le vendite.

Marketplace Mentor è la prima agenzia in Italia dedicata agli imprenditori che vogliono vendere su Amazon.

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