Gli smartphone stanno mettendo il turbo al mercato del gaming


Gli amanti dei video giochi devono dire addio alla vecchia console per lasciare spazio al mobile phone gaming? A quanto pare nel futuro non ci saranno solo console e computer ma soprattutto dispositivi mobili.

È una svolta molto importante nel settore: prima del 2008, l’industria dei giochi per cellulare lottava per ottenere credibilità da parte dei player di tutto il mondo. Il lancio di iPhone e App Store hanno dato una piccola spinta iniziale, ma la situazione non è realmente esplosa fino al 2012. Improvvisamente giochi free-to-play come Clash of Clans e Puzzle & Dragons hanno iniziato a generare milioni di dollari al giorno.

È stata una sorpresa per tutti, compresi gli sviluppatori di quei giochi.

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Il mercato delle app di gaming

Secondo la società di intelligence Newzoo, alla fine del 2018 i giochi mobile avranno generato maggiori entrate rispetto a tutti gli altri tipi di giochi su console.

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Fonte @Newzoo

Nel 2012 sempre Newzoo calcolava, invece, che i giochi mobile avevano una quota del 18% del totale del mercato. Il 2018, tuttavia, vedrà per la prima volta rompere la barriera del 50%, con una quota del mercato in aumento fino al 59% (del valore di 106 miliardi di dollari) entro il 2021. Al contrario, si prevede che i giochi da console raggiungeranno solo il 22% e i giochi per PC una quota del 19%.

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Un gioco sempre in tasca

Forse sarai rimasto sorpreso anche tu da questi risultati: dopo tutto, i giochi per console e PC stanno conoscendo un periodo di rinascita, con nuovi titoli entusiasmanti come Fortnite ad esempio, che si uniscono a veterani come FIFA, Call of Duty e Battlefield, senza dimenticare le inarrestabili vendite di hardware come Nintendo Switch e PlayStation.

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La ricerca di Newzoo riflette in effetti tutto questo e prevede infatti che sia i giochi su console che quelli su PC continueranno a crescere ad un ritmo di circa il 4% all’anno, ma i giochi mobili continueranno a crescere molto più velocemente. Il motivo principale è la vastità del mercato della telefonia mobile – ci sono miliardi di giocatori mobili – e la sua accessibilità. Senza dimenticare la prossima diffusione del 5G.

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Fonte @Candy Crush Saga

Il telefono è sempre con noi e tutti trascorriamo almeno un paio d’ore al giorno controllando i social media, i messaggi e giocando a Candy Crush Saga o Pokémon Go.

Secondo una ricerca condotta dall’agenzia britannica Tappable su un campione di giocatori sia di sesso maschile che femminile, lo smartphone è il dispositivo di gioco preferito dal 42% delle persone intervistate, il 32 % sceglie la console e il 26% ama giocare da PC.

Sam Furr, founder dell’agenzia ha dichiarato a Forbes: “Uno dei fattori chiave del successo del mobile phone gaming è sicuramente la convenienza, i giocatori possono portare facilmente i propri dispositivi in qualsiasi luogo e immergersi ovunque essi siano nel mondo dei videogiochi. D’altra parte abbiamo avuto la prova di quanto detto con il Nintendo Switch, un ibrido tra console e mobile, in grado di offrire il meglio di entrambi i mondi.

Anche l‘evoluzione dei device mobile moderni gioca un ruolo fondamentale, pensate che negli ultimi cinque anni il mondo dei giochi mobile ha subito una rapida trasformazione che ha coinvolto le nuove tecnologie come la realtà virtuale in grado di rendere avvincente e immersiva l’esperienza di gioco. Un altro elemento importante da non sottovalutare è il prezzo, per poche sterline i giochi mobile possono regalarci esperienze uniche”.

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Contrapposizione o sovrapposizione tra device?

Quello che stiamo vedendo è dunque in realtà un’enorme espansione del settore gaming: tra gli smartphone, i tablet, le console e il PC c’è sovrapposizione, piuttosto che una contrapposizione tra i diversi dispositivi. E il numero di giocatori è proprio per questo in continua crescita. Oggi, in pratica, gioca anche chi prima non avrebbe mai sognato di comprare appositamente una console.

Kingsley OBE, co-fondatore di Rebellion e sviluppatore indipendente di giochi, sostiene che la tendenza del mobile gaming sia una conseguenza della crescita del mercato dei dispositivi mobile: “Nello scenario attuale non possiamo dire che ci sia una perdita di giocatori da una parte che passa all’altra, parlerei piuttosto di una sovrapposizione. Molte persone si stanno rendendo conto che i dispositivi mobile offrono una comodità che le console non sono in grado di dare. Si sta inoltre delineando un nuovo pubblico di giocatori, che preferisce passare ore sul proprio smartphone a giocare ad un gioco poco costoso, piuttosto che trascorrere il tempo a casa con una console molto cara”.

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Il gioco “The Walking Dead Our World” su tablet (Fonte @Next Games)

Console e mobile experience si stanno sempre più fondendo tra loro, sottolinea Saara Bergström, Chief Marketing Officer di Next Game: “Uno degli elementi chiave nella crescita dei ricavi nel mondo del gaming, sono le esperienze di gioco. Bisogna innovare: la tendenza negli ultimi anni ha visto esperienze di gioco sempre più social e competitive“.

Con Sony che annuncia grandi novità in arrivo con Playstation 5, possiamo affermare che il mobile delle console sta per svanire? Una cosa è certa, sarà la crescente community di giocatori a decidere quale dispositivo diventerà protagonista del futuro.





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Come monitorare le metriche di Instagram (e i migliori tool da usare)


Instagram Insights, lo strumento di analisi integrato dell’applicazione, è semplice e intuitivo ma man mano che la tua fanbase cresce ti servirà qualcosa di più strutturato per monitorare le metriche di Instagram. Fortunatamente, ci sono molti strumenti di analisi esterni in grado di offrirti una visione più approfondita dei dati. Vediamo come monitorare le metriche di Instagram (e su cosa concentrarci).

Ci sono due metriche generali da considerare: metriche post individuali e metriche dell’account .

Le metriche individuali riflettono il rendimento di ogni foto o video. Le metriche dell’account combinano tutte le statistiche dei tuoi singoli post per comprenderne l’andamento nel tempo.

Metriche post individuali

  • Impressions: quante persone hanno visto il tuo post
  • Percentuale di copertura di Instagram: impressions divise per numero di follower
  • Coinvolgimento: quanti like ha ottenuto un singolo post, è stato commentato, condiviso o salvato

Impressions

I dati sulle impressions rivelano quanto efficacemente stai promuovendo i tuoi contenuti. L’utilizzo di hashtag ben scelti e pertinenti assicurerà che le tue foto e i tuoi video raggiungano un vasto pubblico, migliorando il tuo punteggio.

Percentuale di copertura di Instagram

L’ottimizzazione degli hashtag è solo un modo per avere più visualizzazioni del tuo account. Per aumentare la percentuale di copertura, è necessario considerare anche altri elementi, come scegliere il momento migliore per pubblicare .

I feed di Instagram non mostrano più contenuti in ordine cronologico, ma puoi comunque sfruttare i tempi di pubblicazione ottimali per generare engagement non appena il tuo post sarà pubblicato. Instagram Insights ti mostrerà quando i tuoi follower sono più attivi in ​​modo da poter pianificare i tuoi post  in modo più strategico.

monitorare le metriche di instagram

In generale, l’engagement rate (o tasso di coinvolgimento) è uno dei dati su cui puntare nel monitorare le metriche su Instagram, sia per quanto riguarda il singolo post sia per una visione più globale dell’account.

Like, commenti, condivisioni e volte che un post viene salvato: queste interazioni contribuiscono a misurare il tuo engagement. Comprendi quale (o quali) tipologia di post genera più interazioni e di che tipo di interazioni si tratta.

Nelle fasi iniziali (appena un nuovo account instagram è online e la fanbase si sta costruendo) i commenti sono il tipo di interazione di valore su cui devi puntare. Ogni volta che qualcuno commenta o tagga il tuo post o il tuo account, ricevi una valutazione qualitativa positiva sul tuo contenuto. Puoi iniziare a costruire relazioni con i tuoi follower proprio così: mettere mi piace ai loro contenuti, iniziare delle discussioni e rispondere ai commenti sotto ai loro post. Le relazioni sono biunivoche: se coltivate, portano buoni frutti e hai una buona probabilità di fa iniziare discussioni sul tuo account.

Tasso di coinvolgimento

Interazioni del post ÷ conteggio totale follower x 100

Calcola il tasso di coinvolgimento combinando il numero totale di interazioni di un post, dividendo tale cifra per il conteggio totale del follower, quindi moltiplicando per 100. Ogni tipo di interazione conta solo una volta. Una persona che commenta più volte sullo stesso post non avrà alcun effetto aggiuntivo sulla valutazione del coinvolgimento complessivo di quello specifico post. Ma un like e un commento della stessa persona contano separatamente.

Supponiamo che tu abbia 2.000 follower e il tuo ultimo post abbia ottenuto 300 Mi piace, 50 salvataggi, 10 commenti e 18 condivisioni: 378 totali.

378/2000 x 100 = tasso di coinvolgimento del 18,9 percento

Il 18,9% di coinvolgimento molto al di sopra della media. Tuttavia, più cresce il tuo seguito, più è difficile mantenere un coinvolgimento di questo tipo. Un punto di riferimento generale per un buon coinvolgimento si aggira tra il tre e il cinque percento.

ig engagement

Metriche dell’account

Le metriche dell’account combinano tutte le statistiche individuali dei post in modo da monitorare l’efficacia del tuo profilo nel tempo. Esistono tre parametri principali da tenere presente all’inizio:

  • Tasso di coinvolgimento: la percentuale della tua fanbase che interagisce con i tuoi post
  • Tasso di crescita dei follower : percentuale di follower guadagnati nel tempo
  • Metriche del pubblico: quanti follower totali hai, dati demografici dei follower (posizione, età e sesso) e gli intervalli di tempo in cui il pubblico è più attivo

Tasso di coinvolgimento

Questo dato indica la media delle interazioni che il tuo account ottiene nel suo complesso. Più follower guadagni, più diventa difficile mantenere un alto tasso di coinvolgimento. Man mano che il tuo seguito cresce devi adattare i tuoi benchmark: non è assolutamente possibile rispondere a ogni singolo commento quando hai 50.000 follower. Ma dovresti comunque cercare di  rispondere ad alcuni per mantenere alta l’attenzione ed ispirare le persone a continuare ad interagire con te.

Tasso di crescita dei follower

Numero di follower guadagnati ÷ numero precedente di follower 100

Questa metrica ti mostra quanto il tuo seguito è cresciuto nel tempo. Guarda le tendenze che indicano periodi di engagement alti o bassi: ti aiuterà a monitorare gli intervalli di tempo ottimali per pianificare i tuoi post.

Per calcolare il tasso di crescita dei follower, dividi il numero di follower che hai guadagnato in un determinato periodo per il numero che avevi in precedenza e moltiplicalo per 100. Supponiamo che il tuo account Instagram abbia 2.000 follower a maggio e che entro giugno sia arrivato a 2.099.

99/2000 = 0,0495 * 100 = tasso di crescita dei follower del 4,95%

LEGGI ANCHE: Comprare follower e altri 8 errori che molti fanno su Instagram

Metriche del pubblico

Instagram Insights fornisce informazioni demografiche di base nella scheda Pubblico: distribuzione per sesso ed età, posizione geografica e periodi di attività.

Familiarizza con il tuo pubblico, i suoi interessi e le sue abitudini di navigazione, in modo da poter pubblicare contenuti più mirati e accattivanti nei momenti ottimali.

monitorare le metriche di instagram

Monitorare le metriche di Instagram: Le Stories

Una volta che inizi a pubblicare regolarmente le stories, vorrai monitorarne l’efficacia. Sono ormai un elemento sempre più importante dell’esperienza utente, con oltre 400 milioni di utenti attivi ogni giorno. Ecco perché devi includere questo dato se vuoi monitorare le metriche di Instagram in maniera completa: riescono a dirti tanto sull’esperienza che i tuoi follower stanno facendo con il tuo account.

Interazioni specifiche per la storia

  • Taps Forward: frequenza con cui il pubblico tocca a destra, saltando la storia corrente per vedere la successiva che hai pubblicato
  • Taps Backward: la frequenza con cui il tuo pubblico tocca a sinistra per guardare il video precedente nella sequenza Story
  • Uscite: Quante volte qualcuno usa la funzione “scorri verso il basso” in una determinata storia per uscire dal feed Storie e tornare al feed principale di contenuti di Instagram
  • Risposte: con che frequenza qualcuno ha utilizzato la funzionalità “scorri verso l’alto” per commentare direttamente la tua storia o navigare verso il contenuto a cui stai puntando nella tua storia

Se la tua storia ha molti tap in avanti o in uscita, probabilmente è stata una brutta esperienza. La qualità audio o video è scadente? La tua storia è stata semplicemente noiosa? Scopri cosa è andato storto e correggilo per la prossima volta.

Se la tua storia ha un numero elevato di tap all’indietro, potrebbe significare una di queste due cose: 1) la storia era abbastanza buona da giustificare una ripetizione, oppure 2) il tuo video non era chiaro o finiva troppo rapidamente.

Le risposte alle stories sono fondamentalmente come i commenti ai tuoi post: un’opportunità per saperne di più sul tuo pubblico. Leggili per capire meglio chi sta visualizzando le tue stories e prevedi cosa vorranno vedere dopo.

Copertura e Impressions

Tieni sempre sotto controllo quante persone guardano le tue stories. Reach e Impressions potrebbero sembrare la stessa cosa, ma c’è una sottile differenza:

  • Reach: il numero di account Instagram che hanno guardato la tua storia
  • Impressions: il numero di visualizzazioni individuali, inclusi i rewatch

Se ritieni che il tuo coinvolgimento con le stories sia basso, verifica quante persone hanno guardato il tuo video. Se hai un alto engagement per una storia ma la tua copertura è bassa, la prossima volta potresti utilizzare hashtag più popolari eo pertinenti per attirare un pubblico più ampio.

I tool più completi per monitorare le metriche di Instagram

1. Instagram Insights

Il vantaggio principale di Insights è la sua semplicità. Puoi controllare rapidamente i progressi della tua settimana in pochissimi click.

Il più grande svantaggio di Insights invece, è che non riesci facilmente ottenere una comprensione globale dei risultati nel tempo. I dati sono abbastanza limitati e non è possibile esportarli dall’app . Per monitorare le metriche di Instagram in maniera più completa e strutturata, dovrai utilizzare uno strumento di analisi di terze parti per esportare i  dati.

2. Hootsuite Social Media Analytics

Dagli strumenti di analisi benchmark ai grafici che mappano chiaramente i dati del tuo account in modo da poter identificare immediatamente le tendenze, Hootsuite Analytics ti consente anche di monitorare le metriche di Instagram relative ad intervalli di tempo, anche lontani. Questo permette di individuare correttamente i KPI e misurare la crescita dell’account con maggior precisione.

Una caratteristica particolarmente accurata che contraddistingue Hootsuite Analytics è la capacità di tenere traccia dei messaggi Instagram in entrata in base al sentiment. Hootsuite Analytics valuta automaticamente se i commenti sono positivi o negativi, quindi puoi facilmente monitorare anche le reazioni del tuo pubblico nel tempo.

3. Iconosquare

Per monitorare le metriche di Instagram,  Iconosquare offre qualcosa di davvero importante per gli utenti alle prime armi: una verifica gratuita del tuo account. Quando accedi alla piattaforma riceverai tramite mail una recensione del rendimento del profilo, con suggerimenti su come ottimizzare i tuoi contenuti.

Iconosquare ti consente di esportare facilmente i dati manualmente o di  pianificare report automatici da inviare alla tua casella di posta. Puoi persino esportare i rapporti in base al fuso orario per vedere come stai coinvolgendo il pubblico in diverse parti del mondo.

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4. Union Metrics

Union Metrics risolve alcuni dei problemi legati all’analisi, estraendo automaticamente le tendenze e i valori anomali dal tuo flusso di informazioni, in modo da poter identificare immediatamente i momenti utilizzabili nella cronologia dei tuoi post. Puoi anche monitorare i tuoi tag e le tue foto in modo da sapere sempre quando compari nella tab “di tendenza”.

Come Iconosquare, Union Metrics offre un controllo gratuito del tuo account quando ti iscrivi.

monitorare le metriche di instagram

 

5. Crowdfire

Una delle strategie per aumentare la fanbase è seguire quante più persone possibile. Circa il 30% degli account ti seguirà. Alla fine, però, raggiunto il limite di circa 7.500 follower questa strategia smetterà di funzionare.

Crowdfire aiuta a risolvere questo problema con una caratteristica unica: i follower analytics che ti dicono quali tra i tuoi contatti hanno smesso di seguirti (e quindi fare altrettanto).  Inoltre, rende anche più facile seguire il pubblico dei tuoi competitor spingendoti a coinvolgere le persone che sono già interessate a contenuti simili ai tuoi.

6. Squarelovin

Se vuoi sfruttare i contenuti generati dagli utenti sul tuo account, controlla Squarelovin. Il loro strumento Insights è ottimizzato per aiutarti a ottenere il massimo dai video e dalle immagini che i tuoi follower taggano sulla piattaforma, assicurandoti inoltre che non vi siano problemi di copyright.

Un’altra caratteristica importante di Squarelovin è quella di tenere traccia dell’impatto di specifici filtri Instagram. Sì, anche qualcosa di così piccolo può incidere sull’engagement. Ecco perché è importante capire come monitorare le metriche di Instagram (e quali parametri valutare per ogni account).monitorare le metriche di instagram

7. Plann

Questo strumento di pianificazione e analisi  ti aiuterà a concentrarti a rendere il tuo feed più bello possibile. Analogamente al filtro tracker di Squarelovin, l’analisi di Plann rivelerà quali schemi di colori piacciono al pubblico. Puoi anche confrontare i tuoi schemi di colori più efficaci con i tuoi competitor tramite la funzione “Sneaky Peek” di Plann. Bello no?

monitorare le metriche di instagram

Come puoi vedere, ci sono molte opzioni per gli Instagrammers che hanno voglia di rimboccarsi le maniche comprendere cosa i dati rivelano dei propri contenuti e strategia. Sperimenta, metti all’opera e trova lo strumento di analisi per monitorare le metriche di Instagram più funzionale per te.





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La tecnologia sta rivoluzionando la ricerca scientifica (ma il vero nemico è la burocrazia)


Intelligenza artificiale, stampa 3d, dispositivi medici indossabili, telemedicina, studi clinici a distanza, farmaci intelligenti, digiceutici sono solo alcune delle innovazioni tecnologiche che stanno rivoluzionando il mondo healthcare e la ricerca scientifica.

Le tecnologie supportano la ricerca scientifica e sono parte attiva nei trattamenti medici, tuttavia non sempre le idee innovative la spuntano o hanno una vita facile davanti gli enti regolatori, che giocano un ruolo determinate sulla loro realizzazione.

ricerca scientifica

In questo contesto succede che invenzioni nate in piccole startup vengano inglobate da grandi gruppi in grado di finanziarle e portarle sul mercato. Dall’altra parte i grandi gruppi a fronte della crescente concorrenza sul mercato (un esempio è il caso dei generici per le Big Pharma), stanno finanziando molto la ricerca scientifica per accaparrarsi nuovi brevetti e quindi esclusive di mercato.

Intelligenza artificiale nella ricerca scientifica

Nel rapporto “Progression 2018. Life Science 4.0: securing value through data-driven platform” EY definisce “data company” e quindi aziende tecnologiche tutte quelle che sviluppano prodotti e servizi healthcare. Al contrario tutte le aziende tecnologiche che hanno accesso a informazioni relative alla salute sono healthcare.

Tra le tecnologie relative al mondo della salute, l’intelligenza artificiale, per il monitoraggio del paziente, il supporto al medico nella diagnosi e la scoperta di nuovi farmaci, sembra essere più di altre quella in grado di far compiere al mondo healthcare un salto di qualità.

LEGGI ANCHE: Come l’Intelligenza artificiale migliorerà le cure dei pazienti (senza togliere lavoro ai medici)

Sulla ricerca scientifica, secondo le statistiche di Global Insight, la quota di mercato per la scoperta di nuovi farmaci attraverso l’uso di intelligenza artificiale è oggi oltre il 35%.

L’AI gioca un ruolo importante nel drug design, scoperta, identificazione e screening delle molecole, permettendo di identificare modelli non possibili agli esseri umani. Tra i vantaggi la velocità dei risultati, un minor impatto economico e un processo di sviluppo più efficiente grazie all’identificazione di una popolazione di pazienti appropriata, la riduzione (se non eliminazione) di alcuni studi e persino (anche se per adesso è una possibilità remota) la previsione degli effetti in un paziente virtuale.

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Le Big Pharma hanno già avviato collaborazioni con aziende guidate dall’intelligenza artificiale per la ricerca scientifica. Esempi sono GSK e Sanofi con l’azienda Exscientia e Genentech, la divisione farmaceutica della Holding Hoffmann-La Roche, in partnership con Gns Healthcare per la ricerca scientifica sul cancro attraverso l’uso della piattaforma Refs.

Da un punto di vista regolatorio, FDA incentiva l’utilizzo di intelligenza artificiale e digital Health. Lo scorso aprile Scott Gottlieb, commissario FDA, ha annunciato inoltre che l’agenzia sta implementando un nuovo approccio per la revisione dell’intelligenza artificiale e ha già approvato tecnologie, come il software dell’azienda Viz.ai per il riconoscimento preventivo di ictus.

In ogni caso gli aspetti regolatori hanno un impatto notevole sull’implementazione di nuove idee sia rispetto all’esigenza clinica che all’impegno tecnologico e scientifico per la loro realizzazione. Ciò potrebbe porre limiti pratici alla ricerca scientifica supportata da nuove tecnologie. Quindi è opportuno fin dall’inizio di un progetto tenere sempre a mente quali saranno le implicazioni regolatorie.

Studi clinici virtuali

Gli studi clinici virtuali, ossia la conduzione di una sperimentazione clinica a distanza per raccogliere dati sulla sicurezza e efficacia di una molecola o dispositivo medico, non sono una novità. Il primo studio parzialmente a distanza è stato condotto infatti nel 2001 da Ely Lilly sul tadalfil.

Ai pazienti veniva chiesto di recarsi presso il centro di ricerca e anche di compilare un questionario online. Nel 2011 Pfizer è pioniera del primo studio clinico totalmente virtuale. Dal reclutamento dei pazienti al monitoraggio e raccolta dati la sperimentazione si è svolta online. L’obiettivo di Pfizer, che parallelamente aveva avviato una sperimentazione tradizionale, era quello di sperimentare la fattibilità del virtuale in vista di futuri studi.

Sfortunatamente la sperimentazione virtuale di Pfizer per l’età avanzata dei pazienti reclutati e la poca praticità nell’uso delle nuove tecnologie non si è dimostrata efficace quanto la tradizionale.

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Nel 2017 Sanofi manifesta la sua intenzione di utilizzare i virtual trial per le sperimentazioni cliniche e stringe un accordo con Science 37, azienda che utlizza la tecnologia mobile e la telemedicina per la raccolta dati e il monitoraggio del paziente  a distanza.

Nel 2018 anche Norvatis stringe un accordo con Science 37 con l’obiettivo di lanciare fino a 10 sperimentazioni virtuali nei prossimi tre anni.

Per la ricerca scientifica, i vantaggi dei virtual trial sono notevoli.:

  • Il reclutamento dei pazienti è più semplice e il loro numero maggiore, poichè non ci sono più limiti geografici o fisici;
  • il monitoraggio e la raccolta dei dati è continuo e personalizzato al dettaglio;
  • i tempi di sperimentazione sono più veloci poichè il numero dei pazienti è maggiore e eterogeneo, inoltre eventuali fallimenti sono subito individuabili;
  • i costi rispetto al metodo tradizionale sono contenuti.

Possibili scetticismi sono relativi invece all’età dei pazienti, non sempre reclutabili tramite social network o campagne online, alla sensibilità e sicurezza dei dati trattati da applicazioni online e alla mancanza di contatto umano tra paziente e medico ricercatore, ciò presuppone un coinvolgimento costante del paziente e una sua forte motivazione nello studio.

ricerca scientifica: telemedicina

Da un punto di vista regolatorio FDA ha manifestato giudizi positivi su un appropiato uso della tecnologia per le sperimentazioni virtuali, tuttavia siamo ancora nella fase di apprendimento. In particolare, l’ente governativo cerca input per quattro specifici punti: come incoraggiare l’adozione di strumenti tecnologici per studi clinici; quali sono le barriere; come nuovi modelli di ricerca influenzeranno i pazienti e l’eventuale azione limitante dei requisiti regolatori.

FDA si dimostra in ogni caso a favore di test virtuali, lo dimostra l’approvazione per la startup di Boston Trasparency Life Science di un protocollo prova completamente telemonitorato in soli 30 giorni.

Stampanti 3d per integratori e farmaci

Le stampanti 3d nel settore medico-scientifico mostrano notevoli applicazioni. Posso essere infatti utilizzate per la realizzazione di protesi personalizzate, stampa di tessuti, cute, organi e organoidi sia per la sperimentazione che per il trapianto, produzione di farmaci e strumentazioni i mediche.

Tra i maggiori vantaggi: la personalizzazione della cura, del dispositivo o trattamento e la diminuzione dei costi (con una maggiore copertura sanitaria).

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In ambito farmacologico, alcuni ricercatori in Inghilterra hanno già testato una pillola prodotta con stampante 3d contenente più farmaci all’interno e diversi tempi di rilascio, ma non ancora sul mercato.

Già in commercio invece per il nutraceutico, il primo integratore personalizzato realizzato con stampante 3d. L’integratore è prodotto dalla startup Multiply Labs, fondata a San Francisco da due ricercatori italiani Alice Menocchi e Federico Parietti.

Sul sito ufficiale di Multiply Labs è possibile “progettare l’integratore” secondo le esigenze specifiche del consumatore. Vengono poste una serie di domande come ad esempio l’obiettivo che si vuole raggiungere con l’assunzione dell’integratore (es. salute della vista, aumntare l’energia, salute del cuore, ecc.), il tempo di rilascio del supplemento, il tipo di alimentazione, allergie o intolleranze, ecc.

L’integratore si compone automaticamente dalle risposte del consumatore con quantità dei componenti e tempi di rilascio e una volta completato è possibile ricevere il prodotto confezionato direttamente a casa.

La struttura di produzione di Multiply Labs è certificata dal dipartimento di Sanità Pubblica della California e segue gli standard GMP. (norme di buona fabbricazione). I due ricercatori italiani hanno da sempre avuto l’obiettivo di implementare la capsula 3D sui farmaci, ma la scelta di applicarla prima agli integratori alimentari si è rivelata strategica per la regolamentazione, infatti per gli integratori non sono previsti studi clinici e essere sul mercato significa attrarre investitori più facilmente.

ricerca scientifica: farmaci

Come afferma Alice Menocchi infatti: “I nutraceutici sono stati il modo più veloce per portare la nostra piattaforma tecnologica sul mercato, poichè meno regolamentati rispetto ai farmaci viste le diverse implicazioni sulla salute: la piattaforma di delivery per integratori ci permette di produrre capsule personalizzate in termini di quantità del supplemento e tempo di rilascio. L’idea è nata dal farmacetico ed è lì che vorremmo tornare”.

Il prossimo passo sarà quindi quello di iniziare un dialogo con la Food & Drugs Administration (FDA) per sviluppare la tecnologia sul fronte farmaceutico.





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3 miti da sfatare sull’intelligenza artificiale e sui rischi che corriamo

Da Siri alle auto che si guidano da sole, l’intelligenza artificiale è tra noi e si sta evolvendo rapidamente. Accade spesso che, quando si parla di AI, questa venga associata ad un robot con caratteristiche umane, ma in realtà i suoi ambiti applicativi possono essere molteplici.

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L’intelligenza artificiale oggi è definita “debole”, in quanto essa è progettata per svolgere determinate funzioni,per esempio il riconoscimento facciale o le ricerche sul web: l’obiettivo  di molti ricercatori al lavoro su questa tecnologia è quello di sviluppare un’intelligenza artificiale “forte” in grado di superare gli esseri umani in quasi tutti i compiti cognitivi.

Quali saranno le conseguenze?

Artificial-Intelligence

La progettazione di sistemi  AI più intelligenti può portare a degli sviluppi decisivi in numerosi settori, correndo il rischio di lasciare l’intelletto umano molto indietro.

Nonostante la creazione di una super intelligenza artificiale rappresenti un grande passo per l’umanità, utile (forse) a sradicare le guerre, la povertà e le malattie, molti esperti hanno espresso la loro preoccupazione riguardante l’incapacità di allineare gli obiettivi umani con quelli artificiali.

Perché l’intelligenza artificiale può essere pericolosa

Una gran parte dei ricercatori concorda sul fatto che un’intelligenza artificiale super intelligente non sia in grado di mostrare emozioni umane come l’amore o l’odio. Non ci sarebbe ragione, dunque, per aspettarsi che diventi intenzionalmente benevola o malevola.

Invece, quando si pensa a come l’AI possa diventare pericolosa, gli scenari possibili sono due: l’intelligenza artificiale potrebbe essere programmata per diventare pericolosa o potrebbe essere programmata per essere utile, ma sviluppare autonomamente un metodo distruttivo per raggiungere i suoi obiettivi.

Nel primo caso, l’intelligenza artificiale  può diventare estremamente dannosa: basti immaginare armi autonome, sistemi di intelligenza artificiale programmati per uccidere che, nelle mani della persona sbagliata, potrebbero facilmente causare vittime in modo massivo. Inoltre, una corsa agli armamenti di intelligenza artificiale potrebbe inavvertitamente portare a una guerra con conseguenze davvero disastrose.

Per non correre il rischio di essere intralciati dal nemico, queste armi potrebbero essere progettate per essere estremamente difficili da “spegnere”, così gli umani potrebbero facilmente perdere il controllo della situazione. Questo rischio è presente anche con una AI ristretta, ma cresce con l’aumentare dei livelli di intelligenza e autonomia dell’intelligenza artificiale.

Nel secondo caso, si corre il rischio che gli obiettivi artificiali non siano allineati con quelli umani: ad esempio, se chiediamo ad un auto intelligente di condurci all’aeroporto il più velocemente possibile, questa potrebbe eseguire letteralmente la richiesta, non badando a ostacoli o alla sicurezza. Uno scenario da film probabilmente, ma che l’intelligenza artificiale avanzata possa non avere le competenze giuste per comprendere gli ordini, è una preoccupazione reale.

I miti riguardo il futuro dell’Intelligenza Artificiale

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Ci sono controversie affascinanti su cui i maggiori esperti del mondo non sono d’accordo, come l’impatto di questa tecnologia sul mercato del lavoro; ci sono però anche molti esempi di sterili pseudo-controversie causate spesso da conclusioni troppo azzardate. Cerchiamo di chiarire insieme alcuni di questi “miti” che fanno a volte molto discutere sul futuro dell’AI.

Il primo mito riguarda il tempo: quanto ci vorrà prima che le macchine superino di molto l’intelligenza umana? Le due opinioni principali e contrarie utilizzano questo secolo come punto di riferimento: l’AI si svilupperà prima/dopo del 2100. La verità è che non ci sono dati che possano dirci con certezza il tempo che questa tecnologia impiegherà per arrivare al massimo della sua espressione: l’unica cosa che possiamo attualmente fare è prepararci già dal punto di vista della sicurezza, per prevenire i pericoli di cui parlavamo sopra.

Il secondo mito sostiene che gli unici a preoccuparsi degli effetti negativi dell’AI siano coloro che non ne conoscono davvero le potenzialità. Falso anche questo: anche i ricercatori più affermati che lavorano sull’Intelligenza Artificiale sono i primi a nutrire molti dubbi e preoccupazioni sul suo futuro.

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Il terzo mito è quello più discusso: le macchine non hanno obiettivi come possono averli gli umani. Sbagliato: l’intelligenza artificiale ha degli obiettivi e può svilupparne di nuovi, il problema è se questi siano più o meno allineati con quelli degli esseri umani. Facciamo un esempio: un ipotetico missile comandato dall’AI non ha forse l’obiettivo di uccidere, ma ha l’obiettivo di seguire le fonti di calore, poco importa se queste siano di animali, umani adulti o umani bambini.

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Imparare uno sport o un nuovo lavoro sarà sempre più facile grazie alla tecnologia


Sin dalle prime applicazioni, i visori per la realtà virtuale hanno rivoluzionato il rapporto tra uomo e computer. Sino qualche anno fa una tecnologia per ridisegnare la realtà l’avremmo definita inimmaginabile, ma la tecnologia ha compiuto grandi passi in avanti.

I visori VR hanno aperto la strada della realtà aumentata, dissolvendo ulteriormente le barriere tra uomo e macchina, tra mondo reale e mondo artificiale. Una tecnologia che potrebbe aiutarci a migliorare la nostra percezione della realtà offrendoci un aiuto concreto in innumerevoli campi, uno fra questi l’allenamento e l’apprendimento di abitudini e movimenti.

Il progetto North Star

In questo contesto si inserisce il progetto North Star di Leap Motion, un prototipo di headset per realtà aumentata di alto livello: si tratta di una piattaforma che è in grado di riprodurre movimenti ad alta velocità con oggetti di piccole dimensioni (come ad esempio accade su un tavolo da ping pong, protagonista difatti delle prime sperimentazioni).

La demo di North Star mostra due giocatori (uno reale e l’altro virtuale) mentre si confrontano come se si trattasse di un allenamento vero.

La realtà aumentata di North Star è molto divertente, ma dimostra anche un concetto chiave che è in gran parte inesplorato oggi: l’AR può essere molto utile per addestrare le proprie abilità in scenari non virtuali ma assolutamente inseriti all’interno del mondo reale. Immaginate di potervi allenare con una spada senza ferirvi ma con l’impressione reale di sfidare un avversario.

In VR, possiamo modellare l’esperienza per ottimizzare l’apprendimento di un compito o comportamento. L’AR eleva questo potenziale con ambienti familiari reali, permettendoci di contestualizzare le abilità apprese.

I sistemi AR possano dar vita ad una realtà che possiamo definire ‘mista’, irreale ma ugualmente interessante per poter ottimizzare l’apprendimento di uno specifico compito in una realtà artificiale, offrendoci la possibilità di lavorare comunque in un contesto familiare e di sviluppare al contempo delle abilità nuove e/o inedite.

Quando l’ottimizzazione del reale passa dal virtuale

L’impiego di sistemi di realtà aumentata in un allenamento, può donarci dei risultati sorprendenti. Pensiamo al gioco del ping pong: la realtà aumentata ci suggerisce la traiettoria della pallina, in questo modo la coordinazione occhio-mano e la memoria muscolare raccolta con l’allenamento in AR posso facilmente trasferirsi nella realtà donatoci una marcia in più nell’affrontare l’avversario.

L’intero allentamento è normalizzato dall’intelligenza artificiale, che regola soprattutto i movimenti dell’avversario virtuale per riprodurre movimenti maggiormente vicini alla realtà, evitando spostamenti istantanei e riproducendo con esattezza i tempi di reazione del corpo umano.

Nuove frontiere per il gioco e non solo

Non sappiamo quando e non sappiamo a quale prezzo, ma siamo certi che questa nuova tecnologia si diffonderà e con essa anche i nuovi impieghi. Saremo in grado di sfidare giocatori di calibro più elevato e di introdurre nel virtuale nuove intuizioni del mondo reale.

Siamo in un’epoca in cui possiamo già vedere gli effetti della collaborazione tra umani e intelligenza artificiale, stiamo appena scalfendo la superficie di ciò che potrebbe essere possibile domani: presto i sistemi in AR saranno introdotti in nuovi sport e in numerose altre applicazioni nelle quali è richiesta la collaborazione tra uomo e intelligenza artificiale.

Saremo in grado di allenarci in un modo del tutto nuovo, raggiungendo in tempi relativamente brevi risultati raggiungibili in mesi di pratica costante: forse vedremo anche superare i limiti nel gioco reale grazie all’allenamento nel virtuale.



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