Annunciati i finalisti dei Lovie Awards, il premio dedicato al meglio di Internet in Europa


Il Lovie Awards ha appena annunciato i finalisti candidati all’ottavo premio annuale.

L’evento punta come sempre a celebrare il meglio della comunità Internet europea, dalle migliori agenzie creative agli editori e ai brand, dalle organizzazioni culturali e politiche ai singoli creator, che si esprimono oggi attraverso siti web, pubblicità online, video internet, app, siti mobili e podcast.

I nomi dei finalisti sono il frutto del processo di selezione dei giudici e portano finalmente alle votazioni online aperte per i People’s Lovie Awards, fino al 27 settembre. Il pubblico ha infatti la possibilità di esprimere la propria opinione e premiare le migliori espressioni di Internet in tutta Europa.

lovie awards

I finalisti

Circa 1.500 i candidati, provenienti da un totale di 33 Paesi, con lavori presentati in sette lingue differenti, mentre tra i finalisti troviamo oggi alcuni dei servizi internet più grandi e popolari d’Europa, come Skyscanner e WeTransfer, o celebrità e personaggi come Andy Murray, nonché enti di beneficenza come PETA, The International Rescue Committee e Reporters Without Borders.

Non mancano le istituzioni culturali di livello mondiale come la Royal Academy di Londra, il Wallraf-Richartz-Museum di Colonia, il Kunsthistorisches Museum (KHM) di Vienna e il Rijksmuseum di Amsterdam; e brand locali e globali come ASICS, Audi, Baviera, BBC, Burberry, Diesel, Google, KLM, Lufthansa, Samsung e Volkswagen.

Le categorie Branded Content e Branded Entertainment

Tra le novità dei Lovie Awards di quest’anno, alcune nuove categorie di Branded Content e Branded Entertainment che includono tra i finalisti per questo ambito “BMW.com: il sito web sull’automotive più veloce al mondo”, “Patrick Dempsey e Mark Webber – Retired Racers”, “Re-issued, with Burberry” e il podcast originale di KLM “The Journey”.

LEGGI ANCHE: Epica Awards 2017: ecco le agenzie e le campagne italiane premiate

KLM Podcast – The Journey from Born05 on Vimeo.

VR, AR, video 360°

Nella nuova categoria dedicata a realtà virtuale e video 360°, i finalisti hanno mostrato usi inventivi e stimolanti di queste tecnologie per offrire nuove esperienze, come le esplorazioni di opere della storia dell’arte in Austria con “The Art of Discovery” (Ufficio nazionale austriaco del turismo), le “conversazioni da uomo ad animale” di PETA, la superficie di nuovi pianeti in “Exoplanet Explorer” dell’Università di Exeter, l’esperienza di guida autonoma in una Waymo del  Google Creative Lab.

Tra i finalisti per il miglior uso della realtà aumentata, la brutale realtà della guerra rivelata con “Enter the Room” (Comitato Internazionale della Croce Rossa), e non poteva mancare “IKEA Place”. Ma c’è anche la possibilità di conoscere da vicino gli antichi manufatti con” BBC – Civilizations AR “(Nexus Studios).

ikea place lovie awards

Intelligenza artificiale e machine learning

I finalisti di quest’anno dimostrano anche come integrare con successo l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e il machine learning nella comunicazione di marca. Tra i finalisti del Best Use of Messaging & Bots è stato infatti incluso un test tra umani e Android con “Humans 3 Voice Experience”, l’avventura di “Doctor Who Skype Bot” e l’aiuto dell’impiegato virtuale di KLM con “Il Bot BB”.

doctor who bbc

E il premio per l’agenzia dell’anno

Tra le agenzie candidate al The Lovie Agency of the Year Award troviamo, infine, BBDO Berlin, CODE D’AZUR (Amsterdam), denwerk (Colonia), Grabarz & Partner (Amburgo) e Jung von Matt (Amburgo).

“Ci è piaciuto guardare Internet europeo maturo negli ultimi otto anni dal lancio di The Lovie Awards”, ha dichiarato Nicolas Roope, IADAS Jury Chairman di The Lovie Awards. Ha continuato, “Ogni anno, The Lovie Awards fornisce un’istantanea dei migliori pensatori, creatori, ingegneri e immaginatori d’Europa. Esistiamo per far brillare la nostra torcia sulle iniziative positive e positive, le imprese, le campagne e i mestieri su Internet che stanno contribuendo a far progredire il mondo.

Tutti i finalisti sono visibili sul sito dei Lovie Awards 2018.





Source link

Come utilizzare il marketing emozionale per creare annunci su Facebook


Siamo ormai consapevoli del fatto che le persone non acquistano prodotti, ma versioni migliori di se stessi.

Mentre messaggi razionali ci inducono a prendere decisioni logiche, è invece il marketing emozionale che ci spinge all’azione.

Le emozioni influenzano le nostre decisioni, anche quelle relative all’acquisto e fissano indelebilmente nella nostra memoria situazioni, fatti, prodotti e brand.

Per questo è evidente la centralità del marketing emozionale e il motivo per cui sempre piu marketers si sono accorti degli inneschi emotivi che genera nelle loro campagne.

marketing emozionale

Che cos’è il marketing emozionale e perché può influenzare le vendite

La neuroscienza afferma che circa il 95% del nostro processo decisionale di acquisto si svolge inconsciamente e viene influenzato da emozioni e istinto.

Per questo creare anche sui social annunci pubblicitari che fanno appello alla logica piuttosto che alle emozioni molto spesso non porta ai risultati sperati. La logica non ha la capacità di catturare in maniera veloce ed istintiva il nostro interesse tanto da indurci a smettere di scrollare all’infinito il nostro feed di Facebook.

Tuttavia il marketing emozionale risulta essere molto più complesso di una semplice reazione emotiva per convincere le persone ad acquistare i nostri prodotti e servizi.

Nella quotidianità solitamente tendiamo ad acquistare da persone o siti web che amiamo, conosciamo o di cui ci fidiamo particolarmente. Per questo la fiducia gioca un ruolo di primaria importanza nel percorso che conduce un cliente a scoprire, conoscere ed acquistare un brand.

Attraverso l’utilizzo del marketing emozionale sarà quindi più semplice attirare nuovi clienti e creare con loro un rapporto di fiducia e fedeltà continuativa nel tempo.

Ma come il marketing emozionale può essere utilizzato per gli annunci su Facebook?

marketing emozionale 4

Creare riprove sociali

Se non avete ancora letto Le armi della persuasione di Robert Cialdini allora è il momento di farlo. Il principio delle riprove sociali può essere utilizzato in tantissimi modi differenti, ad esempio utilizzando le recensioni dei clienti all’interno degli annunci pubblicitari.

Questa tecnica si fonda sul criterio dell’utilizzo delle parole dei nostri clienti all’interno delle Ads, partendo dal presupposto che quelle parole sono perfette per raccontare un’esperienza vissuta o un’emozione provata.

La possibilità di ritrovarsi di fronte ad una recensione vera, sincera e spontanea, solitamente tende ad incuriosire l’utente.

Utilizzare i contenuti generati dagli utenti

Gli User Generated Content a causa della loro naturalezza e spontaneità, sono incredibilmente potenti e facilmente riconoscibili. Si tratta di annunci poco costosi poiché sono gli stessi utenti a crearli e a condividerli con amici e familiari se troveranno il loro contenuto pubblicato all’interno di un annuncio su Facebook.

Un sondaggio ha dimostrato che il 76% delle persone tende a fidarsi maggiormente di contenuti creati da altri utenti piuttosto che da quelli creati direttamente dai brand. Una tendenza particolarmente più diffusa nelle giovani generazioni.

Lo strumento più adatto per condividere contenuti emozionali generati dai nostri utenti è sicuramente Instagram.

Possiamo inoltre creare un hashtag personalizzato per il nostro marchio che i nostri clienti possono utilizzare quando pubblicano i nostri prodotti dandogli così l’opportunità di diventare dei veri e propri creators per il nostro marchio.

L’account Instagram di Apple ad esempio, presenta principalmente contenuti generati dagli utenti utilizzando l’hashtag #ShotoniPhone.

Marketing emozionale

Sfruttare le potenzialità dei video

Tutti i marketers del mondo sono ormai d’accordo con l’affermazione che i video sono attualmente lo strumento più efficace e che permette di garantire il miglior ritorno sull’investimento.

Naturalmente i video richiedono uno sforzo maggiore e la disponibilità dei brand a diventare vulnerabili e trasparenti con il pubblico, il che molto spesso può spaventare alcune aziende.

È anche e soprattutto questo il motivo per cui sono uno strumento incredibilmente potente per creare campagne di marketing emozionale efficaci e potenzialmente virali.

Quindi iniziamo a sistemare il set, mettiamoci dietro la telecamera. Possiamo mostrare una demo del nostro prodotto oppure far vedere un tour del dietro le quinte della nostra azienda o i metodi di lavorazione. L’importante e sfruttare sempre creatività e il potere della narrazione.

Toccare le corde del cuore

Ci sono ads sui social che molto spesso non raccontano le caratteristiche di un prodotto e nemmeno i suoi vantaggi, ma semplicemente riescono ad integrare il marchio in una sorta di racconto emozionale che tocca le giuste corde del nostro cuore.

L’esempio che segue rappresenta l’annuncio creato da Nike dopo che i Cleveland Cavaliers avevano conquistato la finale NBA dopo 52 anni.

Utilizzare i volti umani

Uno dei migliori consigli per fare leva sul marketing emozionale negli annunci su Facebook è quello di utilizzare i volti umani.

Marketing emozionale su Facebook

I nostri cervelli sono cablati per rispondere e riconoscere i volti. Per questo motivo siamo naturalmente attratti da loro in qualsiasi annuncio che vediamo. Utilizzarli nei nostri annunci sui social può aiutarci a colpire i giusti accordi psicologici.





Source link

Psicologia e marketing, 5 strategie per creare contenuti che convertono


“Per la stragrande maggioranza i professionisti di marketing non sono psicologi. Ma molti professionisti di successo utilizzano regolarmente la psicologia per attrarre i consumatori. I professionisti intelligenti, abili, onesti usano la psicologia in modo etico, legale e rispettoso per attrarre e coinvolgere i consumatori convincendoli ad acquistare” ha detto Robert Rosenthal.

Da sempre marketing e psicologia si intersecano e influenzano; entrambe le scienze infatti hanno un elemento in comune: l’essere umano e le sue routines mentali. Oggi inoltre il legame è diventato ancora più forte, poiché il marketing non comunica più al “consumatore” generico ma a target specifici (o meglio, a persone) e diventa quindi fondamentale conoscere l’essere umano nei suoi bisogni più profondi.

Alcuni principi e teorie psicologiche aiutano a creare contenuti accattivanti, che facilitano la conversione. Te ne suggeriamo cinque.

#1 Fluidità Cognitiva

Uno studio condotto nel 2012 mostra come impieghiamo meno di un battito di ciglia (0.05 secondi) per giudicare un sito web. Nel 2013 una ricerca Microsoft indica che la soglia di attenzione dell’utente è limitata a massimo 8 secondi.

Combattiamo con il tempo e in questo caso creare contenuti complicati da leggere, ascoltare, pronunciare (per esempio, vedere un sito web “caotico”) non aiuta di certo.  L’utente infatti inconsapevolmente valuta quanto sia difficile l’attività cognitiva che ha di fronte e cerca di evitarla qualora complicata. La fluidità cognitiva è proprio la valutazione soggettiva di quella difficoltà.

Secondo lo psicologo Daniel Kahneman, nel libro “Pensieri lenti e veloci”, la fluidità cognitiva è determinata da quattro fattori:

  • un’esperienza ripetuta che genera un senso di familiarità;
  • caratteri chiari e leggibili che aumentano la sensazione di verità (Vi siete mai chiesti il perché dei caratteri cubitali nelle landing page?);
  • un’idea sottoposta a priming genera una sensazione positiva. Per esempio ripetere in un testo un nome molte volte rispetto un altro, renderà la sensazione positiva rispetto a quel nome;
  • il buon umore influisce a favore dell’intuizione e della fluidità cognitiva

psicologia contenuti

Come possiamo rendere i nostri contenuti fluidi?

  • Se il prodotto che vendi è complesso, spiegalo in termini semplici
  • Post social corti (sempre nel caso di vendita)
  • Le call to action devono essere chiare e concise
  • Focalizzati su un solo tema per post, video, pagina web
  • Utilizza una grafica e foto accattivanti che velocemente comunichino il tuo messaggio
  • Utilizza parole chiave con link ben visibili
  • Infografiche e video, semplificano i concetti
  • Utilizza emoji se adatte al Tone Of Voice del brand
  • Gli hashtag utilizzati in modo coerente sui social mettono in risalto il tema trattato

#3 Riprova Sociale

“Mario, Luisa e altri 2 amici hanno risposto a eventi che avranno luogo domani”, ” A Fabio, Giulia e altri 38 piace Google”

Queste frasi vi ricordano qualcosa?

Le utilizza Facebook applicando il principio di riprova sociale individuato da Robert Cialdini nelle “Armi della Persuasione”, secondo il quale le persone ritengono  maggiormente validi i comportamenti o le scelte effettuati da molte altre persone. Secondo una ricerca la riprova sociale è determinante per ben il 69% della popolazione americana.

psicologia riprova sociale

Come applicare la riprova sociale ai tuoi contenuti?

  • Crea un rapporto di fiducia con i tuoi utenti così che siano portati a parlare del tuo brand
  • Utilizza Case History ed esempi reali nei tuoi contenuti
  • Promuovi il prodotto attraverso testimonial
  • Incoraggia i clienti a lasciare recensioni. Hai presente le email di Booking e Amazon? Rendono estremamente semplice il processo di feedback
  • Mostra numeri (solo se di successo), come clienti, condivisioni, paesi in cui si è presenti con l’azienda.
  • Collabora con gli influencer
  • Incoraggia gli utenti ed esperti a generare contenuti
  • Sostieni i contenuti organici e virali

Nel libro “Le armi della persuasione” puoi trovare anche altri principi fondamentali per il marketing come scarsità, autorità e reciprocità.

# 3 Teoria della percezione

La teoria della percezione è propria della Psicologia della Gestalt, secondo la quale non vediamo la realtà per quella che è ma per come la percepiamo. La percezione del presente è influenzata da familiarità ed esperienza passata. Ciò che percepiamo condiziona la nostra reazione in termini di pensieri, comportamenti e di emozioni.

La realtà ci offre numerose possibili visioni, siamo noi a dargli soggettivamente un senso e una forma. La figura della donna giovane-vecchia ne è un esempio. Tu cosa ci vedi?

Psicologia della gestalt

La teoria della percezione legata alla familiarità e al passato condiziona per esempio la struttura dei siti web. Porre un menu di un sito web in basso a destra per quanto risulti originale può creare smarrimento all’utente abituato a trovarlo in alto o a sinistra o destra. Una volta atterrati su una landing page l’utente si aspetta di trovare una call to action, non deludiamo le sue aspettative.

Come applicare la teoria della percezione?

  • Crea un flusso logico nelle landing page per guidare la curiosità e corrispondere alle aspettative man mano che l’utente scorre il contenuto. Poniti la domanda “Perché l’utente dovrebbe leggere oltre?”
  • Inserisci CTA classiche
  • Non fornire troppe spiegazioni. Le persone sanno già intuitivamente cosa è una Call To Action e le azioni che implica.

#4 Psicologia del colore

La psicologia del colore studia come i comportamenti umani siano influenzati dai colori. Secondo una ricerca le persone valutano un prodotto in circa 90 secondi e tra il 62% e 90% il loro giudizio dipende dal colore.

La scelta del colore è fondamentale quando si progettano pagine web, creano loghi, immagini banner, pianificano i video o scelgono pulsanti per call to action. Ogni colore ha un determinato scopo e deve essere usato al momento giusto e nel modo giusto.

Il blu può aiutare per esempio a costruire fiducia e lealtà con la propria audience. Il rosso comunica energia e passione (particolarmente adatto ai cibi), il giallo attenzione e vivace ottimismo. Se vuoi che il tuo brand comunichi crescita, legame con l’ambiente il verde fa per te, mentre con l’arancione comunicherai allegria ma anche urgenza.

psicologia del colore

Come puoi applicare la psicologia del colore?

  • analizza quale colore può supportarti nell’evocare una determinata emozione verso la tua audience
  • inserisci i colori del brand nel tuo contenuto
  • considera rosso, arancione, giallo come colori per le CTA danno un senso di urgenza
  • assicurati che i pulsanti della CTA siano in contrasto con il colore di sfondo così da risaltare maggiormente

#5 Il modello comportamentale di Fogg

Il modello comportamentale di Fogg, prende il nome dall’omonimo professore dell’Università di Standford, secondo il quale un’azione si verifica alla presenza di tre fattori: causa scatenante, possibilità e motivazione.

 Nel video il Dr. Fogg spiega la sua teoria con un semplice esperimento. Il telefono squilla (causa scatenante), ma noi non rispondiamo. Quali potrebbero essere le ragioni? “Ero sotto la doccia”, non avevo quindi la possibilità di rispondere oppure “Sono di cattivo umore”, non sono motivata a rispondere. Se almeno uno dei tre fattori causa scatenante, possibilità e motivazione sono assenti non si verifica l’azione.

Come puoi applicare il modello comportamentale di Fogg?

  • Aumenta la motivazione con messaggi rilevanti per la tua audience
  • Rendi i tuoi messaggi semplici da comprendere
  • Utilizza verbi che invitano all’azione
  • Inserisci sempre una CTA chiara e ben visibile (vedi psicologia del colore)
  • Assicurati che ogni parte del tuo contenuto includa motivazione, possibilità e causa scatenante. Poniti le domande “Perché l’utente dovrebbe continuare a leggere? Il mio messaggio è semplice da capire? Ben leggibile? Come posso entrare il contatto con l’utente?”





Source link

Sei volte in cui i brand si sono schierati politicamente nella pubblicità (prima di Nike)


Scegliendo Colin Kaepernick come protagonista della campagna del 30° anniversario di Just Do It, Nike ha preso una decisione coraggiosa, rischiando di incorrere in contraccolpi negativi nella percezione di alcuni affezionati. Ma non è stato l’unico brand e nemmeno il primo a schierarsi politicamente.

La nuova campagna di Nike con Kaepernick

Il giocatore della NFL Kaepernick ha protestato contro l’ingiustizia razziale e la brutalità della polizia inginocchiandosi durante l’inno nazionale statunitense. In seguito, il suo contratto con i San Francisco 49ers non è stato rinnovato. Kaepernick sosteneva che i proprietari della squadra lo avevano deliberatamente tagliato fuori a causa del suo attivismo.

LEGGI ANCHE: La campagna Nike che sta facendo il giro del mondo, spiegata

L’ultima pubblicità di Nike per la campagna “Just Do It” è accompagnata da una straordinaria immagine di Kaepernick e dallo slogan: “Credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto”.

In un periodo di disordini sociali, sempre più marchi utilizzano i loro budget pubblicitari per assumere una posizione politica. Ecco sei esempi in cui hanno deciso di schierarsi, nel bene e nel male.

Jigsaw e la Brexit

jigsaw

Solo pochi mesi dopo il voto sulla Brexit, il rivenditore di moda Jigsaw ha compiuto un pericoloso passo in un campo molto discusso: l’immigrazione. Sfidava l’idea che nulla potesse definirsi “British Style” e niente fosse al 100% britannico. Proclamava, infatti, che “non esiste un inglese al 100%”.

LEGGI ANCHE: La storia del successo di Nike raccontata in 10 step

Una dichiarazione audace apparsa su Guardian, Telegraph e Evening Standard, oltre a venire affissa in grande formato nella stazione della metropolitana di Oxford.

Nonostante alcuni abbiano snobbato il rivenditore per essere entrato in un’area che molti ritenevano non fosse di pertinenza del brand, la società è stata generalmente applaudita per la posizione assunta.

Cadillac

L’incarnazione del sogno americano, Cadillac, ha lanciato nel 2017 un bello spot come parte della campagna “Dare Greatly“.  Il messaggio invita alla collaborazione e all’aiuto universale tra gli uomini, senza distinzioni di credo e razza, in decisa controtendenza alle elezioni shock di Trump e a quanto la nazione sia stata divisa sull’argomento.

Nonostante le ovvie implicazioni politiche, il Direttore Marketing di Cadillac ha dichiarato che non si tratta “di una dichiarazione politica o sociale”. Invece, ha aggiunto: “è semplicemente una celebrazione dell’incredibile spirito americano”.

Airbnb sta con i rifugiati (e contro Trump)

Le dichiarazioni di Trump sulla chiusura delle frontiere e la costruzioni di muri hanno provocato ondate di indignazione in tutto il mondo e Airbnb ha reagito con audacia con una comunicazione “all inclusive” andata in onda durante il Super Bowl: una sovrapposizione di persone di differenti etnie e caratteristiche con l’hashtag #weaccept.

Airbnb ha messo in atto anche un’operazione concreta, promettendo di donare 4 milioni di dollari in 4 anni al Comitato di Soccorso Internazionale.

Il boomerang di Pepsi

Fra tutti i brand che hanno utilizzato gli strumenti dell’advertising per schierarsi politicamente o ideologicamente, va ricordata Pepsi che, con il famigerato spot di Kendall Jenner diventa un tipico caso di studio per come questo tipo di argomenti vada trattato con le pinze.

Lo spot, che ha suscitato molte critiche, mostra Jenner che, abbandona un set fotografico per partecipare a una protesta pacifica e mette pace tra i litiganti consegnando una lattina di Pepsi a un sorridente agente di polizia.

LEGGI ANCHE: Nutella, Lego e altri brand da seguire su Pinterest per trovare l’ispirazione

Lo sfruttamento di immagine del movimento Black Lives Matter e degli altri movimenti di protesta per il riconoscimento dei diritti non è andato giù agli attivisti e anche la figlia di Martin Luther King ha commentato negativamente lo spot.

Ryanair e il referendum inglese

In risposta al referendum UE del 2016, Ryanair ha deciso di schierarsi su un argomento difficile che stava creando una spaccatura in tutto il Regno Unito.

ryan

Usando Brexit come gancio per interagire con i propri clienti, la compagnia aerea ha offerto una “Brexit Special” per chi aveva bisogno di tornare a casa per votare. In sé, sembra una semplice promozione ma l’iniziativa ha scatenato parecchie polemiche sull’intrusione su un tema così delicato: la comunicazione invitava esplicitamente a votare contro la Brexit.

“Born the Hard Way” di Budweiser

Anche Budweiser ha commentato le scelte politiche dell’attuale amministrazione americana con l’advertising, parlando all’estrazione globale degli spettatori del Super Bowl per rendere omaggio alle radici della società, nate dall’immigrazione di moltissimi popoli e culture diverse.

Lo spot, intitolato “Born the Hard Way”, è andato indietro nel tempo per raccontare il viaggio di emigrazione di Adolphus Busch nel 1857,  dalla Germania fino alle coste dell’America. All’arrivo, riceve ostilità e viene ridicolizzato, prima di incontrare il suo futuro partner Ebert Anheuser, con il quale nascerà nata Budweiser.

LEGGI ANCHE: Politicizzare un brand: istruzioni per l’uso

I sostenitori di Trump sui social media hanno promesso di non acquistare più il brand, con l’hashtag #BoycottBudweiser diventato trend su Twitter dopo la messa in onda dell’annuncio.

Bonus: Coca-Cola e l’uguaglianza

Anche Coca-Cola vanta una lunga storia di forte presa di posizione su alcuni temi importanti. Da “Boys on a Bench”, la panchina della segregazione su cui ragazzi neri e bianchi condividevano una rinfrescante bevanda, passando per Hilltop fino a “Pool Boy”, la storia di due adolescenti, fratello e sorella, che restano folgorati dalla bellezza di un addetto alle pulizie della piscina e cercano di conquistarne l’attenzione offrendogli una Coca-Cola ghiacciata.





Source link

Come monitorare le metriche di Instagram (e i migliori tool da usare)


Instagram Insights, lo strumento di analisi integrato dell’applicazione, è semplice e intuitivo ma man mano che la tua fanbase cresce ti servirà qualcosa di più strutturato per monitorare le metriche di Instagram. Fortunatamente, ci sono molti strumenti di analisi esterni in grado di offrirti una visione più approfondita dei dati. Vediamo come monitorare le metriche di Instagram (e su cosa concentrarci).

Ci sono due metriche generali da considerare: metriche post individuali e metriche dell’account .

Le metriche individuali riflettono il rendimento di ogni foto o video. Le metriche dell’account combinano tutte le statistiche dei tuoi singoli post per comprenderne l’andamento nel tempo.

Metriche post individuali

  • Impressions: quante persone hanno visto il tuo post
  • Percentuale di copertura di Instagram: impressions divise per numero di follower
  • Coinvolgimento: quanti like ha ottenuto un singolo post, è stato commentato, condiviso o salvato

Impressions

I dati sulle impressions rivelano quanto efficacemente stai promuovendo i tuoi contenuti. L’utilizzo di hashtag ben scelti e pertinenti assicurerà che le tue foto e i tuoi video raggiungano un vasto pubblico, migliorando il tuo punteggio.

Percentuale di copertura di Instagram

L’ottimizzazione degli hashtag è solo un modo per avere più visualizzazioni del tuo account. Per aumentare la percentuale di copertura, è necessario considerare anche altri elementi, come scegliere il momento migliore per pubblicare .

I feed di Instagram non mostrano più contenuti in ordine cronologico, ma puoi comunque sfruttare i tempi di pubblicazione ottimali per generare engagement non appena il tuo post sarà pubblicato. Instagram Insights ti mostrerà quando i tuoi follower sono più attivi in ​​modo da poter pianificare i tuoi post  in modo più strategico.

monitorare le metriche di instagram

In generale, l’engagement rate (o tasso di coinvolgimento) è uno dei dati su cui puntare nel monitorare le metriche su Instagram, sia per quanto riguarda il singolo post sia per una visione più globale dell’account.

Like, commenti, condivisioni e volte che un post viene salvato: queste interazioni contribuiscono a misurare il tuo engagement. Comprendi quale (o quali) tipologia di post genera più interazioni e di che tipo di interazioni si tratta.

Nelle fasi iniziali (appena un nuovo account instagram è online e la fanbase si sta costruendo) i commenti sono il tipo di interazione di valore su cui devi puntare. Ogni volta che qualcuno commenta o tagga il tuo post o il tuo account, ricevi una valutazione qualitativa positiva sul tuo contenuto. Puoi iniziare a costruire relazioni con i tuoi follower proprio così: mettere mi piace ai loro contenuti, iniziare delle discussioni e rispondere ai commenti sotto ai loro post. Le relazioni sono biunivoche: se coltivate, portano buoni frutti e hai una buona probabilità di fa iniziare discussioni sul tuo account.

Tasso di coinvolgimento

Interazioni del post ÷ conteggio totale follower x 100

Calcola il tasso di coinvolgimento combinando il numero totale di interazioni di un post, dividendo tale cifra per il conteggio totale del follower, quindi moltiplicando per 100. Ogni tipo di interazione conta solo una volta. Una persona che commenta più volte sullo stesso post non avrà alcun effetto aggiuntivo sulla valutazione del coinvolgimento complessivo di quello specifico post. Ma un like e un commento della stessa persona contano separatamente.

Supponiamo che tu abbia 2.000 follower e il tuo ultimo post abbia ottenuto 300 Mi piace, 50 salvataggi, 10 commenti e 18 condivisioni: 378 totali.

378/2000 x 100 = tasso di coinvolgimento del 18,9 percento

Il 18,9% di coinvolgimento molto al di sopra della media. Tuttavia, più cresce il tuo seguito, più è difficile mantenere un coinvolgimento di questo tipo. Un punto di riferimento generale per un buon coinvolgimento si aggira tra il tre e il cinque percento.

ig engagement

Metriche dell’account

Le metriche dell’account combinano tutte le statistiche individuali dei post in modo da monitorare l’efficacia del tuo profilo nel tempo. Esistono tre parametri principali da tenere presente all’inizio:

  • Tasso di coinvolgimento: la percentuale della tua fanbase che interagisce con i tuoi post
  • Tasso di crescita dei follower : percentuale di follower guadagnati nel tempo
  • Metriche del pubblico: quanti follower totali hai, dati demografici dei follower (posizione, età e sesso) e gli intervalli di tempo in cui il pubblico è più attivo

Tasso di coinvolgimento

Questo dato indica la media delle interazioni che il tuo account ottiene nel suo complesso. Più follower guadagni, più diventa difficile mantenere un alto tasso di coinvolgimento. Man mano che il tuo seguito cresce devi adattare i tuoi benchmark: non è assolutamente possibile rispondere a ogni singolo commento quando hai 50.000 follower. Ma dovresti comunque cercare di  rispondere ad alcuni per mantenere alta l’attenzione ed ispirare le persone a continuare ad interagire con te.

Tasso di crescita dei follower

Numero di follower guadagnati ÷ numero precedente di follower 100

Questa metrica ti mostra quanto il tuo seguito è cresciuto nel tempo. Guarda le tendenze che indicano periodi di engagement alti o bassi: ti aiuterà a monitorare gli intervalli di tempo ottimali per pianificare i tuoi post.

Per calcolare il tasso di crescita dei follower, dividi il numero di follower che hai guadagnato in un determinato periodo per il numero che avevi in precedenza e moltiplicalo per 100. Supponiamo che il tuo account Instagram abbia 2.000 follower a maggio e che entro giugno sia arrivato a 2.099.

99/2000 = 0,0495 * 100 = tasso di crescita dei follower del 4,95%

LEGGI ANCHE: Comprare follower e altri 8 errori che molti fanno su Instagram

Metriche del pubblico

Instagram Insights fornisce informazioni demografiche di base nella scheda Pubblico: distribuzione per sesso ed età, posizione geografica e periodi di attività.

Familiarizza con il tuo pubblico, i suoi interessi e le sue abitudini di navigazione, in modo da poter pubblicare contenuti più mirati e accattivanti nei momenti ottimali.

monitorare le metriche di instagram

Monitorare le metriche di Instagram: Le Stories

Una volta che inizi a pubblicare regolarmente le stories, vorrai monitorarne l’efficacia. Sono ormai un elemento sempre più importante dell’esperienza utente, con oltre 400 milioni di utenti attivi ogni giorno. Ecco perché devi includere questo dato se vuoi monitorare le metriche di Instagram in maniera completa: riescono a dirti tanto sull’esperienza che i tuoi follower stanno facendo con il tuo account.

Interazioni specifiche per la storia

  • Taps Forward: frequenza con cui il pubblico tocca a destra, saltando la storia corrente per vedere la successiva che hai pubblicato
  • Taps Backward: la frequenza con cui il tuo pubblico tocca a sinistra per guardare il video precedente nella sequenza Story
  • Uscite: Quante volte qualcuno usa la funzione “scorri verso il basso” in una determinata storia per uscire dal feed Storie e tornare al feed principale di contenuti di Instagram
  • Risposte: con che frequenza qualcuno ha utilizzato la funzionalità “scorri verso l’alto” per commentare direttamente la tua storia o navigare verso il contenuto a cui stai puntando nella tua storia

Se la tua storia ha molti tap in avanti o in uscita, probabilmente è stata una brutta esperienza. La qualità audio o video è scadente? La tua storia è stata semplicemente noiosa? Scopri cosa è andato storto e correggilo per la prossima volta.

Se la tua storia ha un numero elevato di tap all’indietro, potrebbe significare una di queste due cose: 1) la storia era abbastanza buona da giustificare una ripetizione, oppure 2) il tuo video non era chiaro o finiva troppo rapidamente.

Le risposte alle stories sono fondamentalmente come i commenti ai tuoi post: un’opportunità per saperne di più sul tuo pubblico. Leggili per capire meglio chi sta visualizzando le tue stories e prevedi cosa vorranno vedere dopo.

Copertura e Impressions

Tieni sempre sotto controllo quante persone guardano le tue stories. Reach e Impressions potrebbero sembrare la stessa cosa, ma c’è una sottile differenza:

  • Reach: il numero di account Instagram che hanno guardato la tua storia
  • Impressions: il numero di visualizzazioni individuali, inclusi i rewatch

Se ritieni che il tuo coinvolgimento con le stories sia basso, verifica quante persone hanno guardato il tuo video. Se hai un alto engagement per una storia ma la tua copertura è bassa, la prossima volta potresti utilizzare hashtag più popolari eo pertinenti per attirare un pubblico più ampio.

I tool più completi per monitorare le metriche di Instagram

1. Instagram Insights

Il vantaggio principale di Insights è la sua semplicità. Puoi controllare rapidamente i progressi della tua settimana in pochissimi click.

Il più grande svantaggio di Insights invece, è che non riesci facilmente ottenere una comprensione globale dei risultati nel tempo. I dati sono abbastanza limitati e non è possibile esportarli dall’app . Per monitorare le metriche di Instagram in maniera più completa e strutturata, dovrai utilizzare uno strumento di analisi di terze parti per esportare i  dati.

2. Hootsuite Social Media Analytics

Dagli strumenti di analisi benchmark ai grafici che mappano chiaramente i dati del tuo account in modo da poter identificare immediatamente le tendenze, Hootsuite Analytics ti consente anche di monitorare le metriche di Instagram relative ad intervalli di tempo, anche lontani. Questo permette di individuare correttamente i KPI e misurare la crescita dell’account con maggior precisione.

Una caratteristica particolarmente accurata che contraddistingue Hootsuite Analytics è la capacità di tenere traccia dei messaggi Instagram in entrata in base al sentiment. Hootsuite Analytics valuta automaticamente se i commenti sono positivi o negativi, quindi puoi facilmente monitorare anche le reazioni del tuo pubblico nel tempo.

3. Iconosquare

Per monitorare le metriche di Instagram,  Iconosquare offre qualcosa di davvero importante per gli utenti alle prime armi: una verifica gratuita del tuo account. Quando accedi alla piattaforma riceverai tramite mail una recensione del rendimento del profilo, con suggerimenti su come ottimizzare i tuoi contenuti.

Iconosquare ti consente di esportare facilmente i dati manualmente o di  pianificare report automatici da inviare alla tua casella di posta. Puoi persino esportare i rapporti in base al fuso orario per vedere come stai coinvolgendo il pubblico in diverse parti del mondo.

iconosquare_2

4. Union Metrics

Union Metrics risolve alcuni dei problemi legati all’analisi, estraendo automaticamente le tendenze e i valori anomali dal tuo flusso di informazioni, in modo da poter identificare immediatamente i momenti utilizzabili nella cronologia dei tuoi post. Puoi anche monitorare i tuoi tag e le tue foto in modo da sapere sempre quando compari nella tab “di tendenza”.

Come Iconosquare, Union Metrics offre un controllo gratuito del tuo account quando ti iscrivi.

monitorare le metriche di instagram

 

5. Crowdfire

Una delle strategie per aumentare la fanbase è seguire quante più persone possibile. Circa il 30% degli account ti seguirà. Alla fine, però, raggiunto il limite di circa 7.500 follower questa strategia smetterà di funzionare.

Crowdfire aiuta a risolvere questo problema con una caratteristica unica: i follower analytics che ti dicono quali tra i tuoi contatti hanno smesso di seguirti (e quindi fare altrettanto).  Inoltre, rende anche più facile seguire il pubblico dei tuoi competitor spingendoti a coinvolgere le persone che sono già interessate a contenuti simili ai tuoi.

6. Squarelovin

Se vuoi sfruttare i contenuti generati dagli utenti sul tuo account, controlla Squarelovin. Il loro strumento Insights è ottimizzato per aiutarti a ottenere il massimo dai video e dalle immagini che i tuoi follower taggano sulla piattaforma, assicurandoti inoltre che non vi siano problemi di copyright.

Un’altra caratteristica importante di Squarelovin è quella di tenere traccia dell’impatto di specifici filtri Instagram. Sì, anche qualcosa di così piccolo può incidere sull’engagement. Ecco perché è importante capire come monitorare le metriche di Instagram (e quali parametri valutare per ogni account).monitorare le metriche di instagram

7. Plann

Questo strumento di pianificazione e analisi  ti aiuterà a concentrarti a rendere il tuo feed più bello possibile. Analogamente al filtro tracker di Squarelovin, l’analisi di Plann rivelerà quali schemi di colori piacciono al pubblico. Puoi anche confrontare i tuoi schemi di colori più efficaci con i tuoi competitor tramite la funzione “Sneaky Peek” di Plann. Bello no?

monitorare le metriche di instagram

Come puoi vedere, ci sono molte opzioni per gli Instagrammers che hanno voglia di rimboccarsi le maniche comprendere cosa i dati rivelano dei propri contenuti e strategia. Sperimenta, metti all’opera e trova lo strumento di analisi per monitorare le metriche di Instagram più funzionale per te.





Source link

Spotify testa una funzione per far saltare gli annunci anche a chi non paga


Spotify sta testando una funzionalità del tutto nuova in Australia: consentirà infatti agli utenti free di saltare gli annunci (sia audio che video), ogni volta che vogliono, anche se non hanno sottoscritto nessun abbonamento.

LEGGI ANCHE: Spotify sta testando una nuova funzione di ricerca vocale

Gli inserzionisti pagheranno solo gli annunci visualizzati

Secondo quanto riferito a AdAge, l’idea è che le persone salteranno solo le pubblicità che non gli interessano: ciò che invece guarderanno fornirà a Spotify feedback molto utili per migliorare il servizio. Come riferito da un dirigente della società, gli inserzionisti non dovranno pagare per gli annunci che non vengono visualizzati.

spotify2

LEGGI ANCHE: La metro di New York celebra David Bowie grazie a Spotify

Il test di Spotify punta a migliorare l’annuncio pubblicitario rendendolo più adatto a chi lo riceve, ma il punto fondamentale saranno i feedback forniti in questo senso: la maggior parte delle persone è pigra e di certo non ha voglia di guardare un annuncio se la sua intenzione è di ascoltare musica.

Lo scopo è migliorare l’advertising su Spotify

I dati potrebbero quindi non essere del tutto centrati. Un conto è, infatti, sottoscrivere un abbonamento per cui si paga un prezzo e, in cambio, non visualizzare nessun tipo di annuncio. Diverso è l’approccio con l’annuncio presente ma “ignorabile”, che viene skippato via senza tanti problemi come di solito accade su altre piattaforme, tra le quali YouTube.

Qualche numero su Spotify

Nel 2017 la società, co-fondata nel 2006 da Daniel Ek e Martin Lorentzon e basata in Svezia, ha generato 4,09 miliardi di euro di ricavi, in rialzo dai 2,952 miliardi del 2016 e 1,940 miliardi del 2015. L’anno scorso ha chiuso però con una perdita di 1,24 miliardi di euro, più ampia di quella da 539 milioni del 2016 e di 230 milioni del 2015.

spotify-auricolari

Il gruppo ha dichiarato 159 milioni di utenti attivi al 31 dicembre 2017, di cui 71 milioni premium. Il 26 marzo scorso la società ha diffuso i suoi obiettivi per l’anno in corso: prevede di raggiungere tra i 92 e i 96 milioni di abbonati e tra i 198 e i 208 milioni di utenti attivi, compresi quelli paganti, con aumenti rispettivamente del 26-32% e del 30-36%.

35 milioni di brani

Sono 35 milioni i brani a cui gli utenti possono accedere online istantaneamente. Dopo le proteste di artisti come Taylor Swift e i Radiohead, tutti ormai accettano di finire su Spotify per verificare la loro popolarità e vedere crescere o diminuire il loro valore economico sul mercato.



Source link

8 slogan e payoff indimenticabili da “Just Do It” a “Think Different”


Alcuni li canticchiamo con il jingle, altri ci strappano un sorriso; con altri ci identifichiamo, altri ci rimandano invece nostalgicamente all’infanzia. Tutti, in ogni caso, sono davvero memorabili. Parliamo dei payoff e slogan migliori di sempre, quelle brevi frasi (incubo e gioia dei copywriter) che comunicano la personalità, la vocazione, l’identità dei brand in modo semplice, diretto e coerente.

Cosa rende un payoff o davvero memorabile?

Prima di addentrarci nella hit parade, vediamo quali sono le caratteristiche di un payoff davvero memorabile.

  • Onnipresenza. Il payoff o lo slogan memorabile è ovunque , su un sito web, un post social, stampato sulle magliette, sulla prima pagina del giornale. Lo troviamo in ogni luogo e “sta bene con tutto e su tutto”, un po’ come il nero.
  • Coerenza, Ambizione, Credibilità. La coerenza con il prodotto venduto e la mission aziendale è fondamentale, sarebbe azzardato dire “il fritto che fa dimagrire” per un fast-food (a meno che non ci siamo persi qualcosa!), allo stesso tempo tendere a qualcosa di ambizioso ma credibile può essere motivante per il pubblico, come “Impossible is Nothing”.
  • Positività. Un payoff o slogan memorabile lascia nel pubblico un sentimento positivo sul brand. .
  • Brevità e Semplicità. Un payoff memorabile arriva dritto al punto, senza troppi giri di parole o frasi intricate.
  • User centerd. L’utente finale è al centro dei payoff e slogan memorabili, parlo al pubblico e per il pubblico del mio brand, dei vantaggi che otterrà scegliendolo.”Un diamante è per sempre”.
  • Musicalità, soprattutto quando ci si accompagna a un jingle. “Tatatatata, I’m lovin’it!”
  • Originalità. Cosa rende il tuo brand diverso dagli altri? Dillo con un payoff!

Ovviamente le eccezioni esistono e funzionano anche. Come dire, non sempre le regole fanno la perfezione.

I migliori di sempre

Arriviamo top list, che è senza primi né ultimi, perché ognuno dei payoff e slogan presentati meriterebbe il podio, dal punto di vista del pubblico italiano.

Always Coca-Cola

Dalla sua nascita nel 1886 Coca-Cola ha prodotto diversi payoff e slogan in risposta al cambiamento dei tempi, delle abitudini e della società. Uno a cui siamo particolarmente affezionati è Always Coca-Cola del 1993 prodotto dall’agenzia CAA (Creative Artist Agency). Vi ricordate  il jingle? I fantastici orsi polari? Natale sta arrivando? Se avete almeno trent’anni siamo sicuri che ancora la canticchiate.

Curiosità. Lo slogan Coca-Cola più duraturo è stato “Deliziosa e rinfrescante” dal 1886 al 1920.

LEGGI ANCHE: Diversity e inclusion spiegate con 7 esempi dalle aziende più grandi del mondo

Just Do It

Trent’anni fa veniva creato dall’agenzia Wieden+Kennedy uno dei payoff con il più alto impatto culturale della storia Just do it di Nike. Uno slogan  non solo per gli sportivi, ma una filosofia di vita per tutti, che non fa promesse, ma invita all’azione.

Curiosità. L’origine di Just Do it è davvero particolare, è stata ispirata infatti da Gary Gilmore, il duplice omicida statunitense condannato alla pena di morte nel 1977, che nel momento dell’esecuzione disse ai boia “Let’s do it”.

LEGGI ANCHE: La storia del successo di Nike raccontata in 10 step

Think Different

Breve ma intenso, così potremmo definire Think different di Apple, pparso per la prima volta nel 1997 con la leggendaria pubblicità “Here’s to the crazy ones”. Nonostante non venga più usato dal 2002, rimane un pensiero che accomuna ancora molti utenti Apple.

Curiosità. Il Think different nasce in risposta allo storico slogan di IBM “Think”.

LEGGI ANCHE: Il successo di Apple nelle pubblicità migliori di sempre

Dove c’è Barilla c’è casa

Nel 1985 lo spot “Treno” firmato da Gavino Sanna dà il via allo storico payoff  Dove c’è Barilla c’è casa che ancora oggi troviamo su spaghetti e bucatini, rigatoni e non solo. Il payoff Barilla comunica il valore della famiglia, degli affetti, dei buoni sentimenti, riuniti davanti un tavolo con un bel piatto di pasta fumante, qualità Barilla.

Curiosità. Dove c’è Barilla c’è casa negli USA viene proposto come The Choice of Italy e in Francia Les pâtes préférées des Italiens (la pasta preferita dagli italiani).

Impossible is Nothing

Nel 2004 lancia una serie di spot con la celebre citazione di Muhammad Ali Impossible is nothing. Il payoff, creato dall’agenzia 180/TBWA  viene preso e riproposto anche negli anni successivi. Il messaggio di Adidas è motivante “Tu puoi farlo”, segui i tuoi sogni.

Curiosità. Nel 2016 (anno della morte d Muhammad Ali), Adidas lancia uno spot con protagonisti sul ring Muhammad Ali “giovane” e sua figlia Laila.

LEGGI ANCHE: Il riciclo di Adidas, North Face, Mylo e Vegeatextile per una moda sostenibile

Che mondo sarebbe senza Nutella

Un mondo davvero troppo light! Il payoff  Che mondo sarebbe senza Nutella appare per la prima volta nel 1994 e da allora è una domanda retorica che riecheggia tra il pubblico italiano.

Nutella ha cambiato nel corso degli anni molti payoff e slogan adattandoli al tempo, al target di riferimento e ai diversi punti di forza del prodotto, ad esempio sulle caratteristiche del prodotto “Una delizia da spalmare”, sulle abitudini a esso associate “Pane e Nutella sana abitudine quotidiana” sul target “L’esperienza delle mamme è sempre Nutella”, l’ultima temporalmente è sulla qualità del prodotto “la qualità prima di tutto” in risposta alla polemica sull’olio di palma.

Curiosità. L’antenata di Nutella è stata la “Supercrema” un impasto spalmabile derivato dalla pasta Giandujot. Nel 1964 nasce la Nutella che conosciamo ancora oggi.

payoff Nutella Supercrema

Fonte: https://www.nutella.com/it/it/la-storia-di-nutella

LEGGI ANCHE: Nutella cerca assaggiatori per cacao e nocciole (ma non è un lavoro a tempo pieno)

Ci sono che nella vita non si possono comprare, per tutto il resto c’è Mastercard

Nel 1997 l’agenzia McCann-Erickson lancia il memorabile payoff Mastercard, che nonostante la lunghezza,  è nella classifica dei più memorabili di sempre. La filosofia del “Non ha prezzo” si dimostra vincente per Mastercard, che con la prima campagna emotional e pluri-premiata racconta il rapporto tra un padre a figlio durante una partita di baseball “2 ticket 28$, 2 hot dog,2 popcorn, 2 soda 18$, una palla da baseball autografata 45$, una conversazione autentica con tuo figlio di 11 anni non ha prezzo. Per tutto il resto c’è Mastercard”.

Curiosità. La campagna Mastercard è stata trasmessa in 98 Nazioni e 46 lingue.

I’m Lovin’ it

“Taratatata, I’m lovin’ it”. Difficile pensare che almeno una volta non ci sia girato in testa il jingle di McDonald’s, creato nel 2003 dall’agenzia Heye & Partner di Monaco.

Il primo payoff fu lanciato in lingua tedesca “Ich liebe es” e subito dopo in inglese. Lo slogan crea connessione tra il brand e i suoi clienti, supportato dalla musicalità del jingle. L’offerta di McDonald’s potrebbe non essere la più salutare, ma il punto di forza del brand che lo lega al suo pubblico (e lo fa amare riprendendo il payoff) è il gusto e la convenienza dei prodotti.

Curiosità. Il Jingle fu originariamente cantato da Justin Timberlake.

mc donald's

 



Source link

Il successo di Apple nelle migliori pubblicità di sempre


I numeri di oggi sono quelli da capogiro che forse non riusciamo neanche bene a quantificare nella nostra testa. Da società simbolo delle “startup nate in un garage”, all’enorme valore azionario di oggi le cose per Apple sono davvero cambiate e insieme all’azienda è cresciuto anche il suo modo di fare pubblicità e comunicare con le persone.

Se gli spot più datati miravano a colpire, a rivoluzionare, quelli più vicini ai giorni nostri puntano a farci emozionare, entrando in relazione con il nostro lato più intimo per stimolare il desiderio di quel solo e unico oggetto capace di farci sentire appagati.

Ricostruire la storia delle pubblicità di Apple significa un po’ ricostruire la storia della pubblicità negli ultimi quarant’anni in generale, perché il brand ha seguito (e a volte ha dettato) i trend anche in questo ambito.

Rivediamo insieme le pubblicità più belle di Apple di sempre.

1. Immancabile, 1984

Nel 1984, Apple presenta il personal computer Macintosh durante il Super Bowl con una pubblicità diretta da Ridley Scott. Il consiglio di amministrazione di Apple all’epoca odiava il video, definendolo “il peggior affare che avessero mai visto”, secondo Walter Isaacson.

Nonostante questo, 1984 è diventato il commercial più popolare di tutti i tempi e si trova nella Clio Awards Hall of Fame. Secondo quanto riportato da Forbes, dopo la pubblicazione dello spot, Apple fu in grado di vendere 72.000 computer in 100 giorni.

2. Troppo avanti, The Power to be your Best

Lo slogan di Apple “The Power To Be Your Best” seguì l’azienda per tutti gli anni Ottanta. Anche se la campagna ebbe qualche critica da parte degli esperti, per non aver pubblicizzato nello specifico i computer Apple, ma il computer in generale, la pubblicità ebbe un enorme successo. Forse anche stavolta Apple era troppo avanti rispetto a quello che il mercato si aspettava.

LEGGI ANCHE: Apple Piazza Liberty: il nuovo store di Cupertino in anteprima

3. Da una società ad un’altra, Pencil Test

Nel 1988, Apple ha pubblicato un cortometraggio realizzato in collaborazione con Pixar, per mostrare la capacità dell’Apple Macintosh II di creare animazioni.

Il film mostra una matita che fugge dallo schermo del computer, prima di provare a tornare indietro. Su questa pubblicità in particolare bisogna sapere che Steve Jobs acquistò la divisione computer grafica da George Lucas per creare Pixar nel 1986.

4. Think Different, Here’s to the crazy ones

Secondo quanto tutti sappiamo, la campagna Think Different di Apple sarebbe stata una risposta allo slogan IBM Think.

Nel 1997, Steve Jobs tornò come CEO e la società riuscì a reindirizzare i prodotti Apple a un pubblico di “pensatori indipendenti”. Albert Einstein, Muhammad Ali, Gandhi, Bob Dylan e Amelia Earheart erano mostrati accanto alle parole “Think Different” “e al logo Apple.

Una delle campagne pubblicitarie di maggior successo di tutti i tempi.

5. Rivoluzione iPod, Are You gonna be my girl

Nel 2003 gli iPod erano ovunque. Apple capitalizzò rilasciando una serie di eleganti video musicali con silhouette.

Quello sulle note di Are you gonna be my girl è uno dei più memorabili. Come risultato della campagna, la band australiana relativamente sconosciuta (i Jet) raggiunse il record di 3,5 milioni di copie vendute dell’album che conteneva il pezzo.

LEGGI ANCHE: 6 importanti lezioni di marketing che possiamo imparare da Apple

6. Arriva iPad, Video instruction

Un annuncio video semplice ed essenziale, che ha dato nuovi spunti per l’idea di spot: una sorta di manuale di istruzioni video, per rendere immediatamente familiare allo spettatore l’utilizzo del nuovo iPad.

7. I Christmas Ads, Misunderstood

Tra i commercial più memorabili di Apple ci sono quelli di Natale, ma per questo spot Apple vinse anche un Emmy Award.

Nel video un adolescente sembra eccessivamente preso dal suo iPhone durante le festività natalizie, ma alla fine la storia si rivela come un video per famiglie che scalda il cuore.

8. La celebrazione, 40 Years in 40 Seconds

Nel 2016 Apple ha festeggiato il suo quarantesimo anniversario e si è rivolta ad alcune celebrità,come Neil Patrick Harris e Taylor Swift, per promuovere le funzionalità del suo nuovo iPhone 6S e di Apple Music.

Uno di questi annunci, con protagonista Cookie Monster di The Muppets ha generato ben 12 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Apple fa scuola nell’adv

Sempre al passo con i tempi e con la creatività, Apple è maestra anche nell’advertising, oltre che negli affari, e la serie di campagne di successo potrebbe non chiudersi qui. Gli spot di Apple ci fanno sognare, ma soprattutto ci insegnano quanti modi diversi possano esserci per comunicare.



Source link

BMW, Amnesty International e Greenpeace:i migliori annunci stampa della settimana


Tornare in ufficio con questo caldo è una vera impresa! In attesa delle meritate vacanze, cerchiamo la giusta carica di ispirazione con la rubrica dedicata alle più belle pubblicità in giro per il mondo.

Senza altre attese ecco i nostri Best Adv of the Week.

BMW – ’60s

Il British Touring Car Championship (BTCC) è uno dei più amati, illustri e famosi campionati di corse automobilistiche del mondo. Fin dalla sua nascita nel 1958 (quando era conosciuto come British Saloon Car Championship), ha attratto e conquistato milioni di fan in tutto il mondo.

Per celebrare i 60 anni del BTCC, BMW e FCB Inferno hanno pubblicato una raccolta di cinque poster che celebrano ogni decennio di partecipazione della BMW nella serie. Dagli anni ’60 fino agli anni 2000, ogni poster è realizzato per celebrare un decennio utilizzando uno stile iconico di quell’epoca, e include pop art e tech noir. I veicoli presenti nei manifesti sono rappresentativi di ogni decennio di gare, replicando la livrea di quell’epoca. I creativi nostalgici non solo celebrano i 60 anni della serie di sport motoristici di punta della Gran Bretagna, ma anche la passione di BMW per il motorsport.

 

bmw1

bmw2

bmw3

bmw4

bmw5

Advertising Agency: FCB Inferno, UK
Business Director: Laura Kelly
Account Manager: George Bell
Account Assistant: Daniella Wilmot
Senior Project Manager: Feven Mehari
Creative Director: Becky McOwen-Banks
Art Director: Greg Harvey
Copywriter: Mike MacKenzie
Community Manager: Sam Zamani
’60s Pop Art Illustrator: Garry Walton
’70’s Collage Illustrator: Martin O’Neill
’80s Tech Noir Illustrator: Van Orton
’90s Memphis Illustrator: Yukai Du
’00s Stencil Illustrator: Katie Edwards

Amnesty international – Illegal celebration

Festeggiare così può costarti caro in Russia: rischi 15 giorni di prigione.

Assurdamente, aver festeggiato i goal segnati durante la Coppa del Mondo di calcio può essere considerato come propaganda per l’omosessualità, in Russia. Ulteriori informazioni sulla repressione dei diritti degli omosessuali su Amnesty.

amnesty1

amnesty2

amnesty3

Advertising Agency: Havas, Prague, Czech Republic
Creative Director / Art Director: Jakub Kolarik
Creative Director / Copywriter: Petr Cech
Art Director: Pavel Slovacek
Photographer: Miro Minarovych
Producer: Barbora Safarikova
Account Manager: Martina Figurova

Too Much Fun

Non si tratta proprio di arcobaleni ma quasi: quando il divertimento è troppo, è troppo, c’è poco da fare! Smile, faccine e cuoricini saranno pronti a rovesciarsi un po’ dappertutto, nella nuova campagna di Too Much Fun.

tmf1

tmf2

tmf3

tmf4

tmf5

Advertising Agency: Rethink Canada, Vancouver, Canada
Creative Directors: Ian Grais, Chris Staples, Leia Rogers
Art Directors: Jake Hope, Hans Thiessen, Melissa Haebe
Copywriter: Sean O’Connor
Photographer: Clinton Hussey
Videographer: Anthill Films
Print Producer: Kerry Bhangu
Studio Artist: Jonathon Cesar
Digital Producer: Robyn Farnham
Editors: Leigh O’Neill, Rob Forbes
Animator: Thomas McKeen
Account Manager: Steph Hurl
Amplification Coordinator: Aliz Tennant

Bonq4

Bonq4 gioca con la nostra percezione di figura e sfondo: il risultato è una perfetta trama di semplicità e ordine… al formaggio!

bonq_01

bonq_02

bonq_03

bonq_04

Advertising Agency: Filadélfia, Belo Horizonte, Brazil
Creative Directors: Dan Zecchinelli, Manuel Rolim
Art Director: Renê Bionor
Copywriters: Dan Zecchinelli, Emília Guimarães
Photography: Click Estúdio

Greenpeace – Straws Suck

Mentre alcuni aziende si sono già attivate per eliminare le cannucce in plastica, ci sono ancora milioni che devono ancora seguire le loro orme. Queste grafiche sono immaginate per spingere le aziende grandi e piccole a ripensare al loro utilizzo delle cannucce come  primo passo per iniziare una conversazione sull’uso materie plastiche monouso come coperchi, tazze e contenitori e su come stanno contribuendo alla crisi dell’inquinamento.

greenpeace2

greenpeace1

greenpeace3

 

Advertising Agency: Rethink, Toronto, Canada
Creative Director / Art Director: Joel Holtby
Creative Director / Copywriter: Mike Dubrick
Creative Director: Aaron Starkman
Photographer: Instill Image Co.
Accounts: Caleb Goodman, Laura Cavalcanti
Print Producer: Narine Artinian
Strategist: Hannah Newport



Source link

Tutti i brand che ci ricordano l’appuntamento di stasera con l’eclissi di luna


L’eclissi di luna di stasera sarà la più lunga del secolo. In pratica un evento unico e irripetibile a cui la natura ci concede di assistere, un po’ da tutto il mondo. Un appuntamento, per molti, più imperdibile dei mondiali di calcio, che anche tanti brand non si sono lasciati sfuggire per fare un po’ di real time marketing.

Comunicare qualcosa in più sui valori del brand o sui propri prodotti, cogliendo l’occasione del trend topic sui social. Questo l’obiettivo dei tanti post e tweet comparsi sulle bacheche e nei feed nelle ultime ore.

Ne abbiamo raccolti alcuni, per celebrare anche noi i 103 minuti di buio di questa sera.

LEGGI ANCHE: Eclissi di Luna: i 103 minuti più bui del secolo

Facebook ci ricorda di non perdere l’evento irripetibile

Come capita sempre più spesso in occasione di eventi particolari, anche astronomici, Facebook ci ha ricordato direttamente nel nostro news feed dell’eclissi di luna di oggi.

facebook

LEGGI ANCHE: Real Time Marketing: come scegliere la giusta direzione

La Feltrinelli ci regala un tocco di poesia in più

Se il momento non fosse già abbastanza poetico per chi stasera sarà con il naso all’insù per ammirare questo fantastico spettacolo, La Feltrinelli aggiunge ancora un po’ di poesia al momento con i versi di Leopardi.

Bavaria lascia il segno

Birra Bavaria ha colto l’opportunità dell’eclissi lunare per lanciare un messaggio che richiama immediatamente il suo prodotto a chi ne è un appassionato consumatore. bavaria LEGGI ANCHE: Così Ford ha “usato” la svolta araba della patente alle donne per fare real time marketing

Desigual promuove i suoi prodotti

Desigual ne approfitta invece per dare spazio alle offerte sui suoi capi di abbigliamento.  

TIMVision ci offre uno spettacolo diverso

Ok, la luna di stasera sarà davvero fantastica, ma TIMVision ci ricorda che ci sono anche altri spettacoli altrettanto interessanti.

Miluna non poteva mancare l’appuntamento con la luna

Il brand di gioielli non poteva lasciarsi sfuggire l’evento legato al proprio nome. Il messaggio c’è, anche se forse è un po’ sottotono.

Ceres e l’eclissi di luna con gli amici

Il brand principe del real time marketing non si è perso neanche questa occasione. Semplice ma molto efficace l’invito per questa sera.

ceres





Source link

show