Milano torna centro della singolarità e dell’innovazione con il SingularityU Italy Summit


La seconda edizione italiana di SingularityU Italy Summit sarà ospitata a Milano presso il MiCo Milano Congressi il 2 e 3 ottobre prossimi, organizzata da SingularityU Italy, country partner di Singularity University, per favorire e incoraggiare lo sviluppo di una cultura locale dell’innovazione e delle tecnologie esponenziali.

Limitless Opportunities. Positive Impact è il claim dell’edizione 2018 che trasmette con energia l’obiettivo del Summit: supportare i leader di ciascun paese a comprendere come applicare le illimitate opportunità offerte dalle tecnologie esponenziali per realizzare un vero cambiamento e un impatto positivo all’interno della propria comunità di riferimento.

Tra gli speaker annunciati: Hod Lipson, docente di Ingegneria e Data Science presso la Columbia University ed esperto di roboticaself-aware car e self-replicating carMark Post, preside della facoltà di Fisiologia presso l’Università di Maastricht e inventore del primo hamburger “in vitro” derivato direttamente da cellule staminali animali; Stacey Ferreira, imprenditrice, speaker, autrice, co-fondatrice, giovanissima, di MySocialCloud. 

L’evento conta su una rosa di partner di eccezione: PwC in veste di Title Sponsor, Eni e IBM Cloud in qualità di Main Sponsor, mentre Bmw ne è il Mobility Partner, e The Adecco Group è Future of Work Partner. Anche quest’anno Connexia è Media Partner dell’evento, che ha inoltre il Patrocinio dell’Istituto Italiano di Tecnologia e vede RDS come Official Radio.

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SingularityU Italy è “neonata” ma sta crescendo rapidamente: lo scorso giugno ha portato a Milano il Disruption Workshop di Singularity University e i prossimi 28 e 29 novembre organizzerà un workshop su Exponential Leadership, seminario intensivo su come motivare e sviluppare i leader per ottenere risultati esponenziali.

 Cos’è SingularityU Italy Summit

SingularityU Italy Summit è una conferenza annuale che concentra in due dense giornate infinite occasioni di incontro e confronto tra le menti più brillanti del vasto e articolato panorama dell’innovazione, offrendo ai partecipanti momenti di riflessione e ispirazione rilevanti, particolarmente significativi per quanti ricoprono posizioni di responsabilità all’interno di aziende, istituzioni e comunità.

SingularityU Italy Summit 2017, con più di 1.000 partecipanti e 21 speaker internazionali con esperienze in diverse aree di competenza, ha rappresentato un esclusivo momento di confronto e di scambio per un pubblico eterogeneo, ponendo le basi per una seconda edizione italiana altrettanto stimolante e ricca di contenuti.

Fil rouge dell’edizione 2018 il «cambiamento», inteso come processo abilitato dai nuovi prototipi tecnologici e dai progressi della ricerca scientifica. Partendo dal concetto di cambiamento, il Summit offrirà differenti punti di vista sui tre ambiti in cui l’impatto delle tecnologie esponenziali produce conseguenze rilevanti: persone, mondo, business.

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A conferma della vocazione inclusiva del Summit – contenitore di idee, sperimentazioni, esperienze – ritorna arricchita AREA EXPO TECH, uno spazio espositivo aperto ad aziende, istituti di ricerca, mondo accademico, startup, dove mostrare e condividere progetti sperimentali, prototipi, soluzioni tecnologiche dall’aspetto avveniristico, ma già insospettate realtà.

“Siamo molto soddisfatti dell’interesse riscontrato dalle tecnologie esponenziali e dell’ottima accoglienza ricevuta dal Summit nel 2017 – dichiara Diego Gil HermidaManaging Director SingularityU Italy – Proseguiamo con rinnovato entusiasmo nel progetto, felici di poter contribuire a estendere la rete di innovatori, imprenditori e professionisti pronti a collaborare insieme e di poter costruire anche in Italia nuove occasioni di confronto e condivisione dello spirito disruptive che anima la comunità di Singularity University”

Accelerazione tecnologica come base dei successi della civiltà

L’accelerazione del cambiamento tecnologico è sia alla base dei successi della civiltà che abbiamo costruito a livello planetario, sia la fonte naturale della complessità che dobbiamo analizzare e capire”, ha detto David Orban, Presidente SingularityU Italy Summit. “Singularity University studia e insegna come usare la forza dirompente delle tecnologie esponenziali e SingularityU Italy Summit è un appuntamento imperdibile per imparare a riconoscerla e applicarla nella propria vita, anche professionale“.

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Come in Black Mirror, presto potremo scaricare e rivedere i nostri ricordi


Vi ricordate il film atto di forza con Schwarzenegger? Tratto da un racconto di Philip K. Dick (che ancora una volta, potremmo dire, aveva previsto tutto) descrive un futuro in cui una azienda, la Total Recall, con una tecnologia non troppo invasiva, permette ai suoi clienti di ricordare certe esperienze, senza mai averle vissute nella realtà.

Elon Musk ha annunciato di recente una interfaccia creata dalla Neuralink che potrà trasformarci in cyborg, interfacciando il nostro cervello con dispositivi esterni.

LEGGI ANCHE:  Chip sottopelle, nanotecnologia e protesi Hi-tech non ci trasformeranno in cyborg ma in Umani Aumentati

Anche un’altra azienda, la Openwater guidata dall’inventrice Mary Lou Jepsen, si pone un obbiettivo simile.

Le due realtà hanno adottato approcci diversi. La Neuralink sta sviluppando elettrodi in scala nanometrica, che una volta iniettati creerebbero una maglia intorno al cervello con cui interfacciarsi. La Openwater invece prevede di utilizzare la luce rossa e quasi infrarossa per leggere (ed eventualmente scrivere) direttamente dal cervello di chi indossi il suo dispositivo, non più grande di un piccolo berretto o bandana.

I primi utilizzatori di Neuralink: i soldati

Entrambe le aziende sono attualmente finanziate dalla DARPA, l’agenzia del dipartimento della difesa statunitense che segue lo sviluppo di nuove tecnologie per uso militare.

La scansione ad alta risoluzione del cervello dei soldati non è un progetto nuovo per la DARPA: in passato se ne erano occupati, però, per creare interfacce che permettessero ai soldati feriti e mutilati in battaglia di riprendere una vita normale con delle protesi avanzate.

Queste ricerche invece si focalizzano sul soldato perfettamente capace, che però grazie alle nuove interfacce potrebbe interagire hands-free con sistemi d’arma autonomi o semi-autonomi, e in futuro, con sistemi d’arma controllati da una AI.

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I tempi previsti per lo sviluppo di queste interfacce non sono poi così lunghi: tra 18 mesi dovrebbero già essere disponbili i primi componenti con capacità di leggere (e scrivere) nel cervello del soldato, per oltre due ore di uso continuo.

Tra altri 18 mesi (quindi nel 2021) le interfacce saranno più piccole, sicure e con un volume di scambio dati maggiore. I segnali trasmessi ricadranno in più categorie, come per esempio  la rilevazione di un obiettivo, o la segnalazione di un pericolo.

Nella fase finale, prevista per il 2023, i segnali ricadranno in più di sei categorie con maggiore affidabilità e, sopratutto, indipendenza tra i canali. Niente interferenze tra udito e vista, ad esempio.

I pro e i contro

Lo sviluppo di queste interfacce, ricordiamo, impiantabili in maniera non invasiva, hanno creato molto entusiasmo ma anche preoccupazione.

Chi ne è entusiasta prevede un futuro in cui con questi sistemi, resi indossabili, sarà facile diagnosticare e prevenire certe malattie, conservare memorie e ricordi di una persona in eterno o ridurre (se non annullare) i tempi di apprendimento di nuove abilità.

Vi ricordate il film Matrix? La scena in cui Neo, prevedendo di dover combattere fisicamente con gli avversari, scarica direttamente nel suo cervello l’abilità di un maestro di Kung-Fu.

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Alcuni esperimenti già effettuati nell’addestramento di piloti di aereo hanno dimostrato come i tempi per acquisire le capacità necessarie si riducano del 33% se i candidati piloti indossano una interfaccia cerebrale che trasmette le nozioni di piloti esperti mentre loro stessi usano un simulatore di volo.

Oppure, semplicemente, potremo solo pensare per controllare ogni dispositivo della nostra casa. Meraviglioso, no? 

Secondo molti entusiasti, Elon Musk tra questi, questa evoluzione del genere umano, maggiormente integrato con le macchine e i sistemi di intelligenza artificiale è un passo verso la singolarità, un modo per il genere umano di non scomparire in un mondo dominato da robot e AI.

Per dirla con Musk, quella della fusione con l’intelligenza artificiale sembra la migliore ipotesi possibile. Se non la puoi sconfiggere, unisciti a lei.

Altri invece si preoccupano. E forse tanto torto non ce l’hanno.

Dopo gli scandali come quello di Cambridge Analytica, il data harvesting sfrenato e, spesso, il conseguente utilizzo non autorizzato dei nostri dati, non è forse giustificato il loro timore?

Cadrebbe l’ultimo baluardo della nostra privacy, i nostri pensieri potrebbero essere monitorati facilmente e con il nostro consenso, nel migliore dei casi. Nel peggiore dei casi, cioè senza il nostro consenso, potrebbe significare davvero vivere una distopia peggiore del grande fratello orwelliano, un minority report dove i criminali potrebbero essere scoperti e perseguiti senza bisogno di precog (i tre veggenti che grazie ai loro poteri potevano prevedere, appunto chi avrebbe commesso un crimine), basterebbe leggere e rilevare le loro intenzioni criminali grazie a queste interfacce.

Se sistemi di social scoring come quello già in uso in Cina si estendessero ad altre nazioni, non sarebbe da temere che un punteggio sociale sia assegnato (o tolto) in base ai pensieri, magari di dissenso politico, che attraversassero la nostra mente?

LEGGI ANCHE: Questa scuola in Cina sta monitorando gli studenti con il riconoscimento facciale

Se poi il dispositivo indossato o impiantato in maniera non invasiva potesse (come previsto dai piani di ricerca) anche caricare nelle mente degli utenti pensieri e ricordi, oltre alla privacy sarebbe in pericolo la nostra libertà, il nostro libero arbitrio.

Robert McIntyre, co-fondatore di Nectome, azienda che si propone di preservare il vostro cervello con una accuratezza tale che si possa, in futuro, leggere tutti i pensieri e ricordi in dettaglio e caricarli nel cloud, è (naturalmente) un sostenitore di queste tecniche.

Uno dei vantaggi, secondo lui, è la possibilità di preservare tutto il sapere e la saggezza che altrimenti andrebbero persi con la morte delle persone che lo detengono.

“Oggigiorno”, afferma, “quando una generazione muore, porta con sé la saggezza collettiva. Si può trasmettere il sapere, ma non la saggezza, che va imparata. Ciò va bene per un po’, ma ogni generazione è sempre più potente. E l’immenso potenziale di cose che possiamo fare aumenta, ma non la saggezza”.





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Le donne nelle professioni digitali sono ancora troppo poche, lo dice una ricerca


Il divario di genere nelle professioni digitali inizia ad essere un gap importante per la crescita del talento femminile in azienda.

Da una ricerca realizzata da NetConsulting Cube per conto di CA Technologies su un campione di HR e CIO di 60 aziende italiane e 225 studenti di licei e istituti professionali, emerge che in azienda la presenza di donne nei mestieri più innovativi è circa il 25% tra i Big Data Engineer e i Digital Information Officer e il 15-25% tra gli Esperti in Internet of Things, Cyber Security, Data Protection.

Il divario di genere nelle discipline STEM

donne divario di genere

Le donne laureate in discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Math) è scarsa, e il 46% crede di non avere le qualità per fare carriera in campo tecnico-scientifico.

In ottica di change management, sono le professioni legate alla trasformazione e all’innovazione digitale che avranno le migliori opportunità di carriera in tutti i settori di mercato nell’immediato futuro. Nelle aziende italiane la presenza di queste figure si rivela però ancora limitata e prevalentemente maschile. Dai risultati dell’analisi emerge infatti che i ruoli tecnico scientifici sono il 30% e di questi solo il 13% è formato da donne.

Questo divario inizia dalla scuola. Già dalla scelta dell’università, le ragazze puntano ancora sul marketing, l’amministrazione e le risorse umane: non scelgono i nuovi mestieri del digitale per poco interesse e scarsa attitudine. Solo una su quattro sceglie di studiare informatica e neanche una su tre ingegneria.

Di conseguenza, le aziende confermano la difficoltà nel trovare talenti femminili per ruoli tecnico-scientifici, ammettendo però anche resistenze culturali e condizioni di lavoro non sempre idonee a facilitare la crescita di figure femminili in determinati ruoli, in cui potrebbero invece contribuire all’innovazione di prodotto/servizio. 

Siamo nel pieno della rivoluzione digitale, ma le nuove generazioni – anche se abituate ad utilizzare le nuove tecnologie – non sono ancora pronte per migliorare le proprie competenze STEM. L’analisi conferma che un maschio su due e due ragazze su tre ignorano cosa sia il Data Protection Officer, il Digital Information Officer, il Big Data Engineer, il Data Scientist, lo specialista in Metodologie Agile e l’Internet of Things Expert. Conoscono solo l’esperto in intelligenza artificiale e robotica (per 86% degli ragazzi e il 74% delle ragazze), seguito dal Cyber Security Manager e dallo Sviluppatore di applicazioni mobili.

LEGGI ANCHE: Con la parità di genere si valorizza tutta la forza lavoro. La ricerca di Accenture

Il divario di genere in azienda

Young businesswoman at her desk in home studio.

Cosa comporta tutto questo? Uno scenario poco equilibrato all’interno del management aziendale: nel 64% delle aziende, meno del 10% delle donne in ambito STEM ricopre ruoli dirigenziali. Il livello di retribuzione delle professioniste in ambito tech e IT risulta inferiore nel 36% delle realtà, e questa disparità di riconoscimento economico è più marcata nei vertici. Sono ancora molto poche le donne, che lavorano nei ruoli tecnici più innovativi all’interno delle strutture informatiche delle aziende intervistate, risulta infatti che la presenza di donne sia il 25% tra i Big Data Engineer e i Digital Information Officer e fra il 15% e il 25% tra gli specialisti in materia di Internet delle cose, cybersicurezza, dati e applicazioni mobili. Nessuna presenza femminile è emersa per il ruolo di Data Scientist.





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Gucci e Cattelan celebrano l’arte di copiare con quattro murales


Milano, New York, Londra e Hong Kong sono queste le quattro città scelte da Gucci per presentare la nuova mostra The Artist Is Present in programma dall’11 al 16 dicembre allo Yuz Museum di Shanghai.

Continuano le operazioni di ambient marketing della maison che questa volta collabora con l’irriverente artista Maurizio Cattelan.

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Gucci e l’arte del copiare

I murales ricreano il manifesto della mostra stessa, un’opera d’arte risalente al 2010 realizzata per la personale di Marina Abramovic The Artist Is Present al MoMA di New York. Un frammento della famosa performance in cui l’artista trascorse 700 ore immobile seduta, invitando i visitatori ad accomodarsi di fronte a lei.

Il progetto espositivo promosso da Gucci esplora l’arte della copia e dell’appropriazione culturale, il titolo stesso della mostra è copiato.

“Copiare è come una bestemmia: potrebbe sembrare non rispettoso verso Dio, ma allo stesso tempo è il riconoscimento significativo della sua esistenza” sostiene Cattelan.

LEGGI ANCHE: La collaborazione tra Uniqlo e il MoMa per la street art

Operazione street art

La mostra presenterà opere site-specific e già esistenti di oltre 30 artisti cinesi e stranieri tra cui Philippe Parreno, Yan Pei-Ming, Damon Zucconi, Christopher Williams, Aleksandra Mir, Sayre Gomez e molti altri. Sebbene Marina Abramovic non sia coinvolta nel progetto, i lavori dell’artista hanno rappresentato per Cattelan una fonte di ispirazione per la creazione delle opere.

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Non è la prima volta che Gucci si lega alla street art per sostenere una sua campagna di comunicazione, lo scorso anno il brand ha collaborato con Angelica Hicks e Coco Capitán.

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I nuovi murales nel quartiere di SoHo di New York, in Corso Garibaldi a Milano, nella D’Anguilar Street di Hong Kong e a pochi passi da Brick Lane a Londra saranno affiancati da un ulteriore murales nel distretto Jingan di Shanghai che sarà rivelato nelle prossime settimane per promuovere l’apertura della mostra in città.

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L’ArtWall milanese in Largo la Foppa – Corso Garibaldi

Nell’esposizione riecheggeranno i temi del falso e della simulazione come paradigmi della era digitale e della riproduzione mediatica. Del resto come “in ogni falso si nasconde sempre qualcosa di autentico”,  anche in una copia l’artista è presente.





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Instagram avvia i test per il “regram” dei contenuti


Instagram sta testando una funzione di “regram” per condividere i post direttamente dal feed. Se Twitter ha il suo Retweet e Facebook il pulsante Condividi, il social network delle foto ora si mette al passo.

LEGGI ANCHE: Instagram vuole diventare un rivenditore online e progetta IG Shopping

L’esigenza c’era eccome: alcuni utilizzavano app di terze parti per le condivisioni non previste dall’applicazione ufficiale, altri scaricavano o screenshottavano il contenuto per condividerlo nel proprio feed. Ora, tutto questo, non sarà più necessario: gli iscritti hanno chiesto per anni una funzione nativa di condivisione e ora, secondo uno scoop di The Verge, saranno accontentati.

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La funzionalità verrebbe definita internamente come “condivisione senza stop”, secondo Casey Newton di The Verge, e introdurrebbe una nuova opzione “Condividi nel feed”, in alto a destra in ogni post. I post ricondivisi appaiono molti simili ai retweet, con il contenuto originale sotto il nome dell’account che l’ha condiviso.

Il tasto regram è ancora in fase di test

Secondo The Verge, che ha ottenuto anche due screenshot della funzionalità, l’inserimento della nuova funzionalità sarebbe ancora allo stato iniziale.

LEGGI ANCHE: Nuovo aggiornamento Instagram: in primo piano le emoji che usiamo di più

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Instagram non ha voluto commentare ma i co-fondatori Kevin Systrom e Mike Krieger hanno dichiarato la funzione è stata oggetto di discussioni interne per anni. Systrom ha detto a Wired: “Abbiamo dibattuto molto sul tema di fornire la possibilità della condivisione, perché le persone adorano ricondividere i contenuti che hanno visto su Instagram, che è pieno di cose fantastiche. In effetti, anche ora i nostri iscritti utilizzano molto Direct, proprio per condividere con gli amici i contenuti che gli interessano. Quindi il dibattito è stato lungo ma la nostra decisione è comunque quello di mantenere il feed focalizzato sulle persone che conosci e con cui sei in contatto”.

Nessun accenno alla nuova funzionalità o alla fase di test. Incrociamo le dita!





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Ninja Morning, il buongiorno di venerdì 21 settembre 2018


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Polizia Postale

Allarme della Polizia Postale su uno spamming in corso con finalità di estorsione. “L’utente riceve una mail – si spiega – nella quale lo si informa che il suo account sarebbe stato hackerato attraverso un virus mentre venivano visitati siti per adulti; da qui la minaccia di divulgare a tutti il tipo di sito visitato e la conseguente richiesta di denaro in criptovaluta”. La polizia ha invitato, qualora si dovesse ricevere una e-mail di questo tipo, a “evitare assolutamente di pagare un riscatto”.

Invenzione per intimorirci. “Nulla di tutto ciò è reale” puntualizza evidenziando che si tratta di “un’invenzione elaborata al solo scopo di intimorirci ed indurci a pagare una somma illecita”. Ma “è tecnicamente impossibile” che quanto viene ventilato possa essere accaduto. “Non è possibile – si spiega infatti – che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta, abbia potuto – per ciò solo – installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando i nostri dati”. La polizia postale invita allora a evitare assolutamente di pagare alcuna somma: proteggere la mail, magari cambiando la password e, comunque, evitare di usare la stessa per più profili.

Facebook

Facebook lavora alla costruzione di una war room in vista delle elezioni americane di metà mandato, a novembre, e delle prossime elezioni in Brasile e in altri Paesi, senza escludere le elezioni europee della prossima primavera. A riportarlo il New York Times, secondo cui l’obiettivo è quello di combattere la disinformazione e le fake news che vengono veicolate attraverso la sua piattaforma.

Scovare gli account falsi. La stanza, una sorta di sala conferenze nel suo campus di Menlo Park, ospiterà una task force di 20 persone che monitoreranno 24 ore su 24 il social media attraverso 16 postazioni dotate di computer e schermi televisivi sintonizzati sui principali media all news come CNN, Fox, CNBC e Mnsbc. Il compito principale del team sarà in pratica di scovare gli account falsi che cercano di influenzare gli elettori con notizie inventate e cancellarli, sradicandoli dalla rete.

Amazon

Amazon finisce sotto la lente dell’Antitrust Ue che vuol accertare se l’utilizzo della piattaforma da parte di altri venditori consenta al colosso dell’ecommerce di raccogliere “dati sensibili” a proprio vantaggio acquisendo così di fatto una posizione dominante. Ieri il Commissario Europeo per la Concorrenza, Margrethe Vestager ha spiegato che si vuole esaminare il “duplice ruolo” di venditore diretto di beni e di piattaforma per altri rivenditori, precisando comunque che ancora non è stata aperta un’indagine formale, ma si è a uno stadio iniziale e si “stanno raccogliendo informazioni”. “La domanda qui riguarda i dati” che Amazon raccoglie dai commercianti più piccoli sul suo sito, ha detto Vestager – riferisce Bloomberg – e su come siano utilizzati “questi dati per fare i propri calcoli, cosa vogliono le persone, che tipo di offerte vogliono ricevere, cosa li fa comprare cose. Questo ci ha spinto ad avviare un’indagine preliminare”.

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Gli appuntamenti di oggi

HEROES – Fino al 22 settembre Heroes Meet in Maratea, rassegna alla terza edizione, a cui partecipano esperti provenienti dal mondo dell’impresa, della finanza, della cultura dell’innovazione e delle istituzioni. In agenda oggi, alle 10.15 (Sala dei Nodi), Mirko Pallera, fondatore di Ninja Marketing e Ninja Academy, considerato una delle menti più fervide e rivoluzionarie del marketing contemporaneo, interviene su Scaleup like a Ninja: come far crescere e prosperare un’impresa (restando felici). È possibile far crescere un’impresa nel tempo in modo sano e costante senza grandi investimenti? Il fondatore di Ninja ci mostra come avere una grande Missione di cambiamento ed alimentare la giusta Cultura Aziendale sia il segreto per resistere alle turbolenze e continuare a prosperare nel tempo.

E-MOBILITY REVOLUTION 2018 – Appuntamento alle 10 all’Autodromo Enel X e-Mobility Hub a Vallelunga (via Mola Maggiorana 4/6 Campagnano di Roma) con e-Mobility Revolution 2018. Intervengono Francesco Venturini, Responsabile Enel X, e Alberto Piglia, Responsabile e-Mobility Enel X, rispettivamente su scenari di mercato e piano mobilità Enel e Intelligent charging solutions, Prodotti e servizi 2019. Chiusura lavori di Francesco Starace, AD Enel.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

Bezos fa sul serio, punta ad aprire 3000 negozi Amazon GO senza cassa
L’impero in perenne crescita di Jeff Bezos, Amazon, potrebbe aprire 3.000 nuovi negozi senza linea di pagamento Amazon Go

15 tips che dovresti conoscere per promuovere la tua azienda su Facebook
Una serie di consigli e di indicazioni di base per cominciare col piede giusto e lanciare subito la tua fan page su Facebook

Facebook non rispetta le regole sui consumatori e rischia una multa dall’UE
Il social di Mark Zuckerberg non avrebbe adeguato i termini di servizio come previsto dalla normativa a tutela dei consumatori. Airbnb esempio virtuoso

Anche i biglietti di Flixbus si pagano anche con Google Pay
Dopo l’integrazione con Google Assistant, FlixBus ha aggiunto anche Google Pay (da poco in Italia) come strumento di pagamento della sua app

Satispay: sottoscritto il 100% dell’aumento di capitale da 15 milioni
Si è chiuso con una sottoscrizione del 100% l’aumento di capitale varato da Satispay a luglio. La raccolta complessiva a oggi sale a 42 milioni di euro

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Come integrare le emoji nella digital startegy della tua non profit
Le emoji sono un efficace strumento di marketing, nel profit come nel non profit, se usate strategicamente sui social network, in mail, chat e app

Che dice il report di Nielsen sulle vendite online e sulla crescita dell’ecommerce
Il Future opportunities in FMCG e-commerce di Nielsen individua anche alcuni dei fattori che traineranno la crescita dell’ecommerce

Brand New Roman è il font ispirato ai loghi dei brand più famosi
Creato per ironizzare sulla grandezza e sull’influenza dei brand che tutti conosciamo, in questo innovativo font ogni lettera corrisponde a un logo

Iniziati in Colombia i test di Facebook Dating, che cosa sappiamo
Dopo aver annunciato il nuovo servizio all’F8, Facebook lancia la sperimentazione sula piattaforma per gli incontri, quella per trovare l’anima gemella





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Iniziati in Colombia i test di Facebook Dating, che cosa sappiamo


Era stato annunciato quattro mesi a maggio fa nel corso dell’F8 dal CEO Mark Zuckerberg in persona, nel corso del keynote di apertura (un vero coniglio dal cilindro, una sorpresa per tutti) e oggi sono aver iniziati i test della piattaforma in Colombia: stiamo parlando di Facebook Dating, la piattaforma per gli incontri del social network, la nuova funzione, insomma, per trovare l’anima gemella.

LEGGI ANCHE: Facebook si “tinderizza”: arriva la funzione Dating

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Che cosa sappiamo

Come riporta The Verge, a prima vista, Facebook Dating ricorda da vicino il concorrente Hinge . Entrambi partono dal modello a strisciamento reso popolare da Tinder per chiedere agli utenti di rispondere alle domande e avviare conversazioni basate su qualcosa nel profilo di una persona. Ciò che distinguerebbe Facebook Dating è però la sua integrazione con Gruppi ed Eventi (si vogliono) incoraggiare gli utenti a incontrarsi in pubblico.

Facebook Dating, al momento, è disponibile solo all’interno dell’applicazione Mobile. È disponibile per gli utenti di età pari o superiore a 18 anni, è gratuito e non include annunci o funzioni premium per ora. La funzione non sarà invasiva, cioè chi non vorrà utilizzarla non sarà, in alcun modo, inserito. Viceversa, gli interessati dovranno creare un profilo separato che dovrà includere una quantità molto più limitata di informazioni personali. Solo il nome e l’età saranno trasferiti dal proprio profilo originale di Facebook. Il nuovo profilo dovrà includere anche una breve descrizione della propria persona e di che cosa si sta cercando.

Il rapporto tra profilo pubblico e privato

Solo nome ed età vengono presi dal profilo Facebook pubblico. Quando si crea un profilo dating verrà anche chiesto di scrivere una breve introduzione al profilo per descriva chi sei e cosa cerchi.

Come sarà il profilo Dating

Il profilo di Dating, riporta il tech magazine, include foto e una serie di risposte alla maniera di Facebook (tipo “come è la tua giornata perfetta?”). Le foto possono provenire dal tuo archivio dai caricamenti di Facebook o dalle foto di Instagram postate su Facebook. Durante la ricerca delle corrispondenze, Facebook terrà conto di come segnali la tua posizione, dei Mi piace, delle somiglianze tra i profili di Facebook e degli amici comuni. Durante la navigazione, so vedrà una selezione di persone a cui puoi “esprimere interesse” toccando una foto o una risposta a una domanda.

Un’interfaccia per i messaggi dedicata

A differenza di app come Tinder, che richiedono la corrispondenza prima della chat, è possibile inviare un messaggio a chiunque. Se si riceve risposta, si apre un nuovo thread di chat in una parte separata della funzione Incontri. I messaggi sono limitati a testo ed emoji e non ci sono foto o video. Per fare questo, Dating utilizza una propria interfaccia di messaggistica, non Facebook Messenger.

I punti interrogativi

Una volta che Facebook inizierà ad avere un numero significativo di iscritti a Dating, partirà l’algoritmo studiato per creare i match tra profili compatibili. Il social network non ha però fatto sapere quale è il numero minimo di iscritti perché il servizio possa effettivamente prendere vita. Nemmeno è dato sapere quale sia il termine temporale limite per veder funzionare Dating. Stesso discorso vale per quanto riguarda l’apertura del servizio in altri Paesi.





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Che dice il report di Nielsen sulle vendite online e sulla crescita dell’ecommerce


Le vendite globali online di prodotti di largo consumo crescono quattro volte più velocemente delle vendite offline. E’ quanto emerge da Future opportunities in FMCG e-commerce, report di Nielsen. Il report, che esamina in particolare gli attuali fattori di crescita dell’e-grocery (l’e-commerce nel largo consumo) in 34 mercati, ha messo in evidenza il ritmo con cui il canale si espanderà nei prossimi anni (18,4% crescita percentuale media in un anno) con la stima che le vendite globali totali raggiungeranno i 400 miliardi di dollari entro il 2022. Dall’analisi risulta anche che 26% dei consumatori europei utilizza già piattaforme di e-commerce per la consegna a domicilio dei prodotti di largo consumo.

Indicatori sociali precisi

“I Paesi europei dove l’e-grocery è più sviluppato – ha spiegato Romolo de Camillis, Retailer Services Director di Nielsen Italia – sono accomunati da indicatori sociali precisi: alta media della popolazione, stili di vita sempre più frenetici, urbanizzazione. In questi Paesi, inoltre, le grandi aziende hanno investito ingenti somme nel canale online. I servizi di e-commerce che si stanno diffondendo sul continente – ha aggiunto – semplicemente, consentono ai consumatori di risparmiare tempo: renderanno quindi sempre più urgente per i player FMCG la necessità di sviluppare un’offerta omni-canale”.

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I 4 fattori che traineranno la crescita dell’e-commerce

Il report Nielsen individua anche alcuni dei fattori che traineranno la crescita dell’e-commerce nel largo consumo in futuro. Tra questi ci sono le dimensioni del mercato, la penetrazione dei conti correnti bancari, di Internet e degli smartphone, la facilità di fare impresa, la densità di popolazione, l’affidabilità dei servizi postali, la fiducia dei consumatori, la cultura del risparmio. E infine i fattori di crescita legati all’offerta, ovvero la maturità degli operatori dell’e-commerce nel largo consumo.

Italia tra i primi 5 per vendite online

Il Regno Unito è in testa alla classifica delle vendite online (6,3% dei prodotti FMCG venduti sono venduti online), seguito dalla Francia (6,1%). La classifica dei top-5 nell’Europa occidentale continua con Svizzera, Italia e Paesi Bassi (rispettivamente 1,8%, 1,7% e 1,5%).

 La corsa del Portogallo…

In Portogallo, Nielsen stima che la quota dell’e-grocery salirà da meno dell’1% nel 2017 a 1,6% (430 milioni di dollari) entro il 2022. Nei mercati del Nord, precisa il report, oltre un consumatore su quattro (25%) è disposto a fare la spesa online.

…e della Norvegia

Secondo Nielsen, la quota di e-grocery della Norvegia passerà dall’1% del 2017 al 2,2% (678 milioni di dollari) entro il 2022. In Polonia, la recente crescita economica, il miglioramento delle prospettive occupazionali e l’aumento del reddito medio hanno rinvigorito i consumi. Nielsen stima che la quota dell’e-grocery polacco del 2017 (meno dell’1%) salira’ all’1,9% (637 milioni di dollari) entro il 2022.





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sottoscritto il 100% dell’aumento di capitale da 15 milioni


Aggiornamento

Si è chiuso con una sottoscrizione del 100% l’aumento di capitale varato da Satispay lo scorso luglio per 15 milioni di euro. L’aumento aveva visto l’immediata sottoscrizione di 10 milioni da parte di importanti investitori di profilo internazionale, quali Copper Street Capital (in qualità di lead investor), Endeavor Catalyst, e Greyhound Capital, di istituti bancari come Banca Valsabbina e Sparkasse di Bolzano, nonché del Club degli Investitori di Torino. L’aumento di capitale si è chiuso con una sottoscrizione completa dell’intero importo di 15 milioni grazie al supporto di Iccrea Banca, che sostiene il progetto Satispay fin dalla sua nascita, e dal nuovo socio Banca di Piacenza. La raccolta complessiva di Satispay ad oggi sale così a circa 42 milioni di euro, con una valutazione post money di 115 milioni. “Siamo davvero orgogliosi del risultato ottenuto con questo aumento di capitale – ha dichiarato Alberto Dalmasso, co-founder e CEO di Satispay – che, oltre ad aver raggiunto la sottoscrizione del 100% dell’importo, da un lato esprime valore anche in termini di network grazie all’ingresso dei nuovi investitori e, dall’altro, consolida fortemente il rapporto con i precedenti azionisti nella rinnovata fiducia di un vero e proprio partner industriale come Iccrea Banca, decisivo nello sperimentare i benefici reciproci della collaborazione tra noi e sempre più Banche di Credito Cooperativo territoriali, una collaborazione che ha posto le basi per l’ingresso nel capitale anche di numerosi altri Istituti bancari e per altre partnership di distribuzione.

16 LUGLIO 2018

Satispay ha approvato un nuovo aumento di capitale per un massimo 15 milioni di euro. Di questi, 10 milioni sono già interamente sottoscritti da nuovi investitori. La raccolta complessiva a oggi di Satispay sale così a circa 37 milioni di euro e la valutazione supera i 100 milioni. Tra i sottoscrittori della prima tranche di 10 milioni, Copper Street Capital, fondo basato in UK e specializzato in investimenti in servizi finanziari, che ha agito come lead investor. Tra gli internazionali anche Endeavor Catalyst, veicolo di investimento nato per supportare il network di imprenditori Endeavor, di cui Satispay è recentemente entrata a far parte, e Greyhound Capital, società di investimento focalizzata su realtà ad alto potenziale di crescita.

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Satispay

Satispay – Da sinistra Dario Brignone, Samuele Pinta e Alberto Dalmasso

I numeri

Attiva sul mercato da gennaio 2015, Satispay conta oltre 650 mila download dell’applicazione e più di 400 mila utenti attivi (con un tasso giornaliero di crescita di 1000 nuove sottoscrizioni) che quotidianamente si scambiano denaro e spendono, con una media di 8 volte al mese, in 50 mila esercizi commerciali convenzionati in tutta Italia (e che crescono costantemente di circa 120 nuovi al giorno).

Investitori di caratura internazionale

“Satispay – ha spiegato Alberto Dalmasso, co-founder e CEO della società – sta crescendo e, pur essendo per ora operativa solo sul mercato italiano, già da tempo, grazie alla tecnologia e ai numeri che sta registrando ha attirato l’attenzione di operatori esteri”. Dalmasso ha aggiunto: “Anche se il nostro obiettivo era e rimane quello di chiudere, non prima del 2019, un round C dell’ordine di 50 milioni di euro, abbiamo comunque deciso di varare questa operazione per consentire fin da subito l’ingresso nell’azionariato di investitori di caratura internazionale, capaci di re investire e supportarci in termini di network e sinergie industriali”.

Trasformare i servizi di pagamento in Italia

“Satispay – ha aggiunto Jerry del Missier, Founding Partner e Chief Investment Officer di Copper Street Capital – ha già dimostrato di poter trasformare i servizi di pagamento in Italia con importanti prospettive di sviluppo in Europa”.





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