5 installazioni da non perdere


Con 400 eventi, distribuiti in 11 distretti cittadini, Londra si prepara ad inaugurare la sedicesima edizione del London Design Festival. Per la nove giorni, ideata nel 2003 per promuovere la creatività della città, sono attesi nella capitale inglese circa 450 mila visitatori provenienti da oltre 75 paesi. 

London Design Festival: 5 installazioni da non perdere

Accanto al Victoria & Albert Museum, da dieci anni hub ufficiale della manifestazione, si affiancano nuovi distretti: Shoredictch Design Triangle e Marylebone Design District. 

Se siete a Londra, ecco le 5 installazioni da non perdere.

Alphabet

Un parco giochi urbano prende vita attraverso una serie di sgabelli mobili. Il progetto, commissionato da British Land, riprende i colori della palette cromatica della International Marine Paint. 

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Un dettaglio curioso: la seduta arancio è dello stesso International Orange utilizzato sul Golden Gate Bridge di San Francisco).

London Design Festival: 5 installazioni da non perdere

Dove: Finsbury Avenue Square Kellenberger-White

Enid Marx: Print, Pattern and Popular Art

La mostra celebra il lavoro della textile designer Enid Marx a vent’anni dalla sua morte con oltre 150 pezzi, di cui molti inediti, provenienti da collezioni private e pubbliche.

London Design Festival: 5 installazioni da non perdere

Famosa per i tessuti disegnati per i sedili della metropolitana di Londra, Enid è stata la prima donna a ricevere il titolo di Royal Designer for Industry. 

London Design Festival: 5 installazioni da non perdere

Dove: House of Illustration, 2 Granary Square, N1C 4BH

MultiPly

L’installazione, costruita con un sistema di pareti riutilizzabili, 17 moduli costituiti da 102 pannelli in legno lamellare a strati incrociati, affronta due temi estremamente attuali in chiave architettonica: la questione degli alloggi e il cambiamento climatico.

London Design Festival: 5 installazioni da non perdere

Ospitato nel Sackler Courtyard del Victoria & Albert Museum, il progetto è stato sviluppato in collaborazione tra AHEC (American Hardwood Export Council), Waugh Thistleton Architects e Arup. 

London Design Festival: 5 installazioni da non perdere

Dove: V&A Sackler Courtyard, Cromwell Rd, SW7 2RL

Please Feed the Lions

Progetto multimediale dell’artistica e designer ED Devlin realizzato con il supporto di Google Arts & Culture, Please Feed the Lions è una delle installazioni tematiche più interessanti di questa edizione. Il progetto interagisce con lo spazio urbano, dialogando con la celebre statua alla base della Colonna di Nelson in Trafalgar Square. Ai quattro leoni se ne aggiunge un quinto rosso, capace di interagire con il pubblico in diversi modi: “ruggendo” parole suggerite dal pubblico, mostrandole durante il giorno su un LED nella bocca del leone e mappandole di notte sulla statua. 

London Design Festival: 5 installazioni da non perdere

Dove: Trafalgar Square, WC2N 5DN

Time for Tea

Tradizionale appuntamento inglese, la cerimonia del te è protagonista nel primo piano dello storico flagship store di Fortnum & Masons a Piccadilly. Una sala da te contemporanea, allestita con oltre 80 prodotti progettati da aziende di tutto il mondo, Scholten & Baijimgs offriranno – quattro volte al giorno, per tutta la durata del festival – una nuova visione del rituale del te.  

London Design Festival: 5 installazioni da non perdere

Dove: Fortnum & Masons, 181 Piccadilly, W14 1ER





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Lavori in corso a New York per il grattacielo che filtra la luce solare


Attenzione al contesto urbanistico e benessere per la comunità, sono questi i valori che rappresentano Studio Gang, lo studio d’architettura con sede a Chicago, New York e San Francisco fondato da Jeanne Gang, architetto pluripremiato e in costante ascesa.

Un perfetto esempio di applicazione di questi valori la possiamo ritrovare nella “40 tenth avenue“, o “solar carve” (letteralmente, “che taglia il sole”), un avveniristico grattacielo in costruzione sulla High Line, il parco lineare nella Grande Mela realizzato su una sezione in disuso della ferrovia sopraelevata chiamata West Side Line, parte della più ampia New York Central Railroad, forse una delle attrazioni più spettacolari della città statunitense.

L’edificio è stato concepito con forme e angoli particolari che consentono di far filtrare i raggi solari attraverso le sue vetrate, una particolarità in grado di garantire luce alla High Line e non creare ombre sgradevoli per turisti e newyorchesi che camminano sulla vecchia ferrovia.

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New York - Grattacielo 40 tenth avenue Studio Gang

Fonte: Studio Gang

New York - Grattacielo 40 tenth avenue Studio Gang

Fonte: Studio Gang

New York - Grattacielo 40 tenth avenue Studio Gang

Fonte: Studio Gang

Il progetto del grattacielo in grado di far filtrare la luce del sole

L’edificio, alto 10 piani, è la risposta a continue ricerche e studi sull’impatto dei palazzi alti sui contesti urbani e sulla loro interazione con l’angolazione dei raggi solari. I lavori per il 40 tenth avenue sono iniziati il 12 aprile di quest’anno e si concluderanno a marzo 2019.

Sviluppato da Aurora Capital e William Gottlieb Real Estate, il 40 tenth avenue offrirà viste panoramiche sul fiume Hudson e quasi 2000 metri quadrati di spazio esterno su un totale di 13000. Questi sono suddivisi da un terrazzo sul tetto di 950 mq, uno spazio esterno adiacente all’High Line posto al secondo piano di 750 mq e otto piani con terrazzi esterni privati.

L’edificio avrà, inoltre, più di 4000 metri quadrati da dedicare al retail, grazie a una facciata sulla 10th avenue e a soffitti alti oltre 5 metri.

La torre sulla high line è concepita proprio in funzione della luce: “Il design usa gli angoli del sole per offrire luce alle parti posteriori dell’edificio, soprattutto al giardino”, come ha dichiarato Jeanne Gang.

New York è una delle città più famose al mondo con grattacieli costruiti utilizzando il set back, ovvero che crescono “in ritiro”, dando origine al grattacielo di tipo gradonato, con superficie decrescente verso l’alto. In uso per molti anni per portare maggiore luce alla strada, oggi è stato abbandonato alla ricerca di soluzioni maggiormente innovative, come ad esempio quella utilizzata dal 40 tenth avenue, che interagisce con la High Line facendo filtrare i raggi solari al suo interno.

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New York - Grattacielo 40 tenth avenue Studio Gang

Fonte: Studio Gang

Gli altri progetti di Studio Gang

Studio Gang in passato si è dedicato a numerosi progetti come grattacieli o edifici molto alti, portando sempre innovazione soprattutto per le forme utilizzate.

La fondatrice Jeanne Gang ha fatto riferimento a questo tipo di palazzi chiamandoli “fabbriche sociali verticali“. Questo perché “Le città sono diverse. Alcune sono già abbastanza fitte, ma ad esempio una città come Chicago si espande molto. Il Nord America è soggetto a una scarsa densità di popolazione nel centro città, quindi l’obiettivo principale della progettazione di edifici innovativi è quello di convincere le persone a trasferirsi dalle loro case in periferia in centro”.

Lo studio con questo nuovo grattacielo punta a utilizzare gli spazi esterni, come i terrazzi, per creare un senso di comunità interno agli edifici, come avviene per la torre sulla High Line di New York.

Studio Gang sarà anche protagonista di altri ambiziosi progetti nei prossimi anni, incluso il restyling e l’ampliamento del celebre museo americano di storia naturale, situato sempre nella Grande Mela.

New York - Grattacielo 40 tenth avenue Studio Gang

Fonte: Timothy Schenk

New York - Grattacielo 40 tenth avenue Studio Gang

Fonte: Timothy Schenk

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Per saperne di più basta seguire la sezione di designboom dedicata a Studio Gang e Jeanne Gang.





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Ad Amsterdam si pesca la plastica nei canali per trasformarli in mobili di design


Se stai pianificando un viaggio ad Amsterdam nei prossimi mesi potresti voler aggiungere la pesca di plastica alla lista delle cose da fare.

Sì, perché Amsterdam non è solo coffee shop, musei e quartieri a luci rosse ma è anche una città profondamente green. A testimoniarlo è una compagnia olandese che offre a turisti e cittadini, la possibilità di fare un’avventura di pesca di due ore nei canali della città.

plastic whale

Il progetto si chiama Plastic Whale ed è la prima organizzazione di pesca professionale di plastica al mondo che, oltre a ripulire le acque dei canali patrimonio dell’Unesco, di recente ha creato una serie di arredamenti di design.

La missione di Plastic Whale

Secondo le stime del World Economic Forum negli oceani si trovano circa 150 milioni di tonnellate di plastica. Con oltre 322 milioni di tonnellate dichiarate nel 2015, il Forum afferma che solo il 14% di queste viene riciclato. Si stima che per ogni minuto 120.548 bottiglie di plastica finiscano nelle discariche o negli oceani.

Plastic Whale nasce nel 2011 con l’obiettivo di costruire barche eco-friendly con rifiuti di plastica, ad oggi la flotta si compone di dieci imbarcazioni realizzate dall’Amsterdam Canal Plastic. Una vera e propria impresa sociale con una missione: rendere le acque del mondo senza plastica e creare valore dai rifiuti di questo genere.

plastic whale

Per raggiungere questo obiettivo, la compagnia sta organizzando viaggi attraverso airbnb, dove i partecipanti possono vedere il centro storico di Amsterdam dall’acqua e raccogliere la plastica dai canali utilizzando dei retini. Adesso l’itinerario è disponibile anche nel porto di Rotterdam. La crociera Plastic Whale, sempre più richiesta dalle aziende per attività di team building, prevede anche un premio per coloro che pescano oggetti originali nei canali.

plastic whale

Lo scopo principale resta comunque quello di sensibilizzare i visitatori e aiutarli a mantenere pulite le straordinarie vie acquatiche della città, magari in modo divertente.

I rifiuti di plastica sono un problema crescente in tutto il mondo: le persone percepiscono questi oggetti come prodotti usa e getta, senza valore. Plastic Whale per rispondere a queste difficoltà vuole mostrare alle persone che la plastica non è uno spreco, ma una materia prima preziosa.

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La collezione di arredamenti per l’ufficio

La compagnia ha lanciato Plastic Whale Circulare, in collaborazione con Vepa, una serie di mobili per l’ufficio che richiama le linee e le forme di una balena.

plastic whale

Una collezione speciale che comprende un tavolo, una sedia, una lampada e un pannello acustico, tutti realizzati in plastica derivata dai canali di Amsterdam.

plastic whale plastic whale

Parte del ricavato della raccolta sarà devoluto a sostegno di iniziative locali e in tutto il mondo per affrontare in modo decisivo il problema della plastica nelle acque.

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L’arte di protesta di Banksy arriva a Milano


Banksy, artista e writer inglese la cui identità rimane tuttora nascosta, è il protagonista della mostra The Art of Banksy. A Visual Protest,  in scena al MUDEC – Museo delle Culture di Milano dal 21 novembre 2018 fino al 14 aprile 2019.

La mostra, non autorizzata dall’artista, raccoglie per la prima volta in un luogo pubblico oltre 70 lavori tra dipinti, sculture, oggetti, fotografie e video del writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea. 

Girl with Balloon ©Steve Lazarides

Girl with Balloon ©Steve Lazarides

Il percorso espositivo, curato da Gianni Mercurio, si articola attraverso quattro sezioni che vogliono portare lo spettatore a riflettere su quale sia (e quale potrà essere) la collocazione di Banksy in un contesto più generale della storia dell’arte, partendo proprio dagli aspetti che accomunano i writers che nella New York degli anni Settanta tracciarono i primi segni con le bombolette spray sulle pareti della metropolitana. 

UFO ©Steve Lazarides

UFO ©Steve Lazarides

«I primi writers provenivano provenivano dai diversi quartieri di New York, che a loro volta erano popolati da comunità di diversa provenienza (i neri di Harlem, gli ispanici e gli italiani del Bronx e del Lower East Side). Non è un caso che l’effetto primario della loro espressione è l’invenzione di una grafia nuova, che non esisteva, amalgama di molte grafie, da quella araba, a quella occidentale e asiatica. In questo panorama» afferma Mercurio.

Flying_Copper ©Steve Lazarides

Flying_Copper ©Steve Lazarides

«Banksy amplifica ed espande il carattere multiculturale dei writers, ai quali si era agli inizi formalmente ispirato; come gli street artists della sua generazione accentua il contenuto dei messaggi politici e sociali in maniera esplicita, anzi sposta radicalmente il messaggio dalla forma al contenuto». 

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, The Art of Bansky. A Visual Protest è la prima mostra personale di Bansky ad essere ospitata all’interno di un museo pubblico. 





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Consigli per la scelta della palette colori in un progetto di design


In ogni progetto di design, che sia digitale o offline, non ci sono dettagli che possono essere lasciati al caso. Il Designer, infatti, è responsabile di qualsiasi cosa, dal primo prototipo alla scelta dei font o dei colori utilizzati. Ed è proprio questa la fase in cui spesso si entra in crisi, dato che le combinazioni di colori sono pressoché infinite.

Come comunicare un messaggio, un valore, un brand? Che abbinamenti fare? Meglio restare su colori semplici, sul bianco e nero o esplorare combinazioni insolite?

La scelta di una palette per un progetto non è mai semplice; di seguito, alcuni consigli e concetti da tenere a mente quando ci si ritrova in queste fasi delicate.

Palette Colori

I colori: concetti teorici di base

Prima di tutto, anche se può sembrare banale, è utile conoscere bene la terminologia legata ai colori, così da comprendere alla perfezione tutti i dettagli che ci porteranno alla giusta scelta.

  • Tonalità (Hue) – In poche parole, la colorazione di qualcosa, come “blu” o “rosso”
  • Crominanza (Chrome) – Quanto “puro” è un colore; la mancanza di bianco, nero o grigio ad esso aggiunto
  • Saturazione (Saturation) – Quanto “forte” o “debole” è un colore
  • Valore (Value) – Il livello di luminosità di un colore
  • Tono (Tone) – Creato aggiungendo del grigio a una tonalità pura
  • Sfumatura (Shade) – Creata aggiungendo del nero a una tonalità pura
  • Tinta (Tint) – Creata aggiungendo del nero a una tonalità pura

Terminologia Palette Colori

Quattro tipologie generali di palette colori

  1. Monocromatica – Composta da sfumature e profondità di sfumature di una singola tonalità. Quelle monocromatiche sono le palette più semplici da creare, dato che fanno parte dello stesso colore. Ciò significa che è difficile “sbagliare” (anche se non impossibile), ovvero creare uno schema confusionario o irritante. Tuttavia, spesso questa tipologia di palette potrebbe sembrare noiosa, se non curata con attenzione.
  2. Analoga – Formata da un colore di base e da colori dello stesso lato del disco cromatico. Le palette di questo tipo esprimono molta concretezza e uniformità al design. Inoltre, è difficile che generino fastidio alla vista, dato che non è presente una grande differenziazione di tonalità. Al contrario, il contrasto diventa un valore, limitando le distrazioni dal contenuto.
  3. Complementare – Costruita con colori complementari, o opposti, sul disco cromatico (ad esempio, rosso e verde, blu e arancio, giallo e viola, ecc.). Queste palette sono molto valide per comunicare un senso di equilibrio. Come nel caso delle analoghe, aggiungendo varie tinte o sfumature si può espandere lo schema e creare maggiore armonia. Così, si riuscirà a evitare contrasti fastidiosi che potrebbero creare affaticamento agli occhi, cosa che potrebbe accadere quando due colori opposti sono accostati l’uno vicino all’altro.
  4. Triadica – Tre colori da punti equidistanti sul disco cromatico (ad esempio, rosso, giallo e blu). Il metodo triadico crea una palette molto singolare e curiosa. Per elaborarla ci sarà bisogno di maggiore pianificazione e sperimentazione, dato che include un maggior numero di tonalità che risultano praticamente opposte tra loro.

Palette colori emozioni

Naturalmente, quando si deve scegliere la propria palette bisogna tenere a mente anche i significati che i colori esprimono, soprattutto se si vuole comunicare precisi valori attraverso uno schema colore.

Ecco quindi che si deve considerare che il rosso è il colore dell’energia, del potere e della passione, adatto per attrarre l’attenzione come l’arancione, che esprime gioia, entusiasmo e risulta essere il colore della creatività.

Le tonalità del giallo sono note per trasmettere felicità ed energia, mantenendo anche una connotazione legata alla mente e all’intelletto.

Il verde, invece, è il colore della natura, dell’ambizione, della crescita, della freschezza e della sicurezza, con alcuni valori legati a quelli del blu, che esprime tranquillità, fiducia, ma anche intelligenza, spesso enfatizzata anche dal viola, su cui si deve puntare se si vuole esprimere lusso, ambizione o ricercatezza.

Il bianco e il nero, poi, vanno anch’essi considerati. Il primo esprime pulizia, purezza, perfezione, mentre il secondo è il colore dell’eleganza, del mistero, della potenza.

LEGGI ANCHE: L’importanza dei colori nell’immagine di un brand

Alcuni consigli per scegliere la propria palette

Veniamo alla pratica. Da dove iniziare? Con che criteri effettuare la scelta delle diverse tonalità? Che tipologia di palette scegliere? Di seguito tre pratici consigli da tenere a mente per costruirsi la propria palette colori.

Iniziare dalla scala di grigi. Abbozzando il proprio progetto prima in scala di grigio, ci si concentrerà maggiormente sull’esperienza d’uso di ciò che si sta progettando, e quindi ad esempio sull’usabilità e una navigazione chiara, se si tratta di un sito web e di un app. Non pensate subito, quindi, al colore del bottone della CTA. Concentrarsi sul costruire gli elementi del proprio layout, ottimizzando gli spazi bianchi e altro ancora, ci aiuterà a organizzare una chiara e pulita gerarchia di elementi, generando la migliore user experience per i propri utenti e il miglior punto di partenza su cui successivamente porre i colori.

Usare la regola 60-30-10. Per ottenere una palette equilibrata un piccolo trucchetto è quello di usare i colori in una proporzione 60% + 30% + 10%. È una vecchia regola dell’ambito dell’interior design, ma è in grado di aiutare molto nella scelta della palette, dato che permette all’occhio dell’utente di muoversi comodamente da un punto focale a quello successivo. Inoltre, è molto semplice da utilizzare: il 60% dovrebbe essere la tonalità dominante, il 30% il colore secondario e il 10% la colorazione utilizzata per porre in risalto alcuni elementi come testi o altro. Se la palette prevista ha più di tre colori (è comunque consigliabile averne al massimo cinque), la regola può valere comunque; mantenere gli elementi in equilibrio conferirà una migliore esperienza dell’utente.

Palette Colori 60-30-10 rule

Le migliori combinazioni colore vengono dalla natura. Guardare all’ambiente che ci circonda ci consente di ammirare palette di colori in continuo cambiamento. L’alba, il tramonto, l’atmosfera della spiaggia o l’aria di una foresta sono tutti elementi con colorazioni differenti, anche semplicemente considerandoli in momenti differenti della giornata. Il consiglio è quello di farsi ispirare, magari aiutandosi con app come Adobe Capture, che tra le sue funzioni permette di creare temi colore a partire da una singola foto.

LEGGI ANCHE: Pantone espande la propria collezione con 203 nuovi colori

Palette Colori Natura

Gli strumenti utili online

Per concludere, qualche software online open source da poter utilizzare per creare la propria palette:

  • Color Hunt è una vera e propria ispirazione: una piattaforma completamente gratuita in grado di farci “scrollare” tra un’infinita scelta di palette possibili.
  • Coolors.co è uno strumento molto veloce in grado di aiutare l’utente a creare il proprio tema colore con un generatore online completamente gratuito, possibile da integrare anche con i software Adobe.
  • Paletton, invece, è una specie di fusione dei due precedenti software. Consente di esplorare tra le palette e creare la propria, ma non si è limitati solo a cinque tonalità come in Coolors.co.





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Nintendo lancia il set da viaggio dedicato a Super Mario


Un viaggio, che sia di breve o lunga durata, è scandito da momenti precisi e da sensazioni contrastanti: c’è l’ansia della partenza, la fretta che ti fa dimenticare le cose, l’emozione dell’avventura, la voglia di tornare o quella di non ritornare mai più.

Ognuno di noi lo affronta diversamente e si sa, uno dei rituali più importanti è quello di preparare la valigia. Ecco, la scelta della valigia è una sorta di cerimonia, un ballo tra “questo si” e “questo no”, un continuo oscillare tra “ho tutto” e “non ce la farò mai”. Un viaggio è un’avventura e gli accessori giusti ti daranno la carica per affrontare qualsiasi tragitto e raggiungere la tua meta.

Super Mario alla riscossa…sulle tue valigie!

Era la fine degli anni ’80, erano gli anni della musica pop, dei blue jeans ma soprattutto erano gli anni dei videogames. Super Mario è uno di quei giochi-simbolo per un’intera generazione di ragazzi e ragazze, una storia che è andata oltre il tempo e che abbiamo ritrovato nei decenni successivi, è sinonimo di divertimento, di avventura e di scoperta.

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Un videogame ha già qualcosa di speciale: è vivere delle vicende fantastiche attraverso personaggi con poteri eccezionali, è guidare i protagonisti alla riscossa verso mondi sconosciuti, è essere partecipi di una narrazione che prende vita attraverso lo schermo. Mario è tutto questo, un coraggioso idraulico, con quegli iconici baffetti e la sua salopette blu, che saltella sul guscio di ogni tartaruga che incontra e si sposta da una parte all’altra del mondo attraverso dei magici tubi verdi.

La sua missione è nobile ma pericolosa: salvare la principessa Peach, l’unica in grado di spezzare l’incantesimo che grava sui Toad per poi riportare la pace a Mushroom KingdomMa Mario non è solo perchè suo fratello Luigi, lo accompagnerà in questa imprevedibile avventura.

La domanda che a questo punto sorge spontanea è: cosa centra tutto questo con il viaggio? Semplice, Nintendo ha deciso di dedicare al suo impavido idraulico una collezione speciale, un set da viaggio per aiutarti a superare ogni ostacolo, anche se la tua meta non sarà un castello sperduto.

super mario

La serie è composta da 16 pezzi e riunisce proprio tutti i personaggi del videogame più amato di sempre, troverai un trolley giallo sgargiante e resistente ad ogni urto, con la forma di un blocco e un gigante punto di domanda stampato al centro.

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super mario

Delle simpatiche ciabatte da camera a forma di fungo, così tenere che allieteranno ogni rientro in albergo, magari dopo una lunga giornata in giro per musei e negozi: come si fa a resistere a quegli occhietti dolci?

super mario

Il porta passaporto rivestito da una copertina trasparente che rappresenta una scena del gioco, qui l’agilità di Super Mario trasmette la voglia di non fermarsi mai.

super mario

Dei cuscini morbidi e reversibili, perfetti per i tuoi spostamenti, a forma di Toad e di punto interrogativo, così comodi da rendere qualsiasi itinerario una vera passeggiata.

super mario

Per non parlare delle comode targhette da fissare vicino la tua valigia, per personalizzare e rendere unico il tuo set.

super mario

Questi e molti altri componenti saranno disponibili nei prossimi giorni in Giappone e speriamo che questo set delle meraviglie arrivi presto anche in Italia. Intanto dai uno sguardo sul sito Nintendo e comincia a scegliere i tuoi accessori per il prossimo viaggio, chi è il tuo personaggio preferito?



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4 consigli per realizzare app e siti accessibili


Questo articolo è comparso su Think With Google. È un guest post di Channing Ritter, Design Consultat di Primer, tradotto e adattato da Federico Oggioni.

Studi recenti dimostrano che quasi il 15% della popolazione mondiale, circa 1 miliardo di persone in tutto il mondo, è affetto da un qualche tipo di disabilità.

Questo significa che se non stai creando esperienze e prodotti accessibili, stai perdendo un’enorme fetta di mercato, oltre che “discriminando” parte della popolazione. Ed è per questo che l’accessibilità è una tra le prime cose a cui ho pensato quando Google Primer mi ha consultato per ridisegnare la loro app e il sito web.

Inizialmente ho avuto qualche problema, esistono numerosi tipi diversi di disabilità. Ma, dopo una ricerca più approfondita, ho scoperto che le disabilità più comuni si dividono in quattro categorie: visive, motorie, uditive e cognitive. Quindi, ho creato e valutato l’app di Primer avendo bene in mente ognuna delle quattro categorie.

Ho passato molti mesi “scavando” tra le best practice già realizzate e studiando le accessibility guidelines. In questo lungo processo, abbiamo imparato queste quattro lezioni fondamentali.

1. Creare contenuti percettibili

I siti contengono soprattutto contenuti di valore, come il prezzo, i dettagli, le istruzioni e così via. Ma il contenuto è fondamentale solo se è riconoscibile e leggibile da tutti.

Il contrasto tra i colori ha un impatto molto forte sulla percezione del contenuto. Per Primer abbiamo aumentato il contrasto tra i colori del background e del foreground e questo ha permesso di avere un testo molto più leggibile. Un consiglio: noi abbiamo usate il Material Design Color Tool.

Comunque, non basta il contrasto tra i colori per rendere un sito più leggibile. I contenuti più importanti devono essere percettibili in diversi modi. Ad esempio, nel paragrafo precedente il testo del link è evidenziato di un colore diverso, ma è anche sottolineato. In questo modo, una persona che non distingue i colori, capirà che c’è un contenuto diverso grazie alla sottolineatura.

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2. Offrire diversi modi per la navigazione

Persone diverse interagiranno diversamente con l’app o il sito. Ad esempio, persone con difficoltà motorie potrebbero utilizzare solo alcuni comandi della tastiera per navigare, come la “barra” o il tasto “invio”. Per questo motivo, abbiamo creato dei mock-up dove era possibile navigare sull’app utilizzando solo alcuni tasti della keyboard, facendo in modo di seguire un percorso tra le pagine e i contenuti del sito che avesse un senso logico per il cliente.

Ovviamente, non tutti i siti funzionano allo stesso modo, ma resta fondamentale considerare che le persone che navigano il vostro sito abbiano altre possibilità: dovrete fornire le informazioni necessarie per la miglior user experience, nel modo più veloce e semplice possibile.

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3. Assicurarsi che l’app e il sito interagiscano bene con il resto dell’ecosistema Internet

Per assicurare al vostro sito o app la migliore accessibilità per tutti, controllate che funzionino su tutti i browser e che sia l’app che il sito web supportino tutte le tipologie di assistive technologies, come ad esempio gli screen readers.

Un suggerimento molto utile è quello di inserire in tutte le immagini un “alt text”. Questa tecnica, che aggiunge un testo descrittivo all’immagine nel backend del sito, permette agli screen readers di leggere meglio l’immagine e descriverla alle persone con qualche difficoltà visiva.

Ricordate anche di “etichettare” tutto ciò che c’è di interattivo sul vostro sito. Ad esempio, se il vostro sito ha un meno di navigazione, etichettatelo per gli screen readers con “mostra/nascondi il menù di navigazione”.

Importante: quando “etichettate” siate brevi, concisi e utilizzate molti verbi. Chi naviga sul vostro sito usando strumenti di navigazione assistita non gradirà ascoltare lunghe descrizioni, ma brevi messaggi con il focus ben chiaro sull’azione da fare.

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LEGGI ANCHE: Come si comporta chi acquista da mobile?

4. Test, test, test

Durante la fase di realizzazione del vostro sito o app, avete a disposizione numerosi tool per per testare la user experience e determinare come migliorare l’accessibilità.

Esistono delle web extension che si possono utilizzare per avere dei report dettagliati. Per esempio,  Google Chrome’s Lighthouse può garantire fino a 30 test sull’accessibilità. Se il test non viene superato, il sistema riporta direttamente a un documento che dà dei suggerimenti su come risolvere il problema di accessibilità. Per testare su mobile, suggeriamo l’app Accessibility Scanner.

Ovviamente questi strumenti non riusciranno a controllare ogni cosa, quindi può essere un bene far testare il proprio sito o app a delle persone reali.

Access

Importante: non aspettate fino alla fine del processo creativo per fare i vostri test. Dovreste farli ogni volta che realizzate un nuovo step, in questo modo potrete salvarvi dal dover rifare tutto daccapo una volta terminato il lavoro.

Contenuti percepibili, navigazione, chiarezza, test e un design ottimizzato per tutti i browser e tutti gli assistive tool: queste sono le linee guida essenziali per creare una User Experience più accessibile che vi permetterà di coinvolgere più pubblico e aumentare i vostri tassi di conversione.



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Riduci lo stress da lavoro trasformando la tua terrazza in un’oasi verde (o in un orto)


La vita è diventata così frenetica che a volte sembra impossibile avere qualche ora da dedicare a se stessi. Quanto ti piacerebbe trascorrere una giornata immerso nel verde, in compagnia di un buon libro, magari con una playlist rilassante in sottofondo?

Immagina la scena: finalmente non lavori e decidi di andare al parco per approfittare della splendida giornata di sole.

Solo che per raggiungere il parco più vicino, impieghi mezz’ora, non c’è una panchina libera, ci sono orde di bambini urlanti, il sole scotta e, ovviamente, hai dimenticato il libro sul comodino. A volte è davvero difficile vivere in città, per questo molto spesso pensi che sarebbe meglio trasferirsi in campagna, magari circondato da paesaggi bucolici con le “caprette che fanno ciao”; ma prima di mollare tutto e trasformati nella versione 2.0 di Heidi, dai uno sguardo a questi prodotti da giardino, per ricreare una piccola oasi urbana, a casa tua.

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La tua casa è il tuo santuario

Esistono moltissimi trucchi e tanti tools per trasformare il proprio terrazzo o balcone, grande o piccolo che sia, in una vero e proprio paradiso verde. Tramutare qualsiasi momento in un’esperienza rilassante, magari coltivando, in tutti i sensi, la propria passione per piante e fiori si può, gli studi dimostrano che le piante d’appartamento riducono lo stress psicologico e fisiologico.

Le proposte di eBay

Per poter rendere gli ambienti outdoor vivibili e funzionali, è fondamentale la scelta degli accessori giusti: facendo un giro su eBay, troverai milioni di nuovissimi articoli per trasformare il tuo appartamento in un piccolo paradiso personale. La scelta è molto vasta e personalizzare il tuo balcone sarà divertente, stimolante ed il risultato molto soddisfacente. Sei pronto? Prendi carta e penna.

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Giardinaggio in miniatura per il tuo appartamento

Le piante grasse sono piante d’appartamento che non richiedono tanta accortezza, ma hanno comunque bisogno della giusta attenzione. Assolutamente da provare questi adorabili attrezzi da giardinaggio in miniatura, che faranno la differenza: sono colorati, maneggevoli e garantiranno una praticità unica.

Il kit comprende la spazzola per la pulizia, una benna da secchio, un flacone per l’irrigazione e un soffiatore per la polvere d’aria, può anche essere usato per curare altre piccole piante d’appartamento. Gli strumenti hanno maniglie dal design ergonomico, quindi sono facili da usare per seminare, per il diserbo, per potare o annaffiare le tue dolci creature in erba.

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Terrari moderni e minimalisti con piante d’aria

Se sei sempre alla ricerca di nuove idee e spunti per la tua casa, sicuramente avrai già fatto un salto su Pinterest, alla scoperta delle nuove tendenze. Questi bellissimi terrari geometrici per piante d’aria sono perfetti per l’aspirante pollice verde che sta appena iniziando a dilettarsi nel mondo del giardinaggio indoor.

Queste fioriere sono disponibili in diverse forme e sono rivestite da una resistente struttura in metallo. Puoi appenderle alla finestra o a una fonte di luce indiretta per mantenere vivo il terrario e un lato della fioriera è aperto per un facile flusso d’aria.

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Piccoli giardini in lattina

Il giardinaggio domestico non deve essere seguire necessariamente dei canoni estetici stabiliti, puoi anche coltivare le tue piante per soli scopi pratici. Quindi crea dei piccoli orti in miniatura dentro delle lattine, staranno benissimo in cucina, magari sul davanzale.

Questo set è fornito di quattro erbe: aneto, basilico, coriandolo e salvia. È un modo perfetto per aggiungere un po’ di gusto alle tue creazioni culinarie, il set perfetto delle tue spezie preferite.

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E ricorda… con un pò di fantasia e gli accessori giusti, niente è impossibile, nemmeno creare il tuo orticello incantato.



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Il font di Netflix è stato creato per far risparmiare milioni all’azienda


Quando Netflix ha deciso di modificare il suo logo, ha anche lanciato un progetto per la creazione di un nuovo font pulito e personalizzato con l’obiettivo di far risparmiare moltissimi soldi all’azienda.

Si chiama Netflix Sans e, come spiegato da uno dei designer responsabili della sua creazione su AdWeek, si tratta di un font molto funzionale ed economico ispirato al famoso logo del marchio.

netflix font

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Netflix Sans, spiegato

Noah Nathan – questo il nome del designer – ha pubblicato il progetto sul suo sito web, spiegando che il nuovo font ha sia uno scopo estetico e comunicativo che uno scopo funzionale, dato che c’è anche una seria componente economica dietro al suo sviluppo.

netflix sans

Data la diffusione ormai globale di Netflix, infatti, le licenze per i font da utilizzare possono diventare piuttosto costose e quindi lo sviluppo di una nuova serie di caratteri apposta per l’azienda era diventato essenziale: “non serve solo a conferire un ulteriore elemento di unicità all’estetica del brand, ma è utile soprattutto ad un impiego più oculato delle risorse, in termini di milioni di dollari all’anno”, specie quando le licenze vengono pagate sulla base delle impression, come avviene per gli spazi pubblicitari digitali.

netflix font 2

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Linee funzionali che richiamano il logo

Le caratteristiche uniche del carattere tipografico sono state scelte con attenzione, utilizzando linee pulite e piuttosto neutre, eliminando ogni eccesso pur lasciando spazio al design.

netflix font T

Il taglio ad arco sulla “t” minuscola, ad esempio, è ispirato alla curva della lente per la proiezione cinematografica, tanto iconica da diventare un simbolo per Netflix. Il font, infatti, fa riferimento visivamente allo storico logo Netflix, introdotto quando l’azienda fu fondata nel 1997 e aggiornato nel 2014, a sua volta ispirato al logo di CinemaScope, l’obiettivo anamorfico utilizzato negli anni ’50 e ’60 per girare filmati widescreen.

logo netflix evolution

cinemascope

CREDITS
Design lead: Tanya Kumar, Noah Nathan
Consulenti di design del prodotto: Andre do Amaral, David Gallagher
Produzione integrata: Monique Adcock, Tanya Kumar
Socio fondatore: Dalton Maag



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