Come far crescere il tuo account Instagram senza advertising


Se ti dicessimo che è possibile portare il tuo account Instagram da poche centinaia a migliaia di follower in meno di un anno, cosa penseresti? Forse immagineresti l’account di qualche Influencer diventato all’improvviso popolare. Invece, ci sono molti profili business che riescono nell’impresa, grazie a contenuti coinvolgenti e coerenti.

Come riescono nell’impresa queste aziende? Per far crescere la propria community non puntano (solo) sull’advertising. Ragionando sulla natura di Instagram e su quello che gli utenti si aspettano di vedere, puntano su contenuti in linea con il loro lavoro, tratti dal mondo della grafica, dell’arte, dell’illustrazione e della moda.

Questo non significa che l’advertising non serva, ma ci insegna come adottare una digital strategy efficace possa dare risultati altrettanto importanti.

Ecco quindi alcuni suggerimenti importanti per impostare al meglio la tua strategia sul social visuale per eccellenza, quello su cui oggi non puoi proprio mancare.

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Immagine, composizione e tema

Il soggetto dell’immagine, lo stile e la composizione sono elementi cruciali per il tuo feed. Lo è ancora di più il colore.

Un tema cromatico, applicato a ogni fotografia, crea una piacevole esperienza visiva per chi scorre il tuo feed, e costringe gli utenti a guardare l’insieme, e a non soffermarsi sulla singola immagine.

Certo, mantenere una certa coerenza estetica ti richiederà del tempo. Ti serviranno non più di qualche ora a settimana per pianificare il flusso del tuo feed, e ragionare su blocchi di post che renderanno riconoscibile il tuo account.

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Tone of voice e didascalie

Le didascalie delle foto, lo sappiamo, permettono di contestualizzare e attribuire un significato all’immagine. E questa regola non scritta vale soprattutto nei casi in cui si cura un feed con immagini di altri.

Nel caso di una rivista ad esempio, si può mantenere un tone of voice amichevole, che dia risalto ai protagonisti degli articoli condivisi, ma mantenendo uno stile informativo, orientato all’approfondimento.

La scelta migliore sono didascalie sintetiche, che includano i credit e tagghino le persone ritratte.

Ovviamente puoi sperimentare anche didascalie più lunghe. Testa e trova il formato più adatto al tuo target.

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Tag e hashtag

Gli hashtag sono fondamentali per massimizzare la copertura di un post. Quando un post utilizza un hashtag, diventa visibile all’interno del flusso legato a quel determinato hashtag, tanto più se riesce a ottenere le prime posizioni del feed.

Pochi, tanti, quanti hashtag dovresti usare? Per fare in modo che gli hashtag siano efficaci all’awareness del tuo account, ti consigliamo di identificarne almeno 50 e non oltre il centinaio, per iniziare, di dimensioni diverse, evitando di usarli tutti insieme e di usare sempre gli stessi.

Insomma il giusto mix prevede un uso moderato e variegato di hashtag, con dimensioni diverse, ovvero di 1M, 500k, 250k, 10k, 2k, 900 post, ecc. Scoprire quanti post sono associati a un hashtag è semplicissimo. Basta digitare # seguito dalla parola chiave che ti interessa, e il motore di ricerca interno a Instagram ti mostrerà quante persone, hashtag o luoghi sono collegati alla parola chiave.

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Costanza nella pubblicazione

Per aumentare il numero di follower è importante postare con frequenza e costanza. Quando un feed è silente o ha una scarsa attività, potrebbe perdere follower o avere un engagement estremamente basso.

Per ottenere dati attendibili sul rendimento dell’account, prova ad esempio a pubblicare due volte al giorno, sei volte alla settimana, e poi riduci la pubblicazione a un post al giorno. Infine diminuisci il numero di giorni nei quali pubblicare.

Per occupare il primo posto, restarci, ed essere fonte d’ispirazione per gli utenti, la chiave è lavorare a tutti gli elementi che abbiamo affrontato finora.

Qualche altro consiglio? Cura il tuo avatar e la bio, personalizza e condividi il tuo nametag, partecipa alla vita della community, e non dimenticare di misurare il rendimento dell’attività, per capire in che modo migliorare la tua strategia visual su Instagram.





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Come integrare le emoji nella digital startegy della tua non profit


Tra chi ne abusa e chi preferisce farne a meno, le emoji possono essere un efficace strumento di marketing. È così anche nel non profit? Attraverso una serie di statistiche, capiremo se è vero che “le iconcine” hanno anche il grande potenziale di rafforzare il contatto tra organizzazioni non profit e pubblico, e per concludere ti daremo qualche consiglio su come usarle in modo strategico.

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Emoji e social media: qualche dato

Credits: Depositphotos #21187195

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Per cominciare parliamo di email. Se usate in modo appropriato, le emoji possono innescare tassi di apertura e risposta più elevati rispetto alle email che non le contengono. Tra simboli più o meno popolari da usare nell’oggetto, ricorda però che quello che ha funzionato una volta, non è detto che funzioni sempre. Quindi, il consiglio che ti diamo è quello di testare.

Su Twitter le emoji, inserite in un tweet, possono aumentare l’engagement del 25,4 % rispetto a un tweet tradizionale. Tra più di 2800 pittogrammi, come già saprai, alcuni possono essere utilizzati tutto l’anno, altri sono più adatti a particolari ricorrenze o eventi.

Anche su Facebook le emoji hanno riscontri di pubblico positivi: se inserite in un post, posso aumentare il tasso di engagement del 57 % e il numero di commenti e condivisioni del 33%.

Da uno studio di Quintly su 29.000 account Instagram, risulta che il 56,5% degli account utilizza le emoji, e che queste portano a un 47,7 % di interazioni in più, con trascurabili differenze tra post con sole immagini e post video. Lo studio rivela anche come, su Instagram, negli ultimi anni, l’uso di questi simboli pittografici abbia subito un leggero rallentamento nella crescita: una saturazione prevedibile, ma non negativa.

Qual è il rapporto tra emoji e mobile marketing? Un recente report di Leanplum, ci dice che le notifiche push contenenti le faccine o i simboli hanno, in media, un tasso di apertura superiore all’85% rispetto a quelle inviate senza emoji. Questo conferma che sono un ottimo strumento per coinvolgere gli utenti finali e possono portare a un maggiore utilizzo delle app, alla fidelizzazione e a un aumento delle probabilità di conversione.

E i messaggi di testo? Se contengono emoji hanno un tasso di risposta più alto. Non solo. L’utilizzo delle emoji nei testi delle chat, predispone benevolmente le persone verso il proprio interlocutore.

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Come usare le emoji, consigli per una non profit

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Il primo consiglio che ti diamo è di accedere all’enciclopedia delle emoji, dove potrai trovare più di 2.800 simboli tra cui scegliere e le relative statistiche. Prima di utilizzarli, però, verifica che siano visualizzati correttamente nei client di posta elettronica e sui social network: non è scontato che funzionino sempre.

Trova il tuo tone of voice. Una emoji può essere informativa o emozionale, e non è detto che entrambe le tipologie siano in linea con il tuo brand. Fa’ qualche ricerca online, anche per capire come vengono usate nel profit e nel non profit, e sulle diverse piattaforme social.

Ultimi due consigli per la tua digital strategy:

  • non esagerare con i simboli pittografici digitali. Inizia gradualmente e fai degli a/b test, se puoi;
  • ultimo, ma non di minore importanza. Le parole contano ancora molto, non dimenticarlo.





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Consigli sui contenuti evergreen da ri-pubblicare (se non li hai scelti prima del rientro al lavoro)


Può essere difficile ricominciare dopo le vacanze e avere idee nuove o creare contenuti di valore da pubblicare per il rientro.

I temi si ripetono e non è facile mantenere sostenibile nel tempo un piano editoriale. Se hai fatto tutto a regola d’arte, però, prima di staccare, avrai certamente pianificato anche i contenuto per il coming back to work.

Se ancora non l’hai fatto, però, ecco una lista di contenuti evergreen da pubblicare, in modo che il tuo piano editoriale risulti a prova di bomba, anche al rientro in ufficio, senza lanciarti subito tra i temi di attualità.

LEGGI ANCHE: 6 consigli per ottimizzare la tua digital strategy in vista dell’estate

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Cosa sono i contenuti evergreen

Non sono piante sempreverdi da appoggiare sulla scrivania o nel tuo ufficio, sono contenuti che vanno sempre bene, risultano sempre rilevanti, in qualsiasi stagione e in qualsiasi momento, non sono legati a particolari fatti o eventi specifici. Sono alleati preziosi di chi si occupa di content marketing.

Sono contenuti di qualità e attrattivi, ma senza tempo, da mettere in campo per rafforzare il tuo piano editoriale in fine di stagione estiva.

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Una lista di esempi da sfruttare

Di seguito trovi alcuni esempi di contenuti evergreen che puoi applicare al tuo brand o prodotto:

  • Guide “How to”: crea delle semplici guide su come come risolvere un problema o come fare qualcosa, a seconda del tuo ambito di riferimento. Puoi creare infografiche, articoli per il tuo blog, post sotto forma di liste. Queste tipologie di contenuti che mostrano ‘il come’, ti verranno sempre utili e risulteranno sempre interessanti.
  • Video tutorial: sicuramente con più alto tasso di coinvolgimento, puoi preparare dei video che spieghino qualcosa di interessante e utile circa il tuo brand o prodotto.
  • Ricerche e case study: approfondimenti che rimangono validi nel tempo e riportano dati statistici o casi studio interessanti, legati al tuo settore.
  • Aforismi e citazioni: ti salvano sempre nel momento del bisogno e puoi prepararli in anticipo. Generano emozioni in chi li legge e solitamente hanno un buon tasso di coinvolgimento degli utenti.
  • Il dietro le quinte: non tramonta mai. Mostrare il lavoro che sta dietro al tuo brand o prodotto è un altro contenuto facile da programmare, se hai un buon archivio di risorse cui attingere.
  • Post sulle domande più frequenti: prendi spunto dalle domande collezionate durante l’anno e creare dei post con delle infografiche per rispondere ai quesiti più interessanti.
  • Consigli utili e curiosità: il famoso “Lo sapevi che?”. Stimola gli utenti con aneddoti, brevi pillole che possono dare delle informazioni o delle curiosità in relazione al brand o prodotto.
  • Reinterpreta i tuoi contenuti migliori: durante l’anno ti sei accorto che alcuni post sono andati meglio di altri? E’ arrivato il momento di rispolverarli e dargli una nuova veste, dandogli nuova vita. Ebbene sì, riciclare i contenuti è gratis e anche utile!





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