5 consigli (e un gioco) per scollegarsi un giorno intero dallo smartphone e ritrovare sé stessi


Il digitale migliora le nostre vite in molti modi, sia professionalmente che personalmente. Ma anche noi, come i nostri smartphone abbiamo bisogno di ricaricarci. Abbiamo bisogno di una pausa.

La pausa ci consente di rallentare e comprendere come stiamo vivendo – e quindi gestendo – la nostra vita. È questione di abitudine.

Queste nostre abitudini stanno diventando meno allineate con alcuni degli obiettivi più importanti che vogliamo raggiungere, sia nella vita privata sia nella vita professionale. C’è bisogno di andare oltre la zona di comfort e hackerare alcune (malsane) abitudini per vivere al meglio.

Digital Detox non significa eliminare il digitale dalla vita, bensì trovare la giusta misura nella vita. Per questo è corretto parlare – anche – di Digital Balance.

Il Digital Balance – frutto della mia esperienza di coaching nelle aziende – aiuta a valorizzare il potenziale delle persone, che ritrovano così energia e produttività profonda, senza distrazioni.

Se lo scorso anno in Italia il 22 febbraio è stata la giornata dello Sconnessi Day, quest’anno sono gli Stati Uniti a manifestare questa necessità di scollegarci (almeno per qualche ora al giorno) da dispositivi e tecnologie con il National Day of Unplugging. Ecco quindi alcuni consigli da mettere in pratica proprio in questo periodo.

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Digital balance

1. Riduci o elimina le notifiche

Prova a disattivare le notifiche delle app che più ti distraggono. Quelle app che sono invasive e che ti tolgono energia.

Raggruppa queste applicazioni in una cartella che metterai in una schermata non iniziale. In questo modo renderai meno “semplice” l’abitudine di vedere le notifiche appena sblocchi lo smartphone e quindi di aprire l’app.

Questo processo ti aiuterà anche a distinguere tra quelle app che sono essenziali per la comunicazione quotidiana e quelle che sono una distrazione inutile. Inizia ora.

2. Osserva le abitudini

Oggi se ti trovi con qualche minuto di inattività – sul bus, tram o mentre aspetti l’ascensore, per esempio – questo può essere usato per dare ascolto alle emozioni/sensazioni che sono dietro all’abitudine di prendere lo smartphone in mano.

Osserva ogni qual volta prendi in mano lo smartphone. Chiediti se veramente è necessario.

Cerca di trovare alcuni momenti della giornata nei quali puoi gestire la “separazione della smartphone”.

Per esempio, individua delle zone/momenti in cui lo smartphone può stare lontano da te per un periodo, anche breve. Ad esempio, durante i pasti, o mentre cammini, o ancora mentre sei in macchina.

Soprattutto ascolta “cosa senti” in questa separazione. Non giudicare. Sii solo presente alle tue emozioni. Magari annotale.

Digital balance

3. Momenti di focus/meditazione

Nell’era delle distrazioni è fondamentale gestire l’attenzione nella giornata per riequilibrare i livelli di concentrazione. In questo modo ti concederai le migliori possibilità di raggiungere il tuo pieno potenziale, a casa o al lavoro.

Dedicare del tempo all’esercizio della meditazione durante la giornata lavorativa è fondamentale. Rende le persone fresche e concentrate, e quindi più produttive.

“Come fare?” ti starai domandando. Prenota fin da ora uno “slot” nel tuo calendario solo per te. In questo tempo potrai rallentare i pensieri e calmare la mente.

LEGGI ANCHE: Digital Detox, le lezioni che puoi imparare viaggiando da solo

4. Netiquette digitale

Essere presenti e smettere di nascondersi dietro al digitale.

Penso che sia importante riconoscere che il multitasking è un (falso) mito. Se cerchi di ascoltare un collega e mandare un messaggio a un altro amico, non lo stai ascoltando completamente. Se provi ad avere una riunione e metà è con lo smartphone in mano, probabilmente non sarà un incontro così bello.

Prova a trovare alcuni momenti della giornata in cui è possibile parlare con amici e familiari, ad esempio durante la cena o per mezz’ora prima di andare a letto, senza lo smartphone. Facci caso.

5. Elimina le paure

La più grande paura di molte persone ad approcciarsi al Digital Detox è che gli altri non saranno in grado di raggiungerli. Se sei pronto a fare il salto di un’intera giornata o di un fine settimana di totale offline, metti in atto un “protocollo di sicurezza”, fai in modo che familiari, amici e colleghi sappiano che non sarai online. Almeno qualche giorno prima invia email e messaggi.

Per facilitarti il compito considera di lasciare il tuo smartphone ad un familiare fidato o un amico che saprà come raggiungerti se viene fuori qualcosa di veramente urgente.

Al lavoro? Attiva il risponditore automatico comunicando che sei “fuori ufficio” e per le comunicazioni urgenti possono far riferimento al seguente numero 😉

Un gioco da provare subito per il Digital Balance

Ora che sei arrivato fino a qui, ti propongo una sfida per oggi provando in qualche modo a celebrare tra noi una giornata di disconnessione dai deivce.

Qui alcune regole del gioco.

  • Disconnettersi ed evitare completamente i social media. Se necessario, cancella le app del tuo telefono per la durata della “giornata”.
  • Non leggere le news online. Compra il giornale se proprio vuoi tenerti informato.
  • Non usare internet per intrattenimento. Non navigare sul web, YouTube, niente blog, newsletter etc. Puoi guardare TV/ film in streaming come eccezioni.
  • Limita drasticamente l’uso delle email. Accedi almeno ogni 2 ore e se riesci controllale solo da smartphone.
  • Annota tutte le volte che sei tentato di prendere lo smartphone in mano e scrivi le sensazioni/emozioni che vivi in quel momento.
  • Riprenditi la tua vita, rigenerati e riparti. Il momento di ricollocarti al centro di te stesso è arrivato, allontana le distrazioni e ritrova la tua felicità.

Si tratta di vivere con attenzione . Troviamo spazio e tempo per le cose che amiamo ed eliminiamo tutto ciò che ci distrae da loro. Del resto la vita è dove e come poni le distrazioni.

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Verso il Mobile World Congress. L’analisi di idealo sull’elettronica di consumo


idealo, portale internazionale leader nella comparazione prezzi, in vista del Mobile World Congress 2019, la più importante fiera al mondo in ambito elettronica di consumo, fa il punto su quella che si conferma essere una tra le categorie che riscuote da sempre maggior interesse tra i consumatori digitali. Obiettivo è quello di analizzare il settore nel dettaglio per scoprire come si è modificato l’interesse degli e-consumer italiani nel corso dell’ultimo anno.

Le quattro categorie preferite

Innanzitutto, le quattro categorie merceologiche il cui interesse online è aumentato maggiormente sono state casse altoparlanti (+115,1%), cuffie (+77,4%), droni (+56,4%) e orologi sportivi (+20,4%). Seguono, nelle ultime due posizioni, smartwatch (+5,0%) e televisori (+0,3%). Le quattro categorie che, invece, hanno vissuto un’inversione di tendenza e le cui ricerche online sono diminuite sono notebook (-13,6%), tablet (-5,1%), smartphone (-5,0%) e infine console di gioco (-1,9%).

Gli smartphone

Con Apple come produttore predominante nel 2018 (con il 25,2% delle ricerche online ad esso associate), seguito da Huawei (20,5%), Samsung (18,6%), Xiaomi (11,8%) e Honor (4,6%), il 2018 ha visto anche il boom di nuovi – e già noti – player del mercato. Nel dettaglio, si tratta di Xiaomi (+1551,8% di ricerche online rispetto all’anno precedente), Google (+456,2%), Nokia (+150,4%) e Motorola. In forte decrescita, invece, l’interesse nei confronti dei brand LG Electronics (-21,5%), BlackBerry (-31,5%) e Asus (-44,7%). I tre modelli di smartphone più desiderati in assoluto in quest’ultimo anno – stando alle ricerche degli utenti del portale italiano di idealo – sono stati Apple iPhone 7, Apple iPhone X e Huawei P10 Lite.

Il caso tablet e notebook

I tablet più desiderati e acquistati nel 2018 sono stati l’Apple iPad 2017 e l’Apple iPad 2018, mentre i due notebook più acquistati in assoluto sono stati il MacBook Air 13 del 2017 e il Lenovo Yoga Book. Nel mercato dei tablet, nel 2018 tra i produttori in maggiore crescita si sono distinti Samsung (+14,7%), Huawei (+10,7%) ed Apple (+1,1%). In decrescita, al contrario, Lenovo (-27,4%), Microsoft (-27,5%) e Asus (-54,3%). Per quanto riguarda i notebook, se tra i produttori “in boom” vi sono stati Huawei (+473,9%), Microsoft (+182,4%) e MSI (+17,7%), con un interesse online in decrescita idealo evidenzia invece Acer (-26,9%), HP (-27,0%) e Lenovo (-39,1%).

Il boom: altoparlanti, cuffie e droni

Considerando che i prodotti in assoluto più acquistati in tutto il 2018 attraverso il portale italiano di idealo sono stati gli auricolari Apple AirPods, non sorprende che tutto il settore delle cuffie stia vivendo un enorme boom. In cima ai top player operanti nel mercato vi sono Apple, Beats By Dr. Dre e Samsung, ad aver vissuto un boom rispetto al 2017 sono stati invece Marshall (+349,3%), Beyerdynamic (+320,1%) e Cellular Line (+227,8%). Per quanto riguarda gli altoparlanti, il prodotto che più di tutti nel 2018 ha catturato l’interesse degli e-consumer è stato il Google Home Mini; per quanto riguarda i droni, invece, idealo evidenzia DJI Spark, il drone perfetto per i selfie che può essere controllato senza radiocomando o dispositivo mobile.

L’e-consumer italiano appassionato di elettronica

Nella stragrande maggioranza dei casi, gli utenti di idealo Italia più interessati al settore dell’elettronica di consumo appartengono alla fascia di età 35-44 anni, ad eccezione delle categorie di notebook e cuffie dove prevale invece la fascia 25-34. Per tutte le categorie  prese in esame nello studio, gli uomini si sono dimostrati in assoluto i più interessati, arrivando – ad esempio nel caso dei droni –  all’88,2% delle ricerche contro l’11,8% delle donne.

“Otto dei dieci prodotti più acquistati attraverso il portale italiano di idealo nel 2018 sono stati inerenti all’elettronica di consumo – ad eccezione delle scarpe Saucony Jazz Original e delle Vans Old Skool – e questo è decisamente esplicativo di ciò che interessa maggiormente online i consumatori digitali – afferma Fabio Plebani, Country Manager per l’Italia di idealo – L’elettronica di consumo è un settore in cui i prodotti possono arrivare a costare cifre importanti e, includendo anche dispositivi ormai fondamentali nella vita di tutti i giorni, non sorprende che gli utenti si rivolgano sempre più spesso alla comparazione prezzi che ad esempio, per gli smartphone, permette di arrivare a risparmiare fino al 12,7% rispetto al prezzo medio”.

Come scenderanno i prezzi del Galaxy S10

Sempre per quanto riguarda il mercato online dell’elettronica di consumo, idealo ha voluto analizzare come scenderanno i prezzi nel corso dei prossimi mesi per il nuovissimo Samsung Galaxy S10. Secondo gli analisti di idealo, già tra un mese sarà possibile risparmiare circa €102 (-11%). Coloro che riusciranno ad aspettare almeno tre mesi verranno ripagati, molto probabilmente, con un risparmio di €232 (-25%) e potrebbe continuare a calare fino alla presentazione di possibili nuovi modelli nella primavera 2020, quando il prezzo scenderà del 40% arrivando a costare, quindi, circa €557. A questo link è disponibile l’analisi completa.





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Elon Musk vuole la Luna. Che cosa sappiamo del viaggio di SpaceX


Sì, è vero. Lo ha annunciato su Twitter alla sua maniera un po’ guascona. Però Elon Musk sulla Luna ci vuole andare davvero, non solo. Anzi già decollato. E, come è già successo in passato, il miliardario patron di Tesla e di mille altre cose è motore di un’iniziativa che è già avanti. Vediamo perché.

musk

Il primo lander privato

Il Falcon 9 di SpaceX è partito dalla rampa di lancio 40 della base di Cape Canaveral Air Force Station, in Florida, all’alba di questa mattina, ora italiana. Due le missioni del vettore alto 23 piani: portare nello spazio il satellite Nusantara Satu e far atterrare sulla Luna Beresheet, un lander privato (e va sottolineato mille volte, è il primo privato a tentare un’impresa di questo tipo) di 600 chilogrammi (piuttosto piccolo, ma con a bordo telecamere, sensori magnetici e trasmettitori). Data di allunaggio prevista, l’11 aprile, su Mare Serenitatis. Un viaggio di due mesi.

Azienda israeliana

Il lander è stato sviluppato dall’israeliana SpaceIL, organizzazione no profit sostenuta da imprese, istituti di ricerca, industrie aerospaziali e dall’Agenzia spaziale di Israele (anche questo è molto rilevante). Beresheet, in ebraico vuol dire “all’inizio” (è la prima fase del libro della Genesi nella Bibbia) ed è la prima missione israeliana (sarà il quarto stato al mondo a raggiungere la superficie della Luna).

 

Un viaggio da 100 milioni di dollari

Costo della missione? 100 milioni di dollari, pagati per poco meno della metà da Morris Kahn. L’imprenditore e miliardario sudafricano ha detto a Business Insider che la missione ha l’obiettivo di  dimostrare che Israele, ovvero un paese minuscolo con 6-8 milioni di persone, potrebbe davvero fare il lavoro che è stato fatto solo da tre grandi potenze mondiali: Russia, Cina e Stati Uniti, con un budget inferiore.

Italia a bordo

A bordo della navicella anche tecnologia italiana (bello anche questo): pannelli solari super tecnologici.

 

 

 

 





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5 pregiudizi psicologici che influenzano le nostre decisioni (e gli acquisti) anche online


La maggior delle persone che lavorano nel marketing si considerano un po’ psicologhe (senza esserlo, in realtà) perché conoscere i processi psicologici che si celano dietro le scelte e le decisioni delle persone aiuta a capire come ottimizzare le campagne e far aumentare le conversioni.

Comprendere il crescente settore della psicologia del marketing può aiutare a persuadere e influenzare il pubblico in modo molto potente, soprattutto online. Ecco perché comprendere i i bias cognitivi- o pregiudizi psicologici-  (che appartengono a tutti, nessuno escluso) può aiutarci a pianificare e progettare campagne vincenti.

Al crocevia tra marketing e psicologia esiste un punto ideale: è quello in cui i tuoi contenuti e i tuoi messaggi si connettono al tuo pubblico ad un livello umano profondo. Conoscere i bias cognitivi e i fattori che influenzano le decisioni degli utenti ti aiuterà a portare il tuo social media marketing ad un livello più alto.

LEGGI ANCHE: Come Neuromarketing e Scienze Comportamentali spiegano il ruolo delle nostre emozioni

Psicologia del marketing: 5 potenti bias cognitivi che influenzano il comportamento umano

La nascita e la diffusione del concetto di “Bias Cognitivi” sono riconducibili all’inizio degli anni ’70.

Gli psicologi Kahneman & Tversky in quegli anni avviarono un programma di ricerca denominato “Heuristics and Bias Program. Lo scopo era quello  di comprendere in che modo gli esseri umani maturassero decisioni in contesti caratterizzati da ambiguità, incertezza o scarsità delle risorse disponibili.

I risultati delle ricerche portarono in seguito i due scienziati a sviluppare un nuovo modello teorico con cui scandagliare i processi decisionali umani.

bias cognitivi

Wikipedia definisce un bias cognitivo come: “un giudizio (o un pregiudizio), non necessariamente corrispondente all’evidenza, sviluppato sulla base dell’interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque ad un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio”

I bias cognitivi e psicologici quindi, sono definiti come percorsi ripetitivi che la tua mente intraprende quando fa cose come valutare, giudicare, ricordare o prendere una decisione. Funzionano allo stesso modo degli istinti, che si sono evoluti in modo da non dover pensare più di tanto  a ogni decisione che prendiamo e ci aiutano per questo a risparmiare energia.

Oltre a conoscerli per il marketing, è anche molto interessante essere in grado di individuare i tuoi bias cognitivi per essere consapevole di ciò che accade nelle tue decisioni, rispetto ai tuoi giudizi e alle tue opinioni.

Iniziamo a esaminare allora alcuni bias cognitivi particolarmente utili.

Bias cognitivo 1: l’effetto carrozzone

Probabilmente hai già sentito parlare dell’effetto carrozzone e dell’espressione “saltare sul carro del vincitore”.

L’idea alla base di questo pregiudizio psicologico è che il tasso di diffusione di credenze, idee, mode e tendenze aumenta in maniera esponenziale se le stesse sono già state adottate da altri.

In altre parole, l’effetto carrozzone è quella tendenza per la quale la probabilità che qualcuno faccia o creda in qualcosa è più alta se un numero elevato di altre persone lo ha già fatto o crede già in quella determinata cosa. Talvolta, questo bias cognitivo viene anche definito comportamento di gruppo o di mandria.

Abbiamo visto accadere l’effetto carrozzone molte volte. Ad esempio, quando qualche anno fa c’è stata l’ascesa di Linkedin o quando abbiamo iniziato ad usare in massa Slack. È abbastanza facile immaginare quanto possa essere utile con il marketing. Se uno nuovo utente percepisce che tutti amano il tuo prodotto, è più probabile che sia incline a scoprirlo e ad amarlo a sua volta.

bias congitivi effetto carrozzone

Alcuni dei modi in cui possiamo lavorare per utilizzare questa percezione a nostro vantaggio sono ad esempio le testimonianze e le recensioni. Le testimonianze fanno parte di quei contenuti generati dagli utenti che accrescono la brand authority del marchio e la sua percezione.

Persino l’influencer marketing può trarre vantaggio dall’effetto carrozzone. Quanto più gli influencer amano il tuo prodotto e lo consigliano, tanto più grande sarà la probabilità che i follower salgano sul tuo carro.

LEGGI ANCHE: Statistiche, sfide e insight dell’Influencer Marketing nel 2019

In definitiva, questo pregiudizio cognitivo riguarda la massa critica, quindi deve essere utilizzato in contesti da grandi numeri perché possa davvero metter radici .

Bias cognitivo 2: lo “zero rischi” o l’effetto certezza

È esattamente quello che sembra. Le nostre menti hanno la tendenza a favorire percorsi che sembrano non avere rischi, che sono certi .

Ecco perché molti marchi e aziende offrono garanzie di rimborso e offerte di prova prive di rischio. La sensazione del rischio zero è interessante per i clienti, soprattutto quando si tratta di un nuovo prodotto o servizio che si accingono a provare. Perciò, più è possibile rassicurare i clienti e i potenziali clienti di rischi limitati, facendoli sentire tranquilli riguardo alla loro decisione, più tale decisione arriverà con facilità.

Questo effetto certezza può essere trasmesso con la classica “garanzia soddisfatti o rimborsati”. Oppure con il far provare il prodotto per un mese e poi far decidere se tenerlo o meno, e, sui social, trasmettendo la stessa fiducia integrandola nei copy.

LEGGI ANCHE: 6 trend di marketing che dovresti conoscere per restare al passo con l’innovazione

Bias cognitivo 3: il favoritismo all’interno del gruppo

Il prossimo pregiudizio della lista è il favoritismo in gruppo. Le persone danno la priorità a prodotti e idee che sono popolari in un gruppo con cui si sentono allineati.

Il favoritismo all’interno del gruppo fa comprendere quanto forte e potente sia la propria identità. È uno dei bias cognitivi più interessanti, che possiamo sfruttare su grandi community.

bias cognitivi favoritismo all'interno del gruppo

Supponiamo che tu ti senta allineato con una certa squadra sportiva. I dati mostrano che tu e tutti quelli che si identificano con quella squadra siete più propensi ad acquistare prodotti simili e ad usare servizi simili. In sostanza, tu e gli altri che vi identificate come gruppo utilizzate e prediligete prodotti specifici.

Tuttavia, gli esperimenti hanno suggerito che le identità di gruppo sono flessibili e possono cambiare nel tempo, quindi tienilo a mente e sii pronto a deviare il tiro se necessario.

Un ottimo esempio di azienda che fa leva sui bias cognitivi, e su questo in particolare, è Apple. Apple ha davvero costruito una mentalità “noi contro loro” (IOS contro Android) tra i propri clienti, attraverso specifiche campagne di marketing.  In sostanza, ha creato e fortificato il bias del favoritismo all’interno del gruppo stesso.

Ciò che questo significa in termini di psicologia del marketing è che se riesci a trovare questi indicatori di identità e sai in che gruppi i tuoi clienti e potenziali clienti sono allineati, puoi scegliere e pianificare la tua strategia di marketing di conseguenza.

Ad esempio, puoi unirti alle community in cui il tuo cliente ideale è inserito per saperne di più sui loro identificatori. Puoi creare sondaggi tra i tuoi attuali clienti.  Potrebbe volerci un po’ più di lavoro e di tempo, ma puoi anche creare la tua personale community per raggiungere questo obiettivo.

bias cognitivi community

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Bias cognitivo 4: pregiudizio di conferma

Un altro pregiudizio molto popolare è chiamato bias di conferma. Questo è l’effetto per cui la nostra mente ricerca, interpreta, favorisce e ricorda informazioni che confermano o amplificano credenze che già possediamo.

Questo effetto è ancora più forte quando si tratta di problemi carichi di emozioni e di convinzioni profondamente radicate. In questi casi, invece di cercare nuove informazioni, le persone si attengono a ciò che già credono.

È più facile e implica meno lavoro per il tuo cervello attenersi alle tue convinzioni attuali piuttosto che dover passare attraverso il processo decisionale e decidere di formulare e seguire tutto un nuovo set di credenze.

Il tuo cervello ha un compito. Cerca sempre di sostenere le tue attuali convinzioni nel tentativo di rassicurati circa le decisioni che prendi (e farti risparmiare tempo e fatica) e per questo, è uno dei bias cognitivi che agisce a livello più profondo.

È interessante notare che anche gli scienziati sono vittime di questo pregiudizio, come lo siamo tutti noi. Nel bias di conferma infatti,  tendiamo ad avere un eccesso di fiducia nelle nostre credenze personali.

bias di conferma

Come sfruttare al meglio il bias di conferma

Per sfruttare questo pregiudizio cognitivo nella psicologia del marketing, ci sono alcuni aspetti da considerare.

Per prima cosa devi davvero conoscere il tuo target e quali sono le sue credenze esistenti. Puoi farlo, ad esempio, controllando alcuni appartenenti del tuo pubblico: chi sono sui social? Cosa e quali articoli condividono? Come si esprimono, con quale linguaggio? In cosa credono?

Una volta che hai stabilito quali informazioni sono per il tuo target incontrovertibilmente vere, puoi condividere subito con gli utenti quella parte dei tuoi messaggi che si allineano con le loro credenze. In questo modo, il target sarà già d’accordo con te, condividerà i tuoi messaggi e aumenterà la fiducia nel tuo marchio.

bias cognitivi conferma

Se hai un e-commerce, ad esempio,  un modo per incorporare il bias di conferma è quello di avere descrizioni dei prodotti molto dettagliate, che assicurino alle persone le cose che probabilmente credono già sul prodotto stesso o sulla tua attività commerciale, oppure legate alla qualità o al servizio clienti.

Il bias di conferma è anche largamente sfruttato in politica. Attraverso il social listening, gli argomenti più discussi vengono monitorati. Poi, con il sentiment analysis, viene verificata l’opinione dominante su ogni argomento preso in esame.

Per esempio, la comunicazione politica di Salvini è strutturata proprio in questo modo: le dichiarazioni rilasciate, frutto di queste analisi, sono in linea col pensiero dominante, allineate e sintonizzate sul pensiero comune più diffuso.

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Bias psicologico 5: l’effetto dotazione

L’effetto dotazione è l’idea che le persone assegnino più valore alle cose, semplicemente perché le possiedono: pensa ai coupon gratuiti, alle prove gratis, ai tester e ai prodotti omaggio. Tutte queste esperienze creano un senso di appartenenza che le persone sono meno inclini a voler abbandonare.

Concentrandoci sulla psicologia del marketing, se offri prove gratuite di un prodotto, una volta che un utente ha impiegato tempo e risorse per incorporalo nella propria routine (di lavoro, ad esempio), è meno probabile che voglia rinunciarci. L’effetto dotazione è ciò che ci fa abituare ad una comodità, e quello che difficilmente ce ne fa separare.

Ciò che è interessante dell’effetto dotazione è che le persone tendono a pagare di più per mantenere qualcosa che già possiedono piuttosto che ottenere qualcosa di nuovo che non possiedono, anche quando non c’è motivo di attaccamento e anche se l’oggetto del possesso è stato ottenuto da pochissimo tempo.

bias cognitivi effetto dotazione

Se sei in un centro commerciale e metti nel carrello un maglione costoso e qualche minuto dopo vedi un altro bel maglione che costa meno, hai più probabilità di mantenere il maglione costoso originale perché hai ne già rivendicato la proprietà. Nella tua mente, il primo maglione è già tuo.

Questo punto della psicologia del marketing è anche  legato al pregiudizio dello status quo. Questo pregiudizio parla di come le persone amano che le cose rimangano sempre le stesse.  Il pregiudizio dello status quo funziona in tandem con l’effetto dotazione perché, una volta che rivendichi la proprietà su qualcosa che vuoi che rimanga così com’è, non vuoi rinunciarvi.





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ecco perché abbiamo bisogno di loro


C’è chi è timida ma ama viaggiare per farsi amici nel mondo, chi vuole “fare la differenza” per rompere il silenzio intorno alla malattia mentale, chi vuole condividere l’entusiasmo di avere una vita a disposizione, chi arriva da lontano e con un passato difficile, ma che vuole lavorare per un futuro migliore. Sono alcuni dei 12 under 18 del TEDxYouth nazionale che, il 23 febbraio, saliranno sul palco dell’Auditorium della Conciliazione a Roma per raccontare il meglio delle “idee che meritano di essere diffuse” degli studenti delle scuole secondarie italiane. I 12 giovani talentuosi (selezionati tra 150 mila candidati) racconteranno il loro Alfabeto del Futuro, la loro visione del cambiamento di codici e linguaggi in atto in ambito tecnologico, sociale ed economico.

Abbiamo bisogno dei giovani per capire come immaginano un futuro di cui saranno i protagonisti. TEDxYouth è un momento di incontro e riflessione importante, per i giovani, ma anche per gli adulti (Emilia Garito, curatrice di TEDxYouth@Roma)

Le tecnologie esponenziali cambieranno il modo di vivere la nostra quotidianità e le professioni da qui ai prossimi 5 anni. Tutto sarà modificato da un rapporto diverso e più interattivo proprio con la tecnologia. La sfida del futuro? Come utilizzare in maniera positiva questo rapidissimo cambiamento. Una sfida su cui siamo chiamati ad una riflessione.

I protagonisti

All’Auditorium di Roma Alessandro Andreucci (Roma), Vittoria Batavia (Torino), Riccardo Camarda (Bolzano Vicentino – VI), Benedetta Carotti (Jesi – AN), Mara Castiglioni (Busto Arsizio – VA), Antonio Di Pietro (Bari), Giulia Leo (Bari), Jerald Andrè Moscoso Carreno (Perugia), Maria Gabriella Nanna  (Casamassima – BA), Morr Ndiaye (Licata – AG), Sara Tomasi (Trento) presenteranno le loro idee, percezioni e visioni. Quali, ad esempio, i pilastri della nuova società, i linguaggi con cui creare nuove relazioni, e che struttura avranno queste relazioni?

La selezione dei ragazzi? Non siamo stati condizionati dal dover fare una scelta di genere. Abbiamo trattato in modo imparziale e neutrale le idee. Tra le centinaia di proposte, arrivare a 12 è stata molto dura. In molti casi sono stati i dettagli a fare la differenza.

L’alfabeto della semplicità – Alessandro Andreucci. Studio e sport: questa l’accoppiata vincente per Alessandro su cui fondare il proprio diventare adulto. Lo studio come finestra sul mondo e lo sport per allenarsi ad affrontare le difficoltà. Alessandro ha voglia di crescere e di confrontarsi con gli altri su come farlo.

Writing my own ending – Vittoria Batavia. All’ultimo anno di liceo classico, Vittoria ha voglia di condividere la sua esperienza e “fare la differenza” per scardinare il pregiudizio sulle malattie mentali.

TEDx piace perché è un format libero, è un luogo per poter ascoltare delle persone che si mettono in gioco perché credono che le proprie idee meritino di essere diffuse. 

La Profezia dell’adolescenza  – Riccardo Camarda. Figlio di musicisti, Riccardo è cresciuto circondato dall’arte nelle sue diverse forme, anche quella della retorica, con quale prova a comunicare la visione del futuro da parte di un adolescente.

Percezione e marketing – come il colore influenza l’economia – Benedetta Carotti – Studentessa al liceo classico, Benedetta è un’appassionata anche di altre forme di linguaggio, come la fotografia e la grafica.

Non è un evento organizzato solo dal team di TEDxRoma, ma da diverse team di città italiane che hanno lavorato all’evento per 6 mesi. Un evento per i giovani, promosso dalla community TEDx italiana in maniera coesa e in collaborazione con il MIUR.

The lack of empathy is destroying our society – Mara Castiglioni. Mara ama viaggiare per conoscere persone nuove, ma è una ragazza piena di passioni: dallo sport, all’arte, alla musica e alla scienza, dovunque ci sia qualcosa da imparare, lei ci mette il naso.

Il linguaggio emozionale – Antonio Di Pietro. Antonio scrive poesie in rima perché danno ritmo alla vita e pratica clownterapia perché gli dà emozioni fortissime tutte insieme. Un concentrato di entusiasmo e di gioia di vivere che vuole trasmettere agli altri.

Why Women Are The ABC Of The Future – Giulia Leo. Nonostante la timidezza e le figuracce sempre in agguato, Giulia ama viaggiare zaino in spalla in esplorazione del mondo, senza dimenticare un libro in inglese a farle compagnia.

L’andamento travolgente delle emoji – Rachele Matteucci. Rachele studia al liceo classico, ama la poesia e l’italiano ed è preoccupata di come l’era della comunicazione digitale possa impoverire l’uso della lingua.

No al pregiudizio musicale – Jerald Andrè Moscoso Carreno. Jerald è al quinto del corso di Meccanica dell’ITTS di Perugia dove studia. La musica è la colonna sonora della sua vita, sia perché la suona che perché non smette mai di ascoltarla.

Gravity as a way to communicate – Maria Gabriella Nanna. Maria Gabriella ha lo sguardo sempre all’insù: la sua passione è l’astronomia e il suo sogno è diventare astronauta, perché crede che il futuro dell’uomo sia tra le stelle.

Una spinta al futuroMorr Ndiaye – Morr viene da lontano, dal Gambia. Arriva in Italia nel 2017, dopo aver attraversato l’Africa. Ora vive in Sicilia in un centro di seconda accoglienza e studia alla scuola alberghiera. Della sua esperienza dice. “Ho capito che il passato non si può cancellare e che il futuro non si può né cancellare né prevedere. L’unica nostra possibilità per renderlo migliore è quella di aiutarci nel presente”.

Il tempo e la sua assenzaSara Tomasi. Sara ha tre desideri: che ogni giorno durasse 48 ore, che la dislessia non esistesse e che le lezioni a scuola durassero solo sei ore! Ma Sara sa anche che i suoi sono desideri irrealizzabili e quindi sta trovando un modo per farsi bastare le 24 ore e raggiungere i suoi obiettivi.

A Roma

Quello di Roma il terzo appuntamento del TEDxYouth previsto dall’accordo triennale tra TEDx e MIUR e  realizzato da un team di Organizer TEDx italiani provenienti da diverse città che insieme e dopo mesi di lavoro hanno selezionato, tra centinaia di candidature provenienti dagli istituti scolastici di II grado, statali e paritari di tutta Italia.

TEDxYouth

TEDxYouth è la formula dedicata ai giovani che rientra nel novero della TED Conference, conferenza dedicata alla «condivisione di idee che meritano di essere diffuse» che avviene con appuntamento annuale in cui «thinkers» famosi in tutto il mondo sono invitati a condividere le loro conoscenze e passioni.  

TEDxYouth@Roma quest’anno per la prima volta vede il supporto di tutti i TEDx Italiani, ma nello specifico si è dotato di un team, costituito dai curators di eventi TEDx provenienti da tutta Italia, che forniscono il loro supporto per la diffusione capillare dell’iniziativa sull’intero territorio nazionale e sono parte dell’organizzazione dell’intera manifestazione del prossimo 23 Febbraio.

Che cosa è successo a Bologna

L’evento è stato già accolto nelle precedenti due edizioni a Bologna, registrando nei due anni più di 900 video candidature di studenti provenienti da tutta Italia. Per i ragazzi selezionati ad essere speakers, l’evento è stata un’esperienza unica che “cambia la vita”, come ha raccontato Cesare de Cal, uno dei giovani speaker che ad oggi ha già preso parte a diverse competizioni internazionali di programmazione e il cui TEDx-Talk è stato visualizzato circa 73.000 volte con view da tutto il mondo.

 Eventi non profit. I TEDx sono eventi non profit, organizzati da volontari animati dall’amore per la loro «Comunità» e per le «Idee che meritano di essere condivise».

 





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Il 5G cambierà il mondo. Porno e rischio hacker, l’agenda di oggi


5G

Il 5G, il cui sviluppo è iniziato nel 2019 in diversi Paesi del mondo inclusa l’Italia, “cambierà il mondo in tutti i suoi aspetti. Con l’implementazione di intelligenza artificiale, realtà virtuale e aumentata, il 5G promuoverà lo sviluppo di un’infrastruttura completa e intelligente in grado di integrare comunicazioni, cloud e applicazioni per spingere la digitalizzazione del mondo”. Lo ha detto Wang Xiyu, direttore tecnico della compagnia cinese ZTE, a pochi giorni dall’avvio del Mobile World Congress di Barcellona, la più grande fiera mondiale dedicata al settore Mobile.

Porno

Un nuovo report di Kaspersky Lab mostra che il porno, in generale e nello specifico gli account premium che danno accesso a contenuti “esclusivi” sui siti per adulti, sta ricevendo sempre più attenzione da parte dei cybercriminali. Il numero di utenti attaccati da malware è più che raddoppiato in un solo anno, passando da 50 mila utenti colpiti nel 2017 a 110 mila nel 2018. Complessivamente sono stati rilevati oltre 850 mila gli attacchi.

L’Oreal

L’Oréal ha lanciato la nuova edizione del business game Brandstorm dedicato agli studenti universitari. Quest’anno i partecipanti dovranno lavorare su un progetto con Active Cosmetics, la divisione L’Oréal dedicata ai prodotti dermocosmetici. La competizione è stata lanciata in 8 università e le finali si terranno l’11 Aprile nella sede di L’Oréal a Milano con un nuovo format di pitch. I vincitori potranno realizzare concretamente la loro idea partecipando a un programma intensivo di tre mesi presso il partner di L’Oréal Station F, il più grande campus di startup al mondo.

Startup #1

Una nuova call per selezionare i progetti imprenditoriali del futuro e sostenerli nella crescita con 145 mila euro: LUISS EnLabs lancia una sfida a tutte le startup digitali pronte a trasformare il mercato. L’acceleratore ha riaperto le candidature per il suo Programma. C’è tempo fino al 31 marzo per le startup operanti in tutti i settori del digitale per candidarsi al Programma che partirà nel mese di giugno e si svolgerà negli Hub dell’innovazione di Roma e Milano.

Startup #2

Invitalia ha lanciato l’app sull’incentivo Smart&Start Italia, l’incentivo promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia per sostenere la nascita e la crescita delle startup innovative. Scaricabile gratuitamente su Google Play e App Store, l’applicazione permette agli startupper di seguire in tempo reale lo stato di avanzamento della domanda e di conoscere le novità sulle agevolazioni. Si tratta quindi di un canale di comunicazione diretto e immediato con gli imprenditori, nell’ottica di una trasparenza sempre maggiore nei rapporti tra cittadini e istituzioni.

In agenda oggi

NEUROSCIENZE – Cosa accade nel cervello quando ci troviamo di fronte a un abito o ad una borsa di lusso? Quali neuroni ci fanno percepire il bello e dire “mi piace!”? In occasione della Milan Fashion week il Milano LUISS Hub ospita in via Massimo D’Azeglio 3 un dialogo per rispondere a queste e altre domande e per mostrarci come le più recenti scoperte neuroscientifiche vengono già applicate al settore del fashion per conoscere e coinvolgere il consumatore.

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Le notizie che forse ieri ti sei perso

La social media crisis di Nike, tutto per una scarpa rotta
Durante il match di basket più importante tra i college americani, la sneaker di uno dei giocatori più promettenti della squadra favorita si è letteralmente squarciata

Vi raccontiamo Future Legend, il progetto di Coca-Cola per i talenti musicali
Presentata la competizione di Coca-Cola in cui si sfideranno 12 giovani talenti. L’iniziativa vivrà online e sulle lattine di Coca-Cola nel corso del 2019

Statistiche, sfide e insight dell’Influencer Marketing nel 2019
I numeri e i trend che ogni marketer dovrebbe conoscere per orientare le future strategie, raccontati nell’ultimo report di Talkwalker

Come funziona e quali sono i rischi della tecnica di editing genetico applicata alle gemelle cinesi
Abbiamo cercato di capire come funziona la tecnica CRISPR utilizzata per modificare geneticamente le gemelline cinesi

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IBM si allea con Harley-Davidson e connette la sua moto elettrica
La LiveWire sarà equipaggiata con il servizio H-D Connect di IBM, che consente la connettività al cellulare e collega il proprietario alla sua moto

Disney, Marvel, Star Wars e tutti gli altri brand nel nuovo film di LEGO
In arrivo il 21 febbraio nelle sale italiane, in U.S.A. The Lego Movie 2 ha già sbancato il box office a pochi giorni dal debutto, con 34,4 milioni di dollari e una media di 7.994 dollari in 4.303 cinema. Come si costruisce un successo simile?

Ecco il Samsung Galaxy Fold, lo smartphone pieghevole che si fa tablet
La Big Tech coreana ha lanciato i nuovi smartphone Galaxy S10, e ha mostrato il futuro dei dispositivi mobili, svelando il primo smartphone pieghevole





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La social media crisis di Nike, tutto per una scarpa rotta


Una scarpa rotta. Potrebbe capitare a chiunque una volta nella vita. Una situazione scomoda. Di certo antipatica. Ma nulla di irreparabile. Se non fosse che questa volta la scarpa rotta è di Nike, e il disastro è avvenuto durante una delle più importanti partite di basket dei college americani, seguita da migliaia di appassionati.

Il match era quello tra l’Università della Carolina del Nord e la Duke University, la squadra più importante della nazione. E l’episodio è accaduto proprio a uno dei giocatori più forti dei Duke, Zion Williamson, già presunta prima scelta nel prossimo draft NBA, l’evento annuale della National Basketball Association nel quale le trenta squadre possono scegliere nuovi giocatori.

Alla scena era presente anche l’ex presidente Barack Obama.

Pochi momenti prima del patatrac

Solo alcuni istanti di gioco, Williamson ha la palla e si muove sul campo, ma mentre cerca di piantare a terra il piede sinistro per cambiare direzione, la sneaker Nike PG 2.5 che indossa si sfonda, e il suo piede scivola via. Williamson cade a terra e rimane lì.

Il giocatore è stato costretto ad abbandonare il gioco, con una leggera distorsione al ginocchio e alla fine la partita è stata vinta dalla University of North Carolina.

Gli scatti del momento, con la Nike di Williamson con la suola strappata nel frattempo hanno cominciato a fare il giro del web.

Di fronte all’accaduto Nike ha rilasciato una semplice dichiarazione, augurando a Zion una pronta guarigione: “La qualità e le prestazioni dei nostri prodotti sono della massima importanza. Mentre questo è un evento isolato, stiamo lavorando per identificare il problema “, ha dichiarato.

La social crisis di Nike

Un brutto affare per Nike, che punta tutta la sua comunicazione sull’idea di aiutare gli atleti a migliorarsi ogni giorno.

In seguito a questo episodio sui social è esplosa per Nike una vera e propria crisi, dato che sono iniziate ad emergere sempre più testimonianze da parte degli utenti di problemi anche con l’app che controlla le sneakers da 350 dollari Adapt BB, lanciate recentemente.

Da un lato Nike ha promosso le sneakers come una tecnologia rivoluzionaria e l’app come interfaccia per un nuovo tipo allenamento e performance, consentendo agli utenti di migliorare le capacità della sneakers nel tempo. Dall’altro gli utenti che ora lamentano l’impossibilità di sincronizzare correttamente entrambi i piedi.

I danni, come prevedibile, non si sono limitati ai social, dato che anche le azioni della società sono state date in calo dell’1,4%  in apertura delle negoziazioni.

L’azienda, naturalmente, è ora al lavoro per cercare di recuperare la situazione, dopo queste due brutte figure.





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IBM si allea con Harley-Davidson e connette la sua moto elettrica


Avete mai pensato al cloud, all’Internet of Things e all’Intelligenza Artificiale per una moto? Lo storico marchio delle due ruote Harley-DavidsonIBM hanno deciso che è momento di incrociare le loro strade. La premessa è questa: all’inizio dell’anno, Harley-Davidson ha annunciato la sua prima motocicletta elettrica, chiamata LiveWire. La moto è equipaggiata con H-D Connect, tecnologia di IBM che consente la connettività al cellulare e collega il proprietario alla sua moto attraverso lo smartphone utilizzando l’ultima versione dell’app Harley-Davidson. Basata su IBM Cloud, questa piattaforma sarà utilizzata da Harley-Davidson per fornire ai suoi motociclisti nuovi servizi e informazioni utili attraverso il suo primo veicolo elettrico.

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Moto connessa al cellulare

“LiveWire è una moto elettrica completamente connessa al cellulare. Avevamo bisogno di un partner capace di fornire soluzioni di mobilità in grado di soddisfare le crescenti aspettative dei motociclisti e di migliorare la sicurezza – ha dichiarato Marc McAllister, VP di Harley-Davidson Product Planning and Portfolio – con IBM abbiamo raggiunto l’equilibrio tra l’utilizzo dei dati per creare esperienze intelligenti e personali, e la salvaguardia della privacy e della sicurezza”.

Roadmap per il futuro

Per Venkatesh Iyer, Vicepresidente, North America IoT and Connected Solutions, Global Business Services di IBM “la prossima generazione di piloti Harley-Davidson richiederà un’assistenza cliente più coinvolgente e personalizzata. L’introduzione di funzionalità avanzate tramite IBM Cloud consentirà non solo di abilitare immediatamente nuovi servizi, ma fornirà anche una roadmap per il futuro”.

I dati vitali della moto

Le tecnologie di IBM consentiranno di cambiare il modo in cui Harley-Davidson collega i motociclisti alle loro motociclette, offrendo nuove esperienze. Innanzitutto, grazie al potenziamento della guida il conducente potrà controllare i dati vitali della moto in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.  Le informazioni disponibili includono funzionalità come autonomia, stato della batteria e livello di carica. Le caratteristiche relative allo stato della moto supportano anche esigenze tipiche del veicolo elettrico, quale ad esempio l’ubicazione delle stazioni di ricarica. Inoltre, il motociclista può vedere la posizione attuale della sua moto.

Come ti segnalo l’urto o il furto

Previsto anche il potenziamento della sicurezza: viene inviato sul cellulare un avviso se la moto è stata urtata, manomessa o spostata.  viene inviato sul telefono del proprietario un avviso se la moto è stata urtata, manomessa o spostata. L’assistenza per il veicolo rubato abilitata tramite GPS garantisce la localizzazione della moto in caso di furto.

Gli avvisi per il tagliando

E’stato realizzato il potenziamento dei servizi che consente al motociclista di ricevere promemoria sui prossimi requisiti relativi ai tagliandi della moto e altre notifiche di assistenza.





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Vi raccontiamo Future Legend, il progetto di Coca Cola per i giovani talenti


Pop, rap, soul, trap: la musica è in continua evoluzione. Quali generi, quali canzoni, quali cantanti ascolteremo domani?

Per rispondere a queste domande Coca-Cola ha lanciato Future Legend, il progetto di branded entertainment con cui si fa promotrice della scoperta di giovani talenti che diventeranno le leggende della musica di domani. A decidere il vincitore del titolo di Final Future Legend by Coca-Cola sarà il pubblico che potrà votare i propri artisti preferiti e i loro brani durante tutte le fasi della competizione, attraverso un meccanismo che coinvolgerà le lattine del brand.

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Sempre con lo sguardo al futuro

“Per un brand come il nostro, sempre pronta a intercettare le novità, lo sguardo è costantemente rivolto al futuro – afferma Viviana Manera, Marketing Manager Coca-Cola Italia – In questo somigliamo molto al pubblico dei giovani e con questo progetto vogliamo mettere il futuro della musica nelle loro mani, offrendo la possibilità di far conoscere il loro talento e di far sentire la loro voce, scegliendo ciò che desiderano ascoltare domani”. 

Musica e novità

Future Legend è un format ideato e gestito da Coca-Cola – con la firma creativa di McCann Worldgroup Italia – pensato in particolare per il pubblico teenager. Il progetto, che ha preso il via il 17 dicembre con la candidatura delle giovani promesse sulla piattaforma dedicata e raccogliendo oltre 1.000 iscrizioni i in un mese, si concluderà a dicembre 2019.

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I 12 talenti più votati

Dopo una prima scrematura affidata a una giuria di qualità e a una selezione da parte del pubblico e dei 4 artisti coinvolti nel progetto come Coach – Irama per il pop, Emis Killa per il rap, Annalisa per il soul e Charlie Charles per la trap – i 12 talenti più votati sono ora pronti ad affrontarsi ufficialmente nella prima music battle in lattina, suddivisi nelle rispettive 4 squadre.

La squadra del pop

Per la squadra del pop guidata da Irama concorreranno Edoardo (Edoardo Brogi), Margot (Margherita Di Molfetta), Osso (Ossama Addahre); per la squadra del rap di Emis Killa Blackknote (Marco Kikonde), Mathis (Mattia Paviera), True Skill (Michele Rossi); per la squadra del soul di Annalisa Adriana (Adriana Lè), Eddie Brock (Edoardo Iaschi), Mikesueg (Michele Aliberti) e infine per la squadra della trap di Charlie Charles Jbarton (Valerio Martinelli), Madblow (Daniele Monellini), Paul Noire (Paolo Passaretti).

Insieme a Radio 105…

Per parlare di musica, Coca-Cola ha scelto di avvalersi di un partner media specializzato sul tema come Radio 105, che nel corso dell’anno darà voce all’intero progetto attraverso i suoi canali, tra cui digital e social e in radio con uno spazio dedicato condotto da Dario Spada e in onda il sabato pomeriggio. Radio 105 racconterà le storie dei ragazzi, carpirà le emozioni della gara, coinvolgerà i coach e durante la stagione estiva porterà i giovani talenti a esibirsi su palchi prestigiosi.

…e Mediaset

Una pianificazione ampia e articolata è prevista anche sulle reti Mediaset a supporto delle diverse fasi della competizione. L’accordo con l’editore permetterà di celebrare i giovani talenti portandoli a contatto con il grande pubblico. La realizzazione della comunicazione long video è curata dalla struttura Creativity Media Factory di Publitalia ’80 e la comunicazione short video dal reparto Short Video Production di Publitalia ’80.

Sui social

Due altri pilastri fondamentali del piano saranno il digital, che vivrà lungo tutto l’anno con una comunicazione sui principali siti e canali in affinità con il target e con il mondo della musica, ed il social, che punterà ad amplificare fortemente il progetto. La pianificazione nel suo complesso supporterà ed amplificherà il contest, lungo le tre fasi, con lo scopo principale di ingaggiare il target e coinvolgerlo nel meccanismo di votazione della Future Legend preferita.

Il progetto

La competizione è strutturata in tre diverse fasi che, durante il corso dell’anno, permetteranno di selezionare progressivamente gli artisti che andranno avanti nel percorso, fino alla proclamazione del vincitore finale.

Lattine speciali

In tutte le fasi il pubblico potrà ascoltare i brani in gara grazie alle speciali lattine di Coca-Cola dedicate al progetto che saranno disponibili dalla primavera. Le lattine riporteranno il volto dei Coach e cambieranno nel corso dell’anno, con un aspetto e con grafiche diverse tutte da collezionare. Quello che non cambierà è invece il meccanismo di partecipazione per il pubblico: attraverso il QR code presente sulle lattine, inserendo il codice promozionale, si potrà ascoltare in esclusiva gli inediti delle Future Legend e scegliere il futuro della musica esprimendo il proprio voto per l’artista o il brano preferito.

La Final Future Legend

Durante la fase uno, da marzo a maggio, i 12 concorrenti verranno votati in base agli inediti presentati alle selezioni: solo 8 passeranno il turno, due per squadra. Nella seconda fase, da giugno ad agosto, le Future Legend si affronteranno con nuove canzoni inedite, registrate con i Coach: solo un membro di ciascun team arriverà alla fase finale, nella quale i 4 talenti rimasti in gara saranno votati dal pubblico che decreterà il vincitore assoluto: la Final Future Legend by Coca-Cola.  Le Future Legend avranno a disposizione uno studio di registrazione in cui lavorare ai propri brani e perfezionare le performance grazie ai consigli dei loro Coach. Il Coke Studio, allestito presso il Massive Art di Milano, sarà una location viva e ricca di eventi che verranno svelati nel corso del progetto. Con Coca-Cola Future Legend il pubblico non avrà solo la possibilità di votare i propri artisti preferiti, ma potrà anche accedere a concerti e eventi musicali, scoprire il dietro le quinte o incontrare i Coach.

Accesso privilegiato ai concerti

Inoltre, grazie al braccialetto sulle bottiglie da 450 ml di Coca-Cola, sarà possibile avere un accesso privilegiato ai concerti e avvicinarsi al cuore della musica live. Un’altra opportunità offerta da Coca-Cola per vivere ancora più intensamente la musica e supportare da vicino i propri artisti preferiti. Tutti gli aggiornamenti relativi a #FutureLegend potranno essere seguiti sui canali ufficiali di Coca-Cola, sui profili social dei Coach e attraverso Radio 105, partner dell’operazione.





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Statistiche, sfide e insight dell’Influencer Marketing nel 2019


Il 2019 sembra essersi già candidato come l’anno in cui i brand usciranno dalla fase di sperimentazione con l’Influencer Marketing per passare a quella delle strategie su più vasta scala.

Tra pulizia dei follower su Instagram e critiche alla reputation di alcuni influencer, però, i marketer non sono ancora sicuri della strada da percorrere. Ecco quindi alcuni dati interessanti per cominciare a guardare all’Influencer Marketing non più come a una moda passeggera, ma come a una strategia consolidata.

Quale sarà l’importanza strategica dell’Influencer Marketing nel 2019? Talkwalker lo ha chiesto a un campione di marketer e professionisti del digitale per scoprire a che punto siamo e quali sono le principali sfide da affrontare in questo ambito.

Tra gli indicatori che suggeriscono che l’Influencer Marketing sia un campo con un alto potenziale di sviluppo è il fatto che la maggior parte del lavoro viene ancora eseguito manualmente: solo una piccola minoranza di coloro che afferma di aver sviluppato attività di Influencer Marketing sostiene di
utilizzare strumenti dedicati per identificare, gestire e misurare le prestazioni degli influencer.

Il principale obiettivo delle iniziative di Influencer Marketing è la visibilità del marchio (65,8%) e la generazione di lead (16,9%), seguiti
dalla ricerca di campagne più creative o dalla fidelizzazione dei clienti.

Ma andiamo con ordine e scopriamo insieme quali sono le statistiche, le sfide e gli insight dell’Influencer Marketing per quest’anno.

1. Creare strategie migliori con l’autenticità

Il 69% degli intervistati considera l’Influencer Marketing importante o altamente strategico. Tra le sfide da affrontare resta la necessità di misurare il ROI delle campagne di Influencer Marketing, mentre uno degli insight strategici sarà la ricerca dell’autenticità.

Un alto numero di follower o di like non saranno più i parametri per la scelta dell’influencer giusto per i brand. Fake news, fake community e fake engagement sono ormai stati smascherati, così le aziende punteranno a costruire relazioni a lungo termine con gli influencer adeguati a promuovere i valori dei loro prodotti.

>>> Vuoi conoscere lo stato dell’Influencer Marketing nel mondo nel 2019? Scarica il report di Talkwalker.

influencer marketing trend 2019

Credits: Depositphotos #151872162

2. Aumentare l’efficacia misurando le performance

Attualmente il 71% dei professionisti dell’Influencer Marketing lavorano con un massimo di 50 influencer. Per il 21,5%, infatti, la sfida maggiore sta nell’individuare gli influencer giusti.

Per farlo, la maggior parte dei marketer eseguono ancora manualmente la maggior parte del lavoro, tra ricerca, analisi dei dati, analisi delle performance.

Per le prossime strategie sarà sempre più indispensabile considerare il panorama MarTech e automatizzare almeno una parte di questi processi.

3. Moltiplicare le opportunità di crescita attraverso la creatività

Nel 2019 il 61% dei marketer prevede di incrementare il budget da investire in attività di Influencer Marketing. La maggiore sfida, per il 15,8% dei professionisti, è quella di trovare modi creativi e innovativi per lavorare con gli influencer. Una sfida da risolvere attraverso una relazione sempre più stretta proprio con le web star.

Intanto, considerato che appena il 31,5% degli intervistati ha un piano di Influencer Marketing in atto, il 2019 potrebbe essere l’anno delle grandi opportunità per chi deciderà di cimentarsi in questo campo, sfruttando il vantaggio competitivo.

Influencer marketing trend

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Conclusioni

Una delle specificità dell’industria del marketing e delle pubbliche relazioni è il fatto di essere in continua evoluzione.

Tra i costanti aggiornamenti degli algoritmi su cui si basano le piattaforme di social media, i motori di ricerca che regolarmente aggiornano i dati su fonti, traffico e lead, le tecnologie emergenti e il nuovo know-how delle risorse, i professionisti devono essere costantemente all’erta per essere in grado di anticipare i cambiamenti e adattare di conseguenza la loro strategia.

Se il 2018 è stato un anno di transizione, in cui è entrato in vigore anche il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR) e si è intensificato il controllo sia per i marchi sia per gli influencer da parte di enti come la Federal Trade Commission degli Stati Uniti o l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria in Italia, le nuove regole hanno già avuto un impatto sul livello di trasparenza richiesto tra i brand e i loro influencer, e continueranno ad evolversi nel 2019.

L’effetto finale sarà un’evoluzione dell’Influencer Marketing verso una maggiore fiducia da parte delle persone e verso una maggiore coerenza tra valori del brand e influencer che ne diventa portavoce, nell’ottica della ricerca di autenticità che investe oggi il mondo del marketing in senso più complessivo.

Vuoi saperne di più sui numeri e sullo stato dell’Influencer Marketing nel mondo per il 2019?
Scarica subito il report di Talkwalker.





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