Tencent Music vuole quotarsi in borsa. Con un’offerta da 1 milione (dice Bloomberg)


Dopo Spotify, un’altra big tech dello streaming musicale si quota a Wall Street. Tencent Music, il braccio musicale online della più grande social media company cinese, ha presentato domanda per quotarsi al Nasdaq. Secondo la cifra, indicativa, scritta nei documenti presentati alla Sec e che potrebbe anche cambiare, l’offerta in azioni del sito di streaming musicale potrebbe aggirarsi intorno al miliardo di dollari. L’ambizione è quello di portare un nuovo modello sul mercato occidentale. Un mix tra social network e negozio musicale all’interno del quale lo streaming rappresenta solo una piccola parte.

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Uno spin-off da 800 milioni di utenti

Tencent Music è uno spin-off che offre quattro servizi di streaming: Q Music, Kugou Music, Kuwo Music e WeSing. Si va dalla musica, alle app di karaoke ai servizi di streaming di concerti. In Cina sono numeri uno, per una platea di ascoltatori pari a 800 milioni di utenti mensili.  Il gruppo fa anche sapere di disporre di un catalogo di “20 milioni di pezzi musicali provenienti da 200 etichette nazionali e internazionali”.

Che ha di diverso da Apple Music e Spotify

A differenza di Apple Music, Spotify (ma anche Pandora), Tencent Music è un business redditizio, ma le sue entrate lorde e il suo modello di business sono diversi dai cugini occidentali. Mentre Spotify funzionano con gli abbonamenti flat a pagamento e versioni free supportate da advertising (modello freemium), Tencent Music è una piattaforma all-in-one dedicata alla musica. Dentro ci sono concerti, social network, strumenti per gli artisti e servizi di vendita di canzoni e di gadget fisici e digitali. Quindi, la musica in streaming è solo una piccola parte dell’offerta e del fatturato. Entrare a fare parte di Tme vuole dire entrare in una sorta di marketplace sul modello di WeChat di cui non a caso è proprietario Tencent (in questo senso il pubblico di riferimento sale a 1 miliardo di utenti)

I numeri di Tencent Music

Tencent Music è controllata con il 58,1% dal colosso cinese Tencent che punta ad approfittare del momento favorevole dell’industria musicale, tornata a crescere dopo anni di crisi.  Controlla il 76% del mercato cinese. Fra gli azionisti figura con il 9,1% anche la concorrente Spotify. Dichiara un giro d’affari di 1,3 miliardi di dollari nei primi sei mesi dell’anno e un utile netto di 263 milioni di dollari. Gli abbonamenti rappresentavano solo il 30% delle vendite, mentre il grosso arriva dai regali virtuali che vengono usati durante i concerti live e da servizi premium. A spingere vendite e ricavi (+8% nel 2017) è stato soprattutto l’avvento delle piattaforme di streaming digitale che sono riuscite ad arginare il fenomeno della pirateria informatica.

Perché si quota 

La quotazione di Tencent Music arriva dopo il primo calo nei profitti di Tencent. Il primo dopo dieci anni di crescita. Il mercato domestico per la prima sembra andare stretto ai cinesi che hanno bisogno di espadersi anche nei Paesi più maturi da un punto di vista digitale.





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Perché gli americani stanno abbandonando Spotify (per passare a Apple Music)


Pacchetti per famiglie e sconti per studenti, ma intanto Spotify scivola al secondo posto negli USA nella classifica dei servizi più utilizzati per lo streaming musicale.

A febbraio, il Wall Street Journal aveva pubblicato un rapporto sorprendente: secondo la ricerca del quotidiano, era prevedibile che la stima degli abbonati al principale competitor, Apple Music, avrebbe superato quelli di Spotify già entro questa estate.

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All’inizio del mese, una ulteriore indagine ha confermato che la profezia del Wall Street Journal si è avverata: ora Apple è davanti a Spotify per numero di abbonati alla piattaforma.

Ora, un nuovo studio spiega perché Spotify ha apparentemente “perso” le guerre di streaming musicale negli Stati Uniti. E perché continuerà a rimanere indietro.

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Perché gli americani stanno abbandonando Spotify

Quindi, perché così tanti americani abbandonano facilmente Spotify? Opzioni, opzioni e opzioni. Forse troppa scelta.

Sempre secondo il Wall Street Journal, Apple Music ha un tasso di crescita degli abbonati del 5%. Tuttavia, il giornale ha ammesso che gli analisti non dovrebbero aspettarsi che il servizio replichi il suo successo in tutto il mondo. Invece, Spotify ha un tasso di crescita degli abbonati del 2% negli Stati Uniti, e di un favoloso 7% in tutto il mondo.

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Perché Spotify ha un tasso di crescita degli abbonati inferiore negli Stati Uniti? Josh Lowitz, Partner e cofondatore del CIRP, spiega, semplicemente, che la lotta è serrata: “Gli Stati Uniti sono un mercato davvero competitivo con una serie di opzioni valide per la musica in streaming sia gratuita che a pagamento”.

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Spotify CEO Daniel Ek speaks during a press event in New York May 20, 2015. Spotify, which provides free on-demand music or ad-free tunes for paying customers, said it will now also provide video content and podcasts. REUTERS/Shannon Stapleton

Basti pensare ad Amazon: il gigante dell’eCommerce ha 90 milioni di abbonati nei soli USA e il numero sale a ogni trimestre. Amazon offre due diversi tipi di pacchetto musicale ai suoi abbonati: quello gratuito, Prime Music, e Amazon Music Unlimited a un prezzo scontato. Avrebbe senso pagare circa dieci dollari al mese in più per un abbonamento a Spotify?



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