Facebook, arrivano le AR Ads e il Video Creation Kit

Che Facebook puntasse moltissimo sulla Realtà Aumentata non è mai stato un segreto; già un paio di anni fa alla F8 developers conference Zuckerberg annunciava che sarebbero stati 3 i principali elementi a guidare lo sviluppo della piattaforma nei successivi 10 anni, ovvero Intelligenza Artificiale, Connettività e, appunto, Realtà Aumentata.

Ciò che però si scopre con questo annuncio è l’ulteriore passo in avanti che il gigante blu fa nella direzione di un advertising sempre più coinvolgente, in modo mai visto fino ad ora: le Augmented Reality Ads.

Facebook annuncia inoltre un altro paio di interessantissime novità, tra le quali un tool pensato per creare video mobile first in modo semplice ed efficace e l’ulteriore espansione dello shopping su Instagram.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Le Augmented Reality Ads per un’esperienza di coinvolgimento unica

Pensate per il mobile, questa tipologia di Ads offre all’utente un’esperienza di interazione completamente nuova; ad esempio Michael Kors, che è stato il primo brand a testarne le potenzialità, attraverso questo formato permette alle persone di provare gli occhiali in vendita e completare un acquisto in base all’esperienza fatta; sì, attraverso l’AR si possono esperire i prodotti (e forse a breve anche i servizi?) in modo mai visto prima, portando l’engagement a un nuovo livello.

Facebook annuncia di aver fatto altri test con numerosi partner del settore fashion, cosmetica, intrattenimento, accessori e non solo e di essere al lavoro per espandere la tecnologia anche ad altri settori.

I video al centro dell’esperienza: il Video Creation Kit

Poiché il 79% delle persone per conoscere un prodotto preferisce guardare un video che leggere il testo di una pagina, va da sé che ormai è diventato imperativo inserire questo formato nel proprio piano editoriale e media (anche in vista delle evoluzioni di cui sopra); proprio in quest’ottica Facebook ha lanciato il Video Creation Kit in modo da rendere più semplice e alla portata dei più creare video di impatto, ottimizzati per il mobile.

Il Video Creation Kit permetterà agli inserzionisti di creare video a partire da immagini già esistenti, aggiungere loghi e overlay;

lo strumento è ancora in fase di test e verrà reso disponibile per tutti gli inserzionisti a partire da questo Agosto.

Shopping on Instagram arriva anche nelle Stories

Non finisce qui la serie di annunci, infatti Facebook dichiara che la possibilità di taggare i prodotti su Instagram verrà espansa alle Stories oltre che ai post e che viene aggiunto un nuovo formato adv pensato per lo shopping e specifico per Instagram, Collection.

Il nuovo formato permetterà di scorrere diversi prodotti, senza uscire da Instagram.

Facebook non accenna ad arrestare la sua corsa verso la creazione di strumenti sempre più coinvolgenti, ma soprattutto mirati a portare all’acquisto immediato, più che alla mera notorietà e considerazione.

Resta da vedere quanti brand riusciranno a capire il potenziale di questi nuovi tool e integrarli velocemente nella propria pianificazione, acquisendo un vantaggio competitivo non da poco.

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Un artista tedesco ripara le crepe dei muri storici con mattoncini LEGO


Se girando per una città o un vecchio borgo in un angolo di un muro noti dei mattoncini LEGO utilizzati per “riparare” delle crepe, potresti essere davanti a Dispatchwork, il progetto creativo dell’artista berlinese Jan Vormann, volto a contribuire alla rigenerazione urbana e a ravvivare le città.

L’idea è partita quando Jan si trovava in un borgo in provincia di Rieti, Bocchignano, una decina di anni fa.

Le pareti degli edifici medievali di questo borgo hanno ispirato l’artista, che poi ha continuato la sua opera in tutto il mondo, “colorando” le crepe di muri in 27 nazioni diverse. Tutte le location “riparate” sono organizzate in una mappa interattiva, dove è possibile vedere tutti i punti in cui sono stati posti dei mattoncini colorati.

Dispatchwork - LEGO

Dispatchwork: combattere la rigidità e la serietà con il pensiero creativo

“A nessuno piace vivere in città noiose e grigie. Ma avete notato che i giocattoli per bambini sono spesso brillanti e colorati? Mi chiedo il perché, dato che in teoria anche loro vivono in città grigie e noiose come gli adulti. Io personalmente ho vissuto in molte città diverse. E Dispatchwork vuole ironizzare su questa serietà super-imposta dai nostri paesaggi cittadini”; ecco come esordisce Jan Vormann nel descrivere il suo progetto.

L’artista, infatti, ha voluto creare qualcosa che combattesse la rigidità e l’eccessiva serietà di certi contesti per dare spazio al pensiero creativo. L’obiettivo, naturalmente, non è quello di evitare il deterioramento dei muri (in caso di un lavoro di restauro tradizionale, infatti, i mattoncini possono naturalmente essere staccati per essere riutilizzati in un’altra location), bensì proprio di evidenziare le numerosissime occasioni che ognuno di noi ha per essere creativi, ogni giorno.

Grazie al semplice gesto di inserire dei mattoncini colorati in delle crepe, Jan Vormann vuole far riflettere sulla dimensione partecipativa della creazione di un progetto, con la possibilità di creare una vera e propria realtà, «una realtà in cui Dispatchwork è solo la vera normalità, nulla di anticonformista».

D’altronde, passare accanto a delle crepe sul muro e vederle riempite di mattoncini colorati sicuramente desta stupore: Dispatchwork è un progetto in grado di porre enfasi su contesti che altrimenti passerebbero inosservati.

Dispatchwork - LEGO

Dispatchwork - LEGO

L’artista continua tutt’oggi a impilare mattoncini, aggiungendo giorno dopo giorno nuove location sulla mappa del progetto, ma non è il solo a farlo. Una parte importante di Dispatchwork, infatti, è la collaborazione di chiunque voglia parteciparvi in tutto il mondo, promossa dallo stesso Jan Vormann.

Quest’ultimo, infatti, ha dichiarato che il supporto di tutte le persone che continuano a inviare i loro “rattoppi” di LEGO contribuisce a «creare una cultura globale costruita insieme, pezzo dopo pezzo, sormontando i confini nazionali quasi come fosse un gioco». Già, perché basta tornare un po’ bambini e uscire di casa armati di LEGO, “riparare” un vecchio muro e inviare la foto con la località in cui è stata scattate utilizzando il sito web del progetto.

Dispatchwork, anche così, da sempre ha attirato associazioni e iniziative culturali che hanno organizzato numerosi gruppi di lavoro per rigenerare le città, ricolorando muri storici. In questo modo, ci si rende partecipi di un progetto artistico e creativo senza eguali, avendo la possibilità di far parte di qualcosa di davvero unico.

Grandi città, piccoli borghi medievali, monumenti storici: il movimento colpisce letteralmente tutto il mondo ed è destinato a espandersi, mattoncino dopo mattoncino.

Dispatchwork - LEGO

Dispatchwork-Jan-Vormann-1



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19 tratti di personalità che un buon Copywriter dovrebbe possedere


Risulta sempre difficile spiegare, centrando l’obiettivo, chi è e cosa fa un copywriter. Qualcuno dice che scriva (è vero), qualcun altro afferma che sia un generico “creativo” (è vero in parte), altri ancora che persuada o convinca (anche, ma non solo).

Ma la faccenda è un po’ più complessa di così. Non si tratta soltanto di comprendere cosa faccia, ma come. Non è una mera questione di abilità o compiti, è un discorso più ampio che inizia da quei compiti e non finisce con essi, ma si risolve attraverso ruoli, stili e personalità differenti.

Parliamo di personalità e di ruoli, ma perché? Perché questo è il nodo che dobbiamo esplorare se vogliamo dare una definizione quanto più completa a questo lavoro e, soprattutto, se abbiamo intenzione di migliorare le nostre competenze e il modo in cui approcciamo il mestiere creativo.

Cosa fa, quindi, un copywriter?

Si veste e si sveste di continuo, indossando abiti che appartengono a personalità diverse e complementari tra loro. Immagina per metafore, lima le parole, non ci gioca – semmai gira al largo dei giochi di parole spiccioli – costruisce universi semantici e li distrugge per poi costruirne di nuovi e più efficaci. Ma sempre – sempre – mette in secondo piano il suo ego, per diventare ciò che deve comunicare.

Ecco allora alcuni dei tratti di personalità che un buon copywriter deve (o almeno dovrebbe) possedere.

LEGGI ANCHE: Come scrivere copy efficaci per le tue campagne sui social

1. Il bambino

Perché? Perché? Perché? Quelle magnifiche creature che rispondono al generico nome di “bambini” passano una fase molto importante della loro esistenza chiedendo il perché delle cose. La curiosità è il loro mantra e la loro sete di risposte pressoché insaziabile.

Vivere chiedendosi costantemente il perché può apparire spesso frustrante ma quando le risposte emergono  e si rivelano, tutto  inizia ad essere chiaro. E la chiarezza è la chiave di questo lavoro.

Perché? Perché i lettori sono ugualmente bambini in questo senso e vogliono conoscerlo, il perché delle cose.

copywriter child

2. Il pittore

Se scrivere è una forma d’arte allora come ogni forma d’arte che si rispetti deve far leva sulla capacità di fermarsi.

Il costante senso di imperfezione che pervade l’animo dell’artista è ciò che lo costringe continuamente a pensare “forse devo andare avanti, forse posso aggiungere un’altra pennellata”. Ma a meno che non riusciamo a far tacere quella voce, nessuna opera sarà mai completa.

Continuare a scrivere è facile, il difficile è sapere quando fermarsi.

“La pubblicità si basa sulla comunicazione. E non importa che sia fatta di immagini o di parole purché sia semplice. Checché ne possiate pensare chiunque può scrivere un buon testo lungo. Pensate al vostro lavoro non come a quello di chi scrive parole, ma di chi le evita. Non state scrivendo un romanzo o un poema”, diceva Peter Barry.

3. Il chirurgo

Un bravo Copywriter padroneggia la scienza della rimozione. Si chiama “editing”.

Come un chirurgo armato di bisturi e determinazione, trova i passaggi inutili ed eliminali.

4. Il politico

Versatilità è un’altra delle parole chiave. Bisogna essere pronti a leggere (letteralmente) il nostro pubblico ed essere fluidi: cambiare posizione, cambiare forma.

A volte è necessario salire sul palco ed essere formali, altre, socializzare ed essere simpatici.

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5. L’avventuriero

Come negli sport estremi, l’assenza di paura e l’attrazione per l’ignoto sono il motore che spinge all’azione. Un buon Copywriter deve sentirsi sempre come Indiana Jones, deve essere caparbio, disposto a rischiare e vagare in territori (linguistici e di significato) sconosciuti.

6. Il fuorilegge

Infrangere le regole come stile di vita. Enough said.

copywriter breaking rules

7. L’insegnante

Non confondiamo questo tratto di personalità con la saccenza. Niente di più lontano. Il pubblico è la tua classe di studenti, se ti rendi conto che non stanno capendo ciò che spieghi, aggiusta il tiro.

Per essere efficace devi arrivare dritto al punto, essere semplice ma accattivante, non permettere fraintendimenti. Solo così li vedrai annuire e capterai quella scintilla nei loro occhi che ti farà comprendere di aver fatto un buon lavoro.

8. Il romanziere

Il tratto distintivo dei grandi Copywriter è il saper raccontare storie. Le storie, lo sappiamo, nascono con l’uomo, con il suo bisogno di spiegare, persuadere, divertire, ispirare.

Un romanziere sa bene che il suo scopo non è solo quello di raccontare una storia in forma di narrazione, ma di raccontarla in un modo convincente e intrigante per invogliare il lettore a girare pagina. Il Copywriter ha uno scopo analogo: deve spingere il suo pubblico ad intraprendere un’azione tramite quella stessa narrazione.

“Nessuno legge la pubblicità. Le persone guardano ciò che li interessa. E talvolta è un annuncio” (Howard Gossage).

9. Il nerd

Seo. Algoritmi. Meta. Struttura. Parametri. Parametri che cambiano. Parametri che cambiano ancora.

Non è ingegneria, certo, ma è pur sempre qualcosa di simile ad  una scienza. Metti da parte il tuo lato più umanistico, sconfiggi per un po’ l’amore per la filosofia e immergiti nel favoloso mondo dei motori di ricerca (e del lato più tech dei social, come il social media marketing).

copywriter seo

10. Il leader carismatico

Un pubblico è un insieme di persone con caratteristiche precise. Un buon Copy è anche leader. Di quei leader carismatici che non dettano la rotta in modo autoritario, ma sono talmente autorevoli da generare consenso ed esser seguiti, soprattutto nelle scelte commerciali.

11. Il genitore

Chiunque può essere presente di tanto di tanto. Ma un buon Copywriter è come un buon genitore: accompagna senza intervenire, consiglia senza imporre e soprattutto è presente. Sempre.

12. Il designer

Se stai pensando al tuo Art, centro! La coppia creativa per eccellenza, quella che funziona, è un connubio di due menti fertili che lavorano insieme e che, per una sorta di osmosi ideale, iniziano a pensare l’uno come l’altro.

Un buon copywriting ha bisogno di un buon design. E viceversa.

buon copywriter

Credits: © The Economist

13. Il pugile

Rimani sempre in guardia e non farti sopraffare dai colpi degli avversari. Incassali, trova un varco, usalo a tuo favore.

Impara da chi ti batte e ritorna sul ring per vincere.

15. Lo psicologo

Per quanto un Copywriter possa amare la parola, deve ricordarsi che la verbalizzazione non è l’unica cosa che conta. Devi esser pronto a diventare un esperto di ascolto. L’ascolto può esser tradotto in tanti modi diversi: serve a comprendere le persone, capire ciò che  interessa loro e ciò che li rende interessanti, fornire delle risposte e, naturalmente, interpretare i loro sogni.

copywriter

16. Il maker

Dare forma scritta alle idee è solo uno dei ruoli di questo lavoro.

Spesso però le informazioni o i materiali che ci vengono forniti non sono esattamente gioielli da esposizione. E da quel poco che abbiamo dobbiamo tirar fuori un prodotto interessante, intelligente, emozionante ed efficace.

Fai come i maker: usa i materiali (apparentemente) di scarto per progettare bellissime soluzioni di design.

17. Il lettore mai domo

I grandi scrittori leggono, leggono e leggono ancora. Leggiamo per soddisfare la sete di curiosità, per emozionarci, per perderci e ritrovarci nelle parole degli altri ma, soprattutto, leggiamo per  scrivere meglio.

Assorbire le parole degli altri è l’unico modo per apprendere la saggezza e la bellezza del mondo. E se “chi pensa bene scrive bene” (cit.), chi legge molto scrive meglio.

copywriter reader

18. La social queen

Un Copywriter non deve solo leggere però, deve avere il coraggio di avventurarsi nel mondo reale, socializzare, entrare in empatia dal vivo con altri esseri umani.

Studiare le persone, i loro gesti, il modo di pensare e le aspirazioni che hanno. Solo così sarà in grado di trasporre quella stessa empatia nei testi e nell’adv che scrive.

19. Il comico

(Da usare con moderazione). A volte questo lavoro può diventare estremamente serio. Ma per essere convincente, spesso hai il compito di far svagare le persone. O di strappar loro un sorriso.

Usa l’ironia per alleggerire, di tanto in tanto, gli argomenti più difficili. O per far scoprire nuovi punti di vista al tuo pubblico.



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