Empatia, soft skill e feedback per guidare l’azienda del futuro


C’eravamo anche noi di Ninja.it il 30 e 31 ottobre al World Business Forum, convegno organizzato da WOBI che da oltre 15 anni riunisce a Milano i più autorevoli opinion leader e professionisti nell’economia internazionale. Un palco su cui, nel corso degli anni, sono saliti big del calibro di Michael Porter, Philip Kotler, Steve Wozniak, Arianna Huffington, Bill Clinton. Filo rosso di quest’anno è stato l’evoluzione del business nell’era esponenziale: relatori del calibro di Daniel Goleman (psicologo ed autorità nel campo dell’intelligenza emotiva), Malcom Gladwell (giornalista e autore di best-seller come Outliers e Blink), Kelly Peters (esperta di scienze del comportamento) e molti altri, si sono confrontati su quali sono le competenze umane fondamentali per guidare aziende e gestire persone in quest’epoca di cambiamento senza precedenti. Come possiamo guidare efficacemente le nostre imprese e i nostri team? Quali sono gli strumenti per liberare il potenziale enorme delle persone che lavorano con noi?

L’importanza delle soft skill

Si discute molto, tanto nella ricerca accademica quanto nella consulenza manageriale, su quali attività resteranno sotto il dominio umano e quali saranno delegate alle macchine grazie all’intelligenza artificiale e all’automazione. Certo è che le macchine non sono (ancora) in grado di emulare comportamenti come gestire relazioni, comprendere contesti o l’umore di una persona, provare empatia per il prossimo. 

Per questo le competenze sociali, relazionali e cognitive ad alto livello sono ancora insostituibili.

Non solo. Risultano le più importanti da coltivare in azienda e la loro richiesta aumenterà del 30% entro il 2030 come riporta una ricerca di McKinsey pubblicata a maggio 2018.  Prima di correre verso l’applicazione dell’ultima tecnologia ai propri processi o prima di vagliare progetti di cambiamento organizzativo, bisogna focalizzarsi sullo sviluppo soft skill dei propri collaboratori. Secondo Goleman queste sono addirittura più importanti delle competenze tecniche, proprio perché uniche ed inimitabili, e i Millennials andrebbero guidati verso lo sviluppo di queste capacità. Infatti, secondo alcune ricerche tendono a focalizzare la loro energia su quelle più hard.
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Empatia e intelligenza emotiva

Ogni business è un business relazionale, ha detto ancora Goleman. È quindi indispensabile sapersi relazionare appropriatamente con i colleghi e saper accettare i loro difetti (“l’inferno sono gli altri”, diceva Sartre). Competenze come intelligenza emotiva ed empatia sono quindi i pilastri per gestire le relazioni con le persone per guidarle verso un obiettivo comune.

Esistono tre forme di sensibilità empatica: cognitiva, ovvero intuire cosa pensa l’altra persona e comprendere a fondo il suo stato d’animo, emotiva o affettiva, ovvero provare a fondo cosa sente l’altro e per ultima l’empatia compassionevole o preoccupazione empatica, che racchiude le caratteristiche degli altri due tipi e include la capacità di preoccuparsi di altre persone affinché stiano bene e siano soddisfatte. I leader dovrebbero sempre provare preoccupazione empatica per i loro collaboratori: questa è la tipologia di empatia più autentica e altruistica, tesa al benessere della collettività.

Rispetto al gender gap sull’intelligenza emotiva, ovvero secondo cui le donne ne sono più dotate mentre gli uomini siano più bravi nell’autogestione, Goleman ha detto anche che, secondo la letteratura scientifica, questa differenza si assottiglia nel 10% dei top performer in azienda.

Stili di leadership

Ancora Goleman: lo stile di leadership di chi è al vertice del team impatta, positivamente o negativamente, sul clima aziendale: quindi si dovrebbe optare per una leadership visionaria o di coaching, mentre si dovrebbero abbandonare stili come il micro-management, il comando e controllo di ogni azione del collaboratore, portatori solo di frustrazione e scarsa fiducia.

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Anche per Todd Davis, esperto di risorse umane, la cultura di un’organizzazione si esprime principalmente attraverso il comportamento del suo management

Le persone al centro

Secondo Daniel Goleman, la strategia aziendale va progettata insieme al team per ottenere massimo ingaggio e responsabilità individuale. Se questa viene calata dall’alto con un approccio top-down viene meramente eseguita, senza alcun entusiasmo da parte del team. Anche Alan Mulally, che nel suo curriculum vanta posizioni come CEO di Ford Motor Company e di BOING, ha ribadito il concetto di inclusione: bisogna mettere le persone al centro e includere l’intero team nelle decisioni e soprattutto (questo spesso ce lo dimentichiamo) divertirsi, godendo il viaggio e la compagnia reciproca.

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In azienda come in laboratorio

Secondo Kelly Peters, esperta di scienze del comportamento, abbiamo tutti il potenziale per il pensiero scientifico e dovremmo approcciare al nostro lavoro come ricercatori in un laboratorio. Fare osservazioni empiriche, sviluppare teorie, proporre soluzioni, raccogliere dati, mettere in discussione le nostre assunzioni, sperimentare e capire cosa funziona e cosa no, studiare gli errori che reiterano: lavorare quindi come scienziati galileiani, migliorando ogni giorno le proprie teorie grazie alle soluzioni trovate. 

L’economia dei comportamenti

Questo è il principio che guida l’economia comportamentale, settore dell’economia che offre le basi per capire come le persone prendono decisioni. Le decisioni umane sono costantemente influenzate da errori sistematici, pregiudizi irrazionali ed emozioni profonde e incontrollabili. Non siamo certo gli individui razionalisti dipinti dalla scuola economica neoclassica. Ad esempio, perdere qualcosa ci fa stare male il doppio rispetto all’ottenere qualcos’altro, per questo siamo avversi al rischio. Con dei piccoli incoraggiamenti, spinte gentili che possono essere ad esempio ridurre il numero di scelte o cambiare l’ordine di alcune opzioni, possiamo quindi influenzare il comportamento delle persone, portandole a compiere delle decisioni migliori. Tra l’altro, il termine inglese per spinta gentile è Nudge, che è anche il titolo del libro scritto dal Premio Nobel Richard Thaler proprio su questo tema.

L’importanza di dare e ricevere feedback

Todd Davis, esperto di risorse umane ed autore del libro “Get Better!” in cui approfondisce le strategie per avere relazioni più efficaci sul posto di lavoro,  ha sottolineato l’importanza dei feedback: il leader deve preparare in anticipo le sue persone a dare e ricevere feedback, ponendo le domande giuste. Solitamente associamo i feedback alla negatività, ma dobbiamo ricordare che feed vuol dire nutrire, back significa supportare.

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Luca Attias è il nuovo Commissario per l’attuazione dell’Agenda Digitale


Luca Attias da oggi è il nuovo Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Attias prenderà la guida del Team per la Trasformazione Digitale e succederà a Diego Piacentini, il cui mandato è scaduto il 16 settembre, dopo due anni di incarico e una fase di prorogatio in attesa della nomina del suo successore. Attias lascia l’incarico di Direttore Generale Sistemi Informativi Automatizzati della Corte dei Conti.

LEGGI ANCHE: Diego Piacentini su Twitter: lascio e torno a Seattle

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Diego Piacentini – credits: Tommaso Mei

Proseguire nella digitalizzazione della PA

“La scelta di Luca Attias a Commissario Straordinario dimostra che l’attuale governo è interessato a proseguire nella strada tracciata di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione – ha dichiarato Diego Piacentini – sono soddisfatto che il Governo abbia scelto di incaricare una persona che ha dimostrato di avere forti competenze manageriali e tecnologiche e con cui in questi due anni il Team ha lavorato in sintonia”.

Le raccomandazioni al Governo

Dopo due anni di attività, Diego Piacentini lascia il ruolo di Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale. Sul sito del Team per la Trasformazione Digitale è disponibile da oggi il documento che descrive le attività svolte nei primi 24 mesi. “Sul nostro sito – ha detto sempre Piacentini – accanto al resoconto delle nostre attività, abbiamo pubblicato le raccomandazioni dirette al Governo per la creazione di un modello permanente di governance del digitale, come esito dell’esperienza accumulata in questi due anni. Ricordiamoci che la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non ha e non deve avere colore politico e che siamo solo agli inizi di questo lungo percorso”.





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Ryanair farà pagare il bagaglio a mano. Che c’è da sapere


Dal primo novembre, da domani, diventano operative le nuove regole di Ryanair in fatto di bagagli: per i passeggeri non sarà più possibile imbarcare il bagaglio a mano gratuitamente, ma per farlo si dovrà pagare. Da giovedì, infatti, “i passeggeri che non hanno acquistato l’imbarco prioritario e che desiderano portare un bagaglio a mano grande da 10 kg (trolley) dovranno acquistare il bagaglio registrato da 10 kg – ricorda la compagnia low cost – se il bagaglio verrà acquistato al momento della prenotazione iniziale – si legge – il costo sarà di 8 euro, altrimenti – se aggiunto successivamente alla prenotazione (fino a 40 minuti prima dell’orario di partenza previsto) – il costo sarà di 10 euro”.

Quelli dell’ultimo momento. “Il bagaglio registrato da 10 kg dovrà essere depositato al banco consegna bagagli prima di passare il controllo di sicurezza. I passeggeri che non hanno aggiunto alla prenotazione il bagaglio a mano da 10 kg registrato possono acquistarlo all’aeroporto: se acquistato al banco deposito bagagli, il costo sarà di 20 euro, altrimenti, se acquistato al gate di imbarco, il costo sarà di 25”. E ancora: “Il bagaglio a mano grande registrato potrà essere ritirato nell’aerea di recupero bagagli all’aeroporto di destinazione”.

Ryanair

credits corporate.ryanair.com

Nelle cappelliere

Il biglietto prioritario costa 6 euro e consente di portare il bagaglio a bordo dell’aereo e metterlo nelle cappelliere. Bisogna sempre prestare attenzione alle dimensioni che aumentano a 40x20x25 cm, nel caso in cui non dovessero essere rispettate è prevista una tassa pari a 25 euro. Il bagaglio dovrà essere unico (quindi niente borse da signora), solo chi viaggia con un neonato o a un bambino sotto i due anni sarà permesso portare una piccola borsa in più da 5 kg.

“Meno ritardi e vantaggi economici”

Obiettivo del nuovo regolamento, spiega sempre Ryanair è la “diminuzione dei ritardi dei voli e più economiche opzioni riguardanti i bagagli registrati. Ulteriori vantaggi per i passeggeri saranno la possibilità di portare più liquidi nel bagaglio a mano registrato da 10 kg e di poter camminare verso il gate di imbarco a mani libere”. Inoltre, sono aumentate le dimensioni del bagaglio a mano piccolo, da 35x20x20 a 40x20x25. In precedenza, tutti i clienti che non avevano acquistato l’Imbarco Prioritario potevano portare gratuitamente in cabina un bagaglio a mano più piccolo e un trolley, che veniva etichettato al gate d’imbarco e collocato gratuitamente in stiva. “Ciò ha portato all’etichettatura di fino a 120 bagagli gratuiti al gate d’imbarco, causando ritardi alle partenze fino a 25 minuti” ricorda la compagnia.

Il nuovo misuratore

“I clienti che non hanno acquistato l’Imbarco Prioritario potranno portare in cabina solo 1 bagaglio a mano gratuito (il più piccolo) e non ci sarà la possibilità di stivare gratuitamente bagagli al gate. Solo i clienti che hanno acquistato l’Imbarco Prioritario potranno continuare a portare a bordo gratuitamente due bagagli (un bagaglio più piccolo più il trolley)”. Se il bagaglio piccolo gratuito di chi non ha acquistato l’Imbarco Prioritario non si adatta al nuovo misuratore, “ciò significa che il loro bagaglio è più grande del 25% rispetto alle misure consentite. Pagheranno una tariffa sul bagaglio pari a 25 euro e questo sarà etichettato e imbarcato in stiva”.

100 trolley a bordo

Sono circa 100 i trolley che possono essere posizionati nelle cappelliere a bordo, “a sufficienza per tutti i clienti che hanno acquistato l’Imbarco Prioritario” sottolinea la compagnia, ricordando che l’Imbarco Prioritario è limitato a 95 clienti per volo (su 189 ospiti). Per quanto riguarda i bambini sotto i 2 anni, inoltre, i genitori possono portare una borsa extra da 5 kg gratuitamente. Come anche le attrezzature mediche: possono ancora essere portate a bordo gratuitamente, previa autorizzazione da parte del team di assistenza speciale.





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“Enormi opportunità nei video e nelle Storie”


Facebook continua a crescere, ma un po’ meno del previsto però, quel tanto che basta per non centrare gli obiettivi di crescita degli utenti mensili e dei ricavi. A pesare sul conto gli effetti dello scandalo di Cambridge Analytica e il più recente data breach da 30 milioni di utenti. Ha archiviato il terzo trimestre (quello che si è chiuso il 30 settembre) con ricavi per 13,73 miliardi, in rialzo del 33% rispetto allo stesso trimestre del 2017, ma poco sotto i 13,78 miliardi delle previsioni gli analisti.

facebook

Extraordinary meeting of the Conference of Presidents with the CEO and founder of Facebook

In Europa persi un milione di utenti

Gli utenti attivi mensili (nel numero gli utenti di Facebook, naturalmente, ma anche di WhatsApp, Instagram e Messenger) risultano 2,27 miliardi, il 10% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (100 milioni), al di sotto dei 2,29 miliardi attesi.  Sono saliti del 9% a 1,49 miliardi gli utenti attivi giornalieri. In Europa, Facebook ha perso 1 milione di utenti mensili per il secondo trimestre consecutivo (da 279 milioni a 278 milioni) ma ne ha guadagnati altrettanti negli Stati Uniti. E se il GDPR ha pesato sui conti, i ricavi in Europa restano “buoni”, ha fatto sapere Menlo Park nella conference call con gli analisti.   

Video e Storie

“La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere rapidamente, e ora abbiamo più di 2 miliardi di persone che usano almeno uno dei nostri servizi ogni giorno” ha detto Mark Zuckerberg, che ha parlato ieri di “enormi opportunità” nei video e nelle Storie. Ha però anche avvertito che la crescita dei ricavi potrebbe rallentare, perché il passaggio “dai news feed alle Storie è stata meno agevole del previsto”. Anche se “la nostra comunità e il nostro business continuano a crescere velocemente”. Il direttore finanziario David Wehner, ha parlato di “mid-high single digit”, ovvero di una percentuale ad una cifra per il tasso di aumento dei ricavi futuri. Quanto alla prevenzione degli abusi, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e la violazione dei dati degli utenti, Zuckerberg ha detto che “ci vuole almeno un anno” per arrivare “al livello desiderato”.





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6 app per un ponte smart (anche sotto la pioggia)


Il ponte di Ognissanti (quattro giorni da giovedì a domenica) è un’occasione preziosa per staccare la spina. Per chi organizza all’ultimo minuto, ecco alcune soluzioni, come dire, smart (app e piattaforme per capirsi) che aiutano a trovare soluzioni per gite fuori porta, viaggi alla scoperta delle capitali europee ed eventi interessanti. Quelle dell’ultimo minuto. Ne abbiamo selezionate 6: GnammoVirailVolagratis.comMusementYescapaYAMGU. Eccole nel dettaglio.

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Le cene di Gnammo

Se l’idea è quella di un’esperienza divertente durante le vacanze (anche rimanendo in città), Gnammo, la prima piattaforma di social eating italiana, può essere un’idea. Grazie a cene sociali e corsi food è possibile cucinare, mangiare e incontrare nuove persone.

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Traveler holding pink suitcase, Passenger and passport document over pink background, Money cash and travel concept.

Muoversi in sharing con Virail

A chi ha poco tempo per organizzare gli spostamenti per il proprio viaggio, è dedicata un’ app da consultare per scegliere il mezzo di trasporto più adatto: Virail è il motore di comparazione che oltre a treni ed aerei permette di confrontare in un’unica schermata anche le offerte di viaggio in car sharing e autobus, per raggiungere ad esempio località non servite da aeroporti e stazioni.

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Volagratis.com

Come fare per essere sicuri che il volo prenotato sia davvero quello più conveniente? Su Volagratis.com, motore di ricerca per voli, si possono comparare compagnie aeree tradizionali e low cost e le diverse soluzioni di viaggio: dal mix & match (andata e ritorno con compagnie diverse) ai pacchetti vacanze che permettono di risparmiare fino al 30%.

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Tutti i musei di Musement

Se il proposito è rimanere in città e scegliere le attività più interessanti, Musement può dare una mano. Compagno di viaggio e servizio di personal concierge digitale per attività turistiche e prenotazioni in tutto il mondo, disponibile in 450 città e 50 paesi, l’app per smartphone e la piattaforma permettono di scoprire e prenotare esperienze da fare, ovunque si scelga di viaggiare. Alessandro Petazzi, CEO di Musement, è stato inoltre selezionato dal network Endeavor Italia come imprenditore ad alto potenziale.

Yescapa: si viaggia in camper

Se siete tra quelli che il viaggio è sempre una indimenticabile avventura rigorosamente on the road, salite a bordo di un camper con Yescapa, la piattaforma di camper-sharing tra privati che propone una soluzione chiavi in mano per un viaggio itinerante. Il camper permette di viaggiare in autonomia, organizzando una vacanza su misura anche all’ultimo minuto, e di inoltrarsi anche in territori meno frequentati. Sarà sufficiente trovare le aree di sosta dedicate, come un campeggio o magari un glamping di lusso.

Il social travelling di You Are My Guide

Per scoprire cosa vedere, come divertirsi, come prenotare i biglietti per le visite a musei ed eventi, organizzare al meglio i propri itinerari quando si è in vacanza, si ha bisogno di un buon assistente di viaggio.  Come YAMGU, servizio di You Are My GUide che aiuta a programmare la vacanza al meglio, in Italia e nelle principali capitali europee.





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Intel e Volkswagen vogliono lanciare un servizio di taxi a guida autonoma nel 2019


Mobileye, società basata in Israele, in mano ad Intel, ha stretto una partnership con Volkswagen per lanciare un servizio di auto elettriche a guida autonoma. La joint venture, chiamata non a caso New Mobility, utilizzerà veicoli elettrici Volkswagen alimentati dal sistema di guida autonomo di Mobile 4 “AV Kit”. Mobileye fornirà il sistema di autoguida hardware e software. Un terzo partner, il distributore israeliano Champion Motors, poi si occuperebbe di gestire la flotta e la logistica del servizio. Il governo di Israele si è impegnato a sostenere il progetto in tre modi: supporto legale e normativo, condivisione e accesso alle infrastrutture e ai dati sul traffico. New Mobility sarà lanciata in Israele all’inizio del 2019, con l’obiettivo di passare alla commercializzazione entro il 2022.

LEGGI ANCHE: Anche Microsoft nella corsa per costruire l’auto del futuro: arriva l’accordo con Volkswagen

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Mobilità sicura, pulita e priva di emissioni

“Crediamo fermamente che i veicoli elettrici a guida autonoma offriranno a Israele e alle città di tutto il mondo una mobilità sicura, pulita e priva di emissioni, che sia accessibile e conveniente” ha detto il Herbert Diess, CEO del Gruppo Volkswagen.

Mobileye

Intel ha acquisito Mobileye, che aveva già collaborato con Tesla per sviluppare la sua tecnologia Autopilot, per 15,3 miliardi nel 2017. Il gigante tecnologico ha iniziato a testare auto a guida autonoma a Gerusalemme all’inizio di quest’anno.





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Round da 1,5 milioni per Fluentify, la startup che insegna l’inglese alle aziende


Fluentify ha chiuso il suo primo aumento di capitale: un round di investimento da 1,5 milioni di euro, guidato da Stefano Marsaglia (come investitore privato), recentemente entrato ai vertici del primario fondo di private equity inglese Peninsula Capital Advisor, insieme ad altri investitori privati. Fluentify è una PMI innovativa fondata nel 2013 da Giacomo Moiso, Claudio Bosco e Matteo Avalle che ha sviluppato un servizio di tutoring online per l’inglese professionale pensato per le aziende.

I nuovi progetti

Le risorse raccolte saranno dedicate allo sviluppo della tecnologia alla piattaforma digitale (anche con l’utilizzo di sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale), all’ampliamento del business e della struttura commerciale in Italia e all’internazionalizzazione, con l’apertura di una sede in Francia. In particolare, tra i progetti in partenza il corso digital self-study, che permetterà ai professionisti di lavorare inizialmente in autonomia, per avvicinarsi poi gradualmente alle lezioni One-to-One con i tutor. In stadio avanzato anche la finalizzazione di processi di controllo basati, appunto, sull’Intelligenza Artificiale.

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credits www.fluentify.com/blog

Approccio innovativo all’inglese

“Siamo fieri – ha detto Giacomo Moiso, co-founder e CEO di Fluentify – di aver concluso con successo questo primo round di investimento che ci accompagnerà in un importante ed entusiasmante percorso di sviluppo. Con il suo approccio innovativo, Fluentify risponde in maniera efficace alle necessità delle aziende, in primis quelle italiane, di far raggiungere ai propri dipendenti una padronanza dell’inglese professionale e adeguata al contesto in cui operano”. Dello stesso avviso Claudio Bosco, co-founder e COO di Fluentify. “La partecipazione di Stefano Marsaglia in questa operazione – ha detto – rappresenta un vero valore aggiunto per la nostra crescita futura e siamo certi che la sua grande esperienza e il suo importante network ci saranno di grande supporto”. Proprio Stefano Marsaglia, Managing Director di Peninsula Capital ha sottolineato: “Ho visto nascere e crescere questo progetto in cui credo molto. L’offerta business ha grandissimo potenziale, in Italia e all’estero. Sono certo che sentiremo tanto parlare di Fluentify, siamo solo all’inizio”.

La società

La società dichiara di aver registrato una crescita del proprio business (200% anno su anno) e dispone ad oggi di un team di 14 professionisti interni, suddivisi tra gli uffici di Londra, Torino, Milano, Roma e la presenza commerciale in Svizzera, oltre ai 150 tutor esterni madrelingua operanti da tutto il mondo. L’80% del business è generato dal segmento B2B, in cui la Società è specializzata (il restante 20% deriva dal segmento B2C).

Chi utilizza Fluentify

Tra le principali aziende clienti di Fluentify ci sono alcuni tra i più importanti player nel mondo del lusso, dei servizi finanziari e del consumer goods, accomunati dalla necessità di far intraprendere corsi di inglese (la cui conoscenza è ormai condizione imprescindibile nel mondo degli affari) ai propri dipendenti: in Fluentify primaria infatti è l’attenzione al controllo di qualità ed inoltre concreta la possibilità per l’azienda di misurare il ritorno dell’investimento per singolo alunno, attraverso avanzati sistemi tecnologici di controllo.

Il metodo Fluentify

In particolare, Fluentify, con un approccio proprietario di insegnamento basato sul metodo comunicativo, permette alle aziende di offrire ai propri dipendenti pacchetti di corsi di lingua in inglese professionale, tramite lezioni One-to-One in video conferenza. L’approccio Fluentify è focalizzato interamente sulla fluency dei dipendenti: dopo aver stabilito il livello iniziale e gli obiettivi da raggiungere, i tutor di Fluentify portano i propri allievi a conversare via web, sin dalla prima lezione, nella lingua da imparare (a oggi, la società offre infatti corsi non solo in inglese, ma anche in francese e in italiano) trattando tematiche vicine al proprio ambito professionale.

I numeri

L’80% degli italiani ritiene la conoscenza dell’inglese in ambito lavorativo di primaria importanza per la propria azienda ed è provato come questa stessa sia collegata a diversi indicatori economici, come ad esempio al PIL e al reddito nazionale lordo pro capite: più alto è il punteggio nei test di lingua, maggiore è la capacità di un paese di fare impresa. Inoltre, è risaputo che il 41% degli italiani afferma di aver perso un’opportunità di lavoro o di promozione a causa della scarsa conoscenza della lingua inglese. In un paese classificato al 33^ posto per il livello di competenza in inglese, il mercato si presenta sicuramente pronto ad accogliere offerte innovative ed efficaci.





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MotorK lancia GarageK, la piattaforma online per le officine


Tagliando, cambio gomme, revisione, carrozzeria: è da queste parole che gli automobilisti cominciano a cercare online l’officina giusta a cui rivolgersi. Se una volta affidarsi al meccanico di fiducia era un’abitudine consolidata, oggi il percorso di acquisto del cliente service è diventato ben più articolato e, soprattutto, centrato sull’online. MotorK, l’azienda italiana che sta rivoluzionando il mercato europeo del digital automotive, annuncia la creazione di una nuova divisione digitale, GarageK. Pensata espressamente per rispondere alle esigenze delle officine, GarageK è una piattaforma di software-as-a-service che permetterà agli operatori di questo comparto di gestire, in maniera funzionale e immediata, le richieste di preventivo, le prenotazioni, la pubblicazione di promozioni e le campagne marketing.

Officine ancora poco digitalizzate

L’universo delle officine italiane è ancora lontano dal definirsi digitalizzato: secondo una ricerca condotta da MotorK, circa il 30% dei service post-vendita non ha un sito web e il 10% pensa che non sia utile per il proprio business. Non solo: tra coloro che hanno il sito web, il 55% non ha ancora predisposto un servizio di prenotazione online. Solo il 29% del campione ha dichiarato di aver stabilito un budget per la strategia digitale dell’azienda.

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credits www.garagek.it

Ma le ricerche si fanno soprattutto su Mobile

Considerando che le ricerche online riguardanti il service sono aumentate del 300% dal 2015 ad oggi* e che il 66% degli automobilisti ha utilizzato internet prima di portare l’auto in officina**, diventa chiaro che la tendenza degli utenti è quella di cercare, confrontare e scegliere l’officina online, prenotando il proprio appuntamento tramite il sito. Più di metà delle ricerche che riguardano ricambi, assistenza e manutenzione meccanica sono effettuate da dispositivi mobile*. Avere un sito responsive è fondamentale per intercettare anche gli utenti che cominciano il proprio customer journey online e in mobilità: infatti, oltre la metà degli utenti che utilizza i dispositivi mobile per cercare un servizio di assistenza meccanica chiama l’officina proprio a partire dal risultato della ricerca effettuata*. Offline e online non sono più due realtà differenti, ma aspetti complementari e inestricabili di un unico processo di acquisto.

Presenza online efficace

Cercando la giusta officina a cui rivolgersi, gli utenti si aspettano di trovare elementi che li aiutino nella scelta: prezzi, semplicità, velocità e qualità del servizio. Diventa sempre più indispensabile per i service avere una presenza online efficace, a partire da un sito web con informazioni facilmente reperibili e la possibilità di prenotare un servizio in modo rapido. Questa necessità diventa ancora più rilevante se si pensa che più del 40% delle richieste che giungono al service dagli automobilisti necessitano un intervento di riparazione e non di routine o manutenzione*, e comportano quindi tempistiche più rapide.

Aftermarket e service

«Il settore del digital automotive ha fatto molti passi avanti negli ultimi anni – dichiara Marco Marlia, fondatore e CEO di MotorK, società proprietaria del marchio GarageK. – Dalla configurazione online alle concessionarie, il digitale ha cambiato il lavoro di chi vende auto. Quello che mancava però era uno strumento ad hoc per la parte di aftermarket e di service, in modo da offrire una gamma di prodotti digitali che non solo innovino l’esperienza di acquisto, ma cambino radicalmente anche l’esperienza degli utenti una volta diventati proprietari di un’auto. Per i service aftermarket è cruciale riuscire a incrementare le visite in officina e questo obiettivo è raggiungibile soltanto se le aziende sono presenti dove gli utenti le cercano: online».

Mille clienti entro fine 2018

Sono già centinaia le aziende che hanno scelto GarageK come supporto nel loro processo di digitalizzazione: l’obiettivo di MotorK è raggiungere quota mille clienti di GarageK entro la fine del 2018. Questo nuovo servizio va ad aggiungersi all’offerta di prodotti che l’azienda italiana offre all’industria automobilistica, tra cui DriveK – il più grande marketplace per auto nuove d’Italia – DealerK – la piattaforma SaaS per la gestione digitale delle concessionarie – e Internet Motors, la divisione che si occupa di eventi e formazione nell’ambito del digital marketing. GarageK è già attiva nel mercato italiano ed è in fase di avvio nelle altre nazioni in cui opera l’azienda: Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna.

*Fonte: 2017 Google/Critical Mix Fixed Ops Study, U.S.
**Fonte: ICDP, Consumer Survey 2016





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Google pensa ad un abbonamento per le app Android (tipo Netflix)


La premessa è questa: Mountain View non monetizza abbastanza dai download di Google Play Store, cosa che invece riesce benissimo ad Apple. Una soluzione potrebbe arrivare da un abbonamento mensile che potrebbe chiamarsi Play Pass (un analogo di Netflix per lo streaming tv). Del progetto hanno trovato traccia gli esperti della comunità XDA e lo sviluppatore Kieron Quinn, che hanno scoperto i riferimenti di un servizio di abbonamento per Play Store all’interno di un sondaggio Google Opinion Rewards. Mountain View avrebbe chiesto ad alcuni suoi utenti selezionati: “Immagina che il tuo app store proponga un abbonamento che offre centinaia di dollari di app e giochi a pagamento a fronte di un canone mensile.”Pass”, quanto efficacemente descrive questo servizio?”.

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Play Pass

Il Google Play Pass potrebbe offrire un numero di applicazioni e giochi mensili, in formato gratuito per chi sottoscriverà il Pass stesso. Non è detto però che Google voglia continuare nel progetto. Non è la prima volta che a Mountain View pensano ad una strategia diversa per i suoi downwload: un paio di mesi fa si era anche parlato di un sorta di programma fedeltà che Google vorrebbe lanciare in modo da fidelizzare ulteriormente l’utenza e basato su un sistema di raccolta punti attraverso l’acquisto di app, libri, film, serie tv e musica. 

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all’IF! Italians Festival mille storie dalla Human Intelligence


A due settimane dal suo inizio IF! Italians Festival – l’evento internazionale dedicato alla creatività organizzato e promosso da ADCI – Art Directors Club Italiano e ASSOCOM in partnership con Google – alza il sipario sull’edizione che si terrà dall’8 al 10 novembre presso BASE Milano, presentandone le linee guida e il ricco programma. Insieme al Comitato Organizzatore di IF e Paola Marazzini, Agency & Strategic Clients Director di Google in Italia, anche l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Commercio, Moda e Design del Comune di Milano Cristina Tajani, per presentare l’agenda piena di iniziative e appuntamenti che promettono di consacrare la città meneghina come capitale della creatività.

IF! Italians Festival

Milano e la creatività

“Milano e la creatività hanno un rapporto intenso e indissolubile, un legame che va dall’arte alla moda passando per il design e la pubblicità. Una vera spinta emotiva a trovare e sperimentare nuovi linguaggi espressivi, nuove modalità d’impiego dalla tecnologia come nuove opportunità di business che sono un tratto distintivo del DNA di questa città, di chi la abita e di chi qui lavora” così l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Commercio, Moda e Design Cristina Tajani che prosegue: “La tre giorni di IF! Italians Festival costituisce un vero e proprio momento di confronto tra addetti ai lavori per capire e delineare come sta evolvendo la comunicazione e la creatività ma soprattutto rappresenta un’occasione  importante per tanti giovani che proprio in questo settore vogliono costruire il proprio futuro professionale”.

La Human Intelligence

L’edizione di quest’anno si conferma molto ricca e multi sfaccettata grazie ai contributi di personalità di mondi diversi tra loro ma tutti accomunati dal pensiero umano, che durante tutto l’evento si impegneranno a declinare e approfondire il tema della Human Intelligence – focus del Festival quest’anno – ovvero la straordinaria e infinita risorsa che rende l’essere umano così incredibile. Se la neuroscienza concorda nell’affermare che esistono numerose tipologie di intelligenza, il comitato organizzatore di IF! Italians Festival ha lavorato per identificare ospiti in grado di rispecchiarne le varie sfaccettature e rendere Milano un teatro per ragionare con e su di esse.

Tema sfidante

“Per la nostra quinta edizione abbiamo voluto riportare l’attenzione sull’elemento cardine che caratterizza l’essere umano: la sua intelligenza. È stato assolutamente sfidante e allo stesso tempo emozionante organizzare il programma di questo Festival per rappresentare il complesso dell’intelligenza umana e le sue varie facce. Abbiamo costruito un palinsesto ricco, formativo in grado di far riflettere e pensare” dichiara il Comitato Organizzatore di IF! Italians Festival. “Il supporto di partner importanti è la testimonianza del valore di questo evento. Il patrocinio del Comune di Milano, ad esempio, si inserisce in un percorso di valorizzazione territoriale che accoglie le esperienze internazionali ma conferisce assoluta qualità ai talenti nostrani mentre il sostegno di Google, da sempre al nostro fianco, quest’anno più che mai ha incarnato perfettamente il tema contribuendo con spunti utili a sottolineare quali grandi opere possano nascere dall’interazione tra tecnologia e pensiero”.

L’intelligenza ingegnosa di Google

Si parte dall’intelligenza ingegnosa con Google, main partner di IF! Italians Festival, che aiuterà a capire come la tecnologia in tutte le sue declinazioni possa essere un utile strumento al servizio della creatività, grazie a diversi momenti di approfondimento che spaziano da YouTube al machine learning, fino al ruolo che l’Intelligenza Artificiale ricopre oggi. A parlare di questo sul palco di IF! nella giornata di apertura del Festival sarà proprio Daniel Padgett, design Lead per Google Search e Google Assistant, l’uomo che ha creato la grammatica per l’assistente vocale cambiando definitivamente la relazione tra uomo e macchina. Sempre in chiave IA da segnalare la divertente conversazione tra l’assistente vocale di Google e il creator di YouTube Guglielmo Scilla fino al contributo di Vincenzo Riili, Director Marketing dell’azienda. In occasione di IF! Google, infine, supporterà anche l’intelligenza giovanile con un contest dedicato agli under 28 che premierà il miglior “7 Day Brief Competition”: 7 giorni per creare un contenuto davvero non “skippabile”.

Il machine learning

“La nostra partnership con IF! Italians Festival si rinnova per il quinto anno, saremo al fianco di Assocom e ADCI – Art Directors Club Italiano, per mettere al centro il sempre più attuale tema del machine learning e dell’intelligenza artificiale, e le sue connessioni con la creatività e l’intelligenza umana. Due realtà che si scoprono complementari. Machine learning e intelligenza artificiale possono diventare infatti potenti abilitatori, strumenti che possono aiutarci ad accelerare la nostra creatività ed esplorare le sue possibilità più profondamente che mai. Quest’anno siamo a IF! proprio per dimostrarlo” dichiara Paola Marazzini, Agency & Strategic Clients Director di Google in Italia. Si prosegue con l’intelligenza critica con la redazione di Wired che mostrerà come riconoscere e smascherare le fake news per arrivare a quella strategica, che rende possibile trasformare un hater in una leva di marketing per un brand, come racconterà Mary Sarnataro de Le Iene.

Il marketing territoriale di Milano

La città di Milano, che a partire dai progetti di marketing territoriale si sta trasformando in un brand vincente in tutto il mondo, racconterà un progetto di intelligenza progettuale. Sul palco di IF! Italians Festival non poteva mancare l’intelligenza creativa: Nick Law (Chief Creative Officer Publicis Groupe and President Publicis Communications), Gordon Bowen (Founder & Global Chairman McGarryBowen), Ferdinando Verderi (Founder e Creative Director Johannes Leonardo) e molti altri esponenti di spicco della creatività nostrana e internazionale si interrogheranno e spiegheranno cosa significa essere un creativo oggi, un delicato equilibrio tra pensiero e innovazione tecnologica.

The Jackal

Quella ironica sarà, invece, raccontata dai The Jackal, in grado di catturare l’attenzione del distratto utente di YouTube, e dal nuovo format “Le 10 domande comode comode” con Sergio Spaccavento, Maccio Capatonda e il musicista Chris Costa.

L’intelligenza emotiva

L’intelligenza femminile è troppo complessa per rientrare in una singola etichetta, ma il personaggio del mese di Freeda sicuramente incarna l’intelligenza coraggiosa, con Ilaria Naef, la prima atleta italiana di WCMX (Wheelchair Motocross) pronta a calcare il palcoscenico di IF! per parlare della sua straordinaria esperienza. Racconteremo, inoltre, insieme ad Alice Siracusano – AD di Luz, società attiva nella produzione e distribuzione di contenuti editoriali – e Gianna Martinengo – ideatrice di Women&Technologies® – come l’intelligenza emotiva – tipica del femminile, per sua natura inclusiva e aperta ad accogliere le diversità – sia essenziale per istruire l’Intelligenza Artificiale.

…e le note dei Mokamusic

Arte e musica sono da sempre manifestazione di intelligenza: i Mokamusic racconteranno come le sette note nascondano un’intelligenza sociale che smuove le coscienze e aggrega le persone. Loredana Longo, straordinaria ed eclettica artista catanese, mostrerà come l’intelligenza verbale può legarsi a quella visiva.

Big Data

Si parlerà con Nielsen e i suoi ospiti anche di intelligenza visiva e di come rappresentare graficamente, i Big Data in modo creativo e trasparente.

Facebook

L’intelligenza connettiva del social network più popolare al mondo sarà raccontata da Caitlin Ryan, Regional Creative Director EMEA di Facebook, mentre l’intelligenza narrativa troverà il suo protagonista in Fabio Rovazzi, qui nelle vesti di autore, regista e comunicatore prima che di cantante.

Sgarbi racconta Leonardo

Non poteva mancare un intervento incentrato su colui che ha incarnato ogni tipo di intelligenza, ovvero il genio di Leonardo di cui ricorreranno i 500 anni dalla morte il prossimo anno, raccontato magistralmente da Vittorio Sgarbi, che grazie a Youmark e gli organizzatori IF!. proporrà un’anteprima del suo spettacolo in programma al Teatro Manzoni dal 19 al 24 marzo 2019. Ed infine, quale modo migliore che affermare l’intelligenza attraverso il suo contrario? Facendo leva sul concetto di stupidità e imparare attraverso gli errori, l’ex direttore editoriale di BuzzFeed UK Tom Phillips mostrerà insieme ai CEO di We Are Social le situazioni stupide che hanno fatto la storia.

La formazione

A coronare il ricco palinsesto di contributi, talk e tavole rotonde che animeranno le giornate di venerdì 9 e sabato 10 novembre anche un percorso dedicato alla formazione. Tanti i temi trattati da importanti brand nazionali e internazionali sulle varie declinazioni del pensiero creativo e dedicati a varie tipologie di pubblici: dagli studenti ai navigati professionisti della comunicazione, dai nativi digitali a chi ha deciso di scendere a patti con la tecnologia. Il programma integrale dei corsi è disponibile a questo link: https://2018.italiansfestival.it/workshop/ mentre il programma completo di IF! Italians Festival è consultabile qui. É già possibile acquistare i biglietti in prevendita. Oltre alla consueta formula di abbonamento 3 DAYS PASS (ingresso full all’evento, esclusi master e workshop), sono disponibili ticket giornalieri singoli per le giornate del 9 e 10 novembre. Il 3 DAYS PASS, al costo di 65 euro (+ diritti di prevendita), è disponibile sul sito. I biglietti giornalieri, 1 DAY PASS, hanno invece un costo di 40 euro (+ diritti di prevendita). Tutte le tipologie di biglietto sono acquistabili, oltre che online, anche presso la biglietteria di BASE Milano nei giorni dell’evento.





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