Ninja Weekend, speciale Maker Faire Rome 2018


Banzi dixit

“Cittadini e imprese hanno bisogno dei maker, gli artigiani digitali”. Ne è convinto Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino e curatore della Maker Faire Rome 2018. “Come maker dobbiamo capire in che direzione andare per trasformare la tecnologia in qualcosa di creativo comprensibile a tutti e utile alla imprese” ha detto nel corso della conferenza di apertura dedicata ai Groundbreakers – Pioneers of the future.

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Sotto la pioggia. “La Maker Faire di Roma – ha spiegato Banzi – se la vede con quella in California per numero di partecipanti. Siamo partiti nel 2013 all’Eur con 35 mila persone, con i romani che facevano la fila sotto la pioggia – ha ricordato – oggi siamo un’iniziativa da 680 espositori tra maker e sponsor. Dove vogliamo arrivare?”. Tra le novità di questa sesta edizione, il co-founder di Arduino ha ricordato l’attenzione ai makers dello spazio e al biohacking. “Mi piacerebbe – ha detto ancora – che i makers si impegnassero in industria 4.0, che ha bisogno dei maker, perché hanno nel loro DNA la semplificazione delle tecnologie e possono dare un contributo”.

Maker Faire Rome

Don Eyles, l’uomo che ha scritto il software dell’Apollo, nel corso della opening conference di Maker Faire Rome 2018

Esplorare Marte

Esplorare la Luna con un visore per la realtà virtuale e programmare un rover per farlo muovere su Marte: sono alcune delle attività con cui i bambini si cimentano alla Maker Faire Rome (Padiglione 7).  Fino a oggi un intero padiglione da 10 mila metri quadrati è dedicato ai più piccoli, che possono sperimentare l’innovazione a 360 gradi grazie al team della scuola di tecnologia Codemotion Kids. Un software per la realtà virtuale creato ad hoc per i bimbi fa viaggiare nello spazio, dalla Luna a Marte e oltre il sistema solare, su un esopianeta. I bambini possono poi sondare la superficie marziana, programmando i movimenti di un rover come fossero in una torre di controllo dell’Agenzia spaziale europea.

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Il ristorante Green

Tra i temi della sesta edizione di Maker Faire c’è il cibo: l’area food ha un intero padiglione dedicato, il 4, pensato per offrire ai visitatori un’idea delle ultime innovazioni per il settore agroalimentare. Nel “ristorante del futuro” proposte di menù sostenibili a cura dell’istituto alberghiero Costaggini di Rieti con una rivisitazione di ricette tradizionali del Lazio, con innovazioni sul piano della tecnica e del valore nutrizionale. I maker dell’area agri-food proporranno innovazioni di prodotto nel settore alimentare, mentre gli enti nazionali e regionali della ricerca presenteranno 30 soluzioni innovative applicabili a tutte le filiere alimentari. Funghi dai fondi da caffè, ecosistemi cloud per coltivazioni agricole, sistemi IoT di monitoraggio per ridurre trattamenti chimici negli allevamenti e container navali contenenti fattorie idroponiche innovative: la tavola del futuro passa da Maker Faire.

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Atlantic Leather

Un pellame non sintetico, ma sostenibile, creato a partire da un sottoprodotto alimentare: la pelle del pesce. L’intuizione è di una startup islandese che si chiama Atlantic Leather, a Roma per mostrare i suoi pellami esotici, di lusso ed eco-friendly alla Maker Faire.  La startup guarda alle case di moda e alle aziende del settore calzaturiero che vogliono usare pellami “veri” senza rinunciare alla certificazione ambientale. Per creare il prodotto, infatti, si utilizzano scarti che altrimenti finirebbero nella spazzatura. Per colorare le pelli – spiegano gli ideatori – si usa l’acqua calda delle fonti geotermiche che in Islanda non mancano, mentre l’energia proviene da una centrale idroelettrica. Per i pellami si usa la pelle di vari pesci, ognuna con le sue caratteristiche: quella del salmone, ad esempio, è resistente e prende bene il colore; quella del persico è spessa e ruvida, mentre quella del merluzzo è sottile e flessibile.

Droni

Al Padiglione 7 c’è la grande voliera dei droni: spazio alle gare di drone racing, in cui i migliori piloti italiani si confrontano all’ultima, spettacolare, evoluzione. Grazie ad appositi schermi e visori il pubblico potrà provare il brivido di volare insieme al drone, con il ticchettio dei secondi e il percorso luminoso da seguire. Grazie al tavolo dei test, i maker possono valutare le prestazioni dei propri droni ancor prima di farli volare. In programma anche dimostrazioni di volo e approfondimenti sul mondo del drone racing, con il pubblico che sarà coinvolto direttamente nel provare l’ebbrezza del volo. Infine, da non sottovalutare, dopo un’intensa visita si potrà approfittare degli spalti per godere sì di un po’ di riposo, ma anche per guardare uno spettacolo mozzafiato ed emozionante.

Economia Circolare

Per cercare di fare un po’ di chiarezza su cosa sia economia circolare e farlo con esempi concreti al Padiglione 6 Circular Eni della Maker Faire Rome (due giorni, due tavole rotonde e tanti talk) hanno fatto la spola rappresentanti di consorzi di riciclo tra i più diversi, dalla carta alle batterie di piombo, ricercatori (perché l’economia circolare si fa con lo sviluppo tecnologico), docenti di economia, ma anche progetti innovativi, come la startup che fa prodotti per l’isolamento termoacustico e per la pavimentazione bio-compatibile di interni ed esterni. E con il 100% di materiali riciclati.

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Gli appuntamenti di oggi

MAKER FAIRE ROME –   Tra gli incontri di oggi alla Maker Faire Rome alla Fiera di Roma (ultimo giorno), è in programma alle 10 al Padiglione 4 la tavola rotonda Future Food for Climate Change, con Amleto Picerno Ceraso al Padiglione 6 si parla di Manifattura Robotica. Don Eyles sarà in cattedra alle 15 al Padiglione 5 con un talk su Realizzazione di software per Apollo. Alle 12 al Padiglione 6 si parla di L’economia circolare: tra innovazione tecnologica e nuovi modelli sociali. QUI gli altri appuntamenti in agenda.

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«I robot? Qui i bambini ci giocano, per loro è come sfidare la tecnologia»


«La robotica e la creatività digitale per i bambini sono strumento espressivo e terreno di gioco dove mettersi alla prova. La tecnologia è sempre più a nostra disposizione ed è estremamente elastica: quello che possiamo fare nel digitale è incredibile e saperlo usare come strumento didattico è un nostro dovere. E’ importante che i bambini di oggi sia curiosi e critici nei confronti della tecnologia, altrimenti nel futuro ne saranno schiavi», parola di Massimo Avvisati, responsabile del team didattico del progetto Kids! di Codemotion, che per il sesto anno cura l’Area Kids&Education della Maker Faire Rome, iniziativa, organizzata dal 12 al 14 ottobre alla Fiera di Roma dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera.

Coding, making, robotica e creatività digitale. Al Padiglione 7, uno spazio di 10 mila metri quadrati, sono previste attività di coding, making, robotica e creatività digitale con show scientifici, laboratori hands-on e attrazioni a tema, grazie alle quali i piccoli entreranno nel mondo dei maker. “Il Creative Learning in Codemotion Kids! è al centro della nostra attività di ricerca quotidiana, e quest’anno vorremmo approfittare di un’occasione come la Maker Faire per condividere con educatori e genitori parte dell’esperienza maturata negli anni – ha spiegato sempre Massimo Avvisati – troviamo che attraverso attività semplici come il tinkering, il making e la creatività digitale, le famiglie possono passare del tempo di valore insieme in un un modo al passo con i tempi, mentre tutti gli educatori possono fare esperienza di nuove tecniche per includere il Creative Learning nel percorso educativo”.  Tra le novità di quest’anno, un maggiore coinvolgimento di genitori ed educatori. Non solo. Ecco cos’altro ci ha detto Massimo Avvisati.

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Maker Faire Rome

Avvisati, spieghiamo bene cos’è il Creative Learning?

«Il Creative Learning è un metodo di apprendimento basato sulla pratica e mai sulla trasmissione di nozioni dal docente all’allievo. Nato dalle teorie educative del Costruzionismo di Seymour Papert, che già negli anni Settanta aveva visto nella tecnologia un potente mezzo espressivo per i bambini, si basa sull’idea che attraverso la creatività si possa dare ai bambini l’opportunità di imparare concetti anche molto complessi. Il motore creativo crea una necessità cognitiva: imparo perché ne ho bisogno per realizzare il mio videogioco, costruire il mio robot o far funzionare un circuito».

Quali sono le parole chiave per avvicinare i più piccoli alla robotica e alla creatività digitale?

«Passione, Gioco, Collaborazione e Progetti. La passione ci spinge a non arrenderci e a dare il meglio in quello che facciamo. Il gioco ci mette nello stato mentale giusto per affrontare sfide anche difficili ed è anche il modo naturale con cui i più piccoli scoprono il mondo. La collaborazione è importante per superare i nostri limiti e confrontarci con modi di fare e di pensare diversi. L’ultimo tassello è la progettualità: imparare a trasformare un’idea in qualcosa di concreto e renderlo tangibile è fondamentale perché ci obbliga ad affrontare gli errori e risolvere i problemi ripetendo iterativamente quanto abbiamo appreso».

Che cosa avete imparato voi educatori nel corso della vostra partecipazione a Maker Faire nel corso degli anni?

«La Maker Faire è per noi un laboratorio incredibile dove sperimentare nuove attività prodotte durante l’anno dal Team di Ricerca e Sviluppo. E’ innanzitutto una grande festa, ma anche un’opportunità preziosa di verificare con tante famiglie quanto la tecnologia faccia parte delle nostre vite e di scoprire nuovi modi di renderla uno strumento di creazione di sapere ed innovazione».

In che modo coinvolgerete anche i genitori nelle vostre attività?

«Quest’anno abbiamo deciso di rendere i genitori un po’ più protagonisti. Abbiamo progettato delle attività genitore-figli che gli permetteranno di scoprire un modo di stare insieme inedito e creativo.  Sarà un modo per avvicinare i genitori alla tecnologia usata quotidianamente dai loro figli e fargli capire che non è una scatola nera ma un punto di contatto. Ad esempio, abbiamo scelto di sviluppare un laboratorio di tecnologie indossabili dove grandi e piccoli potranno imparare a cucire dei veri circuiti interattivi. Mi piace vederlo come un riscoprire un passatempo antico in chiave educativa e cool».

Il Padiglione 7 nel dettaglio

Tessuti e componenti elettroniche saranno a disposizione di genitori e figli che insieme creeranno piccoli esperimenti di fashion design utilizzando la tecnologia wearable. Ritorna anche la Missione su Marte, presente anche alla Maker Faire Rome 2017. Torna sì, ma in una versione 2.0 per coinvolgere i piccoli partecipanti in sfide spaziali all’interno di un’area robotica che riproduce fedelmente un paesaggio marziano. All’interno dell’area cinema, poi, grandi e piccoli potranno vivere un’esperienza di realtà virtuale sul tema dell’esplorazione.





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