Smallfish diventa Madfish e vince gli NC Digital Awards


Si è conclusa la settima edizione degli NC Digital Awards, premio conferito alle migliori comunicazioni digitali dell’anno.

Anche in questa edizione a decretare i vincitori è stata una giuria di qualità, composta da circa quaranta manager d’azienda e rappresentanti delle principali associazioni di settore.

Sono state premiate le agenzie che hanno eccelso nelle più importanti categorie di settore come i Programmatic Awards, gli IoT Awards, Influencer Marketing Awards, e l’ambito Premio Facebook e Instagram.

Creatività guidata dai dati

Quest’anno, uno dei temi della kermesse è stata la data driven creativity, cioè la creatività guidata dai
dati, un tipo di approccio alla comunicazione sempre più diffuso tra le agenzie di tutto il mondo.

Ed è proprio la creatività basata sui dati uno dei punti di forza di Madfish, giovane agenzia milanese che,
dopo solo quattro anni di attività, vince uno dei premi più importanti, che viene consegnato ai ragazzi
proprio da Giulio Ravizza, Marketing Lead di Facebook.

Il Premio Facebook e Instagram per la miglior strategia video dell’anno implementata sulle due piattaforme social numero uno al mondo con la campagna “Stravoglia” e realizzata per il brand Volagratis insieme al testimonial Rocco Siffredi.

La campagna video con Rocco Siffredi

La campagna gioca con il concetto di “stravoglia” (che è l’anagramma di Volagratis, geniale intuizione di
BCube) e vede Rocco Siffredi, impegnato in azioni apparentemente provocanti, che afferma di avere una…voglia, anzi una stravoglia.

Proseguendo, scopriamo che le intenzioni dall’attore si riferiscono a un viaggio da sogno e la stravoglia di Rocco è, semplicemente, quella di partire.

Una campagna che, partendo da 3 video principali è stata declinata in centinaia di customizzazioni.

Luca Grioni, che ha seguito la direzione creativa della campagna, enfatizza come queste tre creatività siano state ideate con il preciso scopo di essere declinabili su migliaia di destinazioni diverse offerte dal gruppo Volagratis: “I brand si troveranno sempre più spesso ad affrontare la sfida di realizzare creatività “liquide” in grado di performare nel contesto di pianificazioni in programmatic multiformato sempre più nella direzione del contenuto customizzato sul singolo”

Un premio fondamentale per i Pesci Pazzi di Pietro Gorgazzini, founder dell’agenzia, anche perché coincide proprio con il rebranding della società, che fino a pochi giorni fa si chiamava Smallfish.com.

“Il grande potenziale di realtà giovani come la nostra può essere sfruttato a pieno solo con i brand che si
fidano delle nostre strategie e non hanno paura di uscire dalla safe zone delle guidelines aziendali e del
politically correct” evidenzia Pietro cogliendo l’occasione per ringraziare il team Volagratis per aver creduto in un progetto tanto ambizioso quanto fuori dagli schemi.

La follia calcolata di Madfish

I ragazzi di Madfish hanno dimostrato che irriverenza e “follia calcolata” possono essere elementi vincenti per una campagna Facebook e Instagram di successo. Essere un po’ matti può pagare, ma alla base di questa apertura mentale ci deve essere una strategia ben precisa, cosa che Madfish ha di certo tenuto ben a mente.





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Abbiamo visto (e vi raccontiamo) la mostra di Banksy a Firenze


Banksy fa sempre parlare di sé, altrimenti non sarebbe uno degli artisti più popolari del 21° secolo.

Recentemente è stato ancora molto bravo a monopolizzare l’attenzione dei media distruggendo una copia di una delle sue opere più importanti, “Ragazza con palloncino“, durante un’asta di Sotheby’s a Londra. Si è poi “autodenunciato” con un video pubblicato sul suo profilo Instagram, che ha fatto numeri da capogiro.

Si tratta dello stesso video con cui si conclude la mostra “Banksy. This is not a photo opportunity” a Firenze, presso il Palazzo Medici Riccardi, in programma fino al 24 febbraio 2019.

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La mostra consiste in una selezione di 20 opere tra le più importanti dell’artista senza volto che è diventato uno dei comunicatori più irriverenti ed efficaci degli ultimi 20-30 anni.

Conoscere e approfondire l’arte di Banksy

Si nota subito che la mostra organizzata a Palazzo Medici Riccardi è curata nei particolari: una mostra che non vuole uscire dalle righe ma semplicemente presentare Banksy in tutte le sue sfaccettature, cercando di presentare correttamente un artista così particolare e controcorrente al più vasto pubblico possibile.

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“Banksy. This is not a photo opportunity”, infatti, non è una mostra per pochi, e riesce a trasmettere in modo semplice e diretto l’essenza dell’artista inglese.

Il percorso espositivo

La mostra inizia con una grande timeline in cui viene presentata la vita di Banksy e la sua attività in un’infografica esaustiva, in grado di far comprendere la cronologia delle varie opere e delle varie iniziative di cui l’artista “senza volto” si è reso protagonista, dagli anni ’90 fino a oggi.

In questo modo, il visitatore può subito entrare in contatto con il mondo di Banksy, contestualizzandolo a livello artistico, semantico e temporale. Ad aiutarlo nell’esposizione, tra le varie opere sono presenti alcune citazioni dello stesso artista britannico, con riferimenti specifici al conformismo, alle mode, alla guerra, alle problematiche che Banksy ha sempre denunciato attraverso le sue opere.

Il percorso espositivo non è altro che una selezione delle 20 immagini che più hanno caratterizzato il successo planetario dello street artist più famoso al mondo.

Proprio Banksy predilige una diffusione seriale, orizzontale, dell’arte. L’esposizione e la creazione di oggetti unici non è affine a un artista come lui, caratteristica che ha ereditato dal padre della Pop Art, Andy Warhol, di cui viene spesso considerato l’erede.

Così ci si ritrova di fronte a diverse opere dell’artista che sono diventate delle vere e proprie icone di rivolta e protesta, ma anche di tremenda e agghiacciante verità e attualità.

Capitalismo, guerra, amore

Flying Copper“, che raffigura un poliziotto in tenuta anti sommossa con al posto del volto uno smile sorridente e delle ali da angelo che spuntano dalle spalle, ad esempio, vuole contrapporre il classico sorriso che tutti i giorni tutti noi utilizziamo sui nostri smartphone a un fucile, per farci riflettere su come oppressione e minaccia possano nascondersi dietro a un volto amico, come chi amministra la pace possa essere un pericolo per la pace stessa.

 

Laugh Now“, l’immagine della scimmia con il cartello appeso al collo che porta la scritta “Laugh now, but one day we’ll be in charge”, invece, vuole essere una testimonianza di come l’umanità si approfitta arrogantemente del regno animale e in generale delle altre forme viventi sul pianeta.

Le parole della scimmia sembrano una profezia.

 

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Napalm. Can’t beat the feeling” è forse la stampa che colpisce di più emotivamente di tutta la selezione della mostra.

Nel lavoro di Banksy viene raffigurata Kim Phuc, la ragazzina diventata celebre grazie alla significativa foto scattata durante la guerra in Vietnam, nel 1972, tenuta per mano da un pupazzo di Topolino e dal pagliaccio di McDonald’s.

La critica al capitalismo e al consumismo è chiara, anche ponendone l’America come simbolo d’eccellenza.

 

Love Rat” è una delle numerose immagini realizzate da Banksy con come protagonista un ratto.

Per l’artista, i ratti “esistono senza permesso, sono odiati, braccati e perseguitati, vivono in silenziosa disperazione tra il sudiciume. E tuttavia sono in grado di mettere in ginocchio intere civiltà”.

Apparentemente potrebbe sembrare una stampa graziosa, ma se la si osserva bene il cuore disegnato con il pennello sulla parete dal topo è come se sanguinasse. Banksy probabilmente ci vuole ricordare che l’amore, a volte, può anche far male.

 

Sale ends today“, invece, è un’altra critica al conformismo più sfrenato. Un’immagine non molto conosciuta di Banksy ma sicuramente molto d’effetto.

Figure riprese da scene bibliche, caratterizzate da un gruppo di donne che si dispera davanti alla passione del Salvatore, che però in quest’opera viene sostituito da un banale cartello rosso che annuncia la fine dei saldi.

È questa la nostra vera fonte di disperazione, al giorno d’oggi?

 

Delle 20 opere esposte alla mostra di Firenze, ogni visitatore può cogliere diverse sfaccettature e fare la propria personale riflessione.

C’è da dire, però, che facendosi strada tra le citazioni dell’artista, “Love is in the air“, o “Girl with baloon“, invece che “Pulp Fiction“, l’esposizione promossa e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio di Firenze Città Metropolitana e il sostegno della Regione Toscana, in collaborazione con Muse, curata da Gianluca Marziani e Stefano Antonelli, consiste in un’analisi accurata ed esaustiva dei confini semantici tra cui un artista così particolare come Banksy si colloca.

Veicolandone le origini, i riferimenti, le tematiche affrontate, la mostra è in grado di comunicare l’artista sia all’appassionato sia a chi nemmeno lo conosce.

Impossibile non appassionarsi, e con Banksy è difficile uscire da una mostra insoddisfatti.

La comunicazione dell’artista britannico è uno specchio del nostro mondo, e osservare le sue opere è uno dei metodi più semplici e allo stesso tempo interessanti per scoprirne alcune delle sue sfaccettature.

Citando le parole di Marziani, infatti, “Banksy, come fosse un Umberto Eco che ha scelto la strada al posto delle aule universitarie, somatizza le molteplici contraddizioni semantiche del nostro tempo. In un’epoca dove analogico e digitale convivono per ovvie ragioni, dove la tecnologia velocizza i tempi ma cambia i parametri vitali, dove la Democrazia traballa in mille modi, in un mondo del genere ecco un autore che fa implodere i codici del narcisismo (la peggior patologia collettiva dei nostri giorni), restando invisibile ma lavorando su strade e luoghi pubblici, sgretolando con ironia i poteri forti, inventando icone urbane che somatizzano i nodi lampanti di questo millennio”.





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Come migliorare l’apprendimento grazie ai video interattivi (anche nel marketing)


Erano gli anni Sessanta quando il maestro e pedagogo Alberto Manzi insegnava agli Italiani a leggere e scrivere via etere nel programma televisivo educational “Non è mai troppo tardi”.

Nelle lezioni tenute da Manzi, con risultati strepitosi, venivano già utilizzati formati multimediali con supporti audio e video, e dimostrazioni pratiche.

Negli anni Sessanta, però, la distanza che ci separava dallo schermo televisivo era di almeno un metro e, con il tempo, le distanze si sono dimezzate da quando il pc è entrato in tutte le case diventando uno strumento di uso quotidiano.

Negli anni Ottanta, il lancio dei primi computer Apple con le interfacce grafiche che permettevano alle persone una facile interazione con il calcolatore, più intuitiva attraverso icone e desktop, ha cambiato ulteriormente l’approccio allo screen.

Credits: Depositphotos #81222840

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I progetti educational intanto si facevano strada sul mezzo pc e vedevano un’ampia diffusione con l’avvento di internet.

Il termine e-learning, l’uso di nuove tecnologie multimediali e di Internet per migliorare la qualità dell’apprendimento mediante l’accesso a risorse, servizi, collaborazioni e interscambi a grande distanza, è stato intanto sponsorizzato ampiamente dalle politiche educative europee.

Tuttavia, solo di recente l’approccio sempre più user centered ha permesso di comprendere l’importanza di mettere anche lo studente al centro dell’apprendimento, grazie all’interazione sia con lo strumento di formazione che con il tutor e gli altri partecipanti del corso, creando vere e proprie community di dialogo, confronto e accrescimento delle conoscenze.

È in questo contesto che si inseriscono anche i concetti di user experience (UX), human-centered design e gli strumenti innovativi come il video interattivo.

Human-centered design, UX e video interattivo

Human-centered design e user experience mettono la persona al centro della progettazione e dell’esperienza, analizzando il suo punto di vista, i suoi comportamenti e reali bisogni.

L’utente è attivo nell’esperienza, la vive in prima persona, mette in campo le proprie risorse per il raggiungimento del risultato.

Lo scopo in ambito educational è quello di mantenere alta l’attenzione e ricezione del contenuto. Del resto chi non ha mai sentito la frase “L’esperienza insegna”?

Con il video interattivo (o ipervideo) è possibile costruire percorsi educational nella forma di esperienze su misura.

La persona può seguire un apprendimento lineare sul video o cliccare su collegamenti, che appaiono per alcuni momenti in sovraimpressione, personalizzando così il percorso formativo secondo il suo personale metodo di apprendimento.

In alcuni casi il video interattivo permette persino una personalizzazione a seconda delle risposte fornite dall’utente.

Credits: Depositphotos #97178492

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Video Educational

La formazione è oggi diventata una leva fondamentale non solo all’interno di scuole e università, ma anche per le aziende, sia come strumento di formazione interna, per accrescere la competitività e produttività con un team di professionisti esperti, sia per diffondere informazioni e contenti di valore sul prodotto verso altre aziende (B2B) o verso il consumatore finale (B2C).

Il video educational, in particolare il video interattivo, proprio per la semplicità di fruizione, l’esperienza di personalizzazione e quindi l’elevato coinvolgimento dell’utente è uno strumento che si adatta a qualsiasi contesto e settore, dall’educazione verso i bambini a quella professionalizzante, fino a quella nell’Health.

educational- ux

Per esempio è uno strumento performante nella diffusione di training aziendali innovativi, soprattutto nei casi in cui la conoscenza è tecnica, come un tutorial per l’utilizzo di un macchinario o di una nuova pratica.

Scopriamo quindi insieme alcune declinazioni di video interattivo applicato proprio all’educational.

1. Video educational per i bambini: RAPT e Royal Bank of Scotland

L’utilizzo di un video interattivo è adatto in particolare per i bambini, poiché, semplicemente, imparare interagendo è anche divertente, proprio come un gioco.

Rapt Media ha realizzato con lo studio di animazione Ardman, “Pigby’s Tales” un video interattivo prodotto per la Royal Bank of Scotland con lo scopo attraverso la forma del gioco di insegnare ai bambini il valore del risparmio.

Il protagonista è Pigby che aiuta il suo amico Buzz a risparmiare per acquistare un nuovo skateboard in vista della grande skateboard competition.

video interattivi educational

Così la gamification applicata all’educational e al video aiuta a preparare i clienti di domani (e intanto a conquistarne i genitori!).

2. Video educational nell’Healthcare: Shaa, Streaming Well e Videum

Shaa è una video agency italiana che permette di realizzare, attraverso la propria piattaforma, video interattivi sia in ambito educational che aziendale.

L’obiettivo in qualsiasi declinazione è massimizzare l’engagement degli utenti implementando sul video diverse funzionalità: dall’apertura dei pannelli per approfondimento, all’inserimento di quiz o sondaggi interattivi.

In ambito Healthcare è molto interessante il progetto Love Your Hearth realizzato in collaborazione con Streaming Well e Videum.

Qui lo storytelling su un argomento molto delicato e specifico come quello legato alla salute è stato reso interattivo e dinamico grazie all’inserimento di un login e un form di registrazione della customer journey dei singoli utenti, con la possibilità di salvare i progressi svolti dall’utente.

La capitolazione e l’indice, utili per navigare tutti i video all’interno di un unico player, hanno reso ancora più fluida l’esperienza, corredata di quiz, questionari, form da compilare per raggiungere il download finale del certificato.

I video di approfondimento sono stati visualizzati in appositi pannelli in overlay sul video principale, mentre menu laterali permettevano di accedere a documenti di supporto. Infine le call-to-action con link utili e contestualizzati in base all’argomento trattato nello speech hanno contribuito a rendere più semplice la navigazione degli utenti.

3. Lezioni di leadership: 3 Play Media e Harvard School of Public Health

3Play Media ha collaborato con la Harvard School of Public Health (HSPH)  per creare un’interfaccia video personalizzata con trascrizioni interattive e ricerca così da favorire la partecipazione e la collaborazione.

Educational

Il progetto della HSPH è stato quello di prendere video di leadership e letture in classe e utilizzarle come clip educative per gli studenti della facoltà. I video interattivi creati hanno una funzione di ricerca video affinché gli studenti possano ricercare l’argomento per sezioni o capitoli, una funzione di ricerca per le trascrizioni e una funzione di ritaglio per condividere parti di video e commentare tramite email o social network.

Le potenzialità dei video interattivi educational

Le possibilità di interazione e i casi di applicazione per i video interattivi, insomma, possono essere le più varie, a patto di non rimanere legati ad un concetto statico e passivo di apprendimento e di definire alla base uno storytelling ad hoc che permetta all’utente di fruire di un’esperienza immersiva e personalizzata.

L’educational, declinato attraverso il video, come negli esempi che abbiamo visto, può prestarsi alla creazione di tutorial, database di ricerca, didattica, garantendo un livello di attenzione superiore anche a quello dei normali video, grazie alla partecipazione attiva dell’utente.





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Ninja Morning, il buongiorno di mercoledì 14 novembre 2018


WeWork

SoftBank investirà 3 miliardi di dollari in WeWork. Ad annunciarlo è stata la società americana di spazi di lavoro condivisi. Se l’investimento fosse completato, WeWork diventerebbe la seconda startup americana con la maggiore valutazione dietro a Uber Technologies. WeWork ha spiegato che l’impegno di SoftBank è nella forma di un warrant con cui SoftBank può comprare una quota addizionale del gruppo nella prima metà del 2019. L’accordo segue indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui SoftBank e WeWork stanno negoziando un investimento ancora più grande con cui l’azienda giapponese spenderebbe 15-20 miliardi di dollari per avere una maggioranza della startup nata otto anni fa.

ninja

Waymo

Secondo Bloomberg, Waymo punta a lanciare a inizio dicembre il primo servizio al mondo di robo-taxi. Il servizio della controllata di Google sarà operativo con un nuovo marchio e in diretta competizione con Uber e Lyft. Secondo i rumor, non è previsto un mega evento di lancio e il neo servizio non sarà presente in un negozio di app. Sembra che si comincerà lentamente da Phoenix.

Born2Code

Sta per iniziare la seconda edizione di Born2Code, la scuola di coding per aspiranti sviluppatori informatici di Groupama Assicurazioni. I ragazzi, con meno di 30 anni, interessati hanno tempo fino al 30 novembre per iscriversi online. Diciotto dei candidati saranno selezionati per seguire un corso gratuito a tempo pieno di tre mesi a Roma, con il patrocinio dell’ANIA. Le lezioni, dedicate all’apprendimento della programmazione web e mobile, si svolgeranno presso l’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs alla stazione Termini. Al termine del percorso gli studenti potranno partecipare all’hackathon organizzato e ospitato dal MAXXI, una maratona digitale di 36 ore finalizzata allo sviluppo di idee e prodotti per migliorare l’esperienza museale attraverso l’innovazione.

ninja

Samsung

Il primo smartphone pieghevole di Samsung, con display flessibile che si apre e chiude come un libro, si chiamerà Galaxy F, sarà presentato ufficialmente a marzo prossimo e arriverà sugli scaffali a un prezzo di 2 milioni di won sudcoreani, pari a circa 1.570 euro. A svelare i dettagli del dispositivo è stata l’agenzia di stampa coreana Yonhap.

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Tesla

Tesla starebbe costruendo un edificio di circa 80 mila metri quadrati a Lathrop. La cittadina si trova nella contea di San Joaquin, in California, ad un’ora di distanza dall’impianto produttivo di Fremont. Il nuovo capannone non dovrebbe essere luogo di produzione ma, più probabilmente, un centro di smistamento.  A Lathrop, Tesla possiede già un altro capannone (grande poco più della metà di quello in costruzione) utilizzato come magazzino. La costruzione di un nuovo edificio è un segnale di ottimismo. È nota la volontà (e la necessità) di incrementare la produzione. Attualmente l’impianto di Fremont (che produce Model S, X e 3) sta viaggiando a un regime che potrebbe consentirgli di produrre 360.000 vetture l’anno. L’obiettivo di Tesla è arrivare a 500 mila.

ninja

In agenda oggi

FASHION – La sfida della moda, tra heritage e futuro, tra manifattura artigiana e mercati multichannel, protagonista del Summit Pambianco-Deutsche Bank. Il titolo della 23^ edizione dell’appuntamento, in programma oggi presso Borsa Italiana (Palazzo Mezzanotte, piazza degli Affari 6) è Dalla manifattura allo store del futuro. La giornata sarà moderata dal direttore del TG La7 Enrico Mentana.

Le notizie che forse ieri ti sei perso

Addio a Stan Lee, muore il papà dell’Uomo Ragno
Stan Lee ha umanizzato i supereroi con gli aspetti caratteriali delle persone comuni e il suo approccio al lavoro fu definito il “Metodo Marvel”

Apre i battenti la Biblioteca degli Alberi sotto i grattacieli di Milano
Ha aperto finalmente al pubblico la Biblioteca degli gli Alberi, il progetto ambizioso di riqualificazione della zona di Porta Nuova a Milano

blablacar

Ouibus coach at Paris -Bercy terminal – credits Florian Fèvre

BlaBlaCar vuole comprarsi i pullman di Ouibus (e annuncia un mega round da 101 milioni)
La piattaforma di carpooling ha presentato un’offerta di acquisizione di Ouibus, la divisione autobus della compagnia ferroviaria francese SNCF, e un finanziamento da 114 milioni di dollari

Amazon sceglie New York e il Nord Virginia per la sua nuova sede
Dopo una competizione durata quasi un anno tra i potenziali siti candidati, centinaia di città e diversi stati, Amazon ha scelto New York e il Nord Virginia

Il round da 5 milioni di Easyrain, la startup della guida sicura sul bagnato
Aumento di capitale per il progetto nato a I3P, che ha sviluppato una soluzione per contrastare l’aquaplaning e migliorare le prestazioni su asfalto bagnato

ninja

Team Digitale: vogliamo migliorare i servizi pubblici con l’aiuto dei designer
Fabbri (Team Digitale) a WudRome ha annunciato una “jam che chiamerà a raccolta i migliori creativi della città su temi come mobilità, sanità, e scuola”

Come impennare le vendite con i social media in vista del Natale
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Solo il 5% degli europei dice no ai cookies. Il barometro di Teads sul GDPR


Solo il 5% degli utenti di Internet di tutta Europa dice no all’utilizzo dei cookie per ricevere pubblicità personalizzate. E’ quanto è emerso dal nuovo report settimanale di Teads, creato per raccontare lo stato di allineamento dei publisher europei alle nuove direttive del General Data Protection Regulation (GDPR). Un barometro che fa riferimento agli editori che lavorano sulla piattaforma e che riflette i due terzi dei 300 editori mondiali della classifica di comScore.

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Il 95% degli utenti dice sì

Secondo il primo report, il 50% degli utenti di Internet di tutta Europa ha accettato o rifiutato il consenso all’utilizzo dei cookie con l’obiettivo di generare advertising targettizzato, e ben il 95% di questi utenti ha espresso il proprio consenso alla raccolta dei dati, contro un significativamente basso 5% che, invece, lo ha rifiutato. Un dato significativo, soprattutto se si considerano i tanti timori suscitati sul tema privacy dall’entrata in vigore del GDPR. La percentuale di rifiuto del consenso varia, ovviamente, da Paese a Paese, con un tasso di poco più alto in Inghilterra (7%) ed è, invece, più bassa in Francia (4%), Paesi Bassi (3%), Spagna e Italia (2%).

Le piattaforme di gestione del consenso

Secondo i dati del report, inoltre, attualmente il 63% del traffico degli editori europei passa attraverso una piattaforma di gestione del consenso (CMP) che permette agli utenti di esprimere la propria preferenza e agli editori di adeguarsi alla normativa in vigore. La Spagna guida il processo di adozione della CMP con un tasso di implementazione dell’82,83%, i Paesi Bassi si posizionano subito dopo con un 82,82%, mentre Francia e UK registrano rispettivamente il 71,08% e il 67,93% di presenza.

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Pierre Chappaz, Founder & Executive Chairman di Teads

Lo stato attuale dell’ecosistema media in Europa

“I dati – hanno spiegato da Teads  – rappresentano la percentuale di adozione delle CMP all’interno della piattaforma Teads che vanta una reach superiore all’85% raggiungendo oltre 1,2 miliardi di utenti unici nei principali mercati Europei. Proprio per questo motivo, i dati riflettono in maniera altamente significativa lo stato attuale dell’ecosistema media in Europa”. La società, intanto, è al lavoro per guidare i publisher europei che ancora non hanno provveduto all’implementazione della Consent Management Platform nel processo di allineamento alla nuova legge. Per Pierre Chappaz, Founder & Executive Chairman di Teads “L’adozione diffusa del Consent Management Framework di IAB da parte dell’industry ha permesso di soddisfare tutti i requisiti richiesti dal GDPR in tempi record. Il nostro lavoro è da tempo focalizzato ad indirizzare gli editori verso l’implementazione delle piattaforme di gestione del consenso per procedere ancora più velocemente verso questa direzione”.





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Un ricercatore mostra in 3D come funzionerà l’internet via satellite di Musk


Musk torna a stupire con il suo nuovo progetto: una rete spaziale per trasmettere internet in tutto il mondo, attraverso migliaia di satelliti.

Starlink arriverà nel 2020

La nuova idea visionaria dell’imprenditore americano che ha già creato Tesla, Hyperloop, SpaceX e altre aziende del tutto innovative si chiamerà Starlink e dovrebbe essere operativa già dal 2020, con la metà dei satelliti previsti in orbita.

musk

L’obiettivo sarà trasferire la maggior parte del traffico internet con questo sistema. Ma come evitare che i satelliti si schiantino l’uno contro l’altro? Un piano del genere è realmente fattibile?

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Per chiarire qualche perplessità tra le molte sollevate e rispondere ad alcune domande, Mark Handley, professore presso il Dipartimento di Informatica dell’University College di Londra, ha recentemente creato una simulazione dettagliata di Starlink.

Cosa ha fatto Mark Handley

L’esperimento di Handley è stato realizzato utilizzando un simulatore creato appositamente per questo scopo, la creazione dell’ambiente virtuale è simile per funzionamento e resa grafica, a quella che visualizziamo in un comune videogioco 3D.

“Ho già scritto simulatori di reti, ma di solito non li scrivo in un programma di gaming”, ha detto Handley a Digital Trends. “Tuttavia, in questo caso, essere in grado di visualizzare il movimento delle stelle è stato fondamentale per procedere. È molto intuitivo e rende più semplice capire cosa succede se puoi guardare mentre avviene. A un basso livello di risoluzione di queste simulazioni, il problema è essenzialmente un problema di geometria 3D, e un motore per il gaming è in realtà molto adatto per ovviare ad alcuni di questi problemi. “

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Handley ha raccontato di essersi subito stato incuriosito quando Musk ha parlato di Starlink, sebbene avesse molte domande sulle specifiche e sul funzionamento.

Ad esempio, si chiedeva se fosse davvero possibile collegare insieme migliaia di satelliti in orbita sulla Terra in modo tale che i percorsi dei movimenti fossero abbastanza diretti.

Aveva anche domande sulla capacità della rete, in particolare riguardo alle tecnologie più convenzionali, come la fibra ottica.

Cosa ha concluso Handley

“Sì, penso che il concetto sia globalmente fattibile”, ha detto Handley a conclusione della sua simulazione.

“Rimane comunque un obiettivo ambizioso e SpaceX sta spingendo ai limiti la tecnologia in diverse aree contemporaneamente. Si tratta per lo più tecnologia conosciuta, ma continuare a impiegarla nel modo in cui lo stanno facendo sarà impegnativo.

L’uso di collegamenti laser tra i satelliti nello spazio libero, ad esempio, è invece una tecnologia relativamente sconosciuta, anche se l’Agenzia Spaziale Europea ha già dimostrato che un utilizzo pratico è possibile, ma SpaceX dovrà raggiungere più obiettivi simultaneamente e ottenere velocità di trasmissione dati più elevate. Ho fiducia che sia possibile, ma perché funzioni correttamente ci vorrà ancora molto tempo”.





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Come impennare le vendite con i social media in vista del Natale


Non si fa in tempo a mettere via costume e infradito che il pensiero di dove è stato nascosto l’albero di Natale in cantina ci assale. Ebbene sì, il countdown per il periodo più luccicante dell’anno è ufficialmente iniziato e tra circa due mesi ci troveremo di nuovo a scartare regali e goderci le meritate vacanze natalizie.

Tutto questo ti fa venire l’ansia? Sarà per i panettoni e i torroni già esposti nei supermercati, sarà per le promozioni natalizie delle compagnie telefoniche, sarà per quell’adv con Babbo Natale intravisto mentre scorrevi il feed di Facebook.

Per ognuno di noi che prova un misto di eccitazione, attesa e gioia infantile, c’è un Social Media Manager che si prepara ad uno dei periodi più duri e intesi dell’anno. Il periodo natalizio, infatti, è un’incredibile opportunità per i brand per comunicare con i clienti, conquistarli in un momento in cui sono più disposti all’acquisto e alla fidelizzazione.

Mentre il picco delle vendite corrisponde agli ultimi giorni del mese di dicembre, il periodo fertile inizia, per i marketer di tutto il mondo, quando tu sei ancora intento a goderti gli ultimi giorni di mare: come diligenti aiutanti di Babbo Natale i Social Media Manager già a settembre iniziano a creare, pianificare, confezionare la miglior social strategy per i propri clienti.

Natale

L’obiettivo? In molti casi impennare le vendite.  Ma andiamo con ordine. Ecco tutto quello che sappiamo sul fenomeno Social Christmas.

Il Social Christmas in numeri

  • Il 49% dei consumatori afferma di iniziare lo shopping natalizio nel mese di novembre, dopo però essersi informato sui propri acquisti nei mesi precedenti. Ottobre, infatti, è il mese migliore per iniziare a comunicare prodotti, servizi e offerte e avviare le prime campagne. Solo il 20% dei consumatori ammette di iniziare ad acquistare a ottobre mentre il 24% a dicembre, a ridosso del picco natalizio.
  • Le persone, e tra questi i vostri potenziali clienti, passano in media più di tre ore al giorno sui loro dispositivi mobili e sono proprio questi ultimi il mezzo e il modo ideale per raggiungerli durante il loro shopping, con prodotti rilevanti e offerte interessanti.
  • Il 52% dei potenziali acquirenti fa shopping natalizio dai propri dispositivi mobili.
  • Il Black Friday (23 novembre) e il Cyber Monday (26 novembre), fanno, in realtà, già parte della Social Strategy di Natale e servono come trampolino di lancio e catalizzatori. Il cliente se attirato dalle super offerte e promozioni in questi due giorni, ormai diventati appuntamento fisso anche in Italia, sarà sicuramente più propenso a seguire le promo di quello stesso brand anche nei mesi successivi. Assocerà l’esperienza positiva di novembre a quelle che troverà nei mesi seguenti e sarà più disposto all’acquisto. Ecco perché è molto importante non sottovalutare queste due date e pianificare per tempo campagne e creatività.
  • Oltre il 36% del budget destinato alle campagne pubblicitarie di Natale sarà assegnato ad attività di Social Media Marketing a discapito dei media tradizionali come stampa e TV.
  •  Anche per quest’anno Facebook rimane la scelta più popolare per attirare e coinvolgere possibili acquirenti (41,8%), seguito però da Google (28,2%), Instagram (17,6%) e Amazon (12,4%). 

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natale

Pianificare le attività

Abbiamo capito che esserci a Natale è fondamentale, ma come pianificare le attività e sperare che vada tutto liscio? Semplice, mettendo tutto nero su bianco e stabilendo un calendario delle attività e delle azioni da attuare, da condividere con tutta l’area Digital ma anche con il commerciale, nel caso di lancio di nuovi prodotti o campagne specifiche.

Ecco da dove partire:

  • Fase 1: pianificazione. Inizia a ragionare su cosa e come comunicare, su quali canali, in quale formato, con quali tempistiche. È il momento in cui si inizia a discutere con l’area creativa e a farsi un’idea degli obiettivi di vendita per definire messaggi personalizzati e call to action. Di solito questo periodo coincide con il mese di luglio. Sì, avete capito bene!
  • Fase 2: attività di branding. È il momento di iniziare a far conoscere il brand, l’azienda, il prodotto o il servizio. È impossibile avere successo nel periodo natalizio se non è stata realizzata in precedenza una buona attività di branding per farvi conoscere, a meno che non siate un brand super conosciuto. Questo tipo di attività vi servirà per catturare l’attenzione di potenziali clienti e fidelizzarli, rendendo il processo di vendita natalizia più agevole. Qui siamo nel mesi di agosto, settembre e soprattutto ottobre.
  • Fase 3: massimizzare le vendite. È il momento di avviare le campagne social e portare a casa il risultato di tanto lavoro. Accertatevi che tutto fili liscio e gestiste la community, la customer care e la risposta alla vostra campagna. Anche se nel cuore del periodo natalizio, siete ancora in tempo per aggiustare il tiro se qualcosa dovesse andare storto. Qui siamo già tra novembre e dicembre.
  • Fase 4: gestire il post-Natale. Al contrario di quanto si possa pensare, non tutto finisce con il Natale, c’è vita dopo le mangiate di panettone. È proprio in questo momento che le vendite aumentano rapidamente. Grazie ad escamotage come carte regalo da spendere, offerte imperdibili e la voglia di non farsi trovare impreparati con l’incombere del nuovo anno, il volume delle vendite aumenta, così come le interazioni con i canali social del brand. Benvenuto gennaio!

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Natale

Come raggiungere i clienti

Non vi abbiamo ancora convinto? Allora ecco cinque consigli per provare a raggiungere con più semplicità clienti, potenziali ed esistenti, e passare delle vacanze di Natale tranquilli a mangiare panettoni.

  • Gestisci alla perfezione il servizio di customer care sui social. Mai come in questo momento le persone sentiranno il bisogno di contattarti per chiedere spiegazioni e informazioni. Essere presenti e rapidi è la scelta vincente. In caso contrario l’utente si sentirà abbandonato a se stesso .
  • Punta sul coinvolgimento: è il periodo in cui siamo tutti abbagliati dalle luci, dalle offerte imperdibili, da una comunicazione che ci bombarda e ci costringe ad amare il Natale. Cerca di non essere uno dei tanti, coinvolgi gli utenti in qualcosa di unico.
  • Utilizza video e live streaming per attirare l’attenzione degli utenti.
  • Coinvolgi Influencer e Ambassador. Significa raggiungere i tuoi clienti in modo più rapido e personalizzato e dedicarti in modo più significativo alle campagne.
  • Parola d’ordine: interattività. Non limitarti a cercare like per convertire. Pianifica e proponi campagne interattive. Se è vero che chiedi uno sforzo maggiore da parte dell’utente in termini di azioni, è anche vero che è più facile poi conquistare la fiducia di quell’utente.

Il consiglio dell’esperto

Tutto chiaro? Per darti una spinta finale abbiamo deciso di chiedere un consiglio a chi di campagne social se ne intende. Ecco cosa ci ha detto Luca La Mesa, docente Ninja Academy, su come impennare le vendite a Natale:

Il periodo di Natale nasconde grandi opportunità e qualche rischio. Le opportunità sono per tutti quei brand che riusciranno a cavalcare lo spirito di Natale con dei video realmente coinvolgenti che gli utenti non vedranno l’ora di rendere virali inviandoli ai loro amici.

Il mio preferito degli ultimi anni è WestJet Christmas, che abbiamo analizzato all’interno del Social Media LIVE Program. Un regalo per voi sperando che sia di ispirazione.

 I rischi sono per i brand che non ottimizzeranno le inserzioni a pagamento e che rischieranno di notare un aumento dei costi dato dal fatto che Facebook e Instagram si basano su un meccanismo di asta dinamica e i prezzi salgono se più aziende vogliono colpire lo stesso target in un momento specifico dell’anno.

Lo stesso motivo per cui ho interrotto molte campagne social dei miei clienti nel mese di febbraio, perché ero convinto che i partiti politici avrebbero speso molti soldi in poco tempo pur di ottenere voti.

Come minimizzare il rischio? Analizzando i dati e spostando i budget sui target che performeranno meglio. Puntate su attività di remarketing verso coloro che nelle ultime settimane hanno visitato il vostro sito, magari inserendo dei prodotti nel carrello senza però finalizzare il check out, e convinceteli a completare gli acquisti facendosi un bel regalo natalizio.





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Ninja Morning, il buongiorno di martedì 13 novembre 2018


Blablacar

La piattaforma francese di carpooling BlaBlaCar ha presentato un’offerta di acquisizione di Ouibus, filiale di SNCF leader nel settore autobus a lunga percorrenza in Francia, già attiva in Italia con decine di collegamenti verso Milano e Torino. Quest’operazione consentirebbe a BlaBlaCar di estendere per la prima volta la sua offerta di mobilità al di fuori del carpooling. BlaBlaCar annuncia anche un finanziamento da 101 milioni di euro che coinvolge SNCF e alcuni finanziatori preesistenti.

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BlaBlaCar

Social

L’uso dei social network fa aumentare la depressione e la solitudine. Uno studio su Facebook, Instagram e Snapchat condotto dall’università della Pennsylvania ha dimostrato una relazione causale tra il tempo trascorso sulle piattaforme sociali e un calo del benessere. La ricerca, pubblicata sul Journal of Social and Clinical Psychology, ha preso in esame 143 studenti universitari e il tempo da loro speso sui social, certificato dall’iPhone.

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Facebook

Per pochi minuti gli utenti di Facebook di Nord e Sud America hanno avuto difficoltà a collegarsi al social network. Un breve down intorno alle ore 18 italiane, subito rientrato. Durante la breve interruzione il calo del titolo a Wall Street si è accentuato e ha toccato il -3,40%.

ninja

Kaspersky

Secondo un nuovo report di Kaspersky Lab sull’evoluzione delle minacce nel mondo IT nel terzo trimestre del 2018, dopo l’epidemia di un anno e mezzo fa, il ransomware WannaCry è ancora in cima alla lista delle famiglie di cryptor più diffuse: il ransomware ha attaccato negli ultimi mesi 74.621 utenti singoli in tutto il mondo. Questi attacchi hanno rappresentato il 28,72% di tutti gli attacchi da cryptor che hanno riguardato gli utenti nel terzo trimestre del 2018. La percentuale è aumentata proprio nell’ultimo anno, mostrando una crescita di oltre due terzi rispetto al terzo trimestre del 2017.

SAP

SAP e Qualtrics hanno annunciato di aver stipulato un accordo in base al quale SAP intende acquisire Qualtrics, azienda globale all’avanguardia nel software per l’experience management, che permette alle organizzazioni di crescere nell’economia di oggi basata sull’esperienza. XM PlatformTM di Qualtrics raccoglie feedback e dati per le quattro aree vitali di un’azienda (clienti, dipendenti, prodotto e brand)e fondamentali in un mondo in cui le imprese hanno successo o falliscono in base alle esperienze che offrono. Secondo i termini dell’accordo, SAP acquisirà tutte le azioni in circolazione di Qualtrics per un valore di 8 miliardi di dollari USA.

In agenda oggi

LA SFIDA – Digitale – La sfida mondiale. Il ritardo dell’Europa, il ruolo dell’Italia è il convegno organizzato alle 11 dal Centro Economia Digitale (direzione scientifica dell’Università La Sapienza di Roma, di Roma Tor Vergata e della Università Roma Tre) allo spazio Hdrà, in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

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Alibaba ha chiuso un Singles Day (stellare) da 30,8 miliardi di vendite: tutti i numeri
Con il suo decimo Singles Day Alibaba raggiunge il record storico di vendite in 24 ore ed entra nella storia dell’ecommerce

Il Singles’ Day 2018 di Alibaba triplica i risultati di Black Friday e Cyber Monday 2017
I risultati del Singles’ Day 2018 di Alibaba segnano un nuovo record: più di 30 miliardi di dollari in 24h e 1,5 miliardi solo nei primi due minuti

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Il papà di Twitter annuncia: “Stiamo pensando al tasto Modifica Tweet”
Per la prima volta dalla fine del 2016, Jack Dorsey è tornato sull’argomento della creazione di un pulsante di modifica per i tweet

La spesa pubblicitaria per dispositivi mobili in Europa supera i 10 miliardi
Secondo i dati diffusi da IAB Europe, la spesa pubblicitaria per il mobile rappresenta oggi circa il 40% dell’investimento digitale totale

Google collaborerà con 5 creator di YouTube per la sua campagna sul digitale sicuro
Google ha lanciato insieme ad Altroconsumo, Telefono Azzurro a 5 creator Vivi Internet, al meglio. In arrivo anche un roadshow nelle scuole





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vogliamo migliorare i servizi pubblici con l’aiuto dei designer


“Migliorare i servizi pubblici del paese con il contributo e l’impegno civico dei designer: è questo l’obiettivo della jam che Designers Italia lancerà nei prossimi mesi a Roma, e che chiamerà a raccolta i migliori creativi della città su temi come mobilità, sanità, e scuola”: Lorenzo Fabbri, Head of Content Design del Team per la Trasformazione Digitale, ha lanciato la call dal palco della quinta edizione del World Usability Day Rome,  che si è tenuto l’8 novembre a Parco Leonardo, Fiumicino (Roma). 

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Lorenzo Fabbri

Design for Good or Evil

Insieme con Fabbri, a confrontarsi sul tema Design for Good or Evil, l’Head of User Research The Home Office Gov UKKaty Arnold, che ha illustrato i progressi compiuti negli ultimi anni dall’amministrazione britannica nella modernizzazione dei servizi al pubblico, rilasciati con successo in una nuova veste che tiene conto principalmente dell’elemento più importante: l’utente finale. E Cennydd Bowles, scrittore e Digital Product designer, Pietro Gregorini, Art Director Solo in cartolina, Matteo Cadeddu, Membership & Engagement Manager di Change.org.

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Cennydd Bowles, scrittore, serial public speaker e digital products designer

Due anni di lavoro

Presentando i risultati di due anni di lavoro del Team per la Trasformazione Digitale  (alla cui guida è stato recentemente nominato Luca Attias come suo nuovo commissario, dopo l’esperienza di Diego Piacentini), Fabbri ha voluto ampliare il discorso sul modello di rete collaborativo per designer pensato per costruire e e diffondere un metodo di lavoro e degli strumenti comuni per ripensare i servizi della pubblica amministrazione. Ed è proprio nell’ambito di questo discorso che si inserisce la design jam realizzata a Roma  in collaborazione con nois3, Experience Design Agency che organizza il WUDRome fin dalla prima edizione.

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Katy Arnold, Head of User Research The Home Office Gov UK

Progettare per il bene delle persone

“L’obiettivo della conferenza è capire come poter progettare per il bene delle persone, per questo è arrivato il momento di poter dare un contributo da professionisti al design dei servizi pubblici ha spiegato Carlo Frinolli, CEO Nois3 e co-founder WUDRome – quello che vogliamo trasmettere con questa iniziativa è il forte valore propositivo del lavoro dei designer. Proposte che siano però già prodotti e servizi davvero utili alle necessità dell’utente finale”.





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Il round da 5 milioni di Easyrain, la startup della guida sicura sul bagnato


Aumento di capitale di 5 milioni di euro per Easyrain, startup cresciuta all’interno di I3P, l’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino: i fondi provengono da Indaco Ventures I, fondo promosso da Indaco Venture Partners SGR e dall’imprenditore Aldo Bianchi Vimercati. Le nuove risorse finanziarie serviranno per il completamento dello sviluppo del progetto: una soluzione tecnologica che permetterà, contrastando gli effetti derivanti dal fenomeno dell’aquaplaning, di migliorare le prestazioni delle auto su asfalto bagnato per abbattere il rischio di incidenti mortali.

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Sistema di iniettori

A sviluppare l’idea, Giovanni Blandina, inventore e founder di Easyrain, che progettato e brevettato un dispositivo integrato in vettura, composto da un sistema di iniettori alloggiati davanti agli pneumatici, che viene attivato da un software di controllo che non necessita di nessun sensore aggiuntivo, capace di rilevare l’innesco del galleggiamento della vettura e la conseguente perdita di controllo su fondi particolarmente bagnati. Attraverso un getto ad alta pressione ed i ridotti tempi di reazione, viene rimossa l’acqua in eccesso ristabilendo l’immediato controllo della vettura. Il dispositivo è pensato per poter essere installato su qualsiasi vettura e poter funzionare in qualsiasi condizione dinamica del veicolo.

Obiettivi ambiziosi

“Per Easyrain questo è un traguardo di particolare importanza che arriva dopo anni di duro lavoro che hanno richiesto sforzi sempre più impegnativi – ha spiegato proprio Giovanni Blandina – l’immissione di nuove risorse finanziarie rappresenta per noi la leva necessaria allo sviluppo futuro della società, anche grazie all’arrivo di persone esperte che credono e sostengono il progetto con forza, ingrediente fondamentale per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi che ci siamo imposti”.

Qui I3P

“Siamo orgogliosi – ha detto Paola Mogliotti, direttore di I3P – di constatare come un progetto sviluppato grazie anche al supporto dell’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino abbia suscitato così grande interesse, sin dalla nascita: ora gli investimenti confermano le potenzialità di questo team, e allo stesso tempo rappresentano uno stimolo e un esempio per tutti i giovani imprenditori e innovatori nel nostro Paese”.





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