Grazie ad un algoritmo del MIT le auto impareranno anche a guidare


Al Massachusetts Institute of Technology di Boston hanno preparato già il next step per le automobili senza conducente. I veicoli driverless non sono ancora arrivati sul mercato, gli investimenti  sono massicci e test se ne fanno in ogni dove, ma nei laboratori già qualcuno ha immaginato che possano imparare a guidare, più o meno come abbiamo fatto anche noi. A guidarle (passateci il doppio senso) sarà l’esperienza: osserveranno l’ambiente in cui si trovano e il comportamento degli altri per incamerare informazioni, per diventare (è questo l’obiettivo) magari anche meno pericolose. Alla guida ci sarà un algoritmo messo a punto nel Laboratorio di Computer Science e Intelligenza artificiale (Csail) del MIT, presentato appena qualche giorno fa a Madrid e pubblicato QUI.

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La rete neurale che impara dall’esperienza

Lo studio si chiama Modelli sequenziali profondi per la pianificazione basata sul campionamento. Uno dei co-autori Andrei Barbu, ricercatore presso il MIT’s Computer Science e Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) e il Centro per Cervelli, menti e macchine (CBMM) all’interno del McGovern Institute del MIT, lo spiega così. Secondo il ricercatore “la millesima volta che il robot attraversa la stessa stanza è complicata come la prima volta”. La soluzione potrebbe arrivare da un algoritmo per il controllo del movimento, realizzato combinato con una rete neurale che impara dall’esperienza. Si sono ottenute in questo modo auto autonome capaci di muoversi in un ambiente come fa l’uomo, ossia basandosi sulle esperienze precedenti e in grado di riconoscere eventuali ostacoli o pedoni da evitare osservando il comportamento delle altre automobili.

I test con le rotatorie

Il modello è stato addestrato in diversi ambienti: in uno di questi un robot doveva spostarsi evitando una serie di ostacoli, tra cui altri robot in movimento: un test utile quando le auto a guida autonoma sono alle prese con incroci e rotatorie. “Situazioni come le rotatorie sono difficili – ha osservato Barbu – perché richiedono un ragionamento su come gli altri risponderanno alle tue azioni, su che cosa faranno dopo”. Nel test il robot è riuscito a evitare collisioni, uscendo indenne da una rotonda: “ha tenuto conto del comportamento delle altre macchine, come fa l’uomo”. Per Barbu “situazioni come le rotatorie sono difficili, perché richiedono un ragionamento su come gli altri risponderanno alle tue azioni, su come risponderete alle loro, su cosa faranno dopo, e così via. Alla fine scopri che la tua prima azione è sbagliata, perché in seguito porterà ad un probabile incidente. E il problema si aggrava in modo esponenziale se ci sono più veicoli da prendere in considerazione”.





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Honda mette 2,7 miliardi per fare l’auto a guida autonoma con GM


La giapponese Honda Motor ha deciso di investire 2,75 miliardi di dollari (2,38 miliardi di euro) in GM Cruise Holdings, la divisione del produttore americano di auto General Motors dedicata alla guida autonoma. Honda verserà immediatamente 750 milioni di dollari e altri 2 miliardi verranno pagati nel corso dei prossimi 12 anni. ”Questo è il logico passo successivo nel rapporto fra GM e Honda: insieme, possiamo offrire a Cruise le migliori competenze di progettazione e produzione del mondo” ha dichiarato il CEO di GM, Mary Barra.

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Entro il 2019

Honda e GM hanno le forze per sviluppare un veicolo a guida autonoma che può essere prodotto in grandi volumi dall’azienda di Detroit. L’accordo porterà al lancio di un’auto elettrica autonoma che già è in fase di test a San Francisco, Detroit e Phoenix, e poi a seguire a New York. E la commercializzazione? Secondo il presidente di GM, Dan Ammann, e il CEO di Cruise, Kyle Vogt, potrebbe parlarsene per il 2019 .”Con il sostegno di General Motors, SoftBank e ora della Honda, Cruise ha risorse solide per portare a termine la nostra missione di implementare in modo sicuro tecnologie autonome in tutto il mondo” ha detto proprio Vogt. Le due aziende valuteranno anche opportunità per creare una rete di veicoli self-driving. GM aveva detto che con i fondi di SoftBank, Cruise avrebbe potuto lanciare un servizio di robot-taxi nel 2019. E ora con l’aiuto di Honda, il piano si fa ancora più concreto.

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Prima di Honda, SoftBank

Con questa operazione, Honda arriverà ad avere una quota del 5,7% in GM Cruise, la cui valutazione è stimata in 14,6 miliardi. L’investimento della società automobilistica giapponese segue quello annunciato lo scorso 31 maggio da parte del maxi fondo della giapponese SoftBank, il Vision Fund, che investirà 2,25 miliardi di dollari in GM Cruise (in questo caso SoftBank avrà una quota in Cruise del 19,6%).
Grazie a queste investimenti GM Cruise Holdings diventa insieme a Waymo di Google la società leader nel settore delle tecnologie delle auto che si guidano da sole. Fiat Chrysler Automobiles e Waymo  lavorano da tempo insieme per il lancio (già testato) del primo servizio al mondo di taxi a guida autonoma (con minivan Chrysler Pacifica).





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